Epidemie
Vaccino, religione, famiglia: la toccante lettera di un fedele della FSSPX
Renovatio 21 pubblica volentieri questa lettera che abbiamo ricevuto da un amico e lettore dopo la pubblicazione del nostro articolo «Vaccino, religione, linee cellulari da feti abortiti: commento al comunicato della FSSPX americana».
Il comunicato del distretto americano della Fraternità San Pio X è destinato probabilmente a far parlare ancora molto di sé, nondimeno per i contenuti che, come dicevamo nell’articolo, ci hanno quantomeno scandalizzati. Dopo la presa di posizione del sacerdote italiano don Curzio Nitoglia, questa ulteriore testimonianza di un padre di famiglia ne è la lampante conferma.
Cari amici di Renovatio 21,
Sono un fedele che segue ormai da diversi anni le Sante Messe officiate dalla FSSPX , e sono soprattutto un giovane padre di tre splendidi bambini, tutti convintamente (sia da parte mia che di mia moglie Federica) non vaccinati.
Mi sono sentito in dovere, come padre in primis, e come semplice fedele di dare voce alla maggioranza silenziosa di famiglie letteralmente indignate e scandalizzate da tali folli posizioni
Dopo la lettura, alcuni giorni fa, che io definirei «dolorosa», di un articolo del Distretto USA della Fraternità San Pio X, a cui ahimè hanno fatto seguito numerose prese di posizione analoghe di fedeli appartenenti al cosiddetto mondo della Tradizione, mi sono sentito in dovere, come padre in primis, e come semplice fedele di dare voce alla maggioranza silenziosa di famiglie letteralmente indignate e scandalizzate da tali folli posizioni.
Ci avete già pensato voi di Renovatio 21 splendidamente nei giorni scorsi a difendere la Verità portando dati e spiegazioni scientifiche e di questo vi ringrazio; come ringrazio l’esemplare e davvero provvidenziale replica di Don Curzio Nitoglia da voi ripresa, che ha letteralmente demolito, con limpida chiarezza e in poche righe, dal punto di vista della teologia morale, le posizioni fallaci di molti nostri fratelli, religiosi e non, alcuni dei quali, forse inorgogliti dai preziosi titoli conseguiti, in questi giorni sembrano districarsi con spavalda disinvoltura ad assurgere alla carica di «esperti» difensori dell’obbligo vaccinale contro, a dir loro, i «cattivi maestri» dagli «ideali fondamentalisti protestanti che suppongono che qualsiasi cooperazione nella vaccinazione sia peccato».
«Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli». Mt 11,25
Da semplice fedele, che in questo momento crede di rappresentare moltissimi genitori cattolici obiettori, e che per tale scelta sono quotidianamente isolati, emarginati, giudicati dagli stessi amici e famigliari, e in futuro quasi sicuramente saranno perseguitati, avrei alcune domande, evidentemente retoriche, da porre.
Quale sarebbe nel caso dei vaccini prodotti da linee cellulari di bambini abortiti la proporzionalità quando, per ottenere uno strumento di semplice prevenzione, teorica e tutta da dimostrare, rispetto a malattie scomparse, innocue e nel peggiore dei casi con indici di mortalità da prefisso telefonico, si è commesso il peggiore dei peccati che grida vendetta al cospetto di Dio?
Se l’unica forma di cooperazione al male moralmente ammissibile è quella materiale indiretta (o mediata), col presupposto però che esista una ragione proporzionata per metterla in atto; quale sarebbe nel caso dei vaccini prodotti da linee cellulari di bambini abortiti tale proporzionalità quando, per ottenere uno strumento di semplice prevenzione, teorica e tutta da dimostrare, rispetto a malattie scomparse, innocue e nel peggiore dei casi con indici di mortalità da prefisso telefonico, si è commesso il peggiore dei peccati che grida vendetta al cospetto di Dio?
Un fine buono non giustifica un mezzo cattivo: questa Verità è scolpita in ogni coscienza che si dica retta.
