Militaria
Visori notturni di ultima generazione in forza all’esercito americano.
L’esercito degli Stati Uniti continua a modernizzare le sue truppe mentre infuria una grande competizione di potere con la Cina.
L’ultimo ritrovato tecnologico militare per migliorare la visibilità di notte sui futuri campi di battaglia sono gli occhiali per la visione notturna di nuova generazione. Tali visori assomigliano notevolmente a quanto già visto nel videogioco ispirato alle storie di Tom Clancy Ghost Recon.
L’ultimo ritrovato tecnologico militare per migliorare la visibilità di notte sui futuri campi di battaglia sono gli occhiali per la visione notturna di nuova generazione
Il video è stato pubblicato lunedì sulla pagina Facebook del 2° battaglione, 17° artiglieria da campo. Il battaglione è assegnato alla 2nd Stryker Brigade Combat Team, 7th Infantry Division. I militari hanno recentemente sparato pezzi di artiglieria da 155 mm con un obice M777 col favore dell’oscurità allo Yakima Training Center, nello stato di Washington.
Le scene dell’esercitazione a fuoco sono state filmate con i nuovi visori notturni avanzati dell’esercito – i binocoli (ENVG-B).
Gli ENVG-B permettono di vedere immagini con dei contorni più chiari e nitidi rispetto ai tradizionali occhiali per la visione notturna che illuminano l’oscurità con uno sfondo notoriamente verde. I soldati nel video sembrano avere un contorno simile al film Tron.
La finalità è quella di consentire ai soldati una migliore percezione della distanza e della profondità di notte per essere un passo avanti rispetto al nemico.
Altri video mostrano soldati che usano gli ENVG-B durante un’esercitazione di addestramento a fuoco presso la Joint Base Lewis-McChord a Washington.
New video from the U.S. Army shows a soldier’s view with night-vision goggles, known as Enhanced Night Vision Goggle-Binocular. The video was captured during a live-fire training exercise at Joint Base Lewis-McChord in Washington. pic.twitter.com/h06YbmdhCG
— CBS News (@CBSNews) May 14, 2021
I visori sono anche in grado di essere integrati in modalità wireless nei mirini delle armi dei soldati.
L’esercito ha iniziato a schierare ENVG-B alla fine del 2020 a Fort Riley in Kansas per sostituire i vecchi dispositivi di visione notturna.
Immagine screenshot da Facebook
Economia
L’AD dice che la Mercedes-Benz è «disposta» a entrare nel settore della produzione per la difesa
Mercedes-Benz sta considerando l’ipotesi di entrare nel settore della produzione per la difesa, nel caso in cui ciò si dimostrasse economicamente conveniente. Lo ha affermato l’amministratore delegato Ola Kallenius al Wall Street Journal.
L’azienda con sede a Stoccarda produceva in passato materiale bellico su vasta scala, prima e durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1937 cominciò a fornire camion e motori per aerei ai nazisti.
Dopo l’invasione tedesca dell’Unione Sovietica nel 1941, tutti i veicoli realizzati da Mercedes-Benz vennero destinati all’esercito o ad aziende ritenute essenziali per lo sforzo bellico. In quel periodo, quasi la metà dei 63.000 dipendenti della casa automobilistica erano lavoratori forzati, prigionieri di guerra e detenuti dei campi di concentramento, secondo quanto riportato sul sito ufficiale di Mercedes-Benz.
Adolfo Hitler e i vertici nazisti scelsero Mercedes-Benz come simbolo supremo del potere e della propaganda del Terzo Reich. Il dittatore, pur non guidando personalmente, utilizzò modelli mastodontici come la Mercedes 770K (chiamata «Großer Mercedes») per le sfilate di regime.
Tali veicoli erano vere e proprie fortezze su ruote: lunghi 6 metri, pesavano quasi 5 tonnellate a causa di pesanti blindature in acciaio, pavimenti antimina e vetri antiproiettile spessi 40 millimetri. Per le parate pubbliche, lo Hitler esigeva sedili posteriori rialzati di 13 centimetri. Questo accorgimento visivo lo faceva apparire dominante rispetto alla folla, trasformando l’automobile in un’arma di sottomissione psicologica.
