Pensiero
John Voight: «La sinistra sta bruciando e distruggendo le nostre città. Trump è l’unico uomo in grado di salvare questa Nazione»
Torna a parlare, con un video postato di recente, l’attore hollywoodiano John Voight, premio Oscar e padre della diva Angelina Jolie nonché amico personale fidato del presidente Donald J. Trump, che egli ritiene essere « l’unico uomo in grado di salvare questa Nazione»
Il video precedente, pubblicato anche da Renovatio 21, aveva fatto scalpore, e gli era costato pesanti attacchi.
«Sono stato attaccato dai miei colleghi, che dicevano che io sto predicando la violenza, quando la verità è che lo stanno facendo loro. La sinistra sta bruciando e distruggendo le nostre città»
«Sono stato attaccato dai miei colleghi, che dicevano che io sto predicando la violenza, quando la verità è che lo stanno facendo loro. La sinistra sta bruciando e distruggendo le nostre città».
Nonostante la bandiera che garrisce alle sue spalle, il discorso di Voight si fa ancora più tetro e determinato.
«Stiamo scendendo lungo una strada senza nome, ora. Non dobbiamo permettere alla nostra Nazione di andare in pezzi».
«Stiamo scendendo lungo una strada senza nome, ora. Non dobbiamo permettere alla nostra Nazione di andare in pezzi».
Perché, dice il Premio Oscar, «questo è ciò che vogliono: distruggere l’America».
«Lasciate che vi avverta che siamo in grande pericolo se cadiamo sotto un’amministrazione Biden».
Quindi Voight passa all’attacco dello Stato in cui risiede, la California, «governato da una mafia goscista», e in particolare del governatore.
«Lasciate che vi avverta che siamo in grande pericolo se cadiamo sotto un’amministrazione Biden»
«Il governatore Newsom sta togliendovi la nostra libertà, la vostra libertà. Sono disgrazie per l’umanità lui e la sua parente Nancy Pelosi, che sta cercando di tirare giù il Presidente Trump. Il governatore Newsom ha distrutto molte vite di persone che dipendevano dalle loro attività. E ora vole chiudere tutto un’altra volta».
«È un bugiardo, come tutta la sinistra che sta cercando di distruggere gli USA».
Quella dell’attore suona davvero simile ad una chiamata alle armi.
«Noi vogliamo lottare per la nostra libertà. Non la libertà di bruciare la bandiera, ma di issarla, con la gloria di questa terra di libertà».
«Noi vogliamo lottare per la nostra libertà. Non la libertà di bruciare la bandiera, ma di issarla, con la gloria di questa terra di libertà».
«Chiedo a tutti di combattere questa battaglia ora e di mandarli tutti a casa… Facciamo vedere quanto corrotti sono i goscisti con la loro voti fraudolenti… lasciate che la verità mostri se stessa».
L’appello di Voight è accorato al punto di divenire spudoratamente religioso:
«I modi in cui saremo attaccati saranno difficili da riparare, ma con il vostro amore, le vostre preghiere, le vostre verità possiamo vincere la battaglia contro questa forza malvagia che sta prendendo il controllo di questo Paese».
«Combattiamo questo Male ora, sapendo che le Verità di Dio li smaschereranno tutti… Lasciate che chieda a tutti di pregare nel nome di Gesù, Mosè e tutti i Santi».
«I modi in cui saremo attaccati saranno difficili da riparare, ma con il vostro amore, le vostre preghiere, le vostre verità possiamo vincere la battaglia contro questa forza malvagia che sta prendendo il controllo di questo Paese».
Infine un avvertimento:
«Siamo una nazione che ha combattuto una Guerra Civile, e abbiamo vinto quella battaglia».
«Siamo una nazione che ha combattuto una Guerra Civile, e abbiamo vinto quella battaglia»
Parole che fanno capire come il tessuto sociale americano sia oramai pronto a strapparsi per sempre.
Civiltà
La devastazione prodotta dalla Scuola di Francoforte
Renovatio 21 pubblica l’intervento apparso su X del pensatore conservatore Krzysztof Szczawinski, matematico e filosofo, già trader di derivati, messosi in luce negli ultimi tempi per ul suo pensiero riguarda la civiltà e i suoi mali.
Il progetto intellettuale più distruttivo del XX secolo. La Scuola di Francoforte. Dovreste sapere cos’era, cosa ha costruito e perché ne subite ancora le conseguenze.
1. L’Istituto per la Ricerca Sociale fu fondato a Francoforte nel 1923 e trasferito alla Columbia University nel 1934, con l’ascesa al potere di Hitler. La civiltà che avevano deciso di smantellare offrì loro rifugio quando un’altra cercò di annientarli. Trascorsero i successivi cinquant’anni a elaborare l’infrastruttura teorica per quello smantellamento. La civiltà occidentale stessa era il problema: la ragione, l’Illuminismo, la famiglia, la tradizione, l’autorità. Non riformata. Smantellata.
2. La chiamarono Teoria Critica – e il nome è il programma. Tutto deve essere criticato; nulla deve essere costruito. Nella Dialettica dell’Illuminismo (1944), Adorno e Horkheimer sostenevano che la ragione occidentale – la ragione che ha prodotto Newton e lo Stato di diritto – conteneva i semi di Auschwitz. Non che la ragione fosse stata usata in modo improprio, ma che la ragione stessa, portata alle sue estreme conseguenze, producesse i campi di sterminio. Non si trattava di una critica alle istituzioni, bensì di un’accusa alla civiltà stessa.
The Most Destructive Intellectual Project of the Twentieth Century.
The Frankfurt School. You should know what it was, what it built, and why you are still living inside it.
1. The Institute for Social Research was founded in Frankfurt in 1923 and relocated to Columbia… https://t.co/tuqvEblLIN pic.twitter.com/hXnNKmqPrW
— Krzysztof Szczawinski 🇵🇱 (@Kristof_Poland) August 19, 2026
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3. Adorno fornì loro l’arma psicologica. In La personalità autoritaria (1950) classificava il conservatorismo, la fede religiosa, il patriottismo e la famiglia tradizionale non come posizioni politiche, bensì come sintomi di una personalità proto-fascista. Se credi nella nazione o nell’autorità paterna, sei pre-fascista. L’avversario non aveva più torto, era malato. Non si discute con una patologia, la si cura. Questo rendeva impossibile il dialogo. Non si persuade chi ha torto, si diagnostica una malattia. La politica diventa terapia e il disaccordo diventa patologia.
4. Marcuse fornì loro l’arma politica. In Critica della tolleranza (1965) sosteneva che tollerare idee sbagliate è di per sé oppressione. La vera tolleranza, quindi, richiede la soppressione delle idee intolleranti. La sinistra decide quali idee sono intolleranti. Tutti gli altri vengono messi a tacere, non nonostante la tolleranza, ma «in suo nome». Censura mascherata da linguaggio di liberazione.
5. La generazione che ha letto Marcuse alla Columbia, a Berkeley e a Yale è poi arrivata a dirigere università, media, fondazioni, ONG, dipartimenti di moderazione dei contenuti e l’apparato normativo dell’UE. Hanno applicato sinceramente le loro tesi perché le avevano apprese come filosofia. Questo è stato il più grande risultato della Scuola di Francoforte: ha prodotto veri credenti.
6. La teoria francese ha ripreso gli strumenti e li ha resi estetici. Foucault ha reso letteraria la critica del potere. Derrida ha reso filosofica la critica del significato. Deleuze ha reso elegante la critica dell’identità. Un programma politico è diventato una sensibilità culturale. Si può argomentare con un programma. Una sensibilità è nell’aria che si respira. Quando queste idee sono arrivate nei campus americani attraverso il canale francese, non erano più ideologia. Erano l’acqua. I pesci non sapevano di essere bagnati.
7. Una civiltà si fonda su tre pilastri: la verità esiste ed è accessibile alla ragione; il bene è distinguibile dal male; e c’è un patrimonio che vale la pena trasmettere. La Scuola di Francoforte ha attaccato tutti e tre – sistematicamente e con notevole raffinatezza intellettuale. Ha prodotto una generazione che sa decostruire e ha dimenticato come costruire. Che vede potere ovunque e bellezza da nessuna parte.
Il risultato finale è stato quello di far percepire la distruzione come progresso. Ogni istituzione ereditata è diventata sospetta; ogni vincolo è diventato oppressione; ogni atto di conservazione è diventato reazionario.
La decostruzione è diventata la norma, mentre la costruzione è diventata qualcosa che doveva giustificarsi. La risposta non è un’altra teoria. È ciò che la Scuola di Francoforte temeva di più: il costruttore che semplicemente costruisce, lo scienziato che segue le prove, il padre che trasmette ciò che gli è stato trasmesso.
La macchina della decostruzione funziona partendo dal presupposto che nulla valga la pena di essere costruito.
Dimostrate il contrario. Dite la verità, abbiate coraggio e costruite.
Krzysztof Szczawinski
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Immagine di Jjshapiro via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
Pensiero
Storia di rune e cani che abbaiano
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Pensiero
Il fascismo evergreen
Oggi, nel giorno dell’anniversario della strage di Sant’Anna di Stazzema, il presidente della Repubblica Mattarella tuona contro il «ritorno di logiche di dominio e nuove ombre di guerra».
Senza nulla togliere alla drammaticità di quell’evento, le dichiarazioni del presidente potrebbero apparire contraddittorie a chi ricordasse che Mattarella è il principale supporter istituzionale dell’Unione Europea, e cioè di un apparato sempre più incline a derive totalitaristiche e guerrafondaie, come dimostra la cronaca degli ultimi anni, almeno dal COVID in poi.
Ma, per fortuna del Capo dello Stato, e tutto sommato anche nostra, a parte gli iscritti al PD sono sempre meno quelli che hanno tempo di seguire le notizie del mainstream e ancor meno quelli in grado di cogliere la contraddizione in questione.
Del resto, «ribadire il NO al fascismo», come ha fatto nella stessa occasione anche un ex presidente del Consiglio, è praticamente esilarante, se non fosse strumentale ad altri obiettivi.
Definito dal coevo Dizionario Enciclopedico Moderno Labor (Milano, 1943, tomo II, pag. 601) come il «movimento politico italiano creato da Benito Mussolini», senza ulteriori aggettivazioni, tentare ricorrentemente di fornirne una definizione, o prenderne le distanze, a più di 100 anni dalla sua creazione, e a più di 80 anni dalla morte del suo fondatore e unico capo, può avere molti scopi di cui il principale è forse questo: ridicolizzare, etichettare e ostracizzare sbrigativamente chi non la pensa o non si comporta come la massa rintronata dalle logiche demo-liberal-globaliste propagandate dal capitalismo ultra-finanziario e digitale di matrice giudaico-massonica.
Non sei woke? Non sei europeista? Non sostieni le politiche di genere? Non credi nel cambiamento climatico? Non ti sei vaccinato?
Sei un fascista di merda.
Con tanti saluti dai nazi-arcobaleno.
Prof. Luca Marini
Articolo previamente apparso su Il futuro è mia nonna
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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