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Sanità

Anche la Germania si prepara a mettere in lockdown i non vaccinati

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La Germania si prepara a seguire l’esempio dell’Austria imponendo nuove misure di lockdown da applicarsi ai soli cittadini che rifiutano il vaccino genico anti-COVID.

 

Diversi laender si stanno muovendo per implementare l’esclusione dei non vaccinati da alcuni luoghi e attività pubblici.

 

In Sassonia, come abbiamo visto, è attivo il pass 2G (geimpft, genesen), che dà libertà solo ai vaccinati e ai guariti, eliminando l’opzione dei tamponi.

 

Diversi laender si stanno muovendo per implementare l’esclusione dei non vaccinati da alcuni luoghi e attività pubblici

In Nordreno-Vestfalia dovrebbe esserci a breve l’esclusione le persone non vaccinate dall’ingresso a tutte le strutture e gli eventi non essenziali, comprese le partite di calcio e i mercatini di Natale. Le persone che desiderano partecipare agli eventi di carnevale all’inizio della stagione dovranno fare un test oltre a essere vaccinate o essere guarite.

 

In Turingia, il presidente del land Bodo Ramelow ha annunciato che si potrebbe arrivare alla negazione del diritto di cura ai contagiati non vaccinati.

 

Anche la capitale Berlino è sulla buona strada per introdurre una regola simile, la «2G-plus». Lo ha dichiarato martedì il sindaco, Michael Müller. La città spera di riaprire i centri vaccinali, che sono stati chiusi in tutto il Paese alla fine dell’estate quando erano stati ritenuti non più necessari, ma le autorità hanno ora detto che ciò accadrà non prima di gennaio o febbraio.

 

Le manifestazioni di dissenso in Germania sono state proibite per COVID con sentenze giudiziarie.

 

A Lipsia, capitale della Sassonia, la scorsa settimana si sono riviste le patenti violenze della polizia tedesca contro i Querdenker (manifestanti anti-restrizioni pandemiche) che avevano sconvolto il mondo pochi mesi fa.

 

«La dignità umana è inviolabile. Rispettarla e proteggerla è dovere di ogni autorità statale» articolo 1 della Costituzione tedesca

Nessun luogo è al sicuro dalla follia pandemica. L’Italia, che ha il lavoro nell’articolo 1 della sua Costituzione, nega il lavoro ai non vaccinati.

 

In Germania, alla prima riga della Legge fondamentale della Repubblica Federale di Germania (cioè, la costituzione tedesca) si legge:

 

«La dignità umana è inviolabile. Rispettarla e proteggerla è dovere di ogni autorità statale».

Seconda riga:

 

Ha ragione Robert Kennedy jr.: la pandemia è una «decostruzione» della costituzione

«Il popolo tedesco riconosce quindi i diritti umani inviolabili e inalienabili come fondamento di ogni comunità, della pace e della giustizia nel mondo».

 

Proprio così.

 

Ha ragione Robert Kennedy jr.: la pandemia è una «decostruzione» della costituzione.

 

Americana, italiana, tedesca che sia.

 

 

 

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Pensiero

Mons. Viganò: dichiarazione a proposito della cessione di sovranità all’OMS per la gestione delle emergenze sanitarie

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Renovatio 21 pubblica questa dichiarazione  di Mons. Carlo Maria Viganò.

 

 

DICHIARAZIONE

a proposito della cessione di sovranità all’OMS

per la gestione delle emergenze sanitarie

 

 

 

 

Nei prossimi giorni gli Stati aderenti all’Organizzazione Mondiale della Sanità voteranno le risoluzioni relative alla gestione delle pandemie da parte dell’OMS, con le quali la sovranità relativa alla salute dei cittadini viene ceduta ad un organismo sovranazionale, finanziato in gran parte dall’industria farmaceutica e dalla Bill & Melinda Gates Foundation.

 

Se queste risoluzioni verranno approvate a maggioranza, l’OMS avrà l’autorità di imporre in maniera esclusiva tutte le regole in caso di pandemia, ivi comprese quarantene, lockdown, vaccinazioni obbligatorie e passaporti vaccinali.

