Vaccini
Vaccinazioni di massa: la Francia alza la testa
Alcuni paesi europei sono certamente più responsabili di noi al cospetto dello sfacelo spirituale, morale e sociale venuto a trionfare nell’occidente d’Europa. Eppure il punto critico dell’Italia, a nostro avviso, è quello di non avere più neanche gli “estremi”: stato amorfo e privo di di una controparte seria ertasi contro l’appiattimento livellatore della democrazia. Cosa che ad esempio, al contrario, accade in Francia, terra di corruzione e matrice dei più grandi moloch laicisti degli ultimi tre secoli: si pensi però ai movimenti per la famiglia nati lì, si pensi alle grandi correnti di tradizionalismo cattolico o ancora al Front National di Marine Le Pen il quale, pur con tutte le riserve del caso, possiamo affermare con certezza che mai si sarebbe potuto costituire in maniera analoga in Italia, proprio per la mancanza di quei sani paradossi oggi più che mai necessari per ridestare menti anestetizzate.
Ebbene, proprio sulla Francia è passata di recente una notizia molto interessante. Talmente interessante da costringere i media ad insabbiare tutto, senza dare luce a quanto accaduto.
Le statistiche riportate dall’Eurosorveglianza dimostrano che dal 2005 al 2010 la popolazione francese contraria alle vaccinazioni di massa è passata dal 10% al 40%. A questi dati si aggiungono poi quelli dei medici francesi, ad attestare come più della metà di questi non sia più fermamente convinta dell’utilità dei vaccini, dubbio che si unisce alla preoccupazione per gli elementi che compongono questi farmaci preventivi.
Questa escalation di mani alzate contrarie, impennatasi in un solo decennio circa, ha portato il Consiglio di Stato a prendere una decisione da annoverarsi fra quelle di portata storica: in data 8 febbraio 2017, infatti, è stato ordinato al Ministero della Salute di rendere disponibile – con un tempo massimo di sei mesi – gli unici tre vaccini obbligatori per legge, ovverosia quello contro la difterite, il tetano e la poliomielite, anche conosciuti sotto la sigla DTP.
Questi tre dovranno essere gli unici somministrati ai bambini al di sotto dei diciotto mesi, e non potranno più esistere combinazioni con altri vaccini. A questo proposito è doveroso ricordare che l’Italia “vanta” un vaccino obbligatorio in più rispetto alla Francia, ed è quello antiepatite B, reso tale – stando alle carte processuali! – a seguito delle tangenti intascate dall’allora Ministro della Sanità, Francesco De Lorenzo, che insieme al responsabile del settore farmaceutico del Ministero Duilio Poggiolini “si mise in saccoccia” 600 milioni delle vecchie lire provenienti dall’azienda Glaxo-SmithKline (GSK), esclusiva produttrice del vaccino Engerik X. Infine tutti siamo a conoscenza degli esiti del processo, così da poter poi interrogarci sulla vera o presunta necessità del vaccino reso obbligatorio, pur non rientrando nei programmi di questo scritto affrontare la questione dell’utilità correlata alla vaccino-profilassi.
Ricapitolando dunque, e per rendere più accessibile a tutti la faccenda, la Francia dovrà disporre e mettere a disposizione il solo DPT (difterite, tetano, poliomielite) essendo questi gli unici tre stabiliti con obbligatorietà, rendendo questa triade di vaccini non combinati con altri non obbligatori, o comunemente detti “fortemente consigliati”: come il vaccino antipertosse o come quello contro Hæmophilus influenzæ B e, infine, quello antiepatite B, come poc’anzi detto non obbligatorio in Francia.
Di fatto il grande risultato ottenuto dalla popolazione, aiutata e sostenuta da un cospicuo numero di medici, è quello di aver eliminato, nonché vietato, l’uso del vaccino esavalente il quale non è nient’altro che un’assurdità senza criteri logici, se non quelli di far arricchire la Big Pharma. Quale altra logica potrebbe esserci nello sparare nel corpo di un bambino appena nato due vaccini in più (non obbligatori) rispetto ai già quattro (obbligatori) che gli vengono somministrati? E come mai è impossibile – almeno in Italia – poter scegliere di far vaccinare il proprio figlio solo per quei quattro sotto vincolo di legge? Anzi, in Italia il corso d’opera va nella direzione tutta contraria rispetto al versante francese, visto che il Piano Nazionale pattuito fra il Ministro Beatrice Lorenzin e le Regioni ha optato per un’offerta-obbligo del 65% di sedute in più rispetto a quella attuale.
