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L’ombra di Veronesi incombe sul Cattolicesimo?

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Il ferro va battuto finché è caldo dicono, e questo risulta quanto mai vero, poiché una volta raffreddatosi diventa difficilissimo raddrizzarlo.

 

Questo cappello è utile per introdurre le due righe che seguiranno, e che mai avrei pensato di dover scrivere per parlare dello spettro di Umberto Veronesi, il “luminare” che, a quanto pare, miete ancora vittime nel comun pensiero. Niente di nuovo: si sa di quanto il suo degradato scientismo, ovvero quella pseudo-religione che con presuntuosa ed adamantina certezza presume che la sola scienza e la sola tecnica siano i due veicoli fondamentali a cui consacrarsi per vivere felici, non esistendo altra realtà se non quella caduca e percepibile ai nostri sensi, abbia nel suo complesso devastato anche il solo buonsenso umano, creando voragini ormai insanabili, o almeno non con umana forza.

 

Certo è che l’insolita premura di dover spiegare queste cose ai cattolici, e per lo più di stampo tradizionalista, lascia assai perplessi: esiste la possibilità che il pensiero integralmente cattolico tolleri l’aura di Umberto Veronesi e della cricca che si porta appresso, continuando a svolgere onori di cattedra attraverso le sue fondazioni? Ebbene sì, esiste, con tanto di ragione al vecchio Sherlock Holmes il quale asseriva che “nulla è più imprevedibile dell’ovvio”.
Tracciare l’idea del Veronesi è quanto mai superfluo, esulando dai limiti della sopportazione che comporterebbe un riepilogo della sua vita ma, per intenderci, che potremmo riassumere con parole sue:
Da quando Dio uscì dal mio orizzonte la mia vita si è indirizzata ad obiettivi etici diversi. Io dico sempre ai miei figli: ‘Abbandoniamo la famosa triade Dio, patria e famiglia, e sostituiamola con valori etici nuovi che sono libertà, solidarietà e tolleranza’. […] Dimentichiamoci della patria, dimentichiamoci di Dio, ma pensiamo all’uomo”.
 
Questo può bastare ed avanzare per essere in grado, ora, di affacciarsi al problema principale della questione.

 

Una certa fetta del mondo cattolico, dicevamo, tenta di compiere un’opera quanto mai pericolosa, in grado di insediare un pensiero totalmente erroneo e privo di connessione con la realtà effettiva delle cose; non sono pochi, infatti, coloro che vedono nella moderna medicina qualcosa di assolutamente “per bene”, perché in grado di garantire miglior salute all’uomo ottimizzando le proprie condizioni di vita.Questo è certamente vero ed innegabile,  a patto che non si cada nel tranello di ciò che è la presunta infallibilità della scienza e della ricerca, sostituendo questa oasi di miracolistica scientifica a ciò che invece – la salute soprattutto – dipende dalla volontà che Dio dispone per ciascuno, a seconda anche del libero arbitrio positivo che ogni essere umano eserciterà su se stesso.

 

Sarebbe inopportuno, poi, dimenticare ciò che nel Vangelo è scritto circa i “falsi profeti che avranno da venire”, e che nel nostro tempo odierno pullulano in ogni dove: Gesù parla di questi “falsi profeti” come individui assolutamente colmi di intellighenzia, capaci di scimmiottare persino la Divinità di Dio  sostituendola con il culto dell’uomo, operando nel medesimo tempo numerosi “miracoli”, i quali potrebbero essere definiti senza remore veri e propri “miracoli al contrario”. I patti col diavolo non sono favole, esistono e una gran parte di personaggi pubblici – in passato e pure al presente – ha dichiarato di averli fatti, vendendo l’anima in cambio di successo, fama, salute, scoperte e qualsivoglia attrazione personale.
Come prima cosa bisogna perciò fare attenzione a pensare la scienza, specie moderna, come qualcosa di assolutamente benevolo e correlato alla tutela che Dio ha verso l’uomo: Satana è astuto e si camuffa abilmente sotto ogni vestigia.

 

Pure questo discorso evidentemente funge da preambolo, per lasciare spazio a specifiche osservazioni su Umberto Veronesi, nonché alla visione che un buon cattolico deve avere di lui e di tutto il suo operato, checché ne dica il mondo laicista e radical-chic.
Parlando di rischi abbiamo menzionato quelli corrisposti alla medicina moderna, ma parlando del “luminare” dell’oncologia i dettagli aumentano, e questo non tanto per l’ammissione che si deve fare della cultura di morte che lui ha praticato e coltivato per tutta la vita, quanto invece per l’impossibilità di scindere questo suo assiduo e costante praticantato dalla professione e promulgazione pubblica che lui ne ha fatto. Questo per dire che non può esistere un Veronesi Medico – pubblico – ed un Veronesi uomo – privato -, giacché ciò che di buono o cattivo ha svolto lo ha fatto rendendolo noto ed appetibile in foro esterno.

