Geopolitica
La Nuland spiega perché gli USA non volevano che l’Ucraina dialogasse con la Russia
L’Ucraina non è mai stata in grado di ottenere una soluzione favorevole per porre fine al perdurante conflitto con la Russia e quindi Washington non ha mai effettivamente incoraggiato Kiev a negoziare con Mosca, l’ex sottosegretario di Stato americano per gli affari politici ed ex vicesegretario di Stato ad interim Victoria Nuland ha affermato.
L’ex funzionario e uno dei principali sostenitori del sostegno militare all’Ucraina ha affermato in un’intervista a Politico pubblicata sabato. Gran parte dell’intervista ruotava attorno al conflitto ucraino, con la Nuland che ne ripeteva la tipica narrativa americana mainstream.
«Cominciamo dal fatto che Putin ha già fallito nel suo obiettivo. Voleva appiattire l’Ucraina. Voleva assicurarsi che non avessero sovranità, indipendenza, libertà d’azione, nessun futuro democratico – perché un’Ucraina democratica, un’Ucraina europea, è una minaccia al suo modello per la Russia, tra le altre cose, e perché è il primo elemento costitutivo per le sue più grandi ambizioni territoriali», ha affermato la Nuland.
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La potente figura per la politica eurasiatica americana ha insistito sul fatto che Kiev può ancora «avere successo» nel conflitto, anche se ha evitato la domanda se crede che l’Ucraina possa sottrarre i suoi ex territori alla Russia, inclusa la penisola di Crimea, che si è staccata da Kiev all’indomani del colpo di stato di Maidan del 2014. e si unì a Mosca dopo un referendum.
«Può sicuramente arrivare a un punto in cui sarà abbastanza forte, credo, e dove Putin sarà abbastanza ostacolato da sedersi al tavolo delle trattative da una posizione di forza. Spetterà al popolo ucraino quali dovrebbero essere le sue ambizioni territoriali», ha detto, aggiungendo che «qualunque cosa venga decisa sulla Crimea, non può essere rimilitarizzata in modo tale da diventare un pugnale nel cuore del centro dell’Ucraina».
La Nuland ha quindi rivelato che Washington non ha mai effettivamente spinto Kiev a negoziare con Mosca, sostenendo che la sua «posizione negoziale» non è mai stata abbastanza forte, anche alla fine del 2022.
«Allora non erano in una posizione abbastanza forte. Non sono in una posizione abbastanza forte adesso. L’unico accordo che Putin avrebbe concluso allora, l’unico accordo che avrebbe concluso oggi, almeno prima di vedere cosa accadrebbe nelle nostre elezioni, è un accordo in cui dice: “Ciò che è mio è mio, e ciò che è tuo è negoziabile”. E questo non è sostenibile», ha affermato.
Victoria Nuland è stata ampiamente percepita come una delle figure chiave dietro l’intera crisi ucraina iniziata con gli eventi di Maidan, che alla fine hanno fatto cadere il presidente democraticamente eletto dell’Ucraina, Viktor Yanukovich, nel 2014.
All’epoca sottosegretario di Stato per gli affari europei ed eurasiatici, si presentò pubblicamente tra gli attivisti del Maidan, distribuendo pasticcini. La vicenda divenne ampiamente nota come «i biscotti della Nuland», fungendo da esempio da manuale del coinvolgimento diretto degli Stati Uniti nel colpo di Stato.
La Nuland è una cosiddetta neoconservatrice. I neocon sono un gruppo di discepoli, in genere di origini ebraiche, del filosofo ebreo tedesco trapiantato in USA Leo Strauss. Si dice, professore all’Università di Chicago, lo Strauss aveva un lato essoterico – le sue lezioni pubbliche – ed uno esoterico, a cui impartiva un insegnamento segreto ad un gruppo di studenti scelti.
