Connettiti con Renovato 21

Immigrazione

Ecco il parco di divertimenti per mussulmani

Pubblicato

il

Un parco a tema in Gran Bretagna ha suscitato forti polemiche per aver pubblicizzato l’accesso esclusivo agli islamici, di fatto emarginando i non musulmani.

 

Il parco divertimenti Gulliver’s Land di Milton Keynes dedicherà le sue attrazioni e il suo parco a una giornata promossa come riservata esclusivamente alla comunità musulmana. Gli organizzatori l’hanno descritta come un’«esperienza di parco a tema musulmano» con giostre illimitate, stand di cibo halal, bancarelle islamiche, attività per bambini e un numero limitato di biglietti venduti principalmente a questo gruppo.

 

Il materiale promozionale di Mubarak Moments, il gruppo che organizza l’evento, mette in evidenza «un parco a tema riservato esclusivamente alla comunità musulmana» e «l’accesso esclusivo… per una sola sera», confermando di fatto che si tratta di un’iniziativa di acquisto esclusivo di un parco a tema per famiglie, rivolta a una specifica comunità religiosa.

 


Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

Un post su Facebook del centro comunitario locale di Milton Keynes affermava: «Questo evento è stato organizzato in modo indipendente da un gruppo della comunità musulmana, quindi naturalmente il suo obiettivo principale è quello di riunire la comunità musulmana, proprio come farebbe qualsiasi gruppo comunitario quando organizza un evento per i suoi membri (…) Detto questo, non c’è nulla che suggerisca che persone di altre fedi o provenienze non possano partecipare e godersi l’evento. Tutti sono benvenuti a partecipare nello spirito di reciproco rispetto e comprensione.»

 

«Come per qualsiasi evento organizzato dalla comunità, ci si aspetta che i partecipanti sostengano gli organizzatori, rispettino lo scopo dell’evento e siano premurosi nei confronti di tutti i presenti» continua il post.

 

Alcuni hanno ipotizzato che l’evento fosse una farsa, organizzato per aizzare gli animi.

 

Le risposte sono arrivate immediatamente. Un utente ha riassunto la frustrazione diffusa: «la Gran Bretagna a due velocità [two-tier: espressione con cui si descrive la preferenza per gli immigrati sugli autoctoni da parte delle autorità, ndr] in piena azione. Mentre la cultura inglese viene messa da parte e derisa, noi finanziamo e celebriamo società parallele sul nostro territorio. Gulliver’s Land dovrebbe essere per le famiglie britanniche, non per le teocrazie importate.»

 

Altri hanno posto le ovvie domande di approfondimento, a cui né i funzionari né i gestori della struttura rispondono mai: quando si terrà la giornata dedicata alle famiglie cristiane, la serata riservata esclusivamente alla comunità inglese o lo spazio dedicato alla comunità ebraica? Gli appelli al boicottaggio si sono diffusi rapidamente. Diversi hanno fatto notare direttamente l’ipocrisia: se lo stesso annuncio pubblicitario avesse recitato «riservato esclusivamente alla comunità inglese», ogni ente per la parità dei diritti, organo di stampa e politico si sarebbe mobilitato nel giro di poche ore.

 

La stessa cosa sta accadendo anche nell’insospettabile Texas. All’inizio di quest’anno, un parco acquatico al coperto finanziato con fondi pubblici a Grand Prairie, in Texas – la struttura Epic Waters da 88 milioni di dollari costruita con denaro pubblico proveniente dall’imposta sulle vendite – ha pubblicizzato la sua terza edizione dell’evento annuale DFW Epic Eid come un evento «riservato ai musulmani». I volantini specificavano regole di abbigliamento modesto, tra cui il burkini per le donne, carne macellata secondo i precetti halal, una sala di preghiera privata e l’osservanza di norme di etichetta islamica come abbassare lo sguardo in presenza di persone del sesso opposto.

 

Le proteste hanno costretto gli organizzatori a modificare la formulazione in «abbigliamento modesto consentito» e «tutti sono benvenuti», ma le restrizioni di fondo sono rimaste visibili nelle FAQ. I critici hanno sottolineato l’evidente disparità di trattamento: un luogo finanziato con fondi pubblici di fatto chiuso ai visitatori comuni per un raduno di una specifica confessione religiosa.

 

L’indignazione è stata immediata ed efficace. Il governatore del Texas, Greg Abbott, ha minacciato di sospendere i finanziamenti statali per 530.000 dollari destinati alla città se l’evento discriminatorio si fosse svolto. Le autorità di Grand Prairie lo hanno annullato.

