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Halloween, la festa della morte quest’anno è già partita

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Quest’anno la strage di Halloween è arrivata prima del previsto.

 

I casi di morti violente durante la «feste delle streghe», ora filtrata per qualche ragione anche in Italia, sono numerosi, e Renovatio 21 cerca di fornirne ogni anno un elenco approssimativo.

 

Tuttavia, quest’anno la festa della morte pare sia iniziata anzitempo. Associated Press scrive che nel fine settimana pre-Halloween – quando tutto è decorato a dovere, e i party a tema si sprecano – negli Stati Uniti vi sono state sparatorie che hanno ucciso almeno 11 persone e ferito oltre 70.

 

Le morti tra venerdì e domenica includevano due a Tampa, in Florida, tre a Texarkana, in Texas, e due ciascuna a Dodge City (Kansas) Sant’Antonio (Texas) e Mansfield (Ohio). Molte morti sono venute da alterchi derivanti dalle celebrazioni di Halloween, inclusa la sparatoria di massa nella sezione Ybor City di Tampa domenica mattina presto mentre i bar chiudevano e decine di persone in costume si riversavano per le strade.

 

A Indianapolis, una sparatoria domenica scorsa durante una grande festa ha provocato la morte di un adolescente e il ferimento di altri nove adolescenti e giovani adulti di età compresa tra 16 e 21 anni, ha detto la polizia. I feriti erano in condizioni stabili.

 

A Chicago, la polizia ha detto che almeno 15 persone sono rimaste ferite, due delle quali in modo grave, dopo che un killer ha sparato sulla folla durante una festa di Halloween domenica mattina presto. Il sospettato è stato preso in custodia, ma fino a lunedì mattina le autorità non avevano annunciato alcuna accusa.

 

In Texas, cinque persone sono state uccise e altre sei sono rimaste ferite in due sparatorie separate sabato sera.

 

La polizia di San Antonio ha detto che una ragazza di 13 anni è rimasta ferita e i suoi genitori sono stati uccisi dopo una sparatoria durante una festa in casa. Un uomo di 20 anni è arrivato alla festa e ne è seguita una discussione, ha detto la polizia. L’uomo ha iniziato a sparare con una pistola e un uomo di 40 anni ha risposto al fuoco.

 

A Texarkana – a 450 miglia (724 chilometri) di distanza lungo il confine con l’Arkansas – la polizia ha detto che tre persone sono morte e altre tre sono rimaste ferite durante una festa nel retro di un’azienda. Due uomini hanno iniziato a scazzottarsi, poi sono state tirate fuori le armi da fuoco, ha detto la polizia. Non è stato effettuato alcun arresto.

 

Un ragazzo di 17 anni è stato ucciso e tre persone di età compresa tra 20 e 24 anni sono rimaste ferite in una sparatoria all’inizio di sabato, secondo la polizia di Cumberland, nel Maryland.

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Per la «festa» (oramai, una «festività» ufficiale) che è forse erede dell’antica ricorrenza della Lemuria romana e del capodanno celtico Samhain, è un bel bilancio, anche se va ricordata l’immane strage dell’Halloween 2022, il massacro di Seoul, dove la calca ha ucciso centinaia di ragazzi.

 

Poi, anche stavolta, rammentiamo la lista, incompleta e giocoforza mai definitiva, del sangue versato ad Halloween.

 

Notte del 31 ottobre 1957, Los Angeles, California: il veterano della II Guerra Mondiale Peter Fabiano, un marine, apre la porta a quello che crede essere un ragazzino che chiede le caramelle. Trova invece la morte: qualcuno gli spara a bruciapelo. La Polizia incastrerà l’ex amante lesbica della moglie di Fabiano, e una complice.

 

Notte del 30 ottobre 1973, Fond du Lac, Wisconsin: la bambina Lisa French, 9 anni, fa toc toc alla porta del vicino Gerald Turner per la routine del trick or treat, «dolcetto o scherzetto». Turner la stupra, la uccide, la metta in sacchetto di plastica e la getta in una discarica.

