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Vaccinazioni di massa: la Francia alza la testa

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Alcuni paesi europei sono certamente più responsabili di noi al cospetto dello sfacelo spirituale, morale e sociale venuto a trionfare nell’occidente d’Europa. Eppure il punto critico dell’Italia, a nostro avviso, è quello di non avere più neanche gli “estremi”: stato amorfo e privo di di una controparte seria ertasi contro l’appiattimento livellatore della democrazia. Cosa che ad esempio, al contrario, accade in Francia, terra di corruzione e matrice dei più grandi moloch laicisti degli ultimi tre secoli: si pensi però ai movimenti per la famiglia nati lì, si pensi alle grandi correnti di tradizionalismo cattolico o ancora al Front National di Marine Le Pen il quale, pur con tutte le riserve del caso, possiamo affermare con certezza che mai si sarebbe potuto costituire in maniera analoga in Italia, proprio per la mancanza di quei sani paradossi oggi più che mai necessari per ridestare menti anestetizzate.

Ebbene, proprio sulla Francia è passata di recente una notizia molto interessante. Talmente interessante da costringere i media ad insabbiare tutto, senza dare luce a quanto accaduto.
Le statistiche riportate dall’Eurosorveglianza dimostrano che dal 2005 al 2010 la popolazione francese contraria alle vaccinazioni di massa è passata dal 10% al 40%. A questi dati si aggiungono poi quelli dei medici francesi, ad attestare come più della metà di questi non sia più fermamente convinta dell’utilità dei vaccini, dubbio che si unisce alla preoccupazione per gli elementi che compongono questi farmaci preventivi.
Questa escalation di mani alzate contrarie, impennatasi in un solo decennio circa, ha portato il Consiglio di Stato a prendere una decisione da annoverarsi fra quelle di portata storica: in data 8 febbraio 2017, infatti, è stato ordinato al Ministero della Salute di rendere disponibile – con un tempo massimo di sei mesi – gli unici tre vaccini obbligatori per legge, ovverosia quello contro la difterite, il tetano e la poliomielite, anche conosciuti sotto la sigla DTP.

Questi tre dovranno essere gli unici somministrati ai bambini al di sotto dei diciotto mesi, e non potranno più esistere combinazioni con altri vaccini. A questo proposito è doveroso ricordare che l’Italia “vanta” un vaccino obbligatorio in più rispetto alla Francia, ed è quello antiepatite B, reso tale – stando alle carte processuali! – a seguito delle tangenti intascate dall’allora Ministro della Sanità, Francesco De Lorenzo, che insieme al responsabile del settore farmaceutico del Ministero Duilio Poggiolini “si mise in saccoccia” 600 milioni delle vecchie lire provenienti dall’azienda Glaxo-SmithKline (GSK), esclusiva produttrice del vaccino Engerik X. Infine tutti siamo a conoscenza degli esiti del processo, così da poter poi interrogarci sulla vera o presunta necessità del vaccino reso obbligatorio, pur non rientrando nei programmi di questo scritto affrontare la questione dell’utilità correlata alla vaccino-profilassi.

Ricapitolando dunque, e per rendere più accessibile a tutti la faccenda, la Francia dovrà disporre e mettere a disposizione il solo DPT (difterite, tetano, poliomielite) essendo questi gli unici tre stabiliti con obbligatorietà, rendendo questa triade di vaccini non combinati con altri non obbligatori, o comunemente detti “fortemente consigliati”: come il vaccino antipertosse o come quello contro Hæmophilus influenzæ B e, infine, quello antiepatite B, come poc’anzi detto non obbligatorio in Francia.
Di fatto il grande risultato ottenuto dalla popolazione, aiutata e sostenuta da un cospicuo numero di medici, è quello di aver eliminato, nonché vietato, l’uso del vaccino esavalente il quale non è nient’altro che un’assurdità senza criteri logici, se non quelli di far arricchire la Big Pharma. Quale altra logica potrebbe esserci nello sparare nel corpo di un bambino appena nato due vaccini in più (non obbligatori) rispetto ai già quattro (obbligatori) che gli vengono somministrati? E come mai è impossibile – almeno in Italia – poter scegliere di far vaccinare il proprio figlio solo per quei quattro sotto vincolo di legge? Anzi, in Italia il corso d’opera va nella direzione tutta contraria rispetto al versante francese, visto che il Piano Nazionale pattuito fra il Ministro Beatrice Lorenzin e le Regioni ha optato per un’offerta-obbligo del 65% di sedute in più rispetto a quella attuale.

