Persecuzioni
Violenze anticristiane e repressione della libertà religiosa in aumento in Europa: nuovo rapporto
I crimini d’odio anticristiani, in particolare gli attacchi incendiari alle chiese, sono aumentati di quasi il 50% nel 2022 rispetto all’anno precedente, secondo il Rapporto annuale dell’Osservatorio sull’intolleranza e la discriminazione contro i cristiani (OIDAC) per l’Europa.
Con sede a Vienna, in Austria, l’OIDAC, l’organismo europeo di vigilanza contro la violenza e le persecuzioni anticristiane, da più di un decennio denuncia la questione degli attacchi violenti contro i cristiani e delle leggi anticristiane in Europa.
In una sintesi del rapporto, l’OIDAC ha affermato che «due tendenze particolari sono state evidenziate nel rapporto, una è stato l’aumento degli attacchi incendiari, che sono passati da 60 nel 2021 a 105 nel 2022. La seconda tendenza è stata che più crimini d’odio sono stati perpetrati da membri radicalizzati di gruppi ideologici, politici o religiosi che seguono una narrativa anticristiana».
Il rapporto annuale dell’OIDAC per il periodo 2022-2023 è stato pubblicato il 16 novembre, Giornata internazionale della tolleranza. Secondo i suoi risultati, presentati agli atti della polizia, i crimini d’odio anticristiani sono saliti a 748 casi nel 2022, con un aumento del 44% rispetto all’ultimo anno. In particolare, tra i crimini commessi contro i cristiani, «gli attacchi incendiari alle chiese sono aumentati addirittura del 75% tra il 2021 e il 2022», con «chiare motivazioni estremiste» evidenti dietro molti degli incidenti, «perpetrati da membri radicalizzati di idee ideologiche, politiche o religiose». gruppi che seguono una narrativa anticristiana».
«Nel 2022, l’OIDAC ha documentato crimini d’odio anticristiani in 30 paesi europei. Ci sono stati 38 crimini di aggressione fisica e tre cristiani sono stati assassinati», afferma il rapporto. Questi attacchi andavano «da incendi dolosi, graffiti, profanazioni e furti ad attacchi fisici, insulti e minacce».
La ricerca ha mostrato che tra il 2021 e il 2022 c’è stato un aumento dei crimini d’odio anticristiani da 519 a 748, compresi gli attacchi incendiari, passati da 60 a 105.
«Abbiamo anche riscontrato un aumento degli attacchi durante le festività cristiane, come Pasqua e Natale», ha affermato l’OIDAC. «Gli attacchi sono più probabili anche quando la visibilità dei cristiani è maggiore, come durante le processioni, le celebrazioni pubbliche e gli eventi con decorazioni e simboli pubblici».
Avvertendo che le nuove leggi che sopprimono la libertà di parola vengono utilizzate per criminalizzare i cristiani, il rapporto descrive dettagliatamente il modo in cui «nuove «zone cuscinetto» intorno alle cliniche abortive sono una forma di regolamentazione statale che ha portato alla criminalizzazione dei cristiani che pregano in silenzio sul posto», come si è visto nel caso di Isabel Vaughan-Spruce, che è stata arrestata nel Regno Unito per aver «pregato nella sua mente» all’interno di una «zona cuscinetto».
L’OIDAC ha inoltre documentato la persecuzione dei cristiani derivante da «leggi vagamente formulate ed esagerate che criminalizzerebbero genitori, pastori e insegnanti se esprimono opinioni dissenzienti riguardo alle discussioni relative alla comunità LGBTIQ o scoraggiano i loro figli dal sottoporsi a «terapie ormonali» a causa delle loro convinzioni religiose».
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Dettagliando i risultati che hanno rivelato gruppi estremisti specifici, motivati che perpetrano crimini d’odio contro i cristiani, il rapporto afferma che «nel corso del 2022, OIDAC Europe ha osservato che si è verificata un’ondata di attacchi chiaramente motivati dall’estremismo. Questo rispetto agli anni precedenti, in cui la maggior parte dei crimini aveva un movente poco chiaro o era stata perpetrata da privati. Tuttavia, nel 2022, ci sono stati molti altri segnali chiari che hanno rivelato un movente estremista. Gruppi particolari sono stati identificati come autori attraverso messaggi lasciati attraverso graffiti, volantini o post sui social media che rivendicavano la paternità dei crimini d’odio».
L’OIDAC ha inoltre rivelato che «i dati del 2022 contengono 11 casi che hanno mostrato un background satanico, 16 attacchi sono stati identificati come provenienti da gruppi antifa o anarchici di estrema sinistra, 11 attacchi sono stati perpetrati da gruppi islamici, nove casi sono stati perpetrati da gruppi femministi estremi o LGBTIQ», e quattro casi provenivano da gruppi «anticlericali».
Inoltre, c’è stato un caso perpetuato da attivisti climatici, e nove attacchi sarebbero stati causati da pregiudizi etnico-religiosi, la maggior parte dei quali erano legati alla guerra in corso tra Russia e Ucraina.
