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Cina

La Cina riduce silenziosamente le vasectomie per fermare il calo dei tassi di natalità

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Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge.

 

 

Il 9 febbraio 2017 non è stato uno dei giorni migliori per Hu. A sua insaputa, le autorità di pianificazione familiare nella sua contea natale nello Yunnan, una provincia nel sud-ovest della Cina, avevano appreso che era padre di quattro figli, tre da una moglie e uno dal secondo, dopo il divorzio.

 

Quando è tornato per celebrare il capodanno lunare, sono piombati. Era a una festa a casa di un amico quando diversi funzionari lo hanno trascinato via, lo hanno accusato di aver violato la politica dei due figli e lo hanno costretto a sottoporsi a una vasectomia.

 

«I funzionari della pianificazione familiare hanno detto che avevo disturbato il loro normale lavoro e mi hanno detto: “Devi essere d’accordo con noi oggi, dato che sei qui”», ha detto alla rivista in lingua inglese Sixth Tone. «Se non fossi stato d’accordo, hanno detto, avrebbero trattenuto me e mia moglie per 15 giorni, quindi mi avrebbero costretto a fare una vasectomia al mio rilascio».

Era a una festa a casa di un amico quando diversi funzionari lo hanno trascinato via, lo hanno accusato di aver violato la politica dei due figli e lo hanno costretto a sottoporsi a una vasectomia

 

Cinque anni dopo, il signor Hu deve sentirsi un po’ indignato. Perché oggigiorno la moda tra i pianificatori familiari cinesi è  rifiutarsi  di somministrare vasectomie agli uomini. Sembrano essere in preda al panico per il crollo del tasso di natalità della Cina e il calo della crescita demografica.

 

Il capo dell’ufficio cinese del Washington Post, Lily Kuo, riferisce  che gli ospedali si stanno rifiutando di eseguire l’operazione.

 

Non c’è un divieto ufficiale, ma improvvisamente la procedura non è più disponibile. Secondo i dati ufficiali, il numero di vasectomie eseguite a livello nazionale è sceso da 149.432 nel 2015 a 4.742 nel 2019.

 

«Dodici ospedali pubblici contattati dal Washington Post, comprese le strutture a Shanghai, Pechino e Guangzhou, hanno affermato di non offrire più la procedura. Sei ospedali hanno affermato di eseguire ancora l’intervento chirurgico, ma uno ha affermato che non era più disponibile per gli uomini non sposati».

Oggigiorno la moda tra i pianificatori familiari cinesi è  rifiutarsi  di somministrare vasectomie agli uomini

 

«Le coppie e gli uomini single che hanno richiesto la procedura hanno detto che i medici e il personale ospedaliero hanno rifiutato, dicendo loro che si sarebbero pentiti della decisione in seguito. Alcuni hanno chiesto prove documentali del matrimonio e prove che le coppie avevano già avuto figli prima di procedere con l’intervento chirurgico».

 

Nel maggio dello scorso anno la Cina ha annunciato che le coppie potevano avere fino a tre figli. Ma questo non sembra aver innescato un baby boom. Il tasso di natalità, infatti, continua a scendere inesorabilmente.

 

E, secondo  il Washington Post,  l’annuncio ha effettivamente messo nel panico alcune coppie che non vogliono figli. Temono che il governo possa limitare l’accesso agli aborti e ai contraccettivi dopo la sua conversione notturna al pro-natalismo.

 

Zhou Muyun, un 23enne di Guangzhou, e la sua ragazza vivono insieme ma non vogliono figli.

«Le coppie e gli uomini single che hanno richiesto la procedura hanno detto che i medici e il personale ospedaliero hanno rifiutato, dicendo loro che si sarebbero pentiti della decisione in seguito»

 

«Più cose apprendo sulle vasectomie, più mi sento sicuro della mia decisione. Vogliamo fare sesso, non figli», ha detto al  Washington Post . Ma è stato rifiutato da due ospedali. I medici gli dissero che era troppo giovane e si sarebbe pentito della sua decisione.

 

Allora cosa viene dopo?

 

Se le giovani coppie decidono di avere un solo figlio, o rifiutano di averne uno, cosa farà il governo cinese?

 

I pianificatori familiari hanno decenni di esperienza nel costringere uomini e donne a non avere figli. Li costringeranno ad avere figli?

 

Ci sono precedenti storici. Nella Cina altomedievale, per incoraggiare la crescita della popolazione, le autorità incoraggiarono attivamente i matrimoni precoci e cercarono di semplificare le cerimonie nuziali.

