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Extra ecclesia tutta salus: papa Francesco esorta buddisti, musulmani e sciamani a promuovere le loro religioni

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Intervenendo durante un incontro ecumenico durante il suo viaggio in Mongolia, Papa Francesco ha citato testi buddisti sostenendo che «ogni istituzione religiosa» ha «il diritto di esprimere liberamente ciò che è e ciò in cui crede».

 

Ha esortato i leader religiosi non cattolici riuniti a promuovere le proprie religioni, dicendo:

 

«Così sia per noi, discepoli entusiasti dei rispettivi maestri spirituali e servitori coscienziosi dei loro insegnamenti, disposti a offrirne la bellezza a quanti accompagniamo, come amichevoli compagni di strada. Si, perché in società pluralistiche e che credono nei valori democratici, come la Mongolia, ogni istituzione religiosa, regolarmente riconosciuta dall’autorità civile, ha il dovere e in primo luogo il diritto di offrire quello che è e quello che crede, nel rispetto della coscienza altrui e avendo come fine il maggior bene di tutti».

 

 

I commenti del Papa fanno parte del suo discorso di domenica mattina, rivolto ai leader religiosi buddisti, shintoisti, sciamani, ebrei, musulmani e cristiani assortiti.

 

L’incontro ecumenico si è svolto durante il breve viaggio del Pontefice in Mongolia, nazione a forte maggioranza buddista e con meno di 1.500 cattolici.

 

Seduto nel teatro della capitale Ulaan Bator, il Papa si è unito ad altri dodici leader nell’evento, durante il quale si sono tenuti discorsi a favore del dialogo religioso e della convivenza.

 

Papa Francesco si è presentato come «fratello nella fede con i credenti in Cristo e come fratello di tutti voi, in nome della comune ricerca religiosa e dell’appartenenza alla stessa umanità».

 

Ha delineato la sua percezione del credo dei leader religiosi riuniti, affermando che «il significato sociale delle nostre tradizioni religiose può essere misurato dalla misura in cui siamo capaci di vivere in armonia con gli altri pellegrini su questa terra e possiamo favorire quell’armonia nella vita».

 

Francis ha citato la raccolta buddista di detti del Buddha, Il Dhammapada, insieme allo scrittore danese e critico del cattolicesimo Søren Kierkegaard (quello del Diario di un seduttore) e al noto politico anticristiano Gandhi.

 

«Le religioni sono chiamate a offrire al mondo questa armonia» ha detto Francesco, aggiungendo che nell’evento ecumenico i leader riuniti si incontrano come «mili eredi di antiche scuole di sapienza».

 

«Incontrandoci, ci impegniamo a condividere il tanto bene che abbiamo ricevuto, per arricchire un’umanità che nel suo cammino è spesso disorientata da miopi ricerche di profitto e benessere» ha dichiarato il papa ecumenico, lanciando un appello a «tutti» affinché esplorino e apprezzino il «grande patrimonio di sapienza» presente nelle «varie tradizioni religiose» dell’Asia.

 

Tra i dieci aspetti della cultura mongola che ha elogiato come parte del «patrimonio sapienziale» (torna questa ossessivamente questa parola, dal profumo esoterico), Francesco ha incluso «un sano rapporto con la tradizione, nonostante le tentazioni del consumismo», che ha fatto eco alla sua lode e approvazione per i numerosi costumi tradizionali esposti per onorare la sua visita.

 

Il pontefice ha anche denunciato la mescolanza «di credenze religiose e violenza, di santità e oppressione, di tradizioni religiose e settarismo».

 

Di conseguenza, Francesco ha lanciato un appello affinché la pluralità delle religioni operi nella società, affermando che questo è sia un «dovere» che un «diritto».

 

Evitando con accuratezza di citare il primato della Chiesa cattolica o i suoi insegnamenti, il pontefice ha affermato «la Chiesa cattolica vuole camminare così, credendo fermamente nel dialogo ecumenico, nel dialogo interreligioso e nel dialogo culturale».