 

Un evento forse ancora più inquietante in Texas è il progetto della comunità islamica di East Plano, ribattezzata The Meadow. Questo complesso residenziale, che prevede la costruzione di 1.000 abitazioni, una moschea e delle scuole, ha suscitato preoccupazioni per la potenziale imposizione della Sharia all’interno di quella che di fatto si configura come una comunità parallela.

Iscriviti al canale Telegram

Il governatore texano Abbott ha chiarito che la legge della sharia, le città islamiche e le zone interdette non hanno posto in Texas. Nonostante ciò, gli sviluppatori hanno ottenuto una vittoria legale, venendo obbligati a conformarsi alle disposizioni statali.

 

Nel frattempo, sempr ein Gran Bretagna, diversi proprietari di immobili hanno pubblicizzato case in affitto destinate esclusivamente a musulmani, violando l’Equality Act del 2010. Gli annunci su Facebook, Gumtree e Telegram specificavano «solo musulmani», «solo per musulmani» o «per 2 ragazzi musulmani o 2 ragazze musulmane». Alcuni annunci erano rivolti esclusivamente a studenti musulmani. Non si tratta di casi isolati. Le indagini hanno rivelato decine di annunci di questo tipo, attivi alla luce del sole, mentre le autorità concentrano le proprie risorse di contrasto su altri fronti.

 

Qualsiasi proprietario di casa britannico che tentasse il contrario, ovvero pubblicizzando «solo inglesi» o «solo cristiani», si troverebbe immediatamente ad affrontare indagini, multe e una valanga di critiche da parte dei media. Questa asimmetria è la definizione stessa di trattamento a due livelli, scrive Modernity News.

 

Le stesse istituzioni britanniche hanno ulteriormente accentuato questo squilibrio. Tutti i membri del gruppo consultivo governativo sull’«ostilità anti-musulmana» hanno legami documentati con organizzazioni islamiste. Di fatto, lo Stato ha ceduto il potere di definire le norme relative al concetto di «ostilità» proprio alle reti che beneficiano di una minore supervisione.

 

Le scuole britanniche hanno ricevuto direttive ufficiali che esortavano il personale e gli alunni a segnalare qualsiasi percezione di «ostilità anti-musulmana», creando un’atmosfera orwelliana in cui mettere in discussione le pratiche islamiche o l’esistenza di società parallele rischia di essere considerato un crimine di pensiero.

 

Le stesse autorità che reprimono con rapidità il dissenso locale hanno mostrato una notevole tolleranza nei confronti di vere e proprie reti criminali. Sadiq Khan una volta affermò che a Londra non esistevano le grooming gang, le bande dedite allo sfruttamento sessuale dei minori. La polizia sta attualmente indagando su circa 4.000 casi.

Aiuta Renovatio 21

Casi non dissimili si sono registrati in tutto il mondo.

 

In Italia nel luglio 2023, un’associazione privata aveva tentato di organizzare un evento privato (un «pool party») all’interno di un acquapark a Limbiate (Monza e Brianza). L’evento era riservato esclusivamente a donne di fede musulmana, e prevedeva restrizioni come il divieto di scattare foto e la presenza di sole bagnine donne. A seguito di forti polemiche politiche e mediatiche, la direzione della struttura ha fatto marcia indietro e l’evento era stato annullato

 

Al di là delle feste riservate ai musulmani, va registrato il dramma delle piscine pubbliche, che ogni estate emerge con tutta la sua forza soprattutto in Germania, con i casi delle bambine tedesche abusate sessualmente dagli immigrati. Il fenomeno, notorio per il pubblico, è mostruosamente negato dalle istituzioni, che anzi ribaltano vittima e carneficie: un incredibile manifesto diffuso l’anno scorso nella città tedesca di Büren mostrava donne bianche che molestano gli stranieri.

 

Vi sono poi i casi delle no-go zone create dalle masse festanti di ragazzini immigrati, come l’emblematico caso di Peschiera del Garda, espugnata programmaticamente (con rivendicazioni cheil luogo non apparteneva più all’Italia!) quattro anni fa. Gli stessi scenari si sono visti con l’esercito francese schierato contro la rivolta dei giovani immigrati ai bordi di un lago vicino Lione, sempre nel 2022, così come nei capodanni di tante città europee invase dalle violenze (sessuali, pirotecniche, vandalistiche) dei «migranti» o per le partite delle squadre di calcio: nazionali o no che siano, si vinca o si perda, è comunque devastazione urbana calergica.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine generata artificialmente

 

 

Continua a leggere

Immigrazione

Irlanda, centro islamico in fiamme dopo l’incendio all’antico convento di San Patrizio

