Geopolitica
La Turchia si unisce al caso di genocidio contro Israele
La Turchia intende unirsi formalmente mercoledì alla causa per genocidio contro Israele presso la Corte Internazionale di Giustizia (CIG) dell’Aia, ha annunciato il ministro degli Esteri Hakan Fidan in una conferenza stampa al Cairo.
Il caso della CIG è stato avviato a dicembre dal Sudafrica, che ha accusato lo Stato Ebraico di aver commesso un genocidio contro i palestinesi a Gaza. Da allora, oltre una dozzina di paesi hanno annunciato la loro intenzione di unirsi al caso. La corte dell’Aja deve ancora emettere una sentenza definitiva, ma ha ordinato a Israele di astenersi da qualsiasi atto che potrebbe rientrare nella Convenzione sul genocidio delle Nazioni Unite.
Fidan ha sottolineato che il Medio Oriente non può più tollerare le «provocazioni» di Israele, compresi i suoi attacchi al Libano e all’Iran, e ha accusato lo Stato Ebraico di perseguire la violenza e l’«espansionismo» mentre il premier Beniamino Netanyahu mira «a incendiare l’intera regione».
Il ministro ha condannato l’assassinio «a tradimento» avvenuto la scorsa settimana a Teheran del capo politico di Hamas Ismail Haniyeh, che era stato il capo negoziatore del gruppo armato palestinese nei colloqui indiretti di cessate il fuoco con Israele.
L’Iran e Hamas hanno accusato Israele di essere dietro l’attacco, sebbene lo Stato ebraico abbia rifiutato di confermare o negare il suo coinvolgimento.
Fidan ha anche accusato i «sostenitori incondizionati» di Israele di minare l’ordine internazionale, sottolineando che coloro che hanno condannato l’offensiva della Russia contro l’Ucraina hanno chiuso un occhio sulla continua occupazione delle terre palestinesi da parte di Israele.
«L’Occidente ha perso ogni superiorità morale in questa regione a causa della questione israeliana», ha affermato Fidan, sottolineando che le continue prediche dell’Occidente ai paesi musulmani sulla democrazia e sui diritti umani hanno «da tempo superato il limite».
Il ministro ha esortato i «proprietari» di Israele a «tenerlo al guinzaglio», avvertendo che la regione e il mondo dovranno pagare un prezzo elevato «se il massacro di Gaza non verrà fermato».
Come riportato da Renovatio 21, la scorsa settimana il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha avvertito che la Turchia potrebbe alla fine «entrare» in Israele a causa del conflitto persistente nella Striscia di Gaza tra lo Stato degli ebrei e il gruppo militante palestinese Hamas.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Geopolitica
Trump: la Groenlandia «è il nostro territorio»
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Geopolitica
Macron: gli Stati Uniti cercano di «subordinare» l’Europa
Il presidente francese Emmanuel Macron ha accusato gli Stati Uniti di cercare di «indebolire e subordinare» l’Europa attraverso una competizione economica aggressiva.
Intervenendo martedì al World Economic Forum di Davos, Macron – che indossava per motivi imprecisati occhiali da sole a goccia, che una volta in Italia si diceva facessero un po’ «fascista» – ha dichiarato che «le guerre commerciali e l’escalation protezionistica non producono altro che perdenti su entrambi i lati» e ha invitato i leader europei a difendere con fermezza gli interessi del continente in un momento di «instabilità senza precedenti».
«La concorrenza degli Stati Uniti d’America, attraverso accordi commerciali che danneggiano le nostre esportazioni, pretendono concessioni massime e mirano apertamente a indebolire e sottomettere l’Europa, unita a un accumulo continuo di nuove tariffe che sono inaccettabili sul piano di principio», ha affermato Macron.
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Le sue parole arrivano in diretta risposta alle minacce del presidente statunitense Donald Trump, che ha promesso nuovi dazi a qualsiasi Paese che si opponga ai suoi progetti di annessione della Groenlandia. La scorsa settimana Trump ha annunciato l’imposizione di un dazio aggiuntivo del 10% su otto nazioni europee della NATO che hanno inviato piccoli contingenti militari in Groenlandia – territorio autonomo danese –, aggravando ulteriormente le tensioni transatlantiche.
Macron ha sottolineato che l’Unione Europea possiede strumenti commerciali «molto potenti» e deve essere pronta a impiegarli quando i suoi interessi non vengono rispettati. Ha fatto riferimento in particolare allo strumento anti-coercizione del blocco, spesso definito «bazooka commerciale», come arma di deterrenza di fronte alle crescenti pressioni di Trump sulla Groenlandia.
L’UE sta inoltre valutando il ripristino di un pacchetto di controdazi su beni americani per un valore di 93 miliardi di euro, misure elaborate lo scorso anno in reazione alla prima ondata tariffaria di Trump ma sospese in seguito a un accordo transatlantico provvisorio. Un diplomatico europeo ha riferito a Reuters all’inizio della settimana che tali dazi potrebbero rientrare automaticamente in vigore a partire dal 6 febbraio qualora non si raggiunga un’intesa.
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Immagine screenshot da YouTube
Geopolitica
Lavrov: la NATO si prepara alla guerra contro la Russia
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