 

La Chiesa, ha aggiunto, «la Chiesa oggi offre il tesoro che ha ricevuto ad ogni persona e cultura, rimanendo in atteggiamento di apertura e ascolto di quanto le altre tradizioni religiose hanno da offrire».

 

Papa Francesco ha espresso diverse condanne contro quello che chiama «proselitismo» nei suoi diversi discorsi durante il viaggio papale, ma parlando ai leader religiosi riuniti ha sostenuto che «Il dialogo, infatti, non è antitetico all’annuncio: non appiattisce le differenze, ma aiuta a comprenderle, le preserva nella loro originalità e le mette in grado di confrontarsi per un arricchimento franco e reciproco».

 

Notiamo che nel discorso del Santo Padre all’Hun Theater la parola «dialogo» – tanto amata dalla massoneria speculativa, che ne fa la sua essenza rappresentata nella loggia dal pavimento a scacchi – ricorre 9 volte. Come riportato tre anni fa da Renovatio 21, i confratelli incappucciati con squadra e compasso avevano tanto ringraziato il Bergoglio tre anni fa per il suo messaggio di «fratellanza», et pour cause.

 

È chiaro che ci troviamo di fronte al tradimento più plateale della tradizione cattolica, che mai ha riconosciuto la questione della «libertà religiosa» e mai, fino al Concilio Vaticano II, ha considerato le altre religioni sullo stesso piano, indicando che anzi esse erano veicolo di perdizione: «Extra Ecclesiam nulla salus» è una formula conosciuta dai cattolici da circa 18 secoli: nessuna salvezza è possibile fuori dalla chiesa. Con Bergoglio, vien voglia di riformulare in latino maccheronico (come la situazione richiede): «Extra ecclesia, tutta salus». Ma quale unico veicolo della salvezza: fuori dalla Chiesa è tutta salute

 

Il Sillabo degli Errori di Papa Pio IX al capitolo III («Indifferentismo, latitudinarismo») condanna come erronea ed eretica la nozione secondo cui «XV. È libero ciascun uomo di abbracciare e professare quella religione che, sulla scorta del lume della ragione, avrà reputato essere vera» (proposizione XV).

 

Nella sua enciclica Libertas del 1888, Papa Leone XIII scrisse sul rapporto della Chiesa cattolica con le altre religioni, scrive:

 

«Se poi accade che, per particolari condizioni dello Stato, la Chiesa si adegui a certe moderne libertà, non perché le prediliga in quanto tali, ma perché giudica opportuno permetterle, nel caso che i tempi volgessero al meglio, adotterebbe certamente la propria libertà e persuadendo, esortando, pregando si dedicherebbe, come deve, all’adempimento della missione a lei assegnata da Dio, che consiste nel provvedere all’eterna salute degli uomini».

 

Papa Leone XIII notava chiaramente che «codesta libertà di tutti e per tutti non è desiderabile di per se stessa, come più volte abbiamo detto, poiché ripugna alla ragione che la menzogna abbia gli stessi diritti della verità».

 

Leone lo ripeté quando, nella sua enciclica Satis cognitum del 1896, scrisse come tutti debbano considerare «attentamente e comprendano che non possono essere annoverati tra i figlioli di Dio, se non riconoscono come loro fratello Gesù Cristo, e insieme come loro madre la Chiesa».

 

Ciò è stato insegnato in modo simile da Papa Pio XI nella sua enciclica Mortalium animos del 1928. Spiegando perché ai cattolici era proibito partecipare ad «assemblee» non cattoliche, Pio XI scrisse:

 

«Non si può altrimenti favorire l’unità dei cristiani che procurando il ritorno dei dissidenti all’unica vera Chiesa di Cristo, dalla quale essi un giorno infelicemente s’allontanarono: a quella sola vera Chiesa di Cristo che a tutti certamente è manifesta e che, per volontà del suo Fondatore, deve restare sempre quale Egli stesso la istituì per la salvezza di tutti».

