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Immigrazione

Online Safety Act, ecco le immagini censurate della repressione contro la protesta della popolazione britannica

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In Gran Bretagna vengono censurati i filmati che mostrano la dura repressione della polizia nei confronti dei cittadini che si presentano negli hotel per protestare contro l’invasione di migranti illegali, poiché molti sono stufi dopo che un migrante etiope di 38 anni ha aggredito sessualmente una ragazza di 14 anni.

 

I video vengono censurati ai sensi del controverso nuovo Online Safety Act, promosso come un modo per impedire ai bambini di essere esposti a contenuti espliciti su Internet… ma ora viene utilizzato per nascondere la tirannia dello Stato, l’enorme clamore pubblico e l’invasione in corso.

 

Nel resto del mondo, tuttavia, circolano immagini di proteste continue dei cittadini autoctoni e di repressioni proditorie da parte delle forze dell’ordine britanniche.

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Il sentimento di rivolta scoppiato la scorsa estate sembra non essere sopito per nulla. La polizia, tuttavia, sembra colpire perfino con maggiore violenza.

 

 

 

 

 

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Come aveva scritto Renovatio 21 un anno fa all’altezza delle rivolte contro la two-tier policy che protegge gli immigrati e condanna i cittadini comuni, il vero fine delle proteste e della repressione viste in Albione era l’entrata in uso di una tirannia biopolitica totale, di fatto già iniziata con un regime in cui cittadini vengono spediti in carcere per avere semplicemente retwittato delle parole.

 

Una petizione per abrogare l’Online Safety Act ha superato le 400.000 firme in soli cinque giorni dalla loro entrata in vigore. I critici sostengono che la legge limiti l’accesso ai contenuti legali e leda la privacy digitale, sebbene il governo britannico abbia insistito sul fatto che le misure siano necessarie per proteggere i minori.

 

L’Online Safety Act, adottato nel 2023, conferisce all’ente regolatore delle comunicazioni Ofcom ampi poteri per supervisionare i contenuti generati dagli utenti, imporre la moderazione e imporre controlli sull’età sulle piattaforme a cui potrebbero accedere i bambini.

 

La scorsa settimana è entrata in vigore una disposizione fondamentale che impone ai siti web pornografici di introdurre la verifica dell’età basata sull’identità. La stessa regola si applica ai motori di ricerca, alle piattaforme social e ad altri servizi considerati ad alto rischio. Xbox ha già iniziato a implementare i controlli, la cui piena applicazione è prevista per il 2026.

 

Il leader del partito riformista britannico, Nigel Farage, ha definito le norme «una soppressione della vera libertà di parola», mentre la sua collaboratrice Zia Yusuf ha criticato la legge definendola «un’eccessiva estensione» che «fa precipitare il Paese in uno stato distopico al limite». Altri sostengono che le misure limiteranno i contenuti sulla base di vaghe valutazioni del rischio e istituiranno un regime di censura con il pretesto della tutela dei minori.

 

Il Segretario alla Tecnologia, Peter Kyle, ha risposto accusando Farage di schierarsi dalla parte di predatori sessuali come il defunto Jimmy Savile. Farage ha definito l’affermazione «assolutamente disgustosa» e ha chiesto scuse pubbliche.

 

L’utilizzo delle VPN nel Regno Unito è aumentato vertiginosamente dall’entrata in vigore della legge, con Proton VPN che ha registrato un aumento del 1.800% delle iscrizioni. Le autorità avvertono che le piattaforme che promuovono l’uso delle VPN per aggirare le norme di sicurezza potrebbero essere sanzionate.

 

Sebbene la maggior parte delle disposizioni sia appena entrata in vigore, l’Online Safety Act è già stato utilizzato in tribunale. Un uomo è stato incarcerato per cyber-flashing, in base a un nuovo reato introdotto dalla legge. Altri sono stati perseguiti per aver pubblicato contenuti falsi o dannosi sui social media, sollevando ulteriori preoccupazioni circa l’impatto sulla libertà di espressione.

