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Esorcista contro il concerto di Taylor Swift: promuove la stregoneria e apre alle «forze demoniache»

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Un prete esorcista americano ha lanciato un avvertimento su il nuovo tour di Taylor Swift, affermando che parte della performance della popolare cantante imita la stregoneria e potrebbe attirare demoni nei luoghi dei concerti. Lo riporta LifeSite.

 

Padre Dan Reehil della diocesi di Nashville ha recentemente dichiarato al sito ChurchPOP che l’esecuzione di Taylor Swift della sua canzone «Willow», un pezzo che fa parte del suo album Evermore del 2020, imita la stregoneria.

 

L’esorcista ha quindi avvertito che i partecipanti al concerto «potrebbero essere attaccati da forze demoniache» a causa della canzone.

 

Padre Reehil ha spiegato che la performance di «Willow» nel tour suggerisce la stregoneria nell’uso di mantelli neri e rappresentazioni della natura, dicendo che la pratica della stregoneria coinvolge individui che «cercano di sfruttare l’energia e guardano la Terra con gli elementi acqua, fuoco, Terra e cielo. Credono di poter sfruttare questa energia in qualche modo per fare il bene e in qualche modo per fare il male».

 

La canzone stessa fa eco al desiderio di avere una relazione romantica con qualcuno, che è stata precedentemente descritta da Swift come «come lanciare un incantesimo per far innamorare qualcuno di te».

 

«Il problema con il concerto è che, se Taylor sapesse che stava cercando di imitare le streghe o se stesse effettivamente celebrando una sorta di cerimonia di culto durante lo spettacolo, è in qualche modo irrilevante per i demoni», ha dichiarato il sacerdote statunitense. «Anche se il suo intento non era quello di praticare alcuna stregoneria o fare alcun incantesimo, probabilmente sta attirando molti demoni ai suoi concerti».

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Padre Reehil ha inoltre notato che la Swift è una celebrità influente, di cui «i demoni prenderanno profondamente nota», oltre a «come» attira un seguito così ampio e «chi sta influenzando». «È qui che può risiedere il problema, perché poi ci sono queste ragazzine che, sai, letteralmente la adorano e che ora si mettono in una posizione in cui potrebbero essere attaccate da forze demoniache».

 

La cantante 34enne ha attirato l’attenzione delle ragazze adolescenti sin dall’inizio della sua carriera. A partire dal 2006 con canzoni country come «Tim McGraw», «Love Story» e «You Belong with Me», la Swift appariva come una giovane voce innocente con cui poteva identificarsi la ragazza americana media.

 

Le cose sono cambiate a partire dall’album 1989 (2014), quando il messaggio che trasmetteva alle ragazze di tutto il mondo è cambiato notevolmente – e così è nata la controversia sulla sua influenza sulle ragazze adolescenti. Tra grandi successi contenuti del disco, vi è «Blank Space», una canzona che sminuisce ciò che gli uomini cercano nelle relazioni romantiche e allo stesso tempo normalizza e giustifica le donne che usano gli uomini per un piacere temporaneo.

 

Un’altra canzone dell’infausto albo, «Bad Blood», si riferisce a un’amica non identificata che, in base alla canzone, ha interrotto la loro amicizia. La nota addolorata che Swift una volta ritraeva nelle sue canzoni tristi è sostituita da un tono arrabbiato che incolpa interamente l’altra persona per il problema e rifiuta la possibilità di riconciliazione dopo le scuse.

 

Padre Reehil infine sconsiglia vivamente di partecipare al concerto dell’«Eras Tour» della Swift, avvertendo che «ti metti sicuramente in una situazione molto pericolosa se vai a un concerto dove c’è qualcuno che imita o addirittura pratica l’arte della stregoneria». «Direi di non farlo», suggerisce quindi l’esorcista. «Salta il concerto».

 

Durante l’intervista, il sacerdote osserva quindi che la Wicca – un culto pagano moderno che si richiama alla stregoneria – è «in rapida crescita», sottolineando che nel 2001 in America vi erano 134.000 persone «autoproclamate streghe», mentre oggi sarebbero oltre 2 milioni di oggi. Il prete aggiunge che l’armamentario delle streghe è facilmente accessibile online e nei negozi al dettaglio in tutto il Paese. 