Il fattore preponderante che ha spinto il Consiglio di Stato – la Corte amministrativa di più alto grado in Francia – a concepire questa decisione è stata sostanzialmente la “voce del popolo”, che con una petizione facente capo ad un milione di firme ha sostenuto il Professor Henry Joyeux, oncologo ricercatore radiato dall’Ordine dei medici francesi per aver esternato la pericolosità del vaccino esavalente Infranix hexa avente la presenza di adiuvanti al netto della composizione, come per esempio l’alluminio.
Il Prof. Joyeux è stato formalmente riabilitato dallo stesso Consiglio di Stato, con una nota che rimanda a lui la ragione: “La legge che impone solo tre vaccini obbligatori implica necessariamente che sia possibile rispettare l’obbligo utilizzando vaccinazioni che contengono solo questi tre vaccini”.

Questa decisione potrebbe però creare ulteriori reazioni avverse, in quanto già nel 2008 questo trivalente fu sospeso e ritirato dalla stessa azienda produttrice, la Sanofi-Pasteur MSD. L’Agenzia per la sicurezza nazionale di farmacovigilanza precisò che il ritiro avvenne “a seguito dell‘aumento del numero di segnalazioni di reazioni avverse osservate fino a 24 ore dalla vaccinazione dall’inizio del 2008 rispetto agli anni precedenti”.
Da quell’anno, fino ad arrivare ai giorni nostri, l’unica alternativa offerta alle famiglie è stato… l’esavalente, cioè qualcosa di ancora più pesante e peggiore.
Ci si può infatti chiedere come mai per ragioni di mercato – perché altre non sono – il Ministero della Salute non abbia fornito la disponibilità di una scelta a norma di legge. Questo è stato il vero motivo per cui frattanto 2300 persone si sono mosse costituendosi parte civile contro il Ministero, inoltrando denuncia e ottenendo poi ciò che si è detto provenire dal Consiglio di Stato francese.

Concludendo come si era iniziato è per contro d’uopo sottolineare l’inerzia del popolo italiano, ancora convinto che tutto ciò che luccica sia oro, che i vaccini siano tutti sicuri perché a Tizio, a Caio e a Sempronio non hanno fatto nulla. E guai a chi pensa che le case farmaceutiche speculino sulla pelle altrui per guadagnare palate di milioni (nel 2011, per esempio, un’indagine di mercato ha sentenziato un giro d’affari europeo sui vaccini pari a 7 miliardi di euro in un solo anno): questi non sarebbero altro che complottisti intransigenti, demagoghi delle cospirazioni dietrologiste.
Da bravi… complottisti integristi poniamo allora solo qualche semplice domanda, pur ammettendo che esse siano già pregne di un pizzico di sana retorica:
– Perché in Italia non esiste una farmacovigilanza attiva come in Francia e in America?
-Perché il Governo Americano ha dovuto pagare, dal 1986 fino ad ora, una cifra quasi pari a 3 miliardi di dollari per danni provocati dai vaccini?
-Terza ed ultima, perché in caso di reazione avversa di un vaccino “non obbligatorio” è il Governo e non l’azienda farmaceutica a doverne rispondere in Tribunale [ex l. 210/92]?

D’altronde è pure vero che le vaccinazioni di massa vengono somministrate “un tanto al chilo”, con modalità cieche guidate da ciechi, senza una seria preoccupazione per la necessarietà, cosa che appunto potrebbe non essere nel caso in cui il potenziale vaccinato abbia già contratto naturalmente la malattia, senza che nessuno se ne sia accorto o si sia curato di appurarlo, come può accadere al cospetto (ed è solo uno dei possibili esempi) della rosolia.
Naturalmente non esiste nemmeno una figura che si interessi di capire se il soggetto che riceverà il vaccino possa essere allergico o sensibile a qualche componente interno al prodotto: e questo è ovvio, nostro malgrado, visto che non è dato di comunicare la composizione del vaccino; fermo restando che il medico non ha elementi necessari per rendersi conto dello stato allergologico del bambino. Detta inter nos: il vaccino lo spariamo in corpo, e poi suvvia, speriamo che la fortuna sia dalla nostra.

Rimaniamo in attesa di risposte serie e non ideologiche. Lungi da noi voler essere ciò che non siamo, ma la logica – che è l’arte del ragionamento – deve qui stare alla base di tutto.
Per il resto, intanto, accontentiamoci del piccolo ma grande risultato francese, in ogni caso segno tangibile di un popolo che alza la testa sopra la nube di un gas anestetico propinato dai potentati nazionali e sovranazionali.

