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I legislatori di Nuova York cercano di rilanciare i bagni pubblici gay: nessuno teme più l’AIDS?

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Una nuova proposta lanciata nello Stato di Nuova Yorklegalizzerebbe il sesso nelle saune e nei bagni pubblici di tutta la città, abrogando una legge degli anni Ottanta che accusava questi incontri sessuali sfrenati di diffondere l’AIDS tra gli omosessuali. Lo riporta il New York Post.

 

Il senatore statale Erik Bottcher e il deputato Tony Simone, che rappresentano il West Side di Manhattan, zona considerata aperta alla comunità LGBT, hanno affermato che è giunto il momento di sostituire il vecchio e polveroso divieto sulle «saune per adulti».

 

«Dovremmo farli uscire allo scoperto», ha dichiarato Simone durante un’intervista la scorsa settimana, sostenendo che i bagni pubblici sarebbero più sani e sicuri se fossero regolamentati. «Faceva parte della cultura gay. Queste persone sono adulte. Il sesso è consensuale», ha affermato il Simone, che è il primo membro dell’assemblea apertamente gay a rappresentare il 75° distretto dell’Assemblea statale di Nuova York. Pure il Bottcherro, 47enne, è dichiaratamente omosessuale e che ha raccontato a favor di stampa di aver avuto pensieri suicidi quando al liceo era omosessuale non dichiarato.

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La legge vigente stabilisce: «Nessun locale può mettere a disposizione strutture per attività sessuali in cui si pratichino rapporti anali, vaginali o fellatio. Tali strutture costituiscono una minaccia per la salute pubblica». Tuttavia la nuova legge che la abroga riconosce che le saune sono state per decenni importanti luoghi di ritrovo per le persone omosessuali, prima di essere chiuse durante il picco dell’epidemia di HIV/AIDS per contenere i contagi e i decessi.

 

«Siamo nel 2026, non nel 1986: le pratiche basate su dati concreti, frutto degli ultimi 30 anni di ricerca nel campo della salute pubblica, dimostrano chiaramente che dovremmo abrogare il divieto di accesso a bagni pubblici e saune per adulti», ha dichiarato il deputato Simone in un comunicato stampa che annunciava il disegno di legge. «Le persone queer di Nuova York sono costrette a vivere nell’ombra… sappiamo tutti che questi posti esistono», ha affermato.

 

In effetti, diverse spa e stabilimenti termali nella Grande Mela sono già noti per essere luoghi frequentati da coppie senza scrupoli, con segnalazioni di incontri sessuali in pubblico allo Spa Castle nel Queens e all’East Side Club, una sauna aperta 24 ore su 24 a Midtown.

 

Allen Roskoff, veterano attivista LGBT che ha perso persone care a causa dell’AIDS, ha affermato che il divieto delle saune gay è stato un tema controverso nella comunità gay negli anni Ottanta, con molti omosessuali favorevoli e contrari alla chiusura. Tuttavia ha affermato che è giunto il momento del ritorno dei bagni pubblici. «Per decenni, le saune gay di Nuova York sono state parte integrante della vita omosessuale», ha affermato Roskoff, presidente del Jim Owles Liberal LGBT Democratic Club.

 

Il decano dell’attivismo omotransessualista neoeboraceno ha detto al NY Post che i bagni pubblici erano luoghi di socializzazione e di sesso, ma che erano molto di più. «Erano simboli della nostra comunità, della nostra cultura e della nostra lotta per i diritti civili e la liberazione sessuale. Ho trascorso gran parte della mia giovinezza in quei luoghi», ha detto il Roskoffo, raccontando che i leader politici hanno fatto campagna elettorale in quei locali e che artisti come Bette Midler e Barry Manilow vi si sono esibiti.

 

Roskoff sosteneva che si trattava di attrazioni turistiche, frequentate da omosessuali provenienti da tutto il mondo. «Uomini gay provenienti da tutto il mondo si recavano in questo luogo simbolo di Nuova York. È ora di scrollarsi di dosso la paura e lo stigma del passato e permettere la sua riapertura», ha affermato.

 

Il Bottcher e il Simone hanno inoltre sottolineato che ora esistono trattamenti efficaci per l’HIV/AIDS, come la PrEP, la PEP, i test di routine per l’HIV e altre strategie di prevenzione. «Le misure di emergenza di un’altra epoca non dovrebbero diventare politiche pubbliche permanenti», ha affermato Bottcher, presidente della Commissione Città del Senato statale, nella dichiarazione congiunta.

 

«Le misure adottate al culmine della crisi dell’AIDS sono anacronistiche rispetto alla realtà moderna. La scienza è cambiata. La prevenzione è cambiata. Le cure sono cambiate. È ora che cambino anche le nostre leggi». Dall’inizio dell’epidemia di AIDS, oltre 100.000 cittadini neoboraceni sono morti a causa di malattie correlate all’AIDS.

 

I due politici, al pari di tanti attivisti omotransessualisti in tutto il mondo, tanno parlando di forme di cura della malattia che taluni ritengono inevitabile – qualora non si voglia rinunciare allo stile di vita di promiscuità assoluta (con saune e club gay, assieme ai cespugli e alle piazzole di sosta in autostrada a rappresentarne il teatro d’elezione) e di sesso perverso come nelle dark room et similia – se non addirittura desiderabile, come dimostra il fenomeno dei bugchaser e dei giftgiver: esistono omosessuali che vogliono apertamente prendere il virus e altri che vogliono darlo.

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Per quanto allucinante – il programma scandalistico-progressita Le Iene ci fece un servizio anni fa andando in cortocircuito – il fenomeno di epidemizzazione volontaria dell’HIV esiste e ci interroga sulle radici stesse dell’omosessualismo. Da una parte c’è chi tenta di giustificare razionalmente la scelta di ammalarsi dicendo che vuole farlo per non pensarci più e vivere con le cure (in Europa garantite dallo Stato) che adesso permettono di vivere a lungo – una malattia più trattabile del diabete, dice il luogo comune diffuso tra i gay; dall’altra è visibile un impulso di morte di tipo sadomasochista sia in chi riceve il male sia in che lo dà volontariamente.

 

Grande frequentatore delle saune gay a San Francisco, capitale globale LGBT, fu il filosofo francese Michel Foucault, che contrasse l’AIDS e ne morì. La voce secondo cui egli sarebbe divenuto per ragioni filosofiche un untore volontario del virus sono raccolte del libro di James Miller La passione di Michel Foucault (1983), dove però si dice di non averne trovato prove. Foucault era omosessuale e sadomasochista, frequeantore nella città nordcaliforniana dei club di perversione. Secondo la biografia di Miller, il Foucalto omprò l’attrezzatura tipica (giacca e cappello di pelle, manette, fruste, pinze per capezzoli, ecc.) e partecipò a pratiche che includevano bondage, fist-fucking e altri giochi di potere e dolore consensuali.

 

Il filosofo di Sorvegliare e punire non lo nascondeva. In interviste degli anni Ottanta (per esempio quella pubblicata su The Advocate, storica rivista dell’omosessualismo statunitense) ne parlò in modo esplicito e positivo: non lo vedeva come liberazione di una violenza nascosta, ma come invenzione di nuovi piaceri, lo definiva un’«impresa creativa» che erotizza parti del corpo normalmente ignorate e «desessualizza» il piacere (lo stacca dal solo sesso genitale), lo interpretava come un gioco strategico di potere in cui i ruoli (padrone e schiavo) sono reversibili e sempre negoziati, quindi come continuazione del suo pensiero filosofico sul potere.

 

Foucault è idoltrato oggidì anche in Italia da impiegati della greppia dell’Istruzione di Stato e da laureati di filosofia perditempo da essa sfornati.

 

Ulteriore frequentatore delle saune gay era, per motivi di studio, il dottor Anthony Fauci, che all’epoca si era lanciato nella ricerca del morbo che decimava gli omosessuali. Gli errori ascritti a Fauci sono di portata mostruosa: promuovendo come cura il farmaco anticancro AZT avrebbe cagionato la morte di migliaia di omosessuali. La storia è in parte raccontata nel film Texas Buyers Club (2013).

 

Come riportato da Renovatio 21, Fauci anche a quel tempo pontificava beato sui media sparando bufale a tavoletta, come quando disse che l’HIV poteva trasmettersi in casa senza contatto.

 

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Fauci era divenuto quindi una sorta di nemico pubblico del movimento omosessuale, con un attivista che arrivò a scrivergli una storica lettera pubblica in cui lo definiva «idiota e incompetente».

 

Secondo il libro di John F. Kennedy jr. The Real Anthony Fauci, il dottore avrebbe eseguito studi di crudeltà indicibili su bambini orfani a Nuova York, usati impunemente come cavie umane.

 

Fauci, che è come lo definisce Robert Kennedy jr. il tessitore della narrazione pandemica era anche il socio di Robert Gallo, l’altro virologo connesso alla scoperta dell’AIDS. Montagnier e Gallo si disputarono la scoperta e la scienza dell’AIDS per anni. Anche in un ambiente non prono alle scenate, come quello dell’alta medicina, fu uno spettacolo poco edificante, tenuto in piedi anche da Fauci, che secondo alcuni ha favorito come ha potuto – con il potere sanitario che già accumulava – il socio Gallo. Alla fine, a risolvere furono, addirittura, i presidenti di USA e Francia, che siglarono una pace per le pretese scientifiche e soprattutto le questioni di brevetti e proprietà intellettuale.

 

 

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Mons. Strickland: perché i leader della Chiesa continuano a sostenere l’agenda LGBT?

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Renovatio 21 pubblica questo testo del vescovo Joseph Strickland apparse su LifeSiteNews.   Certamente le Scritture condannano l’orgoglio, l’ingiustizia e l’abbandono dei poveri. I profeti lo chiariscono in modo inequivocabile. Ma le Sacre Scritture presentano anche chiaramente Sodoma come una città che aveva rigettato il disegno di Dio per la sessualità umana e aveva abbracciato una grave immoralità sessuale.   Da 2000 anni la Chiesa ha compreso questa lezione. La parola «sodomia» deriva dalla città di Sodoma e dal racconto del Libro della Genesi. Nella storia, due angeli fanno visita a Lot, che si trova a Sodoma, e quando gli uomini circondano la casa di Lot e gli chiedono di consegnare i due visitatori, è chiaro che intendevano abusare sessualmente di loro. Per questo, Dio distrugge Sodoma e la vicina città di Gomorra con fuoco e zolfo.   Perché, dunque, oggi si esita tanto ad affermarlo?   Perché così tanti nella Chiesa, persino nelle più alte cariche, si rifiutano di nominare questo peccato, mascherandolo invece con parole come «ospitalità»? E perché la Chiesa oggi evita soprattutto di parlare apertamente degli atti omosessuali? La Chiesa non ha mai insegnato che la legge morale di Dio cambi con la cultura. Ha sempre proclamato che il matrimonio è la sacra unione di un uomo e una donna e che ogni forma di attività sessuale al di fuori di tale alleanza è contraria al piano di Dio.

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Non spetta a noi riscrivere questi insegnamenti. Appartengono a Cristo. Eppure oggi vediamo una crescente confusione all’interno della Chiesa stessa. Vediamo voci nella Chiesa che si associano sempre più alla difesa dei diritti LGBTQ. Sentiamo voci che sembrano parlare con incertezza laddove la Chiesa ha sempre parlato con chiarezza.   Queste preoccupazioni non possono essere semplicemente ignorate. I pastori hanno il sacro dovere di insegnare con chiarezza. I fedeli hanno il diritto di ascoltare il Vangelo nella sua pienezza, non un Vangelo rimodellato dalle preferenze della cultura, ma il Vangelo trasmesso da Cristo attraverso la Sua Chiesa. Non si tratta di puntare il dito contro un particolare gruppo di peccatori.   Ognuno di noi deve presentarsi davanti alla Croce e riconoscere i propri peccati: superbia, avidità, lussuria, adulterio, pornografia, contraccezione, fornicazione, atti omosessuali. Ogni peccato grave ci separa da Dio se lo abbracciamo consapevolmente e deliberatamente senza pentimento. La Chiesa non nomina questi peccati perché odia i peccatori, ma perché ama le anime. Se un medico si rifiutasse di nominare una malattia mortale per paura di offendere il paziente, lo definiremmo negligenza, non compassione.   La Chiesa è chiamata a qualcosa di ben più grande: è chiamata a dire la verità con amore, anche quando questa verità è difficile da ascoltare. Ciò che rende questo momento particolarmente allarmante è che gran parte della confusione non proviene più solo dalla cultura, ma ora proviene dall’interno della Chiesa stessa. Invece di ascoltare una chiara proclamazione dell’insegnamento perenne della Chiesa sul matrimonio e sulla morale sessuale, ci imbattiamo in messaggi e azioni che sembrano suggerire qualcosa di molto diverso.   Ad esempio, ora abbiamo un documento che permette certe benedizioni per le coppie in situazioni irregolari, comprese le «coppie» dello stesso sesso. Ci sono state Messe e ministeri associati a persone che «si identificano come LGBTQ» che hanno creato confusione anziché chiarezza. Voci autorevoli all’interno della Chiesa hanno sollecitato nuovi approcci pastorali che offuscano la distinzione tra accogliere ogni persona e affermare comportamenti che la Chiesa ha costantemente insegnato come contrari al piano di Dio.   Questi sviluppi hanno indotto molti cattolici a porsi una domanda dolorosa: la Chiesa ha cambiato il suo insegnamento? La risposta deve essere no. La Chiesa non ha l’autorità di cambiare ciò che Dio ha rivelato. La verità divina non si evolve con l’opinione pubblica. «Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno» (Eb 13,8). Ciò che la Chiesa ha sempre insegnato sul matrimonio e sulla morale sessuale rimane vero oggi perché non deriva dal mutare dell’opinione umana, ma dall’immutabile sapienza di Dio.   Ecco perché la chiarezza è così importante. Quando sono in gioco delle anime, l’ambiguità non è un atto di carità. Le persone meritano di ascoltare la verità nella sua pienezza, perché solo la verità ci rende liberi. Ognuno di noi è chiamato alla conversione. Ognuno di noi è chiamato alla santità. E ognuno di noi ha bisogno sia della misericordia di Cristo sia del coraggio di allontanarsi da tutto ciò che ci separa da Lui.   Ciò che rende questo momento così inquietante è che questa confusione è sorta proprio nel momento in cui i cattolici fedeli hanno visto la gerarchia della Chiesa allontanarsi dalle proprie tradizioni. Da tempo, i cattolici legati alla liturgia, alle devozioni e agli insegnamenti perenni della Chiesa hanno assistito a crescenti restrizioni imposte alla Messa tradizionale in latino. Hanno visto ripetuti appelli ad abbracciare una nuova visione ecclesiale, una Chiesa sinodale, il che ha portato a considerare con sospetto coloro che desiderano semplicemente preservare ciò che generazioni di cattolici hanno creduto e praticato.   Molti cattolici fedeli si chiedono perché tanta energia venga dedicata a limitare le espressioni tradizionali della fede, mentre tanta confusione circonda gli insegnamenti morali fondamentali e sembra non essere risolta.   Ecco perché tutto ciò è così allarmante. Proprio nel momento in cui la nostra cultura ha disperatamente bisogno di una proclamazione inequivocabile del piano di Dio per il matrimonio, la famiglia e la moralità sessuale, i fedeli vedono solo incertezza laddove desiderano certezze e ambiguità, laddove desiderano la verità.   Appena rientrato da Quito, in Ecuador, la vista dei messaggi della Madonna del Buon Successo mi ha riportato alla mente ciò che ella disse in quei messaggi.   Parlando con Madre Mariana secoli fa, la Madonna avvertì dell’avvento di un’epoca, a partire dai nostri tempi, in cui la fede si sarebbe indebolita, la confusione si sarebbe insinuata nella Chiesa e l’impurità avrebbe dilagato. Parlò di un tempo in cui molte anime sarebbero state in pericolo perché l’errore si sarebbe diffuso e il coraggio sarebbe venuto a mancare.

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Eppure il suo era un messaggio di speranza. Prometteva che quando le tenebre sembravano più profonde, sarebbe arrivato il rinnovamento. Non abbandonando la fede trasmessa ai santi, ma ritornando ad essa con maggiore fervore, maggiore purezza e maggiore fiducia nella grazia di Dio.   Ma la Chiesa non si è mai rinnovata diventando più simile al mondo. Ogni grande rinnovamento nella sua storia è giunto a un ritorno a Cristo, a un ritorno alla santità e a un ritorno alla pienezza della fede trasmessa dagli apostoli. Se questa è davvero la battaglia finale per il matrimonio e la famiglia, allora non è il momento di addolcire il Vangelo. È il momento di proclamarlo con maggiore chiarezza e maggiore fedeltà che mai.   Eppure vediamo Roma, in molti casi, agire contro coloro che si aggrappano alla Sacra Tradizione, lasciando intatti coloro che proclamano una visione del mondo totalmente incompatibile con la Sacra Tradizione della Chiesa.   Non si tratta semplicemente di una questione di liturgia o di stile pastorale. Si tratta di stabilire se la Chiesa continuerà a proclamare, senza esitazione né scuse, le verità che Cristo le ha affidato. Ogni epoca ha la sua battaglia decisiva. Se la Beata Vergine Maria ha ammonito che la battaglia finale riguarderà il matrimonio e la famiglia, allora certamente questo non è il tempo dell’incertezza. È il tempo del coraggio.   Il mondo non ha bisogno di una Chiesa che si limiti a ripetere le proprie opinioni. Il mondo ha bisogno di una Chiesa disposta a proclamare la verità che libera le anime. Ha bisogno di pastori che amino il loro popolo a tal punto da annunciare la verità, anche quando è difficile, anche quando è impopolare, anche quando richiede una conversione.   + Joseph E. Strickland, Vescovo emerito  

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Gruppo omosessuale conservatore abbandona il transessualismo: «siamo LGB».

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Il gruppo repubblicano omosessuale americano Log Cabin Republicans (LCR) ha annunciato il 20 agosto che escluderà il transessualismo dalle aree tematiche LGBT di cui si occupa, segno che il movimento per la fluidità di genere non ha ottenuto lo stesso livello di accettazione culturale dell’omosessualità. Lo riporta LifeSiteNews.

 

Scrivendo su Townhall, il presidente di LCR Ross Hemminger ricorda che l’organizzazione «ha votato per aggiungere la “T” sotto l’ombrello della nostra missione» nel 2015 «per la convinzione che a tutti gli adulti debba essere consentito di perseguire la propria felicità, liberi da interferenze governative, purché ciò non ostacoli i diritti inalienabili degli altri».

 

Il movimento transgender, sostiene, ha però smesso di concentrarsi sugli adulti: quasi tutti i suoi sforzi, e quelli dei gruppi affiliati, riguardano i minori. Spingono le scuole a insegnare un’ideologia di genere radicale; chiedono che uomini biologici partecipino alle competizioni sportive femminili indipendentemente dalle conseguenze; e, aspetto ritenuto il più grave, sostengono trattamenti di riassegnazione di genere per i minori, spesso all’insaputa e senza il consenso dei genitori, pur sapendo che tali trattamenti sono in gran parte irreversibili.

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«Ecco perché, dopo un’approfondita discussione con i nostri membri, il nostro Consiglio di Amministrazione ha votato per ridefinire l’orientamento nazionale di Log Cabin Republicans, concentrandosi specificamente sulle questioni relative all’orientamento sessuale e ai valori conservatori: in altre parole, siamo un’organizzazione di difesa dei diritti LGB, come i nostri fondatori avevano immaginato e come il nostro centro morale ci impone di essere», annuncia. Hemminger sostiene che le restanti questioni di LCR – il «matrimonio» tra persone dello stesso sesso, l’adozione, il servizio militare, la non discriminazione e la libertà religiosa – «si allineano perfettamente con l’impegno repubblicano per un governo limitato e la parità di trattamento di fronte alla legge. Quando rimaniamo concentrati su questi principi, vinciamo».

 

Il cambio di linea riflette tensioni presenti fin dall’inizio tra attivisti transgender e il resto della coalizione di sinistra. L’idea che il genere sia un costrutto sociale e psicologico fluido e mutevole entra in conflitto con la tesi, diffusa a sinistra, che l’omosessualità sia innata e immutabile. In particolare le femministe (come l’autrice J.K. Rowling) hanno denunciato che l’inclusione delle persone transgender avviene spesso a scapito del benessere delle donne negli spazi intimi, nello sport e in altri ambiti. Gli attivisti transgender hanno etichettato queste liberali come «femministe radicali trans-escludenti», o TERF.

 

Le cause transgender risultano anche molto meno popolari presso il grande pubblico rispetto al «matrimonio» tra persone dello stesso sesso, in gran parte per esperienze concrete con squadre sportive femminili e spogliatoi, e per resoconti su interventi chirurgici o trattamenti chimici che modificano i corpi di minori con disforia di genere.

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Il nuovo orientamento dei gay del Grand Old Party americano riflette anche l’equilibrio scelto dall’attuale leader del Partito Repubblicano, il presidente Donald Trump, da tempo in rapporti amichevoli con l’organizzazione. Trump è entrato in carica sostenendo pienamente il «matrimonio» tra persone dello stesso sesso e corteggiando apertamente il voto gay, pur adottando una linea dura contro quelle che definisce aggressioni transgender.

 

Osservatori conservatori sostengono però che «LGB» e «T» non si possano separare con facilità. Uno degli argomenti originari contro la ridefinizione del matrimonio era che rendere irrilevante il sesso biologico per il significato dell’istituto avrebbe finito per indebolire il riconoscimento delle differenze sessuali anche in altri ambiti, una previsione che gli attivisti transgender avrebbero poi contribuito a realizzare.

 

Il termine LGBT, ora arricchito da nuove lettere al punto che i non-eterosessuali ora sono chiamati dai detrattori «alphabet people» («le persone dell’alfabeto»), è nato gradualmente nel tempo, e non è possibile tracciarne l’origine precisa, anche se è ipotizzabile che esso sia stato architettato minuziosamente.

 

Negli anni Settanta, dopo le violenze Stonewall (1969) che crearono il movimento omosessualista, il termine più usato era gay, poi gay and lesbian. Le lesbiche chiedevano visibilità perché «gay» veniva associato soprattutto agli uomini. A metà-fine anni Ottanta si diffonde LGB o GLB (lesbiche, gay, bisessuali). «Gay» da solo non bastava più. Prime attestazioni dell’uso della sigla LGB e GLB si trovano già intorno al 1988–1990.

 

La T (transgender, cioè transessuale) entra dopo. Il termine «transgender» esisteva dagli anni Sessanta, tuttavia l’inclusione nella sigla collettiva è più tarda, intorno al 1988, con diffusione negli anni Novanta. Tra chi ha spinto per far comparire B e T nei nomi delle organizzazioni ci sono, tra gli altri, l’attivista bisessuale Maggie Rubenstein e l’attivista transgender Susan Stryker.

 

Dopo la T sono arrivate altre lettere (Q, I, A, +, fino ad arrivare al Canada di Trudeau con l’ufficializzazione dei «diritti 2SLGBTQI+»), ma la sigla LGBT come unione di lesbiche, gay, bisessuali e persone trans è un prodotto degli anni ’90, con radici già alla fine degli anni ’80. Non è nata in un unico momento, ma da una lunga trattativa interna al movimento su chi doveva essere nominato.

 

All’inizio circolava sia la sigla GLBT e LGBT. LGBT ha prevalso soprattutto a partire dagli anni 2000, per mettere in evidenza le lesbiche (storicamente meno visibili rispetto agli uomini gay) e, in alcune narrazioni, anche per il ruolo delle donne lesbiche nell’assistenza durante l’epidemia di AIDS. Non è l’unica spiegazione: pesano anche il femminismo e la scelta politica di non mettere sempre «G» per prima.

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Nel saggio del 1989 di Marshall Kirk (neuropsicologo) e Hunter Madsen (esperto di pubblicità) After The Ball: How America Will Conquer Its Fear and Hatred of Gays in the 90s («Dopo il ballo: come l’America supererà la paura e l’odio verso gli omosessuali negli anni Novanta») viene escogitato un piano di relazioni pubbliche per far accettare l’omosessualità all’America eterosessuale. Gli autori lo chiamano apertamente propaganda.

 

Nonostante vengano notate nel libro le tensioni possibili tra femministe e lesbiche o gay, il movimento femminista è da considerarsi come un modello di minoranza da seguire nel «processo educativo di massa». L’obiettivo dichiarato è far sì che l’odio anti-gay in pubblico sia insostenibile come oggi lo sono razzismo e antisemitismo. I gay vanno presentati come vittime di una condizione non scelta — «non più di quanto scelgano altezza, colore della pelle, talenti o limiti». L’analogia con la razza serve a togliere l’argomento «è una scelta / è un peccato». In pratica gli omosessuali dovevano copiare il cosiddetto movimento per i diritti civili e le sue ramificazioni ed inserirvisi, fino ad essere considerato non solo parte di esso, ma la parte dominante. Tale dirottamento è divenuto particolarmente visibile negli ultimi 15 anni.

 

Una delle frasi più citate del testo, ritenuto un vero manuale della conquista della società da parte delle forze omotransessualiste, è che i gay sono costretti a «nascondersi come un ebreo tedesco degli anni ’30». Il piano di propaganda prevedeva quindi una spinta pubblicitaria classica (slatentizzatasi poi negli anni Novanta con film e serie TV) con il concetto di «minoranza vittima immutabile», che sfruttava certamente il tabù americano del razzismo.

 

Alcuni osservatori sostengono che anche l’unione dei gruppi di lesbiche, omosessuali, bisessuali e transessuali sia fittizia: tali consorzi in realtà si odiano l’un l’altro, con i bisessuali organizzati ritenuti praticamente inesistenti e i transessuali considerati ai margini se non pensati dagli altri «compagni» non eterosessuali come casi psichiatrici spesso impresentabili.

 

Chi conosce San Francisco sa che vi sono aree a maggioranza lesbica, perché il rapporto con i gay – che hanno il privilegio di chiamarle con l’appellativo altramente dispregiativo dike – non è idiliaco.

 

Sui rapporti infra-LGBT aveva realizzato un interessante sketch il comico Dave Chapelle, immaginando i quattro gruppi in un’automobile. C’è chi guida e sa dove andare, c’è quello che disturba, c’è l’autostoppista….

 

 

 

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Arrestato transessuale che complottava l’assassinio del segretario del Tesoro USA (che è gay)

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Un uomo che si identifica come donna è stato condannato martedì a sei anni e un mese di carcere dopo essersi dichiarato colpevole di aver complottato per uccidere il Segretario del Tesoro statunitense Scott Bessent.   Secondo quanto riferito dall’ufficio del procuratore degli Stati Uniti per il Distretto di Columbia, Ryan Michael English, noto anche come Raleigh Jane English, si è consegnato a un agente di polizia fuori dal Campidoglio di Washington, DC, il 27 gennaio 2025. La polizia ha perquisito English e ha trovato un coltello a serramanico, due molotov e un accendino nelle tasche della sua giacca.   English confessò di essersi recato a Washington per uccidere un candidato al governo la cui conferma al Senato era prevista per quel giorno, oppure per incendiare un think tank non identificato nella capitale. La polizia trovò nella tasca di English un biglietto indirizzato a un coinquilino che diceva: «È terribile, ma non posso stare a guardare mentre i nazisti uccidono le mie sorelle… Mi dispiace tanto per aver mentito, complottato e mentito ancora».

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Il giudice Rudolph Contreras ha affermato che English era preoccupato per i «diritti dei trans» e che «il piano era praticamente impossibile da realizzare, e si è consegnato prima che potesse anche solo avvicinarsi alla sua concretizzazione».   Il procuratore statunitense Jeanine Pirro ha respinto la richiesta di English di una pena più lieve, che descriveva l’imputata come «una giovane donna transessuale che ha subito traumi e sofferenze fin dal giorno in cui è nata».   «Il mio ufficio non tollererà tentativi di intimidire o danneggiare i funzionari pubblici che minano le fondamenta del nostro processo democratico e sono in contrasto con i valori su cui tutti facciamo affidamento», ha dichiarato Pirro dopo la sentenza.   Secondo la polizia, English si è ispirato a Luigi Mangione, accusato di aver ucciso a colpi d’arma da fuoco Brian Thompson, CEO di UnitedHealthcare, a Manhattan nel dicembre 2024. Nel suo diario e in un biglietto scritto a mano, Mangione avrebbe descritto le sue frustrazioni nei confronti del settore sanitario. La scorsa settimana si è dichiarato colpevole di stalking nei confronti di Thompson.   Negli ultimi anni gli Stati Uniti hanno assistito a una serie di attacchi contro personaggi pubblici, che gli osservatori attribuiscono in parte alla retorica politica sempre più aggressiva.   A settembre, un uomo armato ha ucciso l’attivista conservatore Charlie Kirk durante un discorso in un campus universitario nello Utah. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è sopravvissuto a diversi tentativi di assassinio, tra cui una sparatoria durante il suo comizio per la rielezione a Butler, in Pennsylvania, nel luglio 2024.   Nel giugno del 2025, un aggressore ha ucciso Melissa Hortman, presidente della Camera dei rappresentanti del Minnesota, e suo marito Mark, e ha ferito il senatore statale John Hoffman e sua moglie Yvette. Nell’aprile dello stesso anno, un uomo ha lanciato una bomba incendiaria contro la residenza del governatore della Pennsylvania Josh Shapiro.

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Colpisce che la violenza transessuale si abbatta contro l’unico membro apertamente omosessuale dell’amministrazione Trump. Il Bessent infatti è pure «sposato» con un uomo con bambino nati con provetta e surrogata. Il «marito» sarebbe un ex procuratore di Nuova York.   Nel 2015, Bessent ha dichiarato alla rivista Yale Alumni Magazine, rivista degli ex allievi dell’élitistica università: «Se mi avessero detto nel 1984, quando ci siamo laureati, e la gente stava morendo di AIDS, che 30 anni dopo mi sarei sposato legalmente e avremmo avuto due figli tramite maternità surrogata, non ci avrei creduto».   In passato il Bessento aveva lavorato direttamente come Chief Investment Office con lo speculatore internazionale Giorgio Soros, distruttore della lira italiana (e della sterlina, e del ringgit malese), secondo alcuni sobillatore di «rivoluzioni colorate» in tutto il mondo tramite il suo braccio filantrocapitalistico Open Society Foundations. Soros è noto negli ultimi anni per essere acerrimo avversario di Trump. Il figlio Alex Soros, che pare averne preso il posto, non è da meno.   Durante gli anni Novanta il Bessent ha lavorato come responsabile degli investimenti di Soros Fund Management e ha guidato l’ufficio di Londra del fondo quando Soros ha guadagnato più di un miliardo di dollari scommettendo sul crollo della sterlina britannica nel 1992. C’è da chiedersi dunque se il Bessent abbia lavorato negli stessi mesi anche all’affondamento della lira italiana.   Bessent appartiene alla Chiesa ugonotta, una setta franco-protestante ancora viva in America dove gli ugonotti si erano rifugiati a seguito della revoca dell’Editto di Nantes del 1685, che i suoi antenati contribuirono a costruire nel 1680 a Charleston, nella Carolina del Sud.
 

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 Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia  
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