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Renzi, le statistiche del morbillo: “tutta colpa dei non vaccinati”

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“Sai ched’è la statistica? È ’na cosa
che serve pe’ fa’ un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che sposa.
Ma pe’ me la statistica curiosa
è dove c’entra la percentuale,
pe’ via che, lì, la media è sempre eguale
puro co’ la persona bisognosa.
Me spiego: da li conti che se fanno
secondo le statistiche d’adesso
risurta che te tocca un pollo all’anno:
e, se nun entra ne le spese tue,
t’entra ne la statistica lo stesso
perché c’è un antro che ne magna due.” 
(Trilussa)

Dopo le polemiche con il collega Emiliano, il quale fu accusato di accaparrarsi voti con il tema vaccini, Matteo Renzi torna alla carica su Facebook con “dati statistici” alla mano, sempre riferendosi al suddetto tema. Come un bambino che casca dal pero l’ex-premier invita tutti a farsi un esame di coscienza, seminando il panico alla pari dei colleghi che coprono le fila del Ministero della Salute:

“Avete visto i dati del ministero della Salute sul morbillo? pazzeschi! Nei primi mesi del 2017 si registra un aumento del 230%. lo dico da genitore prima che da politico: sui vaccini non si scherza. Basta polemiche, prendiamo sul serio la scienza. E mettiamo al centro la salute dei nostri figli, non la propaganda“.
Evidentemente il giovine toscano non sa, come già dicemmo, che di scienza qui non si tratta, i vaccini rientrando nel campo della Medicina la quale produce – fra le altre cose che fa – i farmaci curativi e preventivi, allontanandosi di gran lunga da qualsivoglia tipo di scienza, e meno che mai esatta.
Oltre a questo tenue particolare, si avverte nell’ex-premier la volontà di calare le carte di quel terrorismo epidemiologico che batte sempre sulla stessa nota, sentito e risentito.
Nello specifico caso del morbillo come composizione non vorremmo soffermarci troppo, se non altro per non anticipare ciò che vorremmo approfondire, con parsimonia e dedicandovi più tempo, ad ogni specifica malattia dalla quale i nostri figli sono chiamati a raccolta per la vaccinazione.
Possiamo però accennare per intanto che il morbillo rientra fra quelle malattie per la quale non è richiesta una vaccinazione obbligatoria, ma solo “consigliata” – o ad onor del vero “fortemente consigliata”, “raccomandata”.
Questo il primo dato che dovrebbe far accendere qualche lampadina all’italiano medio e, il secondo dato ma non per importanza, è che il vaccino per il morbillo sia in realtà un trivalente dal nome MPR ( morbillo – parotite – rosolia ) e venduto con il nome commerciale di MMR per le traduzioni inglesi delle accennate malattie. Un vaccino di immunizzazione che non copre dunque in modo specifico da morbillo, ma che ingloba all’interno del soggetto vaccinato una miscela di virus vivi attenuati dalle tre patologie.
Il punto su cui si vorrebbe porre l’accento qui è verosimilmente legato all’allarmismo smisurato lanciato, ancora una volta guarda caso, all’indomani di qualche tenue intervento di chi non vede poi così tanta chiarezza sulla tematica vaccinale ma soprattutto non ne vede garantita l’efficacia.
Secondo Renzi e secondo la Lorenzin, infatti, il fatto che questa sconfinata percentuale citata si sia così drasticamente alzata oltre la soglia percentuale è da attribuirsi ai non vaccinati, coloro i quali – sempre secondo i leader maximi della Sanità ( maiuscola d’uopo ) – scardinerebbero gli equilibri della cosiddetta “immunità di gregge”, valida solo se situata almeno al 95% della popolazione. Orbene, è davvero colpa dei mostri genitori che, vista la non obbligatorietà del trivalente MMR, decidono di non sottoporre a vaccino-profilassi la propria prole?