 

Le operazioni ecumeniche, per non dire sincretiche, dell’attuale papato sono oramai evidenti a tutti: vi è il grande incontro «abramitico» di Abu Dhabi, l’indifferentismo visto in Bahrein, e soprattutto l’evento interreligioso di vertice, con tanto di inquietante «tempio» piramidale costruito per la bisogna, in Kazakistan.

 

Come riportato da Renovatio 21, in Canada il papa si è reso protagonista, in mondovisione, di un rito negromantico con uno sciamano delle First Nations, cioè dei canadesi autoctoni. Di questo paganesimo papale abbiamo dimostrazione anche con l’insistenza sulla Pachamama e l’incredibile questione della «messa maya».

 

In Vaticano potrebbe essersi dato, negli scorsi anni, il primo abbozzo di rito pagano: è la performance, operata una compagnia giapponese di Teatro Noh, di Okina, una rappresentazione rituale scintoista in cui gli attori interpretano delle divinità, che danzano per la pace e la prosperità.

 

Echi di questa apertura sfrenata al paganesimo erano avvertibili, secondo alcuni, in un recente commento sul Fatto Quotidiano firmato dal gesuita padre Spadaro, protégé di Bergoglio, sulla storia di Gesù e la donna cananea.

 

Bergoglio aveva dato prova della simpatia per il buddismo nel 2015 quando in viaggio in Sri Lanka incontrò il clero locale, che è stato da alcuni accusato di aver fomentato, anche per mezzo di canzoni e scritture antiche, l’esercito cingalese allo sterminio finale della resistenza Tamil nel maggio 2009, un eccidio di cui pochi hanno contezza, ma che potrebbe aver lasciato a terra qualcosa come 20 mila persone di etnica tamulica, che sono in larga parte induisti ma in porzione non trascurabile anche cristiano cattolici.

 

Per approfondimenti su questa immane strage e sui rapporti tra buddismo e cristianesimo, ora totalmente rovesciati da Bergoglio, si consiglia il libro del fondatore di Renovatio 21 Roberto Dal Bosco Contro il buddismo (Fede&Cultura, 2012).

 

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Svizzera, i cappuccini chiudono il convento di Olten fondato nel 1646

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I Cappuccini hanno chiuso definitivamente il loro convento di Olten, dopo 378 anni di presenza nel centro storico, il 10 giugno 2024. L’edificio è stato ceduto al Canton Soletta, che è il nuovo inquilino del luogo.

 

La partenza è stata inevitabile: gli ultimi sei cappuccini ancora presenti nel convento avevano tutti più di 80 anni. Sono partiti per altre comunità cappuccine svizzere: Wil (San Gallo), Svitto, Lucerna e Delémont (Giura).

 

La provincia svizzera conta ancora dieci monasteri, rileva cath.ch. Mentre nel 1962 riuniva 820 frati (compresi i novizi) ed è stata per qualche tempo la più grande dell’ordine dei cappuccini, nel 2006 contava solo 234 membri divisi in 24 istituti. Oggi ce ne sono meno di un centinaio.

 

L’ordine dei Cappuccini in Svizzera

L’ordine dei Cappuccini fu approvato nel 1528 da papa Clemente VII. Il suo scopo era riscoprire l’ideale francescano: rispetto della regola, povertà reale ed eremitismo, almeno all’inizio. Ben presto si diffuse in Svizzera dove i Cappuccini vollero ravvivare lo spirito francescano, messo a dura prova dalla Riforma. Il primo convento fu fondato vicino a Lugano nel 1535.

 

Dopo il Ticino, i Cappuccini si diffusero in tutta la Svizzera. Parteciparono attivamente alla Controriforma e si espansero dapprima nei cantoni della Svizzera tedesca, ma ben presto fondarono anche nella Svizzera francese: il convento di Saint-Maurice fu fondato nel 1610, e quello di Sion nel 1631.