 

 

Cristiano Lugli e Alessandro Corsini

 

 

Articolo previamente apparso qui.

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Chiesta la pena di morte per la madre accusata per i due gemelli deceduti 8 giorni dopo la vaccinazione

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.

I pubblici ministeri dell’Idaho chiedono la pena di morte per Andrea Shaw, accusata di aver ucciso i suoi due gemelli piccoli otto giorni dopo che avevano ricevuto le vaccinazioni di routine. La Shaw nega le accuse. In base a una legge entrata in vigore nel luglio 2026, la fucilazione è il principale metodo di esecuzione in Idaho. L’avvocato di Shaw, Joseph Filicetti, ha definito «oltraggiosa» la richiesta della pena di morte da parte dell’accusa.

 

I pubblici ministeri dell’Idaho chiederanno la pena di morte per Andrea Shaw , una giovane madre accusata di aver ucciso i suoi due gemelli piccoli, alzando drasticamente la posta in gioco in un caso penale che ha attirato l’attenzione nazionale.

 

In un avviso depositato alla fine della scorsa settimana presso il Tribunale del Terzo Distretto Giudiziario dell’Idaho, il vice procuratore della contea di Payette, Ryon Sirucek, ha identificato quattro circostanze aggravanti previste dalla legge che i pubblici ministeri intendono utilizzare per giustificare la pena capitale qualora Shaw venisse condannata per omicidio di primo grado.

 

In base a una legge entrata in vigore nel luglio 2026, la fucilazione è il principale metodo di esecuzione nello stato dell’Idaho. La legge è stata emanata in seguito a un tentativo fallito, avvenuto nel 2024, di giustiziare un uomo di 73 anni tramite iniezione letale.

 

I pubblici ministeri devono dimostrare almeno una circostanza aggravante prevista dalla legge prima che Shaw possa essere considerata passibile della pena di morte. In caso di condanna, sarà una giuria a stabilire se tali circostanze sussistano.

Secondo quanto riportato nel documento, i pubblici ministeri hanno individuato quattro circostanze aggravanti: che Shaw avrebbe commesso due omicidi contemporaneamente; che gli omicidi sarebbero stati «particolarmente efferati, atroci o crudeli, manifestando una depravazione eccezionale»; che avrebbe mostrato «un totale disprezzo per la vita umana»; e che la sua condotta dimostra una propensione a commettere omicidi che la renderebbe una minaccia continua per la società.

 

La Shaw è stata incriminata da un gran giurì e arrestata il 30 giugno con l’accusa di aver soffocato deliberatamente i suoi gemelli, deceduti il ​​1° maggio 2025. I pubblici ministeri sostengono che Shaw abbia ucciso i bambini mentre dormivano nello stesso letto. Il suo processo inizierà l’11 gennaio 2027.

 

La Shaw, che si è dichiarata non colpevole, ha sempre negato le accuse. Ha ipotizzato che la morte dei suoi gemelli possa essere stata causata dai vaccini ricevuti durante una visita medica di routine poco più di una settimana prima del decesso.

 

Secondo i documenti depositati in tribunale dalla sua difesa, la Shaw portò i gemelli al pronto soccorso il 24 aprile 2025, il giorno dopo aver ricevuto le vaccinazioni di routine, perché erano letargici e avevano le labbra blu.

 

Secondo quanto riportato nel documento, il medico del pronto soccorso che ha curato i bambini ha diagnosticato loro una «reazione post-vaccinazione».

 

I bambini rimasero malati nei giorni precedenti la loro morte e la Shaw chiese ripetutamente un consulto medico.

 

Né la polizia né la procura hanno reso pubbliche le prove che, a loro avviso, supportano l’affermazione secondo cui la Shaw avrebbe ucciso deliberatamente i suoi figli piccoli. L’atto d’accusa del gran giurì è secretato e non accessibile al pubblico, e i referti del medico legale non sono stati resi pubblici.

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La cauzione di Shaw era stata inizialmente fissata a 2 milioni di dollari. Un giudice distrettuale della contea di Payette, in Idaho, ha successivamente revocato la cauzione, che è a discrezione del giudice nei casi di pena capitale.