Il fattore preponderante che ha spinto il Consiglio di Stato – la Corte amministrativa di più alto grado in Francia – a concepire questa decisione è stata sostanzialmente la “voce del popolo”, che con una petizione facente capo ad un milione di firme ha sostenuto il Professor Henry Joyeux, oncologo ricercatore radiato dall’Ordine dei medici francesi per aver esternato la pericolosità del vaccino esavalente Infranix hexa avente la presenza di adiuvanti al netto della composizione, come per esempio l’alluminio.
Il Prof. Joyeux è stato formalmente riabilitato dallo stesso Consiglio di Stato, con una nota che rimanda a lui la ragione: “La legge che impone solo tre vaccini obbligatori implica necessariamente che sia possibile rispettare l’obbligo utilizzando vaccinazioni che contengono solo questi tre vaccini”.
Questa decisione potrebbe però creare ulteriori reazioni avverse, in quanto già nel 2008 questo trivalente fu sospeso e ritirato dalla stessa azienda produttrice, la Sanofi-Pasteur MSD. L’Agenzia per la sicurezza nazionale di farmacovigilanza precisò che il ritiro avvenne “a seguito dell‘aumento del numero di segnalazioni di reazioni avverse osservate fino a 24 ore dalla vaccinazione dall’inizio del 2008 rispetto agli anni precedenti”.
Da quell’anno, fino ad arrivare ai giorni nostri, l’unica alternativa offerta alle famiglie è stato… l’esavalente, cioè qualcosa di ancora più pesante e peggiore.
Ci si può infatti chiedere come mai per ragioni di mercato – perché altre non sono – il Ministero della Salute non abbia fornito la disponibilità di una scelta a norma di legge. Questo è stato il vero motivo per cui frattanto 2300 persone si sono mosse costituendosi parte civile contro il Ministero, inoltrando denuncia e ottenendo poi ciò che si è detto provenire dal Consiglio di Stato francese.
Concludendo come si era iniziato è per contro d’uopo sottolineare l’inerzia del popolo italiano, ancora convinto che tutto ciò che luccica sia oro, che i vaccini siano tutti sicuri perché a Tizio, a Caio e a Sempronio non hanno fatto nulla. E guai a chi pensa che le case farmaceutiche speculino sulla pelle altrui per guadagnare palate di milioni (nel 2011, per esempio, un’indagine di mercato ha sentenziato un giro d’affari europeo sui vaccini pari a 7 miliardi di euro in un solo anno): questi non sarebbero altro che complottisti intransigenti, demagoghi delle cospirazioni dietrologiste.
Da bravi… complottisti integristi poniamo allora solo qualche semplice domanda, pur ammettendo che esse siano già pregne di un pizzico di sana retorica:
– Perché in Italia non esiste una farmacovigilanza attiva come in Francia e in America?
-Perché il Governo Americano ha dovuto pagare, dal 1986 fino ad ora, una cifra quasi pari a 3 miliardi di dollari per danni provocati dai vaccini?
-Terza ed ultima, perché in caso di reazione avversa di un vaccino “non obbligatorio” è il Governo e non l’azienda farmaceutica a doverne rispondere in Tribunale [ex l. 210/92]?
D’altronde è pure vero che le vaccinazioni di massa vengono somministrate “un tanto al chilo”, con modalità cieche guidate da ciechi, senza una seria preoccupazione per la necessarietà, cosa che appunto potrebbe non essere nel caso in cui il potenziale vaccinato abbia già contratto naturalmente la malattia, senza che nessuno se ne sia accorto o si sia curato di appurarlo, come può accadere al cospetto (ed è solo uno dei possibili esempi) della rosolia.
Naturalmente non esiste nemmeno una figura che si interessi di capire se il soggetto che riceverà il vaccino possa essere allergico o sensibile a qualche componente interno al prodotto: e questo è ovvio, nostro malgrado, visto che non è dato di comunicare la composizione del vaccino; fermo restando che il medico non ha elementi necessari per rendersi conto dello stato allergologico del bambino. Detta inter nos: il vaccino lo spariamo in corpo, e poi suvvia, speriamo che la fortuna sia dalla nostra.
Rimaniamo in attesa di risposte serie e non ideologiche. Lungi da noi voler essere ciò che non siamo, ma la logica – che è l’arte del ragionamento – deve qui stare alla base di tutto.
