Immigrazione
Parigi distrutta dai festeggiamenti dei tifosi PSG
Devastazione cittadina da parte dei tifosi del Paris Saint-Germain (PSG) dopo che la squadra ha conquistato la sua prima Champions League stendendo l’Inter con uno storico 5-0 nella finale tenutasi a Monaco.
A Parigi, l’euforia è esplosa con i tifosi che hanno invaso le strade, sventolando sciarpe del PSG dai finestrini delle auto e accendendo fuochi d’artificio per celebrare il primo trionfo della squadra in Champions League.
Tuttavia i festeggiamenti si sono trasformati ben presto in puro caos anarco-tirannico, che ha terrorizzato e distrutto gli Champs-Élysées, dove la polizia ha utilizzato gas lacrimogeni e spray al peperoncino per sedare i disordini.
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Un portavoce della polizia ha dichiarato che un’auto è stata data alle fiamme nei pressi del Parc des Princes e che entro la fine della notte sono state effettuate decine di arresti.
In rete circolano miriadi di video non verificati, alcuni dei quali, forse, risalenti a disordini di partite precedenti.
Total soutien à nos forces de l’ordre 🙏
Quelle image de la France ! #PsgInter#PSGINT
pic.twitter.com/UBvYTC5asc— Antho Ⓜ️ (@MAnthoParis) May 31, 2025
PSG fans rioting in Paris causing chaos on the streets.
They’re currently 4-0 up, if this is how they celebrate, imagine what would’ve happened if they’d lost? 😨😨 pic.twitter.com/2FEPifzZpx
— 𝐂𝐚𝐬𝐮𝐚𝐥 𝐔𝐥𝐭𝐫𝐚 𝐎𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥 (@thecasualultra) May 31, 2025
Caos total en París: turbas de aficionados del PSG cortan el tráfico y disparan fuegos artificiales contra la policía. pic.twitter.com/KphUM2NH6r
— Sr.Liberal (@SrLiberal) May 31, 2025
Les barbares sont entrés dans Paris pic.twitter.com/NibYnSYbat
— Juan Lobos (@loupcappelle1) June 1, 2025
Paris is hell. pic.twitter.com/A55aUbodo9
— RadioGenoa (@RadioGenoa) May 31, 2025
BREAKING: Middle East migrants have completely taken over the streets of Paris, reports of five people being killed already.
France is an Islamist-occupied country. When will French patriots wake up? pic.twitter.com/zlRdPh9Dez
— Eyal Yakoby (@EYakoby) June 1, 2025
París en llamas disfrutando del enriquecimiento multicultural.
Han destrozado Europa.pic.twitter.com/GNRnw6vs3l
— Unai Laño (@LanoUnai) May 31, 2025
La folie est totale sur Paris. 🚔❤️💙
— Actu Foot (@ActuFoot_) May 31, 2025
I regret to inform you that the football fans in Paris are at it again. pic.twitter.com/dw9hjRYN1B
— Ian Miles Cheong (@stillgray) May 31, 2025
Davvero immancabile la razzia del negozio della catena di articoli sportivi, un segno chiarissimo su chi siano i protagonisti del tumulto.
🇫🇷⚽️ FLASH | La boutique Foot Locker des Champs-Élysées est pillée pendant les célébrations du sacre de Paris.
— Cerfia (@CerfiaFR) May 31, 2025
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Quale sia la composizione dei tifosi che creano una rivolta anche dopo che la loro squadra stravince il massimo titolo continentale non è riportato da alcun giornale.
Tuttavia, Renovatio 21 ben ricorda gli ultimi mondiali con zone di Milano (e non solo…) messe a ferro e fuoco sia che la nazionale del Marocco vincesse o perdesse.
Come riportato da Renovatio 21, violenze erano scoppiate anche tre settimane fa quando il PSG aveva vinto in semifinale accedendo alla finale di iersera.
Come riportato da Renovatio 21, la teppa parigina aveva dato il meglio di sé anche nelle violenze della finale di Champions di quattro anni fa giocata allo stadio del quartiere di immigrati Saint Denis, dove la squadra parigina non era nemmeno coinvolta, ma ne fecero comunque le spese i tifosi lidpuliani.
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Immigrazione
Il 60% dei nordafricani richiedenti asilo in Svizzera è accusato di un reato
Le autorità svizzere sono sottoposte a crescenti pressioni a causa di un’impennata di criminalità legata ai giovani nordafricani che transitano attraverso il sistema di asilo del Paese. Diversi cantoni avvertono che i recidivi stanno mettendo a dura prova le forze dell’ordine e la magistratura, nonostante le loro possibilità di ottenere asilo siano praticamente nulle.
La questione è stata sollevata dal quotidiano NZZ am Sonntag, che ha riportato come le richieste di asilo presentate da cittadini algerini, marocchini e tunisini non solo vengano quasi sempre respinte, ma siano anche rappresentate in modo sproporzionato nei casi di furto e piccoli reati in diverse zone della Svizzera.
Il problema è particolarmente diffuso nei cantoni di lingua tedesca, dove i funzionari affermano di essere costretti ad aumentare i pattugliamenti, accelerare i procedimenti giudiziari e rafforzare il coordinamento nel tentativo di arginare i reati prima che i sospettati scompaiano, commettano altri reati o si trasferiscano altrove, scrive Remix News.