La risposta pare piuttosto retorica, tuttavia è necessario puntualizzare, senza addentrarci troppo come già detto nel tema morbillo,  alcuni aspetti essenziali di questa gag terroristica commissariata dagli stessi organi della Sanità.
Uno degli errori principi sulla valutazione dell’efficacia del vaccino contro il morbillo è quello di pensare che l’inoculo di due dosi di morbillo-parotite-rosolia (MMR) equivalga ad acquisire totale immunità contro questi agenti patogeni. Comunemente si ritiene che ricevere due dosi del vaccino MMR porti un’efficacia al 99% nel prevenire il morbillo, nonostante una voluminosa bibliografia e prove basate sull’epidemiologia e sull’esperienza clinica contraddicano di gran lunga questo dato; prove che, senza dubbio, Renzi non ha mai sfogliato nemmeno per un secondo.
Il suddetto modo di pensare e sopratutto di spacciare le cose in modo così erroneo e superficiale ha portato il pubblico – il grande pubblico -, i media e le autorità ad attribuire sempre ai non vaccinati l’origine di focolai di morbillo, come sostanzialmente si nota nel messaggio Facebook di renziana memoria.
Così accadde nella famosa circostanza di contagio seduta stante avvenuta a Disney nel lontano 2015, malgrado il 18% dei casi di morbillo si sia verificato verificato in coloro che erano stati vaccinati. Avete capito bene: il 18% dei casi di morbillo riscontrato nel contagio di Disney era stato sottoposto a vaccinazione MMR. Va da sé che la chiarosciente inefficacia del vaccino in alcuni casi è stata dimostrata dalle conseguenti linee guida della CDC ( Centers for Desease Control and Prevention ), che ora richiede due dosi.
Un altro aspetto da sottolineare, oltre al già menzionato soggettivo grado di immunità, è che coloro i quali sono stati “immunizzati” con due dosi di vaccino MMR possono ancora trasmettere l’infezione ad altri, fenomeno e rischio questo che nessuno segnala nella fretta di incolpare chi non si è vaccinato o non ha fatto le due dosi limitandosi a farne solo una, e cioè l’84% delle persone, dato non basso epperò incompleto per gli sbandieratori della solita soglia dell’ “immunità di gregge”.
Su questo tema si è espresso Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano, al quale è stato chiesto quale correlazione vi sia tra il presunto aumento dei casi di morbillo e l’imponente calo delle vaccinazioni:
“C’è sicuramente un aumento correlato al calo delle vaccinazioni nel bambino – ha risposto Pregliasco – in Italia il livello di vaccinazioni [ contro il morbillo ndr ] si attesta intorno all’80% rispetto all’obiettivo del 95% già raggiunto in Paesi come la Gran Bretagna”.
Rincresce dire che queste affermazioni, nonostante provengano da un virologo, sono al servizio di un sentire comune privo di onestà intellettuale, visto che in questo modo si tenta di incolpare della “morbilità” e mortalità delle malattie infettive i genitori che scelgono di non vaccinare, quando è certificato invece che la vaccinazione non conferisce l’immunità e non impedisce a coloro che sono vaccinati di infettare gli altri. In realtà, i focolai secondari di morbillo dovuti al fallimento della vaccinazione – perché questo è il punto: di fallimento vero e proprio si tratta in molti casi – anche in popolazioni con copertura vaccinale del 99%, capitano da decenni senza che la stampa e i media in generale si preoccupino di portare a galla il misfatto.
Un esempio concreto si può trarre da un caso accaduto in America qualche anno fa, dove un individuo vaccinato due volte, durante l’epidemia di morbillo a New York, è stato in grado di trasmettere il morbillo a quattro dei suoi contatti, due dei quali avevano ricevuto due dosi di vaccino MMR e avevano precedenti valori anticorpali IgG per morbillo presumibilmente protettivi.