 

Commentando le affermazioni dell’accusa, Mary Holland, CEO di Children’s Health Defense (CHD), ha dichiarato:

 

«Non ci sono elementi di cui siamo a conoscenza che suggeriscano che lei rappresenti una minaccia per la società, né riteniamo che vi siano prove a sostegno dell’accusa di aver ucciso i suoi figli, come lei stessa ha affermato. Siamo fermamente convinti della sua innocenza».

 

L’avvocato di Shaw, Joseph Filicetti, ha definito «oltraggiosa» l’intenzione dell’accusa di chiedere la pena di morte. Ha dichiarato a The Defender: «Non c’è alcuna possibilità che una giuria giunga a una conclusione in questo caso al di là di ogni ragionevole dubbio, quindi non credo che [la pena di morte] verrà nemmeno presa in considerazione».

 

Nel frattempo, Rick Jaffe, consulente esterno di CHD, si è unito la scorsa settimana al team di difesa legale di Shaw in qualità di co-difensore.

 

Jaffe è l’avvocato principale di una causa intentata da CHD all’inizio di quest’anno, in cui si accusa l’American Academy of Pediatrics (AAP) di aver gestito per decenni un sistema di frode ai danni delle famiglie americane in merito alla sicurezza del calendario vaccinale infantile.

 

La Shaw è il principale querelante nella causa intentata da CHD contro l’AAP.

 

Brenda Baletti

Ph.D.

 

© 19 ottobre 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

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«Propaganda ingannevole»: scienziata afferma che il vaccino contro l’HPV non previene il cancro

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.   La scienziata specializzata in vaccini Lucija Tomljenović, Ph.D., ha dichiarato a Mary Holland, CEO di Children’s Health Defense, che Gardasil non offre una protezione significativa al di là dei regolari screening per il cancro cervicale e che i suoi rischi «superano nettamente» i benefici. Ha inoltre messo in dubbio le prove che suggeriscono che il vaccino prevenga il cancro cervicale e ha sollevato preoccupazioni sui possibili legami con la POTS, la sindrome da stanchezza cronica e altre patologie.   Il vaccino Gardasil non offre una protezione significativa al di là dei regolari screening per il cancro cervicale e i suoi rischi «superano nettamente» i benefici, ha dichiarato questa settimana a Mary Holland, CEO di Children’s Health Defense (CHD) , la scienziata specializzata in vaccini Lucija Tomljenović, Ph.D. , durante la trasmissione CHD.TV.   Tomljenović ha affermato che Gardasil, l’unico vaccino contro il papillomavirus umano (HPV) attualmente disponibile negli Stati Uniti, non previene il cancro cervicale, ma lo screening di routine per il cancro cervicale previene i decessi.   Anche se il vaccino offrisse una certa protezione contro il cancro, ha affermato, non è stato dimostrato che migliori i risultati ottenuti dai programmi di screening.   «È solo uno scenario di fantasia», ha detto Tomljenović riguardo all’idea che Gardasil offra benefici reali.   Ciononostante, i funzionari sanitari statunitensi continuano a raccomandare la vaccinazione contro l’HPV, nonostante le crescenti revisioni sulla sicurezza che alimentano il dibattito sul vaccino.   Merck, l’azienda produttrice di Gardasil, ha recentemente accettato di pagare 50 milioni di dollari per risolvere oltre 200 cause legali relative a presunti danni causati dal vaccino. L’azienda sta inoltre sviluppando un vaccino sperimentale contro l’HPV, progettato per colpire ulteriori ceppi virali ad alto rischio.   Tomljenović, che ha prestato servizio come perito nel contenzioso relativo al Gardasil , ha affermato che gli ultimi sviluppi hanno fatto ben poco per risolvere le preoccupazioni di lunga data.   «È sempre la solita storia, che viene solo ribadita», ha detto. «Il problema principale del Gardasil è che non è efficace come affermato, né sicuro».   Holland ha condiviso le sue preoccupazioni. «Fino all’arrivo sul mercato dei vaccini contro il COVID, il vaccino contro l’HPV era di gran lunga il più pericoloso», ha affermato.

