Pensiero
Il sindacato del Nuovo Ordine Mondiale
Il video sta girando pazzamente su Telegram, quindi lo avrete visto.
La scena rappresentata è molto semplice: un comizio del 1° maggio di Landini, capo CGIL con cravatta rossa, attorniato da fedelissimi alternativamente con fazzolletto rosso al collo o mascherina rossa.
Landini parla di guerra (enunciando il teorema per cui la pace è «sconfiggere la logica di Putin», qualsiasi cosa voglia dire) e vaccini, sostenendo che investire in armi invece che nella sierizzazione di tutti i Paesi è una cosa sbagliata, cui bisogna rimediare.
Poi sgancia la formula magica, quella che tutte le antenne drizzare fa:
«… Vuol dire affermare un Nuovo Ordine Mondiale».
????1 MAGGIO 2022.
Landini parla di NUOVO ORDINE MONDIALE spudoratamente…non riesco a crederci… pic.twitter.com/z6ye0x0iH6
— jac (@JacPr4185774) May 2, 2022
Patapum.
Prendete il più grande artista del pianeta, Mel Gibson. Egli nel 1997 fece un film, titolo italiano Ipotesi di Complotto, che apriva proprio con un suo monologo sul tema di quelli che usano in pubblico l’espressione.
Il personaggio da lui interpretato, un tassista reso paranoico da esperimenti del programma di controllo mentale MK-Ultra (tutto verissimo: e qualche rivolo chissà che non sia arrivato anche da noi, nelle manipolazioni delle mente specie infantili viste di recente) dichiara che è impossibile che George Bush senior, in un suo discorso del 1990, abbia parlato di New World Order senza aspettarsi che una massa di persone che riconoscono l’espressione non si agitino assai. Perché, sia pure da nicchie, sono diversi decenni che c’è chi riconosce l’esistenza di un piano per un Nuovo Ordine Mondiale, e che non può sobbalzare ad ogni sua pubblica invocazione.
Bush 41 parlava degli Stati ex sovietici, e la cosa oggidì cade proprio a fagiuolo. Scandì le parole con tale chiarezza, con tale solennità, che un gruppo musicale dell’epoca, i Ministry, ci dedicò un memorabile pezzo di industrial-metal, chiamato appunto N.W.O., dove la voce di Bush padre era campionata e ripetuta macchinalmente. «A New World Order… A New World Order… A New World Order».
Bush padre mica era il solo. Nel corso di questi decenni la formula hanno pronunziata. Il presidente americano Woodrow Wilson. Winston Churchill. Henry Kissinger. Gordon Brown. Papa Benedetto XVI. Recentissimamente, A New World Order. Poi, ovviamente Bergoglio.
Ora nel club dei grandissimi arriva anche il Maurizio Landini, una carriera a capo degli operai metallurgici FIOM ora a capo del più acuminato dente della triplice. Su Wikipedia ci informano che il padre era «attivo nella Resistenza», e lui ha dovuto lasciare l’istituto geometri per «contribuire al sostentamento famigliare» per poi, negli anni Ottanta (quaranta anni fa!) smettere di lavorare per impegnarsi a tempo pieno dentro la struttura sindacale.
Ecco: bisogna avere fiducia nel sogno sindacale italiano: Landini ora è qualcuno che può dire in pubblico, su un palco attorniato da tizi che fanno di sì con la testa, «Nuovo Ordine Mondiale». Come i presidenti americani, come i papi.
Che bello sentire quest’espressione così netta, così carica di storia per tutti noi. Sono colpi di sincerità di cui essere grati. Sono quadretti che colpiscono indelebilmente il nostro cuore: abbiamo in Italia il sindacato del Nuovo Ordine Mondiale.
Non che non vi fossero già i segni, e da prima della pandemia.
Quattro anni fa Renovatio 21 già notava la strana tendenza dei sindacati a favorire le vaccinazioni, in particolare quelle degli anziani. Campagne di comunicazioni martellanti per i pensionati da sottoporre alla siringa – quegli stessi vecchietti che fini a pochi anni fa era medicalmente blasfemo proporre di inoculare. E invece, il paradigma, già prima del COVID, cambiava in fretta… e con
Non è la sola briciola che abbiamo raccolto nel percorso.