 

Veronesi ha curato tante persone con la sua ricerca, così come ne ha fatte morire tante altre – molte di più – diffondendo la pratica abortista, sostenendo l’eutanasia, la fecondazione c.d. “assistita” (ossia la squallida fecondazione in vitro) e tutte le altre porcate di cui si conosce l’entità. Qual è il prezzo da pagare per queste scoperte scientifiche? Così agisce il Demonio, garantendo fama e successo in cambio di Male, della diffusione del Male e della morte, come l’opera-Veronesi ha impeccabilmente costituito. 
Un certo pensiero cattolico però cosa dice? Dice che aldilà di tutto Veronesi, con la sua squadra e la sua Fondazione ha permesso di guarire persone care, e questo sarebbe sufficiente a farne un “luminare” – repetita iuvant – della scienza, infallibile per i risultati ottenuti con le persone a cui vogliamo bene: e qui entriamo nell’errore degli errori, il quale sostituisce l’istinto alla retta ragione.

 

Punto primo: il fatto che un tumore possa essere stato guarito da un certo tipo di cura chemioterapica non fa di questa pratica un’assoluta certezza, essa funzionando diversamente e con diverse misure e risultati a seconda del caso e del soggetto.
Punto secondo: i parenti di coloro che non avessero avuto la “buona sorte” di guarire sotto il Veronesi-team potrebbero rivoltare allora il discorso, definendo lui e la sua coda di adepti come degli incompetenti, per il principio solito che se si comincia con le illazioni personali ogni conclusione è relativa al caso specifico.
Terzo punto, il peggiore: si abbandona la recta ratio per lasciare campo al più fallace personalismo, per il quale io attribuisco onori ad una persona che ha compiuto una caterva di errori (o meglio sarebbe dire orrori) solo perché ha guarito le persone a me più care. Questo genere di personalismo impernia i propri prodromi nella mentalità moderna prima ancora che in quella modernista, abbandonando la connessione reale delle cose per un vago sentimentalismo del caso, secondo cui il bene fatto ad un mio prossimo trascende il male procurato ad una collettività intera, avvelenando la società di un putrido ed irreversibile veleno scientista, che relega Dio per esaltare l’uomo.

 

Secondo questo gravissimo dispotismo moderno, di cui il Veronesi fu certamente instancabile collaboratore, la zizzania rischia di crescere copiosa anche nelle membra del Cattolicesimo, a quanto pare.
Va detto infatti che un ulteriore pericolo a cui già poc’anzi si è fatto riferimento, è quello secondo il quale ci sia libertà di scindere le due facoltà principali della persona di cui stiamo qui parlando, ciò risultando assurdo oltre che illogico, visto che la persona di Veronesi ha operato nel Veronesi medico per tutta la vita, a meno che non si voglia ricorrere ad un’etica totalmente idealista delle cose. L’oncologo non ha fatto delle sue idee qualcosa di privato e circoscritto a sue ricerche private, ma ha tutto sentenziato in foro esterno pubblicamente, esaltando il vizio e denigrando la virtù, esaltando l’omicidio e la sodomia così da porre un pubblico scandalo, degno di guadagnarsi ciò che, in tempi certamente più cristiani, sarebbe giustamente toccato a lui ed ai suoi prodi sostenitori.

 

Non c’è perciò spazio per le note di merito ad un tale modello, e questo per il buon cattolico deve risultare come ABC. Se una causa grave è riuscita ad ottenere un effetto migliorativo tramite una cura di Veronesi questo non offre il diritto di sbandierarlo, e di fare di un risultato buono (Deo gratias e non Veronesi gratias) una virtù con la quale esaltare il “luminare” della morte e del suicidio dell’etica. Che poi ancor più, un oncologo infarcito di diavolesche idee, debba esser preso in riferimento a tutti gli altri settori della medicina è altrettanto ridicolo, e questo è un altrettanto rischio che incorre nel mondo laicista, sicuramente, ma anche nel mondo cattolico.
Il Nostro era pure accanito sostenitore dei vaccini, sponsorizzati a squillo di tromba dalla Fondazione sua: e come stupirsi? Eppure ci sono prove ben precise che qualche vaccino abbia causato persino tumori che il suddetto curava a suon di scienza e ricerca, ma di questo nessuno parla, ed è ricompensato l’insabbiamento hic et nunc.

 

Per concludere, è curioso notare come spesso basti poco a rendere testimonianza della fragilità di un retto Cattolicesimo, richiesto ad ogni buon cattolico senza distinzione. Si parla e si disputa di Massoneria all’interno della Chiesa, di complottismi neri all’interno delle mura vaticane; di lobby, di cricche, di mondialismo… e poi appena il presupposto coinvolge una qualsivoglia esperienza personale, una convinzione resa in auge attraverso il personalismo più assoluto, tutto diventa rose e fiori, chiaroscienza ineluttabile.
Così avviene nel magico mondo del Veronesi-pensiero, che nonostante le collusioni con una visione del mondo atea e fermamente anti-cattolica, produrrebbe florilegi di medicina e di humanitas. Idem per coloro che si occupano della nostra “salute”, tutti santini da ringraziare per averci risparmiato l’influenza e il raffreddore. Chi se ne importa poi se vanno all’Inferno perché tutti approvatori di una legge sodomita, l’importante è che sia gente fidata, e che mi garantisca di morire bello, alto e magari pure sano. Al diavolo lo scandalo, quello non conta nulla e non ammorba.

