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La verità sull’incontro tra Amanda Knox e il suo procuratore. Renovatio 21 intervista il giudice Mignini

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Tre settimane fa Renovatio 21 ha intervistato il giudice Giuliano Mignini, notissimo, e non solo in Italia, per aver trattato il caso del Mostro di Firenze e dell’omocidio di Meredith Kercher, finito praticamente protagonista nella serie messa in onda dal canale streaming Disney+ The Twisted tale of Amanda Knox, che racconta la versione della Knox riguardo la vicenda perugina. Ora la miniserie è conclusa. Abbiamo sentito ancora una volta il dottor Mignini per chiedergli riguardo alla serie e non solo. Ne è nata, come l’altra volta, una discussione profonda che è spaziata dai dettagli del caso alle origini etrusche di Perugia alla Messa in rito antico, dal rapporto instaurato con la Knox alle caratteristiche della cultura italiana, di quella britannica e di quella americana, passando per le sue supposizioni sul caso, le incongruenze che sono emerse e le proprie memorie personali.

 

Poco dopo la pubblicazione di questo articolo, il dottor Mignini ha inviato a Renovatio 21 alcune precisazioni che pubblichiamo in calce a questo articolo.

 

La serie Twisted tale of Amanda Knox si è appena conclusa. Vorremmo conoscere un suo primo giudizio a caldo su quanto ha visto. Che sensazioni ha provato guardandola? 

Io mi sono un po’ stancato di questa storia, perché l’unica possibilità di parlarne con un profitto sarebbe quella di dire tutta la verità e invece nemmeno in questo caso avviene. Il programma è fatto bene, gli attori sono molto bravi soprattutto la Grace Van Patten che interpreta Amanda e anche Acquaroli che mi ha interpretato – non mi assomiglia minimamente – è un attore molto bravo e che ha colto, non sempre, degli aspetti di come io vedevo questa storia, e il più delle volte ha intuito certe cose.

 

Ho visto tutta questa mini serie, ci sono degli spunti fatti bene e anche interessanti dal punto di vista delle indagini… cioè lei [Amanda, ndr] si apre in qualche modo, ma per il resto l’impostazione della vicenda è non conforme a quello che è stato, salvo in alcune parti dove lei è abbastanza sincera. Amanda stessa mi chiese se avessi voluto partecipare a questo programma, ma io ho detto no, assolutamente, perché non condivido la linea e lei sa le mie motivazioni.

 

 

Non mi va, nel modo più assoluto, l’atteggiamento quasi bigotto con cui vengo presentato. Amanda viene da una famiglia credo presbiteriana e adesso è diventata buddista, stoica e buddista, ed è un passo avanti, diciamo così, e quindi lei non capisce le sfumature che ci sono nel mondo cattolico. Il mondo cattolico è il mondo più vario che ci sia.

 

Le faccio un esempio: Don Saulo era il mio parroco quando ero piccolo, ma prima ancora c’era don Primo Ciampoletti, quello della messa pre-conciliare, della messa con le spalle rivolte ai fedeli per intenderci ed io sono stato educato al vetus ordo missae. Don Saulo è una brava persona e un uomo essenzialmente buono e credo anche onesto, e il vantaggio che abbiamo avuto è che lui vuol bene a tutti e due. Però è un uomo che ha risentito dell’influenza di Giovanni XXIII. Quando ci fu il Concilio Vaticano II io avevo dodici anni.

 

Tornando alla serie, il fatto che il mio personaggio faccia il segno di croce addirittura vedendo un uccello cadere dal Tribunale di Terni non esiste proprio. Terni è una città in cui peraltro non ho mai abitato tanto che però mi ha messo in crisi il concetto dell’Umbria, perché di fatto l’Umbria vera è Terni mentre noi qua a Perugia siamo Etruschi. Io sono un tipo di cattolico molto laico, mi perdoni l’aggettivo, ghibellino. Non guelfo, non clericale. E invece loro che non capiscono queste sfumature hanno girato una scena del genere e a me dà fastidio.

 

Era un aspetto della narrativa che ambienti ostili alle indagini sul caso Narducci utilizzavano contro di me non avendo nient’altro a cui potersi attaccare per screditarmi: non sono corrotto, sono onesto e sono ben voluto dalla gente. L’unica cosa con cui pensavano di potermi attaccare era il fatto che io fossi fortemente religioso. Io sono cattolicissimo, ma sono aspetti che tengo per me e sono molto geloso della mia intimità. Il primo punto è questo.

 

Poi c’è la polizia che è la grande imputata di questo racconto. Io come pubblico ministero sono stato abituato – adesso sono in pensione, ma sono sempre legato al mio mondo – ad avere un rapporto franco e di collaborazione con tutte le forze di polizia. Ho un particolare legame con l’Arma dei carabinieri per l’episodio che si vede nella serie, perché quando mi morì il babbo, che era dell’Associazione San Vincenzo De’ Paoli e in questa veste prestava aiuto ai detenuti e alle detenute del carcere.

 

Il carcere era situato a contatto con la mia casa originaria, quella dove sono nato, e dalla finestra del salotto che si apriva verso piazza Partigiani e sulla destra c’era il cortile di passeggio del carcere femminile che prima di essere destinato alle donne, dopo la guerra, era stato destinato ai detenuti fascisti, fra cui il prof. Franz Pagliani che pronunciò l’orazione funebre per mio padre. Il Pagliani fu costretto a scappare da Bologna e venne qua per non essere ucciso. Fu comandante della III Brigata Nera Mobile Attilio Pappalardo di stanza a Bologna.

 

Quando morì mio babbo avevo quattro anni. Nella serie mi si vede da bambino che guardo incuriosito le detenute donne [ride], il che non è vero. Da quella finestra non potevo affacciarmi perché alcune detenute mi chiamavano e mi sorridevano e quindi io stesso mi tenevo lontano da quella finestra, ma ciò è avvenuto quando avevo sedici o diciassette anni.

 

Tornando alla polizia devo dire che c’era una poliziotta di quelle che hanno seguito il caso, di cui non faccio il nome, che era la responsabile della sezione omicidi, che aveva una certa antipatia per Amanda. Ho sempre notato questa cosa e le donne in genere mal sopportavano Amanda e si era creata questo pregiudizio verso questa ragazza che ha purtroppo condizionato molto le indagini e la polizia ha fatto degli errori. Per esempio le imprecisioni nel rigore della verbalizzazione: loro aprivano il verbale alle ore tot e poi quando lo chiudevano non mettevano l’ora e questo consentì delle strumentalizzazioni.

 

Quando Amanda è stata interrogata, a sommarie informazioni, io non c’ero, l’ho detto e l’ho ripetuto. Stavo a casa perché avevo interrogato le ragazze inglesi che non sopportavano Amanda, me lo ricordo perfettamente, e quindi ero molto stanco e andai a dormire. Ero stato avvertito dal dirigente della squadra mobile Profazio che quella sera avrebbe dovuto interrogare Sollecito il quale in quell’occasione prese le distanze da Amanda per la prima e unica volta.

 

C’è sempre il cosiddetto salvataggio in corner che sarebbe che «tutto quello di negativo ho detto nell’interrogatorio è la polizia che me lo ha fatto dire». Tutto può essere, ci mancherebbe, io non c’ero, però dare sempre la colpa alla polizia mi pare strano. Sa cosa potrebbe essere successo? C’era un affollamento di poliziotti che si vede anche nella serie, entravano e uscivano dalla stanza e questa ragazza di vent’anni, lontana da casa, era frastornata e a un certo punto viene chiamato in causa un ragazzo nero che prima lei indica in Patrick Lumumba e poi in Rudy Guede.

 

Cosa c’è dietro questo scambio di persona? Questo è un quesito che mi sono sempre posto, non voglio entrare in merito, ma è così. 

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Questa è una cosa curiosa infatti. Prima accusa un ragazzo poi un altro e ambedue sono di colore.

Il campetto di basket ubicato proprio sopra a via della Pergola è legato a Rudy e non a Lumumba. Detto questo, c’è anche un altro fatto: il questore annuncia la chiusura delle indagini dopo pochissimi giorni dal fermo dei tre ragazzi e lì c’è la scena in cui rimprovero i poliziotti. Quella scena è verissima, perché questo ha fatto un danno alle indagini. Per giunta tutto quello che avveniva di negativo in questa vicenda, in America veniva riferito a me. Perché non lo so. 

 

Lei probabilmente è stata la figura rappresentativa delle indagini, nel bene e nel male.

Forse perché avevo svolto le indagini sul caso Narducci, anzi al tempo del delitto Meredith ancora le stavo svolgendo. Poi c’è questo colloquio con Amanda, dopo tanti anni, che io temevo. Ricordo che appena terminato il colloquio, scrissi tutto quello che ci siamo detti con Amanda, ma non lo faccio leggere a nessuno. Solo lei lo ha visto e mi ha confermato che andò proprio in quel modo.

 

Non è come si vede nella serie. Ci fu sì una discussione e lei che si ostinava dire: «perché senza prove?». «Ma come senza prove? Come si fa dire queste cose?». La prima sezione della Cassazione considera legittima una condanna senza prove? Senza prove cosa significa? Che ho preso dei dati a caso? Ma come si permettono di dire queste cose. A Perugia odiano Amanda. Sollecito sa come viene chiamato nella serie? «Mister nobody». 

 

Nella serie Raffaele Sollecito, che non è un brutto ragazzo, viene raffigurato un po’ come un nerd.

Un nerd, esatto, ma più che altro lei lo definisce «nobody». Io mi sarei arrabbiato se fossi stato apostrofato in quella maniera. Ci sono aspetti di quel colloquio che sono corrispondenti al vero come quando me la prendo con la stampa americana e ne dico di cotte e di crude. Lei se lo ricorda questo fatto. Molti americani si sono dimostrati ignoranti e avevano la tendenza a pretendere quasi che il processo si svolgesse secondo le loro regole. Non generalizzo ovviamente, su duecento milioni qualcuno si salva intendiamoci. Ma il processo era sotto la giurisdizione italiana.

 

Il colloquio vero che ho avuto poi con Amanda è stato molto più lungo e abbiamo affrontato molti più argomenti e lei, mi ricordo, che fu molto affettuosa. Poi siamo andati a pranzo. Mi invitarono anche alla cena a cui sarebbero intervenuti i due avvocati di lei, ma io a questa cena ho preferito non andare. Al pranzo c’era Don Saulo e il marito, persona simpaticissima che è l’unico della sua cerchia che mi ha capito. C’era anche la figlia piccolina che nella realtà le ho portato un giocattolo che Amanda mi ha poi detto che lei tiene sempre con sé. È un carillon. Le è piaciuto tantissimo.

 

La mamma di Amanda fu ostile al massimo, è rimasta fuori. L’incontro nella realtà è stato molto più lungo e anche molto più cordiale. 

 

La data dell’incontro era esattamente…

Il 17 giugno 2022. Durante il pranzo mi sono ricordato che era l’anniversario della morte di mio babbo. Quel giorno era andato a sentire a Firenze l’opera lirica La fanciulla del West e più fanciulla del West di Amanda chi ci può essere? Guardi un po’ il caso… Lei è rimasta colpita perché ha una notevole sensibilità, questo lo devo dire. È una persona che io ho fatto fermare, chiesto la condanna all’ergastolo in primo grado e in secondo grado, ed è stata poi assolta. Finito il processo, lei mi cerca e mi dice che vuol parlare con me, come facevo a declinare.

 

Lei ha sempre riconosciuto che io ero una persona che ho agito in piena buona fede. Sentirselo dire da una ex imputata, per la quale avevo chiesto l’ergastolo, è una cosa che non può far rimanere indifferenti. So che molti la odiano a prescindere. Mentre l’altro, il Sollecito, è rimasto sempre fermo sulle sue posizioni. È convinto che io l’ho messo dentro per cattiveria. Io non lo direi mai di un magistrato perché so che un magistrato ci ragiona, poi può sempre sbagliare per carità, ma insomma, che uno metta in galera una persona a caso, beh non credo sia proprio possibile. 

 

Questa mini serie ritiene che possa essere un’ulteriore operazione di strategia di PR? 

La gran parte degli americani vivono di queste invenzioni. Posso dire tranquillamente che di me non hanno capito proprio niente! Gli inglesi un pochino di più. 

 

Che effetto le fa essere un personaggio rappresentato in una serie TV?

Io non ho partecipato in nulla a questa serie. Non me la sono sentita di collaborare perché non sono d’accordo con l’impostazione che è stata data. L’ho detto chiaramente ad Amanda, questo.

 

Al di là di tutti gli aspetti che stiamo analizzando, le suscita un po’ di curiosità vedersi interpretato da un attore?

Guardi, non me ne frega niente [ride]. Mi importa che quello che ho fatto venga interpretato correttamente, mentre invece sia in malafede che per ignoranza, vedo che spesso avviene il contrario. Non è che mi sono fatto amici con la mia attività, sia chiaro.

 

Ci sono cose che l’hanno particolarmente disturbata in questa mini serie? Prima già ha fatto qualche accenno. Vuole aggiungere altro?

Il fatto che mi rappresentano come un bigotto, ma non lo capiscono perché gli Stati Uniti sono un Paese a maggioranza protestante e calvinista. Il protestantesimo peggiore. 

 

Scena totalmente inventate che la riguardano ce ne sono?

Alla fine di questa di mini serie, che io mi sono dovuto pappare tutta, perché volevo capire bene come è stata fatta. Mi si vede dopo il colloquio con Amanda che lo hanno dipinto più freddo di quello che invece fu. Lei mi regalò il suo libro, prima mi chiamava dottore poi Giuliano e mi fece anche la dedica. Mi si vede che cammino non si sa dove, poi si vede la chiesa che dovrebbe essere la chiesa di Santo Spirito, che era la mia vecchia chiesa parrocchiale.

 

Nell’altra scena non inquadrano me, ma si vede Don Saulo che entra nel confessionale, si mette i paramenti, capisce che c’è qualcuno alla sua destra che deve confessarsi, lui apre lo sportellino del confessionale, guarda, non si vede niente dall’altra parte, ma si vede uno che come se fosse commosso, ma non è chiaro.

 

Ecco, quella scena è totalmente inventata! Io da don Saulo non mi sono mai confessato [ride]. Mi sono confessato dai domenicani e da padre Ave e prima ancora da padre Vittore. 

 

L’incontro tra lei e Amanda dove è avvenuto esattamente?

Nella Casa Sacro Cuore, al secondo piano. C’era don Saulo, la figlia, il marito e la mamma che era rimasta fuori, perché non voleva incontrare «il mostro», che sarei stato io. Devo dire che la mamma di Amanda la capisco. 

 

È vero che ha preso la mano di Amanda durante il primo incontro?

Sì, l’ho tenuta a lungo perché ho visto che era molto turbata e cercavo di incoraggiarla. Ma anche lei me l’ha presa. Il nostro incontro è durato tre ore. 

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Una trovata registica mostra le lettere che Amanda le spediva luminose, come a dire che lei non volesse aprirle.

Non è avvenuto così. Non è stato don Saulo che me le ha portate, bensì delle persone amiche mie e di Amanda e a un certo punto, in un bar del centro qua di Perugia, mi hanno detto che c’erano queste lettere che dovevo leggere. Erano molto belle. Lei in queste lettere dice che voleva incontrarmi da tanto tempo, sin dai tempi del processo, ma che la distinzione dei ruoli ci aveva impedito ciò.

 

Lei ha deciso di leggerle dopo alcune lettere.

Solo dopo un po’ di tempo ho deciso di rispondere. Vorrei che fosse chiaro un aspetto non secondario: io ero in pensione quando ci fu questo scambio epistolare. E lei era stata assolta, sia pure con formula dubitativo, ed è bene sottolinearlo perché non si dice mai. Poi il punto che l’ha turbata è quella sentenza ultima che peraltro non ha soddisfatto nessuno. E lei infatti è stata posta nel luogo del delitto e probabilmente anche Sollecito.

 

Le lettere erano cartacee o ci fu una corrispondenza solo via mail?

Erano state inviate via mail, ma poi erano state stampate. 

 

La figura di Amanda in questa miniserie esce come vincitrice morale. L’Amanda studentessa è diversa dall’Amanda madre e moglie di oggi.

Io ho avuto tante indicazioni, tante confidenze riguardo questa storia durante questi anni. Vincitrice morale di che? Lei ha mentito, ma non se ne è accorta perché quella notte non capiva più niente e questo è il punto fondamentale. Per lei era facile: «Non sono stata io. Sono innocente». Per me era difficile invece, perché avrei dovuto dirle: «Capisco che sei una brava persona, ma le cose non sono andate così. E perché non sono andate così?». C’è il famoso gancetto di reggiseno di Meredith, piegato dalla violenza, dove c’è l’aplotipo di Sollecito e nella stoffa c’è il profilo genetico di Rudy. 

 

Renovatio 21, nell’intervista precedente, ipotizzò che Amanda scrivendole abbia dimostrato di percepire in lei una sorta di figura paterna, che evidentemente cercava, visto il suo vissuto familiare. Nell’episodio finale della serie la cosa è rovesciata, tra le lacrime, in un momento comunque struggente, la Knox le chiede perché lei non abbia visto in quella ragazza una delle sue figlie.

Lei pensa che non l’ho vista? Non era così. Un magistrato ricopre un ruolo istituzionale importante che ha delle regole e un codice etico. Quando bisognava chiedere la condanna, in primo e in secondo grado, nel secondo grado avevo per fortuna il collega Costagliola, ma in primo grado il più anziano ero io. Dovevo quindi io fare le richieste. Sapeste quanto si soffre a chiedere la condanna, soprattutto per due ragazzi.

 

Io ho tutte figlie femmine e chiedere la condanna per una giovane studentessa che poteva essere mia figlia è stata una sofferenza. Sa come l’ho superata? Per cercare di dare coraggio a me stesso ho ricordato i tre iuris praecepta del diritto romano: honeste vivere, alterum non laedere e suum cuique tribuere. Quando ho dovuto chiedere la condanna lei pensa che io non stavo soffrendo? Ero convinto di quello che chiedevo. 

 

Quando fu letta la sentenza di assoluzione, lei che cosa provò in quel momento?

Io ero convinto che avremmo fatto ricorso e la sentenza sarebbe stata annullata. Ero certo. La salvezza loro è stata che l’avvocato Biscotti ha chiesto per Rudy l’abbreviato. Rudy aveva una Corte d’appello da plotone d’esecuzione. 

 

In un momento della serie si vede che lei si scaglia contro la macchina delle PR della famiglia Knox. Di cosa l’accusarono e quale cosa l’ha offesa di più?

Io non l’ho capito, perché non si capisce quello che dicono gli americani. L’America è nata in polemica con l’Europa, in particolare con l’Inghilterra, in particolare con la chiesa anglicana, perché loro erano calvinisti. Loro erano la terra promessa, i nuovi ebrei, si sentivano così. Gli anglicani e noi europei eravamo per loro una specie di faraoni,. Io ero l’inquisitore medievale che perseguitava questa ragazza americana, che in quanto americana, era innocente, pura e candida. È così per loro. Queste cose gliel’ho dette. Per noi invece lei era la strega. È un incrocio di pregiudizi. Per gli inglesi era metà e metà. Quello di cui mi rammarico è che Meredith non l’ho mai conosciuta. L’ho vista cadavere. 

 

La famiglia della Knox ha dovuto far fronte a uno sforzo economico non indifferente. Oltre che una famiglia agguerrita nel voler difendere la figlia, pare ci sia stato un appoggio di una parte del Dipartimento di Stato Americano e spezzoni del Partito Democratico che hanno appoggiato e difeso Amanda.

La Clinton. Non ho capito che interessi potevano avere in quel momento. Io ho avuto pressioni anche da parte di un giudice della Corte Superiore dello Stato di Washington. Lui abitava a Seattle che per arrivarci bisogna arrivare all’Atlantico, superarlo, e poi superare tutta la parte continentale degli Stati Uniti e arrivare alle soglie del Pacifico. Lui da lì aveva deciso che lei era innocente. 

 

Mi viene da sorridere, ma è strana come cosa.

Lo so, ma è così. 

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Amanda ha sempre sostenuto di essere stata perseguitata ingiustamente. Ha parlato mai di perdono nei suoi confronti?

Io gliel’ho spiegato, ma lei probabilmente ha una concezione calvinista e quindi tutto è peccato. Un giudizio espresso da un magistrato che tu ritieni sbagliato, è peccaminoso secondo la sua visione. Ma non è così e gliel’ho detto. Probabilmente lei è convinta di avere detto la verità, perché non si ricorda. C’è un’amnesia post-traumatica che ancora fa sentire i suoi effetti. Poi se la gente crede o non crede, il film l’ha fatto lei, non l’ho mica fatto io. Però lei ha, non so perché, manifestato questo atteggiamento benevolo nei miei confronti.

 

Prima ha parlato di una conversione di Amanda verso il buddismo. In un certo periodo le è sembrato che lei si stesse avvicinando alla religione cristiana? Penso anche al rapporto con don Saulo. 

Quando era in carcere può essere. Quando mi scrive parliamo di tante cose e lei mi ha chiesto di poter utilizzare quello che le avevo detto in discorsi pubblici. Perché io ho accettato? Perché questo discorso era opinabile, non si può dire è giusto o è sbagliato, perché io ero stato accusato di averla perseguitata e dovevo dimostrare che non era vero e io glielo dico: «non ti ho mai odiato». È vero. Se avessi rifiutato l’incontro, avrebbero detto il contrario. Poi, essendo un magistrato, io mi dicevo: «chi te lo dice che lei non potrà aprirsi e dirti qualcosa del delitto?». E difatti qualcosa è venuto fuori. Per esempio quel fuggevole rapporto con Rudy, che lei aveva sempre negato e invece lei poi l’ha ammesso. Io ho un’idea, ma non la dico qui. 

 

È curioso che proprio alla fine del film c’è scritto che alcune scene sono romanzate. 

Quella della confessione è romanzata. Non possono dire che fossi io, perché non si vede niente.

 

In tutta questa vicenda la figura di Amanda è enormemente preponderante rispetto agli altri.

Rispetto a Sollecito Amanda è una figura gigantesca. Gli elementi a carico di Sollecito ci sono, come il gancetto del reggiseno che è la cosa più importante, più che il coltello. Nel coltello vi è poco materiale che potrebbe essere anche materiale non ematico, quindi non sangue. 

 

Sul gancetto del reggiseno pare non ci siamo dubbi invece.

Sa cosa ha detto il professor Novelli, il maggior genetista italiano nonché nostro consulente? I cosiddetti esperti americani fanno la domanda: «ma potrebbe esserci andata la polvere…». Come faceva la polvere con l’aplotipo di Sollecito a finire lì dopo un mese dal fatto? Come faceva? E allora lui ha risposto: «se questo fosse possibile, sarebbe più facile che un meteorite cadesse qui, in questo tribunale, in questo momento, piuttosto che una cosa del genere».

 

Amanda viene dipinta come una strega da alcuni. Fu la stampa americana che tirò fuori per prima questa cosa qua oppure fummo noi italiani che la etichettammo in quel modo?

Furono gli inglesi all’inizio. Cioè la demonizzazione di Amanda è stata fatta dagli inglesi e lei lo ha detto. Quando io ho parlato delle calunnie che ho ricevuto dagli americani, nel programma si vede, lei mi dà ragione.

 

Aradia, il Vangelo delle streghe è un testo considerato «sacro» dai movimenti della stregoneria moderna. È curioso pensare fu scritto 126 anni fa proprio da un americano, Charles Godfrey Leland, basando tutto su istruzioni di una anziana praticante della «vecchia religione» (secondo lui, un paganesimo precristiano collegato alla mitologia etrusca) incontrata non lontano da qui sull’Appennino tosco-emiliano.

Le streghe sono un fatto caratteristico del protestantesimo, perché il cattolico non ha questa tendenza macabra. Loro invece ce l’hanno. La famosa Wicca. Qui a Perugia non ce l’abbiamo questa cosa. Non appartengono al mondo etrusco. Le streghe, se vogliamo, sono più verso la parte appenninico-adriatica, Benevento e il Nord Italia, ma non so perché.

 

Come la vede Amanda?

Volevo dirle qualche cosa sul carattere di Amanda. È una ragazza molto intelligente. Io a un certo punto le ho chiesto: «Ma io come sono per te?». «Cocciuto fino all’inverosimile, difendi le tue idee, se sei convinto, in una maniera molto forte. E poi hai un cuore grande come il mare». Mi ci ritrovo in questo ritratto che mi ha fatto. Lei ha una tendenza a perdonare tutto, perlomeno così la vedo io. Sta sempre dalla parte della vittima o della pretesa vittima. Al che io le ho detto: «Anche il giudice Borsellino è stato vittima, ma prima era inquisitore e forse domani sarà santo». È molto ingenua.

 

Dissero al tempo che era una manipolatrice. 

È molto leale e nella nostra corrispondenza epistolare non ha mai tradito le cose riservate che io le ho detto. Io le ho inviato il resoconto particolareggiato fatto a caldo dell’incontro e lei mi ha dato ragione. Non era come diceva lei. Non se lo ricordava bene. 

 

Amanda quando fu coinvolta in questa storia sapeva che lei stava già indagando in un caso importante come quello del caso Narducci?

Nella serie ne ha parlato.

 

Ha contezza di ciò che rappresenta la storia del Mostro di Firenze?

Non lo ha capito, perché loro hanno questa mania del cospirazionismo, perché loro le cospirazioni le fanno sempre, noi no. Io non gliele mando a dire, sono molto sincero con lei. 

 

Gli americani sono sempre molto affascinati dai loro serial killer, ma pare che molti siano attratti dalla vicenda del mostro di Firenze.

Si, ma non c’hanno capito niente perché hanno ascoltato Mario Spezi e Douglas Preston. Qualcosa alla fine lei ha capito. 

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Amanda è da poco intervenuta in un podcast con Gwyneth Paltrow e ha rilasciato delle dichiarazioni che lei non condivide.

Ah! Ci furono circa tre giorni e mezzo per i primi interrogatori di Amanda. Lei in quel podcast dice che è stata interrogata per cinquantatré ore. Cinquantatré ore in tre giorni e mezzo che significa? Che la polizia non va a dormire, lei nemmeno, non mangia per tutte le ventiquattro ore, per due giorni, più altre ore il terzo giorno (…) Possibile che non capiscono? C’è stato solo un giornalista italoamericano che ha capito questa incongruenza. Il resto nulla. Questa Gwyneth Paltrow ha bevuto questa cosa senza reazione. Come è possibile?

 

Nell’intervista della Knox da Bruno Vespa dice che è stata «torturata dai poliziotti».

Nella miniserie non vi è nessuna tortura. 

 

Qualcuno dice che oltre ai tre ragazzi quella notte, in quella casa, c’erano altre due persone. Lei che idea si è fatto in merito?

C’è un’indagine aperta, perché ci sono delle novità. Io ha fatto la mia parte e ho comunicato quello che mi è stato riferito da una persona alla procura. Vediamo quello che fanno. C’era una macchina davanti al cancello aperto la notte del delitto, ma non capisco e non mi ricordo perché la polizia non ha identificato l’utilizzatore della macchina. Qualcuno aveva parlato anche della presenza di un appartenente elevato ai servizi segreti. 

 

Per quale motivazione in caso?

Non lo so. Sarebbe normale sul caso Narducci. 

 

Il suo rapporto con Amanda come sarà da qui in avanti?

Fermo restando che io ho apprezzato questo suo atteggiamento, ma come si dice, amici come prima, ma adesso basta perché poi si possono creare equivoci e la gente tante volte non comprende bene. I suoi non erano contenti di questa cosa, e lo evince anche guardando la serie. Lo stesso discorso, più o meno ce l’ho anche io in casa. 

 

Francesco Rondolini

 

 

PRECISAZIONI DEL DOTTOR MIGNINI

 

Gentile redazione di Renovatio 21,

 

ho preso visione dell’articolo sul mio colloquio con Amanda Knox e, pur apprezzandolo, desidero formulare alcune considerazioni per meglio chiarire la mia posizione:

 

1) Ho apprezzato il coraggio e lealtà di Amanda Knox ma non ne condivido il giudizio sulla vicenda processuale.

 

2) il giudizio critico è ad una parte, non so quanto estesa, dell’opinione pubblica statunitense, ma respingo ogni forma di indebita generalizzazione che costituisce un errore logico.

 

3) l’ultima sentenza della Cassazione non ha soddisfatto nessuno. È sotto gli occhi di tutti. Ma è una sentenza che, al di là dei suoi errori, va rispettata.
Vi ringrazio.

 

Giuliano Mignini

 

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Bizzarria

«Umani, siamo arrivati!» I brasiliani ricevono l’allarme per un’invasione aliena

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Migliaia di brasiliani in vari stati sono rimasti scioccati e perplessi dagli avvisi di emergenza inviati ai loro cellulari nel cuore della notte, alcuni contenenti frasi senza senso, mentre altri li avvertivano di prepararsi a un imminente attacco alieno.   I falsi allarmi sono stati inviati tra venerdì sera e le prime ore di sabato mattina attraverso la piattaforma di allerta della Protezione Civile brasiliana, un sistema normalmente riservato agli avvisi seri riguardanti alluvioni, frane, tempeste e altre emergenze.   In diverse città, gli abitanti sono stati svegliati da notifiche di «allerta estrema» contenenti la parola «misantropia» – che significa odio o sfiducia nell’umanità – mentre altri hanno ricevuto messaggi che sembravano meno consigli per la sicurezza pubblica e più la scena iniziale di un film di fantascienza a basso budgetto.

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«Proteggetevi: ATTACCO ALIENO. Umani, siamo arrivati», recitava il messaggio ricevuto da alcuni residenti di Belo Horizonte, capitale dello stato di Minas Gerais, secondo quanto riportato da G1 Globo. Un’altra versione metteva in guardia da un presunto tornado nella regione metropolitana.   In seguito, le autorità hanno chiarito che non c’era stata alcuna invasione aliena. La vera emergenza, secondo la Protezione Civile Nazionale, era molto più terrena: la piattaforma di allerta era stata apparentemente compromessa.   L’agenzia ha dichiarato che il sistema è stato disattivato all’1:30 di sabato mattina dopo che una terza parte non autorizzata ha attivato da remoto degli allarmi in diverse regioni del Paese. La Polizia Federale ha avviato un’indagine, mentre i tecnici sono al lavoro per ripristinare la piattaforma.  

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Per molti brasiliani, la prima reazione non è stata di preoccupazione, bensì di meme. Altri, invece, si sono mostrati meno divertiti, facendo notare che lo stesso sistema di allerta dovrebbe avvisare le persone di disastri reali e che un falso messaggio di «emergenza estrema» nel cuore della notte potrebbe facilmente scatenare il panico.   Secondo quanto riportato, i residenti di Belo Horizonte hanno chiamato la Protezione Civile, i vigili del fuoco e la polizia in cerca di spiegazioni dopo che gli allarmi sono risuonati sui loro telefoni. Alcuni hanno affermato di aver svegliato i familiari o di aver cercato rifugi sicuri dopo aver visto l’allarme tornado, mentre altri hanno subito sospettato uno scherzo dopo aver letto la parte del messaggio relativa agli extraterrestri.   L’allarme ha un qualche precedente socio-radiofonico e letterario. Il 30 ottobre 1938, Orson Welles causò scompiglio negli USA con un audace adattamento radiofonico de La guerra dei mondi di H.G. Wells, trasmesso dalla CBS. Simulando un notiziario in diretta con finte interruzioni e reportage, la trasmissione convinse molti ascoltatori che un’invasione aliena fosse in atto. Nonostante la portata dell’isteria sia stata in parte ridimensionata, l’evento divenne storico per aver dimostrato il potere dei media. Fu l’inizio della folgorante e al contempo difficile carriere di Orsone.  

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Misteri

Gruppi di persone entrano ed escono dalle fogne: mistero a Nuova York

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Una serie di bizzarri avvistamenti di persone che entrano ed escono dal vasto sistema fognario sotterraneo di Nuova York ha lasciato la città a chiedersi cosa stia succedendo esattamente, e la polizia ora sta indagando sul mistero sotterraneo. Lo riporta l’agenzia Associated Press.

 

Le telecamere di sicurezza hanno registrato almeno tre episodi notturni in cui gruppi di persone sono entrati o usciti da tunnel fognari attraverso fori di manutenzione in strade di Brooklyn e Queens.

 

In un video, girato venerdì mattina presto nel quartiere di Williamsburg a Brooklyn, si vede un gruppo di circa sette persone che spuntano da un buco di manutenzione nel bel mezzo di un incrocio, sotto gli occhi delle auto di passaggio.

 

Alcuni indossavano lampade frontali e portavano con sé quelle che sembravano pale e altri attrezzi. Uno di loro ha rischiato di essere investito da un veicolo mentre si tirava fuori da sottoterra.

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In un altro video, si vede un gruppo di circa sette persone emergere da un tombino intorno alle 2 del mattino in una strada tranquilla del quartiere Gravesend di Brooklyn. Si dirigono verso un paio di auto parcheggiate e tirano fuori vestiti puliti per cambiarsi. La polizia afferma che il gruppo è entrato nelle fognature intorno alle 23:00, il che significa che potrebbero essere rimasti sottoterra per tre ore.

 

Il 5 maggio, tre persone vestite con stivali da pesca impermeabili e altri indumenti protettivi hanno forzato il coperchio di un tombino e si sono calate nella fognatura di una strada del Queens. L’ultima persona ha richiuso il coperchio mentre le auto in arrivo rallentavano fino a fermarsi.

 

Il dipartimento per la Protezione Ambientale neoeboraceno ha dichiarato di aver ispezionato le fognature in entrambe le località di Brooklyn e di aver verificato che l’infrastruttura fognaria non avesse subito danni. L’incidente nel Queens è ancora oggetto di indagine, ha aggiunto l’agenzia.

 

Il mese scorso, una donna era caduta in un tombino aperto in una strada trafficata del centro di Manhattan ed è morta. I funzionari dell’azienda di servizi pubblici hanno affermato che il coperchio del tombino era stato divelto da un camion.

 

La polizia neoeboracense , nel frattempo, ha dichiarato di non ritenere che vi sia alcuna minaccia per la pubblica sicurezza dopo aver effettuato un’accurata perlustrazione delle aree. Non sono stati segnalati feriti né arresti e le indagini sono in corso, ha affermato il dipartimento.

 

Persone che uscivano dalle fogne si erano viste anche all’altezza dello scandalo che riguardò comunità giudea brookliniana dei Lubavitcher, quando emerse che gli ebrei ortodossi avevano scavati grandi tunnelli sotto le loro sinagoghe.

 


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Le memorabili immagini di un giudeo hassidico che che esce da un tombino e fugge circolarono in rete scatenando incredulità («la mia vita d’ora in avanti è in discesa…» commentò oscuramente il podcasterro Tim Pool: «pensa di essere senza il video, e dover descrivere questa scena a qualcuno») e quantità di meme irresistibili.

 

La credenza di tunnelli per traffici indicibili era circolante tra i gruppi QAnon con il nome di «Mole/tunnel children». L’Anti-Defamation League, ente di censura dei discorsi riguardo agli ebrei e non solo, subito cercò di contenere l’idea dilagante.

 

«Durante i primi mesi della pandemia di COVID-19, il governo ha allestito un ospedale improvvisato nel Central Park di New York. Allo stesso tempo, la Marina degli Stati Uniti ha inviato volontariamente in città la nave ospedale USNS Mercy per aiutare gli ospedali traboccanti» scrive il sito dell’ente di censura ebraico. «QAnon ha affermato che le tende a Central Park erano lì per nascondere buchi nel terreno che sarebbero stati utilizzati per salvare i numerosi bambini presumibilmente trafficati nei tunnel sotto il parco. Questi bambini salvati sarebbero stati portati alla USNS Mercy. Questa teoria ha guadagnato ulteriore popolarità perché la linea Q della metropolitana corre sotto il parco».

