Oligarcato
Soros dice di essere ancora vivo. Delusione in rete
L’ultramiliardario 92enne George Soros ha risposto su Twitter alle voci sulla sua morte diffusesi nella giornata di lunedì: «le voci secondo cui ho avuto un infarto sono completamente false. Sono vivo e in salute».
Non è la prima volta che fake news sull’investitore internazionale si diffondono in rete. Una dozzina di anni fa si diffuse sui blog di mezzo mondo la notizia che Putin aveva spiccato un mandato di cattura per Soros, ma non era vero niente, e i social non erano così veloci a registrare il pubblico disappunto.
«George Soros dead» era divenuto un trend su Twitter dopo che un attivista irlandese aveva scritto: «George Soros è morto per un violento attacco di cuore».
La notizia, come aveva detto il drammaturgo Harold Pinter leggendo il suo necrologio sui giornali uscito leggermente anzitempo, era «molto prematura».
Rumors that I had a heart attack are completely false. I am alive and healthy.
— George Soros (@georgesoros) May 15, 2023
In risposta al tweet di Soros che chiariva che è vivo, gli utenti di Internet hanno espresso con macabra ironia la loro insoddisfazione per la permanenza sulla Terra dell’anziano miliardario, scherzando con meme e quant’altro.
Alcuni hanno riconosciuto che la serqua di commenti al post di Soros era semplicemente eccezionale per spirito e qualità.
Ad una certa è arrivato anche il patron di Twitter, Elone Musk, che ha scritto che il grande donatore del Partito Democratico USA «odia l’umanità».
«Presumi che siano buone intenzioni», aveva scritto su Twitter Musk ieri, parlando delle attività «filantropiche» sostenute da Soros. «Non lo sono. Vuole erodere il tessuto stesso della civiltà. Soros odia l’umanità».
Elon quindi lo ha paragonato a Magneto, il cattivo dei fumetti e dei film degli X-Men. Qui è partita la lagna dei goscisti, perché il personaggio fittizio, come Soros, è ebreo, ed è, nella finzione un sopravvissuto allo sterminio nazista. I leoni da tastiera sinistroidi, con l’inguaribile superficialità, non sanno che Soros durante la Seconda Guerra Mondiale non era nei campi di sterminio, ma aiutava un signore che lo aveva «adottato» per confiscare le proprietà delle famiglie ebree.
Dichiarò la cosa in una famosa intervista televisiva con il noto programma 60 Minutes nel 1998. L’anno prima aveva ricevuto la laurea ad honorem all’Università di Bologna; un lustro più indietro distruggeva la lira, la sterlina e un po’ di valute del Sud-Est asiatico con le sue immani manovre di speculazione finanziaria globale.
«Non mi ha creato nessun problema» diceva nell’intervista alla TV americana Soros riguardo la sua esperienza con i collaboratori dei programmi anti-ebrei.
«Nessun sentimento di colpa?» chiedeva il giornalista. «No». «Come nei mercati, se non lo avessi fatto io, lo avrebbe fatto comunque qualcun altro. Io ero solo uno spettatore. I possedimenti sarebbero stati comunque portati via». Il video di oramai 25 anni fa è rilevante perché, oltre alle confessioni di ateismo di Soros (che dice di non avere un «complesso di Dio» lui stesso) vi sono immagini di Soros che va in Ucraina «ricevuto come un capo di Stato», dove gli vengono fatti vedere i conti del Paese per «chiedergli consiglio». Interessante.
Con Musk ci sono vari conti aperti: il Soros avrebbe mollato la sua quota di azioni Tesla l’anno scorso, mentre le sue ONG chiedevano agli inserzionisti di Twitter di boicottare la piattaforma appena comperata dal Musk.
Come riportato da Renovatio 21, il Soros appare vecchissimo, e vederlo biascicare testi preparati per la sua ultima battaglia – quella contro Xi Jinping – è qualcosa di perfino doloroso che chiama in causa la carità cristiana.
Non che l’agenda dello squalo globale magiaro sia vuota: ci sarebbe in corso un’azione, come sempre concordata con lo Stato profondo americano, per detronizzare il premier indiano Narendra Modi, così come vi sarebbero finanziamenti diretti all’Ucraina.
Colpisce l’immaginazione la proposta tre mesi fa, senza tanto pudore, di praticare geoingegneria sui cieli dell’Artico per fermare il Cambiamento Climatico: basta spruzzare sostanze chimiche in cielo con grandi aerei, ha detto con l’entusiasmo che gli resta a quell’età.