 

La Swift è stata precedentemente accusata di praticare la Wicca, cosa che non ha mai ammesso pubblicamente di aver fatto intenzionalmente. Tuttavia, ha menzionato il lancio di incantesimi e ha scherzato sul fatto di essere una maga sui social media.

 

Questi commenti della Swift hanno attirato l’attenzione dell’ex candidato repubblicano alla carica di governatore della Georgia, Kandiss Taylor, che aveva rimproverato la cantante per i «cenni satanici» inclusi nel suo ultimo tour, accusandola di «influenzare menti innocenti affinché siano attratte dal lato oscuro della spiritualità» e invitandola a «pentirsi» e ad abbracciare veramente la «Parola di Dio che una volta ha confessato».

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Tuttavia, le accuse di stregoneria non sono l’unica controversia che circonda il nuovo tour mondiale della Swift. All’inizio di questo mese, una proiezione ispirata a una maglietta che Swift indossa nel suo video musicale «You Belong with Me» è stata incredibilmente proiettata sulla statua del Cristo Redentore a Rio de Janeiro per «onorare» il suo viaggio in Brasile durante il tour.

 

 

Come riportato da Renovatio 21, pochi giorni fa una ragazza è morta tra la folla del concerto a Rio de Janeiro della Swift, dicono per un malore dovuto al caldo.

 

La Swift è nipote di Marjorie Moehlenkamp Finlay (1928-2003), un soprano che ebbe poi notorietà presso le TV del Sud America dei primi anni Sessanta.

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Forbes e Bloomberg stimano il patrimonio netto attuale della giovane cantante nella cifra di 1,1 miliardi di dollari. Ciò la rende la prima musicista a raggiungere lo status di miliardario «esclusivamente grazie alle sue canzoni e alle sue esibizioni»

 

La Swift ha effettuato donazioni all’OMS e ha contribuito, con la collega Lady Gaga, a campagne fondi per la risposta al COVID. Nel 2018 e nel 2021, Swift ha fatto una donazione al Rape, Abuse & Incest National Network («rete nazionale su stupri, abusi e incesti, chiamata anche RAINN) in onore del mese di sensibilizzazione e prevenzione delle aggressioni sessuali.

 

Negli ultimi anni ha detto di identificarsi come una sostenitrice dei diritti LGBT (ha chiesto l’approvazione dell’Equality Act, che proibisce la discriminazione basata sul sesso, sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere) e una «femminista pro-choice», ossia abortista. La Swift ha criticato la decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti di porre fine al diritto federale all’aborto nel 2022.

 

La giovane si è esibita durante il WorldPride NYC 2019 allo Stonewall Inn, la locanda da cui partì la violenta rivolta degli omosessuali cora considerata un monumento per i diritti dei gay. Ha inoltre donato alle organizzazioni LGBT Tennessee Equality Project e GLAAD.

 

La Swift del movimento March for Our Lives per la riforma del controllo delle armi negli Stati Uniti. La cantante, che viene dalla musica country, ha reso chiaro di essere nemica del cosiddetto suprematismo bianco, del razzismo e della «policy brutality», espressione con cui in genere si sottende l’idea che i poliziotti, in maggioranza bianchi, picchino spesso ed immotivatamente gli afroamericani.

 

In seguito alle proteste di George Floyd ha dato danari al NAACP Legal Defense and Educational Fund e al movimento Black Lives Matter, chiedendo la rimozione dei monumenti confederati (i sudisti, la fazione che ha perso la guerra civile americana) nel Tennessee, e ha sostenuto che il Juneteenth, la festa che commemora la fine della schiavitù, diventasse una festa nazionale.

 

Nel 2020, Swift ha esortato i suoi fan a controllare la registrazione degli elettori prima delle elezioni, che hanno portato 65.000 persone a registrarsi per votare entro un giorno dal suo incarico, e ha sostenuto Joe Biden e Kamala Harris nelle elezioni presidenziali statunitensi, criticando apertamente l’ex presidente Donald Trump.

 

Come riportato da Renovatio 21, è stato detto la cantante è stata romanticamente legata a Robert Francis Kennedy jr., figlio del candidato Robert Fitzgerlad Kennedy jr. e nipote dell’ex segretario alla Giustizia USA Bob Kennedy, fratello di JFK, assassinato a Los Angeles nel 1968. Il giovane Kennedy è altresì noto per essere andato a combattere in ucraina. Il padre ha inoltre lamentato nel tempo il fatto che, a dispetto della sua posizione su vaccini, vari figli si sono fatti iniettati il siero COVID.

