Intelligenza Artificiale
Trump firma l’ordine di deregolamentazione dell’Intelligenza Artificiale
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha emanato giovedì un ordine esecutivo volto a restringere la regolamentazione dell’intelligenza artificiale a livello statale, in attesa dell’elaborazione di una strategia nazionale. Secondo il governo federale, un quadro normativo frammentato rischierebbe di compromettere la superiorità competitiva dell’America nel campo dell’IA rispetto alla Cina.
L’amministrazione mira a scongiurare una situazione in cui un «mosaico di 50 regimi normativi distinti» domini un comparto ritenuto per sua natura interstatali, come ha spiegato su X David Sacks, consigliere di Trump per le questioni di IA. Un sistema di intelligenza artificiale potrebbe essere sviluppato in uno stato, allenato in un altro e commercializzato su scala nazionale, ha precisato.
Il Sacks ha rilevato che già oggi vigono oltre 100 normative statali sull’IA, con più di 1.000 proposte in discussione. «Nella peggiore delle ipotesi, ci troveremmo con 50 modelli di IA differenti per 50 Stati diversi: un pantano regolatorio persino peggiore di quello europeo», ha commentato.
ONE RULEBOOK FOR AI
I wanted to share a few thoughts on AI preemption and address some of the concerns.
First, this is not an “AI amnesty” or “AI moratorium.” It is an attempt to settle a question of jurisdiction.
When an AI model is developed in state A, trained in state B,… pic.twitter.com/tO3yyc0A8M
— David Sacks (@DavidSacks) December 8, 2025
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Trump ha incaricato il Dipartimento di Giustizia di impugnare in sede giudiziaria le leggi statali giudicate «eccessivamente gravose». Washington ricorrerà inoltre a finanziamenti federali e appalti pubblici per incentivare gli stati ad adeguarsi alla linea federale. Tali iniziative sono presentate come provvisorie, in vista dell’approvazione congressuale di uno «standard nazionale con minimo onere regolatorio» per l’IA.
La Casa Bianca ha pure espresso timori di natura ideologica, accusando gli stati guidati da democratici di imporre agli sviluppatori di IA restrizioni «woke», quali obblighi per evitare la «discriminazione algoritmica» verso categorie protette.
«Proprio per questo genere di interferenze ideologiche siamo arrivati al “George Washington nero”», ha ironizzato Sacks, alludendo a un caso di grande risonanza dell’anno scorso, in cui il tool di generazione immagini Gemini di Google produceva raffigurazioni storiche con diversità razziale forzata e discutibile.
L’amministrazione Trump e le imprese tech americane stanno scommettendo forte sull’IA come leva per la crescita economica, sebbene i detrattori mettano in guardia sui rischi di ingenti investimenti fondati su stime di guadagno incerte, potenzialmente forieri di una bolla speculativa.
Non mancano allarmi per possibili reazioni avverse dell’opinione pubblica, dato che l’espansione accelerata dei data center energivori indispensabili per l’IA ha provocato rincari nelle bollette elettriche in talune zone. Sacks ha tenuto a precisare che la nuova direttiva «non imporrebbe alle comunità di accogliere data center indesiderati».
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
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Intelligenza Artificiale
La moglie del CEO di Anthropic aveva proposto a Epstein un’azienda di «pornografia di lusso»
Mentre Anthropic si prepara a quella che potrebbe diventare la più grande IPO (offerta pubblica iniziale di borsa) della storia, con una valutazione stimata oltre i 2.000 miliardi di dollari, un’inchiesta del Wall Street Journal pubblicata giovedì punta i riflettori su una figura che, pur non comparendo in alcun organigramma né documento societario, avrebbe esercitato una notevole influenza sull’amministratore delegato Dario Amodei: sua moglie, Cami Clark.
Secondo la ricostruzione del giornale, la Clark avrebbe affiancato Amodei per cinque anni come consulente strategica informale, senza percepire uno stipendio né ricoprire un titolo ufficiale. Il WSJ segnala inoltre come i riferimenti pubblici al matrimonio siano stati progressivamente rimossi dal web: la voce Wikipedia di Amodei non menzionava l’unione fino a questa estate e tuttora non riporta il nome della moglie, mentre persino Claude, interrogato sullo stato civile del suo creatore, risponderebbe in modo evasivo.
L’inchiesta ricostruisce anche il percorso personale della Clark: un primo matrimonio nel 1999, a vent’anni, con l’architetto di Reno Waldemar Eklof III, poi finito dopo tre anni. Attorno al 2010, insieme a Michelle Capocefalo, avrebbe fondato Eddice, startup nel settore della produzione pornografica pensata per un pubblico femminile.
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Documenti giudiziari resi pubblici dal dipartimento di Giustizia americano nell’ambito del caso Epstein mostrano che, nel 2011 — meno di due anni dopo la scarcerazione del finanziere per reati legati alla prostituzione minorile — l’agente letterario John Brockman mise in contatto la Clark ed Epstein per discutere di un possibile finanziamento del progetto.