 

Si tenga anche presente che questa organizzazione gode dell’immunità e i suoi membri non possono essere processati né condannati in caso di crimini. Tecnocrati non eletti avranno paradossalmente più potere di quello che i cittadini conferiscono ai propri rappresentanti con il voto democratico. 

Tecnocrati non eletti avranno paradossalmente più potere di quello che i cittadini conferiscono ai propri rappresentanti con il voto democratico

 

Premesso che la cessione di sovranità configura in tutte le legislazioni nazionali il crimine di alto tradimento, e che i Parlamenti non possono legiferare contro gli interessi della Nazione né tantomeno conculcare le libertà naturali e i diritti fondamentali dei propri cittadini, credo che non sfugga a nessuno che questo tentativo dell’OMS di appropriarsi di un potere che appartiene ai singoli Stati serva per impedire qualsiasi forma di opposizione all’Agenda 2030, che in ambito sanitario punta sostanzialmente anche alla drastica riduzione dei servizi medici e ospedalieri, alla privatizzazione dei sistemi sanitari e alla prevenzione delle malattie tramite vaccini. 

 

La psicopandemia ha dimostrato l’asservimento dei governanti, della politica, dei media, dei magistrati, dell’intera classe medica e della stessa Santa Sede ai diktat di un gruppo di funzionari di un ente sovranazionale in palese conflitto di interessi. Si stanno solo ora riconoscendo i disastrosi effetti avversi del siero sperimentale mRNA, mentre da più parti vi è chi giustamente pretende che i responsabili di queste decisioni siano chiamati a risponderne dinanzi a un tribunale indipendente. 

 

Suona quindi a dir poco assurdo che si vogliano proprio ora attribuire all’OMS poteri decisionali vincolanti, quando nella gestione della recente emergenza pandemica e della campagna vaccinale di massa si sono avuti i maggiori effetti avversi in termini di danni permanenti ai pazienti e di decessi.

 

All’impunità dei crimini commessi nel silenzio dei media mainstream si aggiunge la totale discrezionalità sulle prossime emergenze, ampiamente programmate dalla lobby farmaceutica. L’emarginazione del personale sanitario che si appella al Giuramento di Ippocrate rischia di diventare la norma per eliminare ogni voce di dissenso. 

 

A tale proposito, è significativo che le Nazioni che si oppongono al Nuovo Ordine Mondiale – come la Russia e il Brasile – siano consapevoli delle gravissime conseguenze che l’eventuale ratifica delle risoluzioni comporterà, e che per questo siano contrari alla loro approvazione.

 

Anche il Presidente Trump, durante il suo mandato, volle lanciare un segnale inequivocabile tagliando i fondi dell’erario americano ai burocrati dell’OMS: anche per questo il deep state ha impedito la sua rielezione alle ultime Presidenziali, sostenendo un personaggio compromesso e corrotto, il cui figlio Hunter è coinvolto nel finanziamento dei biolaboratori americani in Ucraina. 

 

Esprimo quindi tutto il mio appoggio ai cittadini, e specialmente agli scienziati, ai medici e agli esperti di diritto che denunciano questa minaccia alla sovranità nazionale dei Paesi aderenti, e che chiedono sia fatta luce sugli eventi pregressi e sulle conseguenze che le decisioni dell’OMS hanno provocato alla salute della popolazione mondiale.

 

Esorto i capi di Stato e di governo, che saranno chiamati ad esprimersi sulla ratifica di queste risoluzioni, a bocciarle e respingerle, in quanto contrarie al bene comune e finalizzate al compimento di quel colpo di stato globale che l’ONU e il WEF hanno pianificato da anni sotto il nome di Agenda 2030 o di Great Reset.

La governance sanitaria globale, come evidenziato da autorevolissimi esperti non compromessi con il sistema, rappresenta uno dei tasselli fondamentali del NWO, e come tale va respinta e combattuta

 

La governance sanitaria globale, come evidenziato da autorevolissimi esperti non compromessi con il sistema, rappresenta uno dei tasselli fondamentali del NWO, e come tale va respinta e combattuta. Alla logica del controllo, del profitto e della patologizzazione di massa, occorre sostituire una sanità pubblica che abbia come primo scopo la salute dei cittadini e la tutela dei loro inalienabili diritti. 