 

Si tratta di censure, con risolini annessi, che potrebbero invecchiare davvero maletto.

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Misteri

Dischi, sfere, fenomeni «celestiali»: ecco il terzo lotto di documenti sugli UFO declassificati

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Secondo quanto emerso dalla terza pubblicazione di documenti declassificati sugli UFO da parte del Pentagono, avvenuta il 12 giugno, alcuni americani residenti nel nord-est degli Stati Uniti avrebbero visto delle sfere luminose rosse e bianche, «brillanti e bellissime», nei loro giardini, riprese in video.   I nuovi documenti contenevano resoconti di avvistamenti provenienti da tutto il mondo, come ad esempio un oggetto «a forma di disco» in Zimbabwe, un velivolo «a forma di patata» in Colorado e fenomeni «celestiali» che si muovevano a velocità di 12.000 chilometri orari in Ungheria.   Il terzo lotto si aggiunge ai due precedenti dump di documenti relativi a UFO e fenomeni anomali non identificati (UAP) pubblicati dal Pentagono l’8 e il 22 maggio.   Quei documenti descrivevano anche incontri straordinari, tra cui quello degli astronauti dell’Apollo 11 che avvistarono un oggetto «di dimensioni considerevoli» vicino alla Luna e quello di un UAP abbattuto sopra i Grandi Laghi.  

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A febbraio, l’FBI ha intervistato alcuni cittadini statunitensi riguardo alle loro testimonianze dirette di potenziali avvistamenti di UAP nelle loro zone. I documenti sono stati parzialmente censurati e non specificano quando o dove si siano verificati questi incontri, limitandosi a indicare che si sono svolti nel nord-est degli Stati Uniti.   Una sera, al rientro a casa, uno di questi individui ha visto una «luce intensa e brillante» sospesa appena sotto la linea degli alberi nel proprio giardino. Un’altra persona in casa è uscita e ha visto anch’essa il fenomeno, descrivendolo come una sfera rossa di circa un metro di diametro con al centro quello che sembrava essere un «sole di plasma bianco» delle dimensioni di un pallone da basket.   Uno degli intervistati ha descritto il colore rosso come «brillante e bellissimo», una tonalità che non avevano mai visto prima.   I due osservarono il movimento di questa sfera e notarono un’altra sfera identica proprio sopra di essa, che fluttuava insieme in modo silenzioso e fluido, come se fossero collegate da un filo. Le due sfere si mossero sopra la linea degli alberi e si fusero in una sola prima di scomparire dalla vista.   Nel luglio 2025, nel Nord-Est degli Stati Uniti, un testimone oculare ha osservato una luce intensa e brillante nel proprio giardino mentre parcheggiava l’auto al ritorno dal lavoro.   Un individuo ha ripreso il fenomeno con un video, che è stato incluso nella documentazione rilasciata dal Pentagono. La registrazione, della durata di 50 secondi, mostra due sfere di un rosso brillante con il centro bianco che fluttuano lentamente l’una verso l’altra.  

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Alcune settimane dopo questo evento, uno degli individui ha avvistato anche diverse sfere bianche nella stessa area, che viaggiavano a un’altitudine molto maggiore rispetto a quelle rosse.   Altri video recentemente pubblicati, provenienti dalla stessa area nel Nord-Est degli Stati Uniti, mostrano sfere di un rosso brillante sospese a circa 2.500 piedi di altezza.   Secondo quanto emerge dai documenti, alcuni ex ufficiali dell’intelligence dell’esercito statunitense avrebbero avvistato un UAP sopra i monti Cheyenne in Colorado mentre uscivano dal loro ufficio.   Nel giugno del 2024, gli agenti dell’FBI hanno intervistato uno degli individui riguardo alla sua esperienza durante una mattinata di febbraio di un anno imprecisato. Questa persona ha descritto la giornata come caratterizzata da condizioni perfette: cielo sereno, bassa umidità e una temperatura esterna di circa 10 gradi Celsius.   L’oggetto avvistato da questo gruppo di ex militari aveva una forma «a patata», bordi ben definiti e un «colore opalescente bianco-crema». I documenti mostravano che l’oggetto era leggermente traslucido e luccicante.   La sua struttura è stata descritta come «squame di pesce» o pannelli asimmetrici, non sovrapposti e di forma irregolare. Sebbene l’UAP stesso fosse immobile, ogni pannello «si spostava in onde lente che partivano da punti di origine diversi ma contemporaneamente».   Dopo circa due minuti, l’oggetto è svanito o si è «nascosto» nel tempo necessario a girare la testa. Inoltre, stando ai documenti, non c’era alcuna ombra. I nuovi file includevano anche una rappresentazione artistica dell’UFO.  

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  Nel luglio del 2008, la segnalazione di un velivolo non identificato sopra l’aeroporto internazionale di Harare, in Zimbabwe, ha alimentato il dibattito sull’origine extraterrestre dell’avvistamento: si trattava di un dispositivo avanzato di un governo straniero?   Il velivolo è stato avvistato ad un’altitudine elevata non determinata. Secondo i documenti, i testimoni hanno descritto questo UAP come «a forma di disco», con un centro cavo e una serie di luci rotanti sulla parte inferiore. A un certo punto, dal velivolo sarebbero fuoriusciti dei «raggi». L’oggetto è infine salito rapidamente scomparendo dalla vista. È stato attivato un «stato di massima allerta».   Nei documenti del Pentagono non erano presenti video, foto o rappresentazioni artistiche degli UAP dello Zimbabwe.  