Le email agli atti, riportate dal giornale economico neoeboraceno, mostrano un primo scambio cordiale e un secondo contatto l’anno successivo, in cui Epstein — che secondo quanto riferito disse di non ricordarsi di lei — avrebbe comunque risposto con interesse, salvo poi declinare l’investimento specifico spiegando: «Non posso fare televisione a sfondo sessuale». I contatti tra i due sarebbero proseguiti per circa due anni su altri progetti imprenditoriali della Clark.
Secondo fonti citate dal WSJ, pur senza un ruolo formale, la Clark parteciperebbe agli eventi pubblici di Amodei e curerebbe le relazioni con investitori a Davos e Sun Valley. Sarebbe stata inoltre lei a presentare ad Amodei l’ex CEO di Google Eric Schmidt — con cui aveva avuto una relazione tra il 2011 e il 2014 — che in seguito avrebbe partecipato al round di finanziamento Serie A di Anthropic da 124 milioni di dollari nel 2021.
Nello stesso periodo, la Clark avrebbe proposto a Schmidt un veicolo d’investimento per formalizzare il proprio coinvolgimento nell’azienda, proposta poi respinta dai co-fondatori, tra cui Daniela Amodei.
Più di recente, riporta ancora il giornale, la Clark si sarebbe fatta portavoce di posizioni politiche dell’azienda presso alcuni interlocutori, in un momento in cui Anthropic è in contenzioso con l’amministrazione Trump riguardo alle restrizioni sull’uso di Claude da parte del Pentagono.
Il WSJ sottolinea che nessuna delle condotte descritte risulta illegale. Tuttavia, con la documentazione riservata già depositata presso la SEC il 1° giugno e una quotazione attesa per ottobre, le norme sulla trasparenza richiedono la divulgazione di eventuali soggetti con influenza significativa sulla governance, anche in assenza di un ruolo formale — un elemento che, secondo l’inchiesta, renderebbe rilevante la posizione di Clark agli occhi dei futuri investitori istituzionali.
Secondo alcune fonti, Claude sarebbe stato incorporato nel software di analisi e sorveglianza dell’azienda americana Palantir, impiegato dalle agenzie governative statunitensi nell’ambito dell’iniziativa di Washington per integrare l’IA nei suoi sistemi militari, politici e di Intelligence.
Durante la guerra contro l’Iran, il software avrebbe identificato la scuola elementare iraniana di Minab come bersaglio. Un attacco statunitense ha ucciso quasi 160 persone nell’edificio, la maggior parte delle quali bambini.
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Secondo l’Amodei, tuttavia, un utilizzo simile di Claude non avrebbe violato le «linee rosse» dell’azienda. In seguito vi è stato uno scontro con il Pentagono, di cui l’azienda è fornitrice, mentre sui giornali sono apparse accuse secondo cui il modello di Intelligenza Artificiale dell’azienda sarebbe stato utilizzato durante l’operazione per rapire il presidente venezuelano Nicolas Maduro all’inizio di gennaio.
Come riportato da Renovatio 21, negli ultimi mesi vi era stato un progressivo deterioramento dei rapporti tra Anthropic e il Pentagono, legato alla volontà del dipartimento della Guerra statunitense di utilizzare l’IA per il controllo di armi autonome senza le garanzie di sicurezza che l’azienda ha cercato di imporre.
Come riportato da Renovatio 21, settimane fa Anthropic ha dichiarato di aver disabilitato l’accesso ai suoi modelli di IA più avanzati, Fable 5 e Mythos 5, in seguito a un ordine governativo di sospendere l’accesso ai cittadini stranieri. Secondo quanto comunicato in precedenza, Mythos sarebbe in grado di penetrare i sistemi informatici con una facilità mai vista.
Amodei, ha più volte espresso gravi preoccupazioni sui rischi della tecnologia che la sua azienda sta sviluppando e commercializzando. In un lungo saggio di quasi 20.000 parole pubblicato il mese scorso, ha avvertito che sistemi AI dotati di «potenza quasi inimmaginabile» sono «imminenti» e metteranno alla prova «la nostra identità come specie».
Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato l’Amodei ha dichiarato che l’AI potrebbe eliminare la metà di tutti i posti di lavoro impiegatizi di livello base entro i prossimi cinque anni.
Mesi fa Mrinank Sharma, fino a poco prima responsabile del Safeguards Research Team presso l’azienda sviluppatrice del chatbot Claude, ha pubblicato su X la sua lettera di dimissioni, in cui scrive che «il mondo è in pericolo. E non solo per via dell’Intelligenza Artificiale o delle armi biologiche, ma a causa di un insieme di crisi interconnesse che si stanno verificando proprio ora».
Il Fondo Monetario Internazionale ha citato il recente rilascio controllato di Claude Mythos Preview da parte di Anthropic, descritto come «un modello di Intelligenza Artificiale avanzato con eccezionali capacità informatiche». Secondo il FMI, Mythos sarebbe in grado di individuare e sfruttare vulnerabilità in tutti i principali sistemi operativi e browser web, «anche se utilizzato da utenti non esperti».
Anthropic è l’azienda di IA coinvolta direttamente dal Vaticano nel lancio della nuova Enciclica Magnifica Humanitas.
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Immagine di TechCrunch via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
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