Colui che non si pone alcuno scrupolo di coscienza di fronte all’abominio dell’industria farmaceutica contemporanea pensa forse che il fetido olezzo del peccato abbia una direzione univoca sia spaziale che temporale; in poche parole, crede, in maniera stolta, di non essere la causa di quel peccato originario avvenuto all’inizio della «filiera». Mai pensiero fu più fallace!
Perché se è vero che senza aborto non ci sarebbero gli attuali vaccini, è anche vero che se, in un mondo ahimè ideale, enormi masse di persone si rifiutassero di utilizzare vaccini «assassini» sicuramente le aziende farmaceutiche sarebbero costrette a cambiare strada. Vedete come la corresponsabilità non è poi così leggera e indifferente come moralisti da tastiera vorrebbero farvi credere?
La verità è che il peccato di aborto che sta all’origine di tutto questo sistema marcio si nutre dell’assenza di persone giuste, forti e determinate nel perseguire il Bene. Il flusso che tiene in vita questo Male quindi, non è a senso unico, come farisaicamente pensano in tanti, bensì a doppio senso, perché se non ci fosse uno dei due elementi, quello iniziale o quello finale, non ci sarebbe nemmeno l’altro… Come si fa a dire che la Chiesa condanna la fabbricazione di tali vaccini e non chi quella fabbricazione la legittima?
Perché se è vero che senza aborto non ci sarebbero gli attuali vaccini, è anche vero che se, in un mondo ahimè ideale, enormi masse di persone si rifiutassero di utilizzare vaccini «assassini» sicuramente le aziende farmaceutiche sarebbero costrette a cambiare strada. Vedete come la corresponsabilità non è poi così leggera e indifferente come moralisti da tastiera vorrebbero farvi credere?
Per poi arrivare a sostenere addirittura, in un delirio di irragionevolezza che farebbe invidia persino a Paglia&Co., l’obbligo morale di sottoporsi a tali vaccinazioni?
Usando una metafora, l’ossimoro dell’aborto all’origine della produzione dei vaccini, potrebbe essere paragonato ad un buco nero: così come un buco nero è un corpo celeste avente un campo gravitazionale così intenso da non lasciare sfuggire nulla, né materia, né radiazione elettromagnetica, l’origine immorale di un vaccino, enormemente più «pesante» moralmente rispetto alle inesistenti esigenze di prevenzione a cui quel vaccino dovrebbe far fronte, attira dentro di sé, cioè nell’immoralità, anche gli attori che incontra per strada nella sua disgraziata esistenza.
A seguito della lettura di queste righe qualcuno potrebbe tacciarmi di mettere sullo stesso piano medico omicida, produttore, venditore e cliente finale. A parte l’istantanea riflessione che mi sovviene alla lettura della nomenclatura di tali protagonisti, e cioè che sono tutti attori di una filiera industriale di vendita, occorre necessariamente evidenziare come la millantata gratuità del prodotto finale in questione, nasconda un dato di fatto incontrovertibile: per il nuovo regime fondato sul controllo sanitario, la vera merce da far scorrere velocemente sui nastri trasportatori di continue emergenze globali, siamo tutti noi, le nostre famiglie, i nostri figli, ma soprattutto le nostre anime.
Come si fa a dire che la Chiesa condanna la fabbricazione di tali vaccini e non chi quella fabbricazione la legittima?
Ciò che mi duole molto è vedere in diversi fratelli un certo legalismo da bravi ragazzi, o come la chiamo io una morale «del bilancino», in cui ogni azione o scelta etica e comportamentale è sottoposta esclusivamente al setaccio grossolano del peccato mortale di identificazione certa e “dottrinalmente corretta”. Tale approccio, a mio parere contrario ad una sincera vita cristiana improntata sulla Carità, rischia di rendere l’anima insensibile a tutto ciò che viene avvertito come meno grave, distorcendone la reale entità.
Come un bravo sacerdote della Fraternità ebbe a dirmi in un incontro privato riguardo ai vaccini prodotti da linee cellulari di bambini abortiti, «se, di fronte a tale abisso di peccato, un’anima non avverte nemmeno minimamente la presenza di uno scrupolo di coscienza, ebbene c’è qualcosa in quell’anima che non va».
