Epidemie
Supercomputer giapponese scopre che la doppia maschera non funziona
Una simulazione di supercomputer giapponese ha mostrato questa settimana che indossare due mascherine indossate una sopra l’altra (l’ultimo suggerimento sanitario lanciato in USA) forniscono un beneficio minimo nel bloccare il virus.
Uno studio pubblicato giovedì dall’istituto di ricerca scientifica Riken e dalla Kobe University contraddice le raccomandazioni di Fauci secondo cui il doppio mascheramento è “buon senso”.
«I ricercatori hanno utilizzato il supercomputer Fugaku per modellare il flusso di particelle virali da persone che indossavano diversi tipi e combinazioni di mascherine»
«I ricercatori hanno utilizzato il supercomputer Fugaku per modellare il flusso di particelle virali da persone che indossavano diversi tipi e combinazioni di mascherine» riporta Reuters.
Hanno scoperto che una singola maschera di tipo chirurgico aveva un’efficacia dell’85% nel bloccare le particelle se indossata correttamente e una maschera in poliuretano aveva un’efficactia dell’89% circa.
I ricercatori hanno detto che indossare due mascherine non aiuta perché aumenta la resistenza all’aria e provoca perdite lungo i bordi.
«Le prestazioni del doppio mascheramento semplicemente non si sommano»,
«Le prestazioni del doppio mascheramento semplicemente non si sommano», ha scritto il ricercatore capo Makoto Tsubokura.
«Indossare due maschere non le rende due volte più efficaci, ma solo leggermente di più» ha aggiunto Tsubokura citato dal quotidiano nipponico Asahi Shimbun.
«È sufficiente indossare una maschera in tessuto non tessuto e assicurarsi che sia indossata correttamente senza lasciare uno spazio tra il tessuto e il naso».
Quindi, se due maschere non funzionano, dimostrato da un supercomputer giapponese, qual è il programma di fondo dei funzionari del governo degli Stati Uniti che sfilano sui media pubblicizzando la doppia mascherina? Ipotizziamo: la mascherina è un segno di sottomissione al nuovo ordine, una divisa nel nuovo sistema sociale in gestazione
Come osserva JapanToday, i risultati contraddicono in parte le recenti raccomandazioni dell’ente americano per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) secondo cui due mascherine riducono l’esposizione di una persona al coronavirus. Sottolineiamo, en passant, che il CDC lo scorso mese consigliava di indossare mascherine anche in casa.
Quindi, se due maschere non funzionano, dimostrato da un supercomputer giapponese, qual è il programma di fondo dei funzionari del governo degli Stati Uniti che sfilano sui media pubblicizzando la doppia mascherina è «buon senso», arrivando a dire di indossarne anche 4 alla volta?
Ipotizziamo: la mascherina è un segno di sottomissione al nuovo ordine, una divisa nel nuovo sistema sociale in gestazione.
Più mascherine indossi, più zelo dimostri – e più ti riveli suddito obbediente, pronto a stigmatizzare chiunque non abbia la mascherina, o ne porti solo una, o due, insomma chiunque possa solo anche lontanamente mettere in dubbio il dogma del virus pandemico e i diktat dei suoi oracoli.
Più mascherine indossi, più zelo dimostri – e più ti riveli suddito obbediente, pronto a stigmatizzare chiunque non abbia la mascherina, o ne porti solo una, o due, insomma chiunque possa solo anche lontanamente mettere in dubbio il dogma del virus pandemico e i diktat dei suoi oracoli
Come riportato da Renovatio 21, sono noti i casi di repressione nei confronti di chi anche solo a parole si oppone al culto delle mascherine: come con la vicenda dalla parrucchiera della Florida raggiunta in casa dalla polizia di notte per un commento su Facebook.
Nel frattempo, spiragli di sanità mentale si intravedono. La Camera dei Rappresentanti del Nord Dakota ha votato per rendere illegale l’obbligo dell’uso delle mascherine. Il disegno di legge ora passerà al senato dello Stato americano.
Epidemie
Londra evacua un medico contagiato dall’Ebola dalla Repubblica Democratica del Congo
Un operatore sanitario britannico che ha contratto l’Ebola nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) verrà trasferito in Gran Bretagna per ricevere cure specialistiche, secondo quanto riportato mercoledì da Reuters, che cita un documento ufficiale. Il paziente è in condizioni stabili, stando a quanto riportato.
Secondo il documento, l’operatore sarebbe dovuto arrivare in Gran Bretagna mercoledì o giovedì, per poi essere trasportato con un’ambulanza specializzata in un reparto di alta sicurezza per malattie infettive. Era stato inviato nella Repubblica Democratica del Congo da un’organizzazione umanitaria per contribuire alla lotta contro l’epidemia in corso.
«Un cittadino britannico attualmente nella Repubblica Democratica del Congo è risultato positivo all’Ebola», ha dichiarato a Reuters un portavoce del governo britannico, aggiungendo che sono state attivate le procedure previste. «Il rischio per la popolazione del Regno Unito derivante dall’Ebola rimane basso».
