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Immigrazione

Salvini e la magia nera africana (su tutti noi)

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È impossibile per chiunque conosca la spiritualità extraeuropea non averlo pensato: l’attacco a Matteo Salvini portato dalla signora congolese potrebbe essere intriso di un elemento «magico» africano.

 

Del resto, la natura del gesto è autoevidente per le stesse parole e gli stessi gesti di colei che lo ha perpetrato: «io ti maledico», urla la donna africana. Gli strappa la camicia e pure il contestatissimo (anche dalla gerarchia della chiesa corrotta) simbolo che Salvini ancora porta al collo, il Rosario. Più tardi sarebbe spuntato fuori un altro video in cui la donna grida oscuramente «vedrai il sangue».

 

La natura del gesto è autoevidente per le stesse parole e gli stessi gesti di colei che lo ha perpetrato: «io ti maledico», «vedrai il sangue»

Insomma, un atto religioso a tutti gli effetti.

 

Il Giornale, poi ripreso da altre testate (e la consueta ridda dei sapientoni progressisti che se la ridacchiano) ha per primo accennato alla possibilità che si trattasse di qualcosa di vicino alla magia nera africana. La testata milanese ha quindi intervistato un bravo esperto di culti afro-americani, che ammette di averci pensato anche lui: lo strappo del Rosario, potrebbe essere il tentativo di togliergli l’amuleto di protezione; la camicia strattonata può nascondere la possibilità di ricavare un pezzo di oggetto della persona da mettere al centro del rito di maledizione vero e proprio.

 

Chiunque, come chi scrive, abbia vissuto minimamente l’Africa in prima persona, sa che sulla magia nera degli africani in pochi hanno voglia di scherzare, anche gli africani bianchi

Chiunque, come chi scrive, abbia vissuto minimamente l’Africa in prima persona, sa che sulla magia nera degli africani in pochi hanno voglia di scherzare, anche gli africani bianchi. Gli witch-doctor, gli stregoni che ogni villaggio sperduto possiede a mo’ di medico/sciamano, incutono timore e talvolta, notava già qualche antropologo decenni fa si rendono protagonisti di racconti inspiegabili, che sfidano anche i più razionalisti.

 

Ne sa qualcosa Roberto Calderoli, che fu maledetto in un rito – con tanto di pentolone e foto dell’onorevole odontoiatra bergamasco – dal padre dell’ex ministro Kyenge. Calderoli racconta che, quell’anno, né subì di ogni colore: «Sei volte operato, morti, serpente in casa».

 

Roberto Calderoli  fu maledetto in un rito – con tanto di pentolone e foto dell’onorevole odontoiatra bergamasco – dal padre dell’ex ministro Kyenge

Va riportato anche che chiunque, come chi scrive, conosca di persona l’Africa sa che scene come quelle offerta dalla congolese anti-Salvini non sono rare in Africa – anzi sono la norma. In particolare, ricordiamo che isterie inarrivabili, che per qualcuno sono vere e proprie «possessioni» si possono vedere tra le donne durante la Messa. I fedeli locali ci sono abituati, gli stranieri invece si straniscono.

 

Chi non conosce la realtà della possessione presso l’uomo africano può guardare un grande classico del cinema documentario, Les Maitres fous (1955) di Jean Rouch: se riesce a sopravvivere alla scena in cui un uomo posseduto divora un cane vivo, può trarne illuminanti conclusioni sulla musica hip hop degli immigrati e sui recenti gatti cucinati in strada.

 

 

Quello che Il Giornale e lo specialista di religioni afroamericane dimenticano di dire, è che la penetrazione della spiritualità africana in Italia è una realtà consistente dagli anni Novanta e ha pure uno spessore criminale innegabile.

 

La penetrazione della spiritualità africana in Italia è una realtà consistente dagli anni Novanta e ha pure uno spessore criminale innegabile

Le povere vittime della tratta delle nere, che finiscono in strada a far da prostitute, sono ricattate dalle bande non solo con il sequestro del passaporto e le minacce alle famiglie nelle terre di origine: no, come emerge da plurime cronache persistenti, v’è un aspetto prettamente magico, con incantesimi e maledizioni a colpire le ragazze qualora fuggissero dal programma di prostituzione e sfruttamento. Spesse volte, ad attuare queste magie orrende sono delle donne, delle matrone-streghe.

 

Tuttavia, la stregoneria africana, a differenza di quello che avviene per la sensibilità occidentale, non riguarda solo o principalmente le donne: essa è un affare maschile, e anche i non-stregoni possono lasciarsi andare ad atti magici e criminali.

 

La cosa saltò fuori con forza (ed è strano che oggi nessuno lo ricordi…) nel caso di Pamela Mastropietro, la ragazzina squartata a Macerata. Forse non rammentate: collo e parti intime della donna, dissero, erano sparite – poi invece, mentre le elezioni 2018 si avvicinavano, dissero che invece le avevano ritrovate… Parimenti, il medico legale che studiò i poveri resti di Pamela sostenne che un «lavoro» così, con le ossa ripulite così a fondo costituiva per lui «niente di mai visto, sentito o letto nella letteratura di anatomopatologia».

Si è parlato di una eventuale affiliazione degli accusati dell’omicidio di Pamela alle mafie nigeriane, per le quali l’impiego di atti magici e, conseguentemente, di squartamenti e sacrifici umani è di routine

 

Si è parlato di una eventuale affiliazione degli accusati dell’omicidio di Pamela alle mafie nigeriane, per le quali l’impiego di atti magici e, conseguentemente, di squartamenti e sacrifici umani è di routine.

 

Le mafie nigeriane derivano dalle confraternite universitarie, impiantate dagli inglesi sul modello di quelle britanniche, e poi vellicate dal potere militare e dalle influenze straniere in quanto possibili strumenti di equilibrio nei confronti del potere dei sindacati nazionali. Persa la connotazione goliardico-studentesca, le confraternite si volsero alla tradizione locale più oscura, con la magia nera e tutto il resto. In Nigeria tuttora queste mafie sono chiamate cult, «culti», «sette», quasi a rimarcare, più che l’aspetto criminale, l’aspetto «religioso».

 

È bene ricordare che la Black Axe, uno dei principali cult nigeriani, è tollerata dalla Mafia siciliana, al punto che qualcuno parla di un improbabile «seggio» in sede di discussione direzionale. La realtà è che ha stretto patti con tutti: dalla Yakuza giapponese ai cartelli colombiani.

In Nigeria il problema della magia nera,  è da molto tempo preso in considerazione presso il legislatore: il Paese  ha legiferato per punire il «possesso di teschi umani» (Criminal Code 1990, sezione 329) e la «minaccia di stregoneria» (sezione 210)

 

Nel caso della Nigeria va detto che il problema della magia nera, lungi dall’essere la fonte degli sghignazzi dei progressisti verso Salvini e Calderoli, è preso in considerazione da molto tempo presso il legislatore: il Paese  ha legiferato per punire il «possesso di teschi umani» (Criminal Code 1990, sezione 329) e la «minaccia di stregoneria» (sezione 210).

 

Secondo un documento dell’Immigration and Refugee Board of Canada, gli omicidi rituali sono «una pratica comune» in Nigeria, e in costante aumento nell’ultimo ventennio.

 

Un giornale locale, il Vanguard, registra come gli omicidi rituali coinvolgano anche e soprattutto la parte alta della società, con picchi di indagini quando le elezioni sono dietro l’angolo.

Secondo un documento dell’Immigration and Refugee Board of Canada, gli omicidi rituali sono «una pratica comune» in Nigeria, e in costante aumento nell’ultimo ventennio.

 

Il movente è sempre il medesimo: il sacrificio umano come atto magico per propiziare magicamente la propria vita, aiutare la propria carriera. Oppure per vendere le parti del cadavere per pozioni, con il medesimo fine.

 

I casi si sprecano, e in Nigeria nemmeno si nascondo più di tanto: è possibile comprare pezzi di essere umano al mercato.

 

«Le ricerche – scrive sempre il quotidiano nigeriano Vanguard – dimostrano che le parti femminili sono più richieste di quelle maschili. Ciò avviene a causa di quello che è descritta come la “potenza” di alcuni organi come i seni e i genitali all’interno di money ritual da parti di herbalist [erborista, sciamano, NdR] o gruppi occulti». Tanto per tenere a mente la storia della vagina sparita di Pamela.

Il movente è sempre il medesimo: il sacrificio umano come atto magico per propiziare magicamente la propria vita, aiutare la propria carriera. In Nigeria è possibile comprare pezzi di essere umano al mercato

 

«Abbiamo visto che una testa umana fresca può andare da 60.000 naira (circa 135 euro) in su, mentre un teschio è venduto per 20.000. Le gambe fresche sono vendute per 30.000 ciascuna, mentre una gamba decomposta viene venduta per 20.000. Un dito fresco viene venduto per 5.000, se decomposto o per 3.000. Gli intestini freschi sono venduti per 20.000 mentre quelli secchi sono venduti per 5000. Pezzi di ossa fresche sono venduti per 2.000 e oltre».

 

Vi è un traffico parallelo di resti umani che si è sviluppato parallelamente agli omicidi rituali, ed è quello dei cimiteri. I guardiani fanno affari riesumando i cadaveri poche ore dopo la sepoltura e sezionandone le parti che interessano a chi prepara le pozioni.

 

Nel 2015 un politico del sudovest del paese fu sorpreso dal suo autista con il corpo di un bambino nato da pochi giorni: secondo la voce – il politico non è nominato dalla stampa – stava bevendone il sangue.

«Quando ero in Gabon, mi dicevano che sotto elezioni aumentava il numero dei bambini spariti, perché aumentavano i sacrifici umani»

 

In Africa non è solo la Nigeria ad avere il problema della magia nera assassina, «Quando ero in Gabon, mi dicevano che sotto elezioni aumentava il numero dei bambini spariti, perché aumentavano i sacrifici umani» mi disse poco tempo fa un missionario francese.

 

Vale la pena di ribadirlo: gli dèi cruenti africani sono qui in Italia, con i loro orrori e i loro sacrifici umani – sono fra noi adesso. Ed è una cosa inevitabile, perché sono arrivati con l’immigrazione. Se non si farà qualcosa per arginare questa satanica religione di morte, dovremmo prepararci a casi sempre più indicibili, altro che Salvini strattonato.

 

Vale la pena di ribadirlo: gli dèi cruenti africani sono qui in Italia, con i loro orrori e i loro sacrifici umani – sono fra noi adesso

Guardiamo quello che succede anche a Londra, dove l’immigrazione africana è entrata con forza da ancora più tempo che in Italia ancora non troppi anni fa, trovarono nel Tamigi il tronco di un bambino nero (tronco significa che avevano amputato tutto il resto: testa, arti) e all’autopsia nello stomaco gli trovarono dei semi di pianta africana usati in alcuni rituali, e dell’oro… Provate a pensare l’irrazionalità di questo atto: mettere il metallo più prezioso nello stomaco di un bambino da uccidere e gettare via? Se cercate una motivazione economica non la troverete. Avrete risposte se pensate invece ad un fenomeno di «religione»: una religione di morte.

 

Sbaglia chi crede che con l’immigrazione massiva si prepara solamente  una sostituzione etnica. È molto più di così.

 

Sbaglia chi crede che con l’immigrazione massiva si prepara solamente  una sostituzione etnica. L’immigrazione sta preparando la vera sostituzione religiosa, quella per la quale al sacrificio di Cristo si sostituirà il sacrificio umano

L’immigrazione sta preparando la vera sostituzione religiosa, quella per la quale al sacrificio di Cristo si sostituirà il sacrificio umano.

 

Non più preghiere, ma maledizioni. Non più rosari, ma pozioni magiche. Non più Sante Messe, ma immolazioni di bambine. Non più Santa Eucaristia, ma cannibalismo. Non più amore di Dio, ma ebbrezza del massacro – con mercatino annesso.

 

Il mondo dominato dalla Necrocultura potrà avere, in alcuni ambiti, questo accento africano. Vogliamo far finta di nulla?

 

 

Non più preghiere, ma maledizioni. Non più rosari, ma pozioni magiche. Non più Sante Messe, ma immolazioni di bambine. Non più Santa Eucaristia, ma cannibalismo. Non più amore di Dio, ma ebbrezza del massacro – con mercatino annesso.

Roberto Dal Bosco

 

 

 

Il fenomeno del cannibalismo magico nigeriano è stato trattato dall’autore nell’articolo «Il futuro nigeriano dell’Italia» comparso su EFFEDIEFFE.

 

Il tema della sostituzione religiosa e dell’abominio dei riti africani presenti anche nel nostro Paese sono state trattate dall’autore nella conferenza «Immigrazione, sostituzione religiosa e fine della Civiltà Cristiana» presso il XXVII Convegno di Studi cattolici a Rimini (2019) , di cui qui potete vedere la registrazione audiovisiva. La parte relativa all’Africa inizia al minuto 40:12.

 

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Immigrazione

Sacerdote invoca la «Reconquista» del Marocco dopo l’ondata di migranti islamici in Spagna

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Padre Javier Aizpun, un sacerdote dell’arcidiocesi di Pamplona e Tudela, è diventato virale negli ultimi giorni dopo aver invocato una «Reconquista» del Marocco al cattolicesimo in risposta all’afflusso di decine di migliaia di migranti in Spagna la scorsa settimana. Lo riporta LifeSite.

 

Secondo diverse testate giornalistiche spagnole, Aizpun, canonico della cattedrale di Pamplona, in una serie di post sui social media, poi cancellati, pubblicati in seguito all’afflusso di circa 50.000-60.000 migranti provenienti dal confine marocchino e diretti verso il piccolo territorio spagnolo di Ceuta la scorsa settimana, aveva chiesto l’intercessione della Madonna d’Africa, patrona della città, per promuovere la «Reconquista» del Marocco al cattolicesimo.

 

Il sacerdote ha inoltre chiesto che tutti i «colonizzatori arabi» vengano espulsi dalla regione settentrionale del Paese africano, chiamata «Mauretania Tingitana» dagli antichi romani, e che si rivendichi l’originaria «Hispania romana».

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«Che la Madonna d’Africa, patrona di Ceuta, spinga alla riconquista del Marocco e alla sua conversione al cristianesimo», scrisse il sacerdote in uno dei post ora cancellati. «Portiamo a termine ciò che la regina Isabella la Cattolica ha lasciato incompiuto».

 

«Dobbiamo riconquistare la Mauritania Tingitana ed espellere tutti i colonizzatori arabi. Lasciamo che rimangano solo i berberi (autoctoni)», ha scritto in un altro post.

 

«L’Hispania romana… la Spagna originaria… la Spagna che dobbiamo riconquistare. Che gli invasori arabi della nostra Mauritania Tingitana tornino nella penisola arabica – da dove non avrebbero mai dovuto andarsene – e ci restituiscano la nostra terra», ha aggiunto.

 

La Reconquista è il periodo storico durato circa 800 anni in cui i regni cristiani della penisola iberica combatterono per scacciare i governanti musulmani (Mori) e riprendere il controllo del territorio.

 

Il processo della riconquista per la ricristianizzazione della Spagna iniziò nel 718 con la battaglia di Covadonga, guidata dal nobile Pelagio, pochi anni dopo l’invasione islamica della penisola. Nel corso dei secoli, i regni di Leon, Castiglia, Aragona, Navarra e Portogallo unirono le forze e avanzarono progressivamente verso Sud. La svolta decisiva avvenne nel 1212 con la battaglia di Las Navas de Tolosa, che distrusse l’egemonia musulmana. La Reconquista si concluse ufficialmente il 2 gennaio 1492, quando i Re Cattolici Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia conquistarono il Regno di Granada, l’ultimo avamposto islamico.

 

Dopo la devastante ondata migratoria della scorsa settimana, l’arcivescovo Luis Argüello, presidente della Conferenza Episcopale Spagnola, ha criticato aspramente il recente afflusso di immigrati clandestini in territorio spagnolo, definendolo parte di una strategia delle «potenze globali» in cui i migranti vengono «sfruttati a fini di profitto e potere».

 

«La biopolitica è fondamentale per l’attuale potere globale. La vita viene manipolata e le persone – i loro sogni, la fame, la sessualità e i dati – vengono sfruttate in nome del profitto e del potere», ha scritto  monsignor Argüello domenica su X.

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Negli ultimi giorni è riemerso sui social media un estratto di un precedente intervento del vescovo Athanasius Schneider sull’«invasione» di migranti islamici in Europa, che a suo dire starebbero distruggendo il patrimonio cristiano del Paese, accompagnato da filmati dell’ondata migratoria della scorsa settimana.

 


«Ora stiamo assistendo a un’invasione. Non si tratta di rifugiati, no, questa è un’invasione dell’islamizzazione di massa dell’Europa», ha affermato il vescovo in un breve video. «E quindi questo è un piano politico globale dei potenti del mondo: distruggere l’Europa culturalmente e religiosamente, e in definitiva distruggere il cristianesimo in Europa».

 

 

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Mons. Viganò: l’invasione programmata dell’Occidente apostata è un piano diabolico di sostituzione etnica

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L’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha commentato su X l’invasione migratoria materializzatasi nell’exclave spagnola di Ceuta in questi giorni, delineando la natura metapolitica e spirituale della catastrofe in corso.   «L’invasione programmata dell’Occidente apostata non è un fenomeno spontaneo, ma un piano diabolico di sostituzione etnica, di distruzione deliberata del tessuto sociale e di provocazione di disordini e guerra civile» scrive monsignore. «Popoli senza fede, senza radici e senza identità vengono immersi in masse di stranieri che non condividono né la Fede, né la cultura, né la legge naturale, allo scopo di spezzare ogni coesione e di rendere impossibile ogni resistenza».   «Così si compie la maledizione che Dio aveva già pronunciato contro il Suo popolo disobbediente: “Lo straniero che è in mezzo a te salirà sempre più in alto sopra di te e tu scenderai sempre più in basso. Egli ti presterà e tu non gli presterai; egli sarà la testa e tu la coda” (Dt 28, 43-44)».  

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«La Gerarchia sinodale, apostata e traditrice, non soltanto tace, ma è parte attiva di questo disegno infernale» tuona l’arcivescovo. «Con le sue parole di accoglienza incondizionata, con i suoi documenti che negano il primato della Fede e della civiltà cristiana, con il suo silenzio complice di fronte alla cancellazione del Cristianesimo dalle famiglie e dalla società, essa collabora alla rovina di ciò che resta della Cristianità».   «Questa non è carità: è complicità. Non è misericordia: è tradimento» conclude il prelato.   «Chi ha orecchi per intendere, intenda. E chi vuole salvare la propria anima e la propria terra, torni a Dio e alla Sua Legge, prima che sia troppo tardi».   Monsignor Viganò altre volte si era scagliato contro l’immigrazione da lui definita «ingegneria sociale del globalismo». In uno scritto del 2023 l’ex nunzio apostolico negli USA delineava la natura religioso del fenomeno migratorio.   «L’invasione di immigrati clandestini è voluta dall’élite globalista con due scopi: il primo è la sostituzione etnica nelle nazioni al fine di cancellarne l’identità, le tradizioni e la fede. Il secondo è alimentare il racket dei negrieri e delle organizzazioni pseudoassistenziali che lucrano sul fenomeno migratorio (tanto laiche quanto ecclesiastiche)».   «La prova della strumentalità di questa invasione sta nel fatto che la maggioranza dei clandestini è di religione islamica o indù, e che provengono da regioni in cui non ci sono conflitti» continua il prelato.   «Viceversa, non vi è praticamente nessun corridoio umanitario per accogliere i profughi di stati in cui vi è la guerra civile e in cui i Cristiani sono perseguitati. Se infatti l’Europa accogliesse rifugiati Cristiani, rafforzerebbe la loro presenza e non creerebbe alcun conflitto sociale, mentre vuole ottenere lo scopo diametralmente opposto».

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A ottobre dello scorso anno Sua Eccellenza scrisse un puntuale commento riguardo al fenomeno delle migrazioni di massa e alla loro storia. Secondo Viganò, i migranti irregolari di oggi sono «usati come contingenti di assalto per l’islamizzazione dell’Occidente cristiano, e in particolare delle Nazioni cattoliche, contro le quali non a caso si scatena la sostituzione etnica e la propaganda di morte e sterilità dell’ideologia woke. O sfruttati per alimentare il turpe mercato della prostituzione (anche minorile), della criminalità e della predazione degli organi. O trattati come merce umana, da cui trarre profitto col business dell’accoglienza (generosamente sponsorizzata, fino a pochi mesi fa, da USAID e da altre agenzie governative a scopo eversivo)»   Come ripetuto da Renovatio 21, è sempre più impossibile non vedere come si tratti, ictu oculi, di una strategia di sostituzione della popolazione occidentale: da un punto di vista etnico così come financo da un punto di vista religioso.   Il fondatore di Renovatio 21 Roberto Dal Bosco ha trattato in modo approfondito questo tema durante una conferenza a Rimini di qualche anno fa.  

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Immigrazione

L’Iran dice che USA e Israele hanno organizzato l’invasione migratoria di Ceuta

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Gli Stati Uniti e Israele avrebbero orchestrato l’attraversamento di massa dei migranti dal Marocco verso l’enclave spagnola di Ceuta, nel Nord Africa, per punire Madrid per il suo rifiuto di cedere alle pressioni sui conflitti in Medio Oriente. La Spagna è in contrasto con Washington e Gerusalemme Ovest a causa della guerra di Gaza e degli attacchi contro l’Iran. È quanto sostiene l’ambasciata iraniana in Kenya.

 

Negli ultimi giorni, circa 70 mila migranti hanno attraversato il confine dal Marocco a Ceuta via terra e via mare, un numero equivalente a circa il 70% della popolazione residente dell’enclave. Le autorità locali hanno ammesso di essere state «completamente sopraffatte» dall’improvviso afflusso.

 

La crisi, il più grande caso di traffico di esseri umani nella storia dell’UE, ha causato la morte di almeno 86 persone, un bilancio destinato ad aumentare ulteriormente. Molte delle vittime sono annegate in mare o sono rimaste schiacciate nella calca ai valichi di frontiera.

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Venerdì, l’ambasciata iraniana a Nairobi ha scritto: «Un’operazione organizzata da Washington e Tel Aviv, coordinata con alcune autorità dei Paesi confinanti, per destabilizzare la Spagna. Un regalo all’estrema destra europea. Una punizione per il paese che ha osato sfidare l’Impero americano e i suoi scagnozzi israeliani. L’impero non tollera la disobbedienza».

 

Al post, che per qualche ragione non è diffondibile su altri siti come il nostro (il codice di embed è bloccato), è accluso un video, invero visto da tante altre parti, che mostra un camion portare diecine e diecine di immigrati. Il filmato del post iraniano su X appare censurato.

 

Né gli Stati Uniti né Israele hanno commentato l’accusa. Tuttavia, l’ambasciatore israeliano presso le Nazioni Unite, Danny Danon, ha criticato duramente la gestione della crisi da parte della Spagna. «La Spagna, che non perde mai l’occasione di fare la morale a Israele, ha dichiarato lo stato di emergenza a Ceuta in seguito alla crisi legata alla sua politica sull’immigrazione», ha scritto Danon su X. «Forse, prima di continuare a farci la morale, è ora che spieghi al mondo perché mantiene ancora enclavi coloniali in Africa».

 

Il ministro dei Trasporti spagnolo Oscar Puente ha risposto al post dicendo: «Beh, sembra che tutto stia diventando abbastanza chiaro». Il giornalista indipendente Alex Jones ha affermato separatamente che «Israele ha lanciato un’invasione islamica della Spagna», sostenendo che Washington appoggiasse l’azione. Anche il portavoce parlamentare della Sinistra Repubblicana Catalana (ERC), Gabriel Rufian, ha suggerito che la crisi migratoria stesse servendo gli interessi di Stati Uniti e Israele.

 

Queste dichiarazioni giungono in un contesto di profonda ostilità tra Madrid e Israele a causa del conflitto di Gaza e della guerra israelo-americana contro l’Iran. La Spagna ha riconosciuto la Palestina nel maggio 2024, ha accusato Israele di «genocidio» a Gaza e ha richiamato definitivamente il proprio ambasciatore da Israele per la sua opposizione agli attacchi contro l’Iran, chiudendo al contempo il proprio spazio aereo agli aerei statunitensi coinvolti negli attacchi.

 

Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha accusato Madrid di «schierarsi con i tiranni», mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha attaccato la Spagna, affermando che si è comportata «molto male» nei confronti della NATO. L’Iran, dal canto suo, ha elogiato la Spagna per la sua posizione «di principio» sulla guerra.

 

Allo stesso tempo, la Spagna e il primo ministro Pedro Saánchez – il cui governo ha recentemente concesso lo status legale a 500.000 immigrati clandestini – sono stati criticati da diversi leader europei, che hanno attribuito la crisi alle sue politiche permissive.

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In una lettera indirizzata alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il Sanchez ha espresso «serie preoccupazioni» riguardo ad alcuni governi dell’UE, osservando che, mentre la maggior parte degli Stati membri aveva dimostrato «sostegno e solidarietà», altri avevano reagito con una «reazione egoistica, polarizzante e illegale», dettata da «pregiudizi, notizie false, ignoranza o interessi politici».

 

Oltre alla teoria del presunto coinvolgimento di Stati Uniti e Israele, sono circolate diverse altre spiegazioni per la crisi. Le autorità spagnole hanno indicato reti criminali di traffico di esseri umani che, a loro dire, avrebbero sfruttato una sentenza della Corte Suprema che vieta i «rimpatri a caldo» dei migranti e avrebbero orchestrato una campagna virale sui social media per attirarli al confine.

 

Allo stesso tempo, fonti dell’Intelligence occidentale citate dal giornale britannico Telegraph hanno suggerito che il Marocco potrebbe aver allentato i controlli alle frontiere per rappresaglia contro il tentativo del Sanchezzo di realizzare uno storico riavvicinamento con l’Algeria, paese rivale.

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