Ad un rigido, freddo e direi cadaverico legalismo etico i Santi hanno sempre risposto con una dinamica, ardente e fervente Carità che li trascinava sempre più in alto, assetati di perfezione. Come possiamo dimostrare a Dio Padre di amarlo se non cercando di tendere ardentemente alla perfezione?
Occorre necessariamente evidenziare come la millantata gratuità del prodotto finale in questione, nasconda un dato di fatto incontrovertibile: per il nuovo regime fondato sul controllo sanitario, la vera merce da far scorrere velocemente sui nastri trasportatori di continue emergenze globali, siamo tutti noi, le nostre famiglie, i nostri figli, ma soprattutto le nostre anime
«Voi dunque siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro, che è nei cieli». Mt 5,48
Agli amici «accademici» pongo questa domanda: di fronte all’utilizzo di vaccini così preparati, una scelta o un’altra sarebbe quindi indifferente? Fatemi capire: agli occhi di Dio, l’azione morale di rifiutarsi di inoculare nel proprio corpo o in quello dei propri figli un vaccino contenente sangue innocente risulterebbe equivalente alla scelta arrendevole opposta?
Qualcuno potrebbe contestarmi che si tratterebbe “solo” di peccato veniale; da fedele, sinceramente, non ne sarei così convinto, e so che se avessi fatto una tale scelta, che reputo sbagliatissima, avrei sicuramente avvertito sulla mia coscienza un peso enorme e anomalo, non riconducibile ad un comune peccato veniale.
Un’ultima domanda mi sorge spontanea in questo momento della lettera; vedo mia figlia Maria Vittoria di quasi 3 anni che guarda il cielo dalla finestra di casa e penso che quel desiderio di perfezione, di vette alte da raggiungere, comune a tutti i Santi, Nostro Signore lo abbia messo dentro a tutti noi sin da piccoli dopo il nostro Battesimo, in cui abbiamo fermamente rinunciato a Satana e a tutte le sue opere per mezzo dei nostri padrini e madrine; perché quindi Dio Padre ci ha fatto dono dell’esistenza?
Dio Padre ci ha fatto dono dell’esistenzap er vivacchiare accettando di porsi continuamente in difesa, in un atteggiamento di compromesso col mondo, di ricerca continua del male minore? O per diventare sale della terra, segno di contraddizione per il mondo, attraverso scelte radicali che mettano sempre al primo posto ciò che è Bene agli occhi di Dio e rifiutino tutto ciò che è per Lui abominio?
Per vivacchiare accettando di porsi continuamente in difesa, in un atteggiamento di compromesso col mondo, di ricerca continua del male minore? O per diventare sale della terra, segno di contraddizione per il mondo, attraverso scelte radicali che mettano sempre al primo posto ciò che è Bene agli occhi di Dio e rifiutino tutto ciò che è per Lui abominio?
Senza districarsi nel labirinto delle sfumature di grigio tendenti al nero di scelte sbagliate, spesso banalizzate per pulirsi la coscienza da bravi ragazzi.
Ecco Dio non vuole bravi ragazzi, in pari con le vaccinazioni, disciplinati nel portare le mascherine in una falsa pandemia più mediatica che reale, ma Santi come Franz Jägerstätter, umile contadino austriaco vissuto negli anni della dittatura nazionalsocialista che coraggiosamente rifiutò di prestare giuramento al Führer, ostinandosi a negare il proprio consenso a combattere per la Germania nazista di fronte a qualsiasi tipo di minaccia o privazione.
Fu giustiziato per aver negato una semplice firma, dopo ripetuti tentativi, anche ecclesiastici, di farlo desistere dalle sue posizioni ritenute «radicali»; e indovinate in che modo? Proprio col metodo attuato oggi dai nostri insigni “tradizionalisti”: banalizzare la cooperazione al male in cui sarebbe stato implicato: «Dopo tutto è solo una firma, Franz! Forse ti mandano negli ospedali e nemmeno a combattere! Pensa a tua moglie e alle tue figlie! Poverine!»
Dopo tutto è solo un vaccino…
Beato Franz Ora Pro Nobis!
Beato Franz Ora Pro Nobis!