Nell’intervista concessa venerdì al Wall Street Journal, il Kallenius ha sottolineato che «il mondo è diventato un luogo più imprevedibile e credo sia assolutamente chiaro che l’Europa debba rafforzare il proprio profilo di difesa. Se potessimo svolgere un ruolo positivo in tal senso, saremmo disposti a farlo».
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Secondo l’amministratore delegato, le attività nel settore della difesa rappresenterebbero probabilmente «una quota minore» del business di Mercedes-Benz, che continuerebbe a concentrarsi sulla produzione di automobili civili.
Tuttavia, ha indicato che la produzione per la difesa potrebbe trasformarsi in «una nicchia in crescita» capace di aumentare i profitti dell’azienda. «Vedremo», ha aggiunto Kallenius.
La Germania e altri Paesi dell’UE hanno intensificato negli ultimi anni la spesa militare e gli acquisti nel settore della difesa, con Bruxelles che ha invitato gli Stati membri a espandere la produzione di armamenti e a diminuire la dipendenza dalle forniture militari statunitensi.
La spinta al riarmo giunge in un momento in cui l’industria tedesca affronta una crescita debole, costi energetici elevati e una competitività in calo, inducendo alcuni produttori a valutare i contratti di difesa come nuova fonte di reddito.
A febbraio, Mercedes-Benz ha annunciato un calo del 57% degli utili nel 2025 rispetto all’anno precedente, mentre le case automobilistiche europee continuano a soffrire per l’aumento dei costi di produzione dovuto ai rincari energetici, alle interruzioni delle catene di approvvigionamento, alle pressioni normative e alla concorrenza cinese.
A marzo, il Financial Times ha riferito che un’altra casa automobilistica tedesca, la Volkswagen, era in trattative con l’israeliana Rafael Advanced Defense Systems per convertire lo stabilimento in difficoltà di Osnabrück alla produzione di missili antiaerei. Un portavoce della VW ha smentito la notizia.
Nel 2022, l’allora cancelliere Olaffo Scholz aveva presentato un piano di modernizzazione militare da 100 miliardi di euro per le forze armate tedesche. Il mese scorso, la rivista germanica Der Spiegel ha riportato che da allora il ministero della Difesa di Berlino ha firmato circa 47.000 contratti di appalto.
Come riportato da Renovatio 21, Tesla negli scorsi mesi ha superato Mercedes nelle vendite.
Il piano di riarmo europeo sembra, di fatto, la riconversione dell’industria automobilistica tedesca – che versava da anni in crisi strutturale – in industria militare.
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Immagine di Wolfmann via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Militaria
Netanyahu minaccia di querelare il New York Times per un articolo sui palestinesi stuprati
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Militaria
L’Austria intercetta aerei spia militari USA
L’Austria ha annunciato di aver fatto decollare i caccia Eurofighter Typhoon per intercettare aerei spia dell’aeronautica statunitense che, domenica e lunedì, avevano violato il suo spazio aereo senza autorizzazione.
Secondo quanto riferito dal portavoce del iinistero della Difesa austriaco, Michael Bauer, una coppia di velivoli turboelica PC-12 ha sorvolato per due volte i monti Totes Gebirge, nell’Alta Austria. Il Bauer ha precisato che gli aerei sono poi rientrati verso la Germania dopo essere stati intercettati dagli Eurofighter. L’incidente verrà «risolto attraverso i canali diplomatici».
La reazione dell’Austria è stata criticata e derisa sui social media, con alcuni commentatori che sostenevano che «nessuno prende sul serio il nostro spazio aereo».
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Il Bauerro ha replicato alle critiche su X: «Dovremmo abbattere l’aereo? È questo che state suggerendo?». Rispondendo a un altro post, ha scritto: «Se guidi troppo veloce in autostrada, ti aspetti che la polizia ti spari o che ti dia solo una multa?».
Il mese scorso, l’Austria aveva respinto le richieste statunitensi di permessi di sorvolo durante la guerra contro l’Iran, motivando la decisione con la propria consolidata neutralità.
«Non prendiamo parte alla politica caotica di Trump e non dobbiamo cedere di un millimetro», aveva dichiarato all’epoca la vicecancelliera austriaca Andrea Babler, secondo quanto riportato dall’agenzia stampa turca Anadolu.
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Immagine di Marek Olszewski via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
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