La primavera scorsa, nella giornata mondiale contro l’omotransfobia (c’è: il 17 maggio) la CGIL disse che il DDL Zan andava approvato senza modifiche, organizzando un solenne webinario alla presenza della «responsabile Politiche di genere della CGIL nazionale Susanna Camusso, i e le capogruppo del M5S, del PD e del Gruppo Misto al Senato –(…) e rappresentanti delle Associazioni LGBTI+».
Andiamo oltre.
Nel 2016 la CGIL portò l’Italia davanti davanti al Consiglio d’Europa, ove veniva lamentata l’applicazione dell’obiezione di coscienza come limite inaccettabile per il ricorso all’aborto.
In pratica: era messa in dubbio una facoltà del lavoratore, quella di lavorare secondo la propria coscienza, di fronte al diritto al feticidio, che per qualche motivo interessa il sindacato. La facoltà di astenersi da un lavoro ritenuto contrario alla propria coscienza dovrebbe essere una battaglia dell’ente preposto a difendere e potenziare i diritti del lavoratore: pensiamo, ad esempio, a quanti si sono recentemente rifiutati di caricare «aiuti» per l’Ucraina che invece erano armi.
E invece, il sindacato fa il contrario di quello che ti aspetti.
È successo, nello showdown definitivo della storia sindacale, con il COVID. Non possiamo dimenticare la lettera con cui i capi della triplice dicevano a Draghi di procedere con il green pass – ossia la più grande violazione dei diritti dei lavoratori mai esperita dalla Repubblica, con disintegrazione patente dell’articolo 1 della Costituzione.
Di più: nella loro lettera a Draghi, essi si dimostravano più draghiani del drago. Di fatto, invocano l’obbligo totale, l’mRNA per tutta la popolazione nazionale.
«In particolare Le ribadiamo il nostro assenso ad un provvedimento che, in applicazione della nostra Carta, il Governo decida di assumere finalizzato a rendere la vaccinazione obbligatoria quale trattamento sanitario per tutti i cittadini del nostro Paese».
Testuali parole. Di mezzo, lo capiamo, c’era la possibilità di sedersi con politici e industriali al tavolo del PNRR.
Ora, bisogna sapere che tra quei pazzerelli che credono nel Nuovo Ordine Mondiale, è diffusa da decenni l’idea che esso passerà attraverso un mutamento della riproduzione umana, in particolare tramite il controllo delle nascite, cioè la contraccezione e l’aborto. Celo.
Il controllo della popolazione, hanno detto dal giorno uno i complottisti del NWO stile Alex Jones, si servirà dei vaccini e dei loro obblighi. Celo.
La questione degli omotransessuali plus: ricordiamo il libro di Ralph. A. Epperson New World Order del 1990.
«I matrimoni omosessuali saranno legalizzati; ai genitori non sarà permesso crescere i propri figli (lo Stato lo farà;) tutte le donne saranno impiegate dallo Stato e non potranno più fare le casalinghe; il divorzio diventerà estremamente facile e il matrimonio monogino verrà gradualmente eliminato».
Quindi, il sindacato femministo-gender-NWO, celo pure lui.
Di dubbi di cosa sia diventato il sindacato ne abbiamo pochi. E di enti pubblici e privati che sono passacarte del padrone del mondo ce ne sono oggi a BZF.
Tuttavia, come non notare come oggidì tutto sia spudorato, slatentizzato, osceno, dall’etimo greco, fuori scena. Non è più nemmeno un teatrino.
Oramai la questione della rappresentazione è superata da un pezzo. Non hanno bisogno di dissimulare un granché. Ve lo abbiamo detto, ve lo ripetiamo: nessuno ha intenzione di parlare con voi, ripetono solo qualche storiella per la massa vaccina, quella che ancora li segue ruminando il salario e magari al massimo muggendo per tre secondi mentre la si porta al macello.
E ancora: quei minions che fanno andare su e giù la testa quando gli si dice che «essere contro la logica di Putin (…) vuol dire affermare un Nuovo Ordine Mondiale» ci fanno venire un pensiero abissale: vuoi vedere che, davvero, Putin è un’impaccio dal Nuovo Ordine Mondiale? Vuoi vedere che il Paese che ha rifiutato l’imperativo globale l’mRNA e si sta scontrando con un Paese dove stavano introducendo l’app elettronica del controllo totale della cittadinanza, magari davvero qualche problema lo sta creando ai padroni del vapore? Vuoi vedere che Putin è l’ultimo tappo da far saltare perché vinca il mondialismo della fine dei tempi?
