Oligarcato
Il figlio della principessa ereditaria norvegese incarcerato per stupro
Il figlio della principessa ereditaria norvegese Mette-Marit è stato condannato a quattro anni di carcere per stupro. La sentenza arriva mentre la monarchia norvegese è coinvolta in uno scandalo in corso legato ai rapporti della principessa con il defunto criminale sessuale statunitense Jeffrey Epstein.
Marius Borg Hoiby, 29 anni, è stato riconosciuto colpevole lunedì dal Tribunale distrettuale di Oslo di due capi d’accusa per stupro, violenza domestica e diversi altri reati. È stato assolto da altre due accuse di stupro.
Lo Hoiby è il figlio di Mette-Marit nato da una relazione precedente al suo matrimonio con il principe ereditario Acone, erede al trono norvegese, nel 2001. Secondo i media norvegesi, anche il padre di Hoiby, Morten Borg, ha precedenti penali: è stato condannato per reati legati alla droga negli anni Novanta e si trovava in prigione all’incirca nel periodo della nascita di Marius.
Sostieni Renovatio 21
Sebbene lo Hoiby non detenga alcun titolo reale e non svolga alcuna funzione ufficiale, è cresciuto all’interno della casa reale insieme ai suoi fratellastri, e questa vicinanza alla famiglia reale ha attirato l’attenzione internazionale sul caso.
Il processo ha portato alla luce accuse di abuso di droghe, relazioni violente e cattiva condotta sessuale, contraddicendo l’immagine patinata di una delle monarchie più discrete d’Europa.
Secondo l’accusa, lo Hoiby avrebbe aggredito sessualmente donne addormentate o comunque incapaci di opporre resistenza tra il 2018 e il 2024. Uno degli stupri per cui è stato condannato sarebbe avvenuto nel seminterrato di Skaugum, la residenza ufficiale del principe ereditario Acone e della principessa ereditaria Mette-Marit.
Il tribunale lo ha inoltre condannato per aver abusato della sua ex fidanzata, per aver aggredito un’altra persona, per reati legati alla droga e per violazioni del codice della strada. Ha negato le accuse di stupro, ammettendo però l’uso di cocaina e l’aggressione.
Il principe ereditario Acone ha cercato di prendere le distanze dalla vicenda, affermando che Hoiby non è un membro della famiglia reale ed è responsabile come qualsiasi altro cittadino norvegese.
Lo scandalo scoppia mentre la madre dello Hoiby, la principessa Mette-Marit, che soffre di fibrosi polmonare ed è stata recentemente inserita nella lista nazionale per il trapianto di polmoni, continua a subire critiche per la sua stretta relazione con Jeffrey Epstein.
Secondo i documenti relativi al caso Epstein, la principessa ereditaria si scambiò centinaia di email con l’oscuro oligarca molestatore sessuale tra il 2011 e il 2014 e soggiornò persino nella sua casa in Florida per quattro giorni. Questi scambi sono avvenuti anni dopo che Epstein aveva ammesso di aver sollecitato una minorenne alla prostituzione.
La corrispondenza, personale e a tratti civettuola, ha dimostrato che la loro relazione è durata molto più a lungo di quanto il palazzo avesse pubblicamente affermato. Mette-Marit si è poi scusata per quello che ha definito un errore di valutazione, dicendo che avrebbe dovuto indagare più a fondo sul passato di Epstein.
La Norvegia ha dato altri casi rilevanti riguardo i cascami della vicenda Epstein: Borge Brende, già ex ministro degli Esteri di Oslosi è dimesso dopo che il WEF ha avviato un’indagine sui suoi legami commerciali con il trafficante di sesso Jeffrey Epstein; il già primo ministro norvegese e presidente del Comitato Norvegese per il Nobel Thorbjørn Jagland, i cui legami coll’Epsteino sono usciti nell’ultima tornata di desecretazioni, è finito nella polvere, e travolto dallo scandalo avrebbe cercato il suicidio.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Lo Hoiby è stato cresciuto dalla coppia reale insieme ai loro due figli, la principessa Ingrid Alexandra, 20 anni, e il principe Sverre Magnus, 18 anni. Dopo il suo arresto a settembre, a quanto si dice, a Hoiby è stato vietato l’accesso alla casa della madre e del real patrigno. Prima di incontrare il principe Acone, Mette-Marit era una madre single e aveva avuto una relazione con il padre di Marius, Morten Borg, che era condannato per violenza, guida in stato di ebbrezza e possesso di cocaina.