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Performance con rituale di sangue al Premio Grammy

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La giovane star della canzone americana Olivia Rodrigo ha eseguito la scorsa domenica la sua canzone di successo «Vampire» al Premio Grammy 2024, importante cerimonia che si svolge ogni anno coinvolgendo le massime figure discografiche mondiali.   I dettagli della performance hanno fatto pensare ancora una volta a sottili riferimenti occulti da parte della grande industria dell’intrattenimento.   La cantante ventenne, idolo di molti coetanei della Gen Z, ha iniziato con una performance cupa in cui, nel testo della canzone, spiegava come un amante vampiro si fosse approfittato di lei.   Nel crescendo della canzona la ragazza si è imbrattata di sangue il viso mentre dalle pareti colava copiosa quantità di denso liquido rosso.  

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Il testo recita:   «Ho fatto degli errori davvero grossi / Ma fai sembrare bello il peggiore / Avrei dovuto sapere che era strano / Esci solo di notte / Pensavo di essere intelligente / Ma mi hai fatta sembrare così ingenua / Il modo in cui mi hai venduto parti / Mentre affondavi i denti dentro di me, oh / succhiasangue, famefucker /  dissanguandomi, come un dannato vampiro»   «Famefucker» è un termine di nuovo conio che indica una persona che va a letto con le celebrità per tornaconto personale.   La popolarissima cantante Taylor Swift, recentemente al centro di controversie politiche non indifferenti (è accusata dai MAGA di essere uno strumento della campagna Biden creato dal Deep State per le elezioni 2024 contro Trump), presente in sala, è stata ripresa mentre ballava al ritmo della canzone vampiresca.     Come riportato da Renovatio 21, la Swift nel 2023 è stata recentemente accusata di fare espliciti riferimenti alla stregoneria durante il suo «The Eras Tour», con allarme lanciato anche da esorcisti americani.  

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La performance sanguinolenta della Rodrigo segue il grottesco episodio dei Grammy dell’anno scorso, quando il cantante Sam Smith, noto per travestimenti e video osceni, si produsse in una scena infernale con ampi riferimenti satanici.       Decisamente indicativo il fatto che lo show era sponsorizzato dalla Pfizer, cosa che ha portato ilarità e satira tra gli utenti dell’internetto.   Nel mentre questo succede negli USA, in Italia parte, purtroppo, l’edizione annuale del Festival della canzone di Sanremo. Dove, considerando recenti sviluppi, potrebbero perfino saltar fuori cose ancora più oscene.  

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Bizzarro arazzo satanico esposto a Davos per il World Economic Forum

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È divenuta virale in rete un’«opera d’arte» apparsa quest’anno a Davos in occasione del World Economic Forum, il ritrovo annuale dell’oligarcato mondialista.

 

Il giornalista Larry Alex Taunton, infiltratosi sotto copertura alla conferenza, si è trovato in una sala conferenze piena di élite che parlavano degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

 

Durante la loro discussione, la telecamera di Taunton ha inquadrato appesa al muro l’opera d’arte chiamata «l’Arazzo di Walthamstow», cui Google offre una sua pagina immersiva all’interno del suo programma Google Arts and Culture.

 

L’arazzo sarebbe visibile nel filmato all’altezza di 8 minuti e 30 secondi.

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Circola lo screenshot dell’ex primo ministro britannico Theresa May fotografata in posa davanti all’arazzo dopo la discussione.

 

Il cosiddetto «Arazzo di Walthamstow» è un grande murale creato nel 2009 dall’artista contemporaneo Grayson Perry, che ama travestirsi. Oltre a riferimenti inquietanti, l’opera non pare mancare di elementi che paiono blasfemi.

Il murale raffigura nello stile delle pitture rupestri e dei geroglifici il viaggio della vita di un uomo dalla nascita alla morte, con multinazionali personificate incontrate lungo il percorso. L’arazzo inizia con la nascita di un bambino lungo un fiume di sangue che alla fine sfocia nella bocca del Diavolo, terminando con la morte di un vecchio.

 

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«Sono sempre stato interessato al pellegrinaggio, al viaggio e all’idea del viaggio attraverso la vita», ha detto il Carter nel 2012 alla galleria Victoria Miro di Londra. «E poi ho pensato, è questo il tipo di giro di shopping della vita? Quel tipo di viaggio patinato e senza senso da un grande magazzino all’altro che è il moderno consumismo occidentale».