 

Eppure, in mezzo a tutto questo ciarpame, tuona ponderosa come non mai l’ammonizione dell’Angelico Dottore, puntuale e retto, debellatore delle mezze verità le quali, in fondo, non sono altro che vere e proprie bugie: “Bonum ex integra causa, malum ex quocumque defectu” (Summa Theologica, I-II, q. 71, a. 5, ad 2; II-II, q. 79, a. 3, ad 4).

 

Cristiano Lugli

 

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Elon Musk ha subito danni dal vaccino COVID. Ex dirigente Pfizer ammette: il siero potrebbe aver ucciso migliaia di persone

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

In un post su X diventato virale domenica, Elon Musk ha affermato di essersi sentito «come se stessi morendo» e di essere quasi finito in ospedale dopo aver ricevuto la sua seconda dose di vaccino contro il COVID-19. Musk rispondeva a un post su X in cui si affermava che il dottor Helmut Sterz, ex tossicologo capo di Pfizer, aveva ammesso durante un’inchiesta tedesca sul COVID-19 che circa 60.000 tedeschi erano morti a causa del vaccino anti-COVID-19 di Pfizer.

 

In un post su X diventato virale domenica, Elon Musk ha affermato di essersi sentito «come se stesse morendo» e di essere quasi finito in ospedale dopo aver ricevuto la sua seconda dose di vaccino contro il COVID-19.

 

Musk stava rispondendo a un post su X in cui si affermava che il dottor Helmut Sterz, ex capo tossicologo di Pfizer, aveva ammesso il mese scorso durante un’inchiesta tedesca sul COVID-19 che circa 60.000 persone erano morte in Germania a causa del vaccino a mRNA contro il COVID-19 di Pfizer, Comirnaty.

 

 

Secondo Sterz, il Paul Ehrlich Institute, l’istituto tedesco di ricerca e regolamentazione per i vaccini e i farmaci biomedici, ha ricevuto 2.133 segnalazioni di decessi in seguito alla somministrazione del vaccino anti-COVID-19 della Pfizer.

 

Ha affermato: «È probabile che queste segnalazioni spontanee includano un numero elevato di casi non denunciati a causa della sottostima dei contagi. Il numero reale è quindi molto più alto».

 

«Negli Stati Uniti si presume che vi sia un fattore di sottostima pari a 30, per il quale i casi registrati dovrebbero essere moltiplicati. Per la Germania, ciò corrisponderebbe a 60.000 decessi dovuti al vaccino», ha affermato Sterz.

 

Sterz ha riferito ai commissari tedeschi che il rapporto post-marketing della Pfizer menzionava 1.200 decessi sospetti entro soli due mesi dall’approvazione del vaccino.

 

«A quel punto, Comirnaty avrebbe dovuto essere ritirata dal mercato», ha affermato Sterz.

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Pfizer ha saltato importanti studi sulla sicurezza a causa di «vincoli di tempo»

Sterz ha inoltre testimoniato che, «a causa di vincoli di tempo», Pfizer non ha effettuato controlli di sicurezza fondamentali sul suo vaccino contro il COVID-19 prima di distribuirlo al pubblico. Ad esempio, l’azienda produttrice del vaccino ha omesso gli studi di cancerogenicità che avrebbero esaminato se le iniezioni avessero proprietà cancerogene.

 

La Pfizer non ha inoltre effettuato studi sull’impatto del vaccino sulla gravidanza.

 

Sterz ha chiesto una nuova revisione scientifica indipendente sugli effetti a lungo termine dei vaccini contro il COVID-19. «Abbiamo bisogno di studi di sicurezza indipendenti e approfonditi per capire cosa sia realmente successo. Senza piena trasparenza, le persone non si fideranno delle conclusioni», ha affermato, secondo quanto riportato da GB News.

 

Ha affermato che l’elevato numero di effetti collaterali negativi associati ai vaccini giustifica la sospensione della loro somministrazione, così come di quella di altri vaccini che utilizzano una tecnologia simile, fino a quando studi indipendenti non ne dimostreranno la sicurezza.

 

Definirlo profondamente inquietante è riduttivo

Molti tedeschi che hanno subito danni a causa del vaccino contro il COVID-19 hanno difficoltà a ottenere un risarcimento per il dolore e la sofferenza subiti in tribunale, perché i tribunali sostengono che il vaccino Pfizer contro il COVID-19 abbia un rapporto rischio-beneficio positivo, secondo quanto affermato da un commissario che ha posto delle domande durante l’inchiesta.

 

Il commissario ha chiesto a Sterz se i benefici del vaccino anti-COVID-19 della Pfizer sembrino superare i rischi.

