Persecuzioni
Un’altra chiesa incendiata in America
La scorsa settimana l’ex Friendship Baptist Church di Cleveland, Ohio, un edificio della metà degli anni 1890 nato come sinagoga e poi divenuto luogo di culto battista, è stata completamente distrutta da un vasto incendio nelle prime ore del mattino.
Quasi sessanta vigili del fuoco hanno combattuto le fiamme per ore. Il tetto è crollato. I resti sono stati successivamente demoliti. All’inizio le autorità hanno dichiarato che la causa era sconosciuta.
I vigili del fuoco locali hanno in seguito confermato che l’incendio era di origine dolosa. Non si ritiene che le motivazioni siano di natura finanziaria. Sono previsti arresti, mentre gli investigatori proseguono la procedura per l’emissione del mandato di perquisizione. L’edificio era rimasto vuoto per anni dopo il calo della congregazione. Il tenente dei vigili del fuoco di Cleveland, Mike Norman, ha definito la perdita «irresocievole» e ha stimato i danni in circa 500.000 dollari.
🇺🇸A vacant Cleveland church more than 100 years old was destroyed by a massive fire early Friday.
Friendship Baptist Church, originally built in the 1890s as a synagogue, went up in flames around 2 a.m.
Firefighters said the building was a total loss.pic.twitter.com/LwEYW6qGgM
— NewsForce (@Newsforce) August 24, 2026
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Il diciannovenne John McManamon è stato arrestato e accusato di incendio doloso in relazione all’incendio. Gli inquirenti hanno dichiarato che una telecamera di sorveglianza ha ripreso in tempo reale un’auto vicino alla chiesa prima che scoppiasse l’incendio. Le autorità sostengono che tre individui siano entrati nell’edificio per partecipare a una tendenza dei social media nota come «urban mining». McManamon è comparso in tribunale dopo l’arresto ed è stato rilasciato su cauzione di 10.000 dollari.
Secondo il mandato di arresto, una foto recuperata da un post sui social media, scattata all’interno della chiesa, ha rivelato che l’incendio aveva molteplici punti di origine distinti. Le telecamere di sorveglianza in tempo reale hanno ripreso un veicolo fuori dalla chiesa. I sospetti avrebbero lasciato la proprietà 28 minuti dopo essere entrati e l’edificio ha bruciato per circa un’ora prima che venisse effettuata la prima chiamata di emergenza.
Poiché gli inquirenti hanno accertato che in totale tre persone sono entrate nell’edificio, si prevedono ulteriori mandati di arresto e arresti imminenti per i restanti complici.
A causa della gravità dell’incendio, i restanti muri in pietra di 15 metri hanno perso la loro integrità strutturale e rappresentavano un immediato pericolo di crollo, costringendo le squadre di emergenza a demolire completamente i resti storici.
Non si tratta di un episodio isolato. Si inserisce in una lista sempre più lunga di siti cristiani storici ridotti in cenere, mentre il linguaggio ufficiale si limita a «sconosciuto», «sotto indagine» o «accidentale», e l’attenzione politica resta selettiva.
Solo poche settimane prima una chiesa di 164 anni a Leicester, in Gran Bretagna, aveva subito gravi danni. La chiesa di St Andrew’s in Jarrom Street, costruita nel 1862 e progettata da Sir George Gilbert Scott, era stata colpita da un incendio dopo le 23:00 del 28 luglio.
Another historic church “mysterious” goes up in flames.
St. Andrew’s Church in Leicester suffered devastating fire damage overnight.
It’s quite a coincidence that Jews are being murdered outside synagogues, historic churches are burning, yet nothing seems to happen to mosques.… pic.twitter.com/4mjVp4GSAh
— Ncole ✡︎ (@ncole_r) July 29, 2026
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I vigili del fuoco hanno lottato contro le fiamme per tutta la notte. L’incendio è divampato al piano terra e si è propagato al tetto. In seguito le autorità hanno dichiarato che la causa più probabile è stata accidentale, dato che l’edificio era chiuso e non vi erano segni di effrazione. Le funzioni religiose sono riprese nella sala parrocchiale. Il Papa ha inviato una lettera di solidarietà. I lavori di riparazione potrebbero richiedere anni.
L’incendio di Leicester ha fatto seguito alla completa distruzione della storica chiesa metodista di Kings Hall a Southall, nella zona ovest di Londra, avvenuta a febbraio. Più di dieci autopompe e circa settanta vigili del fuoco sono intervenuti per domare l’edificio ultracentenario, ridotto in gran parte in cenere. La reazione del governo è stata tiepida.
Pochi giorni dopo l’allora Primo Ministro Keir Starmer aveva espresso chiara preoccupazione per un incidente di sicurezza avvenuto alla Moschea Centrale di Manchester durante il Ramadan sottolineando lo stanziamento di fino a 40 milioni di sterline per rafforzare la sicurezza di moschee, scuole musulmane e centri comunitari. Rimase invece in silenzio riguardo alla chiesa di Southall e al più ampio fenomeno degli attacchi contro i luoghi di culto cristiani.