 

 

Secondo molti utenti dei social media, si tratta dell’ennesima prova del gusto dell’élite mondialista per l’arte satanico-degenerata, come era stato detto in rete anche riguardo al caso delle performance di Marina Abramovich finite nelle mail trapelate di John Podesta e dello scandalo degli aberranti riferimenti contenuti nelle campagne pubblicitarie del marco di alta monda Balenciaga.

 

Polemiche in rete avevano suscitato anche le foto dell’ufficio dell’attrice di Hollywood Jamie Lee Curtis, madre di un transessuale e conseguentemente paladina dei diritti trans: alle pareti vi erano immagini inquietanti di bambini che parevano gettati nella spazzatura.

 

Come riportato da Renovatio 21, non mancano episodi pubblici, come quello del centro artistico di Minneapolis che ha promosso un evento «artistico» per famiglie basato sull’evocazione di demoni.

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La massoneria potrebbe tornare a Palazzo Giustiniani, dove ora ci sono gli uffici del Senato della Repubblica

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Il Grande Oriente d’Italia, significativa organizzazione massonica presente su suolo italiano da lungo tempo, ha visto accogliere un ricorso da parte della Cassazione con cui potrebbe ottenere il riconoscimento del diritto di possedere Palazzo Giustiniani, la sua vecchia sede nel centro di Roma.   Quest’edificio, di proprietà dello Stato da diverso tempo, ospita ora uffici, aule e residenze a disposizione del Senato.   La querelle immobiliare ha una storia che si protrae per un secolo, ma sembra che la sentenza della Cassazione possa rappresentare una svolta favorevole alle rivendicazioni del Grande Oriente d’Italia su Palazzo Giustiniani.   Tutto ebbe inizio nel 1925, quando le squadre fasciste occuparono con la forza il prestigioso edificio, sfrattando il Grande Oriente che lo aveva acquistato circa quindici anni prima.

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Dopo la caduta del regime fascista, il Grande Oriente d’Italia ha iniziato a contestare l’esproprio in quanto nessuno aveva preso provvedimenti per annullare l’atto di compravendita precedente a favore di Urbs, la società immobiliare del Grande Oriente.   La situazione rimane senza soluzione per molti decenni, fino al 1991, quando l’obbedienza massonica firma un accordo con l’allora presidente del Senato, Giovanni Spadolini, politico del Partito Repubblicano accusato dagli avversari negli anni di essere filomassone.   In tale accordo si stabiliva che lo Stato avrebbe conservato la proprietà dell’edificio, ma avrebbe concesso al GOI una porzione di circa 140 metri quadri. In questa area, il Grande Oriente d’Italia avrebbe avuto la possibilità di realizzare un suo «museo della massoneria italiana».   L’accordo stipulato nel 1991 rimane tuttavia senza attuazione pratica, e di conseguenza, il Grande Oriente prosegue con le sue battaglie legali. L’ultimo sviluppo di due giorni fa vede la Cassazione intervenire e porre un punto fermo sulla questione, che, sebbene possa sembrare una formalità, suggerisce un possibile risolvere della questione anche sul merito.   La Corte Suprema ha infatti annullato la sentenza del Consiglio di Stato che sosteneva la giurisdizione del Giudice Ordinario sulla materia. In altre parole, secondo la Cassazione, la questione deve essere trattata dal TAR e non dal Tribunale, riporta Il Fatto Quotidiano.   Quindi, se l’ente massonico continuasse la sua battaglia di fronte ai tribunali amministrativi, ora potrebbe effettivamente raggiungere un punto cruciale. Stefano Bisi, Gran Maestro del Goi dal 2014, spiega al giornale di Antonio Padellaro che poiché non c’è mai stato l’annullamento dell’atto di acquisto da parte di Urbs, il regime fascista non aveva il diritto di prelazione su Palazzo Giustiniani: «Non potevano portarcelo via, insomma».   Una prospettiva bizzarra ma altamente pregna di significato sarebbe quella per cui i senatori sarebbero sfrattati dalla loro sede. Tuttavia, senza arrivare a situazioni simili, il gran maestro Bisi spera che la decisione della Cassazione possa spingere il presidente Ignazio La Russa a intraprendere un dialogo (parola amatissima dalla massoneria) con i grembiulisti.   Dopo che le precedenti richieste sono rimaste senza risposta, Bisi sottolinea l’esistenza di un accordo del 1991 che non è mai stato applicato e auspica che si possa ripartire da lì.   Palazzo Giustiniani, costruito alla fine del XVI secolo per conto di monsignor Francesco Vento e successivamente acquistato nel 1590 da Giuseppe Giustiniani, membro di una influente famiglia genovese, ha una storia ricca di modifiche ed interventi architettonici nel corso dei secoli. Il figlio di Giuseppe, il cardinale Benedetto Giustiniani, estese l’edificio unendo ad esso altri edifici circostanti fino a includere l’intero isolato nei pressi del Pantheon.   L’edificio originale, costruito da Giovanni Fontana e con interventi probabili del più celebre fratello Domenico, subì varie modifiche fino al 1650, quando l’architetto Borromini intervenne, apportando notevoli cambiamenti sia all’esterno che all’interno. Il Borromini è responsabile del portone decentrato e del balcone sovrastante visibili su via della Dogana Vecchia, nonché dell’elegante cortile interno con archi ribassati tipici della sua architettura.