Alessandro Corsini
Epidemie
L’FBI di Biden ha bloccato l’interrogatorio di Daszak nella ricerca sulle origini del COVID-19
L’FBI sotto l’amministrazione Biden è intervenuta per impedire che il presidente di EcoHealth Alliance, Peter Daszak, venisse interrogato sulle origini del COVID-19 e sui suoi 15 anni di attività presso il laboratorio cinese da cui probabilmente è fuoriuscito il virus, secondo documenti resi pubblici dal senatore Rand Paul.
Il Paul, presidente della Commissione del Senato per la Sicurezza Interna e gli Affari Governativi, ha reso noto che i documenti descrivono in dettaglio come il National Targeting Center della US Customs and Border Protection (CBP) avesse identificato Daszak come «persona di estremo interesse» e intendesse interrogarlo nel febbraio 2021 sulle sue «attività in Cina, i suoi contatti presso il WIV [Istituto di Virologia di Wuhan, ndr] e se avesse raccolto o trasportato campioni biologici», vista la sua partecipazione alla controversa ricerca «gain-of-function», che prevede il potenziamento intenzionale dei virus per studiarne i potenziali effetti.
Tuttavia, tre giorni prima dell’arrivo previsto di Daszak all’aeroporto internazionale John F. Kennedy per il suo rientro negli Stati Uniti, «il CBP ha ricevuto una richiesta dall’ufficio dell’FBI di Nuova York: non fermare il soggetto», si legge nel comunicato. «L’ispezione non ha mai avuto luogo».
Il Daszak, che negli ultimi tempi ha annunciato anche di avere origini ucraine, è una figura fondamentale nella storia, ancora non scritta, della pandemia. Secondo il libro di Andrew Huff, ex vicepresidente Adell’organizzazione del Daszak, EcoHealth Alliance avrebbe avuto, legami con la CIA.
«Queste discussioni hanno portato a pubblicazioni che indicano che il dottor Peter Daszak, presidente di EcoHealth Alliance, stava lavorando con la CIA e che l’agente biologico comunemente noto come COVID-19 (SARS-CoV-2) era in fase di sviluppo presso EcoHealth Alliance da allora 2012 e altre prove suggeriscono che la SARS-CoV-2 sia iniziata prima del 2012» si legge nel libro di Huff The Truth about Wuhan.
Dopo che il SARS-CoV-2 è scoppiato nella stessa città in cui Daszak stava finanziando manipolazioni il coronavirus da pipistrello, la (un tempo) prestigiosissima rivista scientifica The Lancet aveva pubblicato un documento firmato dallo stesso Daszak con oltre due dozzine di scienziati, in cui insisteva che il virus avrebbe potuto provenire solo da un evento di spillover naturale, probabilmente da un mercato di animali vivi e che gli scienziati «stanno uniti per condannare fermamente le teorie del complotto che suggeriscono che il COVID-19 non ha un’origine naturale».
Solo più tardi Lancet avrebbe notato gli evidentissimi conflitti di interessi di Daszak, che fu grottescamente immesso poi – su pressione anche cinese, si disse – nel gruppo di ispettori che a pandemia dilagante fece una visita-farsa al laboratorio virologico wuhaniano.
Come riportato da Renovatio 21, l’organizzazione del Daszak EcoHealth Alliance aveva ricevuto ancora incredibilmente tre milioni di dollari dal ministero della Difesa dell’amministrazione Biden pure dopo la pandemia.
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«Questa non è tutta la storia. È solo l’inizio», ha anticipato il senatore Paul su X.
6/ This isn’t the whole story. It’s the start of one. The Reading Room will be updated on a rolling basis as the investigation continues.
— Senator Rand Paul (@SenRandPaul) July 20, 2026
Le origini del COVID rappresentano uno dei numerosi scandali ancora ufficialmente irrisolti che persistono a cinque anni dalla pandemia. Pubblicamente, la teoria secondo cui il COVID sarebbe sfuggito dal laboratorio di Wuhano, anziché essersi evoluto in natura, è stata ampiamente derisa e respinta sin da quando il senatore statunitense Tom Cotton l’ha avanzata nel febbraio 2020, e per mesi qualsiasi accenno a tale ipotesi è stato condannato come disinformazione. Solo a metà del 2021, ben dopo che i Democratici avevano riconquistato la Casa Bianca, i principali media hanno iniziato a considerarla una possibilità.