Per il resto, intanto, accontentiamoci del piccolo ma grande risultato francese, in ogni caso segno tangibile di un popolo che alza la testa sopra la nube di un gas anestetico propinato dai potentati nazionali e sovranazionali.
Cristiano Lugli e Alessandro Corsini
Articolo previamente apparso qui.
Epidemie
Moderna si aggiudica un contratto da 50 milioni di dollari per il vaccino Ebola
I finanziamenti provengono dall’organizzazione sanitaria globale CEPI, che ha dichiarato a Reuters che sarebbe possibile portare i vaccini alla fase di sperimentazione entro un paio di mesi.
Il CEPI ha dichiarato che investirà anche fino a 8,6 milioni di dollari per un vaccino sviluppato dall’Università di Oxford e prodotto dal Serum Institute of India, e un investimento iniziale di 3,2 milioni di dollari per un vaccino sviluppato dall’International AIDS Vaccine Initiative. – Reuters
«Ogni giorno conta nella corsa contro questa malattia mortale», ha affermato Richard Hatchett, direttore del CEPI, aggiungendo che i vaccini non sono «all’orizzonte di un futuro infinito». Lo Hatchett ha anche avvertito che lo sviluppo dei vaccini può essere imprevedibile, inoltre c’è una «situazione di sicurezza difficile» nel Congo orientale che potrebbe rendere complesse le sperimentazioni, tra cui (più recentemente) l’incendio appiccato da alcuni abitanti del luogo a un centro di trattamento per l’Ebola dopo che era stato loro impedito di recuperare il corpo di un uomo morto.
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La folla ha dato fuoco a due tende attrezzate con otto letti gestite da un’organizzazione benefica medica chiamata Alliance for International Medical Action (ALIMA), ha dichiarato il vice commissario Jean-Claude Mukendi, capo del dipartimento di pubblica sicurezza della provincia di Ituri.
Mukendi ha affermato che i giovani non avevano compreso i protocolli per la sepoltura di una presunta vittima di Ebola. «La sua famiglia, gli amici e altri giovani volevano riportare la salma a casa per il funerale, nonostante le chiare disposizioni delle autorità durante l’epidemia di Ebola», ha dichiarato Mukendi. «Tutti i corpi devono essere sepolti secondo le normative».
Finora, secondo i dati del CDC africano e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, si sono registrati 282 casi confermati e 42 decessi nell’ambito della recente epidemia, oltre a circa 1.100 casi sospetti. Oltre alla Repubblica Democratica del Congo, in Uganda sono stati confermati nove casi, tra cui un decesso.
Moderna – nome che con evidenza sta per «mode RNA» – prima del COVID non aveva mai venduto un singolo vaccino. Da allora si è dedicata, sempre utilizzando tecnologia mRNA, a una quantità di malattie, dall’AIDS all’aviaria al cancro della pelle al virus respiratorio sinciziale (RSV), proponendo anche un siero genico antinfluenzale combinato con l’anti-COVID. In uno sviluppo grottesco, Moderna sta preparando un vaccino mRNA contro gli infarti – quando è risaputo che la vaccinazione mRNA COVID ha prodotto quantità di miocarditi.
Non sempre tutto è filato liscio per l’azienda. In Gran Bretagna è emerso che Moderna potrebbe essere sospesa o espulsa da un organismo commerciale britannico dopo aver violato le norme del settore, tra cui l’offerta di danaro contante e orsacchiotti di peluche ai bambini per partecipare alle sperimentazioni del vaccino COVID.
Moderna si era dedicata ad un siero mRNA per l’RSV, ma ha interrotto la sperimentazione sui neonati dopo gravi effetti collaterali. Gli stessi azionisti della società fecero quindi causa alla stessa. Ad agosto 2024 le azioni di Moderna erano crollate del 12% dopo il taglio delle previsioni di vendita.
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Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato l’Alta Corte di Londra ha stabilito che Pfizer ha violato il brevetto Moderna con il vaccino COVID-19.
Moderna nel 2022 aveva fatto causa a Pfizer per violazione di brevetto. La società era già in una lotta con il governo USA per il brevetto del vaccino mRNA. Parallelamente, esisterebbe un contratto stipulato dall’ente per le malattie infettive NIAID (quello diretto sino a poco fa da Anthony Fauci) che avrebbe obbligato il Pentagono ad acquistare 500 mila dosi del vaccino, per un totale di 9 miliardi di dollari.
