Epidemie
«QAnon rapisce i bambini»: grande Corriere della Sera
Il principale quotidiano nazionale italiano la scorsa domenica pubblicava a pagina 17 un articolo dal titolo «Mia, 8 anni, rapita dalla madre e dalla setta QAnon».
La notizia in breve: «Mia, 8 anni, e la madre (…) che l’aveva fatta rapire, sono state ritrovate domenica mattina in Svizzera in una casa occupata del comune di Sainte-Croix, nel cantone di Vaud. Circa duecento gendarmi francesi le cercavano da martedì, e da due giorni anche la polizia svizzera collaborava alle indagini. Cinque persone, tre autori del rapimento e due complici, sono stati arrestati nei giorni scorsi ma la bambina e la madre restavano introvabili, fino a questa mattina». Un fatto di cronaca estera cui si dà particolare peso, del resto erano impegnati 200 gendarmi, roba che neanche Bin Laden.
Titolo del Corriere: «Mia, 8 anni, rapita dalla madre e dalla setta QAnon»
Ammettiamo di aver riletto il titolo un paio di volte per riuscire a crederci: un’oscuro evento di cronaca di un altro Paese – la Francia –veniva raccontato nella paginata degli esteri dove campeggiano un’articolessa sul Navalnij incarcerato e un editoriale di Sergio Romano.
Perché mai il massimo giornale italiano deve occuparsi di un caso del genere? Non sappiamo bene, in effetti, quanta della stampa estera segua le controversie sui minori in Italia – pensiamo ai casi istituzionali recenti – però dovete capire che qui c’è di mezzo QAnon, promossa subito a «setta». A dimostrazione che il giornale ha davvero compreso in profondità il tema di cui parla.
La madre della piccola era una cameriera separata che aveva «approfondito l’ostilità al sistema». Un caso davvero difficile, visto che «al momento della rivolta dei gilet gialli si è dedicata completamente alla causa»: ricorderete i gilet gialli, tremendo gruppo facinoroso il cui leader fu ricevuto all’epoca dall’attuale ministro degli esteri Luigi Di Maio. La signora, persa la custodia della piccola, Addirittura, «non voleva più che Mia andasse a scuola, “perché lo Stato non deve immischiarsi nell’educazione di mia figlia”»: insomma una madre che coltivava l’idea sovversiva dell’homeschooling.
Insomma: critica del sistema, gilet giallo, scuola parentale – una situazione tremenda
Insomma: critica del sistema, gilet giallo, scuola parentale – una situazione tremenda.
C0sì, la signora la ventottenne avrebbe (in mancanza di processo usiamo il condizionale, mentre il Corriere usa l’indicativo) « fatto rapire la figlia da cinque estremisti adepti delle teorie di complotto».
Uno dei rapitori, dice il Corrierone, appartiene «a un gruppo survivalista di estrema destra, che secondo i servizi francesi progettava attentati contro i centri di vaccinazione anti COVID e sequestri di altri bambini per “salvarli” dalle rete dei pedofili». Si può intravedere un nesso: se sei contro i vaccini potresti essere anche contro i pedofili, è c’è piazzata anche il marchio dei servizi segreti parigini (quelli che forse avrebbero messo la bomba alle tremiti per vendicarsi contro l’Italia della perdita del loro presidente a Tunisi, come sibilato in un articolo di Andrea Purgatori sullo stesso Corriere della Sera nel 1996?)
«Ha cominciato a frequentare i gruppi complottisti online aderendo alle tesi no-vax, all’idea che la rete 5G serva al controllo delle menti, e che il mondo sia governato da una setta satanista e pedofila come sostiene il movimento QAnon, fino a progettare quindi il rapimento della figlia»
Ma in realtà la faccenda è perfino peggiore: «ha cominciato a frequentare i gruppi complottisti online aderendo alle tesi no-vax, all’idea che la rete 5G serva al controllo delle menti, e che il mondo sia governato da una setta satanista e pedofila come sostiene il movimento QAnon, fino a progettare quindi il rapimento della figlia».
Capito? La ragazza era pure no-vax e anti 5G, non le bastava essere gilet gialla e homeschooler. E poi va da sé che frequentasse gruppi di «estrema destra». In più, si aggiunge il particolare saliente: sarebbe legata al «la diffusione, anche in Francia, delle idee del movimento QAnon nato negli Stati Uniti».
Ora, è davvero difficile chiamare movimento QAnon, che nel titolo invece chiamano «setta».
Specialmente ora: in settimana è uscito in USA presso la TV via cavo HBO un documentario in più episodi chiamato Q: Into the Storm. Dopo anni di lavoro a stretto contatto con vari personaggi coinvolti a vario titolo sul mistero di QAnon (chi è l’autore dei post firmati Q, che talvolta sembravano avere una sorta di precognizione su certi eventi politici), il regista arriva, nell’ultimo episodio, a dare la risposta che tutti cercano: Q altri non sarebbe che il ragazzo che con il padre gestiva le piattaforma dove Q postava.
Capito? La ragazza era pure no-vax e anti 5G, non le bastava essere gilet gialla e homeschooler. E poi va da sé che frequentasse gruppi di «estrema destra». In più, si aggiunge il particolare saliente: sarebbe legata al «la diffusione, anche in Francia, delle idee del movimento QAnon nato negli Stati Uniti».
La negazione delle speculazioni riguardo al fatto che dietro a Q vi fossero il generale Flynn, Steve Bannon o ambienti eversivi interni ai servizi, all’esercito o all’establishment è stata presa, dal mondo liberale, quasi come una catarsi: in fondo si tratta solo di un gioco per ragazzini nerd, un LARP (Live Action Role Playing Game) ingigantitosi fino a diventare l’attacco al Campidoglio dell’Epifania 2021.
Il Corriere sembra ignorarlo. Del resto, in un altro articoletto sul tema («QAnon: perché è difficile uscire da gruppi cospirazionisti») pubblicato lo stesso giorno, chiama il forum dove apparivano i post di Q (i «Q drops») 4chat invece di 4chan (senza nominare i vari 8 chan e 8kun dove il grosso della narrativa di Q si è spostata) tanto per far capire la grande conoscenza del fenomeno su cui si scrive, e del cui pericolo bisogna mettere in guardia il cittadino sincero democratico. Alla fine di quest’altro articolo, un riferimento può anche farci capire alcuni «fonti» utilizzate.
«In rete, hanno iniziato a circolare teorie all’apparenza non meno infondate ma meno grossolane di quelle di QAnon e, per questo, più insidiose, come segnala Anna-Sophie Harling di Newsguard, che si occupa di attendibilità delle notizie online» scrive il Corriere. Ah, Newsguard, certo.
Newsguard è una realtà che Renovatio 21 conosce bene: ci ha schedato, ben prima del COVID, per la nostra posizione sui vaccini – nonostante la lunga telefonata fattaci da New York dove spiegammo, con estrema pazienza, che riportiamo notizie e articoli ed esprimiamo il nostro punto di vista, come permessoci dal nostro tesserino dell’Ordine dei giornalisti e soprattutto dalla nostra Costituzione.
Poi, con il COVID, ci fece finire in una lista di diffusori di fake news sul COVID (la lista, ad oggi, pare essere sparita dalla rete: chissà perché, ma nell’archivio della Waybackmachine è rimasta): la colpa era quella di aver, da subito, parlato della possibilità di una fuga del virus dal laboratorio di Wuhan – sì, la tesi di cui adesso cominciano a parlare un po’ tutti, dall’ex capo del CDC al MIT di Boston. All’epoca della telefonata, ci era sembrato di capire che il problema poteva essere costituito dal fatto che ripubblichiamo gli articoli di Robert Kennedy jr. e di Children’s Health Defense – ancora più nello specifico, c’era forse questa questione della correlazione tra autismo e vaccini…
Ma torniamo al Corrierazzo. Dovete capire dove si vuole andare a parare parlando del pericolo delle teorie complottiste eredi di QAnon: «una di queste è The Great Reset, che propugna l’idea che il COVID sia stato creato o comunque sovrastimato per instaurare un nuovo ordine mondiale, ancora più a favore dei super ricchi». Quindi, fateci capire: il Grande Reset non è quell’idea mondialista post-pandemica diffusa a piene mani da Davos e dai suoi scherani, già propalata pubblicamente da Primi ministri e segretari ONU e implementata forse perfino fra gli amministratori di medio livello.
Se credi nel Grande Reset, sei tipo quelli di QAnon, un no-vax, un antipedofilo donchisciottesco, un no-5G, un gilet giallo, un homeschooler. Insomma una persona che potrebbe anche rapire sua figlia
Maddeché: se credi nel Grande Reset, sei tipo quelli di QAnon, un no-vax, un antipedofilo donchisciottesco, un no-5G, un gilet giallo, un homeschooler. Insomma una persona che potrebbe anche rapire sua figlia.
Perché dovete fidarvi dei professionisti del Corriere e delle liste di proscrizione compilate da Newsguard. Dovete sapere nel loro sito, sepolta nella pagina dei partner, c’è una bella frase in evidenza: «Il programma di alfabetizzazione ai media di NewsGuard è reso possibile grazie al generoso supporto di Microsoft». Per essere più chiari, è riportato bello grande anche il logo di Microsoft; e nella home, quando indicano come scaricare l’estensione Newsguard per il tuo browser, i primi due sono quelli di Microsoft, che, diciamolo, nel mondo sono minoritari non esattamente usatissimi.
Microsoft, sì, l’aziendina di Bill Gates. Massì, quello che vuole vaccinare l’universo, oscurare il sole (sì), forse pure cambiare l’alimentazione e l’agricoltura tutta, e certamente ridurre la popolazione.
Quello sostenuto dai cinesi al punto che lo hanno difeso apertamente, sulla TV pubblica, dagli attacchi dei complottisti.
«Il programma di alfabetizzazione ai media di NewsGuard è reso possibile grazie al generoso supporto di Microsoft»
Quello che, nonostante l’invito del Presidente degli Stati Uniti, ha preferito non incontrare Robert Kennedy.
Quello che è primo finanziatore di quell’OMS cui ora si affida Facebook (cioè la vostra libertà di parola) e che di fatto può disporre di una censura globale su tutti i vostri messaggi (sognando pure di entrare nelle vostre chat di Whatsapp. Quello dei passaporti vaccinali. Quello che vuole che mangiate tutti la carne sintetica.
Quello che dice che forse si tornerà alla normalità nel 2022, forse dopo una nuova generazione di super-vaccini COVID, magari da distribuire in dosi multiple. Quello il cui vaccino antipolio ha riportato la poliomelite in Africa, dove peraltro già stava devastando l’economia alimentare.
Microsoft, sì, l’aziendina di Bill Gates. Massì, quello che vuole vaccinare l’universo, oscurare il sole, forse pure cambiare l’alimentazione e l’agricoltura tutta, e certamente ridurre la popolazione.
Quello che ha possenti legami con le farmaceutiche, che lo rendono ancora più ricco.
Quello la cui rete di potere è oramai in grado di minacciare la vita su tutta la terra.
Quello che aveva quella strana amicizia con il pedofilo eugenetista Jeffrey Epstein.
Quello che dice che «questa pandemia non sarà l’ultima».
Quello sostenuto dai cinesi al punto che lo hanno difeso apertamente, sulla TV pubblica, dagli attacchi dei complottisti
Quello che a cena con Soros e Rockefeller discute amabilmente della riduzione della popolazione terrestre.
Proprio lui. Ma che vi credete? Come per i morti dopo il vaccino, non c’è «nessuna correlazione». Provate a metterlo in dubbio. Dai, provate.
Quindi, zitti complottisti, futuri rapitori di bambini.
Quindi, zitti complottisti, futuri rapitori di bambini. Centinaia di gendarmi e i servizi segreti potrebbero già essere sulle vostre tracce
Centinaia di gendarmi e i servizi segreti potrebbero già essere sulle vostre tracce. Minga si scherza.
Roberto Dal Bosco
Immagine di Anthony Crider via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)
Epidemie
Mons. Viganò: Vaticano complice di Fauci
L’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha rilasciato su X un suo commento sul caso del dottor Anthony Fauci, plenipotenziario statunitense delle restrizioni COVID durante l’anno pandemico. Il Fauci ha avuto influenza non solo nel contesto americano ma in quello mondiale.
Il prelato lombardo ricorda, in particolare, quanto concretamente il Vaticano abbia agito all’unisono con i dittatori della psicopandemia, onorando e fiancheggiando il Fauci.
«Il 6 maggio 2021, mentre il mondo intero era ancora sotto il giogo della dittatura sanitaria, la Santa Sede ospitava – sotto l’egida del Pontificio Consiglio della Cultura – una Conferenza intitolata “Exploring the Mind, Body & Soul. Unite to Prevent & Unite to Cure”» ricorda Viganò. «Ad aprire i lavori non era un teologo, non un pastore, non un difensore della legge naturale. Era Anthony Fauci. Accanto a lui Deepak Chopra, Chelsea Clinton… e, nel programma, i vertici di Pfizer e Moderna».
Il 6 maggio 2021, mentre il mondo intero era ancora sotto il giogo della dittatura sanitaria, la Santa Sede ospitava – sotto l’egida del Pontificio Consiglio della Cultura – una Conferenza intitolata “Exploring the Mind, Body & Soul. Unite to Prevent & Unite to Cure”. Ad aprire i… pic.twitter.com/T5Ns7nMvfM
— Arcivescovo Carlo Maria Viganò (@CarloMVigano) July 31, 2026
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«La stessa Santa Sede che avrebbe dovuto alzare la voce contro la menzogna, contro la sperimentazione di massa, contro la sospensione dei diritti fondamentali, collaborò attivamente con gli architetti di quella che è stata – e resta – una delle più grandi operazioni di controllo sociale e di frode sanitaria della storia contemporanea: un vero e proprio crimine contro l’umanità» continua Sua Eccellenza.
«Non possono dire che non sapevano. Non possono dire che non erano stati avvertiti. io stesso denunciai sin dal maggio del 2020 la frode pandemica e per ben due volte scrissi alla Congregazione per la Dottrina della Fede, per mettere in guardia contro l’adesione acritica a una narrativa pseudo-scientifica che contraddiceva non solo la prudenza, ma i principi non negoziabili della morale cattolica. Fui ignorato e ostracizzato. Come lo furono tanti altri».
«L’evento del maggio 2021 non è stata una “semplice conferenza”. È stata una manifestazione pubblica di complicità. La Santa Sede non si è limitata a tacere: ha offerto la propria autorità morale e la propria immagine a coloro che, in nome della “salute”, hanno imposto limitazioni delle libertà fondamentali, discriminazioni, ricatti e soprattutto sieri sperimentali che hanno procurato la morte a milioni di persone: una vera e propria ecatombe ancora in atto per i danni causati da quei sieri» tuona l’arcivescovo.
«Bergoglio – che passerà alla storia come responsabile dello sterminio pianificato di milioni di persone – se n’è andato al suo destino, ma molti dei suoi più stretti collaboratori sono ancora al loro posto. Prevost ha assecondato la narrazione della farsa-pandemica promuovendo mascherine, distanziamento sociale e vaccinazioni di massa. Se oggi Leone continuasse a sostenere la narrazione mainstream, proprio quando la frode sanitaria è ormai ufficialmente riconosciuta, non farebbe che confermare la continuità con Bergoglio anche in questo».
«Chi tace di fronte al crimine, o peggio lo legittima con il proprio consenso, se ne rende corresponsabile. Che questo non sia dimenticato. Che resti scritto» conclude il già nunzio apostolico negli USA.
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Va detto come sin da subito monsignor Viganò ha veduto in Fauci il chiaro esecutore del folle piano di sottomissione mondialista chiamato «pandemia COVID».
Lo scorso settembre, difendendo l’avvocato tedesco imprigionato, il monsignore scriveva che «non è l’avvocato Fuellmich che dovrebbe essere in prigione, ma coloro che hanno commesso il più grande crimine contro l’umanità: Anthony Fauci, Bill Gates, Klaus Schwab, George Soros, Ursula von der Leyen, Albert Bourla, e tutti i loro complici ed emissari, soprattutto quelli che ricoprono cariche istituzionali»
Nell’aprile 2021, denunziando la conferenza, Viganò scrisse «del famigerato Anthony Fauci, i cui scandalosi conflitti di interesse non hanno impedito che si impadronisse della gestione della pandemia negli Stati Uniti», concludendo che «la Santa Sede si è fatta serva del Nuovo Ordine Mondiale, del globalismo massonico, della religione del vaccino».
Come riportato da Renovatio 21, vi è stato un rapporto diretto tra il Vaticano e la Big Pharma del siero mRNA, realizzato in incontri multipli, fino ad un certo punto segreti, tra il papa e il CEO del colosso. Il papato bergogliano impose draconianamente a tutti i residenti in Vaticano la dose di vaccino genico sperimentale, minacciando (e ottenendo) l’espulsione di coloro che vi si opponevano.
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Ambiente
La Xylella come prova generale del COVID. Intervista al professor Luca Marini
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Epidemie
L’FBI di Biden ha bloccato l’interrogatorio di Daszak nella ricerca sulle origini del COVID-19
L’FBI sotto l’amministrazione Biden è intervenuta per impedire che il presidente di EcoHealth Alliance, Peter Daszak, venisse interrogato sulle origini del COVID-19 e sui suoi 15 anni di attività presso il laboratorio cinese da cui probabilmente è fuoriuscito il virus, secondo documenti resi pubblici dal senatore Rand Paul.
Il Paul, presidente della Commissione del Senato per la Sicurezza Interna e gli Affari Governativi, ha reso noto che i documenti descrivono in dettaglio come il National Targeting Center della US Customs and Border Protection (CBP) avesse identificato Daszak come «persona di estremo interesse» e intendesse interrogarlo nel febbraio 2021 sulle sue «attività in Cina, i suoi contatti presso il WIV [Istituto di Virologia di Wuhan, ndr] e se avesse raccolto o trasportato campioni biologici», vista la sua partecipazione alla controversa ricerca «gain-of-function», che prevede il potenziamento intenzionale dei virus per studiarne i potenziali effetti.
Tuttavia, tre giorni prima dell’arrivo previsto di Daszak all’aeroporto internazionale John F. Kennedy per il suo rientro negli Stati Uniti, «il CBP ha ricevuto una richiesta dall’ufficio dell’FBI di Nuova York: non fermare il soggetto», si legge nel comunicato. «L’ispezione non ha mai avuto luogo».
Il Daszak, che negli ultimi tempi ha annunciato anche di avere origini ucraine, è una figura fondamentale nella storia, ancora non scritta, della pandemia. Secondo il libro di Andrew Huff, ex vicepresidente Adell’organizzazione del Daszak, EcoHealth Alliance avrebbe avuto, legami con la CIA.
«Queste discussioni hanno portato a pubblicazioni che indicano che il dottor Peter Daszak, presidente di EcoHealth Alliance, stava lavorando con la CIA e che l’agente biologico comunemente noto come COVID-19 (SARS-CoV-2) era in fase di sviluppo presso EcoHealth Alliance da allora 2012 e altre prove suggeriscono che la SARS-CoV-2 sia iniziata prima del 2012» si legge nel libro di Huff The Truth about Wuhan.
Dopo che il SARS-CoV-2 è scoppiato nella stessa città in cui Daszak stava finanziando manipolazioni il coronavirus da pipistrello, la (un tempo) prestigiosissima rivista scientifica The Lancet aveva pubblicato un documento firmato dallo stesso Daszak con oltre due dozzine di scienziati, in cui insisteva che il virus avrebbe potuto provenire solo da un evento di spillover naturale, probabilmente da un mercato di animali vivi e che gli scienziati «stanno uniti per condannare fermamente le teorie del complotto che suggeriscono che il COVID-19 non ha un’origine naturale».
Solo più tardi Lancet avrebbe notato gli evidentissimi conflitti di interessi di Daszak, che fu grottescamente immesso poi – su pressione anche cinese, si disse – nel gruppo di ispettori che a pandemia dilagante fece una visita-farsa al laboratorio virologico wuhaniano.
Come riportato da Renovatio 21, l’organizzazione del Daszak EcoHealth Alliance aveva ricevuto ancora incredibilmente tre milioni di dollari dal ministero della Difesa dell’amministrazione Biden pure dopo la pandemia.
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«Questa non è tutta la storia. È solo l’inizio», ha anticipato il senatore Paul su X.
6/ This isn’t the whole story. It’s the start of one. The Reading Room will be updated on a rolling basis as the investigation continues.
— Senator Rand Paul (@SenRandPaul) July 20, 2026
Le origini del COVID rappresentano uno dei numerosi scandali ancora ufficialmente irrisolti che persistono a cinque anni dalla pandemia. Pubblicamente, la teoria secondo cui il COVID sarebbe sfuggito dal laboratorio di Wuhano, anziché essersi evoluto in natura, è stata ampiamente derisa e respinta sin da quando il senatore statunitense Tom Cotton l’ha avanzata nel febbraio 2020, e per mesi qualsiasi accenno a tale ipotesi è stato condannato come disinformazione. Solo a metà del 2021, ben dopo che i Democratici avevano riconquistato la Casa Bianca, i principali media hanno iniziato a considerarla una possibilità.
Come riportato da Renovatio 21, la svolta fu probabilmente quando nel 2021 uscì un articolo sul Bulletin of Atomic Scientists del noto e rispettato divulgatore scientifico Nicholas Wade.
Nel 2024, la Sottocommissione speciale sulla pandemia di coronavirus del Comitato di supervisione e responsabilità della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha pubblicato la sua tanto attesa analisi post-evento sul COVID-19 e sulla risposta del governo.
Lo studio ha concluso che il COVID è molto probabilmente «emerso a seguito di un incidente di laboratorio o legato alla ricerca», che il governo federale ha sostenuto la ricerca «gain-of-function» presso il WIV senza adeguata trasparenza o supervisione e che l’ex consigliere della Casa Bianca per il COVID e direttore del National Institute of Allergy & Infectious Diseases (NIAID), il dottor Anthony Fauci, «ha giocato con la semantica della definizione di ricerca “gain-of-function”» per negarla, oltre ad aver promosso la creazione del controverso paper «Proximal Origins» nel tentativo di screditare la teoria della fuga di laboratorio, rilevando inoltre che i funzionari del NIAID hanno attivamente cercato di eludere le richieste di accesso agli atti FOIA (Freedom of Information Act) relative alla questione, ad esempio scrivendo intenzionalmente in modo errato vari nomi e termini per renderli più difficili da trovare nelle ricerche per parole chiave.
Due anni fa alcuni scienziati chiesero alla rivista che pubblicò «Proximal Origins», cioè Nature Medicine, di ritrattare l’articolo. A maggio 2025 era emerso che l’amministrazione Trump indaga sull’editore del documento sulle origini del COVID per corruzione, citando l’influenza di Fauci.
Come riportato da Renovatio 21, sulle responsabilità di Fauci nel finanziamento del gain-of-function a Wuhano disse di non aver alcun dubbio l’ex direttore del CDC Robert Redfield. Nel corso dello scorso anno è emerso che Fauci aveva detto ai colleghi di cancellare le prime comunicazioni relative al COVID; a ciò si aggiunge la notizia per cui un assistente di Fauci avrebbe distrutto e-mail sensibili ed utilizzato un account privato per nascondere ilegami con il laboratorio wuhaniano. Secondo documenti emersi nelle inchieste, il Fauci sapeva dell’origine laboratoriale del virus e sapeva pure che i vaccini mRNA non avrebbero funzionato.
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Il senatore Paul ha sostenuto che il Dipartimento di Giustizia dovrebbe perseguire Fauci per aver mentito al Congresso su questa e altre questioni relative al COVID, sebbene il presidente Joe Biden abbia concesso a Fauci un’amnistia generale prima di lasciare l’incarico, rendendo altamente improbabile qualsiasi futura azione penale e ancor meno probabile che venga confermata.
Il Paul, che lavora da mesi e mesi a richieste di documenti di Intelligence su Fauci, il dottor Ralph Baric e il COVID, sostiene che il tentativo dovrebbe comunque essere fatto, in modo che i tribunali possano decidere se confermare o meno l’amnistia alla luce dei dubbi sulla capacità mentale e decisionale di Biden nei suoi ultimi giorni di mandato. Già un lustro fa, il senatore aveva dichiarato pubblicamente che «Fauci potrebbe essere il responsabile dell’intera pandemia».
Come riportato da Renovatio 21, l’FBI era a conoscenza della possibile fuga da laboratorio già nel marzo 2020. Si discute oramai da anni anche del fatto che militari di tutto il mondo potrebbero aver contratto il coronavirus durante i Giochi sportivi militari di Wuhano nell’ottobre 2019, contribuendo quindi alla diffusione mondiale del COVID. L’Intelligence americana ancora nel 2021 aveva confermato che lavoratori del laboratorio di Wuhano erano già malati a novembre 2019.
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Immagine di Tony Webster via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
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