La Nuland è una neocon per formazione e matrimonio, avendo sposato Robert Kagan, attivissimo fulcro, con il fratello e il padre, dei think tank neocon che hanno stabilito la politica estera americana degli anni 2000, per esempio la guerra in Iraq. Sono gli stessi, che, all’interno di un gruppo chiamato Progetto per un nuovo secolo americano (PNAC) nel 2000 vergarono il rapporto Ricostruire le difese dell’America dove si parlava della necessità di «una nuova Pearl Harbor», poi per coincidenza concretatasi con il megaterrorismo dell’11 settembre 2001.
Come riportato da Renovatio 21, è significativo anche il video in cui, mesi fa, annunziava in conferenza stampa che il Nord Stream 2 sarebbe stato terminato nel caso la Russia avrebbe invaso l’Ucraina.
Dopo la sua ammissione in udienza al Senato riguardo ai biolaboratori USA in Ucraina, la Duma – il Parlamento russo – l’ha invitata a Mosca a spiegarsi, tuttavia la Nuland-Kagan non pare aver accettato l’invito.
Ad agosto era volata in Niger per incontrare la giunta golpista e metterla in guardia contro l’arruolamento dell’appaltatore militare privato russo Wagner. Prigozhin, al sentirlo, gioì.
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Lo scorso maggio aveva dichiarato che la Crimea costituiva un «obiettivo legittimo» dell’esercito ucraino. In Sudafrica aveva definito la titanica questione della de-dollarizzazione globale in corso «una chiacchiera».
Poche settimane fa era tornata a Kiev, facendo scattare, anche simpaticamente, la diplomazia del Cremlino, che disse che, come l’altra volta nel 2014, quando distribuì biscotti alla gente in piazza Maidan, la visita del vicesegretario per gli affari eurasiatici non portava nulla di buono.
Il nome di Victoria Nuland è stato fatto in messaggio di Donald Trump contro la prospettiva della Guerra Mondiale.
«Per decenni, abbiamo avuto le stesse persone, come Victoria Nuland e molte altre come lei, ossessionate dall’idea di spingere l’Ucraina verso la NATO, per non parlare del sostegno del Dipartimento di Stato alle rivolte in Ucraina… Queste persone hanno cercato lo scontro per molto tempo, proprio come nel caso dell’Iraq e di altre parti del mondo, e ora stiamo vacillando sull’orlo della Terza Guerra Mondiale. E molte persone non lo vedono, ma io lo vedo e ho avuto ragione su molte cose».
Ricordiamo, infine, il messaggio finale di Gonzalo Lira, registrato al confine tra Ucraina e Ungheria, dove stava cercando di scappare in moto per chiedere asilo politico. Negli ultimi attimi di libertà prima di essere catturato e messo in prigione – dove ha trovato la morte – Lira rivelò che lo avevano informato che Victoria Nuland conosceva bene il suo caso, e che lo odiava visceralmente.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Flickr
Geopolitica
La Russia dice alle ambasciate straniere di lasciare Kiev
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Geopolitica
Merz promette maggiore sostegno militare all’Ucraina, mentre parte il countdown per la caduta del suo governo
Friedrich Merz, cancelliere tedesco e figura molto impopolare, si trovava negli scorsi giorni a Kiev, dove ha annunciato un ulteriore stanziamento di 1 miliardo di euro in aiuti militari al regime del presidente ad interim ucraino Volodymyr Zelens’kyj.
Nel corso di una conferenza stampa accanto al presidente ucraino, Merz ha sostenuto che Mosca tenta di logorare il morale della popolazione ucraina e ha inoltre previsto 350 milioni di euro per il ripristino delle infrastrutture energetiche. Secondo l’agenzia Reuters, il cancelliere ha ribadito che la Germania resta il principale sostenitore dell’Ucraina.
«Lo facciamo non solo per proteggere l’integrità territoriale dell’Ucraina, ma anche nel nostro profondo interesse, poiché si tratta di una questione di sicurezza europea», ha dichiarato Merz, affermando che la Russia conduce attacchi informatici e campagne di disinformazione rivolti contro l’ordine democratico europeo.