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La voce del Dizionario storico della Svizzera ricorda che «l’Illuminismo, la Rivoluzione francese, la Mediazione [imposta da Napoleone, ndr] (vietava l’accoglienza dei novizi), il Sonderbund [guerra tra cantoni cattolici e cantoni protestanti. ndr] e il Kulturkampf provocarono alcune chiusure di conventi e una riduzione del numero (252 membri nel 1857)».

 

Ma la tendenza finì per invertirsi alla fine del XIX secolo, con nuove fondazioni o rifondazioni. I Cappuccini furono molto attivi nelle missioni interne e furono loro affidate anche delle missioni estere: nel 1921, la Santa Sede affidò loro la missione della Tanzania e delle Seychelles. Il convento di Olten era una base missionaria per l’Africa, l’Indonesia e il Sud America.

 

Per quanto riguarda il futuro del convento di Olten, che resta di proprietà dell’ordine, la città di Olten e il cantone di Soletta hanno firmato un contratto di affitto fino alla fine del 2026. Come spiega cath.ch: «la città può utilizzare i locali o subaffittarli e deve gestire gli edifici e i giardini». Il noleggio avviene «gratuitamente» secondo il cantone.

 

Ciò che le persecuzioni non erano riuscite a ottenere è stato purtroppo ottenuto dalla crisi generata dal Concilio Vaticano II. Anche se non si può dire che sia l’unica causa della perdita di vocazioni e della secolarizzazione della società, è certo che vi abbia contribuito in modo significativo.

 

Articolo previamente apparso su FSSPX.news.

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Immagine da Kapuziner.ch

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Ennesimo tabernacolo rubato. Quanti casi così?

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Un prete cattolico spera che una ricompensa in denaro possa incentivare un ladro a restituire un tabernacolo dipinto in oro che contiene il Santissimo Sacramento.   Padre Ignacio Llorente della parrocchia di San Michele Arcangelo a Portland, Oregon, ha detto all’affiliato della CBS KOIN-6 che il filmato della telecamera di sicurezza ha ripreso un ladro che faceva irruzione nella chiesa dopo mezzanotte all’inizio di questo mese.   «Sono saliti attraverso le scale fino al campanile… e poi sono entrati in una specie di zona uffici», ha detto Llorente. «Alle 4 del mattino entrò nella nostra cappella e prese quello che nella fede cattolica viene chiamato il tabernacolo».   Il video della rapina suggerisce che l’uomo fosse afroamericano e che l’abbia rubato forse pensando che fosse oro puro.

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«Non mi interessa la bicicletta, né l’altoparlante, né le altre cose che sono state rubate, ma sì, recuperare il tabernacolo e, più precisamente, l’Ostia Santa che è dentro il tabernacolo», ha osservato Llorente.   La parrocchia San Michele ha affisso in tutta la zona volantini con una ricompensa di 1.000 dollari per la restituzione del tabernacolo e dell’ostia consacrata al suo interno. KOIN-6 afferma che la polizia ha effettuato un arresto, ma il sospettato è stato rilasciato.   Quella di San Michele non è l’unica chiesa cattolica della diocesi di Portland ad essere stata presa di mira negli ultimi mesi.   La sera prima della messa della domenica mattina del 28 aprile, le porte e il marciapiede di San Patrizio, nel nord-ovest di Portland, sono stati dipinti con vernice spray con il messaggio femminista ed abortista «Il mio corpo, la mia scelta».   Secondo quanto riferito, la chiesa è stata attaccata due volte in precedenza, una nel giugno 2021 e un’altra nel luglio 2021 durante un’ondata di criminalità perpetrata contro quattro chiese cattoliche a Portland nell’arco di sei settimane quell’estate.   Padre Llorente è stato parroco di San Patrizio dal 2012 al 2014. Nato in Ispagna, è membro della Saint John Society. Attualmente studia presso il Seminario del Sacro Cuore per la Licenza in Sacra Teologia.   CatholicVote.org ha riferito che ci sono stati oltre 400 attacchi contro chiese cattoliche negli Stati Uniti dal 2020 e che San Patrizio è stato il 252° da maggio 2022.   Il «Violence Tracker» di CatholicVote afferma che solo nel 2024 si sono verificati 27 attacchi e solo 25 la percentuale dei casi si conclude con un arresto.   Il sito web ha inoltre rilevato che i primi 10 stati con il maggior numero di attacchi contro le chiese cattoliche sono California (55), New York (46), Pennsylvania (25), Texas (22), Colorado (17), New Jersey (17), Ohio (16), Florida (16), Massachusetts (16) e Oregon (15).   Come riportato da Renovatio 21, nel quartiere di Brooklyn, Nuova York, un tabernacolo sparì dalla chiesa di Sant’Agostino nel maggio 2022.