Come raccontato da Renovatio 21, il Bancel ha una storia speciale, con una strana coincidenza cosmica nel suo percorso professionale. Prima di Moderna, Stéphane Bancel fu CEO della società francese BioMérieux, posseduta da Alain Merieux, considerato amico personale di Xi Jinping, che visitò il laboratorio BSLM4 di BioMerieux a Lione nel 2014. Secondo quanto appreso, i cinesi avrebbero contattato i francesi per la costruzione del laboratorio di Wuhan, il primo BSL4 del Paese, nel 2004: si, stiamo parlando proprio di lui, il biolaboratorio del pipistrello cinese.
Il finanziere francese Patrick Degorce, fondatore di hedge fund e mentore dell’ex primo ministro britannico Rishi Sunak, fu nel 2011 uno dei primi investitori in quella piccola azienda farmaceutica chiamata Moderna (cioè «Mode» «RNA»), che all’epoca aveva circa dieci dipendenti e un modo di operare molto discreto.
La carriera del Bancel è quindi segnata dal coronavirus: prima nella società che aiuterà i cinesi a costruire il laboratorio di Wuhano, poi nel Massachusetts a inizio anni ’10 nella società che per il virus di Wuhano, in teoria, dovrebbe aver trovato il vaccino. I risultati di questa prestigiosa carriera sono quanto mai proficui. Secondo la rivista Forbes, disponendo dell’8% delle azioni di Moderna (che, ripetiamo, prima del COVID non aveva mai portato sul mercato un prodotto), Bancel è ora tecnicamente un billionaire, un miliardario. Secondo Business Insider, il fortunato francese ha dichiarato che darà via la maggior parte della sua fortuna, stimata in 4,1 miliardi di dollari.
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Come riportato da Renovatio 21, Moderna e Merck sarebbero vicine alla fase 3 per un vaccino per il cancro alla pelle. Due anni fa è stato invece detto che la società aveva iniziato la sperimentazione umana per un vaccino mRNA per l’AIDS. Nel 2023 fa è stato annunciato lo sviluppo di un vaccino combinato mRNA COVID-Omicron e influenza; il Bancel ha dichiarato ai media che il vaccino mRNA COVID di fatto diventerà come un’antinfluenzale, con alcuni gruppi di individui vulnerabili che dovranno farlo ciclicamente.
Al World Economic Forum di Davos due anni fa il Bancel lamentò che «nessuno più vuole» i vaccini, per cui era pronto a gettare «30 milioni di dosi nella spazzatura».
Moderna, prima della pandemia, non aveva mai venduto un prodotto sul mercato al consumatore.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Vaccini
Vaccino RSV, neonati morti durante una sperimentazione negli anni Sessanta: riemerge la storia
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Ai genitori non è stato comunicato che i loro neonati sarebbero stati inclusi nella sperimentazione di un vaccino sperimentale.
Nei primi anni Sessanta, i ricercatori del NIH svilupparono un vaccino sperimentale contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) utilizzando un metodo simile a quello impiegato per lo sviluppo del vaccino antipolio. Somministrarono il vaccino a oltre 50 bambini in un ospedale noto per la sua popolazione di pazienti prevalentemente afroamericana. Quasi la metà dei neonati ha sviluppato l’infezione da virus respiratorio sinciziale (RSV) e 10 di loro hanno richiesto il ricovero in ospedale, un dato che il dottor Robert Chanock, ricercatore del NIH e responsabile dello studio, ha successivamente ammesso essere «probabilmente al di fuori della norma». Invece di interrompere il programma, i ricercatori hanno collaborato con Pfizer per creare una versione più concentrata del vaccino, nota come Lot 100, secondo quanto riportato nella causa. Pfizer ha testato il lotto 100 su quattro topi, quattro porcellini d’India e 25 scimmie, concludendo poi che era sufficientemente sicuro per essere testato sui neonati. Nell’inverno del 1965-66, i ricercatori selezionarono 31 dei bambini più piccoli di una delle cliniche dell’ospedale. Victor King e Ross Hambrick, che avevano rispettivamente 4 e 2 mesi – i neonati più piccoli dello studio – erano tra i bambini selezionati, secondo quanto riportato nella denuncia. Le famiglie non sono state informate che i neonati sarebbero stati inclusi in una sperimentazione clinica, né sono state informate del precedente fallimento della sperimentazione o dei rischi associati al vaccino. Secondo la denuncia, i neonati hanno ricevuto tre dosi del vaccino. La somministrazione è continuata anche quando i bambini partecipanti alla sperimentazione hanno iniziato a essere ricoverati in ospedale.Aiuta Renovatio 21
Alcuni neonati sono morti pochi giorni dopo che l’ospedale ha interrotto la sperimentazione.