Come riportato da Renovatio 21, la svolta fu probabilmente quando nel 2021 uscì un articolo sul Bulletin of Atomic Scientists del noto e rispettato divulgatore scientifico Nicholas Wade.
Nel 2024, la Sottocommissione speciale sulla pandemia di coronavirus del Comitato di supervisione e responsabilità della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha pubblicato la sua tanto attesa analisi post-evento sul COVID-19 e sulla risposta del governo.
Lo studio ha concluso che il COVID è molto probabilmente «emerso a seguito di un incidente di laboratorio o legato alla ricerca», che il governo federale ha sostenuto la ricerca «gain-of-function» presso il WIV senza adeguata trasparenza o supervisione e che l’ex consigliere della Casa Bianca per il COVID e direttore del National Institute of Allergy & Infectious Diseases (NIAID), il dottor Anthony Fauci, «ha giocato con la semantica della definizione di ricerca “gain-of-function”» per negarla, oltre ad aver promosso la creazione del controverso paper «Proximal Origins» nel tentativo di screditare la teoria della fuga di laboratorio, rilevando inoltre che i funzionari del NIAID hanno attivamente cercato di eludere le richieste di accesso agli atti FOIA (Freedom of Information Act) relative alla questione, ad esempio scrivendo intenzionalmente in modo errato vari nomi e termini per renderli più difficili da trovare nelle ricerche per parole chiave.
Due anni fa alcuni scienziati chiesero alla rivista che pubblicò «Proximal Origins», cioè Nature Medicine, di ritrattare l’articolo. A maggio 2025 era emerso che l’amministrazione Trump indaga sull’editore del documento sulle origini del COVID per corruzione, citando l’influenza di Fauci.
Come riportato da Renovatio 21, sulle responsabilità di Fauci nel finanziamento del gain-of-function a Wuhano disse di non aver alcun dubbio l’ex direttore del CDC Robert Redfield. Nel corso dello scorso anno è emerso che Fauci aveva detto ai colleghi di cancellare le prime comunicazioni relative al COVID; a ciò si aggiunge la notizia per cui un assistente di Fauci avrebbe distrutto e-mail sensibili ed utilizzato un account privato per nascondere ilegami con il laboratorio wuhaniano. Secondo documenti emersi nelle inchieste, il Fauci sapeva dell’origine laboratoriale del virus e sapeva pure che i vaccini mRNA non avrebbero funzionato.
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Il senatore Paul ha sostenuto che il Dipartimento di Giustizia dovrebbe perseguire Fauci per aver mentito al Congresso su questa e altre questioni relative al COVID, sebbene il presidente Joe Biden abbia concesso a Fauci un’amnistia generale prima di lasciare l’incarico, rendendo altamente improbabile qualsiasi futura azione penale e ancor meno probabile che venga confermata.
Il Paul, che lavora da mesi e mesi a richieste di documenti di Intelligence su Fauci, il dottor Ralph Baric e il COVID, sostiene che il tentativo dovrebbe comunque essere fatto, in modo che i tribunali possano decidere se confermare o meno l’amnistia alla luce dei dubbi sulla capacità mentale e decisionale di Biden nei suoi ultimi giorni di mandato. Già un lustro fa, il senatore aveva dichiarato pubblicamente che «Fauci potrebbe essere il responsabile dell’intera pandemia».
Come riportato da Renovatio 21, l’FBI era a conoscenza della possibile fuga da laboratorio già nel marzo 2020. Si discute oramai da anni anche del fatto che militari di tutto il mondo potrebbero aver contratto il coronavirus durante i Giochi sportivi militari di Wuhano nell’ottobre 2019, contribuendo quindi alla diffusione mondiale del COVID. L’Intelligence americana ancora nel 2021 aveva confermato che lavoratori del laboratorio di Wuhano erano già malati a novembre 2019.