Questo genere di fenomeno – individuo completamente vaccinato che infetta altri individui completamente vaccinati – è stato ignorato, come si diceva poc’anzi, dalle agenzie sanitarie e dai media. Tutto ciò conferma la possibilità che, durante il focolaio di morbillo verificatosi a Disney, soggetti precedentemente vaccinati (chiunque facente parte del famoso 18% che si sa essersi infettato) possano essere stati infettati o anche aver contratto il morbillo dal vaccino e aver trasmesso il morbillo sia ai vaccinati che ai non vaccinati.

Ci hanno voluto veder chiaro anche diversi scienziati del CDC e del Bureau of Immunization i quali hanno evidenziato la necessità che vi sia una “accurata indagine epidemiologica e di laboratorio dei casi sospetti di morbillo, indipendentemente dallo stato vaccinale” avvallando l’ipotesi che gli studiosi devono poter escludere il fallimento del vaccino e l’infezione da parte di individui completamente vaccinati come concausa dei focolai di morbillo, non rientrando questo nel circolo delle certezze – come già abbiamo spiegato.

Quello che sta accadendo oggi invece, puntualmente, è che quando  si verifica un’ “epidemia” di morbillo, si attribuisce la colpa alla vittima contraente il virus, e i media e/o le agenzie riportano che i contagiati sono non vaccinati o non totalmente vaccinati, spesso senza prove sufficienti a sostegno di tali affermazioni.

Ancora il CDC afferma che “dopo la vaccinazione i virus [morbillo ma non solamente il morbillo ndr] prolificano e causano una infezione non pericolosa nei vaccinati”. Ebbene, questa sarebbe la cosa di cui dovrebbe prendere atto qualsiasi genitore, ovvero che anzitutto vengono iniettati dei virus; capito questo si passa al punto numero 2: “i virus prolificano”, tuttavia rimanendo innocui ( dicono ). E perché mai se innocui e perlopiù deattivati prolificano? E se prolificano perché non possono pure infettare?

Arrivati a questo complesso di domande si giunge a quella essenziale, da rivolgere a Renzi e compagnia: a me, a noi, chi ci dice che in Romania o in Italia non siano gli stessi vaccinati con MMR ad infettare? Per caso sono rintracciabili analisi biomolecolari le quali attestino che le persone siano state contagiate naturalmente e non da virus vaccinale, oppure il tutto consiste e rientra in un insano e puerile terrorismo?

Se esistesse ancora un briciolo di onestà in giro, varrebbe la pena ammettere che il fallimento del vaccino MMR sia la causa essenziale di questo terrorismo mediatico che ora incorre, una vera caccia alle streghe contro le persone che – è bene ricordarlo – non hanno sottoposto i propri figli ad una vaccinazione NON obbligatoria.

Il Professoron Villani, medico dell’Ospedale Bambin Gesù, ne sa qualcosa di questo. Sempre riguardo al morbillo ha infatti esternato che“da noi ancora si disquisisce sull’obbligatorieta’ delle vaccinazioni per l’iscrizione a scuola, e nel frattempo la situazione peggiora. Il problema è delle Regioni, che devono sbrigarsi ad attuare il nuovo piano vaccinale“.

Insomma, sotto tutti e no perdi-tempo. Vacciniamo a mani basse senza stare troppo ad interrogarci sulla libertà delle persone e, in particolare, dei genitori. Il Villani però tralascia di dire che il nuovo piano nazionale contro le vaccinazioni tenta di entrare dalle finestre, giacché il numero di vaccinazioni obbligatorie, de facto, non muta di una virgola. Ma su questo avremo modo di tornare in un capitolo a parte. Soffermandoci invece ancora un momento sull’infrangibile scudo delle vaccinazioni, è giusto evidenziare come il vaccino – in questo caso contro il morbillo – come nella maggior parte delle altre malattie, sia comparso senza però rendere noti effetti rilevabili dall’introduzione di esso, come spiega il semplice grafico che segue.

image

Apporre l’infallibilità vaccinale come presupposto imprescindibile per l’eliminazione effettiva di una malattia, è quanto meno cosa sciocca, checché ne dicano i nostri. Ciò che deve essere chiaro è che nessuno qui vuole sminuire l’importanza della malattia in sé, seppur esistano migliaia di persone che hanno contratto il morbillo e lo raccontino ancora senza problemi, quanto piuttosto porre l’accento sull’accanimento riversato contro i non vaccinati, o ancor peggio verso chi non si è sottoposto alla seconda dose di MMR.

Come spesso accade in questi frangenti, la lingua batte dove il dente duole. E il ministro signora Lorenzin ben lo sa. Il vaccino trivalente in questione ha di fatto fallito e molti sono quelli che ne hanno preso coscienza togliendosi il paraocchi montato a serie dai paladini della Sanità (sempre con la “S” maiuscola). Come fare dunque? Non vi è niente di meglio che un sano terrorismo e una sana discriminazione (qui sì, da fare appello alla legge Mancino) volta ad emerginare i soggetti che non si sottomettono tout court alla vaccino profilassi comandata.

Forse un po’ più di approfondimento farebbe bene ai Renzi che le sparano grosse, e da bar. Così come qualche dose in meno di grossolaneria siamo certi che porterebbe risultati migliori alla Lorenzin e all’industria del farmaco che lei sponsorizza sovente. Il terrore mediatico riesce sì, ma fino ad un certo punto.

Poi stanca.

 

Cristiano Lugli

 

 

Articolo originariamente apparso qui.