 

La Santa Sede – che è Osservatore Permanente presso le Nazioni Unite e da un anno anche presso l’OMS – ha il dovere di ribadire il diritto dei singoli alla libertà di accettare o rifiutare trattamenti sanitari, specialmente dinanzi al pericolo concreto di effetti avversi, in parte ancora sconosciuti, di questa terapia genetica sperimentale.

 

E se finora Bergoglio e la sua cabala hanno assecondato i deliri di Gates, Schwab e Soros, è giunto il momento che la Chiesa Cattolica prenda le difese dei più deboli, degli indifesi nascituri, dei bambini e degli anziani, oltre che di quanti sono stati ricattati dal cinismo di affaristi e cospiratori, per costringerli a inocularsi un siero contaminato da linee cellulari fetali abortive.

 

I silenzi omertosi del Vaticano, dopo frettolosi pronunciamenti a inizio pandemia e vergognosi endorsement a BigPharma, saranno imputati a condanna del Sinedrio romano, resosi complice di un crimine contro Dio e contro l’uomo.

 

Mai, nel corso della Storia, la Gerarchia era giunta a prostituirsi al potere temporale in modo così servile e abbietto.

 

Preghiamo perché qualche Vescovo trovi il coraggio di prendere le distanze dalla linea collaborazionista di Bergoglio e sappia trovare le parole per aprire gli occhi ai buoni sinora tratti in inganno dalla propaganda globalista.

 

+ Carlo Maria Viganò

Arcivescovo

 

 

21 Maggio 2022

 

 

 

 

Immagine di Yann Forget via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 Unported (CC BY-SA 3.0); immagine modificata

 

 

 

 

 

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Sanità

Un numero crescente di svedesi diagnosticati come ritardati mentali

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Il numero di adulti svedesi con diagnosi di forme lievi di disabilità intellettiva è aumentato notevolmente.

 

Una revisione delle statistiche sanitarie svedesi della pubblicazione di settore Psykologtidningen ha indicato che tra il 2008 e il 2020 il numero di pazienti adulti con forme lievi di ritardo è più che raddoppiato, aumentando del 143%.

 

In concreto cifre, il numero di adulti diagnosticati in questo periodo è aumentato da 1.133 a 3.114 persone.

 

In alcuni casi estremi, come la città di Örebro, l’aumento è stato misurato a un incredibile 617%.

 

Il Socialstyrelsen, l’ente nazionale per la salute e il benessere, non sembra spiegazioni per il picco.

 

Secondo alcuni osservatori, una possibile spiegazione dell’aumento potrebbe essere il fatto che il manuale di diagnosi è stato aggiornato nel 2013. Prima di allora, le persone con un QI inferiore a 70 venivano automaticamente classificate come lievemente ritardate. Tuttavia, da allora, viene data maggiore importanza al modo in cui funzionano nella vita di tutti i giorni e tra il 2013 e il 2020 il numero di diagnosi è aumentato «solo» del 37%.

 

Inoltre, è stato fatto notare le indagini per l’ADHD (la controversa sindrome per il deficit di attenzione diagnosticata a molti bambini) e l’autismo sono aumentate negli ultimi anni e tali indagini includono un test attitudinale, che potrebbe aver aumentato il numero di diagnosi.

 

Non si tratta del solo problema che ha la Svezia in questo momento, tuttavia.

 

Il Paese è sfidato mortalmente dal multiculturalismo fallito – ammissione della stessa premier socialista Andersson.

 

Ritenuto unica Nazione che non si è sottomessa agli imperativi pandemici del COVID, la Svezia nel 2020 avrebbe tuttavia praticato una politica di triage tale da provocare una strage di anziani.

 

All’inizio della pandemia il Socialstyrelsen ha suggerito che i medici passassero i pazienti in un triage basato sulla loro cosiddetta età biologica, valutando la salute generale e le prospettive di recupero, prima di prendere decisioni terapeutiche.