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Il furto di tabernacoli, e le annesse profanazioni, è un fenomeno che interessa anche l’Italia.   Lo scorso mese a L’Aquila è stato ritrovato un antico tabernacolo rubato durante il grande terremoto che travolse gli Abruzzi nel 2009.   A gennaio ladri erano entrati in chiese a Portomaggiore, provincia di Ferrara, rubando anche le ostie.   A febbraio vi era stata una condanna per ricettazioni a seguito del caso di un tabernacolo rubato nella chiesa di San Lorenzo in Guinza di Mercatello sul Metauro, in provincia di Pesaro Urbino.   A marzo era stata profanata la chiesa di Santa Maria a Nives presso Bovalino Superiore, città metropolitana di Reggio Calabria, con le ostie sparse a terra per la Chiesa.   A inizio 2023 venne recuperato nel veronese un tabernacolo esempio di arte popolare lombarda di fine Ottocento.   A fine 2023 in una parrocchia venne trafugato il tabernacolo a Galatina, provincia di Lecce.   Maggio 2023, San Lorenzo a Parma: tabernacolo forzato ed ostie buttate a terra.   Nel 2022 a Cecina, provincia di Livorno, vi è stato la sparizione del tabernacolo della cappella dell’Ospedale.   Analogo furto sacrilego alla cappella dell’Ospedale di Maria di Avola, a Siracusa.   Nel 2020 è stato rubato il tabernacolo della chiesa di San Sebastiano a Brescia.   Nel 2017 venne portato via il tabernacolo della chiesa del Murialdo a Viterbo.   Stesso anno, identico furto presso l’Opera Salesiana di Corigliano Calabro, provincia di Cosenza   Stesso anno, pochi mesi dopo medesima situazione nella chiesa di San Vincenzo Ferrar di Trebisacce, sempre in provincia di Cosenza.

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Nel 2014 era stato restituito a Pedavena (provincia di Belluno) un tabernacolo rubato nella vicina Norcen nel maggio 1999.   Sempre nel 2014 era stato trafugato un tabernacolo dalla cappella di un oratorio di Milano.   Nel 2013 fu rubato il tabernacolo della chiesa di Sant’Ampelio a Bordighera, in provincia di Imperia.   Nel tardo 2020 vi fu la profanazione di un tabernacolo, con furto della pisside, a Irsina, in provincia di Matera.   Sempre nel materano, nel 2010 quattro minorenni furono denunciati per il furto di un tabernacolo.   Come riportato da Renovatio 21, due chiese francesi sono state profanate lo scorso mese.   Possiamo andare avanti per ore con la lista, ma prima o poi bisognerà rispondere alla domanda: come mai vandali, ladri e ricettatori sembrano concentrarsi proprio su tabernacolo?