Anni fa era emerso che nell’ottobre 2012 la principessa Mette-Marit aveva soggiornato a Nuova Delhi per due neonati ottenuti tramite maternità surrogata da due dipendenti gay del palazzo reale di Oslo. Al momento il governo norvegese discuteva dell’utero in affitto scoraggiando la pratica: Mette-Marit invece volò in India dove i due omosessuali non avevano ottenuto il visto di entrata. La real casa di Norvegia a quel punto disse – un po’ contradditoriamente – che lo scopo di Mette-Marit non era assumere una posizione riguardo al tema, ma «aiutare due neonati che erano soli». In che senso i bimbi nati con l’utero in affitto fossero soli (una madre, quanto meno intesa in tal senso per la gestazione pattuita, vi dovrebbe pur esservi stata) il palazzo non lo spiegò.
La casa reale di Norvegia è stata recentemente nelle cronache anche per la scelta della principessa Marta Luisa, che ha lasciato i suoi doveri di reale per proseguire la sua relazione con lo «sciamano» Durek Verrett, conosciuto negli ambienti delle vedette e facitore di amuleti magici. In una dichiarazione ufficiale, la corte reale ha affermato che Martha Louise non utilizzerà più il titolo di principessa né si riferirà alla famiglia reale nelle sue iniziative commerciali o sui suoi account sui social media, mentre altri membri della famiglia assumeranno il patrocinio delle organizzazioni da lei sponsorizzate.
Princess Martha Louise, the eldest child of the King of Norway, married Durek Verrett, an American self-professed shaman, in a wedding ceremony following three days of festivities.
👉 https://t.co/vAdTLbFefL pic.twitter.com/S9TDC2OoRR
— Sky News (@SkyNews) September 1, 2024
La Marta Luisa, 51 anni, già divorziata, non è estranea alle controversie, avendo perso il titolo di «Sua Altezza Reale» nel 2002, quando affermò di poter parlare con gli angeli e scelse di lavorare come chiaroveggente. Tuttavia, l’ultima mossa è arrivata dopo un’ondata di interesse mediatico per la sua relazione con Durek Verrett, ritenuto «sciamano di sesta generazione».
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di Katrine Lunke via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 3.0 Unported
Oligarcato
Bill Gates aveva un’autorizzazione top secret «Q» per sette anni
Sostieni Renovatio 21
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Misteri
Il Senato USA contro la possibile grazia di Trump a Ghislaine Maxwell
Il Senato degli Stati Uniti ha esortato all’unanimità il presidente Donald Trump a non concedere la grazia a Ghislaine Maxwell, la trafficante di sesso condannata che ha aiutato Jeffrey Epstein a reclutare e abusare di ragazze minorenni.
Maxwell, figlia del magnate dell’editoria britannico ed ex parlamentare Robert Maxwell, caduto in disgrazia e sospettato di avere legami con il Mossad, l’agenzia di intelligence israeliana, sta attualmente scontando una condanna a 20 anni di carcere federale dopo essere stata riconosciuta colpevole nel 2021 di traffico sessuale e reati correlati.
La risoluzione, presentata dalla senatrice democratica Jacky Rosen e approvata mercoledì senza obiezioni da parte di entrambi i partiti, afferma che Maxwell non dovrebbe ricevere «grazia, commutazione della pena o qualsiasi altra forma di clemenza presidenziale».
Sostieni Renovatio 21
Rosen ha dichiarato che era «orribile» che Trump avesse persino preso in considerazione la possibilità di una grazia, sostenendo che Maxwell non avrebbe mai dovuto ricevere la grazia per aver aiutato Epstein ad abusare di ragazze minorenni.
Trump ha ripetutamente rifiutato di escludere categoricamente la possibilità di graziare Maxwell. Interrogato sulla questione lo scorso anno, ha sottolineato di avere l’autorità per farlo, ma ha affermato che nessuno gli aveva fatto richiesta. In seguito, ha anche dichiarato che si sarebbe consultato con il Dipartimento di Giustizia statunitense dopo il rifiuto della Corte Suprema di esaminare il ricorso di Maxwell nell’ottobre del 2025.
Le speculazioni su una possibile grazia si sono ulteriormente intensificate dopo che Todd Blanche, all’epoca vice procuratore generale e ora candidato di Trump alla carica di procuratore generale, ha intervistato Maxwell per circa nove ore in due giorni, nell’ambito dell’indagine del Dipartimento di Giustizia sul caso Epstein.
Alla Maxwell è stata concessa un’immunità limitata per l’intervista ed è stata trasferita poco dopo in un carcere federale di minore sicurezza. Il suo avvocato ha negato che avesse chiesto qualcosa in cambio della sua collaborazione, ma ha ammesso che accoglierebbe con favore una riduzione della pena. Blanche ha dichiarato che non raccomanderà la grazia.
La mossa del Senato giunge in un clima di crescente indignazione per la gestione del caso Epstein da parte dell’amministrazione Trump. Il processo di divulgazione è stato criticato per i ritardi, le numerose omissioni e l’assenza di nuove importanti incriminazioni, deludendo i sostenitori che si aspettavano che i documenti avrebbero smascherato personaggi influenti legati a Epstein.
