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I passaporti vaccinali sono dietro l’angolo? USA, Canada e Messico lanciano un’iniziativa di preparazione alla pandemia

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

La scorsa settimana, Stati Uniti, Canada e Messico hanno lanciato un’iniziativa congiunta di preparazione alla pandemia che, secondo un critico, potrebbe dare all’OMS il potere di imporre misure di controllo globali come i passaporti vaccinali e politiche mirate all’«infodemia».

 

Stati Uniti, Canada e Messico hanno lanciato un’iniziativa congiunta di preparazione alla pandemia che, a loro dire, unirà le agenzie di sanità pubblica dei due Paesi attorno all’approccio «One Health» per affrontare future pandemie.

 

Un critico della nuova iniziativa ha avvertito che il piano potrebbe dare il potere all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) – l’ideatore dell’iniziativa One Health originale – di imporre misure di controllo globali come i passaporti vaccinali e nuove politiche mirate all’«infodemia».

 

«Poiché si tratta di un’iniziativa dell’OMS, sono profondamente preoccupato», ha affermato Nicholas Hulscher, epidemiologo e membro della McCullough Foundation. «Sembra che stiano cercando di dominare piante, animali ed esseri umani, un controllo centralizzato e globalizzato sulle politiche di sanità pubblica in tutti i paesi partecipanti».

 

L’OMS definisce One Health come «un approccio integrato e unificante per bilanciare e ottimizzare la salute delle persone, degli animali e dell’ambiente».

 

Il ministero della Salute canadese afferma che One Health «considera le relazioni tra la salute degli esseri umani, degli animali e dell’ambiente», suggerendo che future pandemie o minacce alla salute pubblica potrebbero passare dagli animali agli esseri umani.

 

Hulscher ha ipotizzato che l’influenza aviaria potrebbe diventare la fonte della prossima pandemia, nonché la base per imporre un controllo globale.

 

«Il complesso biofarmaceutico desidera che l’influenza aviaria H5N1 diventi una pandemia umana, poiché ciò darà loro un’altra opportunità di implementare misure di controllo draconiane e imporre iniezioni di mRNA» ha affermato.

 

«La loro ossessione per le malattie zoonotiche potrebbe essere dovuta al loro potenziale elevato tasso di mortalità, che aumenta la probabilità di un’elevata assunzione di vaccini e l’aderenza a rigide contromisure come i lockdown».

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Le agenzie partner sono troppo corrotte per essere considerate affidabili?

Nell’annunciare il lancio, il 23 ottobre, dell’iniziativa nordamericana per la preparazione alle pandemie animali e umane, il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti (HHS) ha citato la pandemia di COVID-19 come impulso per la nuova iniziativa.

 

«La pandemia di COVID-19 ha dimostrato che ci sono innumerevoli sfide politiche, legali, normative, di politica, di preparazione e di risposta che possono essere affrontate al meglio attraverso un approccio regionale più forte e coordinato tra più settori quando si affrontano eventi su larga scala», ha affermato l’HHS in una nota.

 

L’HHS ha individuato diverse «questioni prioritarie» per la nuova iniziativa, tra cui malattie animali con potenziale zoonotico, malattie infettive con potenziale pandemico, sorveglianza epidemiologica, contromisure mediche e di sanità pubblica, misure sanitarie di frontiera, comunicazioni sui rischi ed esercitazioni e formazione congiunte.

 

Tra le agenzie statunitensi coinvolte nell’iniziativa figurano l’HHS, i dipartimenti dell’Agricoltura e della Sicurezza Interna degli Stati Uniti e il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti.

 

Secondo un rapporto dell’HHS che delinea l’iniziativa, l’approccio One Health dell’iniziativa potrebbe coinvolgere anche «attori non governativi».

 

Hulscher ha accusato le agenzie di sanità pubblica dietro l’iniziativa nordamericana di essere state catturate da Big Pharma.

 

«La preparazione alla pandemia è una buona cosa solo quando le agenzie coinvolte non hanno un programma nefasto. L’indagine su trattamenti sicuri ed efficaci è fondamentale per combattere le pandemie».

 

«Purtroppo, le nostre agenzie di sanità pubblica sono compromesse dal complesso biofarmaceutico e quindi cercano di dare priorità alle iniezioni sperimentali rispetto ad altre contromisure mediche, indipendentemente dalla loro sicurezza ed efficacia».

