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Il vento di Trump soffia contro la “Big Pharma” vaccinista

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Il neo eletto Presidente Donald Trump ha già fatto molto parlare delle sue scelte, certamente politicamente scorrette e per le quali il mondo laicista, abituato al livellamento democratico parossistico, si dimena e ruggisce. Parrebbe superfluo tornare sull’elenco di queste cose, che si estendono dall’immigrazione alla bioetica, dalla scelta di consiglieri sino alla puntuale e marcata presa di posizione contro le lobby Lgbt, se non altro perché sono già state segnalate e approfondite da altri opportuni interventi.

In questo caso l’intento sarebbe segnalare, di sfuggita, un’altra campagna politicamente scorretta intrapresa dal Presidente americano, molto fastidiosa per l’establishment abituato alla linea di continuità avvalorata dalle precedenti amministrazioni, che con Hillary Clinton avrebbero mantenuto e assicurato un percorso omogeneo, particolarmente nel campo sanitario molto caro anche all’Unione Europea e di cui brevemente ci occuperemo qui.
Il Trattato Transatlantico è già stato infatti fortemente rivisto, solcando una rottura nei rapporti tra USA e UE. Il parere sfavorevole a continuare nel modus operandi fissato da Obama e in linea di prosecuzione con un’ipotetica Clinton, era già stato espresso dall’allora contendente alla Casa Bianca, che in campagna elettorale così ebbe a dire:
“Il TTIP, così come lo conosciamo, darebbe un colpo fatale all’industria americana. (…) L’ondata di mondializzazione ha annientato la classe media. La mondializzazione non deve necessariamente svolgersi in questo modo, possiamo raddrizzarci in poco tempo.”
Un accordo fra queste due potenze mondiali ingolosiva per la maggiore le industrie lobbistiche del farmaco, ben consapevoli che le palate di miliardi derivanti dalle “porcherie” vigenti in America avrebbero portato lo stesso raccolto anche in casa Europa, continuando a sperimentare nuovi farmaci – testati prevalentemente sull’uomo – senza alcun tipo di consenso informato e contando sulla collaborazione delle due forze.
Trump in questo ha sancito un freno, e soprattutto – ciò che davvero conta – ha voluto metterci personalmente il naso. Ancora durante la sua campagna elettorale non esitò ad esternare le proprie perplessità sul tema delle vaccinazioni che tanto hanno fatto discutere in America, specie dopo i casi legati al vaccino trivalente MPR, definendo le vaccinazioni come non sicure. Si badi bene che Trump non è niente affatto un osteggiatore del piano di vaccinazione, come qualcuno potrebbe temerariamente supporre, ma piuttosto ha stilato razionali conclusioni sulla metodologia con la quale vi sono sottoposti i bambini. Non si è mai dichiarato fermamente contrario, e questo lo specificò tramite Twitter il giorno 4 settembre 2014, a seguito di qualche polemica postuma alle dichiarazioni rilasciate alla CNN sul tema suddetto:
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Per questo appello, l’attuale Presidente rimarcò l’ipotesi di correlazione fra vaccini e autismo, egli avendo constatato, suo malgrado, che nel 1970 v’era un bambino autistico su 10.000, mentre oggi ve ne è 1 ogni 45.
Complottismo? Niente affatto, non si può credere sia il caso del repubblicano; constatazioni, constatazioni che non possono dare certezze – se vogliamo – su questa diffusa ipotesi, che però Trump fa assolutamente sua, se non altro per l’apporsi di quel ragionevole dubbio. Dubbio che spiega le mille incertezze legate a questa malattia misteriosa epperò, guarda caso, ci propone anche l’unica certezza che la scienza boriosa (prima affermando l’inspiegabilità causale di questo fulmineo fenomeno regressivo) ci garantisce: il programma vaccinale non ha alcuna interferenza, e la prova viene offerta da un pugno di studi condotti con i finanziamenti delle “onestissime” case farmaceutiche che i vaccini li producono, pensa un po’.
La linea corrisposta a Trump è quella scettica dunque, prevalentemente a favore di un dilazionamento nel tempo, deciso con libertà dai genitori.
La CNN tentò a questo proposito di mettere in cattiva luce Trump durante la campagna per il governo alla Casa Bianca, certo che questo tema avrebbe potuto scatenare le più violente reazioni anche all’interno del Partito Repubblicano; cosicché intervistarono il medico facente parte del medesimo partito, dottor Ben Carson, neurochirurgo, così come il Senatore Rand Paul, ma entrambi confermarono le tesi del candidato numero uno sul rischio della vaccinazione di massa in tempi strettissimi.
L’interesse onesto (e quindi insolito) per questa tematica, Donald Trump lo ha dimostrato in una recente scelta di collaborazione nella quale spicca il nome di Robert F. Kennedy jr., nipote di J.F. Kennedy. E ci si potrebbe chiedere: perché la scelta di un democratico? Robert F. Kennedy jr. è stato scelto dal Presidente per guidare la commissione – fortemente voluta – per “indagare sulla sicurezza dei vaccini” (come esplicitamente detto dall’inquilino della Casa Bianca), nella veste di noto attivista “NO-vax” quale è, le cui tesi si fondano sullo scandalo di corruzione massima ai CDC (Centers for Disease Control and Prevention) di Atlanta.