Trump e Maxwell frequentavano gli stessi ambienti sociali a Nuova York e in Florida tra gli anni Novanta e i primi anni 2000, periodo in cui il presidente conosceva anche Epstein. Dopo l’arresto di Maxwell nel 2020, Trump fu criticato per aver dichiarato: «Francamente, le auguro solo ogni bene».
Il presidente degli Stati Uniti ha negato qualsiasi illecito legato a Epstein e ha affermato di aver interrotto i rapporti con il finanziere anni prima del suo arresto nel 2019. Maxwell ha poi dichiarato ai funzionari del Dipartimento di Giustizia di non aver mai assistito a comportamenti inappropriati da parte di Trump.
Ghislaine Maxwell è una delle figlie del magnate dei media inglese Robert Maxwell, che aveva cambiato nome nascondendo le sue origini ebraico-carpatiche: vero nome Ján Ludvík Hyman Binyamin Hoch, nato a Slatinske Doly in Rutenia (ora Ucraina) in una famiglia povera e numerosa che praticava l’ebraismo ortodosso e parlava solo yiddish. Robert Maxwell è stato definito come una «superspia» dello Stato di Israele, per il quale avrebbe trafficato segreti atomici. Morto misteriosamente nell’Atlantico mentre era sul suo panfilo (chiamato Lady Ghislaine), al funerale in Israele erano presenti vari capi del Mossad e vertici dello Stato Ebraico.
La Maxwell stava scontando una pena di 20 anni presso l’Istituto correzionale federale di Tallahassee per traffico di ragazze minorenni a fini sessuali, dove ha adottato la «fede ebraica del defunto padre», ricevendo di conseguenza, con l’aiuto di un’organizzazione del movimento ebraico Chabad-Lubavitch, il beneficio di differenze nei pasti e nell’estensione del tempo libero.
Ghislaine è ritenuta essere un collegamento tra il caso Epstein e i servizi israeliani, sempre più sospettati di essere dietro l’immane operazione di ricatto dei potenti della Terra filmati mentre facevano sesso con ninfette nell’isola di San Giacomo piccolo nelle Isole Vergini britanniche o nelle magioni di Epstein (in Florida, in Nuovo Messico, a Parigi, a Nuova York aveva il più grande palazzo della città).
Come riportato da Renovatio 21, nel corso dello scorso mese la Maxwella si era detta «pronta» a testimoniare in un’audizione di una Commissione del Congresso a Washington.
La Maxwell, è emerso, ha fatto vari viaggi con Bill Clinton, di cui, secondo le voci, sarebbe stata pure amante.
Aiuta Renovatio 21
Ad un giornalista che nel giorno dell’arresto della Maxwell chiedeva un commento a Trump, che la conosce personalmente come figura costante nel mondo dei party altolocati a Nuova York ed in Florida, il presidente reagì augurando alla donna buona fortuna.
Ad agosto 2025 la Maxwell fu interrogata in carcere dal vice procuratore generale USA Todd Blanche. In quell’occasione, la donna ha affermato che molte delle accuse contro di lei e Epstein erano false e ha liquidato una serie di teorie e questioni in sospeso nel caso.
La Ghislaina ha anche insistito sul fatto che non esistesse una «lista clienti» dei ricchi e potenti associati all’Epstein, e ha negato qualsiasi piano per ricattare i suoi associati. Il Dipartimento di Giustizia e l’FBI avevano concluso a luglio che non esisteva una «lista clienti» specifica per la rete di trafficanti dell’Epstein, né prove credibili che «Epstein avesse ricattato personaggi di spicco nell’ambito delle sue azioni».
Negli stessi giorni un giornale neoeboraceno aveva scritto che soldati delle forza speciali sono stati dispiegati per proteggere la Maxwell in prigione, dopo che ha ricevuto una valanga di minacce di morte.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Oligarcato
Modellaro legato ad Epstein è stato trovato morto nei pressi di Parigi
Sostieni Renovatio 21
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Arte2 settimane faPatti Smith avrebbe dato in adozione sua figlia con la promessa che non fosse cresciuta cattolica. Ora è accolta dal papa
-



Immigrazione2 settimane faL’invasione è incontrovertibile. Immagini da Ceuta
-



Ambiente7 giorni faMorti di caldo, morti di inciviltà
-



Salute2 settimane faI malori della 31ª settimana 2026
-



Epidemie2 settimane faMons. Viganò: Vaticano complice di Fauci
-



Spirito1 settimana faLeone ha approvato il documento del cardinale Roche a sostegno delle restrizioni alla Messa in latino
-



Immigrazione1 settimana faMons. Viganò: l’invasione programmata dell’Occidente apostata è un piano diabolico di sostituzione etnica
-



Geopolitica2 settimane faLe bande degli stupratori pakistani e oltre. Intervista video al direttore di Renovatio 21












