Connettiti con Renovato 21

Immigrazione

Salvini e la magia nera africana (su tutti noi)

Pubblicato

il

 

 

È impossibile per chiunque conosca la spiritualità extraeuropea non averlo pensato: l’attacco a Matteo Salvini portato dalla signora congolese potrebbe essere intriso di un elemento «magico» africano.

 

Del resto, la natura del gesto è autoevidente per le stesse parole e gli stessi gesti di colei che lo ha perpetrato: «io ti maledico», urla la donna africana. Gli strappa la camicia e pure il contestatissimo (anche dalla gerarchia della chiesa corrotta) simbolo che Salvini ancora porta al collo, il Rosario. Più tardi sarebbe spuntato fuori un altro video in cui la donna grida oscuramente «vedrai il sangue».

 

La natura del gesto è autoevidente per le stesse parole e gli stessi gesti di colei che lo ha perpetrato: «io ti maledico», «vedrai il sangue»

Insomma, un atto religioso a tutti gli effetti.

 

Il Giornale, poi ripreso da altre testate (e la consueta ridda dei sapientoni progressisti che se la ridacchiano) ha per primo accennato alla possibilità che si trattasse di qualcosa di vicino alla magia nera africana. La testata milanese ha quindi intervistato un bravo esperto di culti afro-americani, che ammette di averci pensato anche lui: lo strappo del Rosario, potrebbe essere il tentativo di togliergli l’amuleto di protezione; la camicia strattonata può nascondere la possibilità di ricavare un pezzo di oggetto della persona da mettere al centro del rito di maledizione vero e proprio.

 

Chiunque, come chi scrive, abbia vissuto minimamente l’Africa in prima persona, sa che sulla magia nera degli africani in pochi hanno voglia di scherzare, anche gli africani bianchi

Chiunque, come chi scrive, abbia vissuto minimamente l’Africa in prima persona, sa che sulla magia nera degli africani in pochi hanno voglia di scherzare, anche gli africani bianchi. Gli witch-doctor, gli stregoni che ogni villaggio sperduto possiede a mo’ di medico/sciamano, incutono timore e talvolta, notava già qualche antropologo decenni fa si rendono protagonisti di racconti inspiegabili, che sfidano anche i più razionalisti.

 

Ne sa qualcosa Roberto Calderoli, che fu maledetto in un rito – con tanto di pentolone e foto dell’onorevole odontoiatra bergamasco – dal padre dell’ex ministro Kyenge. Calderoli racconta che, quell’anno, né subì di ogni colore: «Sei volte operato, morti, serpente in casa».

 

Roberto Calderoli  fu maledetto in un rito – con tanto di pentolone e foto dell’onorevole odontoiatra bergamasco – dal padre dell’ex ministro Kyenge

Va riportato anche che chiunque, come chi scrive, conosca di persona l’Africa sa che scene come quelle offerta dalla congolese anti-Salvini non sono rare in Africa – anzi sono la norma. In particolare, ricordiamo che isterie inarrivabili, che per qualcuno sono vere e proprie «possessioni» si possono vedere tra le donne durante la Messa. I fedeli locali ci sono abituati, gli stranieri invece si straniscono.

 

Chi non conosce la realtà della possessione presso l’uomo africano può guardare un grande classico del cinema documentario, Les Maitres fous (1955) di Jean Rouch: se riesce a sopravvivere alla scena in cui un uomo posseduto divora un cane vivo, può trarne illuminanti conclusioni sulla musica hip hop degli immigrati e sui recenti gatti cucinati in strada.

 

 

Quello che Il Giornale e lo specialista di religioni afroamericane dimenticano di dire, è che la penetrazione della spiritualità africana in Italia è una realtà consistente dagli anni Novanta e ha pure uno spessore criminale innegabile.

 

La penetrazione della spiritualità africana in Italia è una realtà consistente dagli anni Novanta e ha pure uno spessore criminale innegabile

Le povere vittime della tratta delle nere, che finiscono in strada a far da prostitute, sono ricattate dalle bande non solo con il sequestro del passaporto e le minacce alle famiglie nelle terre di origine: no, come emerge da plurime cronache persistenti, v’è un aspetto prettamente magico, con incantesimi e maledizioni a colpire le ragazze qualora fuggissero dal programma di prostituzione e sfruttamento. Spesse volte, ad attuare queste magie orrende sono delle donne, delle matrone-streghe.

