Intelligenza Artificiale
Dipendenza da AI, primo caso ufficiale in Italia
Si sarebbe avuto a Mestre il primo caso di dipendenza da AI segnalato in Italia. Lo riportano Il Gazzettino e il Corriere Veneto
Una giovane di 20 anni è risultata affetta da una «dipendenza comportamentale» causata dall’utilizzo continuo dell’Intelligenza Artificiale per interagire con una «amica» virtuale, con la quale mantenere un legame ininterrotto. La ragazza è quindi stata fatta entrare al SERD (servizio per le dipendenze), cioè quello che un tempo si chiamava SERT, il servizio per le tossicodipendenze.
Si tratta di un caso «acuto» all’interno di un bacino di seimila pazienti, tra i quali sei sono attualmente assistiti per un uso patologico di videogiochi e telefoni cellulari.
Secondo il primario del SERD, questo episodio non è un evento unico, ma rappresenta solo la parte visibile di un problema sommerso: una tendenza all’alienazione sociale che coinvolge i ragazzi più vulnerabili, i quali cercano stabilità in «qualcuno» che sia finalmente capace di comprenderli.
Il «dialogo» con un’Intelligenza Artificiale — capace di profilare l’utente attraverso le informazioni fornite da lui stesso — permette di ottenere proprio le conferme che si desiderano, risposte che, chiaramente, la giovane non trovava nei rapporti umani reali.
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In questa specifica circostanza, la ragazza veneziana si era persuasa che l’AI fosse l’unica entità disposta ad ascoltarla e a darle ragione. Su Renovatio 21, diversi mesi orsono, era stato un allarme riguardo i bambini e gli adolescenti che stanno sostituendo l’amicizia nella vita reale con l’IA, perché si sentono soli.
Come riportato da Renovatio 21, anche la scuola, con il suo contorto e fallace linguaggio burocratico, ha dettato linee guida per un uso consapevole dell’Intelligenza Artificiale per arginare «conseguenze personali e sociali sconosciute» per i nostri figli. L’erosione del nostro know-how non si arresta, tanto che l’uso l’AI nella scrittura, sia sul lavoro che a scuola, porterà la maggior parte delle persone a perdere questa competenza nel giro di qualche decennio.
Come anche sottolineato dalla Elisabetta Frezza proprio sul nostro giornale, stiamo assistendo a un’invasione capillare del digitale in tutti gli spazi delle nostre vite, sin dentro gli anfratti più intimi e privati. Sempre di più la macchina, coi suoi algoritmi, condiziona l’uomo, costringendolo a cederle pacchi di informazioni personali e pezzi della propria sfera di libertà.
Questa scia lunga e indelebile di solitudine che ci rimarca questa nuova tecnologia a volte può portare a conseguenze tragiche. La stessa OpenAI ci dice che oltre un milione di persone parlano di suicidio con ChatGPT ogni settimana. Una nuova causa che risale a pochi mesi fa, sostiene che ChatGPT abbia incoraggiato un adolescente suicida a pianificare un «bel suicidio» e si sia persino offerto di redigere la sua lettera di addio.
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Intelligenza Artificiale
OpenAI limita l’implementazione di ChatGPT su richiesta di Washington
Su richiesta del governo statunitense, OpenAI ha limitato la distribuzione iniziale dei suoi più recenti modelli di Intelligenza Artificiale all’avanguardia, segnando la prima volta che l’azienda scagliona il rilascio di un prodotto di punta su indicazione di Washington. Le precedenti generazioni di ChatGPT erano state rilasciate secondo la tempistica stabilita dall’azienda e direttamente al pubblico.
La decisione segue una mossa simile da parte di Anthropic, che all’inizio di questo mese ha disabilitato l’accesso ai suoi modelli Fable 5 e Mythos 5 tre giorni dopo il lancio, a seguito di una direttiva del governo statunitense sul controllo delle esportazioni che citava preoccupazioni per la sicurezza nazionale.
In una dichiarazione rilasciata venerdì, OpenAI ha affermato di aver avviato «un’anteprima limitata della serie GPT 5.6… per un piccolo gruppo di partner fidati, la cui partecipazione è stata condivisa con il governo». L’azienda ha dichiarato che l’ accordo «a breve termine» ha lo scopo di colmare il divario mentre l’amministrazione sviluppa un quadro di riferimento per la revisione dei modelli di IA all’avanguardia, in base all’ordine esecutivo del presidente statunitense Donald Trump del 2 giugno.
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L’azienda ha ribadito la sua convinzione nell’ «ampio accesso» e ha affermato di voler rendere i nuovi modelli – Sol, Terra e Luna – generalmente disponibili nelle prossime settimane.
Sabato, le testate statunitensi Axios e The Verge hanno riportato che Mythos 5 è stato ripristinato, seppur in forma limitata, dopo che Anthropic ha preso in considerazione le preoccupazioni del governo, mentre le restrizioni su Fable 5 rimangono in vigore. Il segretario al Commercio degli Stati Uniti, Howard Lutnick, ha dichiarato in una lettera del 26 giugno al co-fondatore di Anthropic, Tom Brown, che il dialogo tra l’azienda e le autorità ha «portato a progressi significativi».
Alcuni media tradizionali e commentatori politici hanno sostenuto che il governo statunitense sta ampliando la propria influenza sullo sviluppo di sistemi di AI all’avanguardia senza un quadro giuridico chiaro. Alcuni hanno avvertito che una supervisione ad hoc potrebbe ridurre la prevedibilità per gli sviluppatori e, in ultima analisi, indebolire la competitività delle aziende statunitensi del settore dell’IA.
Il maggiore controllo segna un cambiamento nell’approccio dell’amministrazione all’IA. Dopo essere tornato alla Casa Bianca nel 2025, Trump si era fatto promotore di una regolamentazione minima, definendo l’IA «un bellissimo neonato» fondamentale per competere con la Cina e mettendo in guardia contro «la politica o le regole stupide» che potrebbero ostacolarne la crescita.
Nelle ultime settimane, tuttavia, l’amministrazione ha intensificato la supervisione sui modelli di IA più all’avanguardia, citando le crescenti preoccupazioni in materia di sicurezza informatica e nazionale, man mano che diventano disponibili sistemi sempre più potenti.
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Immagine di Daniel Foster via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC-SA 2.0
Intelligence
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