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Nuovo virus in Cina: primo morto di Vaiolo delle scimmie
Il 16 luglio, la Cina ha riportato la prima morte del virus del Vaiolo delle scimmie – chiamato anche Monkey B – nella sua storia. La vittima, identificata come veterinario a Pechino, è stato infettato dalle scimmie a marzo ed è deceduto il 27 maggio.
Il virus Monkey B (BV), noto anche come virus Herpes B, ha un tasso di mortalità dal 70% all’80%, secondo il giornale in lingua inglese del Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie China CDC Weekly, che cita il caso in un articolo del 17 luglio. Nell’articolo si sostiene che che i contatti stretti del defunto sono stati testati ad aprile ed erano liberi dal virus.
Il virus Monkey B (BV), noto anche come virus Herpes B, ha un tasso di mortalità dal 70% all’80%,
Secondo il CDC degli Stati Uniti, gli esseri umani di solito vengono infettati con BV quando sono morsi o graffiato da un macaco infetto, o di avere contatto con gli occhi, il naso o la bocca di un macaco. Il CDC cinese ha evidenziato che nella storia è stato documentato un solo caso di trasmissione di BV da uomo a uomo.
Non è è ancora chiaro con quale tipo di scimmia la vittima fosse in contatto quando ha contratto il virus.
Il veterinario deceduto aveva 53 anni. Ha lavorato per un istituto sperimentale di allevamento di primati a Pechino.
Il CDC cinese ha evidenziato che nella storia cinese è stato documentato un solo caso di trasmissione di BV da uomo a uomo
Il 4 e il 6 marzo il veterinario aveva sezionato due scimmie morte. Un mese dopo le dissezioni, il veterinario «ha avvertito nausea e vomito seguiti da febbre con sintomi neurologici», secondo il rapporto.
Poiché i medici di Pechino non avevano alcuna esperienza con le infezioni da BV, al veterinario è stato chiesto di visitare diversi ospedali per il trattamento, ma non è stato diagnosticato fino al 17 aprile quando i medici hanno raccolto il suo liquido cerebrospinale e quello dei suoi due colleghi per testare la scimmia-virus correlati. I risultati hanno mostrato che il veterinario era stato infettato da BV.
Un gruppo di scienziati del CDC cinese e della Capital Medical University ha concluso nel suo rapporto che «ciò implicava che la BV nelle scimmie potrebbe rappresentare una potenziale minaccia zoonotica per i lavoratori».
La prima infezione umana è stata identificata nel 1932 e da allora sono stati segnalati solo 50 casi di trasmissione all’uomo. Di questi, la maggior parte era entrata in contatto con una scimmia e 21 sono morti
Secondo il CDC statunitense, le infezioni da BV iniziano con sintomi simil-influenzali, che includono febbre e brividi, dolori muscolari, affaticamento e mal di testa. I sintomi in genere iniziano entro un mese dall’esposizione a una scimmia infetta da BV.
La prima infezione umana è stata identificata nel 1932 e da allora sono stati segnalati solo 50 casi di trasmissione all’uomo. Di questi, la maggior parte era entrata in contatto con una scimmia e 21 sono morti.
Animali
Marche, ancora un uomo aggredito dai lupi
Secondo quanto riportano fonti giornalistiche in quel di Pesaro un uomo sarebbe stato affrontato da due lupi, a suo parere intenzionati a predare il suo cagnolino. Soltanto l’intervento di un altro dei suoi cani, di grandi dimensioni, avrebbe spinto le due belve a desistere.
Non si tratta del primo caso a Pesaro in questi mesi. Ad agosto un lupo era entrato in un giardino e aveva sbranato un gatto sotto gli occhi dei presenti. A giugno un lupo era stato filmato nel quartiere Vismara.
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Pochi giorni fa sul Corriere Adriatico si è parlato di un «allarme lupi in città» con «segnalazioni a raffica»: l’articolo offre pure consigli per evitare di venire sbranati – «ecco come evitarli», scrive il titolo.
I lupi si moltiplicano in tutta Italia e sempre più sono i casi di investimento stradale da parte di veicoli.
Aumentano contestualmente gli attacchi agli esseri umani anche se non ancora in maniera sistematica, fatto che ci porta a considerare che ci troviamo all’inizio della settima fase della scala di Geist – ossia il lupo, quando le circostanze lo permettono, attacca l’uomo pur non predandolo ancora attivamente.
Nessuno sembra intenzionato a prendere provvedimenti seri per far fronte a tale situazione mentre c’è chi, esasperato, cerca di far fronte alla situazione come si usava ai tempi dei nostri nonni.
Victor García
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Poliziotto ammanetta emù
Policing teaches you to expect the unexpected.