Pubblicato

il

Da

A Dublino, in Talbot Street un centro islamico è andato in fiamme nella notte del 29 giugno 2026. La polizia avrebbe arrestato un uomo, sospettato di incendio doloso.  Il giorno prima, un ex convento cattolico aveva preso fuoco in Irlanda del Nord, a Downpatrick, un evento che le autorità hanno definito come intenzionalmente provocato. Lo riporta l’Irish Times.   A pochi chilometri da Downpatrick sorgono le rovine del monastero di Saul presso il quale ha probabilmente avuto fine la vita di San Patrizio, l’evangelizzatore dell’Irlanda.   Non è chiaro se tra i due eventi, avvenuti peraltro a diversi chilometri di distanza, vi sia una qualche correlazione e se l’incendio di Dublino sia una possibile «rappresaglia» confessionale in reazione ai fatti di Downpatrick.  

Sostieni Renovatio 21

È tuttavia molto probabile che entrambi gli incendi vadano analizzati alla luce di un clima di tensioni politiche e sociali che ha raggiunto il culmine in occasione del brutale attacco di un immigrato nei confronti di un disabile a Belfast tanto nell’Irlanda del Nord sotto controllo inglese che nella Repubblica d’Irlanda dove peraltro negli ultimi anni si sono avute proteste molto radicali contro la criminalità migratoria.   In particolare, i casi di insediamento forzato di immigrati in età militare in contesti rurali  hanno provocato forti reazioni da parte della popolazione. La misura sembrerebbe colma, secondo diverse opinioni circolanti online. Si susseguono inoltre video di zuffe e battibecchi in cui la popolazione irlandese sembra non accettare più di «stare al gioco» senza reagire alle angherie degli immigrati.   In un video su internet, un irlandese manda a gambe all’aria un immigrato musulmano e ne mette in fuga altri due, tra cui uno con la lunga barba d’ordinanza. I tre erano sospettati di essere «a caccia» di giovani vittime bianche con una modalità simile a quella delle grooming gangs  dei pedofili pakistani in Gran Bretagna, una vicenda di tali proporzioni da essere fra le possibili cause delle dimissioni del primo ministro Keir Starmer, che all’epoca copriva il ruolo di direttore delle Pubbliche Accuse (Director of Public Prosecutions) e capo del Crown Prosecution Service (CPS), l’agenzia indipendente responsabile dell’azione penale in Inghilterra e Galles   Victor García

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine screenshot da Twitter
Continua a leggere

Immigrazione

Immigrato somalo lancia l’auto tra i passanti

Pubblicato

il

Da

Un uomo britannico di origine somala è stato fermato con l’accusa di tentato omicidio dopo che un veicolo ha travolto alcuni pedoni a Londra.

 

Cinque persone hanno riportato lesioni lievi quando un’auto ha colpito dei passanti a Ealing Broadway lo scorso sabato. La Polizia Metropolitana ha riferito che il conducente si era dato alla fuga dal luogo dell’incidente, ma è stato catturato poco dopo nel vicino Grange Park.

 

«L’autista, un cittadino britannico di 34 anni nato in Somalia, è stato arrestato con l’accusa di guida pericolosa e tentato omicidio», ha dichiarato un portavoce della polizia. «Sebbene gli inquirenti non escludano alcuna possibile motivazione, l’incidente non viene trattato come un atto di terrorismo.

 

L’episodio si è verificato nel mezzo di un acceso dibattito sui livelli di immigrazione e sulla criminalità violenta che coinvolge i migranti.

 

Aiuta Renovatio 21

All’inizio di questo mese, un richiedente asilo sudanese è stato accusato di aver aggredito con un coltello un uomo in una strada di Belfast. L’aggressione, ripresa dalle telecamere, ha provocato disordini nella capitale nordirlandese. Pochi giorni dopo, un uomo britannico di origine pakistana avrebbe accoltellato una ragazza di 17 anni a Brierfield.

 

In seguito, gruppi di sinistra hanno organizzato manifestazioni contro il razzismo in tutto il Regno. A Glasgow, in Iscozia, la folla che manifestava contro l’immigrazione si è scontrata con contro-manifestanti goscisti.

 

La scorsa settimana, un aggressore ha ferito cinque persone per le strade di Edimburgo in quelli che il premier uscente Keir Starmer ha definito attacchi anti-musulmani. Secondo quanto riportato, il sospettato, al momento dell’arresto, avrebbe affermato di stare «proteggendo il Paese» dai musulmani.

 

Le notizie sull’incidente diffuse sui social media sono state accolte con commenti del tipo «Non credo proprio che l’abbia fatto, amico», che richiamavano le ultime parole pronunciate dagli agenti britannici a Henry Nowak mentre lo arrestavano per insulti razzisti, dopo che questi aveva dichiarato di essere stato accoltellato dal suo accusatore, Vickrum Digwa.