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Chiesta la pena di morte per la madre accusata per i due gemelli deceduti 8 giorni dopo la vaccinazione

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.

I pubblici ministeri dell’Idaho chiedono la pena di morte per Andrea Shaw, accusata di aver ucciso i suoi due gemelli piccoli otto giorni dopo che avevano ricevuto le vaccinazioni di routine. La Shaw nega le accuse. In base a una legge entrata in vigore nel luglio 2026, la fucilazione è il principale metodo di esecuzione in Idaho. L’avvocato di Shaw, Joseph Filicetti, ha definito «oltraggiosa» la richiesta della pena di morte da parte dell’accusa.

 

I pubblici ministeri dell’Idaho chiederanno la pena di morte per Andrea Shaw , una giovane madre accusata di aver ucciso i suoi due gemelli piccoli, alzando drasticamente la posta in gioco in un caso penale che ha attirato l’attenzione nazionale.

 

In un avviso depositato alla fine della scorsa settimana presso il Tribunale del Terzo Distretto Giudiziario dell’Idaho, il vice procuratore della contea di Payette, Ryon Sirucek, ha identificato quattro circostanze aggravanti previste dalla legge che i pubblici ministeri intendono utilizzare per giustificare la pena capitale qualora Shaw venisse condannata per omicidio di primo grado.

 

In base a una legge entrata in vigore nel luglio 2026, la fucilazione è il principale metodo di esecuzione nello stato dell’Idaho. La legge è stata emanata in seguito a un tentativo fallito, avvenuto nel 2024, di giustiziare un uomo di 73 anni tramite iniezione letale.

 

I pubblici ministeri devono dimostrare almeno una circostanza aggravante prevista dalla legge prima che Shaw possa essere considerata passibile della pena di morte. In caso di condanna, sarà una giuria a stabilire se tali circostanze sussistano.

Secondo quanto riportato nel documento, i pubblici ministeri hanno individuato quattro circostanze aggravanti: che Shaw avrebbe commesso due omicidi contemporaneamente; che gli omicidi sarebbero stati «particolarmente efferati, atroci o crudeli, manifestando una depravazione eccezionale»; che avrebbe mostrato «un totale disprezzo per la vita umana»; e che la sua condotta dimostra una propensione a commettere omicidi che la renderebbe una minaccia continua per la società.

 

La Shaw è stata incriminata da un gran giurì e arrestata il 30 giugno con l’accusa di aver soffocato deliberatamente i suoi gemelli, deceduti il ​​1° maggio 2025. I pubblici ministeri sostengono che Shaw abbia ucciso i bambini mentre dormivano nello stesso letto. Il suo processo inizierà l’11 gennaio 2027.

 

La Shaw, che si è dichiarata non colpevole, ha sempre negato le accuse. Ha ipotizzato che la morte dei suoi gemelli possa essere stata causata dai vaccini ricevuti durante una visita medica di routine poco più di una settimana prima del decesso.

 

Secondo i documenti depositati in tribunale dalla sua difesa, la Shaw portò i gemelli al pronto soccorso il 24 aprile 2025, il giorno dopo aver ricevuto le vaccinazioni di routine, perché erano letargici e avevano le labbra blu.

 

Secondo quanto riportato nel documento, il medico del pronto soccorso che ha curato i bambini ha diagnosticato loro una «reazione post-vaccinazione».

 

I bambini rimasero malati nei giorni precedenti la loro morte e la Shaw chiese ripetutamente un consulto medico.

 

Né la polizia né la procura hanno reso pubbliche le prove che, a loro avviso, supportano l’affermazione secondo cui la Shaw avrebbe ucciso deliberatamente i suoi figli piccoli. L’atto d’accusa del gran giurì è secretato e non accessibile al pubblico, e i referti del medico legale non sono stati resi pubblici.

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La cauzione di Shaw era stata inizialmente fissata a 2 milioni di dollari. Un giudice distrettuale della contea di Payette, in Idaho, ha successivamente revocato la cauzione, che è a discrezione del giudice nei casi di pena capitale.

 

Commentando le affermazioni dell’accusa, Mary Holland, CEO di Children’s Health Defense (CHD), ha dichiarato:

 

«Non ci sono elementi di cui siamo a conoscenza che suggeriscano che lei rappresenti una minaccia per la società, né riteniamo che vi siano prove a sostegno dell’accusa di aver ucciso i suoi figli, come lei stessa ha affermato. Siamo fermamente convinti della sua innocenza».