Durante un’epidemia di virus respiratorio sinciziale (RSV) nello Stato di Washington alla fine del 1966, entrambi i neonati si ammalarono gravemente. Victor King fu ricoverato in ospedale il 30 dicembre 1966 a causa di una grave insufficienza respiratoria. Morì il 1° gennaio 1967. Ross Hambrick fu ricoverato in ospedale lo stesso giorno e morì il 2 gennaio 1967, secondo quanto riportato nella causa. Il direttore dell’ospedale aveva deciso di interrompere lo studio il 29 dicembre, pochi giorni prima della morte dei neonati. «A quel punto, era già troppo tardi per Victor e Ross Otto», si legge nella denuncia. Il 3 gennaio, il direttore dell’ospedale ha inviato una lettera al NIH con prove che dimostravano come il vaccino stesse peggiorando le condizioni di salute dei neonati anziché migliorarle. Ha inoltre affermato che i risultati erano «del tutto inaspettati», nonostante le evidenze emerse da precedenti studi clinici che indicavano una possibile causa della VAERD (malattia respiratoria acuta associata alla ventilazione meccanica). Secondo quanto riportato, le autopsie hanno rivelato una grave infiammazione polmonare, un’infezione da virus respiratorio sinciziale e una polmonite batterica in entrambi i bambini.Iscriviti al canale Telegram ![]()
Secondo una denuncia, per sviluppare i vaccini contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) odierni sarebbero stati utilizzati campioni di tessuto prelevati da neonati deceduti
Il fallimento della sperimentazione del lotto 100 ha di fatto bloccato lo sviluppo del vaccino contro il virus respiratorio sinciziale per decenni. Secondo quanto riportato nella denuncia, i ricercatori hanno successivamente utilizzato campioni di tessuto conservati dei bambini deceduti per studiare le ragioni degli effetti devastanti del vaccino, ritenendo che tali informazioni avrebbero contribuito allo sviluppo di un vaccino efficace contro il virus respiratorio sinciziale (RSV). Le ricerche condotte sui campioni con nuove tecnologie nei decenni successivi hanno permesso ai ricercatori di determinare che il vaccino alterava la struttura di una proteina chiave del virus respiratorio sinciziale (RSV), nota come proteina F, causando una risposta anomala del sistema immunitario dei soggetti vaccinati in caso di esposizione naturale al virus. I querelanti sostengono che tali scoperte abbiano contribuito in ultima analisi allo sviluppo dei moderni vaccini contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) e dei trattamenti a base di anticorpi approvati dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense nel 2023. Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti non ha risposto a una richiesta di commento sulla causa.Sostieni Renovatio 21
Le nuove evidenze suggeriscono che i vaccini contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) potrebbero comportare gli stessi rischi
La causa sostiene che la ricerca sui neonati ha permesso lo «sviluppo sicuro» sia del vaccino contro il virus respiratorio sinciziale (RSV), approvato inizialmente per gli adulti di età superiore ai 60 anni nel maggio 2023, sia dei vaccini a base di anticorpi monoclonali per neonati di AstraZeneca e Sanofi, approvati nel luglio 2023. Attualmente, Pfizer produce Abrysvo, approvato per adulti dai 60 anni in su, giovani adulti ad alto rischio e donne in gravidanza. GSK produce Arexvy, approvato per adulti dai 60 anni in su e per adulti ad alto rischio di età compresa tra 18 e 59 anni. Moderna produce mResvia , un vaccino a mRNA approvato per adulti dai 60 anni in su e per adulti ad alto rischio di età compresa tra 18 e 59 anni. Tuttavia, i dati degli studi clinici e le analisi post-marketing mostrano che questi trattamenti approvati potrebbero presentare gli stessi problemi di sicurezza dei vaccini originali, oltre ad altri. Nel 2024, Moderna ha dovuto interrompere la sperimentazione del suo vaccino contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) nei neonati, che era stata approvata in tempi rapidi dalla FDA, dopo aver scoperto che il vaccino probabilmente causava un’incidenza maggiore di casi gravi di RSV nei neonati vaccinati. In altre parole, lo stesso problema riscontrato con i vaccini originali degli anni Sessanta. Nello stesso anno, la scienziata francese Hélène