Even a handcuffed emu! pic.twitter.com/fuxKgzg3mr — Bill Bratton (@CommissBratton) January 16, 2026
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Padre ammette di aver ingannato il figlio sull’amore per i trichechidi. I quali per galleggiare usano i loro gas
Un uomo ha confessato con profondo imbarazzo di aver mentito per quasi 25 anni fingendo un amore smisurato per i lamantini, al solo scopo di non ferire i sentimenti del figlio, che fin da piccolo lo ha sommerso di regali a tema dugongo. La rivelazione è arrivata in un post virale su Reddit.
«Ho detto che adoravo i lamantini solo per rassicurare mio figlio più di vent’anni fa», ha scritto il padre, visibilmente tormentato dal rimorso. «Anno dopo anno ho portato avanti la bugia perché sembrava innocua e ormai ero troppo coinvolto per confessare la verità».
L’uomo ha ricordato con rammarico un episodio in cui il figlio si era arrabbiato perché non aveva mostrato abbastanza entusiasmo per uno dei suoi regali. «Gli ho garantito che mi piaceva tantissimo e che i lamantini erano i miei animali preferiti al mondo», ha spiegato.
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Da quel momento, senza che il figlio lo sapesse, la menzogna è diventata una costante: «Da allora gli articoli a tema lamantino sono diventati il mio regalo di default», ha raccontato. Il figlio lo ha inondato per anni di magliette, calendari, tazze, boccali da birra e ogni genere di oggetto raffigurante i mansueti mammiferi marini.
Oggi, dopo 24 anni, la casa dell’uomo è piena di «oggetti a tema lamantino esposti con orgoglio», una collezione che testimonia la dedizione del figlio.
Mantenere la finzione è stato particolarmente pesante, ha ammesso, perché i lamantini non hanno nulla a che vedere con il suo vero animale preferito: il cane. «Confesso che i lamantini non sono mai stati i miei animali preferiti al mondo», ha scritto. «Non ho nulla contro di loro, sembrano creature dolci e gentili, ma non mi hanno mai affascinato».
La situazione ha raggiunto il culmine quando il figlio, che l’anno prossimo compirà 30 anni (mentre il padre festeggerà i 55), ha annunciato un regalo speciale per Natale: un viaggio in Florida per padre e figlio, con l’obiettivo di osservare i lamantini nel loro habitat naturale.
«Mio figlio è entusiasta, ne parla a tutta la famiglia. Persino la mia ex moglie è felice per me, perché finalmente potrò vedere i lamantini dal vivo», ha raccontato il padre, mortificato.
Nonostante la sua totale indifferenza per le «patate del mare», l’uomo ha dichiarato di essere sinceramente emozionato per l’avventura con il figlio. È convinto che sarà un’esperienza «adorabile», capace di creare «bellissimi ricordi» e di dimostrare quanto il figlio sia premuroso e affettuoso verso suo padre. Per questo motivo, ha deciso di «continuare a mentire sui lamantini… che non sono i miei animali preferiti al mondo».
Il post ha suscitato un’ondata di reazioni su Reddit, tra commenti commossi, divertiti e ironici. Uno ha scritto: «Temo che dovrai portarti questo segreto nella tomba».
Un altro ha scherzato: «Sarai sepolto in una bara a forma di lamantino e sorriderai. Tu e tuo figlio sembrate fantastici».
Molti, però, hanno ipotizzato un possibile colpo di scena: «Una volta che li vedrai da vicino, i lamantini diventeranno davvero i tuoi animali preferiti al mondo», ha predetto qualcuno.
Altri hanno sottolineato il valore affettivo della bugia: «Non importa se i lamantini siano o meno i tuoi preferiti. Sono gli animali che hanno legato te e tuo figlio per tutta la vita. Un trentenne che vuole fare un viaggio con il padre per vedere il suo animale preferito… ormai i lamantini SONO il vostro animale preferito!».
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I lamantini sono creature particolarmente disgustose, note alla popolazione per la leggenda secondo cui il loro sistema di galleggiamento si basa sui peti.
Nel tentativo maldestro di sfatare questa credenza, un sito chiamato «Salvate i lamantini» ammette come tale rivoltante pratica risponda a verità.
«Molte persone pensano erroneamente che i lamantini emettano flatulenze per controllare il loro galleggiamento, ovvero il loro movimento su e giù e il loro posizionamento nell’acqua» scrive il sito trichecofilo. «I lamantini hanno intestini molto grandi e un metabolismo lento. In alcuni casi, dopo aver mangiato molto, possono effettivamente sviluppare gas intestinali e galleggiare sulla superficie dell’acqua finché non rilasciano il gas e sono in grado di riaffossarsi. Per i ricercatori, a volte è difficile distinguere se un lamantino è semplicemente gassoso [sic]o se galleggia in superficie a causa di una lesione che potrebbe richiedere un intervento».
Sullo YouTubo circolano innumeri video che mostrano l’agghiacciante, stomachevole realtà del galleggiamento trichechide.
Questi scioccanti filmati ci inducono ancora una volta a pensare tutto il male possibile dei mammiferi acquatici, cetacei in particolare, ma anche queste creature meteoriste meritano tutto lo schifo di cui siamo capaci.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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