 

L’avvocato di Shaw, Joseph Filicetti, ha definito «oltraggiosa» l’intenzione dell’accusa di chiedere la pena di morte. Ha dichiarato a The Defender: «Non c’è alcuna possibilità che una giuria giunga a una conclusione in questo caso al di là di ogni ragionevole dubbio, quindi non credo che [la pena di morte] verrà nemmeno presa in considerazione».

 

Nel frattempo, Rick Jaffe, consulente esterno di CHD, si è unito la scorsa settimana al team di difesa legale di Shaw in qualità di co-difensore.

 

Jaffe è l’avvocato principale di una causa intentata da CHD all’inizio di quest’anno, in cui si accusa l’American Academy of Pediatrics (AAP) di aver gestito per decenni un sistema di frode ai danni delle famiglie americane in merito alla sicurezza del calendario vaccinale infantile.

 

La Shaw è il principale querelante nella causa intentata da CHD contro l’AAP.

 

Brenda Baletti

Ph.D.

 

© 19 ottobre 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

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«Propaganda ingannevole»: scienziata afferma che il vaccino contro l’HPV non previene il cancro

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.   La scienziata specializzata in vaccini Lucija Tomljenović, Ph.D., ha dichiarato a Mary Holland, CEO di Children’s Health Defense, che Gardasil non offre una protezione significativa al di là dei regolari screening per il cancro cervicale e che i suoi rischi «superano nettamente» i benefici. Ha inoltre messo in dubbio le prove che suggeriscono che il vaccino prevenga il cancro cervicale e ha sollevato preoccupazioni sui possibili legami con la POTS, la sindrome da stanchezza cronica e altre patologie.   Il vaccino Gardasil non offre una protezione significativa al di là dei regolari screening per il cancro cervicale e i suoi rischi «superano nettamente» i benefici, ha dichiarato questa settimana a Mary Holland, CEO di Children’s Health Defense (CHD) , la scienziata specializzata in vaccini Lucija Tomljenović, Ph.D. , durante la trasmissione CHD.TV.   Tomljenović ha affermato che Gardasil, l’unico vaccino contro il papillomavirus umano (HPV) attualmente disponibile negli Stati Uniti, non previene il cancro cervicale, ma lo screening di routine per il cancro cervicale previene i decessi.   Anche se il vaccino offrisse una certa protezione contro il cancro, ha affermato, non è stato dimostrato che migliori i risultati ottenuti dai programmi di screening.   «È solo uno scenario di fantasia», ha detto Tomljenović riguardo all’idea che Gardasil offra benefici reali.   Ciononostante, i funzionari sanitari statunitensi continuano a raccomandare la vaccinazione contro l’HPV, nonostante le crescenti revisioni sulla sicurezza che alimentano il dibattito sul vaccino.   Merck, l’azienda produttrice di Gardasil, ha recentemente accettato di pagare 50 milioni di dollari per risolvere oltre 200 cause legali relative a presunti danni causati dal vaccino. L’azienda sta inoltre sviluppando un vaccino sperimentale contro l’HPV, progettato per colpire ulteriori ceppi virali ad alto rischio.   Tomljenović, che ha prestato servizio come perito nel contenzioso relativo al Gardasil , ha affermato che gli ultimi sviluppi hanno fatto ben poco per risolvere le preoccupazioni di lunga data.   «È sempre la solita storia, che viene solo ribadita», ha detto. «Il problema principale del Gardasil è che non è efficace come affermato, né sicuro».   Holland ha condiviso le sue preoccupazioni. «Fino all’arrivo sul mercato dei vaccini contro il COVID, il vaccino contro l’HPV era di gran lunga il più pericoloso», ha affermato.

