Vaccino Pfizer: cosa è successo davvero in Alaska e cosa succederà ora?

 

 

 

Dopo la segnalazione da parte del NHS britannico di due reazioni avverse al vaccino Pfizer, pochi giorni dopo è toccato ad altri due operatori sanitari in Alaska, come abbiamo già segnalato attraverso la traduzione di un articolo di Children’s Health Defense.

 

A seguito della vaccinazione con il vaccino COVID-19, un uomo e una donna sono stati sottoposti a cure di emergenza. Il caso è avvenuto all’interno del Bartlett Regional Hospital di Juneau.

 

La donna, che non presentava alcun tipo di allergie, ha accusato un malore dieci minuti dopo l’iniezione del vaccino, prima con un’eruzione cutanea sul viso e su tutta la parte superiore del corpo, poi cominciando a manifestare forte tachicardia e difficoltà respiratorie

La donna, che non presentava alcun tipo di allergie, ha accusato un malore dieci minuti dopo l’iniezione del vaccino, prima con un’eruzione cutanea sul viso e su tutta la parte superiore del corpo, poi cominciando a manifestare forte tachicardia e difficoltà respiratorie. Da quanto si apprende, le è stata subito somministrata adrenalina come si fa per i casi di shock anafilattico. La terapia è poi proseguita con steroidi e ancora adrenalina.

 

Quando la terapia veniva allentata, i sintomi ricomparivano subito, ed a motivo di ciò è stata poi trasferita nel reparto di terapia intensiva.

 

L’uomo invece, anch’egli dipendente nello stesso ospedale di Juneau, ha presentato una reazione avversa dopo dieci minuti dalla iniezione del vaccino Pfizer-BioNTech: gonfiore agli occhi, vertigini e gola irritata.

 

L’uomo invece, anch’egli dipendente nello stesso ospedale di Juneau, ha presentato una reazione avversa dopo dieci minuti dalla iniezione del vaccino Pfizer-BioNTech: gonfiore agli occhi, vertigini e gola irritata

È stato trasportato di urgenza al pronto soccorso dove gli sono stati somministrati antistaminici e adrenalina. In questo caso la direzione ospedaliera ha reso noto che l’evento accaduto al secondo dipendente, non sarebbe da considerarsi come shock anafilattico. 

 

Le condizioni di questo secondo operatore sanitario sarebbero poi pian piano migliorate durante la giornata.

 

Rimane certo il fatto che le preoccupazioni di effetti collaterali dopo questi ultimi significativi casi di gravi reazioni allergiche stiano aumentando notevolmente.

 

Secondo l’azienda Pfizer i soggetti vaccinati dovrebbero rimanere in osservazione almeno quindici minuti. Il CDC di Atlanta chiede che i soggetti con gravi allergie siano monitorati per almeno trenta minuti dopo l’iniezione.

Secondo l’azienda Pfizer i soggetti vaccinati dovrebbero rimanere in osservazione almeno quindici minuti. Il CDC di Atlanta chiede che i soggetti con gravi allergie siano monitorati per almeno trenta minuti dopo l’iniezione.

 

Alcuni ricercatori stanno invece cercando di capire quale sia la componente nel vaccino che causa queste gravi reazioni.

 

Le raccomandazioni degli «esperti» ora sono non solo che il vaccino sia somministrato in ambienti che dispongono di scorte, inclusi ossigeno e adrenalina, proprio per gestire le reazioni anafilattiche, ma che il personale venga formato interamente a gestire le emergenze dettate dalle reazioni avverse a seguito della somministrazione del vaccino anti-COVID. 

 

Questi accadimenti potrebbero infine rappresentare un intoppo nell’ingranaggio della vaccinazione di massa che molti stati prevedevano di poter attuare in tempi più che mai brevi. L’Agenzia europea per i medicinali (EMA) vorrebbe approvare il farmaco entro pochi giorni, probabilmente già da domani, lunedì 21 dicembre, ma queste vicende potrebbe far slittare tutto.

 

La sicurezza del vaccino Pfizer-BioNTech è tutt’altro che acclarata, e di conseguenza l’urgenza o la necessità di farsi inoculare un simile farmaco pseudo-preventivo diventa quantomai sproporzionata rispetto alla convenienza

La sicurezza del vaccino Pfizer-BioNTech è tutt’altro che acclarata, e di conseguenza l’urgenza o la necessità di farsi inoculare un simile farmaco pseudo-preventivo diventa quantomai sproporzionata rispetto alla convenienza. 

 

Questo fondamentale monito dovrebbe valere anzitutto per le persone credenti, consce del fatto che nella fase di sviluppo del vaccino Pfizer sono state utilizzate linee cellulari di feto abortito. 

 

Cooperare ad un simile male, per quanto materiale, indiretto e remoto che sia, senza urgenza, senza alcun tipo di necessità ma anzi con il rischio di far male al proprio corpo, è moralmente illecito sotto ogni punto di vita.  

 

 

Cristiano Lugli