Forse i crimini più eclatanti documentati dall’OIDAC sono gli attacchi incendiari che hanno distrutto bellissime chiese cristiane, a volte vecchie di diversi secoli.
Secondo il rapporto, «mentre nel 2021 l’OIDAC ha documentato 60 casi di incendio doloso o volontario contro siti cristiani, nel 2022 ci sono stati 106 casi documentati in 18 paesi diversi. I Paesi con i numeri più alti sono stati la Germania con 37 attacchi dolosi, seguita da Francia e Italia, ciascuna con 16 casi di attacchi dolosi, e Regno Unito con nove casi».
Sebbene alcuni di questi attacchi incendiari non siano riusciti a causare gravi danni, molti di essi «hanno devastato chiese, altari e oggetti religiosi» e sembrano essere stati incitati da slogan violenti tra gruppi politici anticristiani come «L’unica Chiesa che illumina è quello che brucia».
L’OIDAC ha anche attirato l’attenzione sulla criminalizzazione da parte dei governi europei delle pubbliche espressioni di fede con il pretesto legale di perseguire i «incitamenti all’odio».
«Come risultato del linguaggio vago utilizzato nella legislazione sull’incitamento all’odio, un numero crescente di cristiani è diventato vulnerabile alle violazioni della libertà religiosa sotto forma di accuse legali per aver espresso il proprio credo religioso», afferma il rapporto. «Oltre a diversi predicatori di strada nel Regno Unito che hanno subito arresti o multe ai sensi del Public Order Act33, gli insegnanti scolastici sono stati identificati come uno dei gruppi più colpiti dal concetto di incitamento all’odio che si estende alle opinioni e alle credenze religiose».
Inoltre, diversi governi hanno tentato di costringere medici e professionisti del settore medico a partecipare agli aborti in un modo o nell’altro.
Il rapporto documentava che «nel settembre 2023, il governo tedesco ha annunciato una riforma del curriculum che renderebbe l’aborto una parte obbligatoria degli studi di medicina. Secondo la proposta del governo, qualsiasi studente di medicina – anche proveniente da campi estranei alla ginecologia – dovrebbe completare corsi sulle tecniche di aborto per ottenere una laurea in medicina. Diversi politici di alto livello e diverse comunità cristiane in Germania hanno espresso profonda preoccupazione per questa proposta, che bandirebbe completamente i cristiani che si oppongono all’aborto per motivi di coscienza da tutte le professioni mediche».
Il rapporto documenta inoltre che nel dicembre 2022 «il Congresso dei Deputati spagnolo ha approvato una nuova legge sull’aborto in base alla quale i medici che rinunciano a questa procedura per motivi di coscienza saranno inseriti nell’elenco degli ‘obiettori di coscienza’ e di conseguenza esclusi dalle commissioni mediche per problemi prenatali».
Riassumendo le conclusioni sulle «violazioni legali dei diritti di libertà religiosa», l’OIDAC ha scritto:
«La libertà di espressione dei cristiani viene limitata attraverso la crescente criminalizzazione delle espressioni pubbliche di opinioni religiose nell’ambito dei cosiddetti “incitamenti all’odio” o norme “antidiscriminatorie”. Sono state introdotte limitazioni legali alla libertà di religione e di riunione attraverso i cosiddetti progetti di legge sulla ” zona cuscinetto “, che criminalizzano la preghiera e le manifestazioni religiose in alcune aree».
«Inoltre, si registra una tendenza preoccupante a limitare la libertà di coscienza attraverso l’eliminazione delle clausole di coscienza dalle disposizioni esistenti nelle leggi mediche».
«Infine, il diritto dei genitori a educare i propri figli secondo le proprie convinzioni religiose è stato continuamente minacciato attraverso disposizioni di legge, che criminalizzano la comunicazione “non affermativa” tra genitori e figli riguardo a questioni legate all’identità, nonché attraverso l’istruzione scolastica obbligatoria sui questioni ideologiche che contraddicono le credenze religiose o morali».
L’OIDAC ha criticato l’Unione Europea e le Nazioni Unite per la loro mancanza di una risposta adeguata alla violenza anticristiana e alle minacce legali alla libertà religiosa sia in Europa che in altri focolai di persecuzione, come Armenia e Nigeria.
La professoressa Regina Polak, sostenitrice della libertà religiosa, ha detto dell’aumento della violenza contro i cristiani in Europa: «il numero crescente di crimini d’odio anticristiani in Europa segnalati dall’OIDAC è profondamente preoccupante. È assolutamente necessario sensibilizzare sia il governo che la società verso questo problema e intraprendere misure politiche per affrontarlo e combatterlo con decisione».