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«Tutta questa propaganda fa semplicemente schifo»

Gardasil agisce su sette dei 14 tipi di HPV classificati ad alto rischio di cancro.   Tuttavia, «i dati degli studi clinici, e persino quelli epidemiologici, non dimostrano che prevenga effettivamente il cancro cervicale», ha affermato Tomljenović.   Anche se il vaccino offrisse una certa protezione contro il rischio di cancro, «la domanda chiave è: può migliorare quanto già ottenuto con i programmi di screening regolari?», ha chiesto. «La risposta è no».   Tomljenović ha indicato diverse ragioni per cui il vaccino non è vantaggioso per le donne che si sottopongono già a screening di routine:  
  • Copertura limitata : Gardasil non è efficace contro tutti i tipi di HPV ad alto rischio associati al cancro cervicale.
  • Nessun trattamento per la malattia già in atto : il vaccino non può curare un’infezione da HPV già presente, lesioni precancerose o il cancro.
  • Nessuna protezione contro i tumori HPV-negativi : il vaccino non può prevenire i tumori della cervice uterina, dell’ano, del pene o della vulva che non sono correlati all’HPV.
  • Preoccupazioni sull’uso dei contraccettivi : Tomljenović ha citato una ricerca che suggerisce che la vaccinazione contro l’HPV potrebbe aumentare il rischio di cancro cervicale nelle donne che assumono contraccettivi orali a lungo termine.
  I Pap test di routine rilevano le alterazioni delle cellule cervicali che possono essere monitorate o trattate prima che si trasformino in cancro. Lo screening e le visite ginecologiche regolari hanno contribuito a mantenere bassa la mortalità per cancro cervicale nei paesi sviluppati, ha affermato Tomljenović. Ha citato un tasso di mortalità annuale negli Stati Uniti di circa due decessi ogni 100.000 donne.   Tomljenović sostenne che, affinché la vaccinazione eliminasse tali decessi, Gardasil avrebbe dovuto proteggere da tutti i tumori rilevanti, compresi quelli non causati dall’HPV.   «Non c’è bisogno di essere uno scienziato con un dottorato di ricerca per capire che tutta questa propaganda è semplicemente disgustosa», ha detto.

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Holland: Merck «aveva i dati» da analizzare, ma «ha scelto di non farlo»

Durante il contenzioso relativo al Gardasil, Tomljenović ha affermato di aver analizzato le segnalazioni di eventi avversi e di aver identificato segnali di sicurezza significativi per patologie quali la sindrome da tachicardia ortostatica posturale (POTS), un disturbo che colpisce il sistema nervoso autonomo, e la sindrome da stanchezza cronica.   Ha affermato che gli esperti di farmacovigilanza della Merck, specialisti che monitorano e analizzano i potenziali problemi di sicurezza di farmaci e vaccini, hanno confermato alcuni di questi segnali.   «Avevano dei dati che hanno analizzato e che mostravano segnali estremamente significativi di segnalazioni sproporzionate per patologie come la POTS, la sindrome da stanchezza cronica e una serie di altre condizioni», ha affermato Tomljenović. «Ma, sapete, queste cose non vengono rese pubbliche. È solo grazie a questa azione legale che siamo riusciti a ottenere questi dati».   Holland ha messo in dubbio che i produttori di vaccini e le agenzie sanitarie abbiano indagato a sufficienza su tali segnali, paragonando la situazione al monitoraggio della sicurezza del vaccino contro il COVID-19.   «La loro farmacovigilanza… era discutibile», ha affermato. «Proprio come abbiamo visto durante la pandemia di COVID, avevano a disposizione dati che avrebbero potuto analizzare, ma hanno scelto di non farlo».   Tomljenović ha affermato che altri effetti collaterali segnalati associati al Gardasil includono artrite, lupus e altre malattie autoimmuni, sclerosi multipla e problemi ginecologici, tra cui disturbi mestruali e infertilità.   «Questi sono anche gli eventi avversi che osserviamo con i vaccini contro il COVID», ha affermato.   Ha fatto notare che le persone con COVID lungo possono manifestare sintomi simili alla sindrome da stanchezza cronica e alla POTS. «Quindi, ancora una volta, si tratta di reazioni avverse simili a quelle che osserviamo con Gardasil».

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«Le adolescenti non muoiono di cancro cervicale»