Fra i due si è tenuto un incontro di cui ha riportato qualche stralcio alla stampa Hope Hicks, portavoce di Trump:
“Il Presidente eletto ha apprezzato la discussione con Kennedy su un’ampia gamma di questioni. Apprezza le sue idee e i suoi pensieri e sta esplorando la possibilità di formare una commissione sull’autismo, che colpisce così tante famiglie. Al momento non è stata ancora presa una decisione definitiva.”
D’altronde queste convinzioni erano già state sostenute negli anni addietro, in particolare Mr Trump le formulò nel 2012 e nel 2014, aizzando già in quel frangente un bel numero di polemiche.
Certo è che questa connubiazione di trama politica abbia generato un notevole stupore, giacché non è cosa comune trovare un’amministrazione repubblicana che chiede aiuto ad un democratico di sangue. Eppure è un’enorme notizia, insabbiata dai pistoleri della mediaticità che si stracciano abiti e vesti ormai succinte, per il palese fatto che, specialmente in America, una commissione incaricata di indagare su una tale notizia sanitaria è scomoda, molto scomoda, specie se, come in questo caso, il sodalizio si basa sulla ricerca della verità dei fatti in merito a ciò che il Presidente repubblicano chiama “epidemia di autismo”.
Ed è proprio mentre scriviamo che giunge una notizia tutta italiana abbastanza recente, riguardante la morte di una bambina di tre anni, a Cremona, deceduta a causa di una meningitecontro la quale era stata vaccinata [1]. Risulta dalle indagini che la bambina fosse affetta da fragilità a carico dell’apparato neurologico (e già qui ci si potrebbe chiedere con quale scelleratezza i medici abbiano voluto sottoporla a vaccino profilassi) e avesse ricevuto le prime due dosi di vaccino antipneumococcico, uno di quelli raccomandati con la campagna ministeriale di Beatrice Lorenzin nella prima infanzia. La bambina non frequentava la scuola da diverse settimane per un veloce aggravarsi delle condizioni fisiche, motivo per cui, causa forza maggiore, furono sospese le successive dosi di vaccino a cui sarebbe stata sottoposta.
La meningite che ha strappato la vita a questa piccola bambina era la medesima che avrebbe dovuto essere evitata “grazie” al vaccino, ma purtroppo il tragico epilogo di questo episodio parla già da solo. L’ammissione che non esistite una copertura efficace contro la meningite è toccata pure al Dirigente del servizio di igiene e sanità pubblica dell’Ats, Sig.ra Anna Barchiesi:
 “A differenza di altri casi di meningite come la meningococcica C o B, di cui si sta parlando molto in questo periodo e per le quali è stata avviata una specifica campagna vaccinale, in questo caso il batterio è diverso e non determina necessità di eseguire profilassi. Ad esserne colpiti sono soprattutto bambini e anziani e l’evoluzione può essere grave in caso di presenza di altre patologie di base”.
Ripetiamo un passaggio nel caso in cui non fosse chiaro: “(…) il batterio è diverso e non determina necessità di eseguire profilassi”. Già, peccato che una bambina sottopostasi a profilassi contro la meningite – checché ne dicano i mescolatori delle carte già calate in tavola – è deceduta a causa di meningite pneumococcica. Eppure siamo certi che anche in questo caso le lobby farmaceutiche e il Ministero della Salute ne usciranno con le mani monde da ogni lordura e responsabilità, pronti a fagocitare ancora più in modo prorompente la campagna vaccinale anti-meningite, magari con qualche nuovo fenomeno da baraccone emergente.
Vi è invece chi cerca di far luce, come detto nel filo conduttore di questo scritto, e ancor più lanciando una sfida: è anche questa notizia recente, la quale vede Kennedy e l’attore Robert De Niro offrire un premio da 100.000 $ a chi dimostrerà che i vaccini non contengono mercurio e che dunque sono pure estremamente sicuri. Un appello lanciato in una conferenza stampa a tutti i giornalisti americani, estendibile ovviamente a chiunque [2].
La ragionevolezza della collaborazione fra Trump e Kennedy s’insinua proprio sulla scia d’onda che lavora per fare chiarezza, esula dalle divergenze di natura politica, poiché si fonda su vicissitudini di natura globale e non circoscritte ad una puerile lotta di partito. Questo un buon Presidente lo deve sapere e, nel caso di Donald Trump, si può dare atto di questa elegante preoccupazione.
Infine, sbaglierebbe chi pensasse che tali problemi riguardino solo l’America: la questione è quanto mai prossima anche all’Europa, all’Italia in particolare, perciò speriamo che con l’aiuto di  Mr Trump una ventata di cambiamento possa arrivare di riflesso anche a noi, nonostante l’aria sembri tirare in tutt’altra direzione.