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«Tutta questa propaganda fa semplicemente schifo»

Gardasil agisce su sette dei 14 tipi di HPV classificati ad alto rischio di cancro.   Tuttavia, «i dati degli studi clinici, e persino quelli epidemiologici, non dimostrano che prevenga effettivamente il cancro cervicale», ha affermato Tomljenović.   Anche se il vaccino offrisse una certa protezione contro il rischio di cancro, «la domanda chiave è: può migliorare quanto già ottenuto con i programmi di screening regolari?», ha chiesto. «La risposta è no».   Tomljenović ha indicato diverse ragioni per cui il vaccino non è vantaggioso per le donne che si sottopongono già a screening di routine:  
  • Copertura limitata : Gardasil non è efficace contro tutti i tipi di HPV ad alto rischio associati al cancro cervicale.
  • Nessun trattamento per la malattia già in atto : il vaccino non può curare un’infezione da HPV già presente, lesioni precancerose o il cancro.
  • Nessuna protezione contro i tumori HPV-negativi : il vaccino non può prevenire i tumori della cervice uterina, dell’ano, del pene o della vulva che non sono correlati all’HPV.
  • Preoccupazioni sull’uso dei contraccettivi : Tomljenović ha citato una ricerca che suggerisce che la vaccinazione contro l’HPV potrebbe aumentare il rischio di cancro cervicale nelle donne che assumono contraccettivi orali a lungo termine.
  I Pap test di routine rilevano le alterazioni delle cellule cervicali che possono essere monitorate o trattate prima che si trasformino in cancro. Lo screening e le visite ginecologiche regolari hanno contribuito a mantenere bassa la mortalità per cancro cervicale nei paesi sviluppati, ha affermato Tomljenović. Ha citato un tasso di mortalità annuale negli Stati Uniti di circa due decessi ogni 100.000 donne.   Tomljenović sostenne che, affinché la vaccinazione eliminasse tali decessi, Gardasil avrebbe dovuto proteggere da tutti i tumori rilevanti, compresi quelli non causati dall’HPV.   «Non c’è bisogno di essere uno scienziato con un dottorato di ricerca per capire che tutta questa propaganda è semplicemente disgustosa», ha detto.

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Holland: Merck «aveva i dati» da analizzare, ma «ha scelto di non farlo»

Durante il contenzioso relativo al Gardasil, Tomljenović ha affermato di aver analizzato le segnalazioni di eventi avversi e di aver identificato segnali di sicurezza significativi per patologie quali la sindrome da tachicardia ortostatica posturale (POTS), un disturbo che colpisce il sistema nervoso autonomo, e la sindrome da stanchezza cronica.   Ha affermato che gli esperti di farmacovigilanza della Merck, specialisti che monitorano e analizzano i potenziali problemi di sicurezza di farmaci e vaccini, hanno confermato alcuni di questi segnali.   «Avevano dei dati che hanno analizzato e che mostravano segnali estremamente significativi di segnalazioni sproporzionate per patologie come la POTS, la sindrome da stanchezza cronica e una serie di altre condizioni», ha affermato Tomljenović. «Ma, sapete, queste cose non vengono rese pubbliche. È solo grazie a questa azione legale che siamo riusciti a ottenere questi dati».   Holland ha messo in dubbio che i produttori di vaccini e le agenzie sanitarie abbiano indagato a sufficienza su tali segnali, paragonando la situazione al monitoraggio della sicurezza del vaccino contro il COVID-19.   «La loro farmacovigilanza… era discutibile», ha affermato. «Proprio come abbiamo visto durante la pandemia di COVID, avevano a disposizione dati che avrebbero potuto analizzare, ma hanno scelto di non farlo».   Tomljenović ha affermato che altri effetti collaterali segnalati associati al Gardasil includono artrite, lupus e altre malattie autoimmuni, sclerosi multipla e problemi ginecologici, tra cui disturbi mestruali e infertilità.   «Questi sono anche gli eventi avversi che osserviamo con i vaccini contro il COVID», ha affermato.   Ha fatto notare che le persone con COVID lungo possono manifestare sintomi simili alla sindrome da stanchezza cronica e alla POTS. «Quindi, ancora una volta, si tratta di reazioni avverse simili a quelle che osserviamo con Gardasil».

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«Le adolescenti non muoiono di cancro cervicale»