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Grazie a Vincenzo Giustiniani, fratello del cardinale, l’edificio fu arricchito da numerosi bassorilievi tratti da sarcofagi romani e da una collezione di circa 1600 pezzi, componendo la famosa galleria del primo piano. La collezione includeva reperti di statuaria antica, opere di artisti come Giorgione, Tiziano, Raffaello e Caravaggio, e un dipinto di Nicolas Poussin.   Nel corso del XVIII secolo, Johann Joachim Winckelmann, noto studioso tedesco dell’arte antica, ha incluso il Palazzo Giustiniani nei luoghi visitati durante il suo viaggio di studio in Italia. Almeno fino a quel periodo, le statue presenti nel palazzo erano ancora visibili ai visitatori stranieri che partecipavano al Grand Tour, una pratica comune tra gli aristocratici europei del tempo, che prevedeva un viaggio attraverso l’Europa per arricchire la propria cultura e conoscenza. Tra le opere che potevano essere ammirate nel Palazzo Giustiniani c’era una statua di Minerva Giustiniani. Tuttavia, successivamente, questa statua fu spostata in Vaticano. Una parte della collezione fu documentata da Joachim van Sandrart attraverso 153 tavole, e la dispersione iniziò nel XIX secolo.   Nel 1859, con l’estinzione del ramo principale della famiglia Giustiniani, il palazzo passò ai Grazioli, che nel 1898 lo affittarono al Grande Oriente d’Italia. Nel 1911, dopo una trattativa lunga, il Grande Oriente d’Italia acquistò il Palazzo Giustiniani, che divenne la sede della Massoneria. Durante questo periodo, alcune delle statue del palazzo furono vendute al MET di New York in circostanze controversi e poco trasparenti.   All’inizio del 1926, durante il regime di Mussolini che aveva dichiarato fuorilegge la Massoneria, l’edificio del Palazzo Giustiniani fu acquisito dal demanio pubblico. Il regime concesse poi l’utilizzo del palazzo al Senato, dando inizio a una disputa che si risolse in modo conciliatorio nel corso di cinque decenni. In virtù di questa soluzione, la parte del palazzo che si affacciava su piazza della Rotonda rimase sotto la disponibilità della massoneria. Solo nel 1985, grazie a un accordo, il Senato poté disporre di quasi tutto l’edificio, e la massoneria trasferì la propria sede alla villa del Vascello sul Gianicolo.   Nel 1938, furono effettuati dei lavori che collegarono l’edificio del Palazzo Giustiniani a Palazzo Madama tramite un passaggio sotterraneo ancora esistente oggi. Questo passo fu compiuto durante il periodo in cui Enrico De Nicola, capo provvisorio dello Stato, utilizzò il Palazzo Giustiniani come sua residenza ufficiale, sostituendo il più impegnativo Palazzo del Quirinale, residenza precedentemente utilizzata dai Papi, dai re d’Italia e successivamente dai presidenti della Repubblica.   La firma della Costituzione repubblicana avvenne il 27 dicembre 1947 nella Sala della Costituzione del Palazzo Giustiniani. I firmatari includono Enrico De Nicola, Capo provvisorio dello Stato, Alcide De Gasperi, Presidente del Consiglio, Umberto Terracini, Presidente dell’Assemblea Costituente, e Giuseppe Grassi, Guardasigilli.

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia  
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