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Immagine del tabernacolo nella Cattedrale di Sant’Olavo, Oslo   Immagine di Cnyborg via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
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Bergoglio incontra i comici goscisti, abortisti, omotransessualisti e vaccinari

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Papa Francesco incontrerà comici di spicco, tra cui Stephen Colbert, Whoopi Goldberg e Jimmy Fallon – tutti personaggi pro-aborto, pro-omotransessualismo e pro-vaccino – in un evento a cui parteciperà anche l’attivista LGBT gesuita padre James Martin.

 

Lo scorso sabato, il Vaticano ha annunciato che l’evento si svolgerà nel Palazzo Apostolico il 14 giugno alle 8:30. L’incontro «mira a stabilire un legame tra la Chiesa cattolica e gli artisti comici».

 

Il Vaticano ha sottolineato nel suo annuncio le parole di Francesco tratte da un’intervista televisiva del 2016 con il canale cattolico italiano TV2000. «Il senso dell’umorismo è una grazia che chiedo ogni giorno, e prego quella bella preghiera di San Tommaso Moro: “Dammi, Signore, il senso dell’umorismo”, che io sappia ridere di una battuta… è bella quella preghiera, vero?» aveva detto il sommo pontefice. «È un atteggiamento umano, ma è il più vicino alla grazia di Dio».

 

L’evento è co-organizzato dal Dicastero per la Cultura e l’Istruzione e dal Dicastero per la Comunicazione.

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L’ elenco di 105 comici provenienti da 15 paesi include nomi noti dell’industria dell’intrattenimento statunitense, tra cui Stephen Colbert, Jimmy Fallon, Whoopi Goldberg, Conan O’Brien. Si tratta di nomi molto conosciuti in USA, magari per i loro programmi notturni con talk show e battute, oggi però considerati da una vasta parte della popolazione americana – in ispecie quella che sostiene Trump – come puri propalatori della propaganda di Washington e dei suoi valori corrotti.

 

Soprattutto, molti in America riconoscono che questi «artisti» della comicità oltre ad aver venduto l’anima al Deep State e alla Cultura della Morte sono divenuti di fatto incapaci di far ridere.

 

È previsto che partecipi anche il gesuita filo-omotransessualista padre Martin, precedentemente soprannominato il «cappellano» del volgare e di sinistra «The Colbert Report» di Stephen Colbert ed è stato indicato come «artista» da Vatican News.

 

La maggior parte di questi eminenti comici statunitensi sono noti per essere favorevoli all’aborto e pro-LGBT. Colbert, un sedicente cattolico che spesso vanta della sua partecipazione in parrocchia, fece un giorno un lungo monologo in cui dichiarava, in chiara violazione dell’insegnamento cattolico che il libero aborto non andava toccato in alcun modo.

 

Il Colberto sostiene fortemente il cosiddetto matrimonio omosessuale, ha promosso una serie Netflix che sessualizzava i bambini e prendeva in giro Gesù, scrive LifeSiteNews. Il personaggio ha dato prova anche di un classismo totalmente divorziato dalla realtà: nella sua trasmissione, tra applausi scroscianti registrati e risate fasulle, aveva dichiarato che l’aumento del costo della benzina – un effetto contestato duramente all’amministrazione Biden – non lo toccava, perché lui aveva una macchina elettrica Tesla.

 

Resterà tuttavia negli annali, magari anche come prova al futuro processo di Norimberga 2.0, il balletto pro-vaccino che Colbert allestì per lo show, in cui siringhe giganti ballavano invitando la gente a sottomettersi alla puntura mRNA. Si tratta di una vetta altissima: quando il cringe può trasformarsi in danno biologico di massa.

 

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Anche Whoopi Goldberg, che Francesco ha incontrato nell’ottobre del 2023, promuove l’aborto e l’ideologia LGBT e sostiene che l’uccisione dei bambini nel grembo materno che ritiene «non è menzionata» nei Dieci Comandamenti. La Goldberg, che in passate interviste ha affermato di essere ebrea, ha rivelato che in un precedente incontro con il Santo Padre gli ha proposto di prendere parte ad un seguito di Sister Act. Considerando i passati impegni di Bergoglio con la Disney, potrebbe trattarsi di una proposta che l’argentino ha valutato seriamente.