 

Notte del 31 ottobre 1974, Deer Park, Texas: il bambino di otto anni Timothy O’Brien ingerisce alcune caramelle del tipo Pixy Stick raccolte durante il tour del vicinato in modalità «trick or treat». Cade al suolo, ha le convulsioni. Muore un’ora dopo in ospedale. Era stato in realtà il padre, che voleva incassare l’assicurazione sulla vita del figlio. Nove anni dopo, l’uomo fu giustiziato.

 

Notte del 31 ottobre 1975 (anno con un Halloween tosto), Greenwich, Connecticut: la quindicenne Marta Moxley viene trovata percossa e pugnalata a morte sotto l’albero davanti casa. A fianco del corpo, una mazza da golf ferro 6, spezzata in quattro parti.

 

Notte del 31 ottobre 1979, Los Angeles, sobborgo si Sunland Tujunga: Shirley Ledford, sedicenne, sta tornando a casa in autostop da una festa di Halloween quando due uomini le danno un passaggio in furgone. Non sapeva che i due uomini erano conosciuti come i Toolbox Killers, gli assassini della cassetta degli attrezzi. Lawrence Bittaker e Roy Norris erano famosi per raccogliere autostoppiste e poi torturarle con strumenti che tipicamente si trovano in una cassetta degli attrezzi. Spesso scattavano foto delle loro vittime durante gli omicidi. Dopo aver torturato Ledford, gettarono il suo corpo sul prato di uno sconosciuto. La Ledford è diventata la quinta e ultima vittima della coppia dopo che un amico li ha denunciati.

 

Notte del 31 ottobre 1981, ad Amarillo, Texas: il diciassettenne Johnny Lee Garret stupra una suora di 76 anni e la uccide a coltellate.

 

Ancora nella notte del 31 ottobre 1981, Manhattan, Nuova York: il fotografo Ronald Sisman e la studentessa dello Smith College Elizabeth Platzman sono picchiati nel loro appartamento di Manhattan la notte di Halloween del 1981 prima di essere uccisi. Il loro appartamento viene completamente saccheggiato, ma non sembra mancare nulla. Su questo massacro girano le speculazioni più pazzesche, che collegano il fotografo ad una setta che avrebbe ordito ed eseguito gli assassini seriali di Son of Sam. Secondo il reporter Maury Terry vi sarebbero possibili implicazioni anche con produttori cinematografici e produzione di snuff movie: ne parla il documentario Netflix Sons of Sam.

 

Sempre nella notte del 31 ottobre 1981, Point Pleasant, Virginia Occidentale: Maria Ciallella, 17 anni, dice al padre che sarebbe uscita e sarebbe tornata verso mezzanotte. Quella notte un poliziotto l’ha vista camminare sul ciglio della strada e stava per darle un passaggio sulla via del ritorno. Torna entro 10 minuti, ma lei è sparita. Il corpo viene trovato tagliato in tre pezzi nel 1983 nel giardino della madre del serial killer Richard Biegenwald, detto il «Thrill Killer» del Jersey Shore.

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Notte del 31 ottobre 1992, New Orleans, Louisiana: lo studente giapponese in scambio culturale Yoshihiro Hattori esce per andare ad un party di Halloween. Persosi per strada, bussa ad una porta, nessuno gli risponde. Tornato alla macchina, sente che la porta si apre: «siamo qui per la festa» disse il giovane nipponico, che in risposta ottiene una revolverata. Il proprietario di casa è stato accusato di omicidio colposo, ma ha invocato la «Castle Doctrine» («dottrina del castello»), l’idea per cui gli americani possono affermare di avere il diritto di usare mezzi letali per proteggere le proprie case. L’assassino di Halloween è stato dunque dichiarato non colpevole da una giuria.

 

Notte del 31 ottobre 1993, Pasadena, California: tre ragazzi uccisi a colpi di arma da fuoco mentre tornano da una festa.

 

Notte del 31 ottobre 1994, Tony Bagley, 7 anni, è con la famiglia a fare «dolcetto o scherzetto», vestito da scheletro. Allo stesso tempo, un uomo che indossava una tuta con cappuccio corse in strada e iniziò a sparare alla famiglia Bagley. Tutta la famiglia è colpita, il bambino muore in ospedale. Caso irrisolto.

 

Notte del 31 ottobre 1998, South Bronx, New York: il parabrezza del programmatore di computer Karl Jackson viene colpito da un uovo. L’uomo, il quale stava recandosi a prendere il figlio ad una festicciola, scende per lamentarsene con i discoli autori del lancio, che non la prendono bene; lo inseguono, lo fermano, e gli sparano nella testa.

 

Notte del 31 ottobre 2002, Università del Minnesota: lo studente Carl Jenkins sparisce e viene ritrovato nel fiume Mississippi quattro mesi dopo. Alcuni attribuiscono la morte allo «Smiley Face Killer»: secondo una teoria avanza da alcuni esperti, negli Stati americani del Midwest tra gli anni Novanta e gli anni Dieci un killer avrebbe ucciso almeno 45 giovani uomini. In una dozzina di casi, i corpi sono stati trovati vicino a graffiti con un volto sorridente.

 

Notte del 31 ottobre 2004, Napa Valley, California: Leslie Mazzara e Adriane Insogna vengono massacrate nel loro appartamento. L’assassino, scoprirà la polizia poi, è il fidanzato di una loro cara amica.

 

Notte del 31 ottobre 2005, Frederica, Delaware: l’intera comunità osserva una macabra decorazione che campeggia su di un albero in pubblica piazza. Ci vogliono diverse ore per capire che non si tratta di una scenografia per una festa: è davvero il corpo di una signora quarantaduenne, impiccata.

 

Notte del 31 ottobre 2008, Sumter, Carolina del Sud: il dodicenne T.J. Darrisaw bussa ad una porta per fare «trick or treat», ma riceve in cambio 29 proiettili sparate da un kalashnikov, 11 dei quali lo trafiggono uccidendolo immediatamente. Anche il padre e il fratellino sono colpiti ma sopravvivano. L’assassino era un narcotrafficante che si aspettava la vendetta di una gang rivale.

 

Notte del 31 ottobre 2010, Benton Township, Michigan: Devon Griffin, 16 anni, torna a casa ad Halloween per giocare ai videogiochi dopo essere stato in chiesa e aver passato la notte precedente a dormire fuori. Nota che la casa del Michigan era troppo tranquilla, quindi va a controllare i suoi familiari. Griffin trova il suo patrigno a letto, coperto di sangue. Quando arriva la polizia, trovarono altri due corpi: la madre e il fratello di Griffin. Alla fine la polizia ha scoperto che l’assassino era il fratellastro di Griffin, William Liske.

 

Notte del 31 ottobre 2011, Armstrong, British Columbia: Taylor van Diest, 18 anni, manda un SMS al fidanzato in cui dice di sentirsi pedinata da qualcuno. Viene ritrovata a lato della ferrovia in fin di vita, picchiata a sangue. Morirà poco dopo in ospedale.

 

Notte del 31 ottobre 2012, Michigan: il predicatore John D. White bussa alla roulotte della sua amante, che vive con il figlio in un trailer park. Quindi, la strangola e ne getta il corpo in mezzo ai boschi, quindi torna alla roulotte dove veste il figlio di lei con un costume da Halloween.

 

Notte del 31 ottobre 2013, Nuova York: il diciannovenne Anthony Seaberry muore dopo che uno sconosciuto con la maschera del film Scream gli spara. Caso irrisolto. Tuttavia, potrebbe essere stato opera di un uomo responsabile di altre sparatorie ucciso dalla polizia durante la stessa serata.