Tomljenović ha criticato l’ordine esecutivo del 10 agosto del presidente Donald Trump che ha rivisto le raccomandazioni federali sui vaccini infantili . Sebbene le modifiche abbiano ridotto il numero di vaccini raccomandati di routine, la vaccinazione contro l’HPV è rimasta nell’elenco.   Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti ha invitato il pubblico a presentare osservazioni sulle raccomandazioni riviste. Tomljenović ha affermato che lei e altri critici hanno presentato obiezioni al mantenimento della vaccinazione contro l’HPV come raccomandazione di routine.   «I rischi superano chiaramente i benefici», ha affermato. «Le adolescenti non muoiono di cancro cervicale… Ma ci sono stati diversi casi di adolescenti decedute a seguito della vaccinazione contro l’HPV».   Tomljenović ha citato il caso di Christina Tarsell, morta nel 2008 dopo aver ricevuto il vaccino Gardasil. La famiglia di Tarsell ha ricevuto un risarcimento tramite il Programma nazionale di risarcimento per danni da vaccino.   Nel frattempo, Merck sta testando un vaccino sperimentale, V540B, progettato per estendere la copertura ad altri tipi di HPV ad alto rischio.   Tomljenović ha promesso di continuare a contestare l’uso del vaccino. «Il mio motto è che si perde solo quando ci si arrende», ha affermato. «Io non mi arrendo».   Jill Erzen   © 15 ottobre, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.   Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

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Vaccinazione, il video in cui il futuro papa Leone parlava di «atto d’amore»

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Il futuro Papa Leone XIV incoraggiò la vaccinazione contro il COVID-19 come un «atto d’amore» in un video del 2021 recentemente riscoperto, nonostante i gravi problemi morali legati all’uso di cellule fetali abortite nei vaccini e i dubbi, poi confermati, sulla loro efficacia. Lo riporta LifeSite.

 

Nel filmato, archiviato sul sito web Un Católico Perplejo, l’allora vescovo Robert Prevost di Chiclayo, in Perù, affermò di voler «incoraggiare tutti a partecipare alle campagne di vaccinazione in corso in diverse parti della regione», secondo una traduzione in inglese delle sue dichiarazioni.

 

«Impegnatevi al massimo. È molto importante che tutti noi facciamo questo sforzo per vaccinarci. È qualcosa che aiuta noi stessi ed è anche un servizio agli altri, perché solo così potremo abbassare il tasso di contagio, proteggendoci da quella terza ondata che è già stata preannunciata», ha detto il futuro capo della Chiesa cattolica, ribadendo poi le parole del defunto Papa Francesco che definiva la vaccinazione contro il COVID un «atto d’amore».

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Molti all’epoca hanno rilevato che la retorica dell’«atto d’amore» lanciata da Bergoglio si scontrasse con l’obbligo: un «atto d’amore» forzato è di fatto un eufemismo per lo stupro.

 

Come noto, gli oppositori cattolici e non ai vaccini contro il COVID hanno sollevato obiezioni etiche all’assunzione dei vaccini, basate sulle modalità con cui sono stati sviluppati.

 

Secondo un’analisi dettagliata condotta dal Charlotte Lozier Institute, un’organizzazione pro-vita, Pfizer, Moderna e Johnson & Johnson hanno tutte utilizzato cellule fetali derivate da feti abortiti durante la fase di sperimentazione dei loro vaccini anti-COVID; Johnson & Johnson ha inoltre utilizzato queste cellule anche nelle fasi di progettazione, sviluppo e produzione.

 

Come ripetuto negli anni da Renovatio 21, la questione delle linee cellulari da aborto – usate dalla biomedicina non solo per i vaccini – è un fatto incontrovertibile, è sanitariamente pericoloso.

 

La rivista Science dell’American Association for the Advancement of Science e persino il sito di «fact-checking» di sinistra Snopes hanno ammesso il legame tra i vaccini e l’aborto, il che suscita in molti una forte avversione morale nei confronti di queste aziende.

 

Nonostante queste convinzioni, per le quali diversi cattolici fedeli hanno perso il lavoro, Leone continua nella tradizione di Francesco, che ha invitato in Vaticano l’ex responsabile COVID della Casa Bianca, Anthony Fauci, caduto in disgrazia, per promuovere i vaccini. Prima di assumere il pontificato, Leone avrebbe imposto la ricezione della Comunione sulla mano durante la pandemia e la Confessione per telefono, pratica invalida e sacrilega.

 

Da papa, Leone ha inoltre promosso altri vescovi che si sono schierati a favore dei vaccini anti-COVID, e punito severamente quanti vi si erano opposti: è il caso, lampante, di monsignor Joseph Strickland, strenuo nemico della vaccinazione con cellule di aborto, che è stato rimosso ex abrupto nel 2023 dalla sua diocesi di Tyler, Texas, dal dicastero per i Vescovi, di cui allora era prefetto Robert Prevost.

 

Come riportato da Renovatio 21, Leone in seguito ha promosso a vescovo il vicario don John Gomez, definito come il «giuda di Strickland».

 

 

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