 

Alessandro Corsini e Cristiano Lugli

 

Articolo previamente apparso qui.

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Chiesta la pena di morte per la madre accusata per i due gemelli deceduti 8 giorni dopo la vaccinazione

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.

I pubblici ministeri dell’Idaho chiedono la pena di morte per Andrea Shaw, accusata di aver ucciso i suoi due gemelli piccoli otto giorni dopo che avevano ricevuto le vaccinazioni di routine. La Shaw nega le accuse. In base a una legge entrata in vigore nel luglio 2026, la fucilazione è il principale metodo di esecuzione in Idaho. L’avvocato di Shaw, Joseph Filicetti, ha definito «oltraggiosa» la richiesta della pena di morte da parte dell’accusa.

 

I pubblici ministeri dell’Idaho chiederanno la pena di morte per Andrea Shaw , una giovane madre accusata di aver ucciso i suoi due gemelli piccoli, alzando drasticamente la posta in gioco in un caso penale che ha attirato l’attenzione nazionale.

 

In un avviso depositato alla fine della scorsa settimana presso il Tribunale del Terzo Distretto Giudiziario dell’Idaho, il vice procuratore della contea di Payette, Ryon Sirucek, ha identificato quattro circostanze aggravanti previste dalla legge che i pubblici ministeri intendono utilizzare per giustificare la pena capitale qualora Shaw venisse condannata per omicidio di primo grado.

 

In base a una legge entrata in vigore nel luglio 2026, la fucilazione è il principale metodo di esecuzione nello stato dell’Idaho. La legge è stata emanata in seguito a un tentativo fallito, avvenuto nel 2024, di giustiziare un uomo di 73 anni tramite iniezione letale.

 

I pubblici ministeri devono dimostrare almeno una circostanza aggravante prevista dalla legge prima che Shaw possa essere considerata passibile della pena di morte. In caso di condanna, sarà una giuria a stabilire se tali circostanze sussistano.

Secondo quanto riportato nel documento, i pubblici ministeri hanno individuato quattro circostanze aggravanti: che Shaw avrebbe commesso due omicidi contemporaneamente; che gli omicidi sarebbero stati «particolarmente efferati, atroci o crudeli, manifestando una depravazione eccezionale»; che avrebbe mostrato «un totale disprezzo per la vita umana»; e che la sua condotta dimostra una propensione a commettere omicidi che la renderebbe una minaccia continua per la società.

 

La Shaw è stata incriminata da un gran giurì e arrestata il 30 giugno con l’accusa di aver soffocato deliberatamente i suoi gemelli, deceduti il ​​1° maggio 2025. I pubblici ministeri sostengono che Shaw abbia ucciso i bambini mentre dormivano nello stesso letto. Il suo processo inizierà l’11 gennaio 2027.

 

La Shaw, che si è dichiarata non colpevole, ha sempre negato le accuse. Ha ipotizzato che la morte dei suoi gemelli possa essere stata causata dai vaccini ricevuti durante una visita medica di routine poco più di una settimana prima del decesso.

 

Secondo i documenti depositati in tribunale dalla sua difesa, la Shaw portò i gemelli al pronto soccorso il 24 aprile 2025, il giorno dopo aver ricevuto le vaccinazioni di routine, perché erano letargici e avevano le labbra blu.

 

Secondo quanto riportato nel documento, il medico del pronto soccorso che ha curato i bambini ha diagnosticato loro una «reazione post-vaccinazione».

 

I bambini rimasero malati nei giorni precedenti la loro morte e la Shaw chiese ripetutamente un consulto medico.

 

Né la polizia né la procura hanno reso pubbliche le prove che, a loro avviso, supportano l’affermazione secondo cui la Shaw avrebbe ucciso deliberatamente i suoi figli piccoli. L’atto d’accusa del gran giurì è secretato e non accessibile al pubblico, e i referti del medico legale non sono stati resi pubblici.

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La cauzione di Shaw era stata inizialmente fissata a 2 milioni di dollari. Un giudice distrettuale della contea di Payette, in Idaho, ha successivamente revocato la cauzione, che è a discrezione del giudice nei casi di pena capitale.

 

Commentando le affermazioni dell’accusa, Mary Holland, CEO di Children’s Health Defense (CHD), ha dichiarato:

 

«Non ci sono elementi di cui siamo a conoscenza che suggeriscano che lei rappresenti una minaccia per la società, né riteniamo che vi siano prove a sostegno dell’accusa di aver ucciso i suoi figli, come lei stessa ha affermato. Siamo fermamente convinti della sua innocenza».

 

L’avvocato di Shaw, Joseph Filicetti, ha definito «oltraggiosa» l’intenzione dell’accusa di chiedere la pena di morte. Ha dichiarato a The Defender: «Non c’è alcuna possibilità che una giuria giunga a una conclusione in questo caso al di là di ogni ragionevole dubbio, quindi non credo che [la pena di morte] verrà nemmeno presa in considerazione».

 

Nel frattempo, Rick Jaffe, consulente esterno di CHD, si è unito la scorsa settimana al team di difesa legale di Shaw in qualità di co-difensore.

 

Jaffe è l’avvocato principale di una causa intentata da CHD all’inizio di quest’anno, in cui si accusa l’American Academy of Pediatrics (AAP) di aver gestito per decenni un sistema di frode ai danni delle famiglie americane in merito alla sicurezza del calendario vaccinale infantile.

 

La Shaw è il principale querelante nella causa intentata da CHD contro l’AAP.

 

Brenda Baletti

Ph.D.

 

© 19 ottobre 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

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«Propaganda ingannevole»: scienziata afferma che il vaccino contro l’HPV non previene il cancro

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.   La scienziata specializzata in vaccini Lucija Tomljenović, Ph.D., ha dichiarato a Mary Holland, CEO di Children’s Health Defense, che Gardasil non offre una protezione significativa al di là dei regolari screening per il cancro cervicale e che i suoi rischi «superano nettamente» i benefici. Ha inoltre messo in dubbio le prove che suggeriscono che il vaccino prevenga il cancro cervicale e ha sollevato preoccupazioni sui possibili legami con la POTS, la sindrome da stanchezza cronica e altre patologie.   Il vaccino Gardasil non offre una protezione significativa al di là dei regolari screening per il cancro cervicale e i suoi rischi «superano nettamente» i benefici, ha dichiarato questa settimana a Mary Holland, CEO di Children’s Health Defense (CHD) , la scienziata specializzata in vaccini Lucija Tomljenović, Ph.D. , durante la trasmissione CHD.TV.   Tomljenović ha affermato che Gardasil, l’unico vaccino contro il papillomavirus umano (HPV) attualmente disponibile negli Stati Uniti, non previene il cancro cervicale, ma lo screening di routine per il cancro cervicale previene i decessi.   Anche se il vaccino offrisse una certa protezione contro il cancro, ha affermato, non è stato dimostrato che migliori i risultati ottenuti dai programmi di screening.   «È solo uno scenario di fantasia», ha detto Tomljenović riguardo all’idea che Gardasil offra benefici reali.   Ciononostante, i funzionari sanitari statunitensi continuano a raccomandare la vaccinazione contro l’HPV, nonostante le crescenti revisioni sulla sicurezza che alimentano il dibattito sul vaccino.   Merck, l’azienda produttrice di Gardasil, ha recentemente accettato di pagare 50 milioni di dollari per risolvere oltre 200 cause legali relative a presunti danni causati dal vaccino. L’azienda sta inoltre sviluppando un vaccino sperimentale contro l’HPV, progettato per colpire ulteriori ceppi virali ad alto rischio.   Tomljenović, che ha prestato servizio come perito nel contenzioso relativo al Gardasil , ha affermato che gli ultimi sviluppi hanno fatto ben poco per risolvere le preoccupazioni di lunga data.   «È sempre la solita storia, che viene solo ribadita», ha detto. «Il problema principale del Gardasil è che non è efficace come affermato, né sicuro».   Holland ha condiviso le sue preoccupazioni. «Fino all’arrivo sul mercato dei vaccini contro il COVID, il vaccino contro l’HPV era di gran lunga il più pericoloso», ha affermato.

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«Tutta questa propaganda fa semplicemente schifo»

Gardasil agisce su sette dei 14 tipi di HPV classificati ad alto rischio di cancro.   Tuttavia, «i dati degli studi clinici, e persino quelli epidemiologici, non dimostrano che prevenga effettivamente il cancro cervicale», ha affermato Tomljenović.   Anche se il vaccino offrisse una certa protezione contro il rischio di cancro, «la domanda chiave è: può migliorare quanto già ottenuto con i programmi di screening regolari?», ha chiesto. «La risposta è no».   Tomljenović ha indicato diverse ragioni per cui il vaccino non è vantaggioso per le donne che si sottopongono già a screening di routine:  
  • Copertura limitata : Gardasil non è efficace contro tutti i tipi di HPV ad alto rischio associati al cancro cervicale.
  • Nessun trattamento per la malattia già in atto : il vaccino non può curare un’infezione da HPV già presente, lesioni precancerose o il cancro.
  • Nessuna protezione contro i tumori HPV-negativi : il vaccino non può prevenire i tumori della cervice uterina, dell’ano, del pene o della vulva che non sono correlati all’HPV.
  • Preoccupazioni sull’uso dei contraccettivi : Tomljenović ha citato una ricerca che suggerisce che la vaccinazione contro l’HPV potrebbe aumentare il rischio di cancro cervicale nelle donne che assumono contraccettivi orali a lungo termine.
  I Pap test di routine rilevano le alterazioni delle cellule cervicali che possono essere monitorate o trattate prima che si trasformino in cancro. Lo screening e le visite ginecologiche regolari hanno contribuito a mantenere bassa la mortalità per cancro cervicale nei paesi sviluppati, ha affermato Tomljenović. Ha citato un tasso di mortalità annuale negli Stati Uniti di circa due decessi ogni 100.000 donne.   Tomljenović sostenne che, affinché la vaccinazione eliminasse tali decessi, Gardasil avrebbe dovuto proteggere da tutti i tumori rilevanti, compresi quelli non causati dall’HPV.   «Non c’è bisogno di essere uno scienziato con un dottorato di ricerca per capire che tutta questa propaganda è semplicemente disgustosa», ha detto.