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Non si tratta solo degli USA. Nel 2021, a Lardero, microcomune nella comunità autonoma di La Rioja, nord della Spagna, un bambino di 9 anni Álex giocava nel parco mascherato per Halloween. La famiglia era in un locale attiguo, da dove, scrissero le cronache, lo teneva d’occhio. Tuttavia il piccolo di colpo sparisce. Una compagna dà l’allarme, dicendo che un signore lo avrebbe portato via; lo stesso signore aveva provato a fare lo stesso anche con lei il giorno prima. La Guardia Civil ritrova Álex ore dopo in fin di vita. Impossibile rianimarlo. Il suo corpo giace sul pianerottolo dell’uomo accusato di essere l’assassino, un avanzo di galera in gabbia tanti anni per aggressioni sessuali e omicidio. Era fuori in libertà condizionata.

 

In Italia non possiamo dimenticare che l’omicidio della studentessa britannica a Perugia Meredith Karcher, quello per cui fu messa in galera Amanda Knox, fu compiuto a ridosso della sera di Halloween. I giornali, l’indomani, pullulavano di foto prese dai social di Mez vestita da vampiretta ad una festa a tema.

 

Come ricorda ogni anno Renovatio 21, «trick or treat» – indebitamente tradotto con «dolcetto o scherzetto» – la formula di rito che devono pronunciare i bambini che vagano per la città estorcendo leccornie, ha in origine un significato cruento: «maledizione o sacrificio». O si offre il cibo agli «spiriti», surrogati oggi dai mostri nei quali si travestono i bimbi nella serata, o se ne viene maledetti.

 

Si tratta un’usanza degli antichi di varie latitudini che in qualche modo ancora si ricorda: lasciare cibo e latte fuori dalla porta, per ingraziarsi gli spiriti o gli esseri fatati (i folletti, i lemuri, i salbanelli, i gigiat, i leprecauni), non dissimilmente da quanto taluni fanno ancora con i biscotti lasciati per Babbo Natale.

 

Differentemente che con Santa Claus, qui il tributo è come estorto. Gli spiriti lo pretendono, e mandano dei bambini – ridotti a messi del Male –a farne l’ingiunzione.

 

E dunque, quale è il sacrificio più grande che questi «spiriti possono chiedere»? Qual è l’ultimo sacrificio che gli uomini possono offrire?

 

Se leggete queste pagine, conoscete la risposta che noi diamo. È il sacrificio umano.

 

È l’estremo tributo primordiale, quello che era in uso in ogni angolo della terra (dalle piramidi azteche alle fornaci di Moloch a Cartagine, dalla Papua al paganesimo indoeuropeo più antico) precedentemente dell’avvento del Signore della Vita. Il sangue degli esseri umani, è prezioso, specie quello innocente: la mentalità moderna, sotto strati di Necrocultura che fanno ritenere la vita umana come sprecabile a piacimento, ancora comprende questa verità eterna.

 

Questo è il motivo per cui tante persone, tacciate di essere tristi e bigotte, non amano Halloween. Chi crede che l’universo sia basato sullo Spirito, non può in alcun modo prestarsi alla celebrazione, sia pur carnevalesca, del sacrificio di esseri umani, e del Male che lo esige.

 

L’onnipresente simbolo stesso della nuova ricorrenza, la zucca con la candela Jack-o-Lantern, viene talvolta spiegato come simbolo delle anime incorse nella dannazione. È davvero, quindi, implicato il bene e il male, l’anima e la vita – anche in senso materiale, come abbiamo visto sopra.

 

Chi ama la propria anima, chi ama la vita non ama Halloween. Ambedue le cose – la nostra anima, la nostra vita – sono in gioco stasera, simbolicamente e anche no.

 

Per cui ci permettiamo di elargire un consiglio: stasera state a casa, e soprattutto tenete a casa i vostri figli. State con loro, giocate con loro, pregate con loro i santi. Non esponetevi a niente di quello che questa ricorrenza infera rappresenta – ed è.

 

Roberto Dal Bosco

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Il clero cattolico partecipa a un rituale pagano nella cattedrale di Ottawa

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La basilica di Notre-Dame a Ottawa ha segnato la scorsa settimana la Giornata nazionale canadese per la verità e la riconciliazione con una messa particolare, in cui sono state inserite una cerimonia di purificazione indigena e altre pratiche di matrice pagana. Lo riporta LifeSite.   Dopo la processione e l’inno di apertura della messa del 30 settembre, celebrata da padre Daryold Winkler, una donna ha pronunciato un «riconoscimento della terra», seguito da un rito di purificazione: il fumo è stato fatto circolare tra i presenti mentre veniva cantato un inno indigeno, prima della preghiera delle quattro direzioni. Quest’ultima, rivolta verso i quattro punti cardinali della cattedrale ottocentesca — nord, est, sud e ovest — ha impiegato «piante sacre», tra cui erba dolce, cedro, salvia e tabacco, per «purificare» lo spazio. Membri del clero cattolico hanno preso parte a questi riti pagani prima dell’inizio ufficiale della Messa.   La Chiesa cattolica ha sempre cercato di riunire persone di culture diverse, ma ha altrettanto costantemente condannato il sincretismo, cioè la mescolanza di rituali pagani e di pratiche di altre religioni non cattoliche — come le cerimonie di purificazione indigene — con il culto cattolico.  

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«Mentre diamo inizio alla celebrazione di questa sera, prendiamoci un momento per riconoscere la terra sacra su cui ci riuniamo. Riconosciamo e onoriamo il territorio tradizionale e non ceduto degli Algonquin… la cui cura di questa terra continua a ispirare il nostro cammino verso la verità e la riconciliazione», ha dichiarato la laica non identificata nel «riconoscimento della terra» di impostazione progressista.   Negli ultimi anni la Chiesa canadese ha introdotto rituali pagani indigeni nelle messe cattoliche e ha accolto le narrazioni di sinistra sui collegi residenziali del Paese. L’episodio forse più rilevante risale alla visita di papa Francesco in Canada nel 2022, quando il 266° pontefice assistette a Maskwacis, in Alberta, a una «danza di guarigione» che appariva come un omaggio a «Madre Terra».   Prima del rito il maestro di cerimonie aveva annunciato che stava per svolgersi una «danza di guarigione», precisando che il tamburo rappresentava «il battito del cuore di Madre Terra, il tamburo è vita». Durante il rituale pagano i popoli indigeni si sono disposti in cerchio attorno a un grande ramo d’albero, intonando canti e suonando il tamburo, mentre altri, con piume e abiti tradizionali, hanno iniziato a danzare. Francesco, insieme a quattro capi indigeni con copricapi e vesti tradizionali, sedeva su un palco leggermente rialzato rispetto allo spazio della danza, da cui poteva osservare quanto accadeva.   Come riportato da Renovatio 21, pochi mesi fa anche il vescovo di Raleigh, nella Carolina del Nord, ha presieduto una cerimonia sciamanica di «purificazione» organizzata per celebrare santa Caterina «Kateri» Tekakwitha, la quale aveva invece rinnegato la propria religione nativa mohawk.   Come riportato da Renovatio 21, con l’introduzione di un incredibile «rito maya», ufficializzato tre anni fa, la chiesa conciliare mostra in chiarezza la sua attrazione verso i culti pagani del Nuovo Mondo (nordamericani, come quelli dei pellerossa; mesoamericani, come i maya e gli aztechi; sudamericani, come la Pachamama): tutti questi, come abbiamo ripetuto su Renovatio 21, sono legati al sacrificio umano, per il cui ritorno anche la chiesa moderna sembra voler lavorare.

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Consiglio comunale si apre con la preghiera «Ave Satana»

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Una seduta del consiglio comunale di Ottumwa, nello Stato statunitense dell’Iowa, ha suscitato polemiche dopo che l’apertura si è svolta con un’invocazione satanica chiusa dalle parole «Ave Satana». Un pastore locale ha chiesto alle autorità di «annullare questa maledizione».

 

Matt Dalbey, residente della città ed ex consigliere, ha pronunciato la preghiera di apertura martedì, in base a una regola che permette ai residenti di religioni e sistemi di credenze diversi di aprire i lavori con una preghiera o una riflessione. Si è rivolto a un «padre oscuro» («dark father») e ha invocato quello che ha definito l’«impulso luciferino», per concludere: «È fatto. Ave Satana.»

 

Il pastore Rick Bick, del New Life Center, ha interrotto la cerimonia. «Quella era una maledizione lanciata sulla città», ha detto. «Molti di voi lo sanno, e dobbiamo fermarla e annullarla… “Ave Satana” non è ben accetto qui.»

 

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Il sindaco Benjamin Foote ha chiesto un minuto di silenzio di 30 secondi «per riflettere su qualsiasi cosa su cui dobbiamo riflettere in questo momento».

 

L’intervento di Dalbey rientrava in una politica approvata a gennaio. Il provvedimento impegna Ottumwa, circa 25.500 abitanti, a rispettare «la diversità delle confessioni religiose, sia organizzate che non organizzate, nonché di altre fedi, sistemi di credenze o della loro assenza».

 

A gennaio la consigliera Cara Galloway era stata l’unica a votare contro, avvertendo che si sarebbe potuta verificare un’invocazione satanica. «Aprire con un’invocazione significa dare spazio a punti di vista che potrebbero non rispecchiare i nostri», ha affermato, segnalando che un’obiezione selettiva adesso potrebbe esporre i contribuenti a responsabilità legali.

 

Mercoledì la città ha detto di essere stata sommersa da telefonate sulla preghiera, molte «maleducate e piene di volgarità», ma ha ribadito che le autorità non possono discriminare tra confessioni o sistemi di credenze. La registrazione della seduta aveva superato le 12.000 visualizzazioni sul canale YouTube comunale entro il pomeriggio di mercoledì, diventando il video più visto mai pubblicato sulla piattaforma.

 

Il Dalbey dovrebbe tenere un’altra invocazione nella riunione del 3 novembre. All’Ottumwa Courier ha detto che la preghiera è usata dal Tempio Satanico dell’Iowa, di cui è membro, ma «non ha nulla a che fare con la credenza in una divinità satanica». L’organizzazione si definisce non teistica.

 

Le incursioni dei satanisti nelle istituzioni americane, sotto la coperta della «libertà religiosa» e dello «Stato laico», non sono certo una novità.

 

Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato il leader del gruppo Satanic Grotto che aveva pianificato di celebrare una «messa nera» al Campidoglio dello Stato americano del Kansas è stato arrestato dopo aver colpito a pugni un giovane che aveva interrotto il suo rituale.

 

Il capo del Satanic Grotto aveva dichiarato che nel suo rito satanico non avrebbe usato un’Ostia consacrata (come uso delle Messe nere), tuttavia cioè è impossibile da verificare – né, per logica, è possibile avere fiducia in qualcuno che adora il padre della menzogna. La Santa Eucarestia è, come noto, l’ingrediente principale della messa nera, che consiste, in ultima analisi, nella sua oscena umiliazione.

 

Come logico per tutti, tranne che per la Chiesa post-conciliare, la distribuzione della Santa Comunione nella mano non può che aver favorite enormemente il traffico di Ostie e quindi le messe nere in tutto il mondo.

 

Nei campidogli delle capitali degli Stati statunitensi hanno iniziato a comparire, specie nei pressi del Natale, altarini satanici eretti da gruppi di satanismo organizzato, tra cui si distingue il Satanic Temple.

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Come riportato da Renovatio 21, l’anno passato il Tempio Satanico aveva fatto notizia per aver allestito per Natale, nel Campidoglio dell’Iowa un altarino satanico con una testa di capra montata sopra vesti rosso sangue – una rappresentazione del demonio-Bafometto che ha condiviso lo spazio con un’esposizione natalizia finché non è stata decapitata da un veterano dell’esercito USA, ora accusato di crimine d’odio.