 

Sterz ha detto di no. Secondo Sterz, il matematico Robert Rockenfeller, Ph.D., dell’Università di Coblenza, stima che esistano 25 gravi effetti collaterali del vaccino anti-COVID-19 della Pfizer per un singolo caso grave di infezione da COVID-19 che il vaccino avrebbe presumibilmente prevenuto.

 

Commentando la testimonianza di Sterz, il dottor Aseem Malhotra, un eminente cardiologo britannico e attivista per la salute pubblica, ha scritto su X: «definirla profondamente inquietante è riduttivo».

 

Il dottor Ryan Cole, responsabile degli affari medici e scientifici dell’Independent Medical Alliance, una coalizione nazionale che rappresenta oltre 12.000 medici e clinici indipendenti, si è chiesto perché i vaccini contro il COVID-19 siano ancora in commercio.

 

 

Peter Imanuelsen , giornalista e commentatore politico svedese, ha scritto su X che le dichiarazioni di Sterz dovrebbero essere in prima pagina ovunque.

 

Tra i commenti di Musk diventati virali c’era anche una ripubblicazione del post di Imanuelsen.

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Oltre 39.000 decessi a seguito della vaccinazione anti-COVID sono stati segnalati al VAERS

Secondo OpenVAERS, al 27 febbraio erano stati segnalati al VAERS (Vaccine Adverse Event Reporting System) 39.050 decessi successivi alla vaccinazione contro il COVID-19. Di questi, 24.586 decessi erano correlati al vaccino anti-COVID-19 di Pfizer.

 

Il numero reale di decessi successivi alla vaccinazione contro il COVID-19 è probabilmente molto più elevato, dato che un rapporto di Harvard del 2011 ha rilevato che meno dell’1% di tutti gli eventi avversi è stato segnalato al VAERS.

 

Secondo documenti interni ottenuti il ​​mese scorso dal senatore Ron Johnson (repubblicano del Wisconsin) e analizzati dagli scienziati di Children’s Health Defense, i funzionari sanitari federali sapevano che lo strumento statistico su cui facevano affidamento per individuare segnali di sicurezza relativi alla vaccinazione contro il COVID -19 nel database VAERS era «per lo più inutile».

 

L’11 marzo, la Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha lanciato un nuovo sistema di tracciamento degli effetti collaterali dei vaccini che, secondo l’agenzia, aumenterà l’efficienza e la trasparenza.

 

Il sistema di monitoraggio degli eventi avversi (Adverse Event Monitoring System , ASM), che unifica i sistemi di segnalazione degli eventi avversi precedentemente separati della FDA per farmaci, vaccini e altri prodotti, mira a fornire per la prima volta al pubblico dati in tempo reale. Tuttavia, alcuni critici hanno dichiarato a The Defender che il nuovo database fa ben poco per risolvere i problemi di lunga data relativi al follow-up e alla verifica delle segnalazioni di eventi avversi da parte del governo federale.

 

 

 

Suzanne Burdick

Ph.D.

 

© 13 aprile 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

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Esperti pro-vaccino: «stiamo perdendo la battaglia delle pubbliche relazioni e della comunicazione»

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.   Secondo i partecipanti a un webinar moderato da Chelsea Clinton e organizzato da Unity Consortium, un gruppo di aziende farmaceutiche e organizzazioni pro-vaccinazione, l’industria medica sta perdendo il controllo della narrativa sui vaccini. I relatori hanno puntato il dito contro Children’s Health Defense per il suo ruolo nel far sì che un numero crescente di genitori metta in discussione la narrativa dell’establishment medico secondo cui i vaccini sono «sicuri ed efficaci».   Secondo i partecipanti a un webinar moderato da Chelsea Clinton e organizzato da Unity Consortium, un gruppo composto da aziende farmaceutiche e organizzazioni pro-vaccinazione, l’industria medica sta perdendo il controllo della narrativa sui vaccini.   Le case produttrici di vaccini GSK, Merck e Sanofi, insieme alle piattaforme tecnologiche Reddit e Snapchat e al colosso dei media in lingua spagnola Televisa Univision, hanno sponsorizzato l’evento di mercoledì dal titolo: «Chi influenza le scelte sanitarie dei giovani? Le nuove conversazioni sui vaccini».   Unity Consortium annovera tra i suoi membri Pfizer, Merck, GSK e Sanofi. Il dottor Paul Offit, inventore del vaccino , è membro del suo consiglio di amministrazione.