Sono pensieri che, ad una certa, saltano fuori da soli.
Tuttavia, senza sondare abissi metastorici e metapolitici e pure metageopolitici, ci basta pensarla in termini molto sintetici.
Il nuovo paradigma delle cose prevede il «restringimento» dei diritti dell’individuo. O meglio, la loro cancellazione – i due anni di restrizioni pandemiche servono a questo.
Come abbiamo ripetuto, la trasformazione del cittadino da avente diritto ad utente (che al massimo gode di un accesso deciso dalla piattaforma) è pressoché completa. Lo Stato non esiste più come emanazione del popolo; il popolo esiste in quanto concessione dello Stato. Ribaltamento assoluto.
I diritti, lo stato di diritto, hanno perso la loro sacralità. Sono sospendibili, eliminabili. Il diritto non nasce con il cittadino, viene elargito, al massimo come facoltà temporanea, dal potere costituito.
Si tratta della disintegrazione, concettuale e fisica, della democrazia costituzionale. Lo abbiamo ribadito varie volte: le carte alla base delle varie «democrazie liberali» (USA, Germania, Italia) sono uscite dalla pandemia strappate in mille brandelli.
Ad esempio, la democrazia costituzionale italiana è basata su una carta chiamata, appunto, «Costituzione», con la C maiuscola. La Costituzione italiana, a lungo celebrata nella sinistra politica e sindacale come «la più bella del mondo» – sì, quella che all’articolo 1 parla di «Repubblica fondata sul lavoro» – è stata annichilita dall’urto pandemico.
Il lavoro non conta più. Il diritto non conta più. La Carta non conta più. Conta solo il potere e la sua imposizione. Cioè, la sottomissione della persona umana.
Questo è, tecnicamente, il più concreto effetto del cambio di paradigma globale che volendo possiamo chiamare Nuovo Ordine Mondiale.
Ora, è il caso di chiedersi chi abbia dato una mano ad arrivare fino a qui.
I camerieri della Cultura della Morte abbondano. Per quanto, ancora non sappiamo.
Roberto Dal Bosco
Immagine di Bablu Miah via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)
Pensiero
Il manifesto di Palantir in sintesi
La società Palantir, da anni al centro di controversie per il peso che avrebbe nell’amministrazione, ha pubblicato online una summa delle idee contenute nel libro del suo CEO Alex Karp smartfono La repubblica tecnologica, uscito alla fine del 2025. Palantir produce un software di sorveglianza e predizione utilizzato dai servizi segreti e dalle forze di polizia non solo americane. I suoi prodotti principali sono Gotham (per intelligence e difesa), Foundry (per il settore commerciale) e AIP (Artificial Intelligence Platform), che collega AI sicura ai dati aziendali.
Nata per supportare operazioni antiterrorismo, oggi è leader nell’AI agentica e nell’automazione operativa, dal fronte militare alle catene di produzione. Con sede principale in Florida, Palantir è quotata in borsa (PLTR) e nel 2026 ha una capitalizzazione di circa 349 miliardi di dollari. La sua forza sta nel trasformare dati complessi in azioni concrete, mantenendo un forte focus sulla sicurezza – in passato è circolata l’idea che il software avesse contribuito ad individuare Bin Laden.
L’azienda è accusata di essere un bastione dell’apparato industriale di sorveglianza e AI in caricamento nello Stato americano e non solo. Alcuni sostengono che vi sia una grande influenza di Palantir sull’amministrazione Trump: Thiel fiancheggiò apertamente Trump nell’elezione presidenziale 2016 (mentre nel 2020, per qualche ragione, non lo fece…) e diede il primo lavoro in Silicon Valley al vicepresidente JD Vance, facendolo operare in un suo fondo venture capital.
Il Karp, nato nel 1967 da padre ebreo e madre afroamericana, è laureato in filosofia a Haverford e con un dottorato in teoria sociale neoclassica all’Università di Francoforte. Si tratta di un background insolito per un CEO della Silicon Valley: studia con il filosofo tedesco dell’ermeneutica Juergen Habermas, critica il gergo ideologico e mescola pensiero europeo con pragmatismo americano.