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Immigrazione

Un altro capodanno nell’anarco-tirannia migratoria

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Mentre tutta l’attenzione mediatica va alla tragedia dei giovani abbienti massacrati nella strage incendiaria di Cras-Montana, il capodanno europeo è proseguito con la sua nuova tradizione irrinunziabile: violenze e vandalismi, follie e molestie, devastazione e caos servito dalle masse immigrate in varie città del continente – Italia, ovviamente, inclusa.   Chi segue Renovatio 21 sa che al fenomeno abbiamo dedicato vari articoli – sia per i capodanni di disordine e violenza, sia per altre occasioni, come i mondiali di calcio, dove gli immigrati spaccano la città sia che la squadra del loro Paese (cui, quindi, parrebbe non vogliano disassimilarsi…) vinca o perda.   Il risultato è l’immagine dell’anarco-tirannia in caricamento in tutte le nazioni del vecchio continente, investite da decadi di piano Kalergi sempre più spudorato.   Per il cittadino contribuente, tasse tartassanti, divieti, multe e perfino la clausura epidemica. Per l’immigrato invece piena libertà di gozzovigliare barbaramente creando danni ed insicurezza nella nostra città. Il lettore di Renovatio 21 sa che si tratta di un disegno preciso per fiaccare e sostituire la popolazione con un popolo più debole, sciocco e quindi obbediente.   Qualche commentatore – tra i pochi che si occupano del pattern orama evidente – lo hanno chiamato «capodanno maranza», in realtà è un assaggio della vita quotidiana nell’anarco-tirannia, che è quello che stanno instaurando davanti a nostri occhi inani.   Facciamo una carrellata di bei video.   Questa è Roma. I «maranza», dicono, hanno reso il Colosseo un campo di battaglia. Interessante la «torta» (scatola che spara in cielo razzi multipli) tenuta a mano, come a voler dirigere i pericolosi colpi. O forse è così solo perché l’immigrato festinante non sa che va posata per terra; il fatto che la getti al suolo rovesciata, alla fine, farebbe propendere per la seconda ipotesi: anche l’ignoranza, sappiamo, può essere distruttiva quanto la malizia vandalica.    
 
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Ecco la notte di San Silvestreo a Firenze, la grande centrale della cultura umanistica europea: quelli che sembrano immigrati con il giubbino bello cominciano a prendersi a sediate. Volano fogli, tavoli, di tutto, proprio sotto la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, il Duomo di Firenze, e il pallido albero di Natale di piazza.    

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  Rozzano, detta anche Rozzangeles, città metropolitana di Milano. Taniche di benzina in piazza. In rete i commenti sono di ringraziamento al governo di centro-destra: in America Trump remigra a migliaia, qui questi vengono lasciati devastare liberamente, nonostante da tre anni dovrebbe esserci in carica un esecutivo «sovranista». Risultato pirotecnico, o neanche quello (di tecnica non c’è nulla), risultato incendiario.     Sempre Milano: i ragazzi stranieri si arrampicano su impalcatura per mostrare un qualche segno calcistico, supponiamo, tra il frastuono dei raudi sparati a caso.     E pensare che per evitare i problemi degli scorsi anni (gli immigrati che si arrampicano sulla statua del Savoia per insultare l’Italia, sublime eterogenesi dei fini risorgimentali; la tahurrash gamea, cioè lo stupro di massa arabo, di pochi anni fa) avevano messo dei filtri all’entrata in piazza Duomo: risultato visibile dai filmati, comunque caos, e colonna sonora di sole urla nella lingua di Maometto proprio sotto la Madonnina.  

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Circolano le immagini da Trezzano sul Naviglio, zona Sud della capitale morale, dove sarebbe stato dato alle fiamme con i petardi l’albero di natale luminoso in piazza.   E ancora: video da Ascoli e Prato, divenute Zone Temporaneamente Autonome della teppa kalergista.  