I dati del National Churches Trust hanno registrato centinaia di attacchi contro le chiese, inclusi incendi dolosi, e migliaia di reati commessi in proprietà ecclesiastiche negli ultimi anni, con fondi per la sicurezza per sito di gran lunga inferiori rispetto a quelli destinati a moschee o sinagoghe.
Negli Stati Uniti, a Buffalo, l’ex chiesa e santuario di Sant’Anna, risalente a 140 anni fa, è stata colpita da diversi incendi quest’anno, dopo essere stata venduta nel 2022 a un gruppo affiliato al Downtown Islamic Center per essere convertita in un centro comunitario islamico.
Due incendi divampati in quattro giorni a luglio sono stati confermati come dolosi. Le autorità locali hanno espresso frustrazione per la mancata messa in sicurezza dell’edificio storico, ormai abbandonato.
A giugno la South Bushwick Reformed Church di Brooklyn, un edificio di 173 anni, è stata completamente distrutta da un incendio doloso. Inizialmente le cause erano state indicate come oggetto di indagine, prima che i vigili del fuoco confermassero che si trattava di un incendio appiccato intenzionalmente.
Una persona sospetta è stata vista fuggire in un video; non è seguito alcun arresto. La città ha respinto un piano di conservazione e ha ordinato la demolizione.
Poche settimane prima una chiesa di 138 anni ad Astoria, nel Queens, aveva subito gravi danni a causa di un incendio di vaste proporzioni, seguito da un rapido avvio delle procedure di demolizione.
In Canada gli incendi dolosi contro le chiese sono più che raddoppiati dopo il 2021. Un rapporto del Macdonald-Laurier Institute ha rilevato che meno del 4% dei casi ha portato a un’incriminazione. Uno degli esempi più recenti è la chiesa di Saint-Romain, in Quebecco, costruita nel 1893 e distrutta da un incendio ad aprile, il cui incendio è stato trattato come doloso.
Mesi fa la storica chiesa cattolica di San Paolo Montréal, in Quebecco, è stata ridotta quasi in macerie da un enorme incendio. A inizio 2024 due storiche chiese cristiane in Canada sono state date alle fiamme intenzionalmente.
Dalla primavera del 2021, ben oltre 100 chiese, la maggior parte cattoliche, sono state bruciate o vandalizzate in tutto il Canada. Tali attacchi alle chiese sono avvenuti poco dopo la scoperta di tombe anonime in scuole residenziali ora chiuse, un tempo gestite dalla Chiesa in alcune parti del Canada, nella primavera dello scorso anno, uno scandalo anticlericale in realtà già smontato come bufala da tempo, al quale tuttavia ha dato nuova vita la visita di Bergoglio nel Paese con annesse scuse e riti di negromanzia pagana con i First Nation, gli indigeni canadesi. Nello stesso periodo altre due storiche chiese cristiane in Canada erano state date alle fiamme intenzionalmente.
In un solo anno recente in Francia si sono registrati quasi cinquanta incendi o tentativi di incendio doloso ai danni di chiese e luoghi di culto cristiani.
La profanazione delle chiese in Francia – almeno di quelle che non sono in vendita – è un fenomeno continuo ed agghiacciante. Al vandalismo si aggiunge spesso la piromania.
Come riportato da Renovatio 21, in precedenti incidenti, giovani satanisti locali sono stati giudicati colpevoli di incendio doloso e di altri atti di vandalismo anticristiano. A novembre era stata vandalizzata persino la chiesa parrocchiale di Lourdes.
Sono stati perpetrati anche attacchi islamici. Solo di recente, nella notte tra il 14 e il 15 luglio, una chiesa del XIX secolo con una struttura metallica nel XIV arrondissement di Parigi, Notre-Dame-du-Travail (Nostra Signora del Lavoro), è stata ricoperta di graffiti ostili, tra cui «Sottomettetevi ad Allah, infedeli, pregate 5 volte al giorno» e “Bast … Gesù, un solo dio Allah». Anche l’organo della chiesa è stato distrutto.
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Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato la chiesa di Saint-Martin-des-Champs a Parigi fu attaccata con una bomba molotov.
Mesi fa un incendio è scoppiato presso la cattedrale gotica di Rouen. Le immagini della scena non possono che ricordare un altro incendio devastante scoppiato nella cattedrale di Notre-Dame a Parigi nel 2019. Anche quell’incendio era scoppiato durante i lavori di ristrutturazione e aveva finito per distruggere l’iconica guglia di Notre Dame
Nel mese di maggio una chiesa del XIX secolo a Montenach è stata completamente distrutta da un incendio.
Cinque mesi fa un incendio ha devastato la Vondelkerk, la prima chiesa dedicata al Sacro Cuore ad Amsterdam.
