Nucleare
Astronomo russo contro la militarizzazione dello spazio: usano la minaccia degli asteroidi per portare in orbite le atomiche
Leonid Yelenin, ricercatore presso l’Istituto Keldysh di Matematica Applicata dell’Accademia Russa delle Scienze e autore di libri sugli asteroidi, ha parlato con l’agenzia stampa governativa russa TASS delle recenti discussioni all’interno della comunità scientifica sulla possibilità di utilizzare armi nucleari per distruggere un meteorite in avvicinamento che minacciava la Terra.
«Più seguo i miei colleghi occidentali, più mi convinco che questo sia un tentativo di spostare la finestra di Overton, per preparare l’umanità a consentire l’uso di armi nucleari nello spazio», ha detto Yelenin alla TASS. «Con il pretesto di proteggere la Terra dagli asteroidi, gli Stati Uniti sembrano rivendicare il diritto di schierare armi nucleari nello spazio. È fondamentale impedire a qualsiasi paese di ottenere tale diritto, perché non possiamo garantire come tali piani si svilupperebbero in seguito».
Di recente è emerso un articolo scientifico, non ancora sottoposto a revisione paritaria, che proponeva una soluzione del genere per impedire la collisione dell’asteroide 2024 YR4 con la Luna. Tale soluzione prevedeva l’utilizzo di due ordigni nucleari da 100 kilotoni puntati contro l’asteroide, ciascuno dei quali da cinque a otto volte più potente delle bombe atomiche sganciate su Nagasaki e Hiroshima nel 1945.
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Le sue preoccupazioni non sono infondate: negli anni Sessanta, una serie di esplosioni nucleari sperimentali furono condotte nell’alta atmosfera terrestre per determinarne gli effetti sulle comunicazioni e su altre attività. Chiamate «Starfish Prime», queste esplosioni causarono il caos su diversi satelliti, generando impulsi elettromagnetici (EMP) che misero fuori uso diverse strutture di comunicazione e causarono altri disturbi elettrici.
Nel 1963, un anno dopo l’ultimo test, Stati Uniti e URSS firmarono il Trattato per la messa al bando parziale degli esperimenti nucleari, che vietò tutti i test nucleari in superficie.
Sebbene sia una tecnologia sviluppatasi proprio parallelamente alla corsa allo spazio, il nucleare non è mai divenuto protagonista delle tecnologie in orbita, con l’eccezione del satellite sovietico ad alimentazione nucleare Kosmos 954, lanciato nel 1977 e poi schiantatosi nel 1978 in Canada con conseguente disastro ambientale per cui Ottawa chiese ed ottenne risarcimenti da Mosca.
Come riportato da Renovatio 21, il progetto di difesa dagli asteroidi DART ha effettuato con successo un esperimento l’anno passato ri-direzionando l’asteroide Dimorphos, tuttavia siamo solo agli inizi, e corpi celesti sfiorano di continuo la terra e minacciano pure il giorno di San Valentino, per la gioia di quanti non sopportano le cene di coppia inflitte agli uomini proprio quel giorno.
Come riportato da Renovatio 21, un sistema di armi atomiche contro gli asteroidi era stato proposto dagli scienziati della Repubblica Popolare Cinese lo scorso anno.
Come riportato da Renovatio 21, uno psicodramma spaziale internazionale si è sviluppato negli ultimi anni riguarda la possibilità del nucleare in orbita, con gli USA ad accusare Mosca di voler portare armi atomiche oltre l’atmosfera.
La NASA prevede di testare un razzo nucleare nello spazio entro il 2026. Tuttavia, a giugno si è data notizia di tagli alla NASA che minacciano la propulsione spaziale nucleare.
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Dopo aver detto a inizio 2024 che gli USA rappresentano la «massima minaccia alla sicurezza nello spazio», due settimane fa Pechino ha dichiarato che Washington costituisce la «più grande minaccia nucleare». Mesi fa Russia e Cina hanno firmato un accordo per una Stazione lunare.
A inizio 2022, a poche settimane dallo scoppio della guerra ucraina, la NATO aveva pubblicato un documento ufficiale – NATO’s overarching Space Policy («Politica spaziale globale NATO») che introduce la dottrina spaziale del Patto Atlantico: le minacce spaziali devono essere incluse nell’articolo 5, la celeberrima clausola di mutua difesa della NATO che impegna a dare una risposta collettiva nel caso un singolo Paese venga attaccato. In precedenza, la NATO aveva già avviato un centro spaziale, parte del comando aereo di Ramstein, in Germania.