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Ma minga è solo l’Italia.   Facciamo, come ogni anno, un giro a Berlino, dove la massa immigrata ci regala a tutti i San Silvestro emozioni fantastiche – arrivando, come l’anno scorso, a farsi riprendere mentre perculano la polizei o sparano come altrove sulla Croce Rossa (sic! sì!) grandi voleés di razzi e petardoni.     Quest’anno sta tutti impazzendo per questa ragazza in rosa che probabilmente non aveva capito bene, e scappando dai «festeggiamenti» si becca pure qualcosa in testa. Festeggiare la fine dell’anno tirando qualcosa addosso una bionda che passa: e perché no?     Eccezionale anche il razzo lanciato dentro un ristorante. Eccerto.  

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Perché poi privarsi del bombardamento di una altersheim, una casa di riposto?     E ancora, guerriglia tra festinanti immigrati e polizia in tutte le grandi città europee, Parigi, Amsterdam, Bruxelles, Rotterdam…     Numeri record Oltralpe: almeno 1.173 veicoli incendiati in tutta la Francia, superando i 984 dell’anno scorso. 505 arresti e 403 persone in custodia cautelare (in aumento rispetto ai 420 arresti e 310 dell’anno scorso). I ragazzi si stanno impegnando.  

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Qualcuno dice che il capodanno francese è in realtà divenuto il «festival del rogo delle auto degli infedeli».  

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Ad Amsterdam tuttavia è stato fatto di meglio: a capodanno hanno dato alle fiamme una chiesa storica, la Vondel Church, architettura religiosa neogotica completata nel 1879, monumento importante vdella città.     A questo punto il messaggio dovrebbe essere chiarissimo: i fuochi d’artificio agitati dagli immigrati sono per dare alla fuoco la nostra civiltà – letteralmente.   Sono prove generali, sono esercitazioni congiunte annuali. La violenza ciclica del 31 dicembre migrante è una dose omeopatica di quella che hanno in serbo per noi nel futuro prossimo. La distruzione dell’Europa e degli europei, l’incenerimento del cristianesimo, lo scatenamento del caos più infame in tutte le nostre città, con prevaricazioni e stupri, sangue e lacrime per tutti noi.   La domanda lato nostro è semplicissima: dove sta scritto che dobbiamo accettarlo?   Roberto Dal Bosco

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Immigrazione

L’Ungheria promette di sfidare il programma sull’immigrazione

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L’Ungheria ha promesso una «rivolta» contro l’Unione Europea nel 2026, ha annunciato il ministro degli Esteri Pietro Szijjarto, affermando che Budapest capeggerà una ribellione contro il nuovo Patto migratorio dell’euroblocco.

 

La normativa, che entrerà in vigore a luglio, impone agli Stati membri di contribuire, in base alla popolazione e al PIL, ad alleggerire la pressione migratoria sui Paesi più esposti all’interno dell’Unione.

 

Ogni Stato è tenuto ad accogliere un determinato numero di migranti dagli hotspot oppure a versare 20.000 europer ciascun richiedente che rifiuta di ospitare.

 

«Proprio come nel 2025, nel 2026 non lasceremo entrare nessun migrante in Ungheria e non pagheremo un solo fiorino con i soldi degli ungheresi», ha scritto domenica lo Szijjarto su Facebook, bollendo la richiesta come «assurda».

 

Il dettato UE collide con le rigide politiche nazionali ungheresi, che prevedono barriere al confine e il rifiuto delle quote obbligatorie. Tale posizione ha già portato Bruxelles a sanzionare Budapest, con la Corte di giustizia europea che, da giugno 2024, ha imposto una penale giornaliera di 1 milione di euro per inadempienza.

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Lo Szijjarto ha sostenuto che il patto avvantaggia soprattutto quei Paesi in cui sicurezza e stabilità sociale sono deteriorate al punto che l’obiettivo principale è ora espellere i migranti nel minor tempo possibile.

 

Il primo ministro Vittorio Orban aveva già preannunciato che l’Ungheria non si atterrà ai nuovi obblighi UE, definendo la politica «scandalosa». Orbán è noto per le sue critiche ferree alle scelte dell’Unione, sia in materia di immigrazione sia riguardo al conflitto in Ucraina.

