Oligarcato
Kennedy: la classe media è stata «sistematicamente» distrutta dai lockdown COVID
Il candidato alla presidenza democratica del 2024 Robert F. Kennedy Jr. ha affermato che i lockdown di COVID-19 negli Stati Uniti hanno decimato la classe media, suggerendo che deve ancora riprendersi.
«La forza di una nazione deriva da un’economia forte e da una vibrante classe media», ha detto Kennedy a Fox News negli scorsi giorni, «e abbiamo sistematicamente spazzato via la classe media nel Paese».
Il figlio di Bob Kennedy ha accusato la classe dirigente e le élite di essersi avvantaggiata a scapito della classe media per tramite dei lockdown, i quali, dichiara, hanno spostato la ricchezza di 4 trilioni di dollari dalla classe media a una «nuova aristocrazia di miliardari».
I lockdown «hanno creato 500 nuovi miliardari», ha affermato Kennedy. «Il rapporto Oxfam, uscito questa settimana, mostra che i miliardari che esistevano all’inizio della pandemia, persone come Bill Gates, Mark Zuckerberg, Jeffrey Bezos, Bloomberg, etc., hanno aumentato la loro ricchezza del 30% durante la pandemia. E Amazon [di Bezos] ha fatto chiudere tutti i suoi concorrenti».
Come aveva già fatto nel suo comizio di lancio della campagna, Kennedy ha dichiarato di ritenere che l’ex presidente Donald Trump sia il responsabile dell’avvio dei lockdown.
«Sono in una posizione migliore per correre contro Donald Trump rispetto a qualsiasi altro democratico perché posso ritenerlo responsabile della cosa peggiore che ha fatto, ovvero i lockdown», ha dichiarato Kennedy.
Tuttavia, come scrive Epoch Times, il Trump, in qualità di presidente, aveva poca autorità per emettere blocchi a livello statale o locale. E all’inizio del 2020, Trump ha affermato che tenere chiusi gli Stati Uniti “alla fine infliggerebbe più danni di quanti ne impedirebbe”. Per quelle e altre osservazioni, i media mainstream hanno spesso criticato Trump e essenzialmente hanno incolpato le sue politiche per l’aumento delle morti legate al COVID-19 quell’anno.
«È importante che tutti gli americani riconoscano che un blocco permanente non è un percorso praticabile in avanti che produce il risultato desiderato o certamente non è un percorso praticabile in avanti», aveva detto il presidente Trumpo nell’aprile 2020, circa due mesi dopo i primi casi di COVID-19 sono stati rilevati negli Stati Uniti dopo essersi diffusi dalla Cina continentale.
I sondaggi suggeriscono che Kennedy potrebbe avere una possibilità a lungo termine contro il presidente Joe Biden.
«Come mio padre correva per principio, non credeva di poter vincere. E il suo obiettivo era dire la verità al popolo americano», ha detto Kennedy a Fox News. «Ed è quello che farò. E se c’è appetito per questo, sarò alla Casa Bianca nel 2025».
La sua campagna, sostiene Kennedy, lo rende simile a suo padre, che fece una campagna contro il presidente democratico in carica Lyndon B. Johnson nel 1968 prima che Bob Kennedy senior venisse assassinato in un hotel dopo la sua vittoria alle primarie della California.
«Stava correndo contro un presidente del suo stesso partito. Correva contro una guerra. Stava correndo in un momento di polarizzazione senza precedenti nel nostro Paese», ricorda Kennedy figlio. «Quella disperazione della sua campagna», ha aggiunto, «lo ha liberato per dire la verità al popolo americano».
Kennedy ha anche commentato il fatto che i suoi critici lo hanno accusato di diffondere disinformazione sui vaccini. Tuttavia, ha affermato che «molta della disinformazione sono solo dichiarazioni che si discostano dall’ortodossia del governo».
Come avvocato Kennedy ha denunciato due volte Trump per temi ambientali legati ai suoi campi da golf e strutture resort.
Tuttavia, come dichiarato in un podcast dei mesi scorsi, Kennedy fu chiamato da Trump subito dopo l’elezione a presidente nell’autunno 2016 per guidare un progetto che avrebbe studiato le correlazioni tra vaccini e malattie a partire da dati che sarebbero stati desecretati da Trump, che si sarebbe insediato da lì a poche settimane. Del progetto, per il quale fu tenuta una riunione alla Trump Tower dal presidente eletto, alla fine non si fece nulla.
In seguito emerse che Trump, in una conversazione con Bill Gates, disse che voleva presentargli Kennedy, ma Gates si oppose risolutamente all’idea.
In un articolo del 9 aprile 2020 tradotto da Renovatio 21, Kennedy scriveva: «I vaccini, per Bill Gates, sono una filantropia strategica che alimenta le sue numerose attività legate ai vaccini (inclusa l’ambizione di Microsoft di controllare un’impresa globale di identificazione delle vaccinazioni) e gli danno un controllo dittatoriale della salute globale politica».
Come riportato da Renovatio 21, la campagna elettorale di Kennedy è già iniziata sotto il segno della censura, con il network ABC che ha tagliato le risposte alle domande postegli su COVID e vaccini pediatrici.
Immagine screenshot da YouTube
Oligarcato
La «Davos nel deserto» cancellata a causa della guerra
L’Arabia Saudita ha annunciato che il suo principale forum sugli investimenti è stato rinviato al prossimo anno, a causa dei continui attacchi degli Houthi che colpiscono il regno.
Lanciata nel 2017, la conferenza Future Investment Initiative (FII), spesso soprannominata «Davos nel deserto», riunisce leader mondiali, alti dirigenti e investitori globali.
«Questa decisione nasce da un profondo impegno nei confronti dei nostri partner, membri, relatori e delegati», ha dichiarato lunedì in un comunicato stampa la CEO del FII Institute, la dottoressa Maha Bint Mishari Al Saud, aggiungendo che le nuove date per il 2027 saranno annunciate a breve.
L’evento era stato organizzato per celebrare il decimo anniversario della conferenza e si prevedeva la partecipazione di personalità di spicco del mondo finanziario e tecnologico, tra cui l’amministratore delegato di BlackRock Larry Fink, la presidente e responsabile degli investimenti di Alphabet Ruth Porat e l’amministratore delegato di Goldman Sachs David Solomon.
Il conflitto con gli Houthi, noti anche come Ansar Allah, ha causato disagi di vasta portata in Arabia Saudita. Secondo Al Jazeera, agenzie governative e aziende a Riyadh, comprese quelle del Kingdom Center e del King Abdullah Financial District, hanno chiesto ad alcuni dipendenti di lavorare da remoto.
Il rinnovato scontro è iniziato a luglio, quando le forze governative yemenite sostenute dall’Arabia Saudita hanno attaccato l’aeroporto di Sana’a, città controllata dagli Houthi, interrompendo anni di relativa calma seguiti alla tregua mediata dalle Nazioni Unite nel 2022. Gli Houthi hanno accusato Riad dell’attacco.
Gli Houthi hanno reagito con attacchi missilistici e hanno dichiarato un blocco marittimo dell’Arabia Saudita. La mossa è giunta in risposta alle restrizioni imposte dalla coalizione a guida saudita ai porti e agli aeroporti yemeniti controllati dagli Houthi a partire dal marzo 2015, quando Riad è intervenuta nella guerra civile del Paese.
Gli Houthi hanno inoltre conquistato territori lungo la costa yemenita del Mar Rosso, vicino allo stretto di Bab el-Mandeb, una rotta marittima cruciale per le esportazioni di petrolio saudita, dato che il traffico attraverso lo stretto di Ormuzzo rimane fortemente interrotto dal conflitto tra Stati Uniti e Iran.
L’escalation del conflitto ha causato vittime civili sia in Arabia Saudita che in Yemen. Diversi attacchi degli Houthi contro l’aeroporto di Riad all’inizio di questo mese hanno ucciso almeno 14 persone e ne hanno ferite più di 300, secondo le autorità saudite. Gli attacchi sauditi hanno ucciso 141 persone e ne hanno ferite 395 dal 3 settembre, la maggior parte delle quali donne e bambini, ha dichiarato lunedì il ministero della Salute controllato dagli Houthi.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Republic of Korea Office of the President Official Photographer Kang Min Seok via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC-SA 2.0
Oligarcato
Gola profonda del caso Epstein trovato morto in Tailandia
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Iscriviti al canale Telegram ![]()
I am the British whistleblower who reported evidence concerning Howard Lutnick, his links to Jeffrey Epstein, and Cantor Fitzgerald and BGC to the FBI in 2020–21.
Listen to the BBC File on 4 documentary about my whistleblower story: https://t.co/rLRDnZA4Dv BBC News: https://t.co/DdNNOosnKL I later shared evidence with the House Oversight Committee, which subsequently questioned Lutnick behind closed doors. My disclosures also contributed to regulatory action in the US and UK, including a £96m HMRC tax assessment relating to BGC’s partnership scheme. I believe the true tax exposure is substantially higher. I also reported to the FBI and financial regulators matters involving Cantor Fitzgerald’s Relief Fund and BGC/Cantor’s annual 9/11 Charity Day. The personal consequences of whistleblowing, and the retaliation I say followed, have been devastating for my family and me. Mother Jones previously reported that documents I uncovered revealed a years-long business tie between Howard Lutnick, Cantor Fitzgerald and Jeffrey Epstein through AdFin, including a 2018 exchange in which Lutnick and Epstein discussed the company directly: https://t.co/aRdn302v4i https://t.co/aRdn302v4i Follow me here on X and on LinkedIn. I intend to share more of the evidence and the story behind what happened. — Simon Andriesz (@SAndriesz) August 9, 2026
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Oligarcato
La Norvegia indaga sui legami tra la sua élite ed Epstein