La Russia aveva risposto duramente definendo il documento «unilaterale ed incendiario». «Possiamo vedere dove si sta effettivamente dirigendo il mondo spaziale occidentale. Si sta dirigendo verso la guerra», aveva detto al canale televisivo Rossiya 24 in un’intervista l’allora direttore dell’agenzia russa spaziale Roskosmos Dmitrij Rogozin la scorsa estate.
Una guerra spaziale, va ricordato, potrebbe impedire all’umanità l’accesso allo spazio per secoli o millenni, a causa dei detriti e della conseguente sindrome di Kessler. Tuttavia, pare che gli eserciti si stiano davvero preparando alla guerra orbitale.
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Immagine generata artificialmente
Nucleare
Storia dell’accesso di Bill Gates ai segreti dello Stato USA
1/ Update on the Bill Gates “Q clearance” story. DOE’s own letter says it was “reciprocally granted” — meaning DOE never vetted him. Someone else already had. I found the most specific lead yet on who, and the timing is almost too clean.https://t.co/jxlpGD6eWJ pic.twitter.com/lk33oTUPAO
— Sayer Ji (@sayerjigmi) August 21, 2026
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Nucleare
Marjorie Taylor Greene: Washington sta valutando un attacco nucleare contro l’Iran
Secondo quanto dichiarato dall’ex deputata americana Marjorie Taylor Greene, funzionari di Washington starebbero valutando l’eventuale impiego di armi nucleari contro l’Iran, mentre il conflitto, in corso da mesi, continua a aggravarsi.
Greene, un tempo esponente di rilievo del movimento MAGA, ha avanzato l’accusa in un post su X domenica scorsa. Ha sostenuto che la questione sarebbe stata sollevata nel corso di riunioni strategiche, senza però indicare i nomi delle persone coinvolte né fornire elementi a sostegno.
«Durante le riunioni strategiche si discute dell’utilizzo di armi nucleari contro l’Iran», ha scritto. «Non sto facendo speculazioni, lo so. Ed è pura malvagità».
La Greene ha affermato che Washington starebbe considerando di abbassare la soglia per l’uso di armi nucleari, nonostante il presidente statunitense Donald Trump abbia più volte proclamato la vittoria nel conflitto. Ha messo in guardia dal rischio che una mossa del genere possa provocare un «olocausto nucleare» e coinvolgere il mondo in una guerra di dimensioni molto più ampie.
La Casa Bianca non ha confermato ufficialmente che siano in corso discussioni di questo tipo.
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L’ex rappresentante della Georgia ha intensificato le critiche nei confronti di Trump per la guerra israelo-americana contro l’Iran, entrando così in contrasto con un movimento politico a cui in passato era strettamente legata.
Il suo monito arriva in un momento in cui si moltiplicano le notizie secondo cui Washington starebbe contemplando un’ulteriore escalation del conflitto. Il Washington Post aveva riferito il mese scorso che gli Stati Uniti si stavano preparando a una guerra su scala più ampia, mentre il Pentagono avrebbe valutato una vasta operazione terrestre per impadronirsi dell’uranio arricchito iraniano.
Gli Stati Uniti e Israele hanno avviato la loro campagna militare contro l’Iran alla fine di febbraio, accusando Teheran di essere vicina alla realizzazione di una bomba atomica. Ciò nonostante l’Intelligence americana e l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) avessero dichiarato che non esistevano prove di un programma iraniano di armi nucleari.
Washington e Israele hanno proseguito nel chiedere «arricchimento zero» e la rimozione delle scorte di uranio arricchito dell’Iran.
Teheran ha respinto tali richieste, ribadendo che il proprio programma nucleare è di natura pacifica e che l’arricchimento costituisce un diritto sovrano. Allo stesso tempo ha avvertito di poter raggiungere livelli di arricchimento sufficienti a produrre armi nucleari in caso di un nuovo attacco, precisando tuttavia di non aver preso alcuna decisione circa la costruzione di una bomba.
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Immagine: nuvola di condensazione provocata dalla detonazione nucleare sottomarina «Baker» (23 chilotoni) nell’ambito dell’Operation Crossroads, una serie di test nucleari condotti dalle forze armate statunitensi sull’atollo di Bikini, nelle Isole Marshall. 25 luglio 1946,
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Nucleare
La Romania chiude la sua unica centrale nucleare
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