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Immagine di Tony Webster via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Alimentazione
Epidemia di diarrea negli USA, la lattuga sotto accusa
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Epidemie
Ebola, gli Stati Uniti impediscono ai cittadini americani residenti nella Repubblica Democratica del Congo di rientrare in patria
Gli Stati Uniti hanno vietato ai propri cittadini residenti nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) di imbarcarsi su voli commerciali per tornare in patria finché non avranno trascorso almeno 21 giorni in un altro Paese, a causa del peggioramento dell’epidemia di Ebola.
Le restrizioni, annunciate lunedì dall’amministrazione Trump, prevedono l’inserimento dei cittadini statunitensi attualmente nella Repubblica Democratica del Congo o che hanno recentemente lasciato il Paese in una lista di persone a cui è vietato l’imbarco, avvalendosi dei poteri federali in materia di trasporti, ha riferito Reuters, citando un funzionario della Casa Bianca.
Secondo quanto riferito dal funzionario, circa una ventina di americani si stavano preparando a volare negli Stati Uniti martedì, e il Dipartimento di Stato avrebbe fornito assistenza alle persone interessate durante il periodo di attesa.
Il provvedimento giunge nel contesto di una rapida diffusione dell’epidemia del ceppo Bundibugyo di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, dove, all’11 luglio, le autorità sanitarie hanno segnalato 1.926 casi confermati e 702 decessi.
Venerdì, i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) hanno annunciato che un cittadino americano che lavora per un’organizzazione umanitaria nella Repubblica Democratica del Congo è risultato positivo al virus Ebola. Un altro cittadino statunitense, contagiato mentre lavorava nel Paese centroafricano, è stato ricoverato all’Ospedale Universitario di Francoforte, in Germania, come ha comunicato lunedì il suo datore di lavoro, l’organizzazione cristiana evangelica Samaritan’s Purse. Anche Peter Stafford, chirurgo e leader del gruppo missionario cristiano Serge, che aveva contratto il virus all’inizio dell’epidemia, è stato trasferito in Germania per ricevere cure.
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L’Uganda ha segnalato 20 casi confermati e due decessi. Un caso legato a un viaggio nella Repubblica Democratica del Congo è stato inoltre rilevato in Francia e riguarda un medico rientrato alla fine del mese scorso da una missione umanitaria.
Il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha affermato che, sebbene l’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo continui a progredire più rapidamente della risposta all’emergenza, il rischio di una più ampia diffusione internazionale rimane basso.
Washington aveva già inasprito le regole di viaggio in risposta all’epidemia. A maggio, il CDC ha innalzato il livello di allerta per i viaggi in alcune zone della Repubblica Democratica del Congo e dell’Uganda, mentre il Dipartimento per la Sicurezza Interna ha disposto che i viaggiatori provenienti dalla Repubblica Democratica del Congo, dall’Uganda e dal Sud Sudan si sottoponessero a controlli più rigorosi negli aeroporti statunitensi designati.
Lunedì, il CDC ha annunciato di aver prorogato di altri 30 giorni la precedente sospensione dell’ingresso di alcuni cittadini non statunitensi che si erano trovati nella Repubblica Democratica del Congo, in Uganda o nel Sud Sudan nei 21 giorni precedenti.
Come riportato da Renovatio 21, il Kenya ha già bloccato il progetto statunitense per la struttura di cura dell’Ebola. Dei 800 milioni di dollari che erano stati stanziati, una parte sarebbe destinata alla fornitura di materiali, medicinali e alla costruzione di una rete logistica regionale.
Secondo un Rapporto OMS, entro settembre vi sarebbe il rischio di oltre 8.000 casi di Ebola in Congo.
Come riportato da Renovatio 21, pochi giorni fa la Francia ha confermato il suo primo caso di Ebola in un medico rientrato di recente da una missione umanitaria nella Repubblica Democratica del Congo. L’India, dove si vociferava vi fossere dei casi, non ha confermato alcun caso di contagio.
Nelle scorse settimane manifestanti avevano dato fuoco a un centro di cura per l’Ebola dopo che era stato loro impedito di portare via il corpo di una presunta vittima per la sepoltura.
Come riportato da Renovatio 21, il produttore di sieri genici mRNA Moderna la scorsa settimana si è aggiudicata un contratto da 50 milioni di dollari per il vaccino Ebola.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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