 

Tuttavia, la stregoneria africana, a differenza di quello che avviene per la sensibilità occidentale, non riguarda solo o principalmente le donne: essa è un affare maschile, e anche i non-stregoni possono lasciarsi andare ad atti magici e criminali.

 

La cosa saltò fuori con forza (ed è strano che oggi nessuno lo ricordi…) nel caso di Pamela Mastropietro, la ragazzina squartata a Macerata. Forse non rammentate: collo e parti intime della donna, dissero, erano sparite – poi invece, mentre le elezioni 2018 si avvicinavano, dissero che invece le avevano ritrovate… Parimenti, il medico legale che studiò i poveri resti di Pamela sostenne che un «lavoro» così, con le ossa ripulite così a fondo costituiva per lui «niente di mai visto, sentito o letto nella letteratura di anatomopatologia».

Si è parlato di una eventuale affiliazione degli accusati dell’omicidio di Pamela alle mafie nigeriane, per le quali l’impiego di atti magici e, conseguentemente, di squartamenti e sacrifici umani è di routine

 

Si è parlato di una eventuale affiliazione degli accusati dell’omicidio di Pamela alle mafie nigeriane, per le quali l’impiego di atti magici e, conseguentemente, di squartamenti e sacrifici umani è di routine.

 

Le mafie nigeriane derivano dalle confraternite universitarie, impiantate dagli inglesi sul modello di quelle britanniche, e poi vellicate dal potere militare e dalle influenze straniere in quanto possibili strumenti di equilibrio nei confronti del potere dei sindacati nazionali. Persa la connotazione goliardico-studentesca, le confraternite si volsero alla tradizione locale più oscura, con la magia nera e tutto il resto. In Nigeria tuttora queste mafie sono chiamate cult, «culti», «sette», quasi a rimarcare, più che l’aspetto criminale, l’aspetto «religioso».

 

È bene ricordare che la Black Axe, uno dei principali cult nigeriani, è tollerata dalla Mafia siciliana, al punto che qualcuno parla di un improbabile «seggio» in sede di discussione direzionale. La realtà è che ha stretto patti con tutti: dalla Yakuza giapponese ai cartelli colombiani.

In Nigeria il problema della magia nera,  è da molto tempo preso in considerazione presso il legislatore: il Paese  ha legiferato per punire il «possesso di teschi umani» (Criminal Code 1990, sezione 329) e la «minaccia di stregoneria» (sezione 210)

 

Nel caso della Nigeria va detto che il problema della magia nera, lungi dall’essere la fonte degli sghignazzi dei progressisti verso Salvini e Calderoli, è preso in considerazione da molto tempo presso il legislatore: il Paese  ha legiferato per punire il «possesso di teschi umani» (Criminal Code 1990, sezione 329) e la «minaccia di stregoneria» (sezione 210).

 

Secondo un documento dell’Immigration and Refugee Board of Canada, gli omicidi rituali sono «una pratica comune» in Nigeria, e in costante aumento nell’ultimo ventennio.

 

Un giornale locale, il Vanguard, registra come gli omicidi rituali coinvolgano anche e soprattutto la parte alta della società, con picchi di indagini quando le elezioni sono dietro l’angolo.

Secondo un documento dell’Immigration and Refugee Board of Canada, gli omicidi rituali sono «una pratica comune» in Nigeria, e in costante aumento nell’ultimo ventennio.

 

Il movente è sempre il medesimo: il sacrificio umano come atto magico per propiziare magicamente la propria vita, aiutare la propria carriera. Oppure per vendere le parti del cadavere per pozioni, con il medesimo fine.

 

I casi si sprecano, e in Nigeria nemmeno si nascondo più di tanto: è possibile comprare pezzi di essere umano al mercato.

 

«Le ricerche – scrive sempre il quotidiano nigeriano Vanguard – dimostrano che le parti femminili sono più richieste di quelle maschili. Ciò avviene a causa di quello che è descritta come la “potenza” di alcuni organi come i seni e i genitali all’interno di money ritual da parti di herbalist [erborista, sciamano, NdR] o gruppi occulti». Tanto per tenere a mente la storia della vagina sparita di Pamela.