Banoun, Ph.D., ha analizzato i risultati della campagna di vaccinazione contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) del 2023-2024 in quattro paesi. Ha riscontrato un «aumento significativo della mortalità» tra i neonati di età compresa tra 2 e 6 giorni in Francia, suggerendo che la malattia respiratoria acuta associata al vaccino (VAERD) potrebbe essere un problema anche con gli anticorpi monoclonali. Sia il vaccino di GSK che quello di Pfizer prendono di mira la proteina F, identificata attraverso l’analisi delle prime sperimentazioni. GSK ha interrotto le sperimentazioni cliniche sulle donne in gravidanza dopo aver riscontrato un collegamento tra il vaccino e i parti prematuri. Anche il vaccino Pfizer ha segnalato un aumento dei casi di parto prematuro tra le donne vaccinate, ma ha affermato che i dati non erano statisticamente significativi. Studi successivi all’autorizzazione hanno inoltre collegato il vaccino della Pfizer al parto pretermine, alla preeclampsia e ad altri disturbi ipertensivi della gravidanza. Tra le crescenti evidenze di eventi avversi associati al vaccino contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) si annovera anche il rischio documentato di sindrome di Guillain-Barré. Queste evidenze hanno indotto i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) a rivedere le proprie raccomandazioni nel giugno 2024, restringendo la fascia d’età raccomandata per la vaccinazione contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) dagli adulti di 60 anni e oltre agli adulti di 75 anni e oltre, nonostante la FDA l’avesse approvata per gli adulti di età inferiore ai 75 anni. Brenda Baletti Ph.D. © 29 maggio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD. Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Vaccini
Kennedy a capo di un grande studio multi-agenzia sulla sicurezza dei vaccini infantili
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
L’iniziativa, rivelata per la prima volta dal New York Times, prevede «un’analisi dell’effetto complessivo del calendario vaccinale infantile». I ricercatori confronteranno gli esiti sanitari dei bambini vaccinati e non vaccinati ed esamineranno i possibili legami tra vaccini e autismo, compresa la possibilità che il thimerosal, un adiuvante a base di mercurio utilizzato in alcuni vaccini, possa scatenare l’autismo.
Il Segretario alla Salute degli Stati Uniti, Robert F. Kennedy Jr., sta «guidando un’intensa iniziativa» che coinvolge diverse agenzie federali per studiare la sicurezza dei vaccini e il loro potenziale ruolo nell’epidemia di malattie croniche, come riportato lunedì dal New York Times.
L’iniziativa prevede «un’analisi dell’effetto complessivo del calendario vaccinale infantile». I ricercatori confronteranno inoltre gli esiti sanitari dei bambini vaccinati e non vaccinati ed esamineranno i possibili legami tra vaccini e autismo, compresa la possibilità che il thimerosal, un adiuvante a base di mercurio utilizzato in alcuni vaccini, possa scatenare l’autismo.
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Questa ricerca rappresenta una «priorità assoluta» per Kennedy, nonostante il cambio di rotta dell’amministrazione Trump, che si è allontanata pubblicamente dai messaggi relativi ai vaccini in vista delle elezioni di medio termine del Congresso di quest’anno.
Kennedy e i suoi principali consulenti stanno supervisionando il progetto. Martin Kulldorff, Ph.D., biostatistico, esperto di sicurezza dei vaccini e critico degli obblighi vaccinali contro il COVID-19, è a capo dell’iniziativa. Nel 2020, Kulldorff è stato coautore della Dichiarazione di Great Barrington, una critica controversa ma influente alle politiche di lockdown durante la pandemia.
Nonostante le critiche mosse alle politiche vaccinali di Kennedy, il Times ha riconosciuto che Kulldorff gode di una buona reputazione all’interno della comunità scientifica.
Secondo il Times, la dottoressa Sara Brenner, una «MAHA Mom» (madre di un bambino nato in età fertile) recentemente nominata vice commissario della Food and Drug Administration statunitense, svolgerà un ruolo chiave nell’iniziativa. In passato, la Brenner ha già espresso la sua opinione, condivisa da Kennedy, sulla necessità di ulteriori test di sicurezza per i vaccini.