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Holland: Merck «aveva i dati» da analizzare, ma «ha scelto di non farlo»

Durante il contenzioso relativo al Gardasil, Tomljenović ha affermato di aver analizzato le segnalazioni di eventi avversi e di aver identificato segnali di sicurezza significativi per patologie quali la sindrome da tachicardia ortostatica posturale (POTS), un disturbo che colpisce il sistema nervoso autonomo, e la sindrome da stanchezza cronica.   Ha affermato che gli esperti di farmacovigilanza della Merck, specialisti che monitorano e analizzano i potenziali problemi di sicurezza di farmaci e vaccini, hanno confermato alcuni di questi segnali.   «Avevano dei dati che hanno analizzato e che mostravano segnali estremamente significativi di segnalazioni sproporzionate per patologie come la POTS, la sindrome da stanchezza cronica e una serie di altre condizioni», ha affermato Tomljenović. «Ma, sapete, queste cose non vengono rese pubbliche. È solo grazie a questa azione legale che siamo riusciti a ottenere questi dati».   Holland ha messo in dubbio che i produttori di vaccini e le agenzie sanitarie abbiano indagato a sufficienza su tali segnali, paragonando la situazione al monitoraggio della sicurezza del vaccino contro il COVID-19.   «La loro farmacovigilanza… era discutibile», ha affermato. «Proprio come abbiamo visto durante la pandemia di COVID, avevano a disposizione dati che avrebbero potuto analizzare, ma hanno scelto di non farlo».   Tomljenović ha affermato che altri effetti collaterali segnalati associati al Gardasil includono artrite, lupus e altre malattie autoimmuni, sclerosi multipla e problemi ginecologici, tra cui disturbi mestruali e infertilità.   «Questi sono anche gli eventi avversi che osserviamo con i vaccini contro il COVID», ha affermato.   Ha fatto notare che le persone con COVID lungo possono manifestare sintomi simili alla sindrome da stanchezza cronica e alla POTS. «Quindi, ancora una volta, si tratta di reazioni avverse simili a quelle che osserviamo con Gardasil».

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«Le adolescenti non muoiono di cancro cervicale»

Tomljenović ha criticato l’ordine esecutivo del 10 agosto del presidente Donald Trump che ha rivisto le raccomandazioni federali sui vaccini infantili . Sebbene le modifiche abbiano ridotto il numero di vaccini raccomandati di routine, la vaccinazione contro l’HPV è rimasta nell’elenco.   Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti ha invitato il pubblico a presentare osservazioni sulle raccomandazioni riviste. Tomljenović ha affermato che lei e altri critici hanno presentato obiezioni al mantenimento della vaccinazione contro l’HPV come raccomandazione di routine.   «I rischi superano chiaramente i benefici», ha affermato. «Le adolescenti non muoiono di cancro cervicale… Ma ci sono stati diversi casi di adolescenti decedute a seguito della vaccinazione contro l’HPV».   Tomljenović ha citato il caso di Christina Tarsell, morta nel 2008 dopo aver ricevuto il vaccino Gardasil. La famiglia di Tarsell ha ricevuto un risarcimento tramite il Programma nazionale di risarcimento per danni da vaccino.   Nel frattempo, Merck sta testando un vaccino sperimentale, V540B, progettato per estendere la copertura ad altri tipi di HPV ad alto rischio.   Tomljenović ha promesso di continuare a contestare l’uso del vaccino. «Il mio motto è che si perde solo quando ci si arrende», ha affermato. «Io non mi arrendo».   Jill Erzen   © 15 ottobre, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.   Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