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La risposta al COVID ha aperto la strada ai passaporti vaccinali

Il rapporto HHS suggerisce anche che le «misure sanitarie di confine» — tra cui i passaporti vaccinali — potrebbero essere implementate durante una futura pandemia o emergenza di sanità pubblica. Il rapporto afferma:

 

«L’attuazione di misure sanitarie di frontiera negli aeroporti, nei porti marittimi e nei confini terrestri, come lo screening dei passeggeri, i requisiti di vaccinazione, la quarantena e le restrizioni all’ingresso, etc., dovrebbe essere basata su prove e mirare a rallentare l’introduzione o la diffusione di un agente patogeno nella regione».

 

Hulscher ha affermato che l’iniziativa sancirebbe ufficialmente le misure di sanità pubblica introdotte per la prima volta durante la pandemia di COVID-19.

 

«Da quando è iniziata la pandemia di COVID-19, sono stati creati i costrutti necessari per facilitare i passaporti vaccinali. Saranno in grado di attuare rapidamente queste misure per la ‘prossima pandemia’ utilizzando gli stessi sistemi», ha affermato Hulscher.

 

Il rapporto dell’HHS suggerisce inoltre che la nuova iniziativa dovrebbe adottare «un approccio più sistematico» per affrontare l’«infodemia», riferendosi alla presunta «disinformazione» e «informazione scorretta» su argomenti relativi alla salute.

 

L’OMS definisce l’«infodemia» come «troppe informazioni, comprese informazioni false o fuorvianti, in ambienti digitali e fisici durante un’epidemia».

 

Secondo l’OMS, l’infodemia «provoca confusione e comportamenti rischiosi che possono danneggiare la salute» e alimentare «sfiducia nelle autorità sanitarie».

 

«Ciò significa che cercheranno di “smentire in anticipo la disinformazione”», ha detto Hulscher. «Sembra che desiderino abolire la libertà di parola per “proteggere la salute pubblica”».

 

Hulscher ha anche suggerito che l’iniziativa nordamericana potrebbe diventare un surrogato del trattato sulla pandemia se i negoziati in corso fallissero.

 

«L’OMS sta lottando per far sì che gli stati membri concordino sul loro trattato pandemico», ha affermato. «La North American Preparedness for Animal and Human Pandemics Initiative sembra assomigliare molto agli ‘obiettivi’ del trattato dell’OMS, fornendo così una ‘soluzione di sicurezza’ per il Nord America se i negoziati continueranno a fallire».

 

Michael Nevradakis

Ph.D.

 

© 28 ottobre, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

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Scontri a Parigi per la legge di «licenza di uccidere» ai poliziotti

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Nel fine settimana a Parigi si sono registrati scontri tra polizia e dimostranti, con migliaia di persone in piazza contro una proposta di legge che, secondo i manifestanti, darebbe agli agenti una «licenza di uccidere».   I video dalla capitale francese mostravano gli agenti sparare gas lacrimogeni e inseguire i manifestanti mentre le strade si riempivano di fumo, e i dimostranti che tentavano di respingere a calci i lacrimogeni ancora fumanti verso le forze dell’ordine.   I manifestanti esponevano cartelli con le scritte «Il popolo non è un bersaglio», «Giustizia per le vittime della violenza della polizia» e «No al permesso per le armi da fuoco».  

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Le proteste sono nate da una nuova norma che cambierebbe le procedure giudiziarie nei casi in cui un poliziotto spara a qualcuno. Secondo il testo, le autorità partono dal presupposto che l’agente abbia usato l’arma in modo legittimo. Quel presupposto resterebbe comunque impugnabile se le prove dimostrassero il contrario.   I sostenitori del disegno di legge sostengono che gli agenti non debbano essere considerati automaticamente sospetti se sparano in servizio.   I critici, invece, dicono che la modifica sposterebbe di fatto l’onere della prova e renderebbe più difficile chiamare la polizia a rispondere dopo le sparatorie. Attivisti e organizzazioni per i diritti umani hanno definito il provvedimento una «licenza di uccidere», affermando che potrebbe «preparare il terreno per sangue e lacrime».   Le manifestazioni si sono tenute in oltre 20 città. La polizia ha comunicato che a Lione hanno protestato circa 4.500 persone e a Tolosa 3.700. A Rennes otto persone sono state arrestate e tre agenti feriti dopo il lancio di oggetti.   Le associazioni per i diritti umani hanno convocato le proteste del fine settimana per fare pressione sui senatori in vista del dibattito previsto per ottobre. Una petizione contro il testo ha superato le 730.000 firme, ma è stata respinta dalla commissione parlamentare per gli affari legislativi.   Il disegno di legge ha superato la prima lettura all’Assemblea nazionale, camera bassa del Parlamento francese, a luglio, ma non è ancora stata fissata una data precisa per la discussione al Senato.

