Connettiti con Renovato 21

Epidemie

Fukuyama: «Il coronavirus usato per espandere i poteri dell’autorità». E la guerra la faremo con i droni

Pubblicato

il

 

 

Francis Fukuyama, storico della Stanford University noto per aver lanciato la teoria – oramai smentita, superata – della fine della storia, ha rilasciato una densa intervista al Corriere della Sera in cui delinea il pericolo di distruzione della democrazia operato dal virus.

 

«La democrazia liberale è sotto grave stress da un decennio e la pandemia che, come tutte le crisi, ha conseguenze impreviste, riduce ulteriormente gli spazi di libertà» dice lo storico nippo-americano.

 

«La democrazia liberale è sotto grave stress da un decennio e la pandemia che, come tutte le crisi, ha conseguenze impreviste, riduce ulteriormente gli spazi di libertà»

Come altri prima di lui, Fukuyama ritiene che chi ottiene poteri speciali raramente poi riesce a rinunziarvi.

 

«L’attacco terroristico dell’11 settembre 2001 ha spinto gli Stati Uniti a combattere due guerre che nessuno voleva, mentre il crollo finanziario del 2008 ha alimentato il populismo e i movimenti anti-establishment. Stavolta il coronavirus è stato usato dai governi per espandere la loro autorità esecutiva, riducendo di fatto la libertà dei cittadini in tempi d’emergenza sanitaria. Una perdita che non sarà solo momentanea: molti leader non vogliono rinunciare a questi nuovi poteri».

 

Fukuyama, che pare sostenere Biden, ritiene che il COVID abbia segnato un ritorno dell’importanza degli Stati: «senza il Covid Trump avrebbe vinto le elezioni. Invece ora Biden sta avviando un nuovo ciclo, fatto di ritorno del welfare e di investimenti pubblici in infrastrutture e ambiente. Ecco: l’altro grosso effetto della pandemia è il rilancio del ruolo dello Stato. Come investitore e come regolatore».

 

«Il coronavirus è stato usato dai governi per espandere la loro autorità esecutiva, riducendo di fatto la libertà dei cittadini in tempi d’emergenza sanitaria. Una perdita che non sarà solo momentanea: molti leader non vogliono rinunciare a questi nuovi poteri»

Il ritorno dello Stato, ammette lui stesso, in realtà era partito con l’era Trump.

 

«Nel Dopoguerra abbiamo avuto un forte ruolo dello Stato, tra investimenti e protezione sociale. Poi con Reagan, dal 1980, il pendolo si è mosso in direzione opposta: verso il capitalismo liberista, darwiniano. Ora stiamo tornando all’interventismo statale e all’ attenzione per il welfare. È importante il ruolo di Biden pressato dalla sinistra democratica, ma il pendolo ha cambiato direzione anche per i repubblicani: Trump col suo populismo aveva già imposto la virata. Il nuovo presidente ha un’autostrada davanti, anche se il Congresso non approverà per intero il suo piano che prevede una spesa complessiva di 6 mila miliardi. Biden sta, però, commettendo un grave errore».

 

Infine Fukuyama ha parlato dell’ascesa della Turchia come potenza regionale, favorita – scrive nel suo ultimo libro – dalla padronanza della tecnologia dei droni.

 

«Mi sono reso conto che questa tecnologia, allora nelle mani di Stati Uniti e Israele, prima o poi sarebbe stata usata anche da altri Paesi, cambiando i rapporti di forza e la natura stessa dei conflitti terrestri. La Turchia, che ha ottenuto la tecnologia dei droni da Israele e poi ha sviluppato una sua industria, oggi, usando mezzi poco costosi e senza rischiare le vite dei piloti è intervenuta con efficacia in vari conflitti. A Idlib, in Siria, ha bloccato l’offensiva delle truppe di Assad appoggiate dalla Russia».

 

«Mi sono reso conto che la tecnologia dei droni prima o poi sarebbe stata usata anche da altri Paesi, cambiando i rapporti di forza e la natura stessa dei conflitti terrestri»

Gli italiani dovrebbero ricordare l’utilizzo turco dei droni nelle sue supposte sfere di interesse: in Libia ha bombardato la base aerea del generale Haftar, alleato degli Emirati. In Somalia ha riempito il vuoto lasciato dal minor impegno degli USA. E a settembre Erdogan è intervenuto nel conflitto per il Nagorno Karabakh a fianco dell’Azerbajian, contro l’Armenia. I droni turchi hanno distrutto 200 carri armati, 90 autoblindo e 182 pezzi d’artiglieria».