Nel frattempo, emerge che il figlio Alex, amico di Emma Bonino che non disdegna di mettersi la gonna in pubblico, è stato alla Casa Bianca almeno 14 volte.
La Russia, invece, mette al bando l’ONG finanziata dai Soros.
Immagine screenshot da YouTube; modificata
Oligarcato
Il primo ministro canadese menziona il «Nuovo Ordine Mondiale» mentre elogia la partnership con la Cina
I parlamentari conservatori stanno attaccando duramente il primo ministro canadese Mark Carney dopo che, durante un viaggio nella Cina comunista, ha dichiarato di essere «rincuorato dalla leadership» del presidente Xi Jinping e che la collaborazione tra le due nazioni prepara il terreno per un «Nuovo Ordine Mondiale». Lo riporta LifeSite.
Giovedì il Carney, insieme ai suoi principali ministri, ha incontrato il premier cinese Li Qiang e ha commentato che le due nazioni possono essere «partner strategici» su questioni come la «sicurezza».
«Credo che i progressi compiuti nella partnership ci preparino bene per il Nuovo Ordine Mondiale».
WATCH: Today in Beijing, PM Mark Carney says he is “heartened by the leadership” of the Chinese dictator, that Canada and Communist China can be “strategic partners” – including on “issues of security” – and invokes the “New World Order.” pic.twitter.com/D5ROsBbqJA
— Juno News (@junonewscom) January 15, 2026
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La reazione online ai commenti di Carney è stata immediata da parte dei conservatori canadesi. Barbara Bal, candidata conservatrice alle ultime elezioni, ha osservato come le osservazioni di Carney dimostrino che i teorici della «cospirazione» sul Nuovo Ordine Mondiale potrebbero aver avuto ragione fin dall’inizio.
Non si tratta ad ogni modo del primo politico che cita il Nuovo Ordine Mondiale in un discorso ufficiale.
Molti politici hanno pronunciato la locuzione «Nuovo Ordine Mondiale» («New World Order») nei loro discorsi, quasi sempre in senso geopolitico e non cospirativo.
Il caso più celebre resta George H.W. Bush (1990-91), che la usò ripetutamente per descrivere la cooperazione internazionale post-Guerra Fredda e la risposta all’invasione del Kuwait: «un mondo in cui le nazioni si riuniscono per difendere la legge».
In epoca recente l’ex segretario di Stato USA Henry Kissinger (1923-2023) ha dedicato libri e interventi proprio al tema del Nuovo Ordine mondiale, inteso come riorganizzazione degli equilibri tra grandi potenze.
Tra i leader europei e italiani l’espressione è apparsa sporadicamente, spesso legata a crisi globali o assetti post-1989. I primi ministri italiani Giuseppe Conte e Mario Draghi hanno parlato di «Nuovo Ordine Mondiale» in chiave economica-finanziaria durante la pandemia e la guerra in Ucraina, evocando la necessità di riformare governance globale e multilateralismo.
Anche il premier magiaro Viktor Orbán ha usato l’espressione in chiave critica, attaccando élite globaliste. In Italia la formula resta rara tra i big (Berlusconi, Renzi, Meloni, Prodi non risultano averla usata in modo centrale), ma circola nei dibattiti di politica estera.
Come riportato da Renovatio 21, di Nuovo Ordine Mondiale parlarono apertis verbis, usando proprio questa espressione in accezione chiaramente positiva, l’esponente del PD di origine ebraica Emanuele Fiano e pure il capo sindacalista Landini.
🟦1 MAGGIO 2022.
Landini parla di NUOVO ORDINE MONDIALE spudoratamente…non riesco a crederci… pic.twitter.com/z6ye0x0iH6
— Jack Doson (@JacPr4185774) May 2, 2022
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L’espressione fu usata, forse con significati opposti, anche da Joseph Ratzinger, sia quando era cardinale che quando poi divenne romano pontefice.
Di «Nuovo Ordine Mondiale» ha parlato di recente anche il servizio segreto estero tedesco (BND) per descrivere i piani della Russia «nostro nemico».
L’argomento è stato trattato in vari discorsi ed omelie dall’arcivescovo Carlo Maria Viganò, che condanna il diabolico progetto arrivando poi a parlare di una chiesa di Roma «concubina del Nuovo Ordine Mondiale» e con una gerarchia divenuta sua serva per l’instaurazione di una Religione dell’Umanità massonica. Per il monsignore, la «sinodalità» della nuova chiesa è una menzogna al servizio del piano ordinovista.