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Durante la conversazione, durata un’ora, Clinton e i relatori hanno criticato il crescente numero di genitori e adolescenti che iniziano a mettere in discussione la sicurezza dei vaccini. Hanno attribuito questa tendenza al maggiore accesso a quella che hanno definito «disinformazione» online e a organizzazioni come Children’s Health Defense (CHD).   «La differenza oggi… è che le persone hanno accesso a molte più informazioni», ha affermato la dottoressa Margot Savoy , responsabile medico dell’American Academy of Family Physicians. «Ciò che mi preoccupa è che, sempre più spesso, ci stiamo addentrando in questa strana situazione in cui le persone si sentono un po’ più polarizzate».   Jessica Steier, fondatrice e CEO di Unbiased Science e autrice di «The Playbook Used to “Prove” Vaccines Cause Autism» («Il manuale usato per “dimostrare“che i vaccini causano l’autismo»), ha affermato che le voci a favore dei vaccini stanno «perdendo la battaglia delle pubbliche relazioni e della comunicazione».   Elisabeth Marnik, Ph.D., direttrice esecutiva di The Evidence Collective e autrice di «Sono cresciuta senza vaccinarmi. Ora sono un’immunologa», ha affermato che la diffusione e l’accesso pubblico a tali informazioni rappresentano «uno degli aspetti più difficili dei social media☼.   «Più una persona vede circolare queste false affermazioni, più è probabile che inizi a mettere in discussione la propria comprensione. E questo è uno dei pericoli dei social media», ha affermato Marnik. Ha aggiunto che le decisioni dei genitori di non vaccinare i propri figli sono «il prodotto di questo ecosistema informativo».   Clinton ha suggerito che l’ecosistema agisce come un ostacolo al mantenimento della fiducia nella professione medica e nella salute pubblica. «Gli algoritmi sono parte della sfida sia… dell’erosione della fiducia sia… degli ostacoli al ripristino e al mantenimento di tale fiducia», ha affermato Clinton.   Secondo Marnik, le istituzioni sanitarie pubbliche stanno perdendo la fiducia del pubblico perché «la sanità pubblica e la scienza non sono sempre brave a raccontare storie». Il «fronte antivaccinista» è «molto abile nel diffondere storie avvincenti e spaventose che possono motivare le persone in modi dannosi».

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Attaccare l’«ecosistema informativo» è un «attacco al consenso informato».

Medici e sostenitori della libertà medica hanno respinto le affermazioni dei relatori. La dottoressa Michelle Perro, pediatra, ha dichiarato a The Defender che un attacco all’«ecosistema dell’informazione” è “un attacco al consenso informato».    «Avere più informazioni non indebolisce la medicina. La obbliga ad essere responsabile. I genitori non sono destinatari passivi delle cure, ma sono coloro che prendono decisioni. E il processo decisionale richiede l’accesso a più di un singolo punto di vista pre-approvato o a una narrazione avallata dal governo» ha affermato.   «Quando i leader ammettono di stare “perdendo la battaglia delle pubbliche relazioni”, riconoscono qualcosa di più profondo: non si è mai trattato di pubbliche relazioni. … Se la fiducia si sta erodendo, non è perché i critici siano “bravi narratori”, ma perché le esperienze vissute divergono dalla linea ufficiale del partito».   Il dottor Clayton J. Baker, medico internista , ha affermato che le preoccupazioni dei relatori in merito alle pubbliche relazioni e alla comunicazione vanno a scapito della «vera salute pubblica».   «Erano pressoché del tutto indifferenti sia alla libertà individuale che a qualsiasi forma di dibattito aperto», ha affermato Baker. «La loro attenzione è quasi interamente rivolta a stabilire, mantenere e proteggere una narrativa dominante sulla vaccinologia, che si riduce più o meno al mantra “sicuro ed efficace”».   «Nel momento in cui l’hanno definita una “battaglia di pubbliche relazioni”, hanno ammesso di aver lasciato indietro la scienza, ancora una volta. Definire la ricerca indipendente “disinformazione” è un modo per evitare di confrontarsi con essa. È uno degli ultimi retaggi del paternalismo nella società», ha affermato il ricercatore e autore James Lyons-Weiler, Ph.D.   Leslie Manookian, presidente e fondatrice dell’Health Freedom Defense Fund , ha accolto con favore il riconoscimento del crescente interesse dei genitori per la sicurezza dei vaccini.   «Dopo decenni di inganni da parte delle autorità sanitarie federali, gli americani si rivolgono giustamente alle persone di fiducia per ottenere informazioni accurate sui vaccini, perché sempre più madri e padri hanno letto gli studi scientifici presentati come prova di sicurezza ed efficacia dei vaccini, studi che in realtà non utilizzano placebo inerti, gruppi di controllo adeguati o si limitano a brevi periodi di tempo».   Secondo Manookian, «l’epidemia di malattie croniche che affligge i bambini americani» e la pandemia di COVID-19 hanno contribuito al «crollo dei tassi di vaccinazione e al crollo della fiducia nelle agenzie sanitarie federali e nelle grandi aziende farmaceutiche».   Nel 2023, Clinton ha collaborato con l’Organizzazione Mondiale della Sanità e la Fondazione Gates all’iniziativa «The Big Catch-up», descritta come uno «sforzo globale mirato per incrementare le vaccinazioni infantili a seguito del calo registrato a causa della pandemia di COVID-19». La campagna è stata presentata come «il più grande sforzo di immunizzazione infantile di sempre».   La dottoressa Meryl Nass ha affermato che, nonostante il coinvolgimento di Clinton nelle iniziative sui vaccini, la sua preparazione scientifica è limitata. «Clinton ha pubblicato un solo articolo accademico», di cui è stata una dei 19 coautori, ovvero i membri della Commissione Lancet sul rifiuto, l’accettazione e la domanda di vaccini negli Stati Uniti.   «Di cosa tratta la sua unica pubblicazione? Di come costringere le persone a vaccinarsi di più contro il COVID-19 . E a quali conclusioni sono giunti? Distribuire denaro o regali, oppure organizzare lotterie.»

