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Intelligenza Artificiale

Trump firma l’ordine di deregolamentazione dell’Intelligenza Artificiale

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha emanato giovedì un ordine esecutivo volto a restringere la regolamentazione dell’intelligenza artificiale a livello statale, in attesa dell’elaborazione di una strategia nazionale. Secondo il governo federale, un quadro normativo frammentato rischierebbe di compromettere la superiorità competitiva dell’America nel campo dell’IA rispetto alla Cina.

 

L’amministrazione mira a scongiurare una situazione in cui un «mosaico di 50 regimi normativi distinti» domini un comparto ritenuto per sua natura interstatali, come ha spiegato su X David Sacks, consigliere di Trump per le questioni di IA. Un sistema di intelligenza artificiale potrebbe essere sviluppato in uno stato, allenato in un altro e commercializzato su scala nazionale, ha precisato.

 

Il Sacks ha rilevato che già oggi vigono oltre 100 normative statali sull’IA, con più di 1.000 proposte in discussione. «Nella peggiore delle ipotesi, ci troveremmo con 50 modelli di IA differenti per 50 Stati diversi: un pantano regolatorio persino peggiore di quello europeo», ha commentato.

 

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Trump ha incaricato il Dipartimento di Giustizia di impugnare in sede giudiziaria le leggi statali giudicate «eccessivamente gravose». Washington ricorrerà inoltre a finanziamenti federali e appalti pubblici per incentivare gli stati ad adeguarsi alla linea federale. Tali iniziative sono presentate come provvisorie, in vista dell’approvazione congressuale di uno «standard nazionale con minimo onere regolatorio» per l’IA.

 

La Casa Bianca ha pure espresso timori di natura ideologica, accusando gli stati guidati da democratici di imporre agli sviluppatori di IA restrizioni «woke», quali obblighi per evitare la «discriminazione algoritmica» verso categorie protette.

 

«Proprio per questo genere di interferenze ideologiche siamo arrivati al “George Washington nero”», ha ironizzato Sacks, alludendo a un caso di grande risonanza dell’anno scorso, in cui il tool di generazione immagini Gemini di Google produceva raffigurazioni storiche con diversità razziale forzata e discutibile.

 

L’amministrazione Trump e le imprese tech americane stanno scommettendo forte sull’IA come leva per la crescita economica, sebbene i detrattori mettano in guardia sui rischi di ingenti investimenti fondati su stime di guadagno incerte, potenzialmente forieri di una bolla speculativa.

 

Non mancano allarmi per possibili reazioni avverse dell’opinione pubblica, dato che l’espansione accelerata dei data center energivori indispensabili per l’IA ha provocato rincari nelle bollette elettriche in talune zone. Sacks ha tenuto a precisare che la nuova direttiva «non imporrebbe alle comunità di accogliere data center indesiderati».

 

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Intelligenza Artificiale

OpenAI chiude l’app video Sora

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OpenAI, la società produttrice di ChatGPT, ha annunciato la chiusura della sua app Sora, diventata virale lo scorso autunno come piattaforma per la condivisione di brevi video generati dall’intelligenza artificiale, ma che aveva anche sollevato preoccupazioni riguardo al realismo dei deepfake.   In una breve dichiarazione pubblicata mercoledì su X, OpenAI ha affermato di «dire addio all’app Sora», senza però specificarne il motivo.   «A tutti coloro che hanno creato con Sora, l’hanno condivisa e hanno costruito una community attorno ad essa: grazie», ha scritto l’azienda. «Ciò che avete realizzato con Sora è stato importante e sappiamo che questa notizia è deludente.»  

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    OpenAI ha rilasciato Sora per la prima volta alla fine del 2024. Lo strumento ha ottenuto notorietà a livello globale dopo il lancio del suo modello di seconda generazione e di un’app standalone lo scorso settembre.   L’app ha rapidamente scalato le classifiche di iOS per foto e video, grazie alla creazione di clip virali da parte degli utenti, che spaziavano da figure storiche fotorealistiche a surreali mashup della cultura pop. OpenAI non aveva precedentemente dato alcun segnale di voler chiudere Sora. A dicembre aveva persino annunciato un accordo, poi annullato, da 1 miliardo di dollari con Disney per portare sulla piattaforma personaggi di franchise come Marvel e Star Wars.   Tuttavia, Sora ha dovuto affrontare crescenti critiche per i deepfake, la disinformazione e l’uso non autorizzato di immagini di celebrità e materiale protetto da copyright. Gruppi di attivisti, accademici e figure del settore hanno messo in guardia sui rischi, tra cui l’utilizzo di immagini non consensuali e la perdita di posti di lavoro nel settore creativo. OpenAI è stata costretta a limitare le rappresentazioni tramite IA di personaggi pubblici come Michael Jackson e Martin Luther King Jr. a seguito delle pressioni esercitate dagli eredi e dai sindacati, tra cui il sindacato degli artisti statunitensi SAG-AFTRA.   Un portavoce della Disney ha dichiarato che la società interromperà la sua collaborazione con OpenAI.   «Con il rapido progresso del nascente campo dell’intelligenza artificiale, rispettiamo la decisione di OpenAI di abbandonare il settore della generazione di video e di ridefinire le proprie priorità», ha dichiarato il portavoce in un comunicato stampa. «Continueremo a esplorare tecnologie di intelligenza artificiale che rispettino la proprietà intellettuale e i diritti dei creatori.»       Nel frattempo, la chiusura di Sora precede anche una potenziale IPO di OpenAI, che secondo alcune indiscrezioni potrebbe concretizzarsi entro la fine dell’anno. Gli analisti interpretano la mossa come una strategia di riduzione dei costi, dato che la generazione di video tramite intelligenza artificiale richiede una potenza di calcolo elevata, per la quale OpenAI ha faticato a trovare un modello di business sostenibile. Alcune fonti suggeriscono che le priorità interne si stiano spostando verso aree commercialmente più redditizie, come i «collaboratori» basati sull’IA e la robotica.   OpenAI ha dichiarato che a breve fornirà dettagli sulla tempistica di chiusura e su come gli utenti potranno salvare i propri video.   SOSTIENI RENOVATIO 21
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Arte