Secondo gli ultimi dati citati nel rapporto, lo scorso anno 2.127 algerini hanno presentato domanda di asilo in Svizzera, ma solo lo 0,3% ha ottenuto protezione. Le percentuali corrispondenti sono state dello 0,7% per i marocchini e del 2,5% per i tunisini, tutte nettamente inferiori rispetto a quelle dei richiedenti provenienti da paesi come l’Eritrea e l’Afghanistan. Nonostante questi tassi di approvazione trascurabili, le autorità svizzere continuano a elaborare un gran numero di domande provenienti da paesi arabi, consentendo ai richiedenti di rimanere nel paese durante l’intero iter e spesso anche successivamente.
Uno studio condotto dalla società di consulenza Ecoplan, su commissione del governo federale e dei cantoni, ha identificato i richiedenti asilo nordafricani come il principale gruppo problematico in termini di criminalità. Il rapporto afferma che, sebbene tendano a trascorrere solo un breve periodo in Svizzera, quasi il 60% di loro è accusato di un reato durante tale periodo. Gli uomini coinvolti sono spesso indicati con il termine «Harraga», usato per i giovani migranti nordafricani che viaggiano senza documenti e che, a quanto pare, «bruciano i loro documenti».
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Le autorità di sicurezza di diversi cantoni affermano ora che la portata del problema potrebbe essere persino peggiore di quanto suggerissero le cifre iniziali. In Turgovia, un recente rapporto sulla sicurezza ha evidenziato un aumento del 242% dei furti di veicoli, con il numero di casi salito da 74 a 253. Secondo il rapporto, metà dei casi risolti sono stati commessi da richiedenti asilo nordafricani.
In Argovia, le autorità hanno affermato che una parte consistente dei furti è commessa da uomini provenienti da Algeria, Marocco e Tunisia. Tre quarti dei 900 casi risolti sono stati attribuiti a sospetti provenienti da questi tre paesi. Le autorità locali tengono anche un elenco dei recidivi e 19 dei 50 nomi presenti in tale elenco provengono dai Paesi del Maghreb. Un diciassettenne algerino, secondo un portavoce della polizia, è stato condannato l’anno scorso per otto furti da veicoli, oltre a taccheggio, furti con scasso, borseggi e altri reati.
Avvisi simili sono stati emessi anche altrove. A Zurigo, il direttore della sicurezza Mario Fehr ha affermato che algerini e marocchini si distinguono in particolare per i reati di furto di ogni genere. Soletta ha annunciato la creazione di un nuovo organismo cantonale, in parte a causa dei recidivi per piccoli reati nel settore dell’accoglienza dei richiedenti asilo. A San Gallo, il governo cantonale ha dichiarato che le persone provenienti dal Maghreb tengono impegnate sia la polizia che la procura con furti di cellulari, furti d’auto e altri reati, spesso commessi utilizzando diversi pseudonimi.
Lo scorso anno, la procura di San Gallo ha emesso ben 1.765 mandati di comparizione nei confronti di questo gruppo. Florian Schneider, portavoce della polizia cantonale di San Gallo, ha dichiarato che alcuni recidivi venivano fermati ripetutamente nel giro di poche ore. «Abbiamo visto alcuni recidivi anche tre volte in un solo giorno», ha affermato, descrivendo un circolo vizioso demoralizzante per le forze dell’ordine, alimentato dalla scarsa deterrenza e dalla continua recidiva. Ha aggiunto che gli agenti si imbattono regolarmente in sospetti «spesso irascibili e molto irrispettosi», come riportato da 20 Minuten.
Le autorità svizzere stanno cercando di rispondere accelerando le procedure legali e intensificando il coordinamento tra polizia e funzionari dell’immigrazione. A livello federale, la Segreteria di Stato per la Migrazione ha indicato diverse misure già introdotte. Dall’inizio del 2024, le autorità hanno organizzato tavole rotonde strategiche, reclutato ex agenti di polizia per migliorare la condivisione di informazioni con le forze regionali e istituito una task force dedicata ai recidivi. Il governo ha inoltre dichiarato di voler accelerare le procedure di asilo e dare priorità all’espulsione dei condannati per reati gravi, con una prima valutazione del progetto pilota prevista nei prossimi mesi.
I critici sostengono che queste misure non siano affatto sufficienti. Beat Stauffer, giornalista di lungo corso ed esperto di Maghreb citato nel rapporto, ha definito la situazione attuale «una follia» e ha auspicato un approccio molto più rigoroso, affermando che la Svizzera spende ogni anno decine di milioni di franchi per elaborare le domande provenienti da paesi i cui cittadini vengono respinti con una percentuale che si avvicina al 99%, e che molti di coloro a cui viene negato l’asilo continuano a dipendere dagli aiuti di emergenza per anni. A suo avviso, le richieste di asilo provenienti da paesi come l’Algeria e il Marocco dovrebbero essere prese in considerazione solo se fin dall’inizio si possono dimostrare motivi validi e convincenti.
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Immigrazione
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