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La commissione critica CHD per aver diffuso presunte informazioni errate sui vaccini

Il webinar di mercoledì ha incluso anche un attacco contro CHD, citata come una delle organizzazioni che diffondono «disinformazione» sui vaccini al pubblico.   Steier ha citato un articolo di STAT del novembre 2025 sulla conferenza annuale di CHD, tenutasi all’inizio di quel mese. Peter Hildebrand , il padre di Daisy Hildebrand , una bambina non vaccinata del Texas occidentale morta l’anno scorso dopo aver contratto la polmonite in seguito a un caso di morbillo, ha partecipato alla conferenza. Il padre ha elogiato CHD per il suo sostegno.   Steier ha detto alla commissione che «c‘era il padre di uno dei bambini che è tragicamente morto di morbillo l’anno scorso, e [STAT] si aspettava che il padre sarebbe stato molto arrabbiato con le persone di questa organizzazione che erano state in parte responsabili della sua scelta di non vaccinare il figlio, ma invece non ha avuto parole sufficienti per esprimere il suo disappunto nei loro confronti».   «Dobbiamo ricordare che se non creiamo spazio per queste persone, andranno altrove, e queste altre fonti non offrono necessariamente informazioni di qualità».   Secondo Karl Jablonowski, ricercatore senior del CHD, Steier ha “travisato” sia la morte avvenuta nel Texas occidentale sia la notizia riportata da STAT.   «La prima dose del vaccino contro il morbillo è raccomandata all’età di un anno. Per Daisy Hildebrand, ciò sarebbe avvenuto nel 2017. CHD è stata lanciata ufficialmente il 12 settembre 2018. È giusto affermare che CHD non ha potuto in alcun modo influenzare le decisioni prese prima della sua esistenza», ha dichiarato Jablonowski.   Jablonowski ha affermato che la morte di Hildebrand, e quella di un altro bambino texano avvenuta l’anno scorso e attribuita a un’epidemia di morbillo nello stato, sono state dovute ad altre cause: nel caso di Hildebrand, una polmonite contratta in ospedale

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«La scienza non è statica» — ma la scienza dei vaccini è ormai consolidata?

Secondo Jablonowski, i due bambini «sono morti per negligenza medica». Ha affermato che l’ultimo decesso pediatrico per morbillo negli Stati Uniti risaliva al gennaio 2003. Ha accusato Steier di «perpetuare una falsità per influenzare il comportamento in materia di vaccinazioni».   I relatori hanno anche accusato l’amministrazione Trump, e in particolare il Segretario alla Salute statunitense Robert F. Kennedy Jr., di diffondere «disinformazione» sui vaccini. «L’amministrazione continua a diffondere e amplificare disinformazione sui vaccini e anche in merito alla politica federale in materia di vaccini », ha affermato Clinton.   Steier ha affermato: «La scienza non è statica, è in continua evoluzione», ma poi ha suggerito che la scienza in materia di vaccinazione sia ormai consolidata.   «Credo che, quando si parla di vaccini, il pubblico debba capire che, nel 2026, questo è l’ intervento medico più studiato nella storia del mondo. … Non è che cambieremo completamente idea sulla sicurezza o sull’efficacia dei vaccini in questo momento», ha affermato Steier.   «La scienza si evolve», ha affermato Perro. «È proprio per questo che le affermazioni sulla sicurezza dei vaccini dovrebbero essere fatte con umiltà, non con certezza. I vaccini possono essere oggetto di numerosi studi, ma ciò non li rende inattaccabili, soprattutto con l’allungarsi dei tempi di vaccinazione e con il persistere di effetti a lungo termine, cumulativi o tossici non documentati e sottostimati».   Secondo la dottoressa Jane Orient, direttrice esecutiva dell’Associazione dei medici e chirurghi americani, i rischi di danni derivanti dai vaccini «sono bassi», ma chiunque si vaccini «corre un rischio».   Orient ha affermato che la maggior parte dei pazienti che visita nel suo studio si rivolgono a lei per patologie non prevenibili con i vaccini, ma che «potrebbero essere causate dagli stessi». Tra queste figurano dolori muscoloscheletrici, cancro, diabete e malattie cardiache.   Orient ha aggiunto che la maggior parte dei medici «non è una fonte affidabile» di informazioni relative ai vaccini perché «potrebbero avere un enorme incentivo finanziario a far vaccinare completamente i propri pazienti” e “rischiano di essere minacciati dai datori di lavoro e dagli ordini dei medici se non seguono le indicazioni».   «La dottoressa Steier non è una pediatra, quindi non è coinvolta nel giro dei bonus di incentivazione», ha affermato Jablonowski.