 

«Queste linee guida hanno portato troppo spesso a negare il trattamento ai pazienti più anziani, anche quando gli ospedali operavano al di sotto delle capacità», secondo il Wall Street Journal.

 

«Alle persone anziane viene regolarmente somministrata morfina e midazolam, che inibiscono le vie respiratorie», ha detto al  quotidiano Svenska Dagbladet Yngve Gustafsson, uno specialista di geriatria all’Università di Umea, «eutanasia attiva, per non dire altro».

 

Quali linee guida potrebbe ora sortire la Svezia nei confronti della sua popolazione ritardata in aumento, non sappiamo dirlo.

 

Conosciamo tutti però la cifra eugenetica presente da decenni e decenni nel paradiso socialdemocratico svedese, dove si fa con estremo entusiasmo pionierismo rispetto al microchip sottocutaneo.

 

È ovvio che la NATO, ora, apra la porta alla Svezia – e le stenda un tappeto rosso sangue.

 

 

 

 

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Sanità

Il ruolo paternalistico attribuito dagli Ordini delle professionali sanitari al Ministro della Salute: comunicato CIEB

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Renovatio 21 pubblica il comunicato del Comitato Internazionale per l’Etica della Biomedicina (CIEB).

 

 

Comitato Internazionale per l’Etica della Biomedicina

Parere sul ruolo paternalistico attribuito dagli Ordini delle professioni sanitarie e socio-sanitarie al Ministro della Salute

 

 

Pur nel silenzio dei media sta trapelando la notizia relativa alla lettera che i presidenti degli Ordini delle professioni sanitarie e socio-sanitarie hanno inviato al Ministro della Salute, in data 2 maggio 2022, per denunciare gli episodi in cui le Assemblee degli Ordini medesimi, convocate per la presentazione e l’approvazione dei bilanci consuntivi, sono diventate «teatro di scontro, con incresciose azioni di protesta messe in atto da alcuni iscritti contrari all’obbligo vaccinale».

 

Secondo i presidenti degli Ordini in questione, la problematica deriva «in buona parte» dalla disciplina introdotta dal Decreto-Legge n. 172/2021, con cui il legislatore ha posto a carico degli Ordini medesimi «la verifica dell’adempimento dell’obbligo vaccinale da parte degli iscritti»: compito coerente «con lo status di Enti sussidiari dello Stato» e che gli Ordini «hanno assolto con senso di responsabilità, sopportando un carico di lavoro improvviso, delicato e sovradimensionato rispetto alle dotazioni disponibili».

 

La mancata approvazione dei bilanci – che quindi non sarebbe riconducibile a «gestioni economico-finanziarie meritevoli di verifica o censura» e dunque a «motivazioni tecniche» – ha determinato «un imbarazzo istituzionale … che i singoli Ordini saranno costretti a gestire».

 

Questo cahier de doléances giustifica la richiesta, rivolta al «Legislatore e al Governo», di «sostenere l’azione degli Ordini, prevedendo idonei interventi per contrastare le tensioni in essere» e auspicando in particolare che tali interventi siano «concertati ed elaborati in modo organico» anche previa «convocazione urgente della Consulta permanente delle professioni sanitarie e socio-sanitarie».

 

Scopo del presente Parere non è investigare le cause della mancata approvazione dei bilanci in questione, problematica rispetto alla quale il CIEB si limita a rilevare due aspetti diversi ma correlati:

 

1) se, per esplicita ammissione degli stessi Ordini, dette cause sono riconducibili «in buona parte» a problemi collegati e conseguenti alla verifica dell’adempimento dell’obbligo vaccinale, non può escludersi a priori che esse non debbano essere ricondotte anche a problemi di natura gestionale, amministrativa e contabile: ragion per cui sarebbe opportuno fornire ai bilanci in questione la massima trasparenza, allo scopo di fugare qualsiasi dubbio di irregolarità;

2) se, ai sensi della legge 31 gennaio 2018, n. 3, gli Ordini professionali in questione, pur agendo quali «organi sussidiari dello Stato», sono «finanziati esclusivamente con i contributi degli iscritti, senza oneri per la finanza pubblica», ne consegue che: a) ogni iscritto, indipendentemente dalle convinzioni personali e dall’adempimento di eventuali obblighi di legge, può legittimamente contestare l’approvazione del bilancio mediante la partecipazione all’organo assembleare; b) l’asserito «carico di lavoro … sovradimensionato rispetto alle dotazioni disponibili» rende quanto mai necessaria proprio la verifica – e l’eventuale censura – del bilancio consuntivo.

