Cina
Il vecchio Soros su vaccini cinesi e lockdown zero-COVID
Un video di un paio di mesi fa, prima dell’inizio delle Olimpiadi pechinesi, riprende un discorso dello speculatore internazionale Giorgio Soros su Cina, vaccini e lockdown.
L’occasione è un contributo uscito lo scorso 31 gennaio che il magiaro György Schwartz, poi divenuto l’inglese e poi l’americano George Soros (il padre era esperantista convinto, Soros significa «innalzarsi) dà alla Hoover Institution.
Il succo del video, di cui Renovatio 21 riporta e sottotitola un segmento, è l’attacco che Soros porta a Xi Jinping, il presidente della Repubblica Popolare Cinese.
Per chiedere la sua rimozione, Giorgio comincia a sminuire l’efficacia dei vaccini cinesi, per poi lanciarsi in qualcosa di interessante: una critica dell’approccio zero-COVID, quello che piace agli australiani, ai neozelandesi, ai cinesi e ai Ricciardi.
Come riportato da Renovatio 21, la questione tra Soros e la Cina va avanti da un po’ di tempo. William Engdahl ha scritto che si tratterebbe di una faida con BlackRock, il più grande fondo d’investimento del mondo – e vi invitiamo a leggere l’articolo pubblicato da Renovatio 21. In palio ci sarebbe i resti del più grande collasso che possa capitare, quello dell’economia cinese.
Il 6 settembre 2021 Soros scrisse o un editoriale sul Wall Street Journal criticando aspramente BlackRock per aver investito in Cina.
«La condanna di Soros a BlackRock, il più grande fondo di investimento privato al mondo, è chiaramente strategica. Potrebbe essere che Soros intenda ripetere il suo rovesciamento del 1998 della bolla del mercato obbligazionario russo dopo aver raccolto i suoi profitti?» nota l’Engdahl.
Forse è così. Forse le motivazioni sono personali. Una questione di collezionismo, tipo. Di onore professionale. Uno sforzo completista per chiudere la carriera in bellezza.
Il Soros vorrebbe detronizzare Xi Jinpingo: si tratta, forse, della sua ultima opera, il capolavoro finale da portare a termina prima di morire – «aprire» la società cinese, cioè decapitarne il governo e liquidare gli immani asset nazionali, come fatto in Est Europa e non solo nella sua carriera di squalo filantrocapitalista.
Quindi, una nota di colore, diciamo così, fisiognomico. Se è vero che questo biennio pandemico ci ha invecchiati tutti, beh, non lamentatevi troppo: guardate come sta messo il povero György.
Il Sorosso appare oramai vecchio, vecchissimo.
Biascica le parole, legge da carte che sfoglia a fatica. Gli occhi gli cascano. Davvero è questo l’uomo che nel giro di pochi mesi ha distrutto la sterlina inglese, il ringit malese e la lira italiana? È lo stesso uomo che pochi anno dopo riceveva la laura honoris causa conferitagli da Romano Prodi all’Università di Bologna? È questo l’uomo che, anche quando gli americani soprassedevano, definiva la Russia «avversario geopolitico dell’Europa»?
Il grande distruttore, l’unico uomo al mondo con una sua politica estera (una battuta che fece un tizio del Carnegie una volta: ma è la verità) ridotto a discorsetti anticinesi qualsiasi?
Maledetto COVID. Ci hai tolto anche il cattivo globale che amavamo odiare, un uomo che era mejo di un villain di James Bondo – e di fatti c’è chi dice che l’episodio i 007 Quantum of Solace contenesse un’attacco a lui, fondatore del Quantum Fund.
Ad una certa, potrebbe capitare anche questa. Ci mancherà il Soros d’un tempo. Soros il sorosiano, Soros il distruggitore di nazioni.
Vabbè. Oramai abbiamo capito: è una vita grama, piena di amarezze.
Immagine screenshot da YouTube
Cina
I cinesi svelano il progetto di un carro armato in grado di rimanere immerso per due ore
La Cina sta sviluppando un prototipo di veicolo militare che potrebbe permettere a un carro armato di restare immerso fino a due ore, offrendo potenzialmente alle sue forze armate un nuovo strumento per avvicinarsi alle coste nemiche durante le operazioni anfibie. Lo riporta il giornale di Hong Kong South China Morning Post.
Il sistema in progetto consentirebbe a un mezzo blindato di spostarsi a profondità fino a 50 metri prima di riemergere e proseguire la missione sulla terraferma. L’obiettivo è garantire alle forze militari maggiore flessibilità negli assalti costieri, riducendo al contempo la dipendenza dai tradizionali mezzi da sbarco.
Il South China Morning Post riferisce che il progetto, elaborato dai ricercatori del Primo Gruppo Meccanico della Mongolia Interna e dell’Istituto di Tecnologia di Pechino, rientra in un più ampio sforzo volto a realizzare veicoli militari in grado di adattarsi rapidamente alle diverse condizioni del campo di battaglia.
