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Politica

Trump nomina Kennedy come segretario della nuova Sanità USA

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Il presidente eletto degli Stati Uniti Donald J. Trump ha nominato Robert F. Kennedy Jr. segretario del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS).

 

Si tratta di una scelta che può avere conseguenze cataclismiche nell’intero sistema sanitario, farmaceutico, alimentare, agricolo degli USA, con ovvie ripercussioni che potranno estendersi in ogni angolo della Terra.

 

Kennedy, nipote del defunto presidente John F. Kennedy e figlio del defunto procuratore generale Robert Kennedy, è un attivista ambientale di lunga data noto anche come avversario di Big Pharma, che inizialmente ha tentato di sfidare il presidente Joe Biden per la nomination democratica, è passato a una candidatura indipendente contro sia Biden che Trump dopo mesi di accuse alla dirigenza del partito di aver «truccato» le primarie democratiche contro di lui, e alla fine si è ritirato e ha appoggiato Trump ad agosto.

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Da sempre sostenitore delle cause della salute americana in declino, Kennedy, 70 anni, aveva corso come candidato presidente indipendente prima di allearsi a Trump lo scorso agosto, raccontando di aver ricevuto una telefonata di Donald a poche ore dall’attentato di Butler.

 

«Ho chiesto a Dio per 19 anni di mettermi in una posizione in cui avrei potuto porre fine all’epidemia di malattie croniche e riportare la salute ai nostri figli, e ad agosto Dio mi ha mandato Donald Trump» ha dichiarato il Kennedy.

 

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Con la sua vicepresidente (e, come ex moglie del cofondatore di Google Sergej Brin, munifica sostenitrice della sua campagna) Nicole Shanahan aveva quindi coniato lo slogan MAHA, «Make America Healthy Again», «rendi l’America di nuovo sana».

 

L’alleanza di MAGA e MAHA è stata quindi ripetuta in modo martellante negli ultimi mesi di campagna, con lo stesso Trump ed altri (il figlio Don jr. in particolare) ad insistere sulla necessità di avere Kennedy per risolvere il problema delle malattie croniche che affliggono la popolazione.

 

In varie occasioni, Trump aveva affermato che lo lascerebbe «scatenare» qualora avesse vinto le elezioni del 5 novembre, come poi è successo, ma con il caveat che non avrebbe avuto voce in capitolo riguardo all’«oro liquido», cioè il petrolio.

 

«Ci aiuterà a far tornare in salute l’America… Vuole fare alcune cose e glielo lasceremo fare», ha detto Trump durante il suo discorso di vittoria. «Vai a divertirti, Bobby».

 

Ieri in un post sul social trumpiano Truth, il nuovo presidente ha scritto:

 

«Sono entusiasta di annunciare Robert F. Kennedy Jr. come Segretario della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti (HHS). Per troppo tempo, gli americani sono stati schiacciati dal complesso alimentare industriale e dalle aziende farmaceutiche che hanno commesso inganni, disinformazione e informazioni errate quando si tratta di Salute Pubblica».

 

«La sicurezza e la salute di tutti gli americani sono il ruolo più importante di qualsiasi Amministrazione e l’HHS svolgerà un ruolo importante nell’aiutare a garantire che tutti siano protetti da sostanze chimiche nocive, inquinanti, pesticidi, prodotti farmaceutici e additivi alimentari che hanno contribuito alla travolgente Crisi Sanitaria in questo Paese».

 

«Il signor Kennedy ripristinerà queste Agenzie alle tradizioni della Ricerca Scientifica Gold Standard e ai fari della Trasparenza, per porre fine all’epidemia di Malattie Croniche e per Rendere l’America di Nuovo Grande e Sana!»

 

L’incontro tra Kennedy e Trump ha sconvolto i piani dei democratici, che hanno portato Kennedy in tribunale per impedirgli di ritirare il suo nome dalle schede elettorali, nella speranza di danneggiare Trump.