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L’orologio Apple ora può registrare automaticamente le conversazioni quotidiane

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Apple ha annunciato due nuove funzioni del suo smartwatch in grado di registrare tutto quanto detto durante la giornata.

 

Le nuove funzioni Apple annunciate il 9 settembre per Apple Watch Series 12 e Ultra 4 restano facoltative: il possessore dell’orologio decide se autorizzare la memorizzazione dei riassunti delle conversazioni, mentre l’interlocutore non ha alcuna possibilità di intervenire.

 

Le funzioni Live Rewind e Siri Recap arriveranno in versione beta entro fine anno. Live Rewind assomiglia a un comando «ripeti»: chi indossa l’orologio, premendo due volte la Digital Crown, può leggere sul quadrante gli ultimi 15 secondi di dialogo in forma di testo.

 

La funzione Siri Recap, invece, genera brevi sintesi delle conversazioni consultabili in un secondo momento. Siri Recap «può essere impostato per essere sempre attivo», oppure l’utente può programmarne l’accensione o spegnerlo. Apple dichiara che lo scopo è aiutare a ricordare quanto detto senza dover prendere appunti.

 

La pagina di supporto Apple cerca di rassicurare su privacy e sicurezza. Con Live Rewind l’audio viene elaborato in locale sull’Apple Watch, all’interno dell’enclave sicura (Secure Exclave) del chip S11, isolata a livello hardware, e cancellato subito dopo. Per Siri Recap l’iPhone associato trascrive e riassume la conversazione; il testo crittografato e sintetizzato viene inviato al cloud privato Apple per un’ulteriore elaborazione e poi restituito all’orologio.

 

Apple assicura di non poter accedere ai dati nel cloud e che il testo crittografato si sincronizza su tutti i dispositivi dell’utente via iCloud. Precisa inoltre che l’audio non viene conservato e che Live Rewind non trascrive in continuo le conversazioni di sottofondo.

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La stessa pagina spiega che i riassunti sono «paragonabili agli appunti che si potrebbero prendere dopo una conversazione» e vengono cancellati dopo sette giorni, salvo salvataggio o esportazione. I frammenti di Live Rewind spariscono circa 30 secondi dopo lo spegnimento del display, a meno che non vengano salvati o inviati a Chiedi a Siri. Nei riassunti possono comparire i nomi delle persone citate, senza attribuzione degli interlocutori. Si afferma che i dettagli sensibili vengono filtrati, ma Apple avverte che il filtro potrebbe non funzionare sempre.

 

Chi porta l’orologio può salvare o esportare i riepiloghi, prolungandone la conservazione oltre i sette giorni. Apple aggiunge che Live Rewind è segnalato da un suono (anche in modalità silenziosa), da un’animazione e dall’indicatore del microfono.

 

La notizia arriva mentre monta lo scandalo per i televisori prodotti da LG, che continuerebbero a raccogliere dati anche quando sono spenti o in standby, scansionando le reti Wi-Fi vicine, registrando tramite i microfoni e usando il campionamento audio-video per identificare con precisione i contenuti visualizzati attraverso i vari ingressi.

 

Da anni circola il sospetto che smart TV, telefoni e smartwatch ci ascoltino di nascosto per bombardarci di pubblicità mirata.

 

Il fenomeno dell’ACR (Automatic Content Recognition) — la tecnologia che «fotografa»ciò che appare sullo schermo per profilare gli utenti — non riguarda solo LG: pratiche simili di raccolta dati sono state contestate in passato anche a Samsung, con un accordo raggiunto con il Texas nel marzo 2026. Già in precedenza Vizio aveva pagato una sanzione milionaria negli Stati Uniti per aver tracciato le abitudini di visione di milioni di televisori senza consenso esplicito, rivendendo i dati a fini pubblicitari.

 

Sul fronte assistenti vocali, tra il 2019 e il 2020 emerse che sia Apple (Siri) sia Amazon (Alexa) sia Google Assistant impiegavano appaltatori esterni per ascoltare e trascrivere manualmente frammenti di registrazioni vocali degli utenti, allo scopo dichiarato di migliorare il riconoscimento linguistico. Le rivelazioni, riportate da Bloomberg e dal Guardian, mostrarono che tra questi audio finivano anche conversazioni private, rapporti sessuali e discussioni mediche captate per errore. Le aziende introdussero poi opzioni per disattivare la revisione umana.

 

Il precedente più clamoroso resta quello di Cox Media Group, che nel 2023 pubblicizzò un servizio chiamato «Active Listening», presentato come capace di sfruttare l’IA per intercettare le conversazioni tramite smartphone e smart speaker a fini pubblicitari. La pagina fu rimossa in fretta dopo il clamore mediatico, e l’azienda ha poi precisato di non ascoltare direttamente gli utenti, ma di usare dati aggregati e anonimizzati di terze parti.