 

Anche Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca si sono opposte al Patto migratorio UE. Varsavia e Bratislava hanno chiesto deroghe, mentre il nuovo esecutivo di Praga auspica una rinegoziazione della norma.

 

Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato Budapest ha minacciato di inviare migranti a Bruxelles. Orban in precedenza ha dichiarato che l’Occidente vede l’immigrazione come un «modo per sbarazzarsi dell’omogeneità etnica che è alla base dello Stato-nazione» e che «nessun danaro» può far sì che l’Ungheria accetti immigrati e agenda LGBT.

 

I suoi attacchi alle politiche di immigrazione di Bruxelles vanno avanti da anni, con il risultato di essere messo sotto accusa dai potentati UE per la questione dello «stato di diritto», espressione che, dopo la pandemia, in bocca a qualsiasi istituzione fa piuttosto ridere.

 

Come riportato da Renovatio 21, Orban l’anno scorso aveva definito la UE come una «parodia dell’URSS».

 

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Immigrazione

Elon Musk: Bruxelles non è più belga

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Elon Musk ha lanciato l’allarme sul ricambio demografico nella capitale belga, citando un recente studio che ha rilevato che quasi tre minorenni su quattro a Bruxelles sono di origine extraeuropea.   Si ritiene che circa il 72,9% dei residenti di Bruxelles di età compresa tra 0 e 17 anni abbia un background migratorio, ha riportato Remix News all’inizio di questa settimana, citando i dati di StatBel, l’ufficio statistico ufficiale del Belgio. Secondo il rapporto, solo il 10,56% di questa fascia d’età è classificato come belga di origine esclusivamente belga. Nel complesso, si ritiene che il 78% della popolazione della città sia ora di origine non belga.   «La capitale del Belgio non è più belga», ha scritto Musk su X venerdì, rispondendo a un post dell’imprenditore Mario Nawfal, che ha avvertito che la trasformazione demografica di Bruxelles avrà «profonde conseguenze sociali».  

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«Ciò non è accaduto per caso, ma attraverso scelte politiche deliberate fatte dalle élite politiche che hanno liquidato gli avvertimenti come ‘miti’», ha scritto Nawfal, osservando che «il ricongiungimento familiare è diventato il motore principale dell’insediamento di massa, accelerando il cambiamento demografico ben oltre il consenso pubblico».   Anche il parlamentare belga Filip Dewinter del partito Vlaams Belang ha descritto la tendenza a Bruxelles come «sostituzione della popolazione», sostenendo che i dati supportano l’affermazione che «la popolazione autoctona europea sta venendo sostituita».   Tendenze simili sono state osservate in altre città europee. A Francoforte, in Germania, ad esempio, la popolazione locale è una minoranza almeno dal 2015, con oltre la metà della popolazione cittadina registrata come di origine immigrata e tre quarti dei bambini sotto i sei anni rientrano in questa categoria.   Il cambiamento demografico nella capitale dell’UE avviene mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avvertito che l’Europa si trova ad affrontare «la reale e dura prospettiva della cancellazione della civiltà» a causa dell’immigrazione e potrebbe diventare «irriconoscibile in 20 anni o meno».   Elon Musk aveva già criticato le migrazioni di massa, sostenendo che «porteranno alla distruzione di ogni Paese che le consente», e aveva affermato che i politici di sinistra stanno «importando un blocco di elettori di sinistra dipendente dai sussidi governativi».   Come riportato da Renovatio 21, tre mesi fa il ministro della Difesa belga Theo Francken ha annunciato che potrebbe dispiegare truppe dell’esercio a Bruxelles entro la fine dell’anno per pattugliare la città, in risposta alle crescenti pressioni sul governo per contrastare la criminalità violenta e ristabilire l’ordine nella capitale, oramai totalmente sconvolta dall’immigrazione che ne ha cambiato i connotati.   L’anno scorso il capodanno, come in altre città europee (da Milano a Berlino) è stata teatro di violenze belluine e gratuite, con molotov lanciate persino contro le ambulanze.

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Immagine di Gage Skidmore via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
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