 

Scopo del presente Parere è, invece, richiamare l’attenzione e promuovere la riflessione critica in merito alla questione cruciale sollevata dalla lettera richiamata in apertura, che probabilmente non avrebbe visto la luce in un momento storico diverso dall’attuale: ossia la formale richiesta di intervento del legislatore e del governo – in una fase in cui le due istituzioni tendono peraltro a identificarsi – per «contrastare le tensioni in essere» all’interno di organi che, pur rappresentando un retaggio corporativo del passato, costituiscono in ogni caso la sede istituzionale del dibattito e del confronto tra gli appartenenti alla medesima professione; dibattito e confronto da cui può logicamente derivare quella diversità di posizioni che è garanzia di pluralismo di ogni istituzione rappresentativa democraticamente eletta.

 

In questa prospettiva, la richiesta dell’intervento del legislatore e del governo assume una dimensione che va oltre quella meramente gestionale e una portata assai controversa nel contesto sempre più dibattuto della sicurezza, dell’efficacia e della utilità dei cosiddetti vaccini anti-COVID.

 

In altri termini, là dove la richiesta in questione provocasse l’effetto di tacitare per via legislativa le opinioni dissenzienti all’interno degli Ordini professionali, sarebbe inevitabile prendere atto dell’esistenza, in Italia, di una deriva totalitaria: ragion per cui appare doveroso che la lettera in questione sia pubblicamente censurata, senza indugi, dallo stesso Ministro della Salute e dal governo nella sua interezza.

 

Sulla base di queste considerazioni, il CIEB:

 

  • auspica che i media forniscano alla lettera dei presidenti degli Ordini delle professioni sanitarie e socio-sanitarie la necessaria diffusione allo scopo di favorirne la conoscenza e di stimolare l’analisi critica da parte dell’opinione pubblica;

 

  • invita gli Ordini in questione a fornire attuazione alle disposizioni della citata legge n. 3/2018, secondo cui gli stessi «assicurano l’indipendenza, l’autonomia e la responsabilità delle professioni … la salvaguardia dei diritti umani e del principi etici dell’esercizio professionale … al fine di garantire la tutela della salute individuale e collettiva»;

 

  • raccomanda agli Ordini medesimi di favorire – e non di ostacolare o stigmatizzare – un dibattito realmente informato e consapevole in merito agli effetti dei cosiddetti vaccini anti-Covid, non solo e ovviamente per favorire l’avanzamento delle conoscenze medico-scientifiche, ma anche per tenere conto della mutata sensibilità del corpo sociale e delle responsabilità che potrebbero configurarsi a seguito dell’accertamento di eventuali illeciti collegati e conseguenti alla campagna vaccinale;

 

  • sollecita il legislatore e il governo a individuare il potenziamento della medicina territoriale e di base quale obiettivo prioritario nell’ambito degli stanziamenti del PNRR, tenuto anche conto delle evidenze che lasciano presagire un incremento della domanda di prestazioni sanitarie correlate agli effetti avversi delle vaccinazioni in un contesto di crescente e diffuso disagio economico;

 

  • richiama il legislatore e il governo alla funzione di custodi della pari dignità sociale dei cittadini «senza distinzione di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali» (art. 3 della Costituzione) anche nella prospettiva di assicurare la salute «come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività» e non viceversa (art. 32 della Costituzione).

 

 

CIEB

 

17 maggio 2022

 

Il testo originale del Parere è pubblicato sul sito www.ecsel.org/cieb

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