Invece di progettare mezzi distinti per ogni ambiente, i ricercatori stanno sperimentando moduli intercambiabili che potrebbero consentire a un’unica piattaforma di assolvere più funzioni. I veicoli proposti integrerebbero inoltre droni per aiutare a rimuovere gli ostacoli e potenzialmente accelerare gli sbarchi anfibi.
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Sulla terraferma la piattaforma ibrida dovrebbe avere un’autonomia di circa 600 km e raggiungere velocità superiori a70 km/h. I ricercatori mirano inoltre a un tempo di reazione di nove secondi tra l’individuazione di una minaccia e l’inizio di un attacco.
I test iniziali hanno dato risultati promettenti per i componenti modulari del veicolo, ma le capacità subacquee non sono ancora state dimostrate. I ricercatori non hanno rivelato la velocità che il mezzo potrebbe raggiungere sott’acqua né la distanza che potrebbe percorrere una volta immerso.
Il concetto si inserisce nella pianificazione tecnologica militare a lungo termine della Cina per il periodo 2030-2050, nell’ambito del quale i ricercatori studiano come i veicoli blindati potrebbero operare in diversi scenari di combattimento.
Come riportato, la Cina sta preseguendo nella ricerca di armi laser, armi robotiche, armi spaziali e armi biologiche.
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Immagine generata artificialmente
Cina
I mercati esagerano la possibilità di conflitto per Taiwano
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Cina
La Cina ha commissionato ufficialmente il Tokamak BEST
Il Tokamak superconduttore sperimentale a plasma (BEST) di Hefei, in Cina, è stato ufficialmente inaugurato il 1° ottobre.
Contemporaneamente, la struttura principale è entrata nella fase cruciale di assemblaggio dei «quattro anelli concentrici». Questi quattro anelli sono costituiti dalla camera a vuoto, dallo schermo termico, dal magnete toroidale e dai componenti interni di precisione, che vengono assemblati sequenzialmente dall’interno verso l’esterno.
Il BEST dovrebbe essere completato entro la fine del 2027, con una dimostrazione di produzione di energia da fusione deuterio-trizio prevista intorno al 2030.
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L’obiettivo è raggiungere un guadagno di fusione Q maggiore o uguale a 1, criterio per il «punto di pareggio» (il momento in cui l’energia o la potenza prodotta dalle reazioni di fusione è pari a quella somministrata dall’esterno per riscaldare e confinare il plasma), e mantenerlo per oltre 1000 secondi. Il successo del BEST convaliderà tecnologie come il ciclo del combustibile al trizio, il riscaldamento del plasma ad alta potenza e la manutenzione a distanza, in preparazione per la futura centrale a fusione dimostrativa CFEDR (Fusion Engineering Demonstration Reactor).
Come riportato dfa Renovatio 21, a gennaio la Cina aveva annunciato un’altra svolta nello sviluppo dell’energia termonucleare con il successo di un esperimento pubblicato su Science Advance snel progetto per il «Sole Artificiale» (Experimental Advanced Superconducting Tokamak, EAST Tokamak).
Come riportato da Renovatio 21, nel 2025 è stata inaugurata nella megalopoli cinese di Chengdu, in Cina, la seconda riunione ministeriale del World Fusion Energy Group dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), con 1.000 partecipanti.
Come riportato da Renovatio 21, nell’estate 2025 fa scienziati cinesi avevano introdotto un nuovo dispositivo di prova per la produzione di fusione.
Nel marzo dello scorso anno la Cina aveva fatto sapere che costruirà un reattore ibrido a fusione-fissione entro il 2030, con l’obiettivo di generare 100 megawatt di elettricità continua e connettersi alla rete nazionale entro la fine di questo decennio.
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Come riportato da Renovatio 21, la Cina sta portando avanti le ricerche sulla fusione da anni. La Cina ha accelerato con i suoi studi per la fusione dopo che negli scorsi anni un team di scienziati cinesi aveva affermato di aver trovato un metodo nuovo e più conveniente per il processo.
Una volta scoperto un processo stabile per ottenere la fusione, potrebbe entrare in giuoco l’Elio-3, una sostanza contenuta in grande abbondanza sulla Luna, dove la Cina, come noto, sta operando diverse missioni spaziali di successo. Da qui potrebbe svilupparsi definitivamente il ramo cosmico dello scacchiere internazionale, la geopolitica spaziale che qualcuno già chiama «astropolitica», e già si prospetta come un possibile teatro di guerra.
Un esperto di fusione, direttore del Plasma Science and Fusion Center del politecnico bostoniano MIT è stato assassinato l’anno scorso in un’oscura vicenda che ha visto il presunto sicario, che avrebbe ucciso altri studenti in un’altra università, trovato morto suicida pochi giorni dopo.
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Immagine di Eye Steel Film via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
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