 

Si tratta di una cambiamento di paradigma militare in grado di cambiare più di uno scacchiere: «Questa tecnologia sta obbligando gli stati maggiori a ripensare i conflitti terrestri, l’occupazione del territorio, l’impiego di truppe e mezzi blindati. Vedremo qualcosa di simile a quello che è accaduto nei mari quando l’arrivo delle portaerei rese obsolete e vulnerabili le corazzate, fino ad allora cuore di ogni flotta. E la stessa Turchia sta vendendo i suoi droni all’Ucraina che li userà per respingere gli attacchi dei tank russi».

 

 

 

 

Immagine di Fronteiras do Pensamento via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 2.0 Generic (CC BY-SA 2.0)

Continua a leggere

Epidemie

Stalking vaccinale: donna inseguita ed additata da un uomo perché «non-vaccinata»

Pubblicato

il

Da

 

 

Uno strano video è recentemente divenuto virale in rete.

 

Il filmato mostra un uomo in mascherina mentre segue una donna in un negozio della catena americana Target. L’uomo indossa anche una spilla che presumibilmente testimonia la sua avvenuta vaccinazione.

 

L’inseguitore cerca dunque di svergognare la signora pubblicamente, accusandola di non essere stata vaccinata.

 

Alle proteste della signora, sempre più sconvolta, l’uomo punta il dito e risponde: «È una legge statale».

 

Parrebbe proprio un caso di stalking vaccinale, una nuova variante della violenza sulle donne che sembra però non interessare i media e la politica, recentemente ossessionati dal tema dei maschi prevaricatori.

 

«È il nostro lavoro come comunità riunirci e assicurarci che le persone si vergognino quando mettono a rischio il resto di noi», ripete l’uomo nel video, sostenendo di essere sposato ad una infettivologa (o infettivologo, non sappiamo).

 


Infine, l’uomo viene dissaso dal continuare nella molestia grazie all’intervento della guardia di sicurezza del negozio.

 

Come segnala Summit News, numerosi utenti su internet hanno ricordato la strana somiglianza (anche cromatica!) di questa scena reale con una del film L’invasione degli Ultracorpi.

 

 

Nel famoso film americano, che negli anni ha avuto diverse versioni, gli alieni sostituiscono gli umani e sono in gran parte indistinguibili a parte la loro ossessione per il conformismo.

 

In settimana Don Lemon, giornalista di punta delle CNN, ha dichiarato in TV che, al pari dei sostenitori di Trump, bisognerebbe  chiamare «stupidi» i non vaccinati, e pure i«niziare a svergognarli» in pubblico.

 

«Oppure, abbandonarli» ha detto con grande umanità Lemon parlando con il collega Chris Cuomo.

 

Detto, fatto.

Continua a leggere

Epidemie

Studio: quasi il 50% dei «ricoveri per COVID» 2021 sono stati casi lievi o asintomatici

Pubblicato

il

Da

 

 

Un recente studio mette in discussione quanto sia affidabile e significativo la statistica riguardo i «pazienti ricoverati in ospedale con COVID-19» negli Stati Uniti.

 

I ricoveri per COVID sono comunemente considerati come la metrica principale quando si discute della gravità della pandemia.

 

Si apprende che tali numeri potrebbero non essere così significativi: la rivista Atlantic ha pubblicato un pezzo straordinario martedì citando un nuovo studio che suggerisce «quasi la metà di quelli ricoverati in ospedale con COVID-19 è per casi lievi o asintomatici».

Lo studio ha rilevato che da marzo 2020 a gennaio 2021, il 36% dei casi di COVID in ospedale era lieve o asintomatico

 

L’Atlantic aveva precedentemente  definito i ricoveri per COVID «il numero pandemico più affidabile», lo scorso inverno.

 

Ora, dopo che è stato pubblicato uno studio nazionale sui registri di ospedalizzazione, la rivista sta aggiustando il tiro riguardo quest’idea.

 

I ricercatori della Harvard Medical School, del Tufts Medical Center e del Veterans Affairs Healthcare System si sono assunti il ​​compito di cercare di capire quanto fossero gravi i casi di COVID nei ricoverati e quante persone conteggiate come ricoveri COVID fossero effettivamente in ospedale per COVID, rispetto al fare il test per il COVID dopo essere stato ricoverato per qualcos’altro.

 

Lo studio «ha analizzato i registri elettronici per quasi 50.000 ricoveri ospedalieri COVID negli oltre 100 ospedali VA in tutto il paese», scrive The Atlantic.