Il Parlamento norvegese ha aperto un’inchiesta pubblica sui legami tra l’élite politica e diplomatica del Paese e il finanziere statunitense Jeffrey Epstein, condannato per reati sessuali su minori. Saranno sentiti undici ministri degli Esteri e dello Sviluppo, tra cui l’attuale e l’ex titolare degli Esteri, e il primo ministro Jonas Gahr Stoere, che ricoprì quella carica dal 2005 al 2012.
I documenti su Epstein, resi pubblici dal Dipartimento di Giustizia statunitense all’inizio di quest’anno, hanno messo in luce i suoi rapporti spesso tossici con politici, membri di famiglie reali e altre figure di spicco, per i quali si ritiene abbia procurato ragazze minorenni a scopo sessuale. Quelle rivelazioni hanno innescato indagini parlamentari e di polizia in Norvegia.
La Commissione permanente per il controllo e gli affari costituzionali del Parlamento sta esaminando la gestione dei fondi per gli aiuti internazionali da parte del ministero degli Esteri, i controlli interni e se i rapporti personali con Epstein possano aver inciso sulle decisioni del governo. Il membro della commissione Jonas Andersen Sayed ha detto che l’esecutivo deve spiegare che cosa sta facendo per ricostruire la fiducia nel servizio diplomatico.
Sostieni Renovatio 21
Restano aperti anche interrogativi sui finanziamenti norvegesi all’International Peace Institute (IPI), che tra il 1997 e il 2018 ha ricevuto dal Ministero degli Esteri circa 130 milioni di corone (12 milioni di euro). Il think tank internazionale è stato guidato dal diplomatico norvegese Terje Roed-Larsen dal 2005 al 2020.
La Norvegia, sede del Premio Nobel per la Pace e da tempo attore centrale della diplomazia internazionale, è finita sotto una luce sempre più intensa per i legami di Epstein con i suoi ambienti politici e diplomatici.
Roed-Larsen, figura chiave dei negoziati di pace in Medio Oriente negli anni Novanta e tra i principali artefici degli Accordi di Oslo del 1993, è uno dei norvegesi di spicco indagati dall’Oekokrim, l’autorità per i crimini economici, dopo la pubblicazione dei documenti del caso Epstein.
Sotto inchiesta ci sono anche l’ex primo ministro Thorbjoern Jagland e l’ex diplomatica Mona Juul. La Juul e lo Jagland sono sospettati di corruzione aggravata, Roed-Larsen di complicità nello stesso reato. Tutti e tre hanno respinto gli addebiti.
Edward Juul Rod-Larsen, 25 anni, è stato trovato morto a Oslo pochi giorni dopo che le polizie francese e norvegese avrebbero avviato un’indagine congiunta sui suoi genitori, Mona Juul e Terje Rod-Larsen; si è sospettato il suicidio. Anche lo Jagland avrebbe cercato di suicidarsi, finendo all’ospedale.
Come riportato da Renovatio 21 ex ministro degli Esteri Boerge Brende ha intanto testimoniato davanti alla commissione, dopo essersi dimesso a febbraio da presidente e amministratore delegato del World Economic Forum in seguito alle indagini sui suoi contatti con Epstein.
In parallelo il parlamento ha nominato una commissione indipendente di accademici ed esperti legali per esaminare le questioni sollevate dai dossier Epstein. Le conclusioni dovranno arrivare entro il 31 gennaio 2028.
Aiuta Renovatio 21
Come riportato da Renovatio 21, i contatti norvegesi dell’Epstein comprendono anche quella che, dopo la recentissima morte di re Aroldo, è ora la regina di Norvegia Mette-Marit.
Secondo i documenti relativi al caso Epstein, la principessa ereditaria si scambiò centinaia di email con l’oscuro oligarca molestatore sessuale tra il 2011 e il 2014 e soggiornò persino nella sua casa in Florida per quattro giorni. Questi scambi sono avvenuti anni dopo che Epstein aveva ammesso di aver sollecitato una minorenne alla prostituzione.
La corrispondenza, personale e a tratti civettuola, ha dimostrato che la loro relazione è durata molto più a lungo di quanto il palazzo avesse pubblicamente affermato. Mette-Marit si è poi scusata per quello che ha definito un errore di valutazione, dicendo che avrebbe dovuto indagare più a fondo sul passato di Epstein.
Come riportato da Renovatio 21, a giugno il figlio di primo letto della regina è stato condannato a 4 anni di reclusione per stupro.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Torbjørn Kjosvold/SMK via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
-



Necrocultura2 settimane faLa guerra occulta oltre l’aborto
-



Immigrazione6 giorni faIl sacco di Milano della barbarie anarco-tirannica. Invochiamo il flagello di Ambrogio
-



Predazione degli organi1 settimana faTrapianto di organi, prima la persuasione e poi l’obbligo?
-



Pensiero2 settimane faPapa Leone «medical dimension»
-



Pensiero1 settimana faL’antico incidente dietro la Tesla volante
-



Spirito1 settimana fa«Orrendi documenti vaticani scardinano la vocazione religiosa»: omelia di mons. Viganò
-



Vaccini1 settimana faVaccinazione, il video in cui il futuro papa Leone parlava di «atto d’amore»
-



Epidemie1 settimana fa«Perché Fauci deve marcire in galera»