La sua filosofia, esposta nel libro, è un manifesto nazionalista americano che accusa la Silicon Valley di essersi smarrita inseguendo app frivole e ha dimenticato le sue radici nel complesso militare-industriale. Seguendo in parte il pensiero dello studioso dello «scontro delle civiltà» Samuel Huntigton, Karp sostiene che l’Occidente non prevale per superiorità morale astratta, ma per la capacità di applicare violenza organizzata attraverso la tecnologia. Perciò la produzione di software e l’AI devono tornare a servire l’«hard power» per mantenere la supremazia americana e occidentale contro avversari autoritari.
Per il Karpo il progresso tecnologico non è neutro: deve essere al servizio della nazione, della deterrenza e della sopravvivenza delle società libere. Critica il pacifismo di comodo della Valley e invita a un’alleanza tra Stato e industria tech per un nuovo «secolo americano». Il Karp è noto da anni per il suo essere eccentrico (avrebbe una strana passione per gli occhialini da piscina), diretto e controverso.
Sul principale finanziatore e fondatore di Palantir, Peter Thiel, assurto di recente agli onori delle cronache italiane per la sua conferenza a Roma sull’anticristo, Renovatio 21 ha scritto molto in passato.
In un post su X, l’account ufficiale di Palantir, sostenendo di aver ricevuto molte richieste in merito, pubblica una sintesi delle idee di CEO e quindi dell’azienda.
Because we get asked a lot.
The Technological Republic, in brief.
1. Silicon Valley owes a moral debt to the country that made its rise possible. The engineering elite of Silicon Valley has an affirmative obligation to participate in the defense of the nation.
2. We must rebel…
— Palantir (@PalantirTech) April 18, 2026
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1. La Silicon Valley ha un debito morale nei confronti del Paese che ha reso possibile la sua ascesa. L’élite ingegneristica della Silicon Valley ha l’obbligo di partecipare attivamente alla difesa della nazione.
2. Dobbiamo ribellarci alla tirannia delle app. L’iPhone è forse la nostra più grande, se non la più grande, conquista creativa come civiltà? Questo oggetto ha cambiato le nostre vite, ma ora potrebbe anche limitare e vincolare la nostra percezione del possibile.
3. La posta elettronica gratuita non basta. La decadenza di una cultura o di una civiltà, e in effetti della sua classe dirigente, sarà perdonata solo se quella cultura sarà in grado di garantire crescita economica e sicurezza per la collettività.
4. I limiti del soft power, della sola retorica altisonante, sono stati smascherati. La capacità delle società libere e democratiche di prevalere richiede qualcosa di più del semplice appello morale. Richiede hard power, e l’hard power in questo secolo si baserà sul software.
5. La questione non è se verranno costruite armi basate sull’Intelligenza Artificiale; è chi le costruirà e per quale scopo. I nostri avversari non si fermeranno a indulgere in dibattiti teatrali sui meriti dello sviluppo di tecnologie con applicazioni critiche per la sicurezza nazionale e militare. Andranno avanti.
6. Il servizio nazionale dovrebbe essere un dovere universale. Come società, dovremmo seriamente considerare l’abbandono di un esercito composto interamente da volontari e combattere la prossima guerra solo se tutti ne condividono il rischio e il costo.
7. Se un marine statunitense chiede un fucile migliore, dovremmo costruirglielo; e lo stesso vale per il software. Come Paese, dovremmo essere in grado di continuare un dibattito sull’opportunità di un’azione militare all’estero, rimanendo al contempo fermi nel nostro impegno verso coloro a cui abbiamo chiesto di esporsi al pericolo.
8. I dipendenti pubblici non devono essere i nostri sacerdoti. Qualsiasi azienda che retribuisse i propri dipendenti nello stesso modo in cui il governo federale retribuisce i dipendenti pubblici farebbe fatica a sopravvivere.
9. Dovremmo mostrare molta più clemenza verso coloro che si sono dedicati alla vita pubblica. L’eliminazione di qualsiasi spazio per il perdono – l’abbandono di ogni tolleranza per la complessità e le contraddizioni della psiche umana – potrebbe lasciarci con al potere personaggi di cui ci pentiremo in futuro.