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Vaccinazione, il video in cui il futuro papa Leone parlava di «atto d’amore»

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Il futuro Papa Leone XIV incoraggiò la vaccinazione contro il COVID-19 come un «atto d’amore» in un video del 2021 recentemente riscoperto, nonostante i gravi problemi morali legati all’uso di cellule fetali abortite nei vaccini e i dubbi, poi confermati, sulla loro efficacia. Lo riporta LifeSite.

 

Nel filmato, archiviato sul sito web Un Católico Perplejo, l’allora vescovo Robert Prevost di Chiclayo, in Perù, affermò di voler «incoraggiare tutti a partecipare alle campagne di vaccinazione in corso in diverse parti della regione», secondo una traduzione in inglese delle sue dichiarazioni.

 

«Impegnatevi al massimo. È molto importante che tutti noi facciamo questo sforzo per vaccinarci. È qualcosa che aiuta noi stessi ed è anche un servizio agli altri, perché solo così potremo abbassare il tasso di contagio, proteggendoci da quella terza ondata che è già stata preannunciata», ha detto il futuro capo della Chiesa cattolica, ribadendo poi le parole del defunto Papa Francesco che definiva la vaccinazione contro il COVID un «atto d’amore».

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Molti all’epoca hanno rilevato che la retorica dell’«atto d’amore» lanciata da Bergoglio si scontrasse con l’obbligo: un «atto d’amore» forzato è di fatto un eufemismo per lo stupro.

 

Come noto, gli oppositori cattolici e non ai vaccini contro il COVID hanno sollevato obiezioni etiche all’assunzione dei vaccini, basate sulle modalità con cui sono stati sviluppati.

 

Secondo un’analisi dettagliata condotta dal Charlotte Lozier Institute, un’organizzazione pro-vita, Pfizer, Moderna e Johnson & Johnson hanno tutte utilizzato cellule fetali derivate da feti abortiti durante la fase di sperimentazione dei loro vaccini anti-COVID; Johnson & Johnson ha inoltre utilizzato queste cellule anche nelle fasi di progettazione, sviluppo e produzione.

 

Come ripetuto negli anni da Renovatio 21, la questione delle linee cellulari da aborto – usate dalla biomedicina non solo per i vaccini – è un fatto incontrovertibile, è sanitariamente pericoloso.

 

La rivista Science dell’American Association for the Advancement of Science e persino il sito di «fact-checking» di sinistra Snopes hanno ammesso il legame tra i vaccini e l’aborto, il che suscita in molti una forte avversione morale nei confronti di queste aziende.

 

Nonostante queste convinzioni, per le quali diversi cattolici fedeli hanno perso il lavoro, Leone continua nella tradizione di Francesco, che ha invitato in Vaticano l’ex responsabile COVID della Casa Bianca, Anthony Fauci, caduto in disgrazia, per promuovere i vaccini. Prima di assumere il pontificato, Leone avrebbe imposto la ricezione della Comunione sulla mano durante la pandemia e la Confessione per telefono, pratica invalida e sacrilega.

 

Da papa, Leone ha inoltre promosso altri vescovi che si sono schierati a favore dei vaccini anti-COVID, e punito severamente quanti vi si erano opposti: è il caso, lampante, di monsignor Joseph Strickland, strenuo nemico della vaccinazione con cellule di aborto, che è stato rimosso ex abrupto nel 2023 dalla sua diocesi di Tyler, Texas, dal dicastero per i Vescovi, di cui allora era prefetto Robert Prevost.

 

Come riportato da Renovatio 21, Leone in seguito ha promosso a vescovo il vicario don John Gomez, definito come il «giuda di Strickland».

 

 

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