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Video a telecamera nascosta riprende un’iniziazione massonica

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Il giornalista indipendente americano Kyle Clifton ha realizzato un video a telecamera nascosta sotto copertura all’interno di una loggia massonica. Il filmato mostra bizzarri rituali condotti a porte chiuse da una da un capitolo americano della nota confraternita segreta. Lo riporta il sito americano Infowars. Non è al momento chiaro di quale Loggia si trattasse.

 

Il Clifton – che si definisce come «America First – Investigatore – Nazionalista – Cattolico» e ha un profilo Twitter molto critico nei confronti del sionismo – ha detto che non era a conoscenza di quanti insegnamenti massonici derivassero dal Talmud, il testo centrale e fondamentale del giudaismo rabbinico.

 

«Sono andato sotto copertura con una telecamera nascosta per riprendere un rituale del grado massonico di «Maestro». Sono rimasto scioccato nell’apprendere quanto provenga da antichi insegnamenti talmudici», ha osservato il Clifton.

 

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Nel video è visibile un rituale che descrive la preparazione di un massone per essere nominato maestro muratore, o di terzo grado, dove i massoni – alcuni con il grembiulino che tanto ricorda il vecchio logo di Gmail – inscenano la storia di Hiram Abiff, un abile artigiano, capo architetto e costruttore del Tempio di Re Salomone a Gerusalemme, che fu assassinato da tre ruffiani dopo che si rifiutò di rivelare i segreti del diploma di maestro muratore.

 

Nel filmato è visibile appesa al muro quella che sembra una stella a cinque punte, o «Pentacolo».

 

In un altro video sotto copertura, il giornalista riprende il resto del rituale dove i ruffiani che hanno ucciso Abiff vengono scoperti e condannati a morte.

 

Il giornalista sostiene che nel video sia possibile assistere ad una «preghiera funebre ebraica» per preparare la nuova recluta a risorgere.

 

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Come scrive Infowars, tale allegoria serve «presumibilmente a rafforzare i principi massonici di onore, lealtà e l’importanza di mantenere la parola data, mentre l’esecuzione dei tre assassini è un’illustrazione delle conseguenze del tradimento e della sacralità della giustizia».

 

Un utente di Twitter ha chiosato: «Ok, ora capisco perché questo è un rituale segreto. È imbarazzante!».

 

Clifton ha annunciato di voler pubblicare un video del rituale ogni 24 ore.

 

Renovatio 21 in passato ha pubblicato articoli sul carattere inquietante di alcuni rituali massonici, come quello di «Cavaliere Kadosch», che rappresenta il 30° grado iniziato sui 33 gradi del Rito Scozzese Antico e Accettato. Nel suo libro del 1893 La Frammassoneria Sinagoga di Satana, edito da EFFEDIEFFE, Monsignor Meurin uno dei passaggi della cerimonia di iniziazione del Cavaliere Kadosch: «in un gabinetto parato a nero, dopo avergli bendati gli occhi, gli fa immergere il pugnale nel cuore di ciò che gli assicura essere un traditore dell’Ordine. E questo montone imbavagliato a cui si è tosato il lato sinistro. Il recipiendario deve toccarlo, per ben assicurarsi dei battiti del cuore di uno legato prima di colpirlo. Non essendo istruito di quella sostituzione di una bestia ad un uomo, commette – non materialmente, ma formalmente – un omicidio».

 

I liberi muratori e i loro reti spuntano fuori spesso nelle cronache. Poche settimane fa c’è stata la cerimonia di iniziazione a maestro del sindaco di Nuova York. Mentre squadra e compasso, secondo la stampa belga, sarebbero spuntati fuori anche nel caso delle tangenti qatarine a Bruxelles, il famoso Qatargate.

 

La massoneria, secondo la vulgata cattolica, «si oppone alla Chiesa e ha la sua caduta come uno dei suoi obiettivi». Il Dicastero per la Dottrina della Fede ha recentemente rinnovato il divieto di partecipazione alla massoneria per i cattolici; tuttavia è noto che come il Vaticano brulichi di attività massoniche.

 

Questo sito non può che ricordare come la massoneria abbia operato, nei secoli, per i programmi di vaccinazione universale.

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Immagine screenshot da Twitter
 

 

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La figlia di Stanley Kubrick parla dei «20 minuti mancanti» da Eyes Wide Shut

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Vivian, la figlia minore del celebre regista Stanley Kubrick, ha respinto le affermazioni secondo cui mancherebbero 20 minuti dal film capolavoro finale del padre uscito nel 1999, Eyes Wide Shut.   In una spiegazione dettagliata pubblicata su X, in risposta alle affermazioni diffuse da molti, tra cui il celeberrimo podcasterro Joe Rogan, Vivian Kubrick, che ha una carriera di musicista nel campo delle colonne sonore, ha osservato che suo padre distruggeva le riprese scartate e i filmati extra per impedire la creazione di versioni alternative dei suoi film, e ha affermato di non aver mai visto prove dell’esistenza di tali presunti filmati.   «Sapete, questo è il momento giusto per affrontare finalmente la questione dei 20 minuti mancanti di Eyes Wide Shut. È una storia che circola da molti anni, quindi lasciatemi dire cosa so e cosa non so», ha scritto, aggiungendo: «per contestualizzare, mio ​​padre faceva sempre incenerire le sue scene tagliate una volta terminato un film, proprio per impedire alla casa di produzione di rimontare in seguito il suo lavoro o di creare versioni alternative».   «Si è molto speculato sul fatto che circa 20 minuti di Eyes Wide Shut siano stati tagliati dopo la sua morte. Questo sarà una grande delusione per molti, ma io non ho sentito nulla al riguardo all’epoca, né ho sentito nulla in seguito che confermi l’esistenza di una simile sezione. Immagino che possiate smettere di leggere qui. Ma se siete interessati ai dettagli, continuate a leggere».       Nel suo post, Kubrick ha taggato Alex Jones – di cui la Kubrick è sostenitrice e di cui è negli anni stata spesso ospite –, il giovane podcasterro Julian Dorey e Joe Rogan, nella cui trasmissione mesi fa era stato ospite il cineasta Roger Avary assieme al suo ex sodale Quentin Tarantino.     Avary, che ha dimostrato di avere una lettura profonda non solo dei film ma anche degli eventi mondiali, aveva spiegato che il finale del film di Kubrick conteneva un messaggio terrificante, che con probabilità sarebbe stato ampliato da questi presunti 20 minuti che gli studios avrebbero censurato al celebrato regista, scatenandone l’ira – Kubrick era noto per pretendere il controllo totale del film, persino nei suoi doppiaggi, con la leggenda secondo cui poteva far rifare un ciak anche cento volte. La produzione di un film di Kubrick poteva quindi durare mesi.   Secondo Avary, nel finale di Eyes Wide Shut vediamo un’inquadratura due uomini che, nel contesto di un negozio di giocattoli, portano via la figlia dei protagonisti, interpretati da Tom Cruise e dall’allora moglie Nicole Kidman. Questa sarebbe la rappresentazione del vero prezzo che il protagonista paga per aver scoperto i riti magico-sessuali dell’élite.   Allo stesso tempo, hanno aggiunto tanti osservatori, tale idea potrebbe essere un’allusione ai traffici pedofili delle élite, un po’ come avveniva con Epstein. Il fatto che la bambina mostri ai genitori un orsacchiotto sarebbe un altro riferimento alle reti degli abusatori.       Un concetto non dissimile di traffico di minorenne è ripetuto nel film nella storia della figlia dell’affitta-costumi interpretato da Rade Serbedzjia. Il personaggio ha il nome molto serbo di Milic, che tuttavia qualcuno ritiene possa essere, con un semplice cambio di consonante, Moloch, la divinità cui si sacrificavano i figli.     Secondo altri ancora, in questa idea – di cui sarebbe rimasta solo un’inquadratura – vi sarebbe un elemento autobiografico: proprio la figlia Vivian, che era stata vicino al padre al punto da scrivere la colonna sonora di Full Metal Jacket (1987), si era poi affiliata a Scientology – di cui è, quasi nella posizione di vertice, lo stesso Cruise – e questo sarebbe poi ricostruito come nel «rapimento» della figlia della coppia dei protagonisti.   Kubrick morì nel 1999 quando la produzione era quasi finita. Il film fu presentato al Festival di Venezia con grande successo. Gli interrogativi su altri elementi della sua opera continuano, come un presunto messaggio segreto disseminato in varie pellicole (tra cui soprattutto Shining) sulla falsità dell’allunaggio, le cui immagini, secondo una certa vulgata, sarebbero state girate dallo stesso Kubrick, forte della lezioni sugli effetti speciali appresa realizzando 2001 Odissea nello Spazio, in uno studio cinematografico.

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Di seguito traduciamo in toto il testo della Kubrick pubblicato su X.  

Eyes Wide Shut: i 20 minuti mancanti

Sapete, questo è il momento giusto per affrontare finalmente la questione dei 20 minuti mancanti di Eyes Wide Shut. È una storia che circola da molti anni, quindi lasciatemi dire cosa so e cosa non so.   Per contestualizzare, mio ​​padre faceva sempre incenerire le scene scartate una volta terminato un film, proprio per impedire alla casa di produzione di rimontare in seguito il suo lavoro o di crearne versioni alternative.   Si è molto speculato sul fatto che circa 20 minuti di Eyes Wide Shut siano stati rimossi dopo la sua morte. Questo sarà sicuramente una delusione per molti, ma io non ho sentito nulla al riguardo all’epoca, né ho sentito nulla in seguito che confermi l’esistenza di una simile sezione. Immagino che possiate smettere di leggere qui. Ma se siete interessati ai dettagli, continuate a leggere.

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Certo, non ero in grado di sapere tutto ciò che poteva essere accaduto prima o subito dopo la morte di mio padre. All’epoca vivevo a Los Angeles e stavo componendo la colonna sonora di un altro film. Volai in Inghilterra, completamente traumatizzata, per essere presente ai preparativi per il funerale e la sepoltura di mio padre. Ma dovetti tornare a Los Angeles il giorno dopo la sua sepoltura, sopraffatta dal dolore e dalla stanchezza, per completare la colonna sonora che ero contrattualmente obbligata a terminare, cosa che riuscii a malapena a fare. Quindi, in più di un senso, non ero presente a qualsiasi discussione potesse essere seguita.   L’unica modifica di cui ho sentito parlare all’epoca riguardava l’uso della CGI (immagini generate al computer) per oscurare parte della nudità nella scena dell’orgia, richiesta dalla Warner Brothers per ottenere un visto censura R per il film. Ma non ho sentito dire che siano state eliminate inquadrature o scene.   Quando mio padre morì, Eyes Wide Shut aveva raggiunto la fase di montaggio finale e si trovava nelle fasi conclusive della post-produzione. Era stato appena mostrato ai dirigenti dello studio, presumo con una colonna sonora provvisoria, mentre il mixaggio audio definitivo e parte del lavoro musicale dovevano ancora essere completati.   Era il 1999, l’epoca della distribuzione fisica delle pellicole. Il film fu montato con Avid [un sistema di montaggio digitale in auge tra gli anni Novanta e i primi Duemila, ndt], ma questo non va confuso con il tipo di archivio digitale permanente che si immagina oggi. Il materiale Avid consisteva in trasferimenti video a definizione standard realizzati dai giornalieri (720 × 576 pixel) e utilizzati per il montaggio. Si trattava di copie di lavoro, non di una conservazione digitale ad alta risoluzione del negativo originale. Non esisteva una versione digitale ad alta risoluzione di ogni ripresa archiviata su un server da qualche parte, come si potrebbe ragionevolmente immaginare oggi.   Naturalmente, erano presenti tutte le copie di prova in 35 mm, così come il negativo originale della cinepresa contenente gli scarti. Alla fine, molto tempo dopo che il film era stato completato e distribuito, le copie di prova in 35 mm e il negativo originale degli scarti furono inceneriti. Il negativo master originale del film finito e gli elementi intermedi della pellicola ricavati da esso furono, ovviamente, conservati in magazzino.   Una volta che l’immagine era definitiva, il negativo originale della cinepresa veniva fisicamente tagliato per corrispondere al montaggio finale di Avid. Una volta che il negativo era stato tagliato, non era possibile semplicemente annullare i tagli e riorganizzare la pellicola: ogni taglio distruggeva un fotogramma sia all’inizio che alla fine dell’inquadratura.   Il negativo master del film finito veniva quindi utilizzato per realizzare gli interpositivi, dai quali venivano ricavati gli internegativi, e questi ultimi venivano utilizzati per realizzare le copie in 35 mm destinate alla distribuzione cinematografica. Il negativo originale delle riprese scartate non veniva mai sottoposto a questo processo perché, ovviamente, quelle riprese non facevano parte del film finito.   Qualcuno potrebbe dire: «Ma allora, se la versione mancante di 20 minuti esistesse, sarebbe conservata sull’Avid!». Ma montare il film su Avid non significa che tutto quel materiale sia stato conservato per sempre. Non era un’epoca in cui ogni singolo elemento di montaggio veniva automaticamente conservato sui server per decenni, e non so se esista ancora del materiale di montaggio Avid della produzione. Questa è una domanda da porre alla University of the Arts London. Lì è conservato l’archivio ufficiale dei documenti, dei materiali di produzione e di altri documenti di mio padre, che coprono tutta la sua carriera, incluso Eyes Wide Shut. Ma a quanto ne so, non esiste alcuna copia del girato Avid del film.   Quindi, anche se 20 minuti fossero stati effettivamente rimossi dopo la sua morte, dubito seriamente che dovremmo aspettarci di trovare oggi da qualche parte un video o una copia digitale, un negativo inutilizzato o qualsiasi altra traccia fisica evidente di quel materiale. Ma l’assenza di tale materiale ha un doppio risvolto: non prova che quei 20 minuti siano mai esistiti.   Onestamente, non posso aggiungere altro. All’epoca non avevo mai sentito parlare di 20 minuti mancanti, non ho mai visto né mi è mai stata mostrata alcuna prova dell’esistenza di una simile sezione e non conosco alcun materiale superstite che lo dimostri.   Non posso dirvi cosa possa essere successo o meno nelle circa trenta ore immediatamente successive alla morte di mio padre; io non ero presente. Ma a meno che non emergano prove concrete – e non considero prove le storie di certe persone che, a mio parere, le inventano a posteriori; spesso le persone vogliono sensazionalizzare il proprio ruolo in una storia, se mai ne hanno avuto uno – la storia secondo cui sarebbero stati tagliati 20 minuti da Eyes Wide Shut dopo la sua morte rimane, a mio avviso, una vera e propria teoria del complotto, non un fatto accertato.   Infine, di una cosa sono certa: se davvero fossero stati sottratti 20 minuti, me ne sarei sicuramente accorta prima o poi. Una volta dissipata la nebbia dell’angoscia, mi sono impegnata a fondo per proteggere il lavoro di mio padre e ho preso questa responsabilità estremamente sul serio.

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Immagine di Carlos Pacheco via Flickr pubblicata su licenza CC BY 2.0  
   
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La massoneria in Francia: trenta giorni di influenza alla luce del sole

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Nell’arco di trenta giorni, un cardinale si è rivolto a un’assemblea massonica, la legge sull’eutanasia è stata promulgata dopo una lunga lotta da parte delle logge, due personalità legate alla massoneria hanno ricevuto funerali cattolici, il Grande Oriente ha dichiarato indesiderabile la scuola privata e ottenne, per la prima volta, l’onorificenza dell’Arco di Trionfo.

 

Una delle grandi battaglie massoniche diventa legge

Il 18 agosto 2026, Emmanuel Macron ha promulgato la legge «relativa al diritto al suicidio assistito». Pubblicato il giorno successivo nella Gazzetta Ufficiale , il testo consente ora a una persona affetta da una malattia grave e incurabile, a determinate condizioni, di ricevere una sostanza letale per autosomministrarsela o, se fisicamente impossibilitata a farlo, di farsela somministrare da un medico o un infermiere. Con un linguaggio volutamente attenuato, la Francia ha così legalizzato il suicidio assistito e l’eutanasia.

 

La massoneria può rivendicare una parte significativa di quella che considera una vittoria. La lotta fu avviata già nel 1978 dal senatore massone Henri Caillavet, per poi essere portata avanti instancabilmente dalle varie obbedienze massoniche. Convocata davanti all’Assemblea Nazionale nel 2024, la massoneria del Grande Oriente è arrivata persino a chiedere che venisse aperta la questione dell’eutanasia per alcuni minori.

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Con l’avvicinarsi della votazione finale, la pressione si è fatta più esplicita. Il 25 giugno 2026, il Grande Oriente di Francia (GODF) ha espresso la speranza che l’esame del testo si concludesse con successo, ha denunciato le «lobby religiose» e ha proclamato: «rifiutare il suicidio assistito significa anche rifiutare di riconoscere che la libertà si estende fino alla fine della vita». Per il Grande Oriente, il divieto di togliere la vita non deriva dal diritto naturale né dal dovere di proteggere i più vulnerabili, bensì da una concezione morale dalla quale lo Stato laico dovrebbe emanciparsi.

 

Quando l’Assemblea Nazionale ha adottato definitivamente il testo il 15 luglio, le celebrazioni furono pubbliche. La Gran Loggia Femminile di Francia ha dichiarato la sua «gioia» per questa «grande legge laica» e ha reso omaggio ai suoi artefici dopo «lunghi anni di dibattito». Un mese dopo, la promulgazione ha coronato quest’opera: lo Stato francese ha sancito come diritto la possibilità di causare intenzionalmente la morte di una persona malata.

 

Questa recente vittoria assume il suo pieno significato alla luce dello stretto rapporto tra le logge e i più alti livelli di governo. Nel maggio 2025, un anno prima dell’entrata in vigore della legge, Emmanuel Macron è diventato il primo presidente in carica a essere ricevuto ufficialmente dalla Gran Loggia di Francia. Nel suo tempio, ha descritto la massoneria come «l’officina della Repubblica», ha celebrato l’operato dell’ex Gran Maestro Pierre Simon a sostegno della contraccezione e dell’aborto, e ha poi descritto il rapporto tra la Repubblica e le logge come un legame forgiato «da secoli di lotta, da una comprensione condivisa e da una complicità che è tutt’altro che una cospirazione».

 

La tempistica era già significativa: il disegno di legge sull’eutanasia sarebbe stato presentato all’Assemblea Nazionale una settimana dopo. Il presidente della Repubblica si trovava allora in una loggia massonica per riconoscere il ruolo svolto dalle logge nelle prime fasi della rivoluzione morale. Il 18 agosto 2026, una delle loro più antiche rivendicazioni è divenuta legge.

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Édouard Philippe davanti al Grande Oriente

Il 24 giugno 2026 è stata la volta di Édouard Philippe, ex Primo Ministro e candidato ufficiale alle elezioni presidenziali del 2027, ricevuto presso la sede del Grande Oriente di Francia, in rue Cadet a Parigi. La conferenza pubblica, dal titolo «La Repubblica di fronte al presente», si è svolta alla presenza del Gran Maestro Pierre Bertinotti e di una delegazione del Consiglio dell’Ordine.

 

Édouard Philippe ha innanzitutto giustificato la sua presenza come una questione di «lealtà filiale», ricordando il ruolo significativo che la massoneria aveva avuto nella vita e nella spiritualità di suo padre. Ha poi aggiunto, rivolgendosi alla loggia: «So cosa vi dobbiamo. Voi sapete cosa vi deve la Repubblica; sapete anche cosa dovete alla Repubblica. Ed è bene dirlo».

 

Queste parole sono state pronunciate alla vigilia della campagna presidenziale, nel tempio principale del Grande Oriente, di fronte a un’istituzione che proclama apertamente la sua intenzione di intervenire nel dibattito pubblico.

 

Interrogato sul finanziamento delle scuole religiose private, Édouard Philippe non si è impegnato a eliminarlo e ha difeso la libertà di scelta delle famiglie. Ma il punto cruciale era altrove: con la sua presenza e le sue parole, l’ex Primo Ministro ha confermato che il Grande Oriente rimane una forza potente di fronte alla quale coloro che aspirano a governare la Francia ritengono necessario presentarsi, spiegare le proprie posizioni e illustrare il proprio punto di vista.

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La scuola privata designata come indesiderabile

Il 28 agosto 2026, in occasione della 161ª Convention GODF tenutasi a Bordeaux, Guillaume Trichard ha riottenuto la carica di Gran Maestro, già ricoperta nel 2023-2024. Al momento della sua investitura, ha annunciato una massoneria risolutamente orientata all’azione pubblica.

 

Ciascun membro della rete di circa 1.400 logge è invitato, prima della prossima Convenzione, a intraprendere un’azione pubblica: una conferenza, una mostra, un’iniziativa sociale, ma anche «un intervento nelle scuole o nelle università». L’obiettivo dichiarato dal Grande Oriente è quello di «portare i propri valori nella sfera pubblica».

 

In un’intervista a Le Figaro, Guillaume Trichard ha annunciato l’imminente pubblicazione di un libro bianco sulle «scuole della Repubblica» e ha affermato inequivocabilmente: «Credo che le scuole private che operano al di fuori dei contratti statali non abbiano posto nella Repubblica».

 

 

Questi istituti sono perfettamente legali e sono soggetti al controllo statale per quanto riguarda il rispetto dell’obbligo scolastico, la tutela dei minori, l’ordine pubblico e l’adozione del programma di studi standardizzato. Tuttavia, godono di una libertà pedagogica, religiosa ed educativa molto più ampia rispetto alle scuole pubbliche o private convenzionate.

 

La nuova dichiarazione del Gran Maestro non si limita quindi a colpire le scuole che violano la legge. Esclude simbolicamente dal quadro statale repubblicano un’intera categoria di istituzioni, tra cui molte scuole cattoliche, unicamente perché sfuggono in parte al monopolio ideologico e pedagogico dello Stato.

 

Un’offensiva parallela sta prendendo di mira le scuole private che operano tramite contratto. La National Federation of Free Thought (Federazione Nazionale del Libero Pensiero) sostiene una «graduale eliminazione dei finanziamenti pubblici all’istruzione privata nell’arco di sei anni» e chiede l’abrogazione della legge Debré del 31 dicembre 1959. Le due iniziative rimangono giuridicamente distinte, ma la loro convergenza è evidente: le scuole private che operano al di fuori di un contratto verrebbero private della «legittimità repubblicana», mentre quelle che operano tramite contratto verrebbero progressivamente private delle risorse necessarie al loro funzionamento. L’istruzione cattolica si trova in prima linea in entrambi i casi.

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Il Grande Oriente ammesso sotto l’Arco di Trionfo

Due giorni dopo la cerimonia al Convento, il 30 agosto, Guillaume Trichard ha guidato una numerosa delegazione massonica all’Arco di Trionfo. Per la prima volta nella sua storia, il Grande Oriente di Francia ha deposto ufficialmente una corona in suo nome e ha partecipato alla riaccensione della Fiamma presso la Tomba del Milite Ignoto.

 

Questa visita inaugurale è stata ben lungi dall’essere una semplice visita associativa. Si è svolta nel contesto della solenne cerimonia di commemorazione nazionale, alla presenza delle bandiere e di un distaccamento militare sull’attenti. Tale distaccamento era al comando di un colonnello della Legione Straniera, responsabile delle forze dell’Operazione Sentinelle. Il nuovo Gran Maestro era circondato dai membri del Consiglio dell’Ordine, da rappresentanti dei ranghi più alti, da dignitari di obbedienze straniere, da funzionari eletti della Repubblica e da delegati di diverse logge.

 

Secondo il Grande Oriente di Francia (GODF), la corona è stata deposta in memoria di coloro che sono caduti per i «valori universali di libertà, uguaglianza e fraternità». Lo stesso sito web massonico 450.fm ha descritto l’evento come l’ingresso del Grande Oriente “nella memoria nazionale” e ha sottolineato che non si trattava di «un mero gesto di protocollo».

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I massoni onorati nelle chiese

Questo riconoscimento politico e civile trova oggi un’eco ancora più significativa nella Chiesa.

 

Il 25 agosto 2026, l’arcivescovo di Digione Antoine Hérouard ha presieduto personalmente i funerali di François Patriat nella Collegiata di Notre-Dame a Semur-en-Auxois. Ex ministro, senatore della Côte-d’Or e sostenitore di lunga data di Emmanuel Macron, François Patriat era un massone di spicco. In particolare, aveva accompagnato Emmanuel Macron alla sede del Grande Oriente di Francia insieme a Gérard Collomb, anch’egli massone.

 

Il presidente della Repubblica, che solo la settimana precedente aveva promulgato l’immorale legge sull’eutanasia, è riuscito a pronunciare, come un predicatore, un lungo elogio politico del suo ex alleato dall’ambone della chiesa collegiata.

 

Nessuna rinuncia alla massoneria, né alcun segno pubblico di pentimento, era stato portato all’attenzione dei fedeli. In tali circostanze, confusione e scandalo erano inevitabili.

 

Pochi giorni dopo, il 5 settembre, si sono svolti anche i funerali religiosi di Charles Josselin nella chiesa di Sainte-Brigide a Trigavou, Côtes-d’Armor. Ex Ministro della Cooperazione e figura di spicco del socialismo bretone, Charles Josselin era anche un massone, come riportato in particolare nell’opera storica collettiva L’Empire qui ne veut pas mourir. Une histoire de la Françafrique [«L’Impero che non vuole morire. Una storia della Francia», ndt]. In meno di due settimane, quindi, due ex ministri massoni avevano ricevuto solenni funerali cattolici in Francia.

 

Tuttavia, in Italia, all’inizio di agosto, il cardinale Baldassare Reina, vicario del papa per la diocesi di Roma, ha fatto annullare i funerali cattolici del chitarrista Bruno Battisti D’Amario dopo la rivelazione pubblica della sua appartenenza alla massoneria. Contemporaneamente, il vescovo Antonio Suetta di Ventimiglia-Sanremo ha rifiutato i funerali ecclesiastici di Mario Tarducci, ex Maestro Venerabile di una loggia massonica, prima di ribadire ufficialmente le norme vigenti nella sua diocesi.

 

Queste pratiche divergenti non possono alterare la dottrina della Chiesa, che rimane la stessa in Francia, in Italia e ovunque. Il Codice del 1917 è stato particolarmente rigoroso: il canone 2335 scomunicava ipso facto i cattolici aderenti alle sette massoniche prese di mira, mentre il canone 1240 privava espressamente della sepoltura ecclesiastica, salvo in caso di segno di pentimento, coloro che erano notoriamente legati “alla setta massonica o a società dello stesso genere”.

 

Il Codice del 1983 ha adottato una disciplina meno esplicita: non ha nominato più la massoneria e non ha previsto più la scomunica automatica. Tuttavia, la Congregazione per la Dottrina della Fede ha dichiarato il 26 novembre 1983 che il giudizio della Chiesa rimaneva «immutato», in quanto i principi massonici erano «inconciliabili con la dottrina della Chiesa». I cattolici che aderiscono alle logge sono in stato di peccato grave e non possono ricevere la Santa Comunione. Tale divieto è stato ribadito da Roma nel 2023.

 

Per quanto riguarda i funerali, il canone 1184 stabilisce che essi devono essere rifiutati, salvo in caso di pentimento preventivo, ai peccatori manifesti ai quali non potrebbero essere concessi senza causare pubblico scandalo ai fedeli. Non si tratta di giudicare l’anima del defunto, ma di impedire che una cerimonia cattolica appaia come una legittimazione pubblica di ciò che la Chiesa condanna.

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Il cardinale Bustillo davanti ai massoni corsi

Un altro evento ha contribuito alla confusione. Il 7 agosto 2026, un centinaio di massoni corsi appartenenti a diverse logge si sono riuniti al Passo del Vergio, a quasi 1.500 metri di altitudine. Il loro ospite principale era il cardinale François Bustillo, vescovo di Ajaccio.

 

Secondo quanto riportato da Le Canard enchaîné, che ha diffuso la notizia, il cardinale ha parlato a lungo di pace davanti all’assemblea massonica. Ha inoltre partecipato al pranzo, in particolare in compagnia dell’ex deputato autonomista Jean-Félix Acquaviva.

 

Accettare di essere l’ospite d’onore a un incontro annuale di massoni di varie obbedienze e rivolgere loro un discorso conferisce inevitabilmente all’incontro un’aura di rispettabilità ecclesiastica. Bisognerebbe cercare invano nei resoconti disponibili un qualsiasi avvertimento da parte del cardinale contro l’incompatibilità tra la dottrina cattolica e i principi massonici.

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Un potere abbastanza sicuro da mostrare

Non c’è bisogno di immaginare un governo occulto per osservare l’attuale influenza della massoneria in Francia. I fatti pubblici sono già sufficienti: le logge dichiarano i propri obiettivi, partecipano ai lavori parlamentari, si congratulano per le modifiche legislative per cui hanno lavorato, ricevono leader politici e onorificenze statali.

 

Non fraintendiamoci: questa crescente visibilità non significa affatto che la massoneria abbia abbandonato la segretezza, che costituisce una delle sue armi essenziali. Piuttosto, dimostra che ora si sente abbastanza potente da sollevare parte del velo. Può mostrare alcuni dei suoi obiettivi e affermare la sua presenza perché non incontra più molti avversari, istituzionali o di altro tipo, sufficientemente istruiti, organizzati e determinati da ostacolarla.

 

Leone XIII aveva già dissipato l’illusione di una massoneria divenuta trasparente perché organizzava riunioni pubbliche e pubblicava propri giornali. Nell’enciclica Humanum genus del 20 aprile 1884, aveva ammonito:

 

«Sebbene ora sembrino non gradire più rimanere nell’ombra, sebbene tengano riunioni in pieno giorno e alla vista di tutti, sebbene pubblichino i loro giornali, tuttavia, se si guarda al nocciolo della questione, si può constatare che appartengono alla famiglia delle società clandestine e che ne conservano le caratteristiche».

 

Il papa ha rilevato l’esistenza di «consigli intimi e supremi», riunioni private e decisioni e metodi di attuazione tenuti segreti al pubblico e persino ad alcuni iniziati. La gerarchia dei ranghi, la compartimentazione delle informazioni e il giuramento di non rivelare i segreti consentono quindi all’organizzazione di mantenere una presenza senza svelare completamente la sua vera natura.

 

Questa distinzione rimane cruciale. I comunicati del Grande Oriente rivelano le cause che intende sostenere pubblicamente, ma non svelano l’intera gamma delle deliberazioni interne delle logge, i legami personali che uniscono i suoi membri, o gli interventi con cui determinate carriere possono essere promosse, ostacolate o messe da parte. La massoneria agisce quindi come uno stato nello stato: possiede le proprie strutture, gerarchie, disciplina, reti di influenza e obiettivi, pur facendo affidamento, per garantire il proprio predominio, sulle istituzioni della Repubblica, di cui si vanta di aver storicamente contribuito a costruire.

 

L’ambizione personale si rivela uno strumento particolarmente efficace in questo sistema, e la forza della rete risiede proprio nella capacità di agire senza apparire ufficialmente come l’autore delle decisioni prese.

 

Leone XIII ha indicato chiaramente l’obiettivo finale che si intendeva perseguire:

 

«Distruggere completamente ogni disciplina religiosa e sociale derivante dalle istituzioni cristiane e sostituirla con una nuova, plasmata dalle loro idee e i cui principi e leggi fondamentali siano mutuati dal naturalismo».

 

Gli eventi degli ultimi trenta giorni non solo dimostrano la crescente audacia della massoneria nella Città, ma rivelano anche la resa di coloro che dovrebbero opporsi ad essa. Il 13 dicembre 1908, ricevendo a Roma i pellegrini francesi giunti per la lettura del decreto che riconosceva le virtù eroiche di Santa Giovanna d’Arco, modello di lotta per la fede e la patria, San Pio X li ha messi in guardia contro qualsiasi capitolazione ai nemici dell’ordine cristiano:

 

«Ora più che mai, la forza principale dei malvagi risiede nella codardia e nella debolezza dei buoni, e le stesse radici del regno di Satana risiedono nella debolezza dei cristiani».

 

Articolo previamente apparso su FSSPX.News

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Satanic Planet, una «band» del co-fondatore del Tempio Satanico, ha diffuso mercoledì un video «musicale» in cui una donna compie un aborto rituale satanico nel bagno di un negozio . Lo riporta LifeSite.   Il filmato mostra una donna tatuata, Martina Rinaldi, che entra in un Hobby Lobby – una catena americana di negozi di articoli per l’artigianato nota per una causa intentata da un dipendente trans che voleva utilizzare il bagno delle donne–, con immagini alternate di articoli del punto vendita che richiamano Gesù, per un effetto drammatizzato. In sottofondo si sentono urla sataniche della band di Lucien Greaves, co-fondatore del The Satanic Temple (conosciuto con l’acronimo TST).   Entrata in bagno, Rinaldi esegue il «rituale di distruzione» dell’aborto del Tempio Satanico, che prevede la recitazione dei principi del Tempio Satanico e di «affermazioni» prima e dopo l’aborto. Il video sostiene che il rito «serve come rito protettivo» e che il suo scopo è «liberarsi dal senso di colpa quando si sceglie di abortire».   «Serve a dare forza al paziente contro coloro che nutrono convinzioni religiose teocratiche. Il rituale allontana gli effetti di persecuzioni ingiuste, che possono indurre ad allontanarsi dal percorso del ragionamento scientifico», si legge nella spiegazione del Tempio Satanico.  

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Il rito inizia con la contemplazione del proprio riflesso nello specchio per «concentrarsi sulla propria individualità», poi con la lettura ad alta voce del principio: «Il proprio corpo è inviolabile, soggetto unicamente alla propria volontà».   Dopo questi passaggi la Rinaldi assume una pillola abortiva e recita, secondo le indicazioni del TST: «Le convinzioni dovrebbero essere conformi alla migliore comprensione scientifica del mondo. Bisogna fare attenzione a non distorcere mai i fatti scientifici per adattarli alle proprie convinzioni».   Poi finge di «espellere» l’embrione sorridendo (nella maggior parte dei casi l’espulsione del feto avviene circa quattro o cinque ore dopo la seconda pillola abortiva). Subito dopo, in modo spezzato, compaiono immagini religiose tratte da Hobby Lobby, quasi a sottolineare la sfida del rito a Gesù Cristo.   Rinaldi torna davanti a uno specchio per pronunciare l’affermazione finale da dire dopo l’aborto: «Nel mio corpo, nel mio sangue, nella mia volontà, così è fatto», un’apparente derisione della Messa e della Santa Comunione.   Mentre esce da Hobby Lobby, gli articoli religiosi del negozio — croci, versetti biblici e un’immagine con la scritta «Gesù mi ama, questo lo so» — vengono avvolti dalle fiamme.   «La tua possibilità di scegliere di interrompere una gravidanza è coerente con gli ideali di libertà. Sii orgogliosa di perseguire ciò che desideri per la tua vita nonostante l’opposizione», afferma il video.   Il filmato si chiude con un insulto al giudice della Corte Suprema Samuel Alito ed è intitolato «La mamma di Samuel Alito», in riferimento al ruolo di Alito nella stesura dell’opinione di maggioranza in Dobbs v. Jackson Women’s Health Organization, che ha ribaltato Roe contro Wade e ha suscitato la reazione dell’industria dell’aborto e dei suoi sostenitori.   Il gruppo è ben noto al lettore di Renovatio 21. Qualche tempo fa ha fatto notizia per aver allestito per Natale, nel Campidoglio dell’Iowa un altarino satanico con una testa di capra montata sopra vesti rosso sangue – una rappresentazione del demonio-Bafometto che ha condiviso lo spazio con un’esposizione natalizia finché non è stata decapitata da un veterano dell’esercito USA, ora accusato di crimine d’odio. Tre mesi fa il governatore della Florida Ron DeSantis ha fermato l’istituzione, progettata dal Satanic Temple, di un’ora di religione satanica nelle scuole elementari.   Come riportato da Renovatio 21, due anni fa fa il Tempio Satanico ha aperto in Virginia un centro per rituali di «aborto religioso», sostenendo che il feticidio fa parte della loro religione, legittimamente ammessa dallo Stato moderno. È emerso pure che un numero verde per le donne incinte indirizzava le chiamanti alla clinica per l’aborto satanico, con una filiale annunciata due anni fa anche in Nuovo Messico.   Nel 2021, i templosatanisti hanno fatto erigere cartelloni pubblicitari nello Stato del Texas che scrivevano «L’aborto salva vite». L’anno scorso era emerso che che il numero verde per le donne incinte nel Nuovo Messico rimandava direttamente alla clinica feticida satanista.

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L’attivismo satanista, oramai indistinguibile da quello progressista, ha trovato il plauso di diversi giornali dell’establishment, con un articolo entusiasta pubblicato l’anno passato dal magazine femminile Cosmopolitan.   Il Tempio Satanico, fondato nel 2013 e riconosciuto come «chiesa» dall’IRS (il fisco americano)nel 2019, è nato come organizzazione politica con l’obiettivo di ridurre la presenza della religione nella sfera pubblica.   Non stupisce davvero il lettore di Renovatio 21 apprendere che gli incontri del Tempio Satanico si entra solo se plurivaccinati, mascherinati e greenpassati: è ci mancherebbe che non fosse così.   Il 17 maggio 2022, ben 140 organizzazioni ebraiche, inclusa la famosa Anti-Defamation League (ADL), hanno sponsorizzato quella che hanno chiamato una «Marcia ebraica per la giustizia sull’aborto» affermando che «l’accesso all’aborto è un valore ebraico» e «vietare gli aborti è un questione della libertà religiosa».

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 Immagine screenshot da YouTube  
 
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