 

Il Tempio Satanico anni fa fece notizia per aver precedentemente piazzato una statua del demonio con le fattezze del Bafometto (l’orrendo caprone alato ed androgino) che teneva sulle ginocchia due bambini.

 

Come riportato da Renovatio 21, il Tempio Satanico è stato messo al bando in Russia due anni fa.

 

Come riportato da Renovatio 21, i seguaci del Tempio di Satana indicono eventi pubblici in cui bisogna presentarsi con la mascherina chirurgica e la prova dell’avvenuta multipla sierizzazione, altrimenti non si entra: sul fenomeno del conformismo satanico, che spiega tante cose, non è mai stata avanzata una vera riflessione. Pentagramma e siringa.

 

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Leone XIV si unirà a oltre 300 leader di false religioni in uno scandaloso raduno ad Assisi

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Papa Leone XIV sarà ad Assisi il 27 ottobre per il 40° anniversario dell’incontro di preghiera interreligioso avviato da Giovanni Paolo II nel 1986, insieme a rappresentanti delle religioni del mondo.   Il 6 ottobre, in una conferenza stampa della Comunità di Sant’Egidio, è stato annunciato che l’incontro internazionale per la 40ª Giornata Mondiale di Preghiera per la Pace, indetta da Giovanni Paolo II nel 1986, si terrà ad Assisi dal 25 al 27 ottobre. Lo riporta LifeSite.   All’evento di fatto sincretista prenderanno parte 384 rappresentanti di religioni, culture e istituzioni di 53 Paesi, e 155 relatori in 24 forum tematici. Leone XIV presiederà la celebrazione liturgica cristiana nella Basilica Inferiore di San Francesco e terrà il discorso conclusivo nella piazza antistante.

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Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, ha citato lo storico Alberto Melloni per dire che gli incontri di Assisi sono «un punto di svolta nell’atteggiamento del cattolicesimo contemporaneo verso le altre religioni e un punto di svolta nella visione che le religioni non cristiane hanno del cristianesimo».   Durante l’incontro, 13 sedi diverse ospiteranno la preghiera simultanea dei vari gruppi. Gli organizzatori spiegano che l’accorgimento serve a evitare ogni apparenza di «sincretismo religioso», in linea con l’impostazione originaria di Giovanni Paolo II. Alla fine i partecipanti firmeranno e proclameranno un messaggio di pace comune.   Oltre al papa saranno presenti il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana e figura di spicco di Sant’Egidio, e il cardinale Fridolin Ambongo, arcivescovo di Kinshasa. Tra gli altri partecipanti ci sono Andrea Riccardi, fondatore della Comunità; il patriarca ecumenico Bartolomeo I; Nasaruddin Umar, ministro degli Affari religiosi indonesiano e imam della moschea di Giakarta; l’attivista sudanese Hala al-Karib; e il rabbino capo di Francia Haim Korsia.   Il 28 settembre, durante il viaggio del papa in Francia, Korsia ha firmato con altri rappresentanti religiosi l’Appello di Metz, alla presenza di Leone XIV. Il documento richiama lo «Spirito di Assisi» e torna a presentare le religioni come strumenti necessari per «disarmare» il mondo.   I 24 forum coprono temi che vanno dal disarmo al clima e alle migrazioni. Alle discussioni parteciperanno anche organizzazioni laiche e globaliste, tra cui la Fondazione Gates, e diversi intellettuali laici.   «Il tema dell’unificazione spirituale del mondo è qualcosa di veramente importante… per infondere un discorso sulla fraternità universale, Fratelli tutti, in diversi contesti culturali e religiosi», ha detto l’Impagliazzo. A suo avviso, questa «unificazione spirituale» serve a contrastare la rinascita del nazionalismo, che starebbe minando il multilateralismo di Nazioni Unite e Unione Europea. Le religioni, ha aggiunto, possono essere strumenti utili a quelle istituzioni per riaffermare la loro visione del mondo.   In conferenza stampa l’Impagliazzo ha anche ricordato le obiezioni dell’arcivescovo Marcel Lefebvre fin dal primo incontro del 1986: «Ricordo i lefebvriani, i critici più feroci… perché si riteneva che continuare questi incontri avrebbe comportato il rischio di trasformare la Chiesa in uno spettacolo… o addirittura di sincretismo… Niente sincretismo: ognuno secondo la propria tradizione».   Il 27 ottobre 1986, su invito di Giovanni Paolo II e con la collaborazione stretta di Sant’Egidio, che decise di non ridurre lo «Spirito di Assisi» a un episodio isolato, 130 rappresentanti di confessioni cristiane e religioni del mondo si riunirono ad Assisi per la Giornata Mondiale di Preghiera per la Pace. L’evento provocò subito indignazione in ampi settori della Chiesa. Tra gli episodi più contestati ci fu la collocazione di una statua di Buddha sul tabernacolo nella chiesa di San Pietro ad Assisi.   Il 28 ottobre 1999 Giovanni Paolo II aveva riproposto l’incontro con una grande assemblea tra Roma e Assisi. Il vescovo Bernard Fellay, della Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX), inviò allora una protesta formale al pontefice, denunciando la riemersione di uno scandalo che metteva l’unica Chiesa fondata da Cristo sullo stesso piano di religioni pagane ed eretiche.