Tomljenović ha criticato l’ordine esecutivo del 10 agosto del presidente Donald Trump che ha rivisto le raccomandazioni federali sui vaccini infantili . Sebbene le modifiche abbiano ridotto il numero di vaccini raccomandati di routine, la vaccinazione contro l’HPV è rimasta nell’elenco.   Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti ha invitato il pubblico a presentare osservazioni sulle raccomandazioni riviste. Tomljenović ha affermato che lei e altri critici hanno presentato obiezioni al mantenimento della vaccinazione contro l’HPV come raccomandazione di routine.   «I rischi superano chiaramente i benefici», ha affermato. «Le adolescenti non muoiono di cancro cervicale… Ma ci sono stati diversi casi di adolescenti decedute a seguito della vaccinazione contro l’HPV».   Tomljenović ha citato il caso di Christina Tarsell, morta nel 2008 dopo aver ricevuto il vaccino Gardasil. La famiglia di Tarsell ha ricevuto un risarcimento tramite il Programma nazionale di risarcimento per danni da vaccino.   Nel frattempo, Merck sta testando un vaccino sperimentale, V540B, progettato per estendere la copertura ad altri tipi di HPV ad alto rischio.   Tomljenović ha promesso di continuare a contestare l’uso del vaccino. «Il mio motto è che si perde solo quando ci si arrende», ha affermato. «Io non mi arrendo».   Jill Erzen   © 15 ottobre, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.   Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

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Vaccinazione, il video in cui il futuro papa Leone parlava di «atto d’amore»

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Il futuro Papa Leone XIV incoraggiò la vaccinazione contro il COVID-19 come un «atto d’amore» in un video del 2021 recentemente riscoperto, nonostante i gravi problemi morali legati all’uso di cellule fetali abortite nei vaccini e i dubbi, poi confermati, sulla loro efficacia. Lo riporta LifeSite.

 

Nel filmato, archiviato sul sito web Un Católico Perplejo, l’allora vescovo Robert Prevost di Chiclayo, in Perù, affermò di voler «incoraggiare tutti a partecipare alle campagne di vaccinazione in corso in diverse parti della regione», secondo una traduzione in inglese delle sue dichiarazioni.

 

«Impegnatevi al massimo. È molto importante che tutti noi facciamo questo sforzo per vaccinarci. È qualcosa che aiuta noi stessi ed è anche un servizio agli altri, perché solo così potremo abbassare il tasso di contagio, proteggendoci da quella terza ondata che è già stata preannunciata», ha detto il futuro capo della Chiesa cattolica, ribadendo poi le parole del defunto Papa Francesco che definiva la vaccinazione contro il COVID un «atto d’amore».

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Molti all’epoca hanno rilevato che la retorica dell’«atto d’amore» lanciata da Bergoglio si scontrasse con l’obbligo: un «atto d’amore» forzato è di fatto un eufemismo per lo stupro.

 

Come noto, gli oppositori cattolici e non ai vaccini contro il COVID hanno sollevato obiezioni etiche all’assunzione dei vaccini, basate sulle modalità con cui sono stati sviluppati.

 

Secondo un’analisi dettagliata condotta dal Charlotte Lozier Institute, un’organizzazione pro-vita, Pfizer, Moderna e Johnson & Johnson hanno tutte utilizzato cellule fetali derivate da feti abortiti durante la fase di sperimentazione dei loro vaccini anti-COVID; Johnson & Johnson ha inoltre utilizzato queste cellule anche nelle fasi di progettazione, sviluppo e produzione.

 

Come ripetuto negli anni da Renovatio 21, la questione delle linee cellulari da aborto – usate dalla biomedicina non solo per i vaccini – è un fatto incontrovertibile, è sanitariamente pericoloso.

 

La rivista Science dell’American Association for the Advancement of Science e persino il sito di «fact-checking» di sinistra Snopes hanno ammesso il legame tra i vaccini e l’aborto, il che suscita in molti una forte avversione morale nei confronti di queste aziende.

 

Nonostante queste convinzioni, per le quali diversi cattolici fedeli hanno perso il lavoro, Leone continua nella tradizione di Francesco, che ha invitato in Vaticano l’ex responsabile COVID della Casa Bianca, Anthony Fauci, caduto in disgrazia, per promuovere i vaccini. Prima di assumere il pontificato, Leone avrebbe imposto la ricezione della Comunione sulla mano durante la pandemia e la Confessione per telefono, pratica invalida e sacrilega.

 

Da papa, Leone ha inoltre promosso altri vescovi che si sono schierati a favore dei vaccini anti-COVID, e punito severamente quanti vi si erano opposti: è il caso, lampante, di monsignor Joseph Strickland, strenuo nemico della vaccinazione con cellule di aborto, che è stato rimosso ex abrupto nel 2023 dalla sua diocesi di Tyler, Texas, dal dicastero per i Vescovi, di cui allora era prefetto Robert Prevost.

 

Come riportato da Renovatio 21, Leone in seguito ha promosso a vescovo il vicario don John Gomez, definito come il «giuda di Strickland».

 

 

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