Misteri
Centinaia di capre decapitate gettate in un fiume: sospetto di riti satanici
Un’agenzia di stampa locale dello Stato americano della Georgia ha indagato su numerose carcasse di capra senza testa viste galleggiare nel fiume Chattahoochee.
Secondo WSB-TV Channel 2 Action News, qualcuno ha gettato «centinaia di capre decapitate» nel fiume per anni. Tuttavia il fenomeno «ultimamente è diventato molto più frequente».
Il caso delle carcasse di capre mutilate e nel fiume Chattahoochee in Georgia è stato seguito dai giornalisti Dave Huddleston e da Jason Ulseth, che hanno viaggiato lungo il fiume quando hanno notato una carcassa di capra decapitata che galleggiava sull’acqua vicino al ponte dell’Interstatale 20, al confine tra la contea di Fulton e la contea di Cobb.
Nel video del servizio, i due incontrano più carcasse di capra mentre risalgono il fiume.
«In questo ultimo periodo è diventato molto più frequente tanto che pochi giorni fa abbiamo visto 30 capre morte galleggiare lungo il fiume»
«In questo ultimo periodo è diventato molto più frequente tanto che pochi giorni fa abbiamo visto 30 capre morte galleggiare lungo il fiume», dice Ulseth.
Un testimone ha fornito un video con il suo cellulare di questi poveri animali morti ammazzati e gettati nel fiume da un ponte. Il video mostra le carcasse nel fiume dopo essere state buttate dal ponte, ma tuttavia non è chiaro chi le stesse gettando.
Si sospetta che questi animali morti vengano gettati – come mostrato chiaramente nel filmato – «non solo nel cuore della notte, ma anche nel bel mezzo della giornata», sostiene il giornalista.
«Questi animali devono provenire da qualche parte, ma non siamo stati in grado di determinare chi le compra, chi le fornisce e come arrivano qui nel fiume».
Ora si ritiene che la situazione derivi da sacrifici di sangue rituali satanici della paganesimo caraibico.
Si ritiene che la situazione derivi da sacrifici di sangue rituali satanici della paganesimo caraibico.
Nel 2019, Channel 2 Action News ha fatto un servizio su persone che lasciavano polli morti, teste di capra e noci di cocco vicino ai binari della ferrovia di Atlanta.
Si scopre che ciò faceva parte di un rito «religioso» dei seguaci della Santeria, una religione che mescola credenze culturali e religiose degli Yoruba dell’Africa occidentale (con una forte presenza nello stato nigeriano) con alcuni elementi del cosiddetto «cattolicesimo cubano».
«Usiamo una capra anche come vittoria. Quindi usiamo la capra per il bambino, per la benedizione. Questo è il significato di tutti questi animali che usiamo»
Channel 2 ha parlato con un «sacerdote» del culto di Shango (una divinità Yoruba) nel 2019, che ha spiegato il perché del sacrificio caprino.
«Usiamo una capra anche come vittoria. Quindi usiamo la capra per il bambino, per la benedizione. Questo è il significato di tutti questi animali che usiamo», ha spiegato il «sacerdote» Akinton Shingods Anjoula.
L’agenzia di stampa locale aveva contattato le forze dell’ordine per avere risposte, ma la Georgia State Patrol e la polizia della contea di Fulton hanno detto di non avere notizie riguardo questa macabra vicenda. Attualmente stanno aspettando una richiesta di documenti aperti dalla polizia della contea di Cobb.
«Negli ultimi due anni, ne abbiamo viste un paio di centinaia, ma mai più di 20 o 30 alla volta come abbiamo iniziato a vedere qui ultimamente», dice il reporter Ulseth.
«Questa è acqua potabile per 5 milioni di persone e tutti noi dobbiamo fare la nostra parte per averne cura».
Il rituale del sacrificio della capra è una componente classica del culto Vudù di Haiti. In questi giorni stiamo vedendo le immagini di decine di migliaia di haitiani che stanno attraversando un fiume degli USA meridionali, il Rio Grande, in Texas
Non solo la Santeria cubana mutila e uccide questi animali. Il rituale del sacrificio della capra è una componente classica del culto Vudù di Haiti.
Colpisce come in questi giorni stiamo vedendo le immagini di decine di migliaia di haitiani che stanno attraversando un fiume degli USA meridionali, il Rio Grande, in Texas.
Si tratta di certo di una coincidenza – ma è lecito domandarsi se l’ecatombe di capre decapitate non possa considerarsi un rito propiziatorio.
I giornali internazionali anche di recente hanno riportato disgustati i sacrifici di capre ad Haiti durante i festiggiamenti per la Pasqua, mostrando foto raccapriccianti.
L’animismo africano, con i suoi sacrifici cruenti e le sue maledizioni, è ben vivo e vegeto anche qui in Italia
La cerimonia prevede un rito di possessione piuttosto sconvolgente per il pubblico di fede cristiana.
Ad una cerimonia simile assisterono Bill e Hillary Clinton nel loro viaggio di nozze ad Haiti. L’esperienza suggellò per sempre il loro contatto con lo sfortunato Paese caraibico, al punto da farne il centro delle loro controverse attività umanitarie.
Come scritto da Renovatio 21, l’animismo africano, con i suoi sacrifici cruenti e le sue maledizioni, è ben vivo e vegeto anche qui in Italia. Ad esso è ipotizzabile possano essere ascritte alcune morti violente che hanno riempito la cronaca nera nazionale.
Immagine screenshot da YouTube
Misteri
Multa se guidi con le ciabatte: leggenda metropolitana? Ecco la verità
È estate e si ripropone il più antico degli enigmi dell’italico cittadino della modernità: se le autorità mi fermano mentre guido con le ciabatte, sono passibile di multa, o perfino di denunzia?
Per anni in molti vi hanno creduto. Poi si è sparsa la voce opposto: ma no, si tratta solo di una leggenda metropolitana.,
Renovatio 21 cerca di far luce anche su codesto mistero. Diciamo che si tratta di un mito urbano in parte, ma in parte no — insomma è una via di mezzo.
Non esiste un divieto specifico sulle ciabatte. Il Codice della Strada non contiene nessun articolo che imponga scarpe chiuse o che proibisca infradito, sandali o calzature aperte: un divieto del genere esisteva nel vecchio regolamento, ma è stato abrogato nel 1993. Nel vecchio codice era scritto che le scarpe dovevano essere consone alla guida.
Il vecchio testo del 1959 – il «Testo Unico delle norme sulla circolazione stradale, D.P.R. 393/1959, che fu sostituito dal Codice del 1992 – non parlava esplicitamente di «ciabatte» in questi termini colloquiali, ma imponeva l’obbligo di indossare calzature idonee alla guida. Da quando è entrato in vigore l’attuale Codice, questa prescrizione specifica sul tipo di calzatura è stata eliminata.
Quindi, in teoria, oggidì non puoi essere fermato e multato «per aver indossato le ciabatte» come tale.
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Tuttavia gli articoli 141, 141 e 169 del Codice della Strada attuale (D.Lgs. 285/1992) obbligano a mantenere sempre il pieno controllo del veicolo e la massima libertà di movimento per manovre d’emergenza in sicurezza. Quindi se un agente ritiene che la calzatura abbia effettivamente compromesso la guida — ad esempio se accerta che una guida indecisa o una frenata tardiva sono state causate da una calzatura inappropriata — può comunque contestare l’infrazione, non per «ciabatte» ma per mancato controllo del veicolo. La sanzione prevista in questi casi va da 42 a 173 euro (29,40 se paghi entro 5 giorni).
E quindi «multa per le ciabatte» in sé è leggenda metropolitana, ma la «multa per guida non sicura causata dalle ciabatte» è reale, anche se rara in pratica (bisogna che sia dimostrato un nesso concreto). Lo stesso vale per guidare scalzi o con infradito.
Un dato interessante è che le polizze RC Auto standard coprono l’imprudenza e generalmente non contengono una clausola specifica di rivalsa per le calzature, quindi anche il tanto citato «rischio assicurativo» legato alle ciabatte è più teorico che documentato nella pratica.
Guidare in ciabatte, dunque, purtroppo, si può , ma resta rilevante ai fini di eventuale responsabilità in caso di incidente, in base agli articoli 140 («Gli utenti della strada devono comportarsi in modo da non costituire pericolo o intralcio per la circolazione ed in modo che sia in ogni caso salvaguardata la sicurezza stradale») e 141 del Codice attuale («il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza») e 169 («in tutti i veicoli il conducente deve avere la più ampia libertà di movimento per effettuare le manovre necessarie per la guida»).
Ci chiediamo, a questo punto, quante multe hanno preso le signore con tacco 12. E quanti incidenti hanno causato?
E ancora: non sarebbe il caso di reinstaurare la legge anti-ciabatta, ora che siamo tutti minacciati dalla bruta violenza anarco-tirannica degli immigrati ciabattoni?
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Misteri
Aumento record degli avvistamenti UFO in Germania
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Misteri
Il Senato USA contro la possibile grazia di Trump a Ghislaine Maxwell
Il Senato degli Stati Uniti ha esortato all’unanimità il presidente Donald Trump a non concedere la grazia a Ghislaine Maxwell, la trafficante di sesso condannata che ha aiutato Jeffrey Epstein a reclutare e abusare di ragazze minorenni.
Maxwell, figlia del magnate dell’editoria britannico ed ex parlamentare Robert Maxwell, caduto in disgrazia e sospettato di avere legami con il Mossad, l’agenzia di intelligence israeliana, sta attualmente scontando una condanna a 20 anni di carcere federale dopo essere stata riconosciuta colpevole nel 2021 di traffico sessuale e reati correlati.
La risoluzione, presentata dalla senatrice democratica Jacky Rosen e approvata mercoledì senza obiezioni da parte di entrambi i partiti, afferma che Maxwell non dovrebbe ricevere «grazia, commutazione della pena o qualsiasi altra forma di clemenza presidenziale».
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Rosen ha dichiarato che era «orribile» che Trump avesse persino preso in considerazione la possibilità di una grazia, sostenendo che Maxwell non avrebbe mai dovuto ricevere la grazia per aver aiutato Epstein ad abusare di ragazze minorenni.
Trump ha ripetutamente rifiutato di escludere categoricamente la possibilità di graziare Maxwell. Interrogato sulla questione lo scorso anno, ha sottolineato di avere l’autorità per farlo, ma ha affermato che nessuno gli aveva fatto richiesta. In seguito, ha anche dichiarato che si sarebbe consultato con il Dipartimento di Giustizia statunitense dopo il rifiuto della Corte Suprema di esaminare il ricorso di Maxwell nell’ottobre del 2025.
Le speculazioni su una possibile grazia si sono ulteriormente intensificate dopo che Todd Blanche, all’epoca vice procuratore generale e ora candidato di Trump alla carica di procuratore generale, ha intervistato Maxwell per circa nove ore in due giorni, nell’ambito dell’indagine del Dipartimento di Giustizia sul caso Epstein.
Alla Maxwell è stata concessa un’immunità limitata per l’intervista ed è stata trasferita poco dopo in un carcere federale di minore sicurezza. Il suo avvocato ha negato che avesse chiesto qualcosa in cambio della sua collaborazione, ma ha ammesso che accoglierebbe con favore una riduzione della pena. Blanche ha dichiarato che non raccomanderà la grazia.
La mossa del Senato giunge in un clima di crescente indignazione per la gestione del caso Epstein da parte dell’amministrazione Trump. Il processo di divulgazione è stato criticato per i ritardi, le numerose omissioni e l’assenza di nuove importanti incriminazioni, deludendo i sostenitori che si aspettavano che i documenti avrebbero smascherato personaggi influenti legati a Epstein.
Trump e Maxwell frequentavano gli stessi ambienti sociali a Nuova York e in Florida tra gli anni Novanta e i primi anni 2000, periodo in cui il presidente conosceva anche Epstein. Dopo l’arresto di Maxwell nel 2020, Trump fu criticato per aver dichiarato: «Francamente, le auguro solo ogni bene».
Il presidente degli Stati Uniti ha negato qualsiasi illecito legato a Epstein e ha affermato di aver interrotto i rapporti con il finanziere anni prima del suo arresto nel 2019. Maxwell ha poi dichiarato ai funzionari del Dipartimento di Giustizia di non aver mai assistito a comportamenti inappropriati da parte di Trump.
Ghislaine Maxwell è una delle figlie del magnate dei media inglese Robert Maxwell, che aveva cambiato nome nascondendo le sue origini ebraico-carpatiche: vero nome Ján Ludvík Hyman Binyamin Hoch, nato a Slatinske Doly in Rutenia (ora Ucraina) in una famiglia povera e numerosa che praticava l’ebraismo ortodosso e parlava solo yiddish. Robert Maxwell è stato definito come una «superspia» dello Stato di Israele, per il quale avrebbe trafficato segreti atomici. Morto misteriosamente nell’Atlantico mentre era sul suo panfilo (chiamato Lady Ghislaine), al funerale in Israele erano presenti vari capi del Mossad e vertici dello Stato Ebraico.
La Maxwell stava scontando una pena di 20 anni presso l’Istituto correzionale federale di Tallahassee per traffico di ragazze minorenni a fini sessuali, dove ha adottato la «fede ebraica del defunto padre», ricevendo di conseguenza, con l’aiuto di un’organizzazione del movimento ebraico Chabad-Lubavitch, il beneficio di differenze nei pasti e nell’estensione del tempo libero.
Ghislaine è ritenuta essere un collegamento tra il caso Epstein e i servizi israeliani, sempre più sospettati di essere dietro l’immane operazione di ricatto dei potenti della Terra filmati mentre facevano sesso con ninfette nell’isola di San Giacomo piccolo nelle Isole Vergini britanniche o nelle magioni di Epstein (in Florida, in Nuovo Messico, a Parigi, a Nuova York aveva il più grande palazzo della città).
Come riportato da Renovatio 21, nel corso dello scorso mese la Maxwella si era detta «pronta» a testimoniare in un’audizione di una Commissione del Congresso a Washington.
La Maxwell, è emerso, ha fatto vari viaggi con Bill Clinton, di cui, secondo le voci, sarebbe stata pure amante.
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Ad un giornalista che nel giorno dell’arresto della Maxwell chiedeva un commento a Trump, che la conosce personalmente come figura costante nel mondo dei party altolocati a Nuova York ed in Florida, il presidente reagì augurando alla donna buona fortuna.
Ad agosto 2025 la Maxwell fu interrogata in carcere dal vice procuratore generale USA Todd Blanche. In quell’occasione, la donna ha affermato che molte delle accuse contro di lei e Epstein erano false e ha liquidato una serie di teorie e questioni in sospeso nel caso.
La Ghislaina ha anche insistito sul fatto che non esistesse una «lista clienti» dei ricchi e potenti associati all’Epstein, e ha negato qualsiasi piano per ricattare i suoi associati. Il Dipartimento di Giustizia e l’FBI avevano concluso a luglio che non esisteva una «lista clienti» specifica per la rete di trafficanti dell’Epstein, né prove credibili che «Epstein avesse ricattato personaggi di spicco nell’ambito delle sue azioni».
Negli stessi giorni un giornale neoeboraceno aveva scritto che soldati delle forza speciali sono stati dispiegati per proteggere la Maxwell in prigione, dopo che ha ricevuto una valanga di minacce di morte.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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