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Clinton ha affermato: «Stiamo ancora combattendo vecchi miti sull’autismo e su come il vaccino causi la malattia». Steier ha accusato Kennedy di aver rilasciato dichiarazioni «completamente false» su come il vaccino contro l’HPV aumenti il ​​rischio di cancro.   Ma secondo Orient, «non ci sono prove concrete» che il vaccino contro l’HPV prevenga il cancro.   Durante il webinar, Steier ha anche rivelato che l’ American Academy of Pediatrics (AAP), la più grande associazione di categoria pediatrica negli Stati Uniti con 67.000 membri , distribuirà presto ai medici un opuscolo di due pagine contenente informazioni su come affrontare le domande sulla sicurezza dei vaccini prima di porsi tali dubbi e consigli su come rispondere.   Perro ha affermato che il «pre-bunking» è «nient’altro che addestrare i medici a orientare le conversazioni prima ancora che le domande si formino completamente, cosa che dovrebbe preoccupare chiunque tenga alla medicina etica».   «La smentita preventiva non è scienza. È controllo della narrazione prima ancora di prendere in considerazione le prove», ha affermato Lyons-Weiler.   Michael Nevradakis Ph.D.   © 9 aprile 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.   Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

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Epidemie

Avanzamenti della Commissione COVID. Intervista al dottor Giacomini

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La Commissione parlamentare COVID sta andando avanti. Mercoledì alla Camera dei Deputati vi è stata un’udienza riguardante i danni da vaccino. Vi ha partecipato il dottor Dario Giacomini, presidente dell’associazione ContiamoCi!, che si è spesa sin dall’inizio per riportare il dibattito pubblico nell’alveo di una corretta comunicazione scientifica, tutelando al contempo i diritti costituzionali calpestati durante il biennio pandemico.

 

Dottor Giacomini, di cosa si è parlato ieri in Commissione?

Abbiamo portato della documentazione che dimostrava che le istituzioni, nello specifico il ministero della Salute, già dal 2021 conoscevano il problema degli eventi avversi. Le circolari ministeriali già riconoscevano l’esistenza della questione.

 

Quali effetti avversi erano già noti al ministero della Salute?

Oltre alle possibili reazioni allergiche legati alla composizione del siero, erano note alcune patologie quali la sindrome da perdita capillare, la sindrome di Guillain-Barré, le miocarditi, le pericarditi, la sindrome trombotica trombocitopenica.

 

Può farci un esempio di un documento che già conteneva questa informazione?

La circolare del ministero della Salute del 4 agosto 2021. Siamo ad otto mesi dal lancio della vaccinazione nazionale.

 

E cosa ha fatto il ministero?

Il ministero conosceva queste cose. Ma diceva che la vaccinazione doveva andare avanti: semplicemente, suggeriva di cambiare marca di vaccino. In pratica, le reazioni ai sieri non implicavano la sospensione della vaccinazione, ma il cambio di etichetta del siero: se ti ha fatto male il Pfizer, fai il Moderna.

 

Perché non si sono fermati?

Posso dire che il ministero sembrava più preoccupato dal garantire inderogabilmente la continuazione della campagna vaccinale nazionale invece che la salute del singolo cittadino a cui pure veniva riconosciuto ufficialmente un danno da vaccino. La stessa questione si è avuta con le donne in gravidanza. Si decise di proseguire con le donne incinte nonostante l’assenza totale di studi riguardo gli effetti su questa popolazione. La stessa circolare insiste che qualora il soggetto fosse guarito dalla malattia, cioè avesse l’immunità naturale, il titolo anticorpale non va ritenuto un parametro di esclusione dalla vaccinazione COVID.

 

Cioè secondo la circolare se avevi fatto la malattia dovevi comunque fare il vaccino?

Sì, dovevi farti il vaccino per avere gli anticorpi – anticorpi vaccinali, quindi indotti artificialmente su un frammento del patogeno – e invece gli anticorpi prodotti dall’immunità naturale non possono essere presi in considerazione. La sensazione è che bisognava vaccinare davvero tutti.

 

Perché?

Il sospetto che mi viene è che non bisognava avere una popolazione di controllo, cioè un gruppo di persone non vaccinate – parliamo di decine di milioni di cittadini che erano guariti e quindi avevano l’immunità naturale. Essi avrebbero dimostrato che si poteva sopravvivere al virus senza il siero. La politica invece doveva dimostrare la qualità salvifica della vaccinazione. Senza gruppo di controllo dei guariti, che sono stati inoculati anche loro, non è possibile nessun raffronto e quindi si può portare avanti la narrazione del vaccino unico strumento per uscire dalla pandemia.

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Quali altri elementi vi sono in questo processo?