 

Lo studio ha «verificato se ogni paziente necessitava di ossigeno supplementare o aveva un livello di ossigeno nel sangue inferiore al 94%» per cercare di determinare se i casi soddisfacessero la soglia del NIH per la definizione di «COVID grave».

 

«Lo studio suggerisce che circa la metà di tutti i pazienti ricoverati che sono stati presentati sui cruscotti dei dati COVID nel 2021 potrebbe essere stata ricoverata per un altro motivo completamente o avere solo una presentazione lieve della malattia»

Lo studio ha rilevato che da marzo 2020 a gennaio 2021, il 36% dei casi di COVID in ospedale era lieve o asintomatico.

 

Da gennaio 2021 a giugno 2021, durante la diffusione della variante Delta, tale numero è salito fino al 48%. Per i pazienti ospedalieri vaccinati, il numero è salito a un sorprendente 57%.

 

«Lo studio suggerisce che circa la metà di tutti i pazienti ricoverati che sono stati presentati sui cruscotti dei dati COVID nel 2021 potrebbe essere stata ricoverata per un altro motivo completamente o avere solo una presentazione lieve della malattia» scrive The Atlantic.

 

«Lo studio dimostra anche che i tassi di ospedalizzazione per COVID, come quelli citati da giornalisti e responsabili politici, possono essere fuorvianti, se non considerati con attenzione»

«Lo studio dimostra anche che i tassi di ospedalizzazione per COVID, come quelli citati da giornalisti e responsabili politici, possono essere fuorvianti, se non considerati con attenzione».

 

The Atlantic è una rivista fondata nel 1857 da personaggi del calibro di Ralph Waldo Emerson. Negli anni ha espresso i suoi endorsement per candidati democratici come Lyndon Johnson e Hillary Clinton. Pochi anni fa il giornale chiese l’impeachment del presidente Donald Trump.

 

C’è speranza.

Continua a leggere

Epidemie

Per la Danimarca il COVID non è più una «malattia socialmente critica»

Pubblicato

il

Da

 

 

La Danimarca non considererà più il COVID-19 una «malattia socialmente critica». Di conseguenza, Copenhagen bbatterà tutte le restrizioni pandemiche a partire dal 10 settembre. Lo riporta il New York Times.

 

Magnus Heunicke, ministro della Salute del governo espresso dal partito socialdemocratico, aveva scritto su Twitter la scorsa settimana che il paese ha raggiunto la percentuale di vaccinazione a ciclo completo  dell’80% dei cittadini residenti di età superiore ai 12 anni.

 

 

Il giorno dopo, sempre sul social media, ha annunciato che sarebbero state rimosse tutte le limitazioni scattate con la pandemia.

 

«È la buona gestione dell’epidemia danese che lo rende possibile e voglio ringraziare tutti coloro che sono coinvolti per un lavoro gigantesco».

 

La designazione di «malattia socialmente critica» è politica e ha permesso ai funzionari danesi di attuare misure come chiusure nazionali e requisiti per i pass per il coronavirus

La designazione di «malattia socialmente critica» è politica e ha permesso ai funzionari danesi di attuare misure come chiusure nazionali e requisiti per i pass per il coronavirus.

 

Il ministro Heunicke ha affermato che a partire dal 10 settembre il paese eliminerà gradualmente l’ultima delle sue “importanti restrizioni”, incluso il dover mostrare i pass per il coronavirus nei locali notturni e negli eventi sportivi, secondo il Jyllands-Posten, il quotidiano danese divenuto famoso per la questione delle vignette considerate blasfeme dall’Islam.

 

Tuttavia, l’Heunicke ha anche dichiarato che se la situazione cambia, il governo non esiterà a intervenire.

 

Come riportato da Renovatio 21, la Danimarca è stata tra i primi Paesi a muoversi verso il passaporto vaccinale, e al contempo tra le prime piazze dove si sono svolte proteste massive contro di esso.

 

In un balzo in avanti insensato e preoccupante, l’obbligo vaccinale era stato proposto in Danimarca ancora l’anno scorso, mesi e mesi prima che esistesse il primo vaccino anti-COVID.

 

Questo sito ha segnalato pure altri grotteschi e boccacceschi episodi prodottisi in Danimarca a fine lockdown.

 

Il Paese è salito agli onori delle cronache per un programma TV dove gli adulti si spogliano dinanzi ai bambini e per la proposta del Consiglio di Etica nazionale di legalizzare il cambio di sesso per i bambini di 10 anni.

Continua a leggere

Più popolari