 

Presente nella ciurma papale anche Chris Rock, stand-up comedian considerato tra i maestri della scena attuale, pur essendo in pista dagli anni Ottanta. In una recente scenetta comica, Chris Rock ha ammesso che l’aborto uccide un bambino, ma ha detto che crede che le donne «dovrebbero avere il diritto di uccidere i bambini». Il Rock, famoso per aver condotto la notte degli Oscar due anni fa ricevendo un enigmatico schiaffo in diretta dall’attore afroamericano Will Smith, apparirebbe nelle liste di Epstein.

 

Il presentatore e comico Jimmy Fallon ha criticato le politiche pro-vita nel suo programma a tarda notte, riempiendo anche lui il programma di sketch pro-vaccino di infinito cringe. Il Fallon, come altri, è arrivato ad ospitare il plenipotenziario pandemico Anthony Fauci per indottrinare il pubblico su restrizioni ed iniezioni geniche sperimentali

 


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Un’altra «artista» statunitense invitata all’evento vaticano è Tig Notaro, una lesbica che ha contratto un matrimonio monosessuato per poi ottenere due gemelli dalla sua «moglie» attraverso la fecondazione in vitro e la maternità surrogata, che la Chiesa cattolica condanna come gravemente immorali. Il Vaticano aveva anche invitato il comico Jim Gaffigan, che si presenta come un fedele cattolico ma ha portato i suoi figli piccoli alla «parata del orgoglio» LGBT di New York nel 2017.

 

Tutto questo alla faccia del falsi «scoop» sulla condanna papale della «frociaggine» (sic) nei seminari. Come si possa credere ad una «svolta» conservatrice contro il dilagare dei gay in curia, mentre il pontefice incontra questi personaggi e soprattutto padre Martin, non riusciamo a comprenderlo.

 

Papa Francesco ha segnalato il suo sostegno a padre Martin in molti modi nonostante la promozione dell’omosessualità da parte di quest’ultimo, più recentemente scrivendo la prefazione all’ultimo libro di Martin. Il papa lo ha anche nominato e riconfermato consulente per le Comunicazioni vaticane e ha incontrato Martin più volte, lodando le sue iniziative pro-LGBT.

 

Padre Martin ha insistito affinché il termine «oggettivamente disordinato» in riferimento all’orientamento omosessuale fosse rimosso dal Catechismo della Chiesa Cattolica e sostituito con «diversamente ordinato». Il gesuita spesso dichiarazioni scandalose sull’omosessualità che violano l’insegnamento cattolico sulla moralità sessuale. Prelati di alto profilo e personalità cattoliche avvertono che Martin sta portando le persone fuori strada e mettendo a rischio le anime incoraggiando l’attività omosessuale e non chiamando le persone alla castità.

 

Come riportato da Renovatio 21, a poche ore dalla pubblicazione della dichiarazione vaticana Fiducia Supplicans, padre Martin aveva benedetto una «coppia» omosessuale nella residenza dei gesuiti a Nuova York.

 

Come riportato da Renovatio 21, nel novembre 2022 Bergoglio aveva dapprima concesso un’udienza privata al Martin, per poi elogiarlo pubblicamente durante l’assemblea plenaria del Dicastero per le comunicazioni vaticane.

 

Un anno fa, il Martin aveva dichiarato in pratica che la dottrina del catechismo sull’omosessualità uccide, in quanto porterebbe taluni alla morte per suicidio. Il papa la scorsa estate gli scrisse una lettera di incoraggiamento: «Vi incoraggio a continuare a lavorare sulla cultura dell’incontro, che accorcia le distanze e ci arricchisce delle nostre differenze, come ha fatto Gesù, che si è fatto vicino a tutti».

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