 

Nel maggio dello scorso anno la Cina ha annunciato che le coppie potevano avere fino a tre figli. Ma questo non sembra aver innescato un baby boom. Il tasso di natalità, infatti, continua a scendere inesorabilmente

Uno storico registra le raccomandazioni fatte da un funzionario di nome Zhou Lang all’imperatore Xiaowu (430-464):

 

«Ha esortato il governo a rafforzare le leggi che vietano l’infanticidio e incoraggiano i matrimoni precoci. Ha proposto che se le ragazze non fossero state sposate all’età di quindici sui [anni], i loro genitori fossero puniti. Ha anche suggerito di ridurre le spese per i regali di fidanzamento e di semplificare i riti matrimoniali. Infine ha raccomandato che vengano avviate azioni legali contro coloro che rimandano i matrimoni per qualsiasi motivo».

 

Duro e opprimente? Sì. Incredibile nella Cina moderna? Dato il track record dell’attuale governo nella pianificazione familiare, no. Affatto.

 

Il resto del mondo starà a guardare. Paesi dal Giappone all’Iran all’Estonia stanno cercando disperatamente di aumentare i propri tassi di natalità, senza successo.

 

Se le politiche coercitive pro-nataliste della Cina funzionano, altri governi potrebbero essere tentati di copiarle.

 

 

Michael Cook

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni

 

 

 

 

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Alimentazione

Maiali divengono cannibali per mancanza di cibo: video dalla crisi economica cinese

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Di recente è diventato virale un video che mostra i maiali che mangiano un maiale morto in una fattoria in Cina.

 

Alcuni allevatori di suini, che lavorano per un importante gruppo finanziario cinese, hanno affermato che il cannibalismo è avvenuto a causa della carenza di mangime. Un esperto ritiene che la carenza di mangime rifletta i maggiori problemi dell’economia cinese, scrive Epoch Times.

 

Dal 24 luglio, il video – che al momento è stato rimosso da YouTube ed è introvabile su Twitter – è uno degli argomenti più cercati sui social media cinesi, mettendo in luce la società quotata e un’importante azienda di suinicoltura, la Jiangxi Zhengbang Tech, che appalta ai contadini l’allevamento dei maiali.

 

Secondo messaggi circolati online, «la fornitura di mangime per suini agli allevatori è stata interrotta». Il valore delle azioni della società sarebbe quindi crollato. Il gruppo ha quini fatto plurimi annunci rispetto alla crisi.

 

Il 25 luglio, Zhengbang Tech ha ammesso che ci sono state interruzioni nella fornitura di mangimi per suini a luglio, citando il calo dei prezzi dei suini a giugno, il COVID-19, i fondi dell’azienda limitati, problemi logistici e problemi di coordinamento con i produttori di mangimi. Nella dichiarazione non si fa menzione di compensi per gli allevatori di suini.

 

Le dichiarazioni dell’azienda non affermavano né smentivano che negli allevamenti si verificasse il cannibalismo suino.

 

Il commentatore indipendente  Tang Jingyuan ha dichiarato a Epoch Times il 27 luglio che ci sono due ragioni principali per la carenza di mangimi per suini da parte di Zhengbang Tech.

 

«Uno è la carenza di fondi e potrebbe esserci anche un’interruzione nella catena del capitale. L’altro è che l’epidemia di COVID-19 ha causato il blocco del sistema logistico, che è il problema del coordinamento della distribuzione logistica e dei mangimifici menzionato nel comunicato ufficiale dell’azienda. Dietro queste due ragioni, la causa principale è in realtà che l’ambiente economico nella Cina continentale si è deteriorato a causa della politica e delle misure zero-COVID del regime, determinando un circolo vizioso di causalità reciproca tra le due ragioni sopra menzionate».

 

«Il deterioramento dell’economia cinese è in gran parte causato da errori politici piuttosto che da un disastro naturale. Zhengbang Tech è solo una delle innumerevoli aziende che lo pagano», ha affermato il Tang alla testata dei dissidenti cinesi.

 

 

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Cina

Colosso microchip: stop alla produzione con invasione cinese di Taiwan

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Renovatio 21 pubblica questo articolo su gentile concessione di AsiaNews. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

 

 

È l’avvertimento del presidente di TSMC, primo produttore mondiale dei vitali semiconduttori. Parole che arrivano mentre sale la tensione per la possibile visita di Nancy Pelosi a Taipei. Il blocco delle attività della compagnia taiwanese renderebbe inservibili le tecnologie più avanzate della Cina.

 

 

Un’invasione cinese di Taiwan bloccherebbe le attività di Taiwan Semiconductor Manufacturing Company Ltd (TSMC), il primo produttore mondiale di microchip, creando un «grande disordine economico» su entrambi i lati dell’omonimo stretto.

 

Lo ha dichiarato Mark Liu, presidente di TSMC, mentre sale la tensione nell’area per la visita (…) a Taipei di Nancy Pelosi, speaker della Camera USAdei rappresentanti. Pechino insiste che risponderà in modo «significativo» a quella che considera una violazione della propria sovranità: per la Cina comunista, Taiwan è una provincia «ribelle» da riconquistare, anche con l’uso delle armi.