Il movente è sempre il medesimo: il sacrificio umano come atto magico per propiziare magicamente la propria vita, aiutare la propria carriera. In Nigeria è possibile comprare pezzi di essere umano al mercato

 

«Abbiamo visto che una testa umana fresca può andare da 60.000 naira (circa 135 euro) in su, mentre un teschio è venduto per 20.000. Le gambe fresche sono vendute per 30.000 ciascuna, mentre una gamba decomposta viene venduta per 20.000. Un dito fresco viene venduto per 5.000, se decomposto o per 3.000. Gli intestini freschi sono venduti per 20.000 mentre quelli secchi sono venduti per 5000. Pezzi di ossa fresche sono venduti per 2.000 e oltre».

 

Vi è un traffico parallelo di resti umani che si è sviluppato parallelamente agli omicidi rituali, ed è quello dei cimiteri. I guardiani fanno affari riesumando i cadaveri poche ore dopo la sepoltura e sezionandone le parti che interessano a chi prepara le pozioni.

 

Nel 2015 un politico del sudovest del paese fu sorpreso dal suo autista con il corpo di un bambino nato da pochi giorni: secondo la voce – il politico non è nominato dalla stampa – stava bevendone il sangue.

«Quando ero in Gabon, mi dicevano che sotto elezioni aumentava il numero dei bambini spariti, perché aumentavano i sacrifici umani»

 

In Africa non è solo la Nigeria ad avere il problema della magia nera assassina, «Quando ero in Gabon, mi dicevano che sotto elezioni aumentava il numero dei bambini spariti, perché aumentavano i sacrifici umani» mi disse poco tempo fa un missionario francese.

 

Vale la pena di ribadirlo: gli dèi cruenti africani sono qui in Italia, con i loro orrori e i loro sacrifici umani – sono fra noi adesso. Ed è una cosa inevitabile, perché sono arrivati con l’immigrazione. Se non si farà qualcosa per arginare questa satanica religione di morte, dovremmo prepararci a casi sempre più indicibili, altro che Salvini strattonato.

 

Vale la pena di ribadirlo: gli dèi cruenti africani sono qui in Italia, con i loro orrori e i loro sacrifici umani – sono fra noi adesso

Guardiamo quello che succede anche a Londra, dove l’immigrazione africana è entrata con forza da ancora più tempo che in Italia ancora non troppi anni fa, trovarono nel Tamigi il tronco di un bambino nero (tronco significa che avevano amputato tutto il resto: testa, arti) e all’autopsia nello stomaco gli trovarono dei semi di pianta africana usati in alcuni rituali, e dell’oro… Provate a pensare l’irrazionalità di questo atto: mettere il metallo più prezioso nello stomaco di un bambino da uccidere e gettare via? Se cercate una motivazione economica non la troverete. Avrete risposte se pensate invece ad un fenomeno di «religione»: una religione di morte.

 

Sbaglia chi crede che con l’immigrazione massiva si prepara solamente  una sostituzione etnica. È molto più di così.

 

Sbaglia chi crede che con l’immigrazione massiva si prepara solamente  una sostituzione etnica. L’immigrazione sta preparando la vera sostituzione religiosa, quella per la quale al sacrificio di Cristo si sostituirà il sacrificio umano

L’immigrazione sta preparando la vera sostituzione religiosa, quella per la quale al sacrificio di Cristo si sostituirà il sacrificio umano.

 

Non più preghiere, ma maledizioni. Non più rosari, ma pozioni magiche. Non più Sante Messe, ma immolazioni di bambine. Non più Santa Eucaristia, ma cannibalismo. Non più amore di Dio, ma ebbrezza del massacro – con mercatino annesso.

 

Il mondo dominato dalla Necrocultura potrà avere, in alcuni ambiti, questo accento africano. Vogliamo far finta di nulla?

 

 

Non più preghiere, ma maledizioni. Non più rosari, ma pozioni magiche. Non più Sante Messe, ma immolazioni di bambine. Non più Santa Eucaristia, ma cannibalismo. Non più amore di Dio, ma ebbrezza del massacro – con mercatino annesso.