 

La macchina del fango dei media dell’establishment è partita a tutta birra, con poco effetto, perché sono anni, se non lustri e decenni, che la stampa di regime attacca Kennedy, in ispecie per la sua posizione sui vaccini. Da notare come a pochi giorni dalle elezioni, quando Trump si è recato a Dearborn, in Michigan a trovare la locale comunità libanese (Donald ha vinto il voto arabo-americano), le domande dei giornalisti per Trump erano su Kennedy e le sue idee sulla vaccinazione.

 

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Varie testate, come il New York Times e Politico, ora ipotizzano che Kennedy «potrebbe ancora dover affrontare una dura strada verso la conferma» per la sua lotta riguardo ai vaccini.

 

Kennedy sta rispondendo che non toglierà i vaccini a nessuno: vuole solo assicurarsi che siano sicuri. «Mi assicurerò che siano disponibili studi scientifici sulla sicurezza e l’efficacia, in modo che le persone possano valutare individualmente se quel prodotto farà bene a loro», ha dichiarato alla MSNBC il giorno dopo le elezioni.

 

RFK jr. afferma inoltre che sconsiglierà di aggiungere fluoro all’acqua potabile, poiché secondo alcuni studi è «quasi certamente» causa di una perdita di quoziente intellettivo nei bambini.

 

Dopo la vittoria, Trump ha continuato a dare a Kennedy un ruolo nel suo team di transizione presidenziale, con la loro alleanza che ha suscitato la speranza che Trump potesse finalmente riconsiderare la sua posizione sul COVID.

 

Segnali contrastanti sono seguiti, con Kennedy che ha affermato nel suo appoggio che le differenze rimanevano tra i due uomini ma che erano uniti su questioni «esistenziali» come le malattie croniche nei bambini o la guerra nucleare. La campagna di RFK, dentro e fuori dal team di Trump, si è focalizzata su argomenti anche diversi dal COVID, come gli additivi chimici «velenosi» negli alimenti comuni.

 

Da membro del partito democratico di lunga data, Kennedy ha sostenuto e continua a sostenere opinioni di sinistra sulla maggior parte delle questioni, tra cui l’aborto e il diritto alla vita, ma ha goduto di sostegno lungo linee non tradizionali e persino tra alcuni conservatori per le sue forti critiche ai lockdown, ai mandati e alle iniezioni per il COVID-19, al punto che c’è una certa sovrapposizione tra i fan di Kennedy e i fan di Trump, la cui amministrazione inizialmente ha sostenuto i lockdown e che abbraccia le iniezioni fino ad oggi (pur opponendosi al fatto di renderle obbligatorie).

 

Kennedy ha anche espresso opposizione alle pratiche di «transizione di genere» per i minori, tra cui bloccanti della pubertà, ormoni e interventi chirurgici per transgender.

 

Durante un’intervista di fine ottobre su CNN, il co-presidente del team di transizione presidenziale di Trump, Howard Lutnick, ha affermato che Kennedy non avrebbe avuto una posizione formale nell’agenzia, ma che gli sarebbero stati forniti i dati necessari per dimostrare i suoi sospetti. Lutnick ha anche raccontato come Kennedy lo abbia convinto della tesi secondo cui i vaccini convenzionali causano l’autismo, ma non ha discusso l’attuale posizione del team di Trump sui vaccini COVID.

 

La scorsa settimana, Kennedy ha detto all’emittente pubblica NPR che «il presidente Trump mi ha dato tre istruzioni: vuole che la corruzione e i conflitti escano dalle agenzie di regolamentazione. Vuole riportare le agenzie al gold standard della scienza e della medicina basate sull’evidenza e sull’empirica per cui erano un tempo famose. E vuole porre fine all’epidemia di malattie croniche con impatti misurabili sulla diminuzione delle malattie croniche entro due anni».

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Kennedy si è speso in questi anni per mostrare i piani globali di personaggi come Anthony Fauci (sul quale ha pubblicato un libro di più di mille pagine di accