Intelligence
La CIA recupera UFO «intatti»
Il principale servizio di Intelligence statunitense sarebbe riuscito a recuperare almeno nove veicoli potenzialmente alieni, due dei quali «completamente intatti». Lo ha riportato ieri il giornale britannico Daily Mail, citando tre fonti anonime.
Le fonti, presumibilmente informate sulle operazioni top secret, hanno detto al quotidiano britannico che il principale attore nei recuperi è stato l’Office of Global Access (OGA), un ramo della Direzione Scienza e Tecnologia della CIA fondata nel 2003.
«Ci sono almeno nove veicoli. C’erano circostanze diverse per persone diverse», ha detto una delle fonti. «Dipende dalle condizioni fisiche in cui si trovano. Se cade, i danni sono molti. Altri, due, sono completamente intatti».
La CIA avrebbe un sistema per rilevare oggetti volanti non identificati (UFO) «mentre sono ancora occultati» e aiuta unità militari speciali statunitensi a recuperare i rottami se «veicoli non umani» atterrano, si schiantano o vengono abbattuti, ha aggiunto la fonte.
Un’altra fonte anonima ha descritto il ruolo dell’OGA come «sostanzialmente un facilitatore» per gli agenti statunitensi nell’accesso ad aree dove normalmente non sarebbero autorizzati. «Sono molto intelligenti nel riuscire ad arrivare ovunque nel mondo che vogliono», ha detto la seconda fonte.
La maggior parte delle operazioni dell’OGA riguardano «armi nucleari vaganti, satelliti abbattuti o tecnologia degli avversari», secondo la testata britannica, tuttavia alcune missioni hanno comportato il recupero di UFO – o come ora il governo degli Stati Uniti preferisce chiamarli, «fenomeni aerei non identificati» (UAP).
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«Il compito da svolgere è semplicemente metterlo in custodia e proteggerne la segretezza», ha detto una fonte. «L’effettivo recupero fisico avviene da parte dei militari. Ma non è tenuto sotto controllo militare, perché devono tenere troppi registri. Quindi iniziano a trasferirlo abbastanza rapidamente in mani private».
Due delle fonti hanno affermato che l’OGA si coordina con le squadre Delta Force o SEAL che lavorano sotto il Joint Special Operations Command (JSOC) degli Stati Uniti, o con il Nuclear Emergency Support Team (NEST), per recuperare il velivolo potenzialmente alieno.
«Non abbiamo niente da darti al riguardo», ha detto JSOC in una risposta scritta al quotidiano britannico. Un portavoce di NEST ha affermato che il personale dell’agenzia «si imbatte regolarmente in materiali di origini sconosciute», ma «non ha mai incontrato alcun materiale relativo all’UAP».
Una delle fonti ha descritto la CIA come il «gestore del portafoglio» dell’«operazione di recupero dell’incidente» dell’UFO. I materiali radioattivi recuperati vengono inviati ai laboratori nazionali gestiti dal Dipartimento dell’Energia, mentre gli appaltatori dell’«industria della difesa aerospaziale» gestiscono «altro materiale non radioattivo e velivoli intatti», ha affermato la fonte.
Dopo che tre informatori militari e dell’Intelligence hanno testimoniato sul programma di recupero degli UFO al Congresso degli Stati Uniti a luglio, il leader della maggioranza al Senato Chuck Schumer ha sponsorizzato un disegno di legge che richiederebbe al governo di rivelare «tecnologie recuperate di origine sconosciuta e prove biologiche di intelligenza non umana».
Il UAP Disclosure Act è stato adottato come parte della legge sull’autorizzazione della difesa nazionale del 2024 a settembre.
Il tema degli UFO sta scaldando molti animi a Washington in questi giorni. Da anni, registriamo, vari senatori americani che parlano apertis verbis della loro possibile minaccia agli interessi militari americani. «Ci sono cose che volano sopra installazioni militari, e nessuno sa cosa sia e non sono nostre», ha dichiarato il senatore repubblicano Marco Rubio due anni fa.
Rimane, come sempre, il dubbio se non si tratti di una psy-op, cioè di un’operazione di guerra psicologica per distrarre la popolazione da altri problemi più prosaici (l’inflazione, la crisi energetico-economica) o da resistenze a programmi in corso (la guerra programmata in Est Europa, in Medio Oriente, o nel Pacifico).
Tuttavia il tema della retroingegneria aliena era già stato toccato altre volte, con discrezione, dalla politica americana.
Come riportato da Renovatio 21, nel 2021 al Congresso USA era stato presentato un disegno di legge sulla Difesa che per finanziare il reverse engineering della tecnologia UFO.
Due settimane fa, Sean Kirkpatrick, il responsabile degli UFO presso il Pentagono (o per lo meno, quello che apparentemente fa questo mestiere), arrivato al termine del suo incarico ha fatto un bilancio della sua attività e dichiarato possibile l’esistenza della vita extraterrestre.
In questi anni è emerso anche che vi sarebbe una piccola guerra civile in corso tra i funzionari del governo su quanta parte delle loro informazioni sugli UFO dovrebbero consegnare al Congresso e al pubblico, una presunta piccola «società segreta» di potenti custodi di materiale classificato interna al Pentagono che rifiuterebbe di divulgare qualsiasi informazione a riguardo.
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Intelligence
Perché il capo della CIA era a Mosca? Lavrov spiega, e racconta anche della visita di monsignor Gallagher
Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov è intervenuto sull’intensa e insolita attività diplomatica registrata questa settimana a Mosca, chiarendo i colloqui con il massimo diplomatico vaticano e restando volutamente evaso sulla visita del direttore della CIA John Ratcliffe.
L’arcivescovo Paul Richard Gallagher, Segretario vaticano per i rapporti con gli Stati e le organizzazioni internazionali, e Ratcliffe si trovavano entrambi nella capitale russa.
«In entrambi i casi, coloro che sono venuti da noi volevano venire a parlare», ha dichiarato Lavrov in un’intervista pubblicata venerdì da una testata russa.
Secondo Lavrov, i colloqui con monsignor Gallagher hanno riguardato soprattutto il conflitto in Ucraina. L’inviato della Santa Sede ha ribadito il desiderio di far cessare al più presto le ostilità e ha offerto ulteriore aiuto su temi umanitari, compresi gli scambi di prigionieri e di salme.
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Il ministro della Diplomazia russa ha usato l’incontro per ripercorrere una lunga catena di intese diplomatiche infrante, abbandonate o fatte fallire da Kiev e dai suoi alleati occidentali: dall’accordo di Euromaidan del 2014, all’epoca del colpo di Stato, agli accordi di Minsk, impiegati per dare a Kiev il tempo di riarmarsi, fino ai colloqui di Istanbul del 2022, naufragati anche per opera di Londra.
«Ho fatto notare che da parte nostra non era mancata la buona volontà… Penso che abbia capito tutto. Direi che non ha avuto controargomentazioni, a parte lo slogan generale che «bisogna porre fine al più presto»», ha detto Lavrov.
Il ministro russo ha inoltre spiegato a Gallagher che la spinta occidentale a un cessate il fuoco lungo l’attuale linea di contatto servirebbe solo a congelare i combattimenti, senza una soluzione duratura. I piani per il dispiegamento di «forze di stabilizzazione» a guida britannica e francese, ha aggiunto, finirebbero per conservare di fatto il «regime neonazista» a Kiev, che reprime la lingua russa e la Chiesa ortodossa ucraina canonica.
Il prelato lidpuliano era stato indicato come persona presente agli incontri in Vaticano tra Zelen’skyj e Bergoglio. Commentatori russi online avevano accusato il Gallagherro di essere al servizio degli interessi di Londra nel conflitto eterno contro Mosca.
Yesterday Vatican Archbishop Paul Gallagher -Vatican’s Foreign Minister– met with FM Sergey Lavrov in Moscow. The central issue was the war in Ukraine. There is no way Vatican can be a constructive peace mediator without first coming to terms with the fact that Americans… https://t.co/YomsrwxUQa
— Dr.Sophia Ulgen 🇷🇺☮🇺🇸 (@ulgensophia74) August 26, 2026
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Sulla visita di Ratcliffe Lavrov è stato molto più riservato. «Io non c’ero», ha detto, precisando che i servizi di intelligence comunicano di consueto attraverso canali già consolidati e che «non c’è nulla di insolito» se tali contatti avvengono in silenzio. Anche i diplomatici, ha aggiunto, spesso lavorano «in silenzio».
«Naturalmente, non divulghiamo dettagli troppo sensibili o ancora in fase di elaborazione, laddove è importante non compromettere possibili compromessi e consensi», ha affermato Lavrov.
Il capo della diplomazia ha inoltre smentito le accuse secondo cui Mosca avrebbe lanciato un ultimatum all’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump, dopo le notizie sui media sull’uso dell’intelligence americana per favorire attacchi ucraini a lungo raggio contro la Russia.
Lavrov ha sostenuto che Mosca resta disponibile al dialogo con i governi occidentali, ma non dà più per scontato che le assicurazioni pubbliche o gli accordi negoziati vengano rispettati. «L’inganno è alla base della diplomazia occidentale. E tale rimane», ha dichiarato, richiamando quelle che Mosca considera promesse non mantenute dalla NATO sull’espansione e i successivi accordi falliti sull’Ucraina.
Alla domanda sul perché la Russia abbia continuato a concedere il beneficio del dubbio, Lavrov ha risposto che i russi tendono a credere nelle persone «fino alla fine».
«Ma la fine è già arrivata», ha aggiunto, sostenendo che i rapporti con l’Occidente non torneranno più a essere quelli precedenti al febbraio 2022.
Lavrov ha indicato il vertice presidenziale dello scorso anno ad Anchorage come ultimo esempio di questa delusione. Ha detto che il presidente russo Vladimir Putin ha esaminato punto per punto la proposta di pace americana con l’inviato di Trump, Steve Witkoff, il quale ha confermato che essa rappresentava la posizione del leader statunitense. Putin avrebbe poi accettato la proposta, nonostante alcune «sfumature» rimaste, secondo Lavrov.
«Se questo non è consenso e non è un accordo, allora non so cosa sia un accordo», ha affermato il ministro russo decano delle relazioni internazionali.
Washington contesta questa lettura. Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato a giugno che c’era stata «una proposta in Alaska, ma non si è raggiunto un accordo».
Secondo Lavrov, gli accordi di Anchorage sono stati poi indeboliti nei mesi successivi dai leader dell’UE e del Regno Unito. Il presidente francese Emmanuel Macron ha infine detto al vertice del G7 di Evian a giugno che Anchorage era stato «sepolto».
Trump, tuttavia, non ha dichiarato esplicitamente la fine di quel quadro. Al vertice originario dell’agosto 2025 aveva descritto i colloqui in termini positivi, avvertendo però che «non ci sarà alcun accordo finché non ci sarà un accordo».
Lavrov ha detto che Mosca resta pronta ad ascoltare nuove proposte americane, ma nel frattempo la Russia «continuerà a lavorare sul campo».
Speculazioni della stampa avevano sostenuto che la visita del capo CIA a Mosca serviva da avvertimento di non attaccare Paesi NATO. Nonostante la notizia fosse stata ingigantita, al punto da divenire un cartone del noto account PsyOpsAnime, vi sono sono state poi smentite, come pure riguardo al fatto che il Ratcliffo avrebbe incontrato lo stesso Vladimiro Putin.
CIA Director John Ratcliffe delivers a warning to Russia over intelligence suggesting Putin is preparing to attack NATO. https://t.co/dK5TUDMtxy pic.twitter.com/kKHMYHzQe3
— PsyopAnime (@PsyopAnime) August 27, 2026
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Altre voci sostengono che il motivo della visita moscovita del vertice CIA sia legato alla guerra in Iran. Secondo fonti citate da CNN, Politico, CBS e altri media, Ratcliffe ha chiesto alla Russia di ridurre o interrompere il sostegno economico e militare a Teheran, di non condividere intelligence (come dati sui bersagli americani in Medio Oriente) e di usare la propria influenza per favorire la riapertura dello Stretto di Ormuzzo.
Il Ratcliffo avrebbe quindi avvertito di possibili sanzioni aggiuntive verso entità russe legate all’Iran.
Il viaggio non era annunciato ed è durato circa otto ore. Ratcliffe ha incontrato funzionari dell’intelligence russa (tra cui il capo dell’SVR Sergej Naryshkin e il capo dell’FSB Aleksandr Bortnikov), ma non Putin, che è stato informato dei colloqui.
Il presidente Trump ha definito la visita «semi-routine» e ha smentito che fosse specificamente per avvertire sulla NATO o per l’Iran, sottolineando invece lo sforzo per chiudere la guerra in Ucraina. Il Cremlino ha confermato solo i contatti tra i servizi di Intelligence.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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Operazioni delle forze speciali USA in Ecuador
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