Roberto Dal Bosco

 

 

 

Il fenomeno del cannibalismo magico nigeriano è stato trattato dall’autore nell’articolo «Il futuro nigeriano dell’Italia» comparso su EFFEDIEFFE.

 

Il tema della sostituzione religiosa e dell’abominio dei riti africani presenti anche nel nostro Paese sono state trattate dall’autore nella conferenza «Immigrazione, sostituzione religiosa e fine della Civiltà Cristiana» presso il XXVII Convegno di Studi cattolici a Rimini (2019) , di cui qui potete vedere la registrazione audiovisiva. La parte relativa all’Africa inizia al minuto 40:12.

 

Continua a leggere

Immigrazione

Remigrazione, l’UE respinge il «Save Europe Act» nonostante 600.000 firme raccolte

Pubblicato

il

Da

La Commissione europea ha respinto una petizione di cittadini che chiedeva di fermare l’immigrazione extra-occidentale in Europa e di espellere i residenti extra-europei «non integrati», nonostante l’iniziativa fosse sostenuta da quasi 600.000 firmatari.

 

Il 22 luglio, la Commissione europea ha rifiutato di registrare il «Save Europe Act» come iniziativa dei cittadini europei (ICE), sostenendo che la proposta di bloccare l’immigrazione extraoccidentale e promuovere il rimpatrio è incompatibile con i valori fondamentali dell’Unione europea.

 

Reagendo alla decisione, l’attivista olandese Eva Vlaardingerbroek ha dichiarato in un video pubblicato su YouTube: «la Commissione afferma che voler mantenere l’Europa europea e non voler diventare una minoranza nelle nostre patrie va contro i valori europei… Non permetteremo alla Commissione di nascondersi dietro principi così vaghi che sembra ritenere di avere il diritto di definire. Porteremo la questione in tribunale».

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

La Commissione Europea ha sostenuto che la proposta discrimina «sulla base della razza e dell’origine etnica» e pertanto non può essere approvata. La Commissione ha inoltre affermato che il meccanismo delle iniziative europee di comunicazione (ICE) non può essere utilizzato per promuovere messaggi «manifestamente contrari» ai principi stabiliti nei trattati dell’UE.

 

Il «Save Europe Act» fu organizzato da un comitato di cui facevano parte Vlaardingerbroek e l’attivista austriaco Martin Sellner. La loro proposta prevedeva la sospensione temporanea dei canali di immigrazione extra-occidentali, inclusi i visti per ricongiungimento familiare e di studio. Inoltre, auspicava il rimpatrio non solo dei migranti irregolari, ma anche dei cittadini extra-europei legalmente residenti considerati «non integrati» o un grave onere culturale o finanziario per i paesi ospitanti, verso il loro Paese d’origine.

 

In seguito alla decisione della Commissione, gli organizzatori della campagna hanno annunciato azioni legali e manifestazioni pubbliche. «La Commissione ha agito contro il diritto europeo impedendo ai cittadini di chiedere misure specifiche», ha dichiarato Sellner a Euronews. Ha aggiunto che il team legale della campagna intende presentare ricorso contro la decisione.

 

Un’iniziativa di interesse pubblico ammissibile deve essere formalmente presa in considerazione dalle istituzioni dell’UE una volta che abbia raccolto almeno un milione di firme di cittadini di sette o più Stati membri.

 

La Vlaardingerbroek ha inoltre definito la decisione della Commissione «una scandalosa violazione dei diritti democratici dei popoli autoctoni d’Europa», sostenendo che gli europei hanno il diritto di preservare la propria continuità demografica e aggiungendo che la campagna sarebbe continuata nonostante il rifiuto di registrare l’iniziativa.

Aiuta Renovatio 21

La scorsa settimana, circa 200 sostenitori hanno manifestato davanti al Parlamento Europeo a Bruxelles, in Belgio, chiedendo alla Commissione di consentire all’iniziativa di procedere.

 

La protesta è stata contrastata da una contro-manifestazione organizzata da diversi membri del Parlamento europeo, tra cui l’eurodeputata italiana dei Verdi Cristina Guarda. La Guarda ha difeso la decisione della Commissione, definendo il rifiuto «un atto giusto» e descrivendo la petizione come «propaganda d’odio promossa dall’estrema destra».

