Il «marchio della Bestia» è fra noi (e sulla nostra faccia)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giovedì pomeriggio, mentre tornavo a casa dal lavoro, mia moglie mi ha chiamato chiedendomi di fermarmi a prendere il pane che evidentemente mancava per cena.

 

Da buon marito, ho eseguito l’ordine e mi sono diretto verso il supermercato del mio paese.

 

Abbiamo speso anni e anni a cercare di decifrare l’attualità di quel paragrafo dell’Apocalisse in cui è scritto che «nessuno poteva comprare né vendere senza il marchio della bestia» e ora che ce lo abbiamo sotto gli occhi, e in tutti i sensi possibili non ce ne siamo accorti.

Arrivato al parcheggio e spenta la macchina, mi sono accorto subito di un accessorio che mi mancava: la mascherina per poter accedere all’interno del supermercato. Non ho potuto far altro che tornare a casa con la coda fra le gambe e senza pane.

 

Mentre mi dirigevo verso casa, però, ho avuto modo di riflettere e di capire che non mi mancava un semplice «accessorio», ma mi mancava ciò che dalCOVID-19 in poi è considerato e sarà considerato ancora a lungo, forse per sempre, un bene primario irrinunzuabile. Uno di quei beni che per l’uomo moderno è ormai al vertice della piramide dei Maslow. 

 

Dopo questo, i miei pensieri si sono collegati ad altro: in effetti io, senza la mascherina, non posso comprare nulla. E chi deve vendere, senza la mascherina, non può vendermi nulla.

 

Vi è stato chi, per anni, ha ipotizzato che il «marchio della Bestia» di cui parla Giovanni fosse riconducibile al codice a barre, o ancor più, secondo svariate teorie del «complotto» al microchip sotto pelle. Oggi non ci accorgiamo che lo abbiamo tutti indosso

Allorché ho sommessamente pensato: abbiamo speso anni e anni a cercare di decifrare l’attualità di quel paragrafo dell’Apocalisse in cui è scritto che «nessuno poteva comprare né vendere senza il marchio della bestia» (Ap. 13, 16-18) e ora che ce lo abbiamo sotto gli occhi, e in tutti i sensi possibili — almeno parlo per me — non ce ne siamo accorti.

 

Vi è stato chi, per anni, ha ipotizzato che il «marchio della Bestia» di cui parla Giovanni fosse riconducibile al codice a barre, o ancor più, secondo svariate teorie del «complotto» (etichetta oggi molto in voga fra i difensori dello scientismo moderni e antichi, modernisti e tradizionalisti) al microchip sotto pelle. Oggi non ci accorgiamo che lo abbiamo tutti indosso.

 

Il Demonio si nasconde nelle cose «piccole»; attacca senza farsi scoprire; non tende ad essere per forza appariscente; il Demonio — insegnavano un tempo ormai passato — vince facendo credere di non esistere.

Senza questo «accessorio» voi non potrete più fare niente, se non passare per dei veri e propri terroristi: non potrete più comprare né vendere; non potrete più lavorare né viaggiare; non potrete più parlare né relazionarvi con il prossimo; non potrete più andare a Messa né ricevere la Comunione

 

La mascherina, d’altronde, vi diranno, non è niente di che. È un «accessorio», una cosa che serve per la tutela propria e altrui. È un bene sotto ogni punto di vista, vi diranno ancora. 

 

Eppure, senza questo «accessorio» voi non potrete più fare niente, se non passare per dei veri e propri terroristi: non potrete più comprare né vendere; non potrete più lavorare né viaggiare; non potrete più parlare né relazionarvi con il prossimo; non potrete più andare a Messa né ricevere la Comunione.

 

Non potrete più, insomma, vivere senza mascherina. Non potrete più esistere senza che la mascherina nasconda metà del vostro volto, ovvero metà della vostra identità umana.

 

Se non è questo, il famoso «marchio della Bestia», quale mai potrà essere?

Potrebbe solo un preambolo, un marchio, diciamo così, sostituibile. Per accedere alla società studiata e voluta dal Nuovo Ordine Sanitario Mondiale, probabilmente servirà una sorta di «battesimo laico», ovvero l’iniziazione alla Siringa

 

Ovviamente questo potrebbe solo un preambolo, un marchio, diciamo così, sostituibile. Per accedere alla società studiata e voluta dal Nuovo Ordine Sanitario Mondiale, probabilmente servirà una sorta di «battesimo laico», ovvero l’iniziazione alla Siringa che tanti, con intrepida ansia, attendono da tempo per essere in pace con la propria ipocondria e con il biototalitarismo imperante.

 

Siamo all’alba di un nuovo Mondo, Il mondo di Jonas, dove la dose di iniezione quotidiana sarà l’unico modo possibile per far parte della società senza incorrere nel castigo dell’emarginazione sociale, dello stigma morale e dalla persecuzione. 

 

Vivere come dei morti o scegliere di vivere da uomini veri

Dispotismo, surrealismo. Sta a noi decidere quali parti prendere in questa situazione: vivere come dei morti o scegliere di vivere da uomini veri. 

 

 

 

Cristiano Lugli 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Immagine di Myshelle Robinson via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NoDerivs 2.0 Generic (CC BY-ND 2.0)