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Vaccini

Vaccinazioni di massa: la Francia alza la testa

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Alcuni paesi europei sono certamente più responsabili di noi al cospetto dello sfacelo spirituale, morale e sociale venuto a trionfare nell’occidente d’Europa. Eppure il punto critico dell’Italia, a nostro avviso, è quello di non avere più neanche gli “estremi”: stato amorfo e privo di di una controparte seria ertasi contro l’appiattimento livellatore della democrazia. Cosa che ad esempio, al contrario, accade in Francia, terra di corruzione e matrice dei più grandi moloch laicisti degli ultimi tre secoli: si pensi però ai movimenti per la famiglia nati lì, si pensi alle grandi correnti di tradizionalismo cattolico o ancora al Front National di Marine Le Pen il quale, pur con tutte le riserve del caso, possiamo affermare con certezza che mai si sarebbe potuto costituire in maniera analoga in Italia, proprio per la mancanza di quei sani paradossi oggi più che mai necessari per ridestare menti anestetizzate.

Ebbene, proprio sulla Francia è passata di recente una notizia molto interessante. Talmente interessante da costringere i media ad insabbiare tutto, senza dare luce a quanto accaduto.
Le statistiche riportate dall’Eurosorveglianza dimostrano che dal 2005 al 2010 la popolazione francese contraria alle vaccinazioni di massa è passata dal 10% al 40%. A questi dati si aggiungono poi quelli dei medici francesi, ad attestare come più della metà di questi non sia più fermamente convinta dell’utilità dei vaccini, dubbio che si unisce alla preoccupazione per gli elementi che compongono questi farmaci preventivi.
Questa escalation di mani alzate contrarie, impennatasi in un solo decennio circa, ha portato il Consiglio di Stato a prendere una decisione da annoverarsi fra quelle di portata storica: in data 8 febbraio 2017, infatti, è stato ordinato al Ministero della Salute di rendere disponibile – con un tempo massimo di sei mesi – gli unici tre vaccini obbligatori per legge, ovverosia quello contro la difterite, il tetano e la poliomielite, anche conosciuti sotto la sigla DTP.

Questi tre dovranno essere gli unici somministrati ai bambini al di sotto dei diciotto mesi, e non potranno più esistere combinazioni con altri vaccini. A questo proposito è doveroso ricordare che l’Italia “vanta” un vaccino obbligatorio in più rispetto alla Francia, ed è quello antiepatite B, reso tale – stando alle carte processuali! – a seguito delle tangenti intascate dall’allora Ministro della Sanità, Francesco De Lorenzo, che insieme al responsabile del settore farmaceutico del Ministero Duilio Poggiolini “si mise in saccoccia” 600 milioni delle vecchie lire provenienti dall’azienda Glaxo-SmithKline (GSK), esclusiva produttrice del vaccino Engerik X. Infine tutti siamo a conoscenza degli esiti del processo, così da poter poi interrogarci sulla vera o presunta necessità del vaccino reso obbligatorio, pur non rientrando nei programmi di questo scritto affrontare la questione dell’utilità correlata alla vaccino-profilassi.

Ricapitolando dunque, e per rendere più accessibile a tutti la faccenda, la Francia dovrà disporre e mettere a disposizione il solo DPT (difterite, tetano, poliomielite) essendo questi gli unici tre stabiliti con obbligatorietà, rendendo questa triade di vaccini non combinati con altri non obbligatori, o comunemente detti “fortemente consigliati”: come il vaccino antipertosse o come quello contro Hæmophilus influenzæ B e, infine, quello antiepatite B, come poc’anzi detto non obbligatorio in Francia.
Di fatto il grande risultato ottenuto dalla popolazione, aiutata e sostenuta da un cospicuo numero di medici, è quello di aver eliminato, nonché vietato, l’uso del vaccino esavalente il quale non è nient’altro che un’assurdità senza criteri logici, se non quelli di far arricchire la Big Pharma. Quale altra logica potrebbe esserci nello sparare nel corpo di un bambino appena nato due vaccini in più (non obbligatori) rispetto ai già quattro (obbligatori) che gli vengono somministrati? E come mai è impossibile – almeno in Italia – poter scegliere di far vaccinare il proprio figlio solo per quei quattro sotto vincolo di legge? Anzi, in Italia il corso d’opera va nella direzione tutta contraria rispetto al versante francese, visto che il Piano Nazionale pattuito fra il Ministro Beatrice Lorenzin e le Regioni ha optato per un’offerta-obbligo del 65% di sedute in più rispetto a quella attuale.