«Opponiamo il Vangelo all’ideologia di morte del Nuovo Ordine Mondiale. Rifondiamo gli Stati sulla roccia che è Cristo Signore» ha detto due anni fa al al Secondo Congresso del Movimento Russofilo Internazionale. In altre occasione ha accusato «la Sinarchia massonica del Nuovo Ordine Mondiale» e la storica infiltrazione del Vaticano».
Viganò ha definito la vittoria elettorale di Trump come una «battuta d’arresto per il piano criminale del Nuovo Ordine Mondiale», una vera «controrivoluzione» contro la tirannide ordinovista, mentre l’Europa delirante e guerrafondai si muove verso il Nuovo Ordine.
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Immagine di Policy Exchange via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Misteri
I Clinton si rifiutano di testimoniare nell’inchiesta su Epstein
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Oligarcato
Trump sollecita la pubblicazione dei file di Epstein per «mettere in imbarazzo» il Partito Democratico
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sollecitato il Dipartimento di Giustizia (DOJ) a divulgare i documenti relativi a Jeffrey Epstein, chiedendo in particolare di rendere noti i nomi dei democratici che, secondo lui, erano legati al defunto finanziere.
La settimana scorsa, il dipartimento ha reso disponibili online migliaia di file in ottemperanza all’Epstein Files Transparency Act. La legge, firmata da Trump a novembre, obbliga alla pubblicazione di materiali connessi alle indagini penali federali sul condannato per reati sessuali, che secondo la versione ufficiale si è suicidato in una prigione di New York mentre era in attesa di processo per traffico di minorenni.
In un post pubblicato venerdì su Truth Social, Trump ha sostenuto che, con l’emersione di «un milione di pagine in più su Epstein», il dipartimento di Giustizia è obbligato a concentrare tutte le sue risorse su quella che ha definito «questa bufala ispirata dai democratici».
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«Sono stati i Democratici a collaborare con Epstein, non i Repubblicani. Rendete pubblici i loro nomi, metteteli in imbarazzo e tornate ad aiutare il nostro Paese!», ha scritto, senza indicare nomi specifici.
Tra i documenti giudiziari già diffusi in precedenza compaiono atti e deposizioni che menzionano diverse personalità di rilievo, tra cui Trump e l’ex presidente statunitense Bill Clinton, quest’ultimo apparso anche in foto in cui si rilassa in una vasca con donne e amici; ulteriori foto di Clinton massaggiato da ragazze del giro Epstein erano uscite da anni.

L’ex presidente marito di Hillary ha sempre affermato di ignorare le attività criminali di Epstein e di aver interrotto i rapporti con lui anni prima dell’arresto del finanziere. Tuttavia, due anni fa documenti del processo Epstein mostravano che una accusatrice avrebbe detto che «a Clinton piacciono giovani».

Trump, che ha riconosciuto di aver avuto in passato rapporti sociali con Epstein ma di essersi distaccato dopo la rivelazione dei suoi crimini, è citato nei documenti relativi a voli compiuti a bordo del jet privato di Epstein. I due sembrano aver interrotto i rapporti per un disaccordo su una proprietà immobiliare in Florida; secondo altre versioni Epstein importunava le lavoratrici di Mar-a-Lago, scatenando le ire di Trump.
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Virginia Roberts in Giuffre, la principale accusatrice di Epstein e Ghislaine Maxwell trovata pochi mesi fa morta (suicidio, per le autorità), lavorava appunto a Mar-a-Lag, e mai tra i tanti che ha accusato – in ispecie, il principe Andrea di Inghilterra e il principe del foro statunitense Alano Dershowitz – ha tirato in ballo Trump, di cui ha parlato solo sottolineandone la correttezza.
Trump in clip di dieci anni fa, prima dell’avventura politica, sembrava presagire la catastrofe che si sarebbe scatenata su Epstein e sullo Windsor. Al contempo, ai tempi delle indagini è stato detto che Trump si era dichiarato pronto a collaborare dicendo tutto quel che sapeva.
«L’isola di Epstein è un pozzo nero, non c’è dubbio a riguardo, chiedetelo al principe Andrea» aveva detto Trump ai microfoni di Bloomberg nel lontano 2015.
Il dipartimento di Giustizia ha dichiarato che le accuse rivolte a Trump presenti nei file di Epstein erano affermazioni «false e sensazionalistiche» inviate all’FBI prima delle elezioni del 2020, aggiungendo che sarebbero state «già usate come armi contro il presidente Trump» se avessero avuto qualche fondamento.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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