Un altro elemento che ci fa capire come potrebbe esserci stata consapevolezza dei possibili eventi avversi anche letali è lo scudo penale stabilito con l’articolo 3 del DL 44/2021: si normava il fatto che qualora vi fosse un evento avverso anche mortale il medico vaccinatore sarebbe stato esentato da qualsiasi responsabilità, era sufficiente che avesse rispetto per le linee guida e le circolari ministeriali.

 

A cosa ha portato tutto questo?

Tutto questo ha portato ad una profonda sfiducia da parte del cittadino nei confronti delle istituzioni e della scienza medica, perché la regia politica ed ideologica diviene evidente, così come l’omissione di informazioni che pure erano presenti nella comunicazioni all’interno delle istituzioni. Ricordiamo com’erano quei mesi: c’era la censura e se dicevi le stesse cose contenute nella circolare ministeriali venivi etichettato come pericoloso «no-vax».

 

Quindi i sieri sono «sicuri ed efficaci»?

Questi farmaci per la loro stessa composizione possono avere effetti avversi: l’mRNA può raggiungere tutti i tessuti e non conosciamo le diverse reazioni di questi alla sostanza. Tutto questo era noto ma non si poteva comunicare all’esterno perché non si doveva spegnere quello che il ministro Speranza avrebbe definito, in una registrazione della riunione del CTS a seguito della morte di Camilla Canepa, l’«entusiasmo vaccinale».

 

Cosa è successo durante l’udienza?

Dopo la relazione mia e del vicepresidente di ContiamoCi! Marco Cosentino, vi è stato l’intervento della senatrice del PD Ylenia Zambito. Ha avuto il coraggio di dire che non c’era alcun obbligo vaccinale. Mi è toccato ricordarle, insieme all’onorevole Bagnai, che non solo l’obbligo c’era, ma c’era pure sanzioni amministrative, sproporzionate ed irragionevoli, che avevano portato alla fame milioni di cittadini che non potevano più lavorare. Tantissimi si sono piegati a questa «coercizione amministrativa», che per quanto mi riguarda era solo un enorme «ricatto».

 

Solo un ricatto?

Di più. Per me quello che c’è stato è stata una guerra civile. Per la prima volta, lo Stato ha disconosciuto milioni dei suoi cittadini e li ha perseguitati solo perché volevano liberamente decidere riguardo al proprio corpo – cosa peraltro sancita dall’articolo 32 della Costituzione.

 

Dicono che la vaccinazione ha salvato milioni di vite.

Quand’anche fosse vero, il salvare le milioni di vite non può passare attraverso il sacrificio coatto di una minoranza che viene mandata a morire. Lo Stato non lo può fare. La Costituzione su questo è chiara. Dovevi assumerti il rischio, di una malattia da reazione avversa o perfino della morte, senza alternativa. Dovevi accettare la roulette russa. Tutto questo facendoti pure firmare un consenso informato che informato non era.

 

I politici vaccinisti stanno cambiando idea?

Ho avuto l’impressione che le forze politiche che in quegli anni hanno avallato la discriminazione e la coercizione oggi non possono più difendere queste posizioni, cercando di mettere nel dimenticatoio quella stagione. Del resto sono posizioni indifendibili: la letteratura scientifica, i casi sanitari in tutto il Paese, la Costituzione – di cui si sono detti paladini nell’ultimo referendum – violata in tantissime sue parti. Rispetto al 2024 quando andammo in Commissione COVID la prima volta, quando erano belli agguerriti, mi sono parsi più sulla difensiva, più remissivi. Hanno le armi spuntate: di fronte a relazioni rigorose e pacate non hanno la possibilità di controbattere nulla.

 

Quale valore ha la Commissione in questo momento?

I lavori della Commissione continuano ad essere silenziati dalla grande stampa. Invece un evento che ha sconvolto la vita di tutti gli italiani, comunque la si pensi, non può essere messo in un cassetto da chiudere per sempre. Abbiamo un obbligo civile, morale di analizzare tutto quello che è successo e far emergere le verità che sono state taciute, al fine di dare ai cittadini gli elementi. Se siamo ancora in una democrazia, dobbiamo avere il coraggio di cercare la verità. Qualsiasi siano le conclusioni che arriveranno alla fine di questo percorso.

 

Cosa vuole dire ai lettori di Renovatio 21?

Che il perno deve essere il lavoratore, l’uomo che fa, che crea il proprio destino. Quindi invitiamo tutti a sostenere l’azione del sindacato DI.CO.SI. ContiamoCi! per difendere il diritto al lavoro che non deve mai più essere calpestato nel nome di una spinta emergenziale, che, guarda caso, oggi si sta riproponendo in altre forme. Perché il fine ultimo metapolitico di tutto questo è quello di spogliare l’uomo della sua libertà. Togliere il lavoro significa togliere la libertà, e quindi avere un popolo facilmente controllabile di schiavi.

 

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Immagine della Presidenza della Repubblica Italiana via Wikimedia; fonte Quirinale.it; immagine modificata

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