Il portavoce del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti (HHS), Andrew G. Nixon, ha dichiarato a The Defender che Kennedy «sta dando seguito all’impegno del Presidente [Donald] Trump di rafforzare la salute pubblica promuovendo la ricerca sui vaccini secondo i più elevati standard».
«Continuiamo a condurre studi per comprendere meglio la sicurezza e l’efficacia dei vaccini e per valutare in che modo l’esposizione ai vaccini, i tempi e le modalità di somministrazione influenzino la salute nel corso della vita», ha affermato Nixon. Non farlo «equivarrebbe a una grave negligenza da parte di un’agenzia incaricata di proteggere la salute pubblica e di ricostruire la fiducia dei cittadini».
Nixon ha dichiarato al Times che i risultati «forniranno informazioni utili per le raccomandazioni sui vaccini».
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Secondo gli esperti, la ricerca sulla sicurezza dei vaccini è «attesa da tempo»
Secondo il Times, l’iniziativa di Kennedy «sta destando preoccupazione tra alcuni studiosi e critici dei vaccini», i quali temono che egli «utilizzerà i risultati per minare ulteriormente la fiducia nei vaccini».
«Gli esperti di sanità pubblica lamentano che, spendendo denaro su questioni già ampiamente studiate, stia sottraendo fondi alla ricerca che potrebbe rispondere proprio alle domande che si pone, tra cui le cause dell’autismo», ha riportato il Times.
Secondo quanto riportato dal Times, l’iniziativa costerà ai soli Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) circa 50 milioni di dollari. Ma altri esperti medici e scientifici hanno applaudito Kennedy per aver riconsiderato la sicurezza dei vaccini.
«Era ora, dato che la ricerca attuale non è concepita per – o meglio, non è concepita per – identificare alcun legame tra vaccini e autismo», ha affermato il medico internista Dr. Clayton J. Baker.
Anche John Gilmore , direttore esecutivo dell’Autism Action Network e uno dei nuovi membri nominati da Kennedy a gennaio nel Comitato interagenzie federale per il coordinamento sull’autismo , sostiene l’iniziativa.
«Non hanno mai effettuato, né effettuano tuttora, confronti tra un gruppo vaccinato e un gruppo non vaccinato. Confrontano un gruppo vaccinato con un altro gruppo vaccinato. Se utilizzano un placebo, questo non è mai inerte; un test di sicurezza di un farmaco che non utilizzasse un placebo inerte non verrebbe mai accettato, perché dovrebbe essere accettabile per un vaccino?»
«Sappiamo che il CDC e altre agenzie tengono nascosti i dati di molti studi che non hanno prodotto i risultati sperati. Se questi dati venissero resi pubblici, molte domande troverebbero risposta».
Barbara Loe Fisher, cofondatrice e presidente del National Vaccine Information Center , ha affermato che tra il 1991 e il 2013, l’Institute of Medicine, ora noto come National Academy of Medicine , ha pubblicato una serie di studi «che hanno ripetutamente concluso che esistono enormi lacune nelle conoscenze sulla sicurezza dei vaccini».
«Hanno scoperto che gli studi epidemiologici erano troppo spesso metodologicamente imperfetti o addirittura assenti, e c’era particolare preoccupazione per la scarsità di ricerche di laboratorio che indagassero i meccanismi biologici dei danni e dei decessi causati dai vaccini a livello cellulare e molecolare», ha affermato Fisher.
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«La scienza non è mai definitiva»
Gli esperti hanno contestato l’idea che le preoccupazioni sulla sicurezza dei vaccini, oggetto dell’iniziativa di Kennedy, siano già state «studiate a fondo».
Daniel O’Connor, fondatore e CEO di TrialSite News, ha dichiarato: «l’affermazione secondo cui ‘la scienza è assodata’ è diventata una delle frasi più antiscientifiche della medicina moderna».
«La scienza non è mai definitiva, soprattutto quando si tratta di disturbi neuroevolutivi complessi come l’autismo, calendari vaccinali in continua evoluzione, questioni relative all’esposizione cumulativa, interazioni gene-ambiente, vie di attivazione immunitaria, adiuvanti o esiti a lungo termine che rimangono ancora da comprendere appieno».