10. La psicologizzazione della politica moderna ci sta sviando. Coloro che cercano nell’arena politica nutrimento per la propria anima e il proprio senso di identità, che si affidano eccessivamente all’espressione della propria vita interiore in persone che forse non incontreranno mai, rimarranno delusi.
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11. La nostra società è diventata troppo ansiosa di accelerare, e spesso si compiace, della caduta dei suoi nemici. La sconfitta di un avversario è un momento di riflessione, non di gioia.
12. L’era atomica sta finendo. Un’era di deterrenza, l’era atomica, sta per concludersi e una nuova era di deterrenza basata sull’Intelligenza Artificiale sta per iniziare.
13. Nessun altro Paese nella storia del mondo ha promosso valori progressisti più di questo. Gli Stati Uniti sono tutt’altro che perfetti. Ma è facile dimenticare quante più opportunità ci siano in questo Paese per coloro che non appartengono all’élite ereditaria rispetto a qualsiasi altra nazione del pianeta.
14. La potenza americana ha reso possibile una pace straordinariamente lunga. Troppi hanno dimenticato, o forse danno per scontato, che per quasi un secolo nel mondo sia prevalsa una qualche forma di pace, senza un conflitto militare tra grandi potenze. Almeno tre generazioni – miliardi di persone, i loro figli e ora i loro nipoti – non hanno mai conosciuto una guerra mondiale.
15. Bisogna annullare l’indebolimento postbellico di Germania e Giappone. Il disarmo della Germania è stata una reazione eccessiva, di cui l’Europa sta ora pagando un prezzo salato. Un impegno simile e altamente teatrale a favore del pacifismo giapponese, se mantenuto, minaccerà di alterare gli equilibri di potere in Asia.
16. Dovremmo applaudire coloro che tentano di costruire laddove il mercato ha fallito. La cultura dominante quasi deride l’interesse di Musk per le grandi narrazioni, come se i miliardari dovessero semplicemente rimanere nel loro ambito di arricchimento personale… Qualsiasi curiosità o interesse genuino per il valore di ciò che ha creato viene sostanzialmente ignorato, o forse si cela sotto un disprezzo appena velato.
17. La Silicon Valley deve svolgere un ruolo nell’affrontare la criminalità violenta. Molti politici negli Stati Uniti hanno sostanzialmente scrollato le spalle di fronte alla criminalità violenta, abbandonando qualsiasi serio tentativo di affrontare il problema o assumendosi qualsiasi rischio con i propri elettori o finanziatori nel proporre soluzioni e sperimentare in quello che dovrebbe essere un disperato tentativo di salvare vite umane.
18. La spietata esposizione della vita privata dei personaggi pubblici allontana troppi talenti dal servizio pubblico. La sfera pubblica – e gli attacchi superficiali e meschini contro coloro che osano fare qualcosa di diverso dall’arricchirsi – è diventata così spietata che la repubblica si ritrova con un nutrito gruppo di figure inefficaci e vuote, la cui ambizione sarebbe perdonabile se al loro interno si celasse un autentico fondamento di valori.
19. La cautela che involontariamente alimentiamo nella vita pubblica è corrosiva. Chi non dice nulla di sbagliato spesso non dice quasi nulla.
20. Bisogna contrastare la pervasiva intolleranza verso la fede religiosa in certi ambienti. L’intolleranza dell’élite verso la fede religiosa è forse uno dei segnali più eloquenti del fatto che il suo progetto politico costituisca un movimento intellettuale meno aperto di quanto molti al suo interno vorrebbero far credere.
21.Alcune culture hanno prodotto progressi fondamentali; altre rimangono disfunzionali e regressive. Tutte le culture sono ormai uguali. Critiche e giudizi di valore sono proibiti. Eppure questo nuovo dogma ignora il fatto che certe culture, e persino alcune sottoculture, abbiano compiuto meraviglie. Altri si sono rivelati mediocri, e peggio ancora, regressivi e dannosi.
22. Dobbiamo resistere alla tentazione superficiale di un pluralismo vuoto e privo di significato. Noi, in America e più in generale in Occidente, negli ultimi cinquant’anni abbiamo resistito alla definizione di culture nazionali in nome dell’inclusività. Ma inclusione in cosa?
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Immagine di World Economic Forum via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic
Pensiero
La nuova religione civile dell’America è l’israelismo
Why Did Trump Alter The AI Trump-Jesus Image To Have A Luciferian/Ancient Sun God Behind Him?