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Immagine di Marind via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
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Vandalizzata statua della Madonna delle vette
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Persecuzioni
Pastore protestante fa distruggere ai bambini le statue della Madonna e degli angeli
Un pastore di una congregazione protestante battista in Texas ha permesso ai bambini di distruggere statue di angeli e della Beata Vergine Maria sul palco come ricompensa durante un’esercitazione biblica. Lo riporta LifeSite.
Dopo una recente funzione religiosa presso la Stedfast Baptist Church di Cedar Hill, in Texas, il pastore Jonathan Shelley ha pubblicato, tra il 12 e il 13 ottobre, dei video dal suo account @bannedpastorX in cui si vedevano dei bambini distruggere «statue della Vergine Maria» e «idoli cattolici», giustificando le sue azioni anticattoliche come una difesa del Secondo Comandamento. Aveva predicato un sermone sul tema del Secondo Comandamento e del culto degli idoli.
“We got a Mary, for all the Catholics.”
At Steadfast Baptist Church, pastor Jonathan Shelley leads the kids into ‘bible drills,’ with the winner rewarded with smashing statues of Mary and various angelic figures. pic.twitter.com/GN6nGZCKL6
— Protestia (@Protestia) October 14, 2026
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Nel video si vede lo Shelley sorridere mentre una ragazzina abbatte con un martello una statua della Vergine Maria davanti al pulpito della chiesa. La clip, pubblicata sull’account Protestia X, ha totalizzato oltre 100.000 visualizzazioni e suscitato numerose polemiche sia tra i protestanti che tra i cattolici.
Il pastore Shelley è stato in passato al centro di numerose controversie, predicando che gli omosessuali sono «meritevoli di morte», il che ha portato allo sfratto della sua chiesa dall’edificio nel 2022 per violazione dei termini del contratto di locazione, a causa di minacce e incitamento alla violenza. Il predicatore ed evangelista fondamentalista ha difeso le sue affermazioni sulla comunità LGBT sostenendo di «credere in ciò che dice la Bibbia».
La furia contro le immagini sacre definite «idoli» è ciò che accomuna il protestantismo con l’islam radicale. Sia il wahhabismo (l’islam fondamentalista che regge l’Arabia Saudita) sia molte correnti del protestantesimo storico, soprattutto quelle riformate e calviniste, condividono la convinzione che il culto sia stato corrotto dall’aggiunta di pratiche umane e che vada riportato alla purezza originaria.
Il primo punto di contatto tra le due sette è l’idolatria. Entrambi leggono il divieto biblico e coranico di rappresentare il divino come una condanna di ogni mediazione materiale: i calvinisti svuotarono chiese e spogliarono altari nel Cinquecento, mentre i wahhabiti demolirono tombe, mausolei e luoghi di venerazione dei santi, a partire dal XVIII secolo e poi a Medina e alla Mecca nel XX.
Il secondo è il rifiuto dell’intercessione. I protestanti respingono il culto dei santi e della Madonna come intermediari, e i wahhabiti condannano come shirk (associazionismo) l’invocazione di santi e la visita devozionale alle tombe.
Il terzo è il ritorno alle sole fonti scritturali: sola Scriptura da una parte, Corano e Sunna dei «pii antenati» (salaf) dall’altra, con diffidenza verso tradizione, clero e scuole interpretative stratificate.
Il quarto è il rigorismo morale e una certa austerità comunitaria, visibile nel puritanesimo come nel salafismo.
L’iconoclastia protestante toccò l’apogeo nel XVII secolo, ma come evidente non si piò essere esaurita nei rivoli del fondamentalismo luteranoide americano.
Per l’islam il caso di estrema iconoclastia più documentato è il cimitero di Jannat al-Baqi a Medina, dove sono sepolti familiari e compagni di Maometto: le cupole e i mausolei furono demoliti dalle forze wahhabite nel 1806 e di nuovo nel 1925-26, dopo la conquista saudita del Hijaz. Nel Novecento e fino ai giorni nostri sono poi scomparsi, tra Mecca e Medina, numerosi edifici legati ai primi tempi dell’islam, spesso per far posto all’ampliamento delle moschee e a nuove strutture, con giustificazioni di ordine pratico oltre che dottrinale. Tra questi ci sono la casa di Khadija, prima moglie del Profeta, e quella di Abu Bakr. La casa natale di Maometto a Mecca fu invece trasformata in una biblioteca.
Si dice che nel 1800 e nel 1925 i wahhabiti avessero valutato di abbattere la casa di Maometto a Medina, ma non lo fecero, probabilmente per la reazione che avrebbe suscitato nel mondo musulmano.
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Immagine di Nheyob via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International; immagine tagliata
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Il cardinale Pizzaballa piange la morte delle donne cattoliche uccise da un raid aereo israeliano
«El Señor me lo dio, el Señor me lo quitó: ¡bendito sea el nombre del Señor!» (Job 1,21)
Funeral de Maysa Khader Abu Daoud, y de su hija, Mari Hafez Abu Daoud. https://t.co/aCu9DntCsd — P. Gabriel Romanelli (@PGabRomanelli) October 5, 2026
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