Il fattore preponderante che ha spinto il Consiglio di Stato – la Corte amministrativa di più alto grado in Francia – a concepire questa decisione è stata sostanzialmente la “voce del popolo”, che con una petizione facente capo ad un milione di firme ha sostenuto il Professor Henry Joyeux, oncologo ricercatore radiato dall’Ordine dei medici francesi per aver esternato la pericolosità del vaccino esavalente Infranix hexa avente la presenza di adiuvanti al netto della composizione, come per esempio l’alluminio.
Il Prof. Joyeux è stato formalmente riabilitato dallo stesso Consiglio di Stato, con una nota che rimanda a lui la ragione: “La legge che impone solo tre vaccini obbligatori implica necessariamente che sia possibile rispettare l’obbligo utilizzando vaccinazioni che contengono solo questi tre vaccini”.

Questa decisione potrebbe però creare ulteriori reazioni avverse, in quanto già nel 2008 questo trivalente fu sospeso e ritirato dalla stessa azienda produttrice, la Sanofi-Pasteur MSD. L’Agenzia per la sicurezza nazionale di farmacovigilanza precisò che il ritiro avvenne “a seguito dell‘aumento del numero di segnalazioni di reazioni avverse osservate fino a 24 ore dalla vaccinazione dall’inizio del 2008 rispetto agli anni precedenti”.
Da quell’anno, fino ad arrivare ai giorni nostri, l’unica alternativa offerta alle famiglie è stato… l’esavalente, cioè qualcosa di ancora più pesante e peggiore.
Ci si può infatti chiedere come mai per ragioni di mercato – perché altre non sono – il Ministero della Salute non abbia fornito la disponibilità di una scelta a norma di legge. Questo è stato il vero motivo per cui frattanto 2300 persone si sono mosse costituendosi parte civile contro il Ministero, inoltrando denuncia e ottenendo poi ciò che si è detto provenire dal Consiglio di Stato francese.

Concludendo come si era iniziato è per contro d’uopo sottolineare l’inerzia del popolo italiano, ancora convinto che tutto ciò che luccica sia oro, che i vaccini siano tutti sicuri perché a Tizio, a Caio e a Sempronio non hanno fatto nulla. E guai a chi pensa che le case farmaceutiche speculino sulla pelle altrui per guadagnare palate di milioni (nel 2011, per esempio, un’indagine di mercato ha sentenziato un giro d’affari europeo sui vaccini pari a 7 miliardi di euro in un solo anno): questi non sarebbero altro che complottisti intransigenti, demagoghi delle cospirazioni dietrologiste.
Da bravi… complottisti integristi poniamo allora solo qualche semplice domanda, pur ammettendo che esse siano già pregne di un pizzico di sana retorica:
– Perché in Italia non esiste una farmacovigilanza attiva come in Francia e in America?
-Perché il Governo Americano ha dovuto pagare, dal 1986 fino ad ora, una cifra quasi pari a 3 miliardi di dollari per danni provocati dai vaccini?
-Terza ed ultima, perché in caso di reazione avversa di un vaccino “non obbligatorio” è il Governo e non l’azienda farmaceutica a doverne rispondere in Tribunale [ex l. 210/92]?