Baker ha affermato: «la scienza non è mai ‘decisa’ su nessun argomento». Ha poi aggiunto:
«Con l’aggiunta così frequente di nuovi vaccini al calendario vaccinale pediatrico, affermare ciò riguardo ai vaccini è del tutto disonesto. Questioni come la potenziale tossicità derivante da iniezioni multiple simultanee durante le visite pediatriche e i rischi cumulativi di decine e decine di iniezioni totali nel corso dell’infanzia non sono mai state valutate scientificamente».
Baker ha definito «palesemente disonesta» l’affermazione del Times secondo cui il processo di conduzione di studi comparativi sugli esiti sanitari dei bambini vaccinati e non vaccinati sarebbe «pieno di insidie».
«Se questi studi non sono stati condotti, è impossibile che la “scienza” possa considerarsi “risolta”», ha affermato Baker. Diversi studi chiave che attestavano la sicurezza dei vaccini si sono rivelati potenzialmente difettosi. Ad esempio, uno studio del 2002 che aveva riscontrato «forti prove contro l’ipotesi che la vaccinazione MMR [morbillo-parotite-rosolia] causi l’autismo» è risultato contenere significative lacune metodologiche. Un’analisi sottoposta a revisione paritaria e pubblicata lo scorso anno ha sollevato ulteriori dubbi sulle conclusioni dello studio del 2002.
Uno dei coautori dello studio, il ricercatore danese Poul Thorsen, è stato estradato negli Stati Uniti dalla Germania la scorsa settimana per affrontare le accuse di frode telematica e riciclaggio di denaro in relazione ai finanziamenti ricevuti dai CDC per la ricerca sull’autismo.
Anche altri studi recenti che negano un legame tra gli adiuvanti a base di alluminio nei vaccini e l’autismo si sono rivelati contenere significative lacune.
L’epidemiologo e ricercatore nel campo della salute pubblica M. Nathaniel Mead ha affermato che molti studi passati sull’autismo sono stati «bravi a individuare modelli generali in grandi gruppi», ma «spesso non colgono la reale complessità di ciò che accade a livello individuale».
«Questi studi tendono a trascurare il modo in cui le tossine ambientali possono scatenare o peggiorare i sintomi dell’autismo nei bambini già vulnerabili. Non si tratta di dettagli di poco conto, bensì di elementi centrali per lo sviluppo del disturbo».
«La maggior parte degli studi sulla popolazione non tiene conto delle enormi differenze tra i bambini, come ad esempio i loro profili metabolici, il modo in cui i loro corpi gestiscono i processi biochimici o la loro capacità di metabolizzare le tossine».
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«Non capisco la paura di approfondire la ricerca sulla sicurezza»
Il giornale ha citato Katie Wright, madre di un adulto con autismo, che ha appoggiato l’impegno di Kennedy per una maggiore ricerca sulla sicurezza dei vaccini.
«C’è stata una forte opposizione; dicono: “Beh, la ricerca è già stata fatta”», ha dichiarato Wright al Times. «E sapete una cosa? Molte famiglie sono preoccupate. Non capisco la paura di approfondire la ricerca sulla sicurezza».
Sondaggi recenti suggeriscono che il numero di americani che mettono in discussione i vaccini è in aumento. Un sondaggio di Politico condotto a marzo ha rilevato che quasi la metà degli adulti statunitensi ritiene che la scienza sui vaccini sia ancora oggetto di dibattito e che l’obbligo vaccinale sia dannoso, mentre solo il 39% pensa che la scienza sui vaccini sia chiara e che sia dannoso contestarla.
Un sondaggio condotto da Zogby Strategies a febbraio ha rilevato che l’80,4% degli adulti ritiene di dover avere il diritto di rifiutare i vaccini e che il 65,7% degli intervistati concorda sul fatto che i genitori dovrebbero avere il diritto di rifiutare i vaccini per i propri figli.
I dati del CDC pubblicati lo scorso anno hanno mostrato che i tassi di vaccinazione negli Stati Uniti hanno raggiunto un minimo storico per il terzo anno consecutivo, confermando una tendenza iniziata anni prima che Kennedy assumesse la guida del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS).
«L’opinione pubblica riconosce sempre più che molti studi sulla sicurezza dei vaccini si basano in larga misura su disegni di studio osservazionali, vulnerabili al bias di selezione dei soggetti sani, alla sottostima dei casi, a brevi periodi di follow-up, ai legami con l’industria e alla quasi totale assenza di veri e propri confronti a lungo termine tra vaccinati e non vaccinati», ha affermato O’Connor.
Michael Nevradakis
Ph.D.
© 13 maggio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
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