 

Il «Save Europe Act» è sostenuto anche da leader nazionalisti come Viktor Orban, lo spagnolo Santiago Abascal, il rumeno George Simion e in Italia dal generale Roberto Vannacci.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine screenshot da Twitter

Continua a leggere

Immigrazione

Islamabad ascrive i crimini del pedofilo pakistano all’educazione britannica

Pubblicato

il

Da

Shabir Ahmed, cittadino di origine pakistana a capo di una banda di stupratori, recentemente rilasciato in Gran Bretagna dopo aver scontato una pena detentiva per decine di reati sessuali contro minori, ha commesso i suoi crimini a causa della sua educazione in Inghilterra, ha dichiarato giovedì il portavoce del Ministero degli Esteri pakistano, Tahir Andrabi.   Il settantatreenne, entrato per la prima volta nel Regno britannico da adolescente, era una figura di spicco della banda di Rochdale, che negli anni 2000 abusava sessualmente e trafficava ragazze britanniche anche di soli 12 anni nel distretto di Greater Manchester.   Ahmed è stato rilasciato dal carcere sotto sorveglianza all’inizio di giugno, dopo aver scontato 14 anni di pena. Le autorità britanniche non sono state in grado di espellerlo a causa di una disposizione che tutela alcuni cittadini del Commonwealth residenti in Gran Bretagna prima del 1973, nonostante la sua cittadinanza britannica fosse stata revocata in seguito alle condanne del 2012.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

«La questione in oggetto è una questione interamente interna al Regno Unito», ha dichiarato Andrabi durante una conferenza stampa. «A prescindere dal luogo di nascita di Ahmed, la responsabilità ricade sul luogo in cui è cresciuto, educato, formato e, purtroppo, viziato… I suoi crimini efferati richiedono una seria introspezione, piuttosto che una ricerca di cause esterne».   Il portavoce ha sottolineato che Islamabad condanna fermamente gli abusi sessuali sui minori, che dovrebbero essere «puniti con la massima severità prevista dalla legge, indipendentemente da razza, etnia o religione», ma ha insistito sul fatto che il Pakistan «non ha alcun legame con questa vicenda» e «non può essere associato» ad alcuna decisione in merito.   Lunedì, il ministro degli Interni britannico Shabana Mahmood ha annunciato l’intenzione di modificare la legge sull’immigrazione per rimuovere l’ostacolo legale che impedisce l’espulsione di Ahmed.   La banda di stupratori di Rochdale era una delle tante bande di adescatori (grooming gang), composte prevalentemente da uomini di origine pakistana, che per decenni hanno sistematicamente stuprato e sfruttato sessualmente giovani ragazze britanniche vulnerabili in tutto il Regno.   Lo scandalo delle bande di sfruttatori sessuali è tornato alla ribalta della politica britannica lo scorso anno, costringendo il governo laburista ad annunciare un’inchiesta nazionale, che ha portato alla luce «cecità, ignoranza, pregiudizi, atteggiamenti difensivi» e fallimenti sistematici da parte della polizia e degli enti pubblici nel proteggere le vittime e nell’intervenire in seguito alle segnalazioni di abusi.

Iscriviti al canale Telegram

Elon Musk ha chiesto una Norimberga per le grooming gang pakistane. Secondo un rapporto pubblicato dal leader del partito Restore Britain Ropert Lowe, almeno 250.000 ragazze sono state violentate da queste bande.   Renovatio 21 ha pubblicato una sintesi di quanto contenuto nel rapporto pubblicato dal deputato Rupert Lowe, dove gli orrori perpetrati dalle ghenghe pakistane alle ragazzine britanniche sono sconvolgenti, indicibili.   Di fatto, si tratta di uno stupro sistemico con evidenti qualità politiche: il segno di un’invasione oramai consumata, e la sottomissione fisica e morale della popolazione autoctona invasa e sconfitta.  

