Sorveglianza
Praga persegue i cittadini che sostengono la Russia
Le forze dell’ordine ceche si stanno occupando di un numero crescente di casi legati all’approvazione pubblica dell’operazione militare russa in Ucraina, ha riferito sabato il media iRozhlas, citando i dati della polizia. Le autorità di Praga hanno considerato un crimine esprimere pubblicamente sostegno a Mosca nel suo conflitto con Kiev.
La Procura ceca ha avvertito nel febbraio 2022 che appoggiare l’operazione militare russa in Ucraina durante manifestazioni o online, così come elogiare o sostenere alti funzionari russi, può essere trattato come «approvazione di un crimine», o «negare, mettere in discussione, approvare o giustificazione di un genocidio» ai sensi del codice penale, riporta RT.
Come riportato da Renovatio 21, le autorità ceche avevano avvertito la popolazione che l’esprimersi a favore di Mosca avrebbe potuto comportare una pena di fino a tre anni di carcere.
La polizia ceca afferma di aver indagato su centinaia di denunce relative a questo tipo di azioni dall’inizio del conflitto. Il numero di procedimenti penali aperti a causa del sostegno pubblico alla Russia ha raggiunto i 384, ha detto a iRozhlas il portavoce della polizia Ondrej Moravcik. Sono state accusate quasi 100 persone, ha aggiunto.
Secondo il portavoce, in alcuni casi i tribunali si sono già pronunciati. Il funzionario non ha rivelato quanti casi siano arrivati in tribunale o se qualcuno sia stato condannato al carcere per aver espresso sostegno alla Russia. Secondo Moravcik, la polizia smette di seguire questi casi dopo averli consegnati alla Procura per l’incriminazione.
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Secondo il codice penale ceco, il crimine è punibile fino a un anno dietro le sbarre. Coloro che saranno giudicati colpevoli di aver negato o giustificato il «genocidio» potrebbero trascorrere dai sei mesi ai tre anni in prigione.
Le autorità ceche hanno dovuto affrontare pesanti critiche pubbliche per il loro sostegno a Kiev e i suoi legami con gli Stati Uniti. A settembre, circa 10.000 persone hanno preso parte a una manifestazione nella capitale Praga, chiedendo le dimissioni del governo a causa delle sue politiche filo-occidentali.
La manifestazione è stata organizzata dal partito di opposizione Legge, Rispetto, Competenza (PRO). I manifestanti hanno chiesto a Praga di porre il veto a qualsiasi tentativo dell’Ucraina di aderire alla NATO, aggiungendo che la Repubblica Ceca dovrebbe ritirarsi dal blocco guidato dagli Stati Uniti.
Un anno fa, a pochi mesi dall’inizio della guerra ucraina, Praga fece sapere che per sostenere Kiev aveva già esaurito le scorte di armi.
Come riportato da Renovatio 21, pochi giorni dalla morte della giornalista russa Darja Dugina, assassinata con un’autobomba a Mosca, il ministro della Difesa della Cechia Jana Chernochova disse via Twitter di non sentirsi dispiaciuta per la questione.
La guerra nella vicina Ucraina ha prodotto in Repubblica Ceca episodi grotteschi come quello del rifugiato 36enne di Odessa arrestato per aver messo un petardo nella vagina della moglie.
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Immagine di Ulrika via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NoDerivs 2.0 Generic
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Washington proibisce i robot aspirapolvere stranieri: potrebbe spiare gli americani
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Sorveglianza
Ecco il lockdown per l’afa
Titolo de La Repubblica: «Chiusi in casa per l’afa: per i più piccoli è un nuovo lockdown».
Eccoci qua, ci risiamo. Il linguaggio del rotocalco turbomondialista ormai è sempre lo stesso: pare quasi godere nell’invocare qualsiasi proibizione, così da poter mettere a tutta pagina la parolina tanto cara ai chiusuristi in tempo pandemico: lockdown.
Siccome è caldo, fin troppo, e questo cambiamento climatico sembra non darci pace, le politiche green – predatorie per i nostri portafogli e distruttrici di interi settori socioeconomici – non sembrano sortire effetti. Così si ricorre ancora una volta al «chiusurismo». State a casa, non uscite nelle ore diurne più calde, anzi meglio non uscire proprio con la luce del sole; al massimo una passeggiatina appena dopo cena e poi di nuovo in casa, perché si potrebbe incappare in gente poco raccomandabile e pericolosa dopo una certa ora, in ispecie nelle grandi città.
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Ecco che anche in estate la nostra cara socialità sembra andare a farsi benedire, proprio nella stagione in cui si dovrebbe stare all’aperto, nei parchi, in piscina, al lago o al mare. Invece no: costretti a stare in città e per giunta chiusi in casa. Mi si obietterà che per andare al mare – o al fresco della montagna, che sia – ci vogliono i soldi e troppe famiglie vivono sotto la soglia di povertà.
Lo stesso sistema che vi chiede di rimanere segregati in casa è il medesimo che ha eroso, pezzo dopo pezzo, il vostro potere d’acquisto e ha fatto calare i vostri stipendi; ma, al contempo, per rabbonirvi, vi ha illuso di poter acquistare qualsiasi bene di consumo con delle semplici rate che, ahinoi, vanno a pesare sempre di più sulle già martoriate buste paga.
Leggiamo su La Repubblica: «Non uscire nelle ore centrali. Non fare attività fisica con l’afa. Stare lontani da sole. Tenere chiusi vetri e persiane. Un passo indietro dopo l’altro, le regole contro il caldo hanno riportato di nuovo bambini e adolescenti per buona parte del tempo in casa. Al netto dei periodi di mare o montagna, l’estate con le temperature che lambiscono i 40 gradi ripropone alle famiglie alcuni dei problemi che credevamo superati con lo sfumare del COVID». Una dolce segregazione per il nostro bene.
Qualche mese fa, in un comune calabrese, abbiamo visto il lockdown adolescenziale pensato per proteggere i quattordicenni che girano in maniera incontrollata per tutta la notte cercando di aggredire i loro coetanei o arrecare danno alle strutture balneari.
Oltralpe si sono già portati avanti e hanno fatto un deciso upgrade alla chiusura, ossia il «lockdown maranza»: un’intera comunità francese costretta agli arresti domiciliari a causa di un’infezione esterna, che non è un virus stavolta, ma la violenza anarco-tirannica delle bande di giovani immigrati.
Come riportato da Renovatio 21, un nuovo studio rivela che lo stress causato dai lockdown dovuti al COVID-19 ha provocato cambiamenti duraturi nel cervello degli adolescenti. Lo studio ha scoperto che la pandemia ha avuto effetti a lungo termine sugli adolescenti e sui sistemi biologici dei loro corpi correlati allo stress.
Le restrizioni sociali hanno già causato cambiamenti significativi nello sviluppo dei bambini di età pari o inferiore a sei anni, ritardando l’acquisizione di un’abilità sociale fondamentale.
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Numerosi studi che abbiamo riportato su Renovatio 21, suggeriscono che i lockdown e le altre misure adottate per prevenire la diffusione del COVID-19 hanno causato danni gravi e potenzialmente irreversibili ai bambini in età prescolare. Reiterare isolamento ai nostri figli diventa un pericolo concreto per la loro crescita, il loro sviluppo e soprattutto va a ledere la loro socialità, che è linfa vitale per la loro crescita.
Ecco, guardiamoci bene dall’invocare, per qualsiasi problema, questo tipo di soluzione, che non è assolutamente risolutiva, bensì dannosa.
È chiedere troppo se vogliamo soluzioni concrete che non siano punizioni agli ignari cittadini?
È chiedere troppo, per i cittadini, sentirsi liberi e protetti dallo Stato?
Il quale Stato, parrebbe, non vuole più assumersi alcuna responsabilità.
Francesco Rondolini
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Immagine screenshot da YouTube
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Chat control, il Parlamento Europeo ha esteso fino al 2028 il programma di sorveglianza sui nostri telefoni
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