Un recente studio ha evidenziato un raddoppio degli attacchi incendiari contro le chiese in Europa nell’arco di un solo anno.
Gli edifici storici cristiani scompaiono mentre i cambiamenti demografici continuano e le priorità politiche restano selettive.
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Immagine screenshot da Twitter
Persecuzioni
Monaco accoltellato a morte in un monastero ucraino
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Persecuzioni
Vescovo ortodosso ucraina arrestato da ufficiali della leva militare
Domenica gli ufficiali di leva ucraini hanno arrestato il metropolita Sergio della Chiesa Ortodossa Ucraina (la chiesa canonica dell’ortodossia ucraina, conosciuta con l’acronimo UOC), nell’ambito dell’ultima escalation della lunga repressione di Kiev contro la più grande confessione religiosa del Paese. Lo riporta la stampa russa
In Ucraina la campagna di coscrizione è diventata sempre più violenta, con decine di episodi finiti in video strazianti finiti sui social. Funzionari regionali addetti alla mobilitazione sono stati arrestati con l’accusa di aver accettato tangenti per ottenere esenzioni dal servizio militare, e la minaccia di essere arruolati con la forza sarebbe stata usata per fare pressione sui giornalisti affinché non pubblicassero articoli compromettenti.
Il metropolita Sergio è a capo della diocesi di Tulchin, nella regione di Vinnitsa, della Chiesa ortodossa ucraina (UOC). Secondo una dichiarazione inviata tramite Telegram dall’arciprete Nikita Chekman, avvocato che rappresenta l’UOC, lui e l’arciprete Anatoly Vishnev sono stati arrestati dagli ufficiali di leva nella zona sud-orientale di Kiev.
Secondo l’avvocato, entrambi sono stati sottoposti a visite mediche presso il Centro Territoriale di Reclutamento e Assistenza Sociale (TCK), l’organismo incaricato di sovrintendere alla campagna di coscrizione in Ucraina. Sergio è stato rilasciato nel corso della giornata, ma il suo passaporto è stato sequestrato, ha dichiarato Chekman in un aggiornamento.
Sia la detenzione che il sequestro sono stati effettuati «senza le dovute formalità procedurali», senza alcuna documentazione o base legale a supporto di tali azioni, ha affermato, aggiungendo che la UOC considera illegali le azioni dei TCK.
Il Chekman ha aggiunto che, domenica sera, gli ufficiali addetti alla leva stavano ancora cercando di completare le procedure relative all’arciprete Vishnev.
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Dall’escalation del conflitto in Ucraina nel 2022, le autorità ucraine hanno imposto sanzioni al clero della Chiesa ortodossa ucraina (UOC), effettuato raid nei suoi monasteri e chiese e appoggiato gli sforzi per trasferire le sue proprietà alla Chiesa ortodossa ucraina (OCU), affiliata a Kiev. L’organizzazione scismatica è stata fondata nel 2019 sotto la presidenza di Petro Poroshenko.
Secondo alcune fonti, la coscrizione obbligatoria sarebbe stata utilizzata per fare pressione sui sacerdoti della Chiesa ortodossa ucraina.
’Ucraina ha annunciato una mobilitazione generale poco dopo l’inizio del conflitto, impedendo alla maggior parte degli uomini di età compresa tra 18 e 60 anni di lasciare il Paese. Nel 2024, Kiev ha abbassato l’età per la leva obbligatoria da 27 a 25 anni (mentre figure come l’ex ambasciatore USA alla NATO Ivo Daalder ha chiesto l’arruolamento degli adolescenti, e una legge ha previsto gli over 60 come soldati a contratto) e ha inasprito le regole di mobilitazione. La campagna di coscrizione forzata, definita dal Times come «sempre più ingannevole, coercitiva e violenta», ha regolarmente causato violenti scontri tra ufficiali di leva e reclute riluttanti, innescando così il malcontento nel Paese.
Come riportato da Renovatio 21, in almeno un episodio un uomo è stato trovato morto in un centro di reclutamento, mentre non sono mancate drammatiche proteste come quella della donna che si è data fuoco quando sono venuti a prendere il marito.
Le autorità di Kiev hanno pure cominciato a dichiarare le decine di morti di renitenti alla leva morti durante la fuga dal Paese.
Come riportato da Renovatio 21, i circensi sono esentati dal servizio militare, mentre i sacerdoti cattolici no. Su soldati donna e sieropositivi HIV si è lavorato. Secondo un sondaggio di mesi fa, gli ucraini rinuncerebbero alla cittadinanza per evitare la coscrizione.
Due anni fa un parlamentare di Kiev parlò di «800 mila uomini ucraini passati alla clandestinità» per sfuggire ad un campo di battaglia dove, hanno ammesso perfino i giornali occidentali, i soldati ucraini durano pochi giorni se non poche ore.
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Persecuzioni
Gaza: la scuola parrocchiale cattolica riaprirà a settembre
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