D’altronde è pure vero che le vaccinazioni di massa vengono somministrate “un tanto al chilo”, con modalità cieche guidate da ciechi, senza una seria preoccupazione per la necessarietà, cosa che appunto potrebbe non essere nel caso in cui il potenziale vaccinato abbia già contratto naturalmente la malattia, senza che nessuno se ne sia accorto o si sia curato di appurarlo, come può accadere al cospetto (ed è solo uno dei possibili esempi) della rosolia.
Naturalmente non esiste nemmeno una figura che si interessi di capire se il soggetto che riceverà il vaccino possa essere allergico o sensibile a qualche componente interno al prodotto: e questo è ovvio, nostro malgrado, visto che non è dato di comunicare la composizione del vaccino; fermo restando che il medico non ha elementi necessari per rendersi conto dello stato allergologico del bambino. Detta inter nos: il vaccino lo spariamo in corpo, e poi suvvia, speriamo che la fortuna sia dalla nostra.

Rimaniamo in attesa di risposte serie e non ideologiche. Lungi da noi voler essere ciò che non siamo, ma la logica – che è l’arte del ragionamento – deve qui stare alla base di tutto.
Per il resto, intanto, accontentiamoci del piccolo ma grande risultato francese, in ogni caso segno tangibile di un popolo che alza la testa sopra la nube di un gas anestetico propinato dai potentati nazionali e sovranazionali.

 

 

Cristiano Lugli e Alessandro Corsini

 

 

Articolo previamente apparso qui.

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Reazioni avverse

Bambino di 10 anni morto per arresto cardiaco 7 giorni dopo l’iniezione di Moderna, dati VAERS

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

 

I dati VAERS [database pubblico USA per le segnalazioni di reazione avverse ai vaccini, ndt] dal 14 dicembre 2020 al 4 novembre 2022 per i bambini dai 5 agli 11 anni mostrano:

 

 

 

 

 

L’ ultima morte segnalata in questa fascia di età è stata quella di un bambino di 10 anni morto improvvisamente sei giorni dopo aver ricevuto una terza dose del vaccino COVID-19 di Moderna. Secondo il rapporto, «non è noto se sia stata eseguita un’autopsia».

 

Secondo il commento dell’azienda (Moderna) incluso nel rapporto, «la causa della morte è stata segnalata come arresto cardiorespiratorio. Le informazioni riguardanti la valutazione clinica, i test diagnostici, il trattamento fornito o i referti dell’autopsia non sono state divulgate».

 

 

 

Megan Redshaw

 

 

 

© 14 novembre 2022, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

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Pensiero

L’amnistia post-COVID e la nuova stagione di restrizioni pandemiche

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Renovatio 21 pubblica il comunicato del Comitato Internazionale per l’Etica della Biomedicina (CIEB). Le opinioni dei testi pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

 

Il CIEB prende atto della rassegnazione mostrata da una parte degli italiani di fronte alle notizie che sembrano riaprire, a distanza di otto mesi dalla fine apparente dell’emergenza sanitaria, la stagione delle restrizioni pandemiche.

 

In questo senso vanno anzitutto ricordate, sul piano internazionale, le proposte del G20 di Bali volte a subordinare gli spostamenti transfrontalieri all’adozione di «soluzioni digitali e (…) non digitali, inclusa la prova delle vaccinazioni», nonché a «capitalizzare (il) successo degli standard esistenti e dei certificati digitali COVID-19» in vista della creazione di «reti sanitarie digitali globali» destinate a «rafforzare la prevenzione e la risposta a future pandemie». (1)

 

Dette proposte recepiscono di fatto, a livello di vertice politico, l’auspicio verso la cristallizzazione dello strumento di controllo denominato green pass, vero obiettivo delle politiche di stampo totalitario sdoganate dal COVID. Ed è significativo rilevare che esse promanano da un organismo creato appositamente per favorire la globalizzazione dei mercati – e dunque gli interessi delle élite finanziarie transnazionali, più che gli interessi delle popolazioni da esso rappresentate – alla cui riunione ha partecipato anche il promotore del cosiddetto «World Economic Forum», ossia un soggetto che non riveste alcuna carica pubblica istituzionale.