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Quindi tutto questo in poco più di una settimana. Cosa significa? Perché certamente significa qualcosa. Non si tratta tanto di un paio di meme. Queste sono… Queste sono icone. Questi sono tentativi di inviare una dichiarazione sulla fede. Quale dichiarazione sta inviando il presidente? Beh, non una coerente. Non si tratta di una vera e propria teologia. È derisione. Sta deridendo Gesù. Sta prendendosi gioco del Cristianesimo. La figura centrale della religione viene sollevata. E la sua descrizione di come tutto ciò sia trapelato è di per sé una derisione. Una presa in giro dell’idea di verità. Un giorno dice: «sì, l’ho fatto». Il giorno dopo dice: «no, non l’ho fatto». Entrambe le affermazioni sono state registrate in video. Non si tratta di una bugia, è più di una bugia, è più di una semplice frase. È un attacco, non solo a una serie specifica di fatti. È un attacco all’idea stessa che esistano dei fatti. È un attacco alla verità, apertamente. Nessuno lo nasconde. La cosa è stata in qualche modo accantonata dopo un putiferio online durato qualche ora, con la gente indignata, poi placata, con la scusa di avere altre cose di cui preoccuparsi, e passata oltre. Ma per le persone sincere e religiose, per i cristiani che hanno a cuore Gesù e ciò che è vero e ciò che non lo è, molti si sono rivolti alla Bibbia per cercare di capire cosa stessero guardando, e molti hanno trovato un paio di versetti che sembravano adattarsi a ciò che stavano vedendo. Se sei un cristiano sincero o conosci qualcuno che lo è, forse hai ricevuto questi messaggi, ma li leggeremo comunque per farti sapere come molte persone di fede li interpretavano. Il primo è tratto dalla seconda lettera di Paolo ai Tessalonicesi. Capitolo 2,Un versetto molto noto in cui descrive ciò che accadrà al ritorno di Gesù, e dice che sentirete dire che Gesù sta tornando. Non credete a ciò che sentite. Una serie di cose devono accadere prima che ritorni sulla terra, redima il mondo e la storia finisca. E saprete che sta tornando da questi eventi e tra questi ci sarà la rivolta. La figura che descrive come l’uomo dell’iniquità, a volte descritto come l’anticristo, ma l’uomo dell’iniquità è l’espressione tratta dalla sua seconda lettera ai Tessalonicesi, e dice questo: ci sarà una grande ribellione contro Dio guidata da quell’uomo dell’iniquità. Quest’uomo, cito testualmente, si opporrà e si innalzerà al di sopra di tutto ciò che è chiamato Dio o che è adorato, tanto da insediarsi nel tempio di Dio, proclamandosi Dio. Si atteggerà a Dio. Si farà beffe degli altri dèi e si metterà al loro posto. Questo è tratto dalla seconda lettera ai Tessalonicesi. Ma questo non è il primo passo nella Bibbia, Antico e Nuovo Testamento, in cui viene descritto qualcosa del genere. Varianti di ciò si trovano in numerose profezie di quello che i cristiani chiamano Antico Testamento, comprese quelle contenute nel libro di Daniele. Il profeta Daniele descrive qualcosa di molto simile alla fine della storia, e descrive questo periodo, come spesso accade nei profeti, come una punizione. Una punizione per l’infedeltà e il peccato. Il popolo di Dio viene punito per non aver seguito Dio, e questa punizione, descritta in parte nel capitolo 11 del libro di Daniele, predice la venuta di un re, e stiamo citando, un re che farà ciò che gli piace. Si esalterà e si magnificherà al di sopra di ogni Dio e dirà cose inaudite contro il Dio degli Dei. Avrà successo finché non sarà compiuto il tempo dell’ira. Perché ciò che è stato stabilito deve accadere. È tutto ordinato, in altre parole, preordinato. Non mostrerà alcun riguardo per gli dèi dei suoi antenati, né alcun altro dio, ma si innalzerà al di sopra di tutti. Quindi, per molti cristiani o persone che conoscono bene la Bibbia e ci credono, queste profezie sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento, e ce ne sono altre, sembrano adattarsi a ciò che stavamo osservando.Trump Posts AI Photo With Jesus—Days After He Was Slammed For ‘Blasphemy’https://t.co/1KDCpX1NXo pic.twitter.com/QZTIiik115
— Forbes (@Forbes) April 15, 2026
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Sen. Lindsey Graham:
“To the Pope: you’re a good, holy man. You don’t understand the evil of Iran, you’re miscalculating here. The Catholic Church, God bless it, in the 1930s didn’t really get Hitler. And to the Pope: you really don’t get this regime, the Ayatollah and his… pic.twitter.com/C3guM3N7IF — Open Source Intel (@Osint613) April 14, 2026
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I’ve never seen so much anti-Catholic bigotry from the Right. It’s as if Trump’s screed against the pope has given them all a green light to start attacking the Church and the Vicar of Christ.