 

Apple, Google e Amazon negano sistematicamente l’uso dei microfoni per scopi pubblicitari, e nessuna indagine indipendente ha finora trovato prove concrete di un ascolto sistematico su larga scala.

 

La popolazione, tuttavia, ha un’altra opinione: vi sono persone non solo rassegnate ad essere ascoltate, ma pure entusiaste della cosa: Renovatio 21 ha veduto casi di persone che quando vogliono acquistare qualcosa, lo dicono semplicemente ad alta voce, sperando che il telefonino senta così da mandargli della pubblicità del prodotto.

 

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Immagine di MIKI Yoshihito via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic

 

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Gran Bretagna, Oltre 60.000 arrestati per «reati legati alle comunicazioni», come «la visione di video su TikTok»

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Secondo un nuovo rapporto di prossima pubblicazione, oltre 60.000 persone sono state arrestate per «reati legati alle comunicazioni», anche banali come la visione di video offensivi su TikTok. Lo riporta GB News.   È ora scoppiata una vasta protesta in difesa della libertà di parola, e i risultati del documento sono stati definiti «orwelliani». Il rapporto, redatto dal gruppo di attivisti Big Brother Watch, evidenzia anche l’applicazione squilibrata delle norme sui messaggi «dannosi», con alcune forze dell’ordine che effettuano un numero di arresti 14 volte superiore rispetto ad altre.   Negli ultimi cinque anni almeno 62.199 persone in Gran Bretagna sono state arrestate per reati di questo tipo: 18.150 sono state successivamente incriminate e 12.292 condannate.   Gli attivisti riconoscono che alcuni arresti sono giustificabili, ad esempio per fermare messaggi minacciosi da parte di partner violenti in casi di violenza domestica, ma sostengono che l’ampia portata della legge ha portato la polizia a effettuare fermi non necessari.   Gli attivisti hanno citato il caso della polizia delle West Midlands, intervenuta a casa di un’adolescente dopo che quest’ultima aveva visualizzato un post su TikTok contenente l’immagine di un’insegnante accompagnata da commenti negativi. Le forze dell’ordine hanno poi chiuso l’indagine perché non vi erano «prove sufficienti per perseguire alcuno» in relazione alle accuse.

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La polizia delle West Midlands ha inoltre dichiarato che l’accusa iniziale era dovuta al fatto che «era stato creato un falso account sui social media a loro nome e che era stato utilizzato per inviare messaggi indecenti».   L’anno scorso una coppia dell’Hertfordshire è stata arrestata dopo aver presentato reclami sulla scuola elementare della figlia in una chat di gruppo su WhatsApp.   Come riportato da Renovatio 21, quattro anni le fa prigioni britanniche avevano iniziato a rilasciare anticipatamente i criminali come parte di un piano governativo per affrontare il sovraffollamento carcerario in tutto il paese, secondo quanto riportato dai media. Il piano prevedeva che 5.500 persone ricevessero il rilascio anticipato. Lo svuotamento delle carceri avveniva nel momento in cui le autorità britanniche, con l’allora premier Starmer in testa, lavorava no per incarcerare chi dissente su internet dalle politiche di immigrazione del governo di Sua Maestà.   La manovra fu chiara da subito a tutti: fuori i criminali (spacciatori, stupratori, etc.) dentro i cittadini che osano esprimersi, online o meno. Tra di essi, Peter Lynch, un nonno che poi si suicidò: la sua colpa era aver urlato alla polizia durante le rivolte.   Come riportato da Renovatio 21, le autorità britanniche avevano dichiarato apertamente che perseguiranno quanti protestano anche online, arrivando a dire che anche ritwittare qualcosa può costituire un reato.   Il lavoro di censura estrema portato avanti in Albione è fuori controllo da anni.   Come riportato da Renovatio 21, nel 2022 un uomo fu arrestato un veterano dell’esercito per aver condiviso su Facebook un meme critico degli LGBT, con le bandiere arcobaleno a formare una svastica. Il meme era stato pubblicato previamente dal politico conservatore Laurence Fox, che ebbe l’account Twitter bloccato.   L’anno scorso vi fu il caso di una minorenne autistica arrestata e prelevata con forza da casa dalla polizia per aver detto la parola «lesbica».   La psicopolizia britannica è arrivata al punto di perseguire – davvero – le preghiere detto con la mente, come dimostrano i vari arresti di persone che pregano in totale silenzio fuori dalle cliniche abortiste.  

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