 

Nello stesso senso si indirizza, sul piano nazionale, l’annuncio relativo all’adozione da parte del Ministero della Salute – dietro parere dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive «Lazzaro Spallanzani» di Roma – di nuove norme concernenti la quarantena dei «pazienti positivi asintomatici» (sic!) che, aumentando il grado di confusione in merito all’uso dei tamponi e delle mascherine FFP2, potrebbero di fatto agevolare l’ulteriore diffusione del virus e finire per aprire surrettiziamente la strada a nuove restrizioni e a ulteriori lockdown. (2)

 

Ancora più eclatante è, sul piano locale, la notizia secondo cui l’Ordine dei medici di Torino ha avviato, nei confronti degli iscritti che hanno scelto di non vaccinarsi, una indagine volta ad acquisire, tra l’altro, le «motivazioni del … rifiuto alla vaccinazione, la … posizione rispetto alle pratiche vaccinali tanto obbligatorie quanto facoltative», nonché le modalità con cui i medici in questione hanno garantito «la sicurezza e la prevenzione del contagio» nei rispettivi studi professionali, avvertendo al contempo che, in caso di mancata risposta al questionario d’indagine nel termine di 30 giorni dal suo ricevimento, «il procedimento proseguirà egualmente il suo corso». (3)

 

Queste dichiarazioni sembrano contraddire, in modo per molti inatteso, il clima di rilassatezza post-emergenziale diffusosi nelle scorse settimane e alimentato dagli appelli alla pacificazione nazionale – o «amnistia pandemica» – presentati da più parti e sotto varie vesti. (4)

 

Ma in realtà non c’è alcuna contraddizione: chi ha gestito l’affaire COVID non ha mai inteso concedere tregua alle sue vittime e, come dimostrano i fatti sopra citati, nella pacificazione nazionale può credere solo chi è incapace di cogliere la gravità sistemica di ciò che la gestione del COVID ha comportato, ossia il lampante inveramento di una forma di totalitarismo biopolitico globale, e chi ormai percepisce come nuova normalità la strategia dello stato di emergenza.

 

A fronte della diffusa rassegnazione di fronte a fatti di tale portata, una parte degli italiani sembra invece apprezzare le polemiche alimentate ad arte, da certa politica e da certi media, in merito alle dichiarazioni del Sottosegretario alla Salute concernenti i cosiddetti vaccini anti-COVID.

 

Lungi dal costituire rivelazioni di chissà quale portata, le dichiarazioni in questione si sono limitate a rilevare l’assenza di certezze scientifiche relative all’efficacia e alla sicurezza dei «vaccini» in questione – in ciò allineandosi alle dichiarazioni rese dalla stessa Pfizer appena poche settimane prima – e non fanno altro che ricordare una verità affermata a chiare lettere dalla normativa europea che ha autorizzato in via condizionata l’immissione in commercio dei farmaci sperimentali definiti «vaccini»: verità che i pareri del CIEB ribadiscono da più di un anno. (5)

 

Sulla base di queste considerazioni, il CIEB:

 

  • pur consapevole della diffusa esigenza di dimenticare più di due anni di paure e frustrazioni, raccomanda vivamente ai cittadini di non abbassare la guardia nel momento in cui dall’Italia e dall’estero giungono chiari segnali di consolidamento dei meccanismi di soggiogamento instaurati in forza della cosiddetta pandemia, di cui è già stata annunciata l’estensione alle nuove emergenze climatiche, ambientali ed energetiche;

 

  • invita le autorità competenti – e in particolare la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità e l’Agenzia Italiana del Farmaco, anche al fine di salvaguardare la propria autorevolezza e la propria reputazione in campo scientifico – ad avviare quanto prima indagini volte a valutare la fondatezza e l’eticità delle misure adottate durante l’emergenza sanitaria e, se del caso, a censurare pubblicamente l’operato dei soggetti che, agendo in veste istituzionale, hanno tenuto comportamenti volti a ingenerare allarmismo e paura nei cittadini allo scopo di piegarli all’accettazione acritica di misure di prevaricazione e di soppressione dei diritti e delle libertà fondamentali.

 

 

CIEB

 

22 novembre 2022

 

 

Il testo originale del Parere è pubblicato sul sito: www.ecsel.org/cieb

 

 

 

NOTE

 

1) Cfr. https://www.g20.org/wp-content/uploads/2022/11/2022-G20-Bali-Update.pdf, nonché https://www.laverita.info/g20-green-pass-per-sempre-2658686775.html

2) Cfr. https://www.ilsole24ore.com/art/verso-l-addio-tamponi-dopo-5-giorni-si-uscira-casa-senza-bisogno-fare-test-AEE4a4GC.

