Pedofilia
L’Europol smantella piattaforma pedofila
Una delle più grandi piattaforme al mondo dedicate agli abusi sessuali su minori, con quasi due milioni di utenti, è stata smantellata in una grande operazione internazionale, ha riferito Europol.
È stato colpito un servizio di streaming, lanciato nel 2021, ha ospitato oltre 91.000 video. Circa 1,8 milioni di utenti in tutto il mondo hanno effettuato l’accesso alla piattaforma in un periodo di tre anni.
Secondo un comunicato stampa rilasciato dall’Europol questa settimana, all’operazione hanno partecipato più di 35 paesi, che a marzo hanno portato alla chiusura della rete da parte delle autorità tedesche e olandesi.
L’operazione Stream è stato il caso di sfruttamento sessuale di minori più grande mai gestito da Europol e una delle indagini più grandi supportate dall’agenzia negli ultimi anni, ha affermato.
L’indagine sul servizio, avviata nel 2022, ha finora portato a 79 arresti e all’identificazione di quasi 1.400 sospettati. Alcuni degli arrestati non erano solo consumatori del materiale, ma anche autori diretti di abusi, secondo Europol.
A differenza di piattaforme simili, quella ora smantellata consentiva agli utenti non solo di scaricare ma anche di riprodurre in streaming materiale pedopornografico.
La direttrice esecutiva dell’Europol, Catherine de Bolle, ha affermato che l’avvento della tecnologia digitale ha determinato una rapida evoluzione dello sfruttamento sessuale dei minori online.
«Alcuni tentano di inquadrare questo come un semplice problema tecnico o informatico, ma non lo è. Ci sono vere vittime dietro questi crimini, e queste vittime sono bambini», ha affermato.
La quantità di materiale di abusi sessuali su minori online è aumentata negli ultimi anni, con il 2024 che ha segnato l’anno peggiore mai registrato, secondo la Internet Watch Foundation (IWF) con sede nel Regno Unito. L’IWF ha segnalato un aumento dell’830% delle immagini abusive da quando ha iniziato a monitorare tale materiale nel 2014.
Come riportato da Renovatio 21, nel giugno 2024 la presidenza belga dell’UE ha rinviato giovedì il voto su una controversa legge relativa agli abusi sessuali su minori tra le preoccupazioni di alcuni Stati membri che violerebbe la privacy delle persone.
Nel febbraio dell’anno scorso l’allora presidente ungherese Katalin Novak si era dimessa chiedendo scusa per aver graziato un uomo condannato per aver nascosto abusi sessuali su bambini.
Come riportato da Renovatio 21, tre anni fa anche Apple aveva affermato l’intenzione di scansionare le foto degli utenti in cerca di materiale pedopornografico da segnalare. Secondo quanto riportato, anche Google – e i telefoni Android – lo starebbe già facendo, con casi di errore agghiaccianti: il sistema (fatto da algoritmi, o da persone, o da un combinato dei due, vallo a sapere) avrebbe segnalato alla polizia e cancellato gli account di genitori che avevano immagini dei figli nudi, magari anche dettagli delle parti intime richieste dai pediatri come forma di telemedicina durante i lockdown.
Nel frattempo, il colosso Meta (che gestisce Facebook, Instagram, Whatsapp) avrebbe un problema con i suoi algoritmi che consentono ai molestatori di bambini sulle sue piattaforme. Ne aveva scritto in dettaglio nei giorni scorsi il Wall Street Journal, che già in passato aveva trattato l’argomento. La cosa stupefacente è il fatto che ai pedofili potrebbe essere stato concesso di connettersi sui social, mentre agli utenti conservatori no,
Le accuse sono finite in una storia udienza a Washington di Mark Zuckerberg, che è stato indotto dal senatore USA Josh Holloway a chiedere scusa di persona alle famiglie di bambini danneggiati dal social. Lo Stato del Nuovo Messico ha fatto causa a Meta allo Zuckerberg per aver facilitato il traffico sessuale minorile.
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Fuori dai social, non è diverso: nel maggio 2023 il presidente francese Emmanuel Macron aveva destato scalpore condannando il vandalismo di un’opera d’arte esposta a Parigi che era accusata di promuovere la pedofilia. Il fatto avveniva sull’onda dello scandalo che travolse la casa di Alta Moda Balcenciaga, nelle cui pubblicità ad alcuni sono sembrati celati significati pro-pedofiliaci.
Quindi, ricapitoliamo: pedofili che si connettono in rete senza problemi, ed immagini di tendenza pedopornografica tranquillamente esposte nella pubblicità e nei musei, a costo di essere difese dal vertice di una potenza nucleare. Invece, sorveglianza totale per i vostri telefonini.
Non ci vuole molto a capire a che cosa serve, davvero, questo disegno di legge. E chi ne non sarà mai toccato. Costoro pur persevereranno nelle loro attività. E nella continua apertura della Finestra di Overton sulla pedofilia inflitta alla società.
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Pedofilia
Pedofilo stupratore condannato restituisce il titolo di cavaliere britannico
Il veterano politico nordirlandese Jeffrey Donaldson ha annunciato che rinuncerà al titolo di cavaliere e al suo seggio nel Consiglio privato del Regno Unito dopo essere stato condannato per stupro e abusi su minori.
Lunedì una giuria ha dichiarato l’ex leader del Partito Unionista Democratico (DUP) colpevole di 18 capi d’accusa per abusi sessuali, tra cui uno per stupro, ai danni di due ragazze.
