Armi biologiche
Le zecche e la malattia di Lyme sono armi biologiche fuggite dal laboratorio?
È facile che non solo il lettore abbia sentito parlare della malattia di Lyme – un disastroso morbo che debilita il malato per anni, se non lustri – ma che abbia perfino, tra i suoi conoscenti, qualcuno che ne ha sofferto.
Tutto nasce con una semplice puntura di zecca – specie in zone boschive o montane. Le zecche contengono questo batterio spiraliforme – chiamato Borrelia burgdorferi e scoperto solo nel 1981 – e, soprattutto se toccate, lo vomitano nel corpo che stanno parassitando.
L’aumento dei casi di cui potete aver sentito parlare anche in Italia potrebbe andare di pari passo con l’aumento della popolazione di cervi nei nostri boschi: questi animali sono considerati dalle zecche il luogo ideale per accoppiarsi e riprodursi. Tutti sappiamo quanto caprioli et similia si stanno avvicinando sempre di più alle città. Agricoltori ed abitanti delle zone collinari mi hanno raccontato che, risalendo ai racconti dei padri, dei nonni, dei bisnonni che facevano lo stesso lavoro vivendo negli stessi luoghi, mai avevano sentito veduto un cervo: ora invece imbattersi in una famigliola di ungulati è molto comune.
Di pari passo, quindi, abbiamo visto comparire nella nostra vita la minaccia delle zecche, che sono portatrici di una malattia neurologica potenzialmente tremenda – la cosiddetta meningoencefalite da zecche o TBE (Thick Born Encephalitis) – dove un arbovirus (della famiglia di quelli che provocano la febbre gialla o la dengue) colpisce il sistema nervoso centrale con effetti devastanti. Contro la TBE pochi anni fa la Pfizer ha lanciato un vaccino con tanto di raccomandazioni interregionali e campagna pubblicitaria musicherella.
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Tuttavia, non c’è solo la TBE. A sconvolgere il mondo, dopo anni in cui se ne è negata l’esistenza, è l’altra grande malattia di cui le zecche sono diventate portatrici, la malattia di Lyme. Si chiama così dal nome di una cittadina del Connecticut, Stato verde negli USA, dove nel 1975 cominciarono a registrarsi di colpo incrementi inspiegabili di artriti, eritemi, emicranie, dolori alle articolazioni, soprattutto nei bambini, al punto che inizialmente si scambiò la malattia per una artrite idiopatica infantile.
Il morbo di Lyme ha varie fasi: inizialmente, in tre quarti dei pazienti, si ha una papula rossa formatasi nel sito del morso della zecca, che può rimanere sino a sei sette mesi dopo, ma talvolta è talmente piccola che non ci si rende nemmeno conto di essere stati morsi. L’eritema, nel tempo, può espandersi e scurirsi. In quella che definiscono «fase precoce disseminata» il batterio si diffonde nel corpo, provocando in chi non ha ricevuto trattamenti un senso di spossatezza non dissimile a quello di sindromi muscolo-scheletriche o influenzali, con l’aggiunta di cefalea, mialgie e dolori artralgie. I sintomi possono essere intermittenti, come le lesioni alla pelle, che tendono a ricomparire prima degli attacchi di artrite, che è sviluppata dal 60% al 70% dei colpiti.
Nel 15% dei pazienti possono comparire dei pazienti meningite linfocitaria, meningoencefalite, neurite dei nervi cranici (una rota di paralisi di Bell) e radicoloneuropatie (cioè condizioni patologiche dei nervi spinali) motorie o sensitive. Tale condizione fisica spinge spesso la persona in un abisso di disperazione morale persistente: depressione, pianti, pensieri di suicidio davanti ad una vita che non riescono più a vivere.
Insomma: si tratta di una malattia completamente incapacitante, che mette a KO l’individuo, non permettendogli più di vivere una vita quotidiana comune, lavoro, famiglia, etc. Una nota presentatrice TV italiana, un tempo sulla cresta dell’onda, è sparita per anni dopo aver contratto il Lyme, ma è il caso anche di alcuni esempi di conoscenti che abbiamo visto entrare nel tunnel, spesso nella totale incomprensione dei medici.
La malattia fatica a farsi diagnosticare visto il decorso lungo con inizialmente sintomi comuni ad altre patologie. Anche i test anticorpali non funzionano alla perfezione: si dice che non rilevino bene il problema durante il primo mese. Ross Douthat, un giornalista del New York Times ha raccontato qualche anno fa la sua odissea di dolore, specificando – non aveva idea di essere stato morso – di aver trovato una serie infinita di dottori che riconducevano tutti i suoi problemi a questioni di «stress» o ad altre patologie psicosomatiche. Alcuni epidemiologi hanno sostenuto che non si tratta di una malattia.
Bisogna considerare che la scienza attorno al Lyme è recente, e forse è così perché anche la malattia stessa lo è – è, scusate il gioco di parole, nuova di zecca. Potrebbe, si comincia a sostenere, non essere esistita prima, o non essere stata disposta alla diffusione.
È la tesi di alcuni libri e articoli usciti in questi ultimi anni, ora raccontata urbi et orbi da Tucker Carlson in un video del suo sito: le zecche e il Lyme potrebbero essere l’effetto di un programma di armi biologiche del governo USA.
«Alla fine degli anni Sessanta, i laboratori governativi di armi biologiche iniziarono a iniettare malattie esotiche nelle zecche. Ben presto, le persone nelle vicinanze iniziarono a contrarre quelle malattie. Ora, la Lyme trasmessa dalle zecche è endemica. Naturalmente il governo non ha ammesso nulla».
In the late 1960’s, government bioweapons labs started injecting ticks with exotic diseases. Soon, people nearby began to get those diseases. Now, tick-borne Lyme is endemic. Naturally the government has admitted nothing. pic.twitter.com/B7doR3DFhF
— Tucker Carlson (@TuckerCarlson) May 9, 2024
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Carlson ha intervistato Kris Newby, una giornalista che si è occupata per anni della malattia, facendo scoperte straordinarie. Il suo libro sull’argomento, Bitten: The Secret History of Biological Weapons and Lyme Disease («Morsi: la storia segreta delle armi biologiche e della malattia di Lyme») è in uscita in questi giorni.
«Direi che i casi della malattia di Lyme stanno aumentando, il che dimostra che le zecche mordono le persone. Il CDC [l’ente statale di controllo epidemico USA, ndr] stima che siano mezzo milione di casi all’anno. Si tratta di una media di 1300 persone al giorno» sostiene la Newby, che sull’ascesa del Lyme aveva prodotto un documentario a fine anni 2000.
Secondo la Newby, il Lyme non fu «un problema evidente fino alla metà degli anni ’70. Questo è apparso proprio intorno a Lyme, nel Connecticut, alla foce del fiume Connecticut, che è proprio di fronte a Plum Island, che era il quartier generale del programma di armi biologiche contro le colture animali degli Stati Uniti». La comparsa del problema sarebbe dunque accaduta proprio «alla fine degli anni Sessanta, il picco del programma di armi biologiche negli Stati Uniti.
«Sono comparse queste tre strane malattie: l’artrite di Lyme. C’era la rickettsiosi, cioè la febbre maculosa delle montagne rocciose. E poi c’era un parassita del bestiame – era la seconda volta che veniva ritrovato nell’uomo in quella zona chiamata Bebesia» che può «essere fatale ed è una malattia grave».
«Quindi tutti e tre, quindi hai effettivamente un cluster di queste tre malattie precedentemente rare proprio di fronte all’impianto di test sulle armi biologiche del governo degli Stati Uniti. È questo che stai dicendo?» incalza Tucker.
«Sì» risponde l’autrice del libro. «E, se lavori per il CDC e stai cercando il naturale rispetto all’innaturale, si manifestano epidemie con tre nuove malattie trasmesse dalle zecche, che causano malattie più mortali di quanto aumenterebbero in passato, ciò sarebbe bastato ad attirare attenzione e ci sarebbero state delle indagini».
A documentare per prima l’epidemia non fu tuttavia l’ente sanitario, ma una casalinga di Lyme, Connecticut, di nome Pauli Murray. La signora Murray iniziò a «a bussare alle porte dei dipartimenti sanitari locali e del CDC. E le ci sono voluti sette anni prima che il CDC rispondesse».
Dopo le pressioni di una dottoressa chiamata Ellen Steer, il CDC avviò delle indagini che portarono alla conclusione che il male era trasmesso dalle zecche, ma non si sapeva nulla del patogeno. «A quel punto, il ricercatore numero uno degli Stati Uniti sulle zecche, Willy Burgdorfer, un ragazzo svizzero americano che era nel laboratorio sulle Montagne Rocciose del NIH [l’Istituto Sanitario Nazionale USA, ndr], uscì per indagare».
Burgdorfer trovò il responsabile, dando perfino il nome al batterio: Borrelia burgdorferi. Quindi disse «che è questo che causa tutte le malattie, e che il panico dovrebbe finire. Bastano due settimane di disintossicazione e il problema scomparirà. Ma non è stato così» dice la Newby.
«Ho iniziato a guardare il retroscena e a chiedermi cosa fosse realmente successo» racconta la giornalista. «E le persone associate a quella malattia si comportavano in modo normale. Normalmente quando scopri una nuova malattia pericolosa, dici, oh, è orribile. Dateci i soldi, faremo ricerche, ma invece è diventato sempre più riservato».
«Io ho lavorato al documentario sulla malattia di Lyme, con occhi nuovi perché non sapevo nulla della malattia finché io e mio marito non l’abbiamo contratta. E la cosa insolita è che i sintomi presenti sul sito web del CDC e nei libri di testo di medicina erano totalmente diversi da quelli che avevamo sperimentato. Quindi ho collaborato con la regista, Annie Willis Wilson, e abbiamo trascorso tre anni e mezzo a fare ricerche sulla malattia e quello che abbiamo scoperto era solo un’enorme epidemia. Così tante persone stanno soffrendo».
«Il trattamento raccomandato dalla sanità pubblica, ovvero due settimane di doxiciclina, non riusciva a curarlo. Ma a questi pazienti che continuavano ad avere gli stessi sintomi più e più volte, non furono somministrati altri antibiotici. E poi volevamo capire, ad esempio, cosa stava succedendo con la malattia. Quindi tutti e io abbiamo chiamato tutte le persone del CDC, le persone del NIH, non volevano parlarci come se una delle scoperte originali mi avesse persino riattaccato».
«Ho detto, voglio solo che qualcuno vada davanti alla telecamera e parli di come questa malattia, di come questo organismo provoca una malattia» rivela la Newby. Ma avere un professore che ha scoperto la malattia e che mi riattacca la cornetta era semplicemente insolito».
«Tra gli specialisti regnava la paranoia. Quindi quello che abbiamo fatto è stato andare a trovare a casa sua Willy Bergdorf, che era in pensione, il ragazzo che aveva scoperto la malattia di Lyme. E mentre stavamo sistemando le telecamere, qualcuno dal laboratorio ha bussato alla porta, dicendo: “ho bisogno di partecipare a questa intervista. Ci sono cose di cui Willy non può parlare”. La regista si è indignata e lo ha cacciato».
Tuttavia, «durante quell’intervista, Willy lasciò intendere che nella malattia di Lyme c’era di più di quanto la salute pubblica lasciasse intendere, che la malattia non è solo un’eruzione cutanea, altamente neurologica, particolarmente dannosa per i bambini. E due settimane di documenti. I cicli non funzionano e sanno che può diventare cronico. Quindi è stata la nostra prima prova concreta che qualcosa non era come sembrava in superficie con la malattia di Lyme. E così abbiamo fatto uscire il film».
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«Una cosa, uno degli aspetti che abbiamo trattato nel film sono proprio i conflitti di interessi, perché proprio nel periodo in cui fu scoperta la malattia di Lyme, i ricercatori delle università, del CDC, del NIH, potevano condividere i profitti di un nuovo test o un vaccino per una malattia. Quindi c’erano molti, come un dipendente del CDC, che poteva eguagliare il proprio stipendio in royalties per un vaccino o un kit di test. Ciò ha corrotto gli incentivi alla medicina a non condividere informazioni su una nuova malattia, ma a salvarle invece come proprietà intellettuale in modo che possano essere monetizzate».
«Circolavano voci su Plum Island e sul fatto che la malattia di Lyme fosse un’arma biologica, ma ne avevamo abbastanza da coprire con la storia dei pazienti e la storia del conflitto. E poi ho finito. E ho ottenuto un ottimo lavoro come giornalista scientifica per la scuola di medicina di Stanford. E stavo per andarmene e andare avanti con la mia vita» dice a Carlson la Newby.
Tuttavia, «sono successe due cose nell’arco di un mese e io ho detto che non posso lasciare andare questa storia, che devo sapere cosa sta realmente succedendo con questa malattia. Una è stata che ho incontrato un ragazzo delle operazioni nere della CIA che ha detto nel 1962 che la cosa più strana che avesse mai fatto in tutta la sua folle carriera alla Apocalypse Now era stata lanciare zecche velenose sui lavoratori cubani della canna da zucchero. Quella era l’operazione Mongoose. Quindi quella fu la prima prova che avevamo lanciato le zecche su un paese straniero come arma biologica».
«L’altra cosa è che uno dei miei amici registi è andato da Willy Burgdorfer. E in un’intervista molto lunga, alla fine, ha detto, sì, quando ho indagato sulla malattia di Lyme, alla fine degli anni ’70, all’inizio degli anni ’80, c’era un altro organismo. Non era solo la Lyme a far ammalare la gente. Mi è stato detto di coprirlo (…) Non hai rilasciato tutte le informazioni, ma quello che ha detto è stato confermato dalle copie di quei libri di laboratorio e dalle successive interviste che ho avuto con lui».
Carlson chiede di cosa si tratta.
È la Rickettsia, risponde la giornalista. «È lo stesso organismo che causa la febbre maculosa delle Montagne Rocciose. E questa è la malattia trasmessa dalle zecche più mortale negli Stati Uniti. Era anche un germe che all’epoca veniva utilizzato come arma dalle forze armate statunitensi. E hanno provato a inserirlo nelle zecche.
«Voglio dire, allora cos’è la militarizzazione delle zecche? Nelle interviste con Willie [Burgdorfer], quello che ha detto è stato: ho trascorso più di un decennio nel programma di armi biologiche, un appaltatore di Fort Detrick, lavorando, trasformando pulci, zecche e zanzare in armi, cercando di produrle in serie. Riempirle con la peste, riempire le zanzare con il mortale virus di Trinidad, e poi riempire le zecche con malattie mortali o invalidanti, come la febbre ricorrente, l’encefalite equina venezuelana, la rabbia, la leptospirosi».
«Quindi è proprio come il Dottor Stranamore. Cercare di creare nuove malattie, mescolando batteri e virus nelle zecche con l’intento di creare è l’arma invisibile perfetta. È la bomba atomica dei poveri. Se lasci cadere questi insetti su un nemico, indebolisci la popolazione. Blocca le risorse mediche, ma non distrugge le infrastrutture come farebbe una bomba nucleare».
«In un conteggio grossolano nell’esercito, hanno detto che con la tularemia, che trasmessa dalle zecche ed è detta anche la febbre dei conigli, possiamo uccidere 10.000 persone per 1,33 dollari a vita. Ad ogni modo, era solo che c’era di più nelle malattie trasmesse dalle zecche di quanto pensiamo. E cominciai a sospettare che Willy avesse ragione, dato questo contesto».
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Riguardo al caso specifico di Lyme, Carlson chiede se è confermato che questo tipo di esperimenti si svolgevano a Plum Island.
«Plum Island si occupava solo di malattie animali. C’è un altro ramo che è nel Maryland, Fort Detrick. Hanno realizzato armi anti-umane. Non sono sicuro di cosa sia fuggito e dove, perché se disegni, come un cerchio di cinque miglia intorno a Lyme, nel Connecticut, c’è Plum Island. Ci sono diverse basi militari. Ci sono molte aziende farmaceutiche che sono state finanziate dai militari per sviluppare trattamenti per queste malattie. E quindi avrebbero dovuto avere le malattie sul posto. E ce ne sono, ce ne sono un paio».
«Prima di tutto, abbiamo la militarizzazione un sistema vivente come un insetto o i germi e gli insetti. Oppure più tardi, negli anni Sessanta, separavano i germi e li aerosolizzavano e li congelavano, li essiccavano, li pastorizzavano e poi li spruzzavano. Il piano era di spruzzarli sui nemici da aerei, carrelli o veicoli. Quindi per sviluppare un’arma del genere, devi (…) far funzionare questi sistemi viventi e sviluppare il dosaggio letale di quegli organismi, allora devi fare studi pilota. Di solito ciò accadeva, potrebbe accadere, sai, nel Connecticut o a Fort Dietrich nel Maryland, e poi ci sarebbero studi più ampi, e sarebbe come Dugway Proving Grounds nello Utah. Quindi c’erano molti punti di fuga per eventuali incidenti che sarebbero potuti accadere in questo programma di armi biologiche».
«Quello che ha detto Willie, e penso che sia un testimone davvero credibile perché aveva più da perdere ammettendo verso la fine della sua vita che avevo nascosto qualcosa di veramente importante, e ora si sentiva in colpa per questo… è che non mi ha voluto fornire i dettagli dell’organismo che era l’arma biologica. Ma ha detto che sono accaduti degli incidenti».
«Quindi il mio lavoro continuo è cercare di capire, okay, dov’era la fuga? E, soprattutto, perché c’erano più malattie trasmesse dalle zecche in quel punto molto, molto piccolo? Inoltre, ce n’erano alcuni nel nord del Wisconsin dove avevamo laboratori di armi biologiche nell’area dell’ingegneria genetica anti-coltivazioni del programma sulle armi biologiche».
«Quello che ho cercato, sono i documenti, le sovvenzioni e giornali sono state le morie nascoste di animali e persone, perché il programma sulle armi biologiche era un segreto come il programma Manhattan, e molti documenti sono stati distrutti dopo che il programma fu cancellato nel 1972».
«Devo dire, uno degli esperimenti all’aria aperta più scandalosi, che penso abbia contribuito al problema intorno a Lyme, nel Connecticut, è quello della Virginia costiera. Un ricercatore di zecche aveva un contratto con l’esercito e un contratto con la Commissione per l’energia atomica e stava testando le zecche Lone Star [Amblyomma americanum, ndr], come un potenziale organismo militarizzato. (…) Voleva vedere quanto sono lontani, quanto possono avanzare in mesi o anni. Perché se lo usi come arma, vuoi avere quell’informazione».
«Quindi, da Willy Bergdorfer, qui nel Montana, ha ricevuto delle zecche gravide. Si chiamano zecche gravide, ma contengono dalle 2000 alle 4000 uova al loro interno. Avrebbe iniettato loro un isotopo radioattive (…) avrebbero fatto nascere tutte le loro larve, e poi lui l’avrebbe fatto e sarebbero stati radioattivi per tutta la vita.
«Prima di tutto, rilasciarle in natura causerà mutazioni negli organismi all’interno del loro intestino. Ma comunque, quello che farebbe è prendere mille zecche e metterne mille per griglia in un campo paludoso, e poi lui e i suoi assistenti sarebbero usciti ogni mese utilizzando un contatore Geiger per capire quanto lontano si sono spostate le zecche in quel lasso di tempo, e poi avrebbero scritto studi su di esse, che in realtà sono di pubblico dominio».
«Si tratta di un test all’aria aperta sull’Atlantic Bird Flyway [un’importante rotta nord-sud per gli uccelli migratori del Nord America, ndr]. E infatti, come dopo la fine di quei test, ci fu un’insolita epidemia a Long Island delle Montagne Rocciose, febbre maculosa, che viene diffusa da questo tipo di zecche. Molte persone sono morte, specie a Long Island, alla fine degli anni Sessanta. C’era un morto all’anno, ma dopo questo esperimento, circa 100 persone si ammalarono gravemente. Un bel po’ di morti».
«Ecco perché Willy Bergdorfer è uscito allo scoperto, è per cercare di capire cosa sia successo… Il punto è che questo è solo uno degli esperimenti di cui siamo a conoscenza nel programma sulle armi biologiche. E perché è importante adesso? A causa dell’hybris umana, non possiamo controllare la natura. E se giochiamo a fare Dio e poi introduciamo questi nuovi germi nelle zecche e poi li liberiamo, potrebbero esserci conseguenze indesiderate. Ed è quello che credo».
«Questa cosa che chiamiamo malattia di Lyme potrebbe essere costituita da più organismi, che fanno ammalare le persone. Per qualche motivo il governo ha detto che è solo questa cosa. Può essere curato con due settimane di antibiotici. Penso che sia fondamentalmente falso».
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«Hai scoperto qualche morìa… qualche cluster di morti?» chiede il Carlson.
«Sì. Alla fine degli anni Sessanta, inizio anni Settanta, ce n’erano. Le anatre morivano. L’industria delle anatre di Long Island fu decimata. Poi ci furono anche epidemie di encefalite equina in cui morirono cavalli e la carne da cavallo arrivò ad un prezzo davvero elevato. È tutto alla fine degli anni Sessanta».
«Poi abbiamo avuto la malattia umana, che chiamiamo malattia di Lyme. Ho parlato con testimoni che andavano a scuola. Voglio dire, adesso hanno la mia età. Andavano a scuola e vedevano fermarsi un autobus di Lyme, nel Connecticut, e un terzo dei bambini delle scuole elementari nell’autobus avevano le stampelle con le ginocchia gonfie».
«Non esiste alcuna prova concreta che questa epidemia sia stata causata dal governo degli Stati Uniti», ricorda la Newby. «Si tratta di prove circostanziali, direi, e nel mio libro sono molto chiara nel dire che questo è ciò che sappiamo e questo è ciò che non sappiamo. Ma trovo che la risposta sia davvero inadeguata perché l’elenco dei sintomi non è accurato. Sono passati 40 anni e ancora non abbiamo un buon test».
«Ci sono solo gli NIH che hanno un budget piuttosto piccolo perché è passato da 30 a 50 milioni all’anno. Viene speso circa il 60% del budget per la ricerca di base, ma solo meno dell’1% per le cure. Quindi, nonostante il trattamento raccomandato dal CDC, c’è un tasso di fallimento del 20% tra quelle persone che continuano ad ammalarsi… non stanno investendo nulla nel trattamento. È abbastanza simile a quello che sta succedendo con il Long COVID. Sono semplicemente ossessionati dalle morti e forse dalla malattia acuta in primo piano. Ma non il numero crescente di persone croniche».
«Stavo pensando che non avrei mai fatto questo segmento se non l’avessi visto con i miei occhi» interrompe Carlson. «E così qualcuno ha fatto un ottimo lavoro nello screditare chi soffre di qualunque cosa sia una follia e suggerendo che si tratti di sintomi psicosomatici. E parlo per me: ci avrei creduto se non avessi conosciuto personalmente molto bene persone che non sono affatto pazze o depresse o addirittura fragili, che ne sono state decimate. Da dove è venuto quel pezzo di propaganda? Lo sa?»
«Penso che sia la stessa dinamica che vediamo quando cerchiamo di screditare la teoria della perdita di laboratorio» risponde la Newsby riferendosi a Wuhano. «Voglio dire, c’è un piccolo gruppo di persone che sono state coinvolte in questo programma sulle armi biologiche. Lo so leggendo le e-mail dell’NIH quando è uscito il mio libro (…) c’è un piccolo gruppo di persone che controllano le informazioni».
«I medici ora sono stati addestrati in 15 minuti interi di scuola di medicina per apprendere le malattie trasmesse dalle zecche e che la malattia di Lyme è sovradiagnosticata. È facile da curare. E non conoscono questo retroscena molto elaborato e complicato».
Come riportato da Renovatio 21, i casi di militarizzazione degli insetti, e delle malattie di cui possono diventare portatori, abbondano, e sempre più alla luce del sole.
Avanzano, a livello scientifico, le proposte di utilizzare zanzare OGM come strumento di vaccinazione degli esseri umani, elementi auto-operanti di un di medicalizzazione biotecnologica massiva in un mondo in cui il consenso della popolazione è divenuto totalmente obsoleto.
Rilasci di miliardi di zanzare geneticamente modificate sono stati programmati, nonostante le rimostranze dei residenti, in Florida e California, e, più di recente, alle Hawaii, con i cittadini a divenire, anche stavolta, cavie umane del grande progetto che coinvolge la tecnica del cosiddetto gene drive.
A finanziare il progetto interviene, praticamente sempre, la compagine di Bill Gates, anche se va riconosciuto che il progetto coinvolge anche il Pentagono (protagonista di vari progetti di militarizzazione degli insetti) e contava fra i suoi sostenitori, ancora anni fa, anche Google.
Renovatio 21 da almeno un lustro ritiene la storia delle zanzare bioingegnerizzate – alle quali, ricordiamo en passant, lavorava anche il neo-onorevole professor Andrea Crisanti – come uno dei temi centrali del futuro prossimo.
Zanzare sterilizzate per via genetica, zanzare alterate per diventare creature vaccinatrici: il catalogo frankensteiniano che riguarda questi parassiti è vasto e impressionante, e, crede Renovatio 21, prelude a ciò che succederà all’uomo.
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Immagine screenshot da Twitter; modificata
Armi biologiche
«Giochi dei germi»: Gates, la Banca Mondiale e il NIH hanno modellato la risposta alla pandemia ispirandosi alle esercitazioni militari statunitensi.
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Una potenziale mina terrestre
Il 10 gennaio 2016, mentre l’allora direttore del NIH, Francis Collins, si preparava a partecipare alla riunione annuale del WEF a Davos, inviò via e-mail una copia anticipata del suo programma al dottor Anthony Fauci , uno dei suoi più stretti collaboratori. Una sessione, in particolare, attirò la sua attenzione. «Questa sessione di Davos sembra una potenziale mina antiuomo», ha scritto Collins. L’incontro, intitolato «Innovazione vaccinale per la preparazione alle pandemie», ha riunito dirigenti di GSK, Merck e Johnson & Johnson, insieme a rappresentanti della Fondazione Gates e del Wellcome Trust. Secondo il rapporto di Collins all’allora Segretario alla Salute degli Stati Uniti, Sylvia Burwell, le case farmaceutiche furono esplicite riguardo alle condizioni per la loro partecipazione: non potevano impegnarsi a sviluppare rapidamente vaccini per ogni futura epidemia a meno che i governi non avessero prima stabilito chi avrebbe pagato e come sarebbe stata gestita la responsabilità. Le aziende hanno dichiarato di essere disposte a mettere a disposizione le proprie piattaforme vaccinali, ma si sono rifiutate di condividere la propria proprietà intellettuale a fini commerciali. Collins ha descritto la proposta emergente come «molto vaga» e ha avvertito che solleva seri interrogativi in merito a governance, finanziamenti e strategia. Ha messo in guardia contro qualsiasi piano che possa minare i programmi statunitensi esistenti.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
La nascita dei «Germ Games»
Una sessione separata sulla preparazione alle future pandemie si è rivelata ancora più importante. Presieduta dal presidente della Banca Mondiale Jim Yong Kim, alla discussione ha partecipato anche Bill Gates. Gates sostenne che il mondo era impreparato ad affrontare un virus respiratorio a rapida diffusione e che simulazioni più sofisticate avrebbero potuto migliorare la pianificazione in materia di logistica, comunicazione, misure di quarantena, messaggi al pubblico e distribuzione dei vaccini. Kim colse al volo l’idea. Secondo l’e-mail di Collins, il presidente della Banca Mondiale propose di creare i «Giochi dei Germi» – esercitazioni esplicitamente modellate su simulazioni di guerra militari – per persuadere i leader del G20 a investire nella preparazione alle pandemie ed evitare l’autocompiacimento una volta svanito il ricordo dell’Ebola. Kim ha suggerito di «sfruttare l’esperienza» del Dipartimento della Difesa statunitense, la cui attività di simulazione bellica ha messo alla prova le strutture di comando, il processo decisionale e la risposta alle crisi sotto pressione. Ha pubblicamente invitato il NIH, la Banca Mondiale, la Fondazione Gates e il Wellcome Trust a sviluppare insieme il progetto, affermando che avrebbe «trovato i fondi necessari». Scrivendo successivamente a Fauci, Collins riconobbe che la proposta aveva rapidamente ottenuto un sostegno influente. Con l’appoggio sia della Fondazione Gates che della Banca Mondiale, scrisse, sarebbe stato «difficile fermare questo sforzo ora». Collins ha ammesso che le simulazioni di pandemie su larga scala esulavano dalle sue competenze e ha chiesto a Fauci un suo parere.Aiuta Renovatio 21
La risposta di Fauci
Fauci ha risposto che il governo statunitense aveva già una notevole esperienza nella conduzione di simulazioni di «attacchi bioterroristici». Ha spiegato che il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti (HHS), il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti e il Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti avevano condotto numerose esercitazioni «da tavolo», ovvero simulazioni di scenari di crisi in cui i funzionari avevano provato le risposte a minacce biologiche, tra cui l’antrace in aerosol, il vaiolo a rilascio multiplo e le pandemie influenzali. «Potrebbe non essere ‘esattamente’ ciò a cui si riferivano [Bill] Gates, [Jeremy] Farrar e [Jim Yong] Kim», ha scritto Fauci, «ma ci si avvicina molto». Ha inoltre suggerito di coinvolgere Nicole Lurie, all’epoca sottosegretaria per la preparazione e la risposta alle emergenze, sottolineando la sua precedente esperienza presso la RAND Corporation. Collins ha subito coinvolto Lurie e il direttore del BARDA, Robin Robinson, nella discussione, chiedendo se il supporto della Banca Mondiale e della Fondazione Gates potesse contribuire a migliorare i modelli e le strategie di preparazione già in uso negli Stati Uniti. Lurie ha risposto che l’HHS stava già aggiornando il suo piano per la pandemia influenzale e che un intero team si occupava di condurre regolarmente simulazioni per una serie di minacce biologiche, tra cui H7N9, MERS, Ebola e Zika.Iscriviti al canale Telegram ![]()
Dai «Giochi dei Germi» all’agenda globale
Il concetto dei «Giochi dei Germi» non è rimasto un’idea isolata. Un anno dopo, Collins è tornato a Davos per il Forum economico mondiale del 2017. Il suo programma prevedeva una simulazione pilota di pandemia organizzata dalla Banca Mondiale e dalla Fondazione Gates. L’esercitazione era stata concepita per immergere i responsabili decisionali di alto livello in una crisi pandemica simulata, utilizzando un tipo di gioco di ruolo basato su scenari, simile a quello impiegato nelle esercitazioni militari. Lo stesso approccio si è poi riflesso nell’Evento 201 , una simulazione di alto profilo di una «pandemia fittizia di coronavirus» tenutasi nell’ottobre 2019 dal Johns Hopkins Center for Health Security in collaborazione con il WEF e la Fondazione Gates. Quell’esercitazione ha riunito leader aziendali, funzionari governativi ed esperti di sanità pubblica per simulare risposte a una pandemia «ipotetica», utilizzando lo stesso processo decisionale strutturato e basato su scenari discusso a Davos tre anni prima. All’inizio del 2018, Collins ha invitato Jim Yong Kim al NIH. Sebbene l’evento pubblico consistesse nella proiezione del documentario Bending the Arc, i documenti di pianificazione interni mostrano che i funzionari organizzarono una tavola rotonda a porte chiuse con Collins, Fauci e quasi tutti i direttori degli istituti del NIH. L’ordine del giorno ha trattato la preparazione alle pandemie, le minacce trasmesse per via aerea e una maggiore collaborazione tra il NIH e la Banca Mondiale. Nel loro insieme, questi documenti interni dimostrano come, a partire dal 2016, la preparazione alle pandemie sia stata sempre più influenzata da concetti di pianificazione militare e da una mentalità orientata alla biodifesa. Ciò che è iniziato come un dibattito a Davos si è evoluto in un impegno internazionale costante per integrare approcci basati sulla simulazione, simili a giochi di guerra, nella sicurezza sanitaria globale: approcci che sarebbero poi diventati fondamentali per la risposta al COVID-19. Maryanne Demasi Ph.D. Originariamente pubblicato sulla pagina Substack di Maryanne Demasi su MD Reports. © 1 luglio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD. Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Armi biologiche
Fauci ha finanziato la ricerca che ha dato origine al COVID: cosa dicono i documenti secretati dalla Gabbard
Una serie di comunicazioni e documenti resi pubblici dalla direttrice uscente dell’intelligence nazionale, Tulsi Gabbard, dimostrano che il dottor Anthony Fauci «ha fornito milioni di dollari dei contribuenti statunitensi per finanziare pericolose ricerche di tipo gain-of-function» sui coronavirus dei pipistrelli presso l’Istituto di Virologia di Wuhan (WIV) e che Fauci «ha mentito al Congresso».
La Gabbard ha fatto le sue dichiarazioni in un video divenuto virale sui social media, già visto da milioni di persone.
«Oggi, nel mio ultimo giorno come Direttore dell’Intelligence Nazionale, sto rendendo pubbliche comunicazioni e documenti inediti che svelano come il Dottor Fauci abbia fornito milioni di dollari dei contribuenti statunitensi per finanziare pericolose ricerche di “guadagno di funzione” presso il laboratorio di Wuhan, abbia collaborato con elementi politicizzati all’interno della comunità dell’Intelligence per sopprimere la verità sulle sue azioni e nascondere le origini della fuga di laboratorio del virus, e abbia mentito al Congresso sotto giuramento nel 2024. È ora che conosciate la verità.»
Today, on my final day as Director of National Intelligence, I’m releasing never-before-seen communications and documents exposing how Dr. Fauci provided millions in US taxpayer dollars to fund dangerous gain-of-function research at the Wuhan lab, worked with politicized elements… pic.twitter.com/ZMdliW4zyS
— DNI Tulsi Gabbard (@DNIGabbard) June 19, 2026
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Secondo una dichiarazione rilasciata dall’ufficio di Gabbard (ODNI), i documenti appena pubblicati «svelano il ruolo diretto di Fauci nell’influenzare e manipolare le valutazioni della comunità dell’intelligence (IC) sul COVID-19 e come Fauci abbia mentito al Congresso nel 2024, quando sotto giuramento negò di essere a conoscenza o di aver partecipato a discussioni con funzionari dell’intelligence sulla ricerca virale».
«La pandemia di COVID-19 ha causato enormi difficoltà e sofferenze a milioni di nostri concittadini americani e a innumerevoli persone in tutto il mondo. Dopo anni di menzogne, censura e insabbiamenti, il popolo americano merita trasparenza, verità e responsabilità», ha dichiarato la Gabbarda.
«Le tattiche utilizzate per nascondere la verità provengono direttamente dal manuale del deep state: leader politicizzati e opportunisti come il dottor Fauci hanno insabbiato le proprie malefatte e gli abusi di potere, manipolato i dati dell’intelligence, mentito al Congresso e minato l’autorità di un presidente regolarmente eletto», ha aggiunto.
Nella sua dichiarazione, l’ODNI ha affermato che i documenti pubblicati sono il risultato di un processo di declassificazione durato un anno, condotto da Gabbard a sostegno del mandato di massima trasparenza del Presidente Trump. «Durante questo processo, i funzionari dell’ODNI hanno raccolto testimonianze da diversi informatori della comunità dell’intelligence (IC) che hanno denunciato ritorsioni per aver contestato la manipolazione delle informazioni sull’origine del virus da parte dell’IC. Ciò ha rivelato un chiaro schema di soppressione del dissenso, di silenziamento dei critici e di occultamento di prove che hanno minato l’integrità dell’IC e danneggiato il popolo americano.»
La dichiarazione spiega che gli stretti rapporti di Fauci con la comunità dell’Intelligence gli hanno permesso di «assumere tre ruoli chiave durante la pandemia che lo hanno protetto da controlli, consentendogli al contempo di esercitare un’influenza sproporzionata»: Fauci ha finanziato ricerche rischiose sul coronavirus legate alle grandi aziende farmaceutiche e alla ricerca di «vaccini universali» per un valore di migliaia di miliardi di dollari; Fauci era il consulente dietro le quinte che, con i suoi esperti scelti personalmente, ha spinto la comunità internazionale ad avallare un’origine naturale, animale, per nascondere la sua pericolosa ricerca.; Fauci è diventato l’«esperto» nazionale della pandemia e ha diffuso pubblicamente menzogne, disinformazione e censura.
L’ODNI ha inoltre spiegato che la corrispondenza appena resa pubblica contraddice direttamente la testimonianza resa da Fauci nel 2024 alla Sottocommissione speciale della Camera sulla pandemia di coronavirus.
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In quell’udienza, sotto giuramento, a Fauci è stato ripetutamente chiesto se avesse parlato con «FBI, CIA, DIA o qualsiasi altra agenzia di intelligence statunitense in merito alla ricerca sui virus» prima, durante o dopo la pandemia. Fauci ha ripetutamente eluso le domande, prima di affermare falsamente: «a mia conoscenza, no, riguardo al COVID».
La dichiarazione dell’ODNI afferma inoltre che «le testimonianze di numerosi informatori rivelano che gli analisti dell’intelligence che hanno contestato le conclusioni di Fauci sull’origine del COVID hanno subito minacce di ritorsioni, sono stati emarginati e spesso hanno subito battute d’arresto nella carriera. Ciò ha messo a tacere il dissenso e ha favorito una cultura in cui la verità è stata sacrificata al conformismo e le prove credibili sono state insabbiate».
Segnalazioni di informatori che la Gabbard ha riportato all’Ispettore Generale della Comunità dell’Intelligence comprendono: il caso di un appaltatore licenziato pochi giorni dopo essersi rivolto all’ODNI in qualità di informatore; i dirigenti che ricordano agli analisti che sostenevano l’ipotesi della fuga dal laboratorio che sarebbe stata la leadership a decidere quali analisti sarebbero stati promossi (il messaggio era chiaro: dissentire da un risultato manipolato avrebbe compromesso la carriera); i dirigenti di alto livello avrebbero eretto degli ostacoli per i whistleblower, eliminando l’anonimato dal processo di denuncia e insistendo sulla presenza di manager o avvocati alle riunioni dell’ODNI, creando un clima di intimidazione.
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Immagine di Christopher Michel via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Armi biologiche
Laboratori biologici finanziati dagli Stati Uniti in oltre 30 Paesi: molti hanno condotto esperimenti con agenti patogeni altamente contagiosi
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I laboratori ucraini sono «solo la punta dell’iceberg»
Il documento di quattro pagine, parzialmente censurato , diffuso da Gabbard, si concentrava principalmente sull’Ucraina. Secondo il documento, in quel paese esistono oltre 40 laboratori biologici, molti dei quali costruiti con milioni di dollari di finanziamenti del governo statunitense. Nei laboratori sono presenti agenti patogeni quali antrace, tubercolosi, SARS, Marburg, Ebola, Lassa e peste. Il documento citava anche esempi di specifici progetti di ricerca condotti nei laboratori ucraini, tra cui ricerche sull’influenza aviaria e sulla peste suina. «La portata di questa operazione è sbalorditiva», ha affermato l’avvocato Greg Glaser. «La rivelazione più eclatante è l’audacia con cui questi programmi sono stati orchestrati sotto la maschera della sicurezza globale. Hanno di fatto aggirato la supervisione del popolo americano, arricchendo al contempo una rete di appaltatori e burocrati». Uno dei laboratori – l’Istituto di Medicina Veterinaria Sperimentale e Clinica di Kharkiv, in Ucraina, specializzato in medicina veterinaria, virologia e tossicologia – potrebbe ospitare «almeno alcuni agenti patogeni pericolosi», ha affermato. Il laboratorio ha ricevuto finanziamenti nell’ambito del Programma di riduzione delle minacce biologiche (BTRP) del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (DOD) all’inizio degli anni 2010. Nel 2019, la struttura presentava «almeno alcune carenze in materia di biosicurezza e biocontenimento, in particolare nelle stanze adibite alla manipolazione del batterio contagioso Brucella», si legge nel documento. Nonostante la probabile presenza di questi agenti patogeni, il laboratorio «resta quasi certamente vulnerabile alle operazioni di disinformazione, al sequestro o al danneggiamento da parte della Russia, in corso da tempo». Oltre ai finanziamenti e al supporto del Dipartimento della Difesa, la ricerca è stata sostenuta dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, dal Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti e da organismi internazionali, tra cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura. A loro si sono unite diverse istituzioni accademiche statunitensi, tra cui l’Università della Florida, l’Università del New Mexico, l’Università dell’Alaska Anchorage e l’Università del Tennessee, Knoxville. Secondo Richard Ebright, Ph.D., biologo molecolare della Rutgers University e critico della ricerca «gain-of-function», altri Paesi che ospitano laboratori BTRP includono le ex repubbliche sovietiche di Armenia, Azerbaigian, Georgia, Kazakistan e Uzbekistan. Weidle ha affermato che le strutture identificate da Gabbard «fanno parte di una rete molto più ampia di laboratori costruiti e finanziati nell’ambito del programma Cooperative Threat Reduction (CTR)», con l’aiuto del Dipartimento della Difesa e del Dipartimento di Stato americano, che hanno anche formato gli scienziati e attrezzato i laboratori. «Si tratta di un programma di portata mondiale e i laboratori ucraini rappresentano solo la punta dell’iceberg», ha affermato Weidle. Per Glaser, il filo conduttore è «la ricerca dell’accesso a serbatoi di agenti patogeni pericolosi in paesi con normative meno stringenti». Secondo quanto riportato da Gateway Pundit, l’ex presidente Barack Obama, durante il suo mandato come senatore degli Stati Uniti, ha contribuito a garantire i finanziamenti per i laboratori biologici ucraini. Nel 2022, la stessa testata ha riportato prove del finanziamento da parte dell’esercito statunitense della ricerca sul coronavirus presso laboratori di biologia ucraini . Le prove rinvenute sul laptop di Hunter Biden indicavano che questi aveva contribuito a garantire finanziamenti a società appaltatrici statunitensi specializzate nella ricerca di agenti patogeni in Ucraina. Sebbene i documenti pubblicati da Gabbard si concentrassero sui laboratori ucraini, non sono stati menzionati altri paesi tra i circa 30 che presumibilmente ospitano tali laboratori biologici. Tuttavia, secondo RadioFreeEurope/RadioLiberty, il governo statunitense è da tempo impegnato in «sforzi volti a salvaguardare i programmi di ricerca dell’era della Guerra Fredda» nell’ambito del programma CTR. Ciò include le strutture di Tbilisi, in Georgia, «e in altre località dell’ex Unione Sovietica». Secondo il documento, nessuno dei laboratori ucraini è un laboratorio di livello di biosicurezza 4 (BSL-4), una designazione riservata ai laboratori che conducono le ricerche più rischiose e che, di conseguenza, adottano le misure di sicurezza più rigorose. Tuttavia, secondo Jablonowski, la ricerca rischiosa viene spesso condotta anche in laboratori BSL-2 e BSL-3. «Alcuni potrebbero trovare conforto nel fatto che la maggior parte dei laboratori biologici in Ucraina siano di livello BSL-2, e quindi inadatti per gli agenti patogeni più pericolosi. Il SARS-CoV-2 è stato studiato in modo inappropriato in un ambiente di contenimento BSL-2 presso l’ Istituto di Virologia di Wuhan, quando il livello minimo richiesto è BSL-3. Non vi è alcuna garanzia che gli agenti patogeni estremamente pericolosi vengano studiati in condizioni di biosicurezza adeguate», ha affermato Jablonowski.Aiuta Renovatio 21
«Nessuna intenzione o piano» di tagliare i fondi ai laboratori
Dal 2010 si sono verificati almeno quattro casi di fughe di sostanze e incidenti nei laboratori di ricerca biologica statunitensi. Weidle ha chiesto una «revisione completa della ricerca condotta nei laboratori del CTR». Secondo Newsweek, i documenti presentano «lacune significative» e mancano di «prove dirette che le strutture siano coinvolte nello sviluppo di armi biologiche offensive». Altri esperti hanno suggerito che, nonostante la pubblicità generata dalla pubblicazione dei documenti da parte di Gabbard, i file contengono poche, se non nessuna, informazione nuova. Secondo Ebright, i documenti «non contenevano nuove informazioni e non riuscivano nemmeno a includere la maggior parte delle informazioni già disponibili al pubblico sull’argomento». «Peggio ancora, Gabbard ha complicato ulteriormente la situazione confondendo la ricerca di routine, non pericolosa, con la pericolosa ricerca di acquisizione di nuove funzioni». Latypova ha affermato che il dipartimento della Difesa possiede i laboratori biologici ucraini da oltre 20 anni, avendoli «acquistati per 15 milioni di dollari durante la vendita all’asta fallimentare dell’Unione Sovietica nel 2005». «Questi laboratori biologici… sono stati finanziati da ogni amministrazione statunitense dal 2005», ha affermato Latypova. «La retorica online di Gabbard non è altro che una manovra politica in vista delle elezioni del 2028. Non ha espresso alcuna intenzione o piano di tagliare i fondi» a questi laboratori.Iscriviti al canale Telegram ![]()
Un sostenitore della ricerca sul guadagno di funzione denuncia una «campagna di disinformazione»
Daszak, che ha pubblicato numerosi articoli sulla ricerca relativa al guadagno di funzione , ha attaccato Gabbard poco dopo la diffusione dei documenti, accusandola di diffondere «disinformazione». In una dichiarazione diffusa da Fox News, Daszak ha affermato: «il finanziamento di questi laboratori è stato reso pubblico e fa parte di un impegno a lungo termine per la de-militarizzazione della ricerca biologica in seguito al crollo dell’Unione Sovietica. Ecco perché la Russia ha lanciato una campagna di disinformazione su di essi, che ora Gabbard sta alimentando». In un post su X, Daszak ha anche attaccato i sostenitori della teoria della fuga dal laboratorio, secondo la quale il SARS-CoV-2 sarebbe stato prodotto in un laboratorio e poi fuoriuscito da esso. Daszak ha affermato che EcoHealth Alliance «non è coinvolta» nei laboratori in questione, «ma la disinformazione russa e i responsabili delle fughe di notizie sui laboratori continuano a diffondere la teoria del complotto, prendendo di mira noi e i nostri colleghi. Stanno letteralmente aiutando la Russia a promuovere la disinformazione per minare i nostri obiettivi geopolitici!». Daszak aveva legami finanziari con l’Istituto di Virologia di Wuhan, che secondo i sostenitori della teoria della fuga dal laboratorio sarebbe la fonte della diffusione del SARS-CoV-2. Ha svolto un ruolo chiave nel promuovere la teoria dell’origine zoonotica, o naturale, dell’emergere del COVID-19. Nel 2017, la proposta DEFUSE dell’EcoHealth Alliance prevedeva la modifica dei virus dei pipistrelli mediante l’inserimento di una proteina spike con un sito di clivaggio per la furina, una modifica che avrebbe facilitato l’infezione dei polmoni umani da parte di tali virus. Sebbene la Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) avesse respinto la proposta DEFUSE, Fauci l’avrebbe approvata, stando ai documenti resi pubblici da Paul la scorsa settimana. Ralph Baric, Ph.D., virologo dell’Università del North Carolina, e Shi Zhengli, Ph.D. , ricercatore dell’Istituto di Virologia di Wuhan, hanno contribuito alla stesura della proposta. Nel 2024, il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti ha sospeso i finanziamenti all’EcoHealth Alliance per non aver monitorato adeguatamente la sicurezza dei suoi esperimenti sul coronavirus. Ad aprile, Baric ha perso i finanziamenti del National Institutes of Health (NIH) e la sua istituzione, l’Università della Carolina del Nord, lo ha messo in congedo. All’inizio di questo mese, il virologo del NIH Vincent Munster, Ph.D. , anch’egli indicato come partner nella proposta DEFUSE, e il collega ricercatore del NIH Claude Kwe Yinda, Ph.D., sono stati accusati di aver cospirato per contrabbandare materiale biologico, inclusi campioni inattivati del virus del vaiolo delle scimmie, negli Stati Uniti dall’Africa. Ad aprile, una giuria ha incriminato l’ex collaboratore di Fauci, il dottor David Morens, con l’accusa di cospirazione per occultare documenti federali sulle origini del COVID-19. L’anno scorso, Daszak è diventato presidente di Nature.Health.Global , azienda per cui ora lavora Morens. In un altro post su X , Daszak ha suggerito che la pubblicazione dei documenti sui laboratori biologici da parte di Gabbard e i problemi legali affrontati da personaggi come Morens e Munster siano motivati politicamente: »un pretesto per abbattere su tutti noi una mazza da baseball performativa».Aiuta Renovatio 21
È «assolutamente appropriato» indagare sul ruolo di Fauci nella ricerca sul guadagno di funzione
Ma altri scienziati ed esperti hanno contestato le affermazioni di Daszak, con Hooker che ha definito le dichiarazioni di Daszak «sorprendentemente ambigue, visti i suoi problemi personali». Jablonowski ha fatto notare che Daszak «ha pubblicato con Munster e Morens», tra cui un articolo che descrive le presunte origini zoonotiche del COVID-19. Il coinvolgimento di Daszak, «soprattutto considerando i suoi precedenti legami con la ricerca oggetto dell’indagine, lo rende un testimone fortemente compromesso», ha affermato Glaser. L’anno scorso, Paul ha proposto una legge – il Risky Research Review Act – che istituirebbe un comitato federale per esaminare i finanziamenti destinati alla ricerca ad alto rischio nel campo delle scienze biologiche. Weidle ha affermato che «è giunto il momento» di approvare questa legge. Altri, invece, hanno chiesto maggiore trasparenza nei documenti governativi sulle origini del COVID-19. «Gabbard ha promesso di declassificare e rendere pubbliche le informazioni sulle origini del COVID. Si spera che le informazioni che Gabbard pubblicherà sulle origini del COVID siano più esaustive rispetto alle informazioni poco utili che ha diffuso sui laboratori di biocontenimento finanziati dagli Stati Uniti all’estero», ha affermato Ebright. Glaser ha suggerito che Fauci dovrebbe rispondere al Congresso in merito al coinvolgimento dei laboratori di ricerca biologici statunitensi. «È assolutamente opportuno indagare sul ruolo di Fauci e di altri funzionari che hanno categoricamente negato o travisato l’esistenza e la natura di questi programmi. Il tentativo di spostare l’attenzione su altri aspetti – da “questi laboratori non esistono’ a ‘si tratta solo di un normale processo di disarmo” – non reggerà al vaglio di una seria inchiesta del Senato». Michael Nevradakis Ph.D. © 15 giugno 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD. Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
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