L’Iran sta facendo propaganda con fantasiosi video AI

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Nella guerra della propaganda, l’Iran si sta distinguendo per i suoi molti creativi filmati fatti con l’Intelligenza Artificiale in cui attacca il nemico americano ed israeliano e chiede giustizia per la strage delle scolarette in apertura del conflitto.

 

Come riportato da Renovatio 21,  aveva subito lanciato un breve video a base di omini Lego che suggeriva che Netanyahu e Satana avessero spinto Trump alla guerra ricattandolo con i file di Epstein. Il tema dei filmati a base di mattoncini è ora esplorato in ulteriori video che mostrano La Mecca e la distruzione di portaerei statunitense.

 

I richiami ai file di Esptein continuano anche nei filmati recenti, che mostrano anche la possanza delle armi missilistiche della Repubblica Islamica. Colpisce nell’infornata di video AI generati dagli iraniani il rimando costante all’elemento demoniaco, con Netanyahu e Trump descritti come adoratori del demone Baal. Il demone siro-cananeo e fenicio sostituisce in un video la statua della Libertà, venendo distrutto dai missili sciiti.

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Come riportato da Renovatio 21, stanno suscitando polemiche i video postati dagli account ufficiale della Casa Bianca, che sembrano trattare la guerra come un videogiocoì, miscelando immagini di ver bombardamenti, meme e brani di film hollywoodiani. La comunicazione dell’amministrazione Trump sul conflitto è stata definita dai vescovi USA come «ripugnante».

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Intelligenza Artificiale

La Germania si affida all’Intelligenza Artificiale per prendere decisioni in ambito militare: parla capo dell’esercito

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Il tenente generale Christian Freuding ha dichiarato che l’esercito tedesco sta sviluppando un sistema di Intelligenza Artificiale per accelerare il processo decisionale sul campo di battaglia analizzando i dati di combattimento, aggiungendo che si baserà sull’esperienza dell’Ucraina nella lotta contro la Russia.   Le dichiarazioni di Freuding, comandante delle forze terrestri tedesche, giungono mentre il Paese sta intraprendendo un importante programma di potenziamento militare. Il cancelliere Friedrich Merz punta a rendere l’esercito tedesco «il più forte esercito convenzionale d’Europa». Le autorità tedesche hanno fissato il 2029 come termine ultimo per rendere le forze armate «pronte alla guerra», citando la presunta minaccia russa. Mosca ha respinto le accuse di intenzioni ostili definendole «assurdità» volte a giustificare l’aumento delle spese militari.   «Credo sia importante avviare qualcosa rapidamente», ha dichiarato Freuding a Reuters mercoledì. In precedenza, prima di assumere l’attuale incarico nell’ottobre 2025, si era occupato delle forniture di armi tedesche a Kiev. Sostenitore di una stretta cooperazione militare tra Berlino e Kiev, Freuding aveva già presentato in passato piani per l’impiego dell’esercito ucraino nell’addestramento delle truppe tedesche in vista di un possibile conflitto con la Russia.

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Ora intende utilizzare anche i dati relativi al conflitto in Ucraina per la nuova iniziativa sull’Intelligenza Artificiale.   «Gli ucraini sfruttano i dati raccolti in quattro anni di guerra. Sulla base di questi dati, l’intelligenza artificiale può dedurre come il nemico si è comportato in situazioni simili in passato e raccomandare contromisure», ha affermato, aggiungendo che le decisioni finali spetteranno comunque agli esseri umani.   Berlino ha investito ingenti somme in vari progetti nell’ambito del suo rafforzamento militare, comprese alcune iniziative futuristiche come scarafaggi spia e laser spaziali. L’anno scorso, il Financial Times aveva riportato che Berlino aveva autorizzato contratti per oltre un miliardo di dollari per droni kamikaze, nonostante i risultati «disastrosi» dei test.  

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