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La segnalazione di avvistamenti in Ungheria è scaturita da uno scambio epistolare avvenuto nel 1955 tra parenti residenti negli Stati Uniti e a Budapest. La CIA ha pubblicato un rapporto su questo incontro, corredato da uno schizzo che mostra la formazione e la presunta traiettoria di volo di diversi oggetti in viaggio tra Budapest e Mosca.   Un uomo residente negli Stati Uniti ha ricevuto una lettera dalla nipote di Budapest in cui si parlava di «dischi volanti». Gran parte della lettera era costituita da una conversazione informale, con un solo paragrafo che descriveva dettagliatamente gli UAP.   La nipote scrisse allo zio che «nelle ultime settimane tutti erano entusiasti» dei misteriosi oggetti. «Questi fenomeni celesti in rapido movimento hanno tenuto e continuano a tenere occupati moltissimi scienziati», si legge nella lettera. «Questi incredibili oggetti volanti si muovevano a una velocità di 12.000 chilometri all’ora».   Tra i documenti resi pubblici venerdì dal Pentagono, figuravano diverse dichiarazioni di «agenti speciali delle forze dell’ordine federali» che avevano assistito all’avvistamento di UAP nei pressi di un sito di sicurezza nazionale sensibile negli Stati Uniti occidentali nel corso di due giorni dell’ottobre 2023.   La documentazione includeva una mappa con i quattro avvistamenti, oltre a dettagliate dichiarazioni dei testimoni relative a ciascun incontro e a diverse ricostruzioni digitali.   Questa mappa rappresenta quattro episodi di fenomeni anomali non identificati avvenuti negli Stati Uniti occidentali. Raffigura molteplici incidenti segnalati da agenti speciali delle forze dell’ordine federali statunitensi nell’arco di diversi giorni nell’ottobre del 2023. Per gentile concessione del Pentagono.   Gli agenti federali hanno segnalato «sfere che lanciavano altre sfere». Secondo i documenti, questo fenomeno si è verificato più volte: una «sfera madre» arancione sembrava produrre sfere rosse più piccole in diverse occasioni, nell’arco di diverse ore.  

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Il video circolante rappresenta un’interpretazione artistica di un incidente segnalato nei pressi di un sito di importanza strategica per la sicurezza nazionale negli Stati Uniti occidentali. I testimoni hanno descritto la sfera arancione più grande come una «sfera madre».   Il comportamento di queste sfere rosse è stato descritto come «anomalo», con «profili cinematici variabili, tra cui un movimento orizzontale apparentemente coordinato» e variazioni di altitudine.   Secondo i documenti, le sfere rosse persistevano solo per pochi secondi prima di scomparire, ma almeno in un’occasione, i testimoni hanno affermato che uno degli UAP rossi è rimasto sospeso sopra una cresta montuosa per ore.   Nella stessa area, gli agenti federali hanno anche avvistato un «aquilone scuro» e un «aquilone traslucido» a distanze stimate ravvicinate. Secondo i documenti, tutti i velivoli erano silenziosi e gli avvistamenti rimangono irrisolti.   L’iniziativa di divulgazione è partita a maggio con circa 160 documenti, fotografie e video precedentemente classificati, forniti da enti come il Pentagono, l’FBI, la NASA e il Dipartimento di Stato. Il secondo lotto è stato pubblicato il 22 maggio, con ulteriori filmati e testimonianze.   L’iniziativa arriva dopo anni di pressioni da parte del Congresso e delle dichiarazioni di personale militare e informatori secondo cui il governo statunitense avrebbe occultato informazioni su oggetti non identificati rilevati vicino a installazioni militari sensibili.   A febbraio, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ordinato al dipartimento della Guerra di divulgare «ogni singola informazione» relativa agli UAP (Unidentified Aerial Phenomenon, «fenomeni aerei indentificati», o, più di recente, «fenomeni anomali indentificati»). L’ordine è emerso in un clima di rinnovato interesse pubblico per la tematica, che comprendeva anche i commenti dell’ex presidente Barack Obama sulla possibilità di vita extraterrestre.   Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa il segretario alla Guerra degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha dichiarato che scoprirà insieme al pubblico americano se il suo dipartimento possiede documenti che dimostrano l’esistenza degli alieni. Nel frattempo Trump ha ripetutamente dichiarato che avrebbe desecretato i file UFO, l’ultima volta questa settimana.

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Secondo il deputato statunitense Tim Burchett, che cita fonti governative anonime, gli alieni avrebbero visitato il nostro pianeta a bordo di un’astronave extraterrestre e avrebbero preso contatto con gli esseri umani. Come riportato da Renovatio 21, negli scorsi anni il Pentagono ha ripetuto di non possedere «alcuna prova che indichi che vita extraterrestre abbia visitato il pianeta».   L’anno passato il vicepresidente americano JD Vance si è detto «ossessionato» dal tema degli UFO. Lo stesso ha dichiarato due mesi fa che secondo lui gli alieni sono in realtà demoni. L’affermazione, ripetuta dall’ esorcista monsignor Stephen Rossetti negli scorsi giorni, è costata al sacerdote un licenziamento da parte dell’arcivescovo di Washington cardinale Robert McElroy.   Le affermazioni dell’esorcista e del Vance hanno fatto il giro della rete, in un contesto in cui certa parte della destra cristiana americana (sia cattolica che ortodossa che protestante) sembra aver abbracciato l’idea, che in USA e in Europa aveva già nello scorso secolo una certa letteratura, secondo cui gli UFO potrebbero essere manifestazioni di forze infernali – al punto che è emerso che il governo americano starebbe organizzando sessioni di preparazione con i pastori protestanti invitandoli a preparare le loro congregazioni alla prossima divulgazione di informazioni riguardanti la vita aliena e astronavi non identificate, che potrebbero mettere in crisi la fede cristiana.   Come riportato da Renovatio 21, il mese scorso il generale in pensione William Neil McCasland, la cui carriera militare sarebbe stata legata alla tecnologia UFO, è sparito senza lasciar traccia. il McCasland fa parte di una sequela di almeno una dozzina di scienziati ed esperti di tecnologia nucleare e UFO spariti negli ultimi mesi, sulla cui scomparsa l’FBI starebbe indagando. Settimane fa era stato trovato morto suicida l’esperto di UFO David Wilcock, che aveva varie volte dichiarato che non si sarebbe mai suicidato.  

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