 

La strage è avvenuta sullo sfondo di un rapporto pubblicato dal leader del nuovo partito Restore Britain Rupert Lowe, sulle cosiddette grooming gang, che descriveva dettagliatamente come bande di pedofili pakistani avessero stuprato e abusato di un gran numero di ragazze britanniche bianche, in quasi la metà dei comuni del Regno nel corso di diversi decenni.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine screenshot da Twitter

Continua a leggere

Immigrazione

Un nuovo video smaschera la menzogna dell’assassino di Henry Nowak vittima di un attacco razziale

Pubblicato

il

Da

Un filmato della polizia recentemente diffuso mostra l’uomo condannato per l’omicidio dello studente britannico Henry Nowak ripetere più volte agli agenti di essere stato vittima di un attacco razzista, affermazioni che un giudice ha poi giudicato completamente false. La registrazione arriva settimane dopo che un video ripreso dalla telecamera indossata da un agente, che mostra la polizia ammanettare il diciottenne morente, ha scatenato indignazione in tutto il paese per la reazione degli agenti.   Nowak è stato accoltellato a morte a Southampton lo scorso dicembre dopo essere stato affrontato da Vickrum Singh Digwa, un sikh di 23 anni della città. Digwa è stato condannato per omicidio il mese scorso e condannato all’ergastolo con un periodo minimo di detenzione di 21 anni, dopo che il tribunale ha respinto la sua versione dei fatti.   Pubblicata per la prima volta venerdì dalla Procura della Corona, la registrazione cattura Digwa mentre fornisce agli agenti la versione dei fatti che ha sostenuto dopo l’accoltellamento. Lo si sente affermare ripetutamente di essere stato «aggredito a sfondo razziale», sostenendo che lo studente gli avesse strappato il turbante, senza però mai dire agli agenti di averlo accoltellato, continuando a fare queste affermazioni anche mentre gli agenti lo arrestavano con l’accusa di tentato omicidio. A differenza di Nowak, il Digwa non è stato immobilizzato.  

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

In un altro punto della registrazione, il Digwa ha affermato di aver «semplicemente camminato» quando Nowak lo ha urtato. Ha detto agli agenti di aver sentito odore di alcol sullo studente, continuando a presentarsi come la vittima.   Le riprese della telecamera indossata dagli agenti mostrano Nowak mentre è ammanettato a terra, il quale ripete di essere stato accoltellato e di non riuscire a respirare. Viene trascinato sulla ghiaia, arrestato per aggressione e lasciato ammanettato mentre perde conoscenza e annega nel proprio sangue.   In tribunale è emerso che Digwa ha accoltellato Nowak cinque volte, infliggendogli una ferita mortale al cuore, prima di nascondere il cellulare dello studente in tasca. Sebbene ai sikh praticanti sia legalmente consentito portare con sé una piccola lama cerimoniale nota come kirpan, i pubblici ministeri hanno affermato che l’arma del delitto era un coltello molto più grande che Digwa portava insieme al suo kirpan.   Il padre di Nowak ha affermato che suo figlio «non è morto con dignità» e ha descritto il trattamento riservatogli dalla polizia come «inumano e degradante».   La reazione della polizia all’omicidio ha scatenato proteste e disordini a Southampton, dove 25 persone sono state successivamente incriminate per disordini violenti. La polizia dell’Hampshire è sotto inchiesta per la gestione dell’incidente da parte degli agenti.   Il leader di Reform UK, Nigel Farage, ha affermato che il caso rappresentava «la prova, se mai ce ne fosse stata una», che la Gran Bretagna «vive in una cultura a due velocità» in cui «i diritti e i privilegi dei bianchi contano meno di quelli delle minoranze etniche».   L’omicidio ha riacceso il dibattito in Gran Bretagna su polizia, immigrazione e criminalità violenta, con i critici che sostengono che polizia e politici diano priorità al controllo della libertà di parola, delle proteste e degli «episodi di odio», trascurando al contempo di togliere dalle strade armi pericolose e criminali violenti. Ha inoltre riacceso il dibattito sulla cronica crisi dei reati con armi da taglio nel Paese.   Il primo ministro uscente Keir Starmer all’epoca elogiò la famiglia di Nowak per aver dimostrato «straordinaria dignità» dopo che la vita del figlio era stata «rubata in circostanze spaventose» e riconobbe che c’erano «domande serie a cui rispondere». Tuttavia, condannò i disordini definendoli «vergognosi e del tutto inaccettabili».

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
   
Continua a leggere

Più popolari