Si tratta del primo caso che coinvolge un cittadino britannico durante l’attuale epidemia, iniziata nella Repubblica Democratica del Congo a maggio e causata dal virus Bundibugyo. È diventata la più grande e letale epidemia di Ebola nel paese, con 10.668 casi confermati e 5.198 decessi registrati al 3 novembre, secondo il Ministero della Salute del paese. L’epidemia ha colpito 67 zone sanitarie in otto province, con l’Ituri che rappresenta oltre il 70% di tutte le infezioni.
Il virus ha raggiunto anche Uganda, Kenya e Nigeria. In Kenya, cinque pazienti sono stati dimessi martedì dopo essere risultati negativi al test, lasciando due persone in ospedale. Il Ministero della Salute del Paese ha segnalato nove casi confermati di infezione e due decessi, senza nuovi contagi dal 19 ottobre.
Le autorità keniote hanno inoltre rilasciato dalla quarantena 46 persone che hanno completato il periodo di monitoraggio senza sviluppare sintomi. Secondo il ministero, altre 52 persone entrate in contatto con casi positivi dovrebbero terminare il loro periodo di osservazione di 21 giorni entro l’11 novembre.
Nel frattempo, l’agenzia nigeriana per il controllo delle malattie ha dichiarato domenica che due casi sospetti di Ebola nello stato nord-orientale di Adamawa sono risultati negativi a due test. Il Paese ha registrato un caso confermato di infezione, riguardante una donna svizzera che era stata evacuata in Svizzera con il marito alla fine di ottobre.
L’Uganda ha registrato 20 casi confermati e due decessi prima che l’epidemia venisse dichiarata conclusa ad agosto. La Francia quattro mesi fa aveva confermato il primo caso di Ebola di una cittadina rientrata da una missione umanitaria in Congo.
Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa le autorità sanitarie congolesi avevano dichiarato che i numeri di morti da Ebola dall’ultima epidemia si avvicinava ai tremila.
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Immagine DFID – UK Department for International Development, CC BY 2.0, via Wikimedia
Epidemie
Patogeni ultraresistenti negli ospizi americani
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Epidemie
Il virus animale Shamonda uccide il primo essere umano in Francia
In Francia è stato segnalato il primo caso documentato al mondo di infezione umana da virus Shamonda, in cui un paziente ricoverato in ospedale è poi deceduto, secondo quanto riferito dalle autorità sanitarie.
Si riteneva in precedenza che questa malattia trasmessa dagli insetti, che circola tra il bestiame da decenni, non fosse in grado di infettare gli esseri umani. In una dichiarazione congiunta rilasciata giovedì, i ministeri francesi della Salute e dell’Agricoltura hanno confermato che il paziente, affetto da un sistema immunitario gravemente compromesso, è deceduto all’inizio di ottobre dopo essere stato ricoverato in un ospedale di Lione.
«Fino ad ora, il virus Shamonda era considerato non trasmissibile all’uomo», hanno dichiarato i ministeri, secondo quanto riportato dall’agenzia AFP descrivendo l’infezione come la prima rilevazione confermata dell’agente patogeno in una persona. Il paziente ha sviluppato gravi complicazioni neurologiche che, secondo le autorità, sarebbero collegate all’infezione. Tuttavia, gli inquirenti non hanno ancora stabilito in modo definitivo se il virus sia stato la causa del decesso.
Le autorità sospettano che il paziente abbia contratto il virus tramite la puntura di un moscerino infetto nella Francia orientale, dove il patogeno è stato recentemente rilevato nei bovini. Le circostanze dell’infezione sono tuttora oggetto di indagine. Nonostante il caso senza precedenti, le autorità francesi hanno affermato che al momento non vi sono indicazioni di una minaccia più ampia per la salute pubblica, sottolineando che il paziente era gravemente immunocompromesso e che non sono state identificate altre infezioni umane.
Il virus Shamonda appartiene al gruppo degli orthobunyavirus ed è stato identificato per la prima volta in Nigeria negli anni Sessanta. Viene trasmesso da minuscoli insetti ematofagi noti come moscerini Culicoides ed è stato rilevato nel bestiame in Africa e in Asia. Il virus è recentemente comparso tra i bovini europei, destando preoccupazione tra le autorità veterinarie.
In Francia, sono stati segnalati casi di infezione in decine di dipartimenti, con animali colpiti che presentano febbre, diarrea, debolezza e calo della produzione di latte, secondo quanto riportato dalle autorità agricole francesi.
Altri virus che sono passati dagli animali all’uomo includono l’HIV, l’Ebola e l’influenza aviaria. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie ha confermato il caso umano senza precedenti e sta collaborando con le autorità francesi per valutarne le implicazioni. Le autorità sanitarie stanno continuando le indagini epidemiologiche e di laboratorio per determinare come il paziente sia stato contagiato e se altri casi possano essere passati inosservati.
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