 

In un’intervista alla CNN il 31 luglio, Liu sottolinea che un attacco cinese all’isola provocherebbe una catastrofe geopolitica. Egli spiega che TSMC non può essere controllata con la forza. Data l’estrema sofisticazione dei suoi impianti, la compagnia deve essere connessa in tempo reale con partner in tutto il mondo – USA , Europa e Giappone su tutti – per garantirsi materie prime, sostanze chimiche e pezzi di ricambio.

 

TSMC controlla circa il 52% del mercato mondiale dei microchip.

 

Le vendite in Cina rappresentano il 10% delle sue entrate, e questo è un ottimo deterrente per Liu: in caso di conflitto, lo stop alla produzione di chip taiwanesi renderebbe inservibili le tecnologie più avanzate della Cina, comprese quelle militari.

 

È da ricordare che dal 2020 la scarsità di semiconduttori – dovuta all’alta domanda di apparecchi tecnologici generata dalla pandemia – ha creato problemi per la produzione di molti beni, come le automobili.

 

 

 

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Renovatio 21 offre questo articolo per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

 

Immagine di Briáxis F. Mendes (孟必思) via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)

 

 

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Algoritmi

Cina, la polizia sorveglia i cittadini per crimini non ancora commessi

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Le telecamere installate in Cina sono ubique. La strategia della polizia cinese è quindi, in semplicità, quella individuare le persone che pensa possano causare problemi e seguirle tramite video sorveglianza.

 

Questa strategia è una realtà quotidiana in Cina. Tutti i cittadini che vivono lì pare rappresentino potenzialmente una minaccia o che si sentano a proprio agio nell’essere costantemente sorvegliati, non sembra avere importanza, stando a quanto sostiene il New York Times.

 

Come riportato da Renovatio 21, un anno fa la Repubblica Popolare Cinese ha lanciato un programma per la sorveglianza del 100% dello spazio pubblico del Paese.

 

Le autorità raccolgono enormi quantità di filmati, dati e schemi che aiutano a identificare le minacce al governo cinese, concentrandosi su minoranze etniche, persone con malattie mentali e migranti. In seguito, questo ammasso infinito di informazioni sono passate al setaccio da algoritmi che giudicano imperscrutabilmente il comportamento passato, presente e soprattutto futuro di ogni cittadino.

 

Si tratta di una forma di profilazione che va ben oltre il cosiddetto sistema di «credito sociale cinese», il quale a dirla tutta sta mettendo piede anche in Europa, dalla Francia di Macron alla Bologna del PD.

 

Il Ministero della Pubblica Sicurezza cinese non ha risposto a molteplici richieste di commento, ha affermato il Times, nonostante vi siano prove che il governo ha persino impedito ad una signora di raggiungere il marito ad Hong Kong in quanto l’algoritmo ha ritenuto il matrimonio «sospetto»

 

Un punto importante che è saltato fuori dall’articolo è  la motivazione del governo fornita per tutto ciò: apparentemente, tutta l’energia messa nel Grande Fratello biosecuritario cinese è dovuta al fatto che il presidente Xi Jinping vuole preservare una società pacifica e stabile.

 

Tuttavia, la storia recente del Regno di Mezzo dice altro.

 

È l’immagine di una società pacifica e stabile, quella dei i residenti di Shanghai che sono stati lasciati a urlare per la paura e la fame durante i lockdown draconiani degli ultimi mesi ?

 

E le uccisioni di cani e gatti dei cittadini risultati positivi al COVID?

 

E l’internamento di questi ultimi in lager sanitari?

 

È l’inquietante uso, per la sorveglianza, di droni e robocani?

 

C’è da sottolineare anche che la Cina all’inizio di questa «pandemia» ha avviato un esperimento di massa sull’uso dei dati per regolare la vita dei cittadini, richiedendo loro di utilizzare software sui loro smartphone che stabilisca se debbano essere messi in quarantena o ammessi in metropolitane, centri commerciali e altri spazi pubblici.

 

Il controllo sociale per via elettronica in Cina avanza da anni con sistemi con milioni di telecamere con Intelligenza Articiale per il riconoscimento facciale a disposizione della polizia.

 

Inoltre il partito comunista cinese si è portato ancora un passo avanti nel futuro per non perdere gli elettori: sta sviluppando una tecnologia che utilizza il riconoscimento facciale e l’Intelligenza Artificiale per determinare la lealtà di un cittadino al Partito

 

Il totalitarismo elettronico cinese è spaventoso: tuttavia, come ripete Renovatio 21, l’Europa del green pass e dell’imminente euro digitale potrebbe essere perfino peggio.

 

Un vero incubo, per il quale non sappiamo se qualcuno pagherà.

 

 

 

 

Immagine di Ted McGrath via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-NC-SA 2.0)

 

 

 

 

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