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
 
Continua a leggere

Immigrazione

Il 53% dei sospettati di stupro di gruppo in Germania sono stranieri

Pubblicato

il

Da

Nel 2025, la percentuale di stranieri coinvolti in stupri di gruppo ha raggiunto un livello record, attestandosi al 53%. In totale, 751 vittime sono state vittime di stupri di gruppo nel Paese. I dati provengono da una risposta del governo federale tedesco a una richiesta parlamentare del partito Alternativa per la Germania (AfD).

 

Secondo le statistiche, il 53% dei sospettati – per un totale di 574 persone – non possedeva la cittadinanza tedesca nei casi di stupro di gruppo. Suddivisi per nazionalità, 110 sospettati provenivano dalla Siria, 64 dall’Afghanistan, 46 dall’Iraq, 44 dalla Turchia e i restanti da altri Paesi, come riportato da Focus Online. Tra le vittime, l’80% erano cittadini tedeschi.

 

Sebbene il rapporto riveli che 509 sospettati provenissero dalla Germania, i dati relativi a un possibile background migratorio tra i cittadini tedeschi non sono stati registrati separatamente. Studi precedenti hanno dimostrato che, analizzando i nomi di battesimo dei sospettati di stupro di gruppo, il 75% dei casi è commesso da individui con un nome di battesimo straniero.

 

L’elevato numero di stranieri coinvolti in casi di stupro di gruppo si verifica in un momento in cui sempre più stranieri hanno ottenuto la cittadinanza tedesca, scrive Remix News. Milioni di migranti possiedono inoltre la doppia cittadinanza e, ogni volta che commettono stupri, omicidi o furti, i loro crimini vengono registrati come «tedeschi» nelle statistiche federali sulla criminalità.

 

L’AfD ha chiesto al ministero dell’Interno tedesco di iniziare a suddividere le statistiche sulla criminalità non solo in base alla cittadinanza, ma anche in base al background migratorio, il che consentirebbe alle autorità tedesche di valutare il livello di integrazione e i tassi di criminalità tra i cittadini tedeschi di origine straniera.

Sostieni Renovatio 21

«Sebbene la questione sia all’ordine del giorno politico da anni, è evidente la mancanza di misure politiche e legali efficaci per prevenire questi crimini», ha dichiarato a Die Welt Stephan Brandner, politico dell’AfD, commentando il fatto che il 72% di tutti i casi risolti riguarda un sospettato già noto alle forze dell’ordine.

 

«Questo dimostra un fallimento clamoroso della magistratura, delle autorità di sicurezza e della politica. Ciò richiede un’azione penale coerente, procedure più rapide, sanzioni più severe e, nel caso di autori stranieri, la revoca sistematica del permesso di soggiorno. Solo in questo modo le donne possono essere efficacemente protette da tali atti», ha affermato Brandner.

 

Durante una seduta del Bundestag all’inizio di questo mese, la leader di Alternativa per la Germania (AfD), Alice Weidel, ha descritto un caso di Norimberga in cui alcuni migranti avrebbero soggiogato delle ragazze minorenni con droghe e le avrebbero costrette alla prostituzione. Il suo intervento è stato accolto da forti interruzioni in plenaria, tra cui risate. Secondo i verbali ufficiali del Bundestag, una deputata in particolare, Katrin Fey del partito Die Linke, ha riso proprio in quel punto del discorso.

 

La Weidel ha poi parlato delle conseguenze delle politiche migratorie sulla sicurezza interna. Weidel ha affermato che «i reati violenti, sessuali e osceni non sono ‘fredde statistiche’, ma compagni quotidiani di paura e “preoccupazione per i nostri figli”».

 

La presidente dell’AfD ha poi illustrato nel dettaglio il caso avvenuto alla stazione centrale di Norimberga, dove giovani uomini provenienti da Siria, Iraq, Pakistan e paesi del Nord Africa avrebbero spinto ragazze di età compresa tra i 13 e i 18 anni, provenienti da situazioni di precarietà, verso la tossicodipendenza per costringerle alla prostituzione.

 

Nel marzo di quest’anno, Jan van Aken, all’epoca co-leader del partito della Sinistra tedesca, ha affermato, durante la sua partecipazione a un podcast condotto da Ben Berndt, che i casi più eclatanti di stupro di gruppo coinvolgevano esclusivamente uomini bianchi.

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine generata artificialmente

Continua a leggere

Più popolari