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Il 24 gennaio 2002 si tenne ad Assisi il terzo incontro, convocato di nuovo da Giovanni Paolo II dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 a Nuova York. Molti cattolici giudicarono particolarmente scandalosa la preghiera congiunta di rappresentanti cattolici e leader non cristiani.   Con Benedetto XVI la gerarchia vaticana tentò di ricalibrare il dialogo ecumenico, ma episodi come la visita alla Moschea Blu di Costantinopoli del 30 novembre 2006 mostrarono una sostanziale continuità con lo «Spirito di Assisi». Il 27 ottobre 2011 Benedetto convocò il quarto incontro, per i 25 anni del primo, e incluse tra gli ospiti ufficiali alla Basilica di Santa Maria degli Angeli anche atei e non credenti.   Il 20 settembre 2016 Francesco ha presieduto il quinto incontro, per il trentennale, in un pontificato in cui la Comunità di Sant’Egidio ha avuto un peso notevole sull’agenda e sull’orientamento.   Come riportato da Renovatio 21, la Basilica di Assisi, che ospita ed ospiterà ogni culto pagano e falsa religione, tre settimane fa ha proibito ai pellegrini della FSSPX di accedere al luogo di culto.   La Comunità di Sant’Egidio, creata da una scheggia di Comunione e Liberazione e salita di livello negli anni di Woytila, si è fatta un nome di tessitrice di equilibri mondiali, dopo aver aiutato il processo di pace in Mozambico.   Come riportato da Renovatio 21, l’area, che non sembra troppo pacificata oggi a dire il vero, è ora oggetto di azioni terroristiche jihadiste sanguinarie anche contro gli interessi italiani (dell’ENI), con persecuzioni anticristiane e stragi che hanno portato al martirio anche figure religiose come Suor Maria De Coppi.   Nella foto di gruppo dell’evento organizzato dalla Comunità Sant’Egidio a Parigi Imaginer la Paix («Immaginare la pace») nel 2024, dove si parlava di «ordine mondiale» con tanto di visita del presidente francese – che ha al centro ovviamente Macron e Riccardi – è visibile in seconda fila anche il cardinale Zuppi, controverso arcivescovo di Bologna, ideatore del tortellino pro-islamico, prelato elogiato da certi massoni nonché storico volto della Sant’Egidio considerato da alcuni come un grande papabile del prossimo Conclave.   Come amava scherzare (fino ad un certo punto…) il compianto cardinale Pell, «attenti, perché se Zuppi sarà eletto in conclave, il vero papa sarà Andrea Riccardi».  

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Immagine di Timothy A. Gonsalves via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International   
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