Here’s podcaster Patrick Bet David (3 million followers) slandering Catholics and… pic.twitter.com/2FWpLLIZY4 — Christine Niles (@ChristineNiles1) April 15, 2026
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The Holocaust Museum for Holocaust Remembrance Day had young members of the US military light a menorah at the Capitol and declare, “I’m [insert name and title], and I remember.” https://t.co/pkTtiLQWVM pic.twitter.com/XPp4UXe7LL
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This has to be seen to be believed.
Hannity facts check the Pope’s anti-war message, says there’s conflict through975 the Bible, like the battle of David versus Goliath. pic.twitter.com/LbsSPF9uzo — Richard Hanania (@RichardHanania) April 17, 2026
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Immigrazione
La violenza immigrata contro le famiglie, il culmine di un processo
In tutta la penisola dilagano gli atti di violenza inenarrabile commessi da immigrati, rapine, stupri, accoltellamenti, uccisioni..la velocità e la foga sono tali da rendere impossibile seguirli tutti.
È un problema militare, come abbiamo scritto già diverse volte, ma ormai esistenziale, di vita. È la vostra stessa esistenza in gioco, in ogni momento della giornata.
Il recente crimine di Massa che ha visto un padre di famiglia soccombere sotto i colpi di una ghenga di giovinastri stranieri e di «seconda generazione» non è che uno dei tanti eventi che vedono papà e famiglie prese di mira all’improvviso e spesso senza motivo da soggetti che nell’attuale contesto anarcotirannico la faranno sempre e comunque franca.
Così, sempre più spesso, nelle grandi città e in quella che abbiamo definito diverse volte «provincia sonnacchiosa»aumentano gli attacchi, violenti e spudorati contro famiglie a passeggio, donne con passeggino, anziani.
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La rapina alle volte è soltanto l’ultimo degli obiettivi, il fine di questi individui è spesso divertirsi della sofferenza altrui, far del male e sancire il proprio dominio, culturale, razziale o di branco sulle persone, sul paese da cui tutto prendono ma che disprezzano, su tutti noi.
Siamo le vittime sacrificali di un sistema che già ci vuole annichilire in ogni momento della nostra esistenza, dal concepimento in avanti con tutti i mezzi possibili.
Tutto ciò non è abbastanza, siamo a rischio di essere umiliati, picchiati, torturati e financo uccisi anche quando siamo a prendere un gelato con i figli o nei momenti di cosiddetto relax. Pensateci, siete sempre le prede di qualcuno o di qualcosa, anche quando volete fuggire da città che di fatto non sono più le vostre.
Per qualcuno non dovete avere pace, in nessun momento della vostra esistenza, dovete essere gli schiavi dello stato e del sistema anarcotirannico che poi sono la stessa cosa.
È un sistema che ha truppe «regolari» per (tar)tassarvi, controllarvi e punirvi aspramente quando vi difendete dalle belve urbane che assalgono voi e i vostri cari, perché, ça va sans dire, quelle medesime belve non sono altro che le truppe «irregolari» dell’anarcotirannia, pronte a farvela pagare amaramente senza regole d’ingaggio se sgarrate, ossia se solo osate uscire di casa o passare per i loro parchi e le loro strade.
Sono truppe votate al male più completo, non arretrano davanti a nulla, non hanno remore di sorta nel commettere le violenze più efferate e sembrano non avere un’anima, sempre che l’anima non l’abbiano ceduta a potenze nemiche da sempre del genere umano.
Pensate alle implicazioni incredibili di tutto ciò per l’esistenza vostra e dei vostri figli e giudicate voi se non sia arrivato finalmente il momento di dire basta.
Victor García
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