3) Cfr., tra gli altri, https://www.laverita.info/parte-schedatura-medici-no-vax-2658723548.html;

4)  Cfr., per tutti, https://www.theatlantic.com/ideas/archive/2022/10/covid-response-forgiveness/671879/.

5) Cfr. l’art. 4, n. 1, del regolamento della Commissione europea n. 507/2006 del 29 marzo 2006, relativo all’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata dei medicinali per uso umano che rientrano nel campo d’applicazione del regolamento (CE) n. 726/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio (in Guue n. L92 del 30 marzo 2022, pag. 6), secondo cui un’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata viene rilasciata «malgrado non siano stati forniti dati clinici completi in merito alla sicurezza e all’efficacia del medicinale» considerato.

 

 

 

 

Renovatio 21 offre questo testo per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

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Reazioni avverse

Dr. Peter McCullough: i vaccini di COVID stanno causando danni agli organi a lungo termine?

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Renovatio 21 ripubblica questo testo del dottor Peter McCullough apparso su Courageous Discourse.

 

 

Di tutte le grandi tensioni che sia i medici che i pazienti hanno dovuto affrontare nella crisi COVID-19 c’è la mancanza di garanzie sulla sicurezza a lungo termine dei vaccini COVID-19.

 

Agli americani è stato detto che questi prodotti genetici sono stati sottoposti a test a «velocità di curvatura». Sebbene ciò possa essere meraviglioso per l’astronave Enterprise, la velocità di curvatura non dovrebbe essere vista come favorevole nello sviluppo di farmaci o vaccini.

 

Il tempo di osservazione nella ricerca è molto importante per valutare l’emergere di problemi, in particolare per i vaccini a mRNA di lunga durata e il loro prodotto biologico, la proteina spike del coronavirus.

 

Per un tipico vaccino vivo attenuato, ucciso o basato sull’antigene, il periodo minimo per l’osservazione della sicurezza nello sviluppo clinico è di due anni. Per i prodotti genetici che includono mRNA e DNA adenovirale, il tempo minimo è di cinque anni.

 

Ora, con la vaccinazione indiscriminata di massa, abbiamo circa due terzi delle popolazioni adulte che hanno ricevuto un nuovo vaccino e la progressione dei loro problemi medici di base è l’obiettivo specifico della ricerca in corso in molti centri.

 

Canney et al hanno studiato 1.105 pazienti che avevano una malattia renale glomerulare stabile nel 2020 prima dell’mRNA, e poi li hanno seguiti dopo aver ricevuto uno o più vaccini COVID-19.

 

La malattia renale glomerulare può peggiorare fino a completare l’insufficienza renale e la dialisi, quindi le conseguenze sono significative se c’è un problema con l’mRNA, la proteina spike e la progressione della malattia.

 

Come mostrato nella tabella, per la doppia vaccinazione, c’è stato un aumento più che doppio della progressione della malattia renale.

 

 

Ciò significa una perdita della funzione renale che di solito è permanente per i vaccinati. Utilizzando la regolazione multivariabile, questo effetto persisteva.

 

La deduzione è che il peggioramento della malattia renale è attribuibile al vaccino e a nessuno degli altri tradizionali fattori di rischio (ipertensione, etc.).

 

Quindi, se tu o una persona cara avete una malattia renale e siete stati costretti a vaccinarvi da un medico di base o da un nefrologo, condividete questo articolo con loro e suggerite loro di non promuovere mai più un prodotto sperimentale senza alcuna garanzia a lungo termine sulla sicurezza.

 

Tale prodotto dovrebbe essere considerato dal paziente solo come si farebbe in uno studio di ricerca, esclusivamente sulla base delle preferenze personali e della volontà di essere coinvolto in una forma di indagine clinica.

 

 

Dottor Peter A. McCullough

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

 

 

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