Vaccini
Ecco il cattovaccinismo ciellino: CL, AIFA e crudeltà varie al Meeting di Comunione e Liberazione
Lunedì 21 agosto 2017, alle ore 19:00, alla Sala Neri del Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini si tenneten interessante incontro sul tema della Salute, che rientra proprio nel “Progetto Meeting Salute” proseguito anche quest’anno, e di cui Luigi Cammi – Amministratore Delegato di PLS Educational, che si occupa di comunicazione, marketing, organizzazione eventi (in ambito medico, scientifico e sportivo) e gestione di associazioni e fondazioni di varie categorie – è il responsabile.
Il tema della serata era rivolto in particolare alla salute degli anziani e dei malati, con un titolo molto preciso:
«Non lasciamo indietro i malati e gli anziani: prospettive e sviluppi delle vaccinazioni nel sistema sanitario nazionale»
Le vaccinazioni, dunque, sono il tema centrale. E lo si può intuire dai relatori invitati a presiedere il dibattito: Roberto Bernabei, Presidente dell’Associazione Italia Longeva che si occupa delle vaccinazioni sugli anziani; Massimo Galli, Vice Presidente di SIMIT (Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali); Raniero Guerra, Direttore Generale della Direzione della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute; Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità.
Chi vuole e ha tempo può leggersi o ascoltare la serata integralmente: capirà che l’incontro è stato monotematico e senza voci opposte. Nessun confronto, ma solo un accorato appello a vaccinare tutti, e in particolare gli anziani – categoria che ancora oggi in larga parte rifiuta di sottoporsi ogni anno alle vaccinazioni.
Il tema vaccini non è ovviamente mancato nemmeno nell’edizione di quest’anno.
Senza entrare troppo nello specifico del dibattito scientifico e politico sui vaccini, è interessante però constatare come in CL sia presente una componente ultravaccinista che invita al Meeting i massimi esponenti della vaccinazione a tutti i costi, coloro insomma che hanno fortemente voluto e sostenuto la legge 119/2017, meglio conosciuta come legge Lorenzin.
D’altronde CL simpatizza per le industrie farmaceutiche, e da un po’ di anni a questa parte i tentacoli del movimento giussaniano si sono guadagnati anche le simpatie di AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), non senza che quest’ultima, in coppia con Comunione e Liberazione, finisse fra le polemiche
AIFA e i 50.000 euro al Meeting di Rimini
Nel non lontano 2016 si scatenò una bagarre sui vertici di AIFA a causa di una durissima interrogazione posta dal senatore Lucio Barani (ALA) che denunciò le presunte «coperture» per evitare di far restituire dall’allora Dirigente Generale Luca Pani una somma pari a 647.000 euro come compenso extra percepito rispetto allo stipendio di 240.000 euro l’anno – il massimo di ciò che può essere percepito nel pubblico – per aver ricoperto il ruolo di consulente all’EMA per conto AIFA.
Possiamo dunque credere, oltre in base ai soldi fatti depositare da AIFA al Meeting su pressione di Melazzini, che l’interesse è molto più grosso di quanto si pensi
L’interrogazione scatenò il polverone anche sui presunti 50.000 euro di contributo che Mario Melazzini, il medico affetto da SLA che l’ex ministro alla Salute Beatrice Lorenzin indicò alla guida dell’Agenzia del Farmaco dopo le dimissioni di Sergio Pecorelli per l’accusa di un conflitto di interessi, fece versare da AIFA al XXXVII Meeting ciellino. Movimento, quello di Comunione e Liberazione, di cui il Melazzini ha sempre fatto parte.
Il contenuto dell’interrogazione di Barani fece il giro delle agenzie stampa, e l’interrogazione era rivolta ai ministri dell’Economia, Pier Carlo Padoan, e della Salute, Beatrice Lorenzin. La gestione del superamento del tetto del compenso per il direttore generale Pani, e un contributo «da 50.000 euro disposto a favore del XXXVII meeting di Rimini di Comunione e liberazione» disposto «su richiesta del presidente del consiglio di amministrazione AIFA», Mario Melazzini, hanno portato CL dentro ad una bufera che si poteva già aspettare dopo la nomina di un ciellino alla guida dell’AIFA.
«Per quanto risulta all’interrogante – affermò il senatore Barani di Alleanza liberal-popolare autonomie nell’interrogazione – in data 29 aprile 2016 il Consiglio di amministrazione dell’AIFA, a seguito di una segnalazione del Collegio dei revisori dei conti e di 2 pareri emessi dalla Ragioneria generale dello Stato, risalenti rispettivamente al 10 luglio 2015 e al 23 marzo 2016, avrebbe rilevato il superamento del tetto dei 240.000 euro da corrispondere al direttore generale» per «il triennio 2012-2015, ponendo nel bilancio 2015 la somma di 647.000 euro a debito verso l’erario, con contestuali note di debito al direttore generale, dottor Luca Pani».
E ancora le accuse pesanti verso CL: «Considerato altresì che, a quanto risulta all’interrogante, con determina n. 1023 del 26 luglio 2016 il direttore generale, su richiesta del presidente del Consiglio di amministrazione, dottor Mario Melazzini, avrebbe disposto un contributo di 50.000 euro a favore del XXXVII meeting di Rimini di Comunione e liberazione, movimento al quale Melazzini aderisce; lo stesso Melazzini avrebbe ostacolato di fatto per mesi la restituzione dei 647.000 euro da parte del dottor Pani, coinvolgendo surrettiziamente nella decisione prima l’ufficio legale dell’Agenzia, poi, con nota del 2 agosto 2016, il capo di gabinetto del ministero della Salute, dottor Giuseppe Chinè, al solo fine di bloccare la delibera di restituzione dell’ingente somma, già assunta all’unanimità, seduta stante, dal Consiglio di amministrazione nella seduta del 29 aprile 2016».
Proseguì Barani: «Il 29 agosto 2016 il direttore dell’area amministrativa, Giovanni Torre avrebbe provveduto a notificare al dottor Pani la nota di debito di 647.000 euro, intimandogli la restituzione della somma entro il termine tassativo di 15 giorni, pena la riscossione forzata dell’importo; con nota del 31 agosto 2016, il presidente Melazzini avrebbe provveduto a contestare l’operato del dottor Torre, giudicando intempestiva la notifica della nota di debito al dottor Pani, nonostante questa fosse stata trasmessa 4 mesi dopo la delibera votata all’unanimità dal consiglio di amministrazione, invocando nuovamente l’intervento del capo di gabinetto del Ministero della salute, dottor Giuseppe Chinè». E ancora: «In data 1 settembre 2016, il dottor Torre sarebbe stato allontanato dall’Agenzia, mediante revoca unilaterale da parte dell’AIFA del comando triennale disposto dall’istituto di provenienza (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia)».
Barani chiese al Governo se i ministri in indirizzo fossero a conoscenza dei fatti esposti e «se, nella loro qualità di organi deputati alla vigilanza sull’AIFA, siano al corrente del finanziamento, pari a 50.000 euro, al meeting di Comunione e liberazione e come considerino tale elargizione; se e quali misure ritengano di dover assumere relativamente all’allontanamento del dottor Torre dall’AIFA; se siano a conoscenza di quali rapporti intercorrano, relativamente ai fatti esposti, tra il capo di gabinetto del ministero della Salute, il direttore dell’AIFA e il presidente del Consiglio di amministrazione del medesimo ente». Infine «se il ministro della Salute – concluse l’interrogazione – non ritenga opportuno dimettersi dall’incarico ricoperto, considerata, secondo l’interrogante, l’inadempienza nell’esercitare l’attività istituzionale di vigilanza e controllo sull’operato dell’AIFA».
La coltre dei fedeli alla nuova religione della dea Siringa composta da Famiglia Cristiana, Aleteia e, pensate un po’, anche dal Sussidiario ciellino, ci promette che inoculando ai nostri figli vaccini prodotti con linee cellulari di feti abortiti volontariamente non avremo alcun tipo di problema: né di coscienza, né di scienza
L’allora sottosegretario di Stato per la salute, Vito De Filippo – nel 2015 condannato dalla Corte dei conti di Potenza a «risarcire il danno prodotto alla Regione Basilicata» per l’ammontare di €2641,52 a causa dei rimborsi illeciti ottenuti tra il 2009 e 2010 quando era Presidente della Regione Basilicata –in aula rispose a Barani ricordando «che l’allestimento di uno stand di AIFA alla manifestazione fieristica Meeting di Rimini è risalente nel tempo, infatti vi ha già partecipato, negli anni 2006, 2007, 2008».
«Invero AIFA riferisce che la scelta di allestire un proprio spazio espositivo nell’ambito della predetta manifestazione va inquadrata in una precisa politica di investimento in attività di informazione e promozione, finalizzata a dare adeguatamente conto dell’impegno quotidiano portato avanti dall’Agenzia a tutela della salute pubblica» , fece ancora presente il sottosegretario del Pd in quell’epoca in carica.
Cattovaccinismo ciellino e feti sacrificati alla dea Siringa
Possiamo dunque credere, oltre in base ai soldi fatti depositare da AIFA al Meeting su pressione di Melazzini, che l’interesse è molto più grosso di quanto si pensi. Insomma, va oltre lo stand e arriva ai tavoli delle big conferences volute da Big Pharma in una kermesse così invitante ed introdotta in tutti i settori come quella di CL, e con la quale i vari Ricciardi e Guerra ben si possono intendere.
In effetti i vaccini rientrano anche nell’interesse dei cattolici e quindi non del Meeting che però, se stuzzicato, ne parla (a sproposito, s’intende).
Accade che durante la serata summenzionata, a fine “dibattito” una signora in platea poneva l’imbarazzante interrogativo al cattolicissimo Walter Ricciardi, lo ricordiamo, ad oggi ancora Presidente dell’ISS:
«In quanto cattolici come ci si pone di fronte alla effettiva necessità di utilizzare feti umani per produrre vaccini? Dicono che vengano usati feti abortiti cinquant’anni fa. Ma cinquant’anni fa non era peccato abortire? C’è la prescrizione per questo?»
Risposta:
«Non è informata perché il Comitato Nazionale di Bioetica che ha una fortissima componente cattolica ha assolutamente certificato l’assoluta inconsistenza di questa affermazione, cioè non esiste alcuna controindicazione né di carattere religioso né di carattere etico né tanto meno di carattere scientifico. Quindi come cattolici possiamo essere assolutamente tranquilli».
Il peccato, per Paglia e compagnia, cade in prescrizione perché commesso 50 anni fa
Parola del Comitato Nazionale di Bioetica e di Ricciardi, che però forse si confonde e, invece che citare la PAV, cita il CNB a sproposito, con affermazioni assolutamente parziali.
Forse, se avesse citato i recenti interventi della Pontificia Accademia per la Vita (cioè, per la Morte) in tema vaccini e feti abortiti sarebbe stato più chiaro. Essa infatti, con il seguito di tutta la coltre dei fedeli alla nuova religione della dea Siringa composta da Famiglia Cristiana, Aleteia e, pensate un po’, anche dal Sussidiario ciellino, ci promette che inoculando ai nostri figli vaccini prodotti con linee cellulari di feti abortiti volontariamente non avremo alcun tipo di problema: né di coscienza, né di scienza.
Il peccato, per Paglia e compagnia, cade in prescrizione perché commesso 50 anni fa. E si sa: 50 anni non sono pochi, e il tempo cura tutte le ferite, anche quelle procurate ai feti aspirati ancora parzialmente vivi e immolati per la produzione di farmaci – si pensi allo scandalo che ha travolto la Planned Parenthood nel 2015.
Cristiano Lugli
Vaccini
«Propaganda ingannevole»: scienziata afferma che il vaccino contro l’HPV non previene il cancro
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.
La scienziata specializzata in vaccini Lucija Tomljenović, Ph.D., ha dichiarato a Mary Holland, CEO di Children’s Health Defense, che Gardasil non offre una protezione significativa al di là dei regolari screening per il cancro cervicale e che i suoi rischi «superano nettamente» i benefici. Ha inoltre messo in dubbio le prove che suggeriscono che il vaccino prevenga il cancro cervicale e ha sollevato preoccupazioni sui possibili legami con la POTS, la sindrome da stanchezza cronica e altre patologie.
Il vaccino Gardasil non offre una protezione significativa al di là dei regolari screening per il cancro cervicale e i suoi rischi «superano nettamente» i benefici, ha dichiarato questa settimana a Mary Holland, CEO di Children’s Health Defense (CHD) , la scienziata specializzata in vaccini Lucija Tomljenović, Ph.D. , durante la trasmissione CHD.TV.
Tomljenović ha affermato che Gardasil, l’unico vaccino contro il papillomavirus umano (HPV) attualmente disponibile negli Stati Uniti, non previene il cancro cervicale, ma lo screening di routine per il cancro cervicale previene i decessi.
Anche se il vaccino offrisse una certa protezione contro il cancro, ha affermato, non è stato dimostrato che migliori i risultati ottenuti dai programmi di screening.
«È solo uno scenario di fantasia», ha detto Tomljenović riguardo all’idea che Gardasil offra benefici reali.
Ciononostante, i funzionari sanitari statunitensi continuano a raccomandare la vaccinazione contro l’HPV, nonostante le crescenti revisioni sulla sicurezza che alimentano il dibattito sul vaccino.
Merck, l’azienda produttrice di Gardasil, ha recentemente accettato di pagare 50 milioni di dollari per risolvere oltre 200 cause legali relative a presunti danni causati dal vaccino. L’azienda sta inoltre sviluppando un vaccino sperimentale contro l’HPV, progettato per colpire ulteriori ceppi virali ad alto rischio.
Tomljenović, che ha prestato servizio come perito nel contenzioso relativo al Gardasil , ha affermato che gli ultimi sviluppi hanno fatto ben poco per risolvere le preoccupazioni di lunga data.
«È sempre la solita storia, che viene solo ribadita», ha detto. «Il problema principale del Gardasil è che non è efficace come affermato, né sicuro».
Holland ha condiviso le sue preoccupazioni. «Fino all’arrivo sul mercato dei vaccini contro il COVID, il vaccino contro l’HPV era di gran lunga il più pericoloso», ha affermato.
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«Tutta questa propaganda fa semplicemente schifo»
Gardasil agisce su sette dei 14 tipi di HPV classificati ad alto rischio di cancro.
Tuttavia, «i dati degli studi clinici, e persino quelli epidemiologici, non dimostrano che prevenga effettivamente il cancro cervicale», ha affermato Tomljenović.
Anche se il vaccino offrisse una certa protezione contro il rischio di cancro, «la domanda chiave è: può migliorare quanto già ottenuto con i programmi di screening regolari?», ha chiesto. «La risposta è no».
Tomljenović ha indicato diverse ragioni per cui il vaccino non è vantaggioso per le donne che si sottopongono già a screening di routine:
- Copertura limitata : Gardasil non è efficace contro tutti i tipi di HPV ad alto rischio associati al cancro cervicale.
- Nessun trattamento per la malattia già in atto : il vaccino non può curare un’infezione da HPV già presente, lesioni precancerose o il cancro.
- Nessuna protezione contro i tumori HPV-negativi : il vaccino non può prevenire i tumori della cervice uterina, dell’ano, del pene o della vulva che non sono correlati all’HPV.
- Preoccupazioni sull’uso dei contraccettivi : Tomljenović ha citato una ricerca che suggerisce che la vaccinazione contro l’HPV potrebbe aumentare il rischio di cancro cervicale nelle donne che assumono contraccettivi orali a lungo termine.
I Pap test di routine rilevano le alterazioni delle cellule cervicali che possono essere monitorate o trattate prima che si trasformino in cancro. Lo screening e le visite ginecologiche regolari hanno contribuito a mantenere bassa la mortalità per cancro cervicale nei paesi sviluppati, ha affermato Tomljenović. Ha citato un tasso di mortalità annuale negli Stati Uniti di circa due decessi ogni 100.000 donne.
Tomljenović sostenne che, affinché la vaccinazione eliminasse tali decessi, Gardasil avrebbe dovuto proteggere da tutti i tumori rilevanti, compresi quelli non causati dall’HPV.
«Non c’è bisogno di essere uno scienziato con un dottorato di ricerca per capire che tutta questa propaganda è semplicemente disgustosa», ha detto.
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Holland: Merck «aveva i dati» da analizzare, ma «ha scelto di non farlo»
Durante il contenzioso relativo al Gardasil, Tomljenović ha affermato di aver analizzato le segnalazioni di eventi avversi e di aver identificato segnali di sicurezza significativi per patologie quali la sindrome da tachicardia ortostatica posturale (POTS), un disturbo che colpisce il sistema nervoso autonomo, e la sindrome da stanchezza cronica.
Ha affermato che gli esperti di farmacovigilanza della Merck, specialisti che monitorano e analizzano i potenziali problemi di sicurezza di farmaci e vaccini, hanno confermato alcuni di questi segnali.
«Avevano dei dati che hanno analizzato e che mostravano segnali estremamente significativi di segnalazioni sproporzionate per patologie come la POTS, la sindrome da stanchezza cronica e una serie di altre condizioni», ha affermato Tomljenović. «Ma, sapete, queste cose non vengono rese pubbliche. È solo grazie a questa azione legale che siamo riusciti a ottenere questi dati».
Holland ha messo in dubbio che i produttori di vaccini e le agenzie sanitarie abbiano indagato a sufficienza su tali segnali, paragonando la situazione al monitoraggio della sicurezza del vaccino contro il COVID-19.
«La loro farmacovigilanza… era discutibile», ha affermato. «Proprio come abbiamo visto durante la pandemia di COVID, avevano a disposizione dati che avrebbero potuto analizzare, ma hanno scelto di non farlo».
Tomljenović ha affermato che altri effetti collaterali segnalati associati al Gardasil includono artrite, lupus e altre malattie autoimmuni, sclerosi multipla e problemi ginecologici, tra cui disturbi mestruali e infertilità.
«Questi sono anche gli eventi avversi che osserviamo con i vaccini contro il COVID», ha affermato.
Ha fatto notare che le persone con COVID lungo possono manifestare sintomi simili alla sindrome da stanchezza cronica e alla POTS. «Quindi, ancora una volta, si tratta di reazioni avverse simili a quelle che osserviamo con Gardasil».
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«Le adolescenti non muoiono di cancro cervicale»
Tomljenović ha criticato l’ordine esecutivo del 10 agosto del presidente Donald Trump che ha rivisto le raccomandazioni federali sui vaccini infantili . Sebbene le modifiche abbiano ridotto il numero di vaccini raccomandati di routine, la vaccinazione contro l’HPV è rimasta nell’elenco.
Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti ha invitato il pubblico a presentare osservazioni sulle raccomandazioni riviste. Tomljenović ha affermato che lei e altri critici hanno presentato obiezioni al mantenimento della vaccinazione contro l’HPV come raccomandazione di routine.
«I rischi superano chiaramente i benefici», ha affermato. «Le adolescenti non muoiono di cancro cervicale… Ma ci sono stati diversi casi di adolescenti decedute a seguito della vaccinazione contro l’HPV».
Tomljenović ha citato il caso di Christina Tarsell, morta nel 2008 dopo aver ricevuto il vaccino Gardasil. La famiglia di Tarsell ha ricevuto un risarcimento tramite il Programma nazionale di risarcimento per danni da vaccino.
Nel frattempo, Merck sta testando un vaccino sperimentale, V540B, progettato per estendere la copertura ad altri tipi di HPV ad alto rischio.
Tomljenović ha promesso di continuare a contestare l’uso del vaccino. «Il mio motto è che si perde solo quando ci si arrende», ha affermato. «Io non mi arrendo».
Jill Erzen
© 15 ottobre, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
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Vaccini
Vaccinazione, il video in cui il futuro papa Leone parlava di «atto d’amore»
«Ponga su hombro, pues que todos ustedes se vacunen porque es de verdad un servicio muy grande. Y como dijo el Papa Francisco: “es un acto de amor”».
Robert Prevost (Este vídeo ha sido eliminado del FB de Cáritas Chiclayo. Yo lo encontrado aquí:https://t.co/y2iA8hYmQw https://t.co/TgGEE60LAS pic.twitter.com/u4bCxbZ4u6 — María ن (@EMariaDV) October 14, 2026
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Vaccini
Segnali contrastanti sulle esenzioni religiose dall’obbligo vaccinale contro il COVID dalla Corte Suprema USA
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.
Lunedì la Corte Suprema degli Stati Uniti ha rifiutato di esaminare due casi relativi all’obbligo vaccinale contro il COVID-19, inviando segnali contrastanti sulla posizione della Corte in materia di esenzioni per motivi religiosi. La Corte non esaminerà una class action contro la United Airlines per aver messo in congedo non retribuito i dipendenti non vaccinati, mantenendo così aperto il procedimento. Tuttavia, la Corte ha anche deciso di non esaminare un caso contro un dipartimento dei vigili del fuoco dello Stato di Washington che ha negato l’esenzione per motivi religiosi a otto pompieri, il che significa che anche questo caso è giunto a un punto morto.
Lunedì la Corte Suprema degli Stati Uniti ha rifiutato di esaminare due casi relativi all’obbligo vaccinale contro il COVID-19 , inviando segnali contrastanti sulla posizione della Corte in merito alle esenzioni per motivi religiosi.
La decisione di non esaminare una class action contro la United Airlines per aver messo in congedo non retribuito dipendenti non vaccinati favorisce coloro che sostengono le esenzioni per motivi religiosi.
La decisione relativa alla causa contro la United Airlines conferma la sentenza di marzo della Corte d’Appello del Quinto Circuito degli Stati Uniti, secondo cui i dipendenti della compagnia aerea hanno il diritto di intentare un’azione collettiva per discriminazione religiosa.
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Il caso torna ora alla Corte distrettuale degli Stati Uniti per il distretto settentrionale del Texas, che ieri ha ordinato la riapertura del procedimento.
Tuttavia, in una seconda decisione emessa lunedì, la Corte Suprema ha segnalato una mancanza di sostegno alle esenzioni per motivi religiosi, rifiutandosi di esaminare il caso presentato da otto vigili del fuoco contro il dipartimento dei vigili del fuoco di Snohomish, nello Stato di Washington.
I vigili del fuoco hanno fatto causa al dipartimento dopo che questo aveva negato loro l’esenzione per motivi religiosi e li aveva messi in congedo. Decidendo di non esaminare il caso, la Corte Suprema ha di fatto posto fine alla causa intentata dai vigili del fuoco.
«Siamo stati onorati di rappresentare gli otto vigili del fuoco di Snohomish, che sono stati trattati ingiustamente dal governo e meritano di avere giustizia in tribunale», ha dichiarato a The Defender Stephanie Taub, avvocato principale dei vigili del fuoco.
Negli ultimi anni, la Corte Suprema ha rifiutato di esaminare diversi casi relativi all’obbligo vaccinale contro il COVID-19, tra cui le cause intentate da operatori sanitari di New York , insegnanti delle scuole pubbliche di New York e infermieri del New Jersey.
Taub ha affermato che, quando i tribunali confermano le decisioni contrarie alle agevolazioni per motivi religiosi relative alle normative anti -COVID-19 , «ciò potrebbe avere un impatto negativo non solo sulle persone con convinzioni religiose sui vaccini, ma anche sulle persone di fede che necessitano di altri tipi di agevolazioni per motivi religiosi».
«Temiamo che i casi negativi o quelli che abbiano indebolito lo standard di accomodamento religioso possano avere conseguenze negative durature», ha aggiunto.
Il rifiuto di esaminare un caso non costituisce una sentenza nel merito e non crea un precedente. Kim Mack Rosenberg, consulente legale generale di Children’s Health Defense, ha affermato che non è sorprendente che la corte non abbia preso in esame i casi, poiché esamina pochissimi appelli.
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I dipendenti della United possono intentare causa collettivamente, ma il caso potrebbe protrarsi per anni.
La controversia con United risale all’agosto 2021, quando la compagnia impose ai propri dipendenti con sede negli Stati Uniti di sottoporsi alla vaccinazione contro il COVID-19.
United è stata la prima grande compagnia aerea statunitense a imporre l’obbligo vaccinale contro il COVID-19. L’obbligo è entrato in vigore tre mesi prima che l’amministrazione Biden, nel novembre 2021, imponesse la vaccinazione obbligatoria a tutte le aziende private con 100 o più dipendenti.
Secondo la sentenza della Corte d’Appello del Quinto Circuito , 5.885 dipendenti della United avevano richiesto un’esenzione per motivi religiosi. La compagnia aerea ne ha concesse 4.070, mentre gli altri sono stati messi in congedo non retribuito.
Un gruppo di dipendenti a cui non erano state concesse esenzioni ha intentato causa ai sensi del Titolo VII del Civil Rights Act , sostenendo che il congedo non retribuito non costituiva un ragionevole accomodamento per le loro convinzioni religiose. Il tribunale distrettuale del Texas ha riconosciuto la class action dei dipendenti che avevano ottenuto agevolazioni per motivi religiosi ma erano stati comunque posti in congedo non retribuito.
La United ha presentato ricorso, sostenendo in parte che le rivendicazioni dei dipendenti non potevano essere risolte collettivamente perché stabilire se ciascun lavoratore nutrisse sinceramente un’obiezione religiosa alla vaccinazione richiede un’indagine individuale.
A marzo, la Corte d’Appello del Quinto Circuito ha respinto tale argomentazione e ha confermato la certificazione della class action. La corte d’appello ha concluso che importanti questioni potevano essere risolte per l’intera classe, tra cui se il congedo non retribuito costituisse un ragionevole accomodamento religioso e se soluzioni alternative avrebbero imposto un onere eccessivo a United.
La corte d’appello ha inoltre riscontrato prove comuni sostanziali in merito alla sincerità religiosa, poiché i membri della class action avevano presentato richieste di esenzione per motivi religiosi, fornito documentazione a supporto, ottenuto l’approvazione di United e accettato le conseguenze finanziarie del congedo non retribuito anziché sottoporsi alla vaccinazione.
Il giudice associato Brett M. Kavanaugh ha indicato di voler esaminare l’appello di United, ma è stato messo in minoranza.
L’avvocato Ray Flores, che non è stato coinvolto nel caso, ha dichiarato: «il lavoro più difficile è appena iniziato, dato che la ‘classe’ è composta da quasi 1.000 individui con fatti diversi da considerare».
«Dopo che il tribunale distrettuale si sarà pronunciato su ciascuna di queste questioni individuali, la corte d’appello e, eventualmente, la Corte Suprema dovranno esaminare il caso. Se non si raggiungerà un accordo, la vicenda si protrarrà per diversi anni».
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Washington può «festeggiare» di aver «sottratto i diritti di libertà religiosa ai nostri clienti»
Nel 2021, il governatore dello Stato di Washington, Jay Inslee, ha ordinato che i vigili del fuoco e gli altri dipendenti statali si vaccinassero contro il COVID-19 entro ottobre 2021.
Otto vigili del fuoco del Snohomish Regional Fire & Rescue (SRFR) hanno richiesto un’esenzione per motivi religiosi, affermando che la vaccinazione è in contrasto con le loro convinzioni religiose profondamente radicate. Hanno proposto di continuare ad adottare misure come l’uso di mascherine, i test, i dispositivi di protezione individuale e altre precauzioni contro il COVID-19 già in uso presso il dipartimento.
La SRFR ha negato le agevolazioni richieste e ha messo i vigili del fuoco in congedo retribuito, seguito da un congedo non retribuito «allo scadere del primo». Molti sono stati costretti a cercare un altro lavoro.
SRFR ha affermato che consentire loro di rimanere non vaccinati causerebbe al dipartimento «difficoltà eccessive», tra cui un aumento dei rischi di trasmissione del COVID-19, difficoltà di personale e operative, possibili responsabilità e possibili problemi con un contratto da 400.000 dollari per la fornitura di servizi di emergenza presso una struttura penitenziaria statale.
Nel 2022, i vigili del fuoco hanno intentato causa, sostenendo che il loro datore di lavoro aveva violato le leggi federali e statali in materia di discriminazione sul lavoro, non concedendo loro gli adattamenti necessari. Hanno richiesto il pagamento degli stipendi arretrati e un risarcimento danni di importo non specificato.
Poiché la Corte Suprema ha rifiutato di esaminare il caso, la sentenza della Corte d’Appello del Nono Circuito, che ha stabilito che l’agenzia aveva il diritto di negare la richiesta di alloggio, rimane in vigore.
«Oggi Washington può festeggiare di aver tolto ai nostri clienti il diritto alla libertà religiosa», ha dichiarato in un comunicato stampa Cliff Martin, avvocato senior di First Liberty. «Ma i funzionari governativi dovrebbero tenere presente che noi lotteremo sempre affinché i dipendenti di fede abbiano pari opportunità sul posto di lavoro».
Taub ha affermato che, quando i casi implicano controversie di fatto, la questione dovrebbe essere sottoposta a una giuria per decidere se l’alloggio avrebbe causato un onere eccessivo.
«La Corte Suprema avrebbe dovuto occuparsi del caso per ripristinare l’uniformità e proteggere il diritto di tutti gli americani ad avere accomodamenti religiosi sul posto di lavoro», ha affermato Taub.
Mack Rosenberg ha affermato che esiste un contrasto tra le corti d’appello su cosa un datore di lavoro debba dimostrare per provare un onere eccessivo, a seguito di una sentenza della Corte Suprema del 2023 nel caso Groff contro DeJoy che ha innalzato l’asticella per i datori di lavoro. Il caso Snohomish è stato un esempio importante di questa problematica.
«Sarà interessante vedere se il tribunale si occuperà di un altro caso, creando così l’opportunità di appianare la divergenza e fare chiarezza sulla vicenda Groff».
Brenda Baletti
Ph.D.
© 7 ottobre 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
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