«Questo dimostra che non ci lasceremo intimidire», ha aggiunto. Funzionari tedeschi hanno riferito che i dirigenti d’azienda al seguito di Merz hanno siglato 14 accordi con il governo e con imprese ucraine per un valore complessivo di circa 6,6 miliardi di euro. Tra questi figuravano una fornitura di missili di difesa aerea IRIS-T e una di droni intercettori.
«L’aspetto importante di questa visita è che non solo la Germania sta aiutando l’Ucraina, ma anche l’Ucraina sta condividendo le proprie conoscenze, la propria esperienza e i propri ordini», ha dichiarato Zelens’kyj. «Si tratta di posti di lavoro per la Germania».
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Nel frattempo Merz continua a perdere consensi di giorno in giorno. Il sondaggio Infratest-Dimap del 2 ottobre attribuiva all’opposizione AfD il 27% e ai cristiano-democratici di Merz solo il 20%; quello dell’INFAS, pubblicato domenica, vedeva già l’AfD al 30% e la CDU-CSU al 18%. Il «miglior» risultato personale di Merz è un misero 10% di consensi, a fronte di un’opposizione dell’88% secondo Infratest. I socialdemocratici (SPD), partner di coalizione della CDU-CSU al governo, hanno ottenuto il 13% venerdì scorso e il 14% domenica. I due sondaggi assegnano all’esecutivo appena il 32-33% dei consensi.
Ciononostante Merz si dice determinato a restare cancelliere, sostenendo che non esiste alternativa né a lui né alla politica di governo che, a suo dire, garantirebbe la stabilità della Germania e dell’Europa, riporta EIRN. Una serie di proteste di massa e le crescenti tensioni interne all’esecutivo indicano però che quella stessa politica sta rendendo la Germania instabile e ingovernabile.
La coalizione è così fragile che la scorsa settimana il presidente federale Frank-Walter Steinmeier ha telefonato separatamente al ministro delle Finanze e vicecancelliere Lars Klingbeil (SPD) e al ministro dell’Interno Alexander Dobrindt (CSU) per esprimere la preoccupazione di un imminente crollo del governo.
Un necessario cambio di linea dovrebbe includere anche un cambio di cancelliere, ma finora nessun esponente dei cristiano-democratici di Merz si è fatto avanti. Un primo giro di sondaggi sui possibili sostituti, due settimane fa, ha mostrato che tutti e tre i potenziali candidati — Hendrik Wüst (presidente del land del Nord Reno-Westfalia), Daniel Günther (presidente dello Schleswig-Holstein) e Markus Söder (presidente della Baviera) — non sono disposti ad accettare l’incarico.
L’AfD ha offerto, dietro le quinte, tolleranza e sostegno caso per caso alla CDU-CSU per un governo di minoranza senza Merz. Da solo, però, questo non renderebbe la Germania più governabile e stabile, soprattutto se i cristiano-democratici intendessero proseguire con le stesse politiche che li hanno portati al declino nei sondaggi e nelle tre elezioni regionali in Sassonia-Anhalt (tenutesi lo scoso 6 settembre), Meclemburgo-Pomerania Anteriore e Berlino (entrambe avutesi il 20 settembre).
La caduta di Merz dovrebbe avvenire in modo sinergico, insieme alla fine delle sue politiche contro la Russia e a favore dell’Ucraina, contro l’austerità di bilancio e il riarmo eccessivamente costoso, e contro le scelte che hanno portato alla crisi energetica, che, ha ammesso lo stesso cancelliere, è causata dalla mancanza di gas russo.
Come riportato da Renovatio 21, lo scorso mese AfD ha querelato Merz per sue dichiarazioni.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Geopolitica
Zelens’kyj avverte: imminente attacco russo massivo. Chiede aiuto a Stati Uniti ed Europa
We’ve got updated intel on Russia’s preparations for a massive strike. I ask you, please, to take care of yourselves and respond to missile threat alerts. Ukrainian services and our Air Force are ready to respond – as much as our defenses allow. And a lot depends on our partners – every country in the world that has the defensive capabilities we need and can provide them to us. It’s very important that there be the political will to do this – particularly in the United States and in Europe.
— Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) October 6, 2026
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