Secondo le ricostruzioni, i reati sarebbero stati commessi tra il 1985 e il 2008, quando entrambe le vittime erano bambine in età scolare. L’uomo avrebbe cominciato ad abusare della maggiore delle due quando aveva circa 7 o 8 anni, proseguendo fino a quando non ne ebbe 12 o 13.
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Sebbene Jeffrey Donaldson abbia due figlie, la loro età esatta non è di dominio pubblico e le vittime sono identificate in tribunale solo come Querelante A e Querelante B. Il politico è nato nel 1962 e ha sposato la moglie Eleanor nel 1987, dopo che sarebbero iniziati gli abusi.
Secondo quanto riportato dalla BBC, il giudice Paul Ramsey ha comunicato a Donaldson che rischiava una lunga pena detentiva. La moglie è stata giudicata colpevole di aver favorito gli abusi del marito, ma il giudice ha stabilito che non era in grado di affrontare il processo per motivi di salute mentale. Donaldson, che si è dichiarato non colpevole, sarà condannato il 25 settembre.
Donaldson si è dimesso da leader del DUP, un partito che sostiene il mantenimento dell’unione con la Gran Bretagna, dopo il suo arresto nel 2024. Mercoledì, il suo avvocato, John McBurney, ha dichiarato che Donaldson ha presentato una richiesta al governo per rinunciare al titolo di cavaliere e al suo seggio nel Consiglio Privato, l’organo consultivo del monarca britannico.
Il leader del DUP, Gavin Robinson, ha dichiarato che il partito è rimasto «scioccato» dalle prove presentate durante il processo. «Nessuno, a prescindere dallo status o dalla posizione, può mai essere al di sopra della legge e Jeffrey Donaldson non fa eccezione», ha affermato.
La vice leader del partito, Michelle McIlveen, ha dichiarato martedì che Donaldson aveva «condotto una doppia vita, fatta di inganni».
Nel giugno 2026, un’inchiesta della BBC aveva riportato la notizia di una «doppia vita» condotta da Donaldson, affermando che era stato visto da alti ufficiali della polizia nordirlandese (PSNI) entrare in una sauna gay a Londra nel 2006. L’ex capo della Sezione Crimini Gravi della PSNI, Tim Hanley, ha dichiarato di essere «sicuro al 100%» che Donaldson fosse entrato nell’edificio.
Nel corso degli anni, il Regno Unito è stato scosso da gravissimi scandali legati a storici abusi sessuali su minori commessi da esponenti della politica a Westminster.
Le denunce riguardano figure di spicco attive tra gli anni Sessanta e Novanta, protette per decenni da una fitta rete di omertà istituzionale. Tra i nomi emersi figurano il deputato liberale Cyril Smith e il conservatore Peter Morrison, entrambi accusati di abusi ma mai perseguiti in vita. Lo Smith, iper-obeso onorevole liberale che già nel 1979 fu accusato da un magazine locale di molestare ragazzini di uno ostello da lui stesso fondato a Rochdale, il suo feudo elettorale veniva spesso invitato nelle trasmissioni del presentatore BBC Jimmy Savile, anche lui accusato di centinaia di abusi e mai perseguito in vita.
Un’importante inchiesta indipendente, la IICSA (Independent Inquiry into Child Sexual Abuse), ha svelato che i partiti politici e le forze dell’ordine scelsero deliberatamente di «chiudere un occhio», anteponendo la tutela della reputazione dei potenti alla sicurezza e al benessere dei bambini.
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Il dibattito pubblico è stato ulteriormente alimentato dal mistero del «dossier Dickens», un faldone esplosivo contenente prove e nomi di importanti presunti pedofili della politica consegnato nel 1984 all’allora ministro dell’Interno Leon Brittan e successivamente svanito nel nulla. Il Brittan, lo ricordiamo, fece una splendida carriera da Commissario Europeo a Bruxelles (Commissario al Commercio, alle relazioni esterne, alla competizione) sino a diventare vice-presidente della Commissione Europea nel 1999.
Come riportato da Renovatio 21, l’anno scorso l’ex parlamentare laburista e sottosegretario alla Difesa Ivor Caplin era stato arrestato dopo essere stato affrontato da un gruppo di attivisti di «cacciatori di pedofili» che lo hanno accusato di aver tentato di corteggiare un ragazzo di 15 anni. Il Caplin ora è fuori su cauzione, ma la polizia inglese ha visitato la casa del giornalista che aveva pubblicato screenshot dell’attività online del politico, e lo ha mandato dal giudice.
La magistratura di Albione smentisce l’esistenza di una rete occulta e strutturata all’interno del Parlamento del Regno, tuttavia resta accertata la colpevolezza morale delle istituzioni britanniche, colpevoli di aver attivamente insabbiato le denunce e schermato i colpevoli.
Il Paese dà segni inquietanti in tutte le sue istituzioni. La BBC è toccata da diversi scandali a base di pedofilia. Nel 2014 l’Università di Cambridge aveva indetto una conferenza dove si sosteneva che «la pedofilia sia normale tra maschi adulti», poiché «una certa porzione di maschi adulti normali vuole fare sesso con i bambini» e «i maschi normali sono eccitati dai bambini». L’opinione pubblica inglese, per quanto abituata alla spazzatura dei tabloid, era insorta: troppo viva la ferita inferta dal caso Savile. E mai rimarginata: anzi, il contagio è evidente in ogni ambito istituzionale.
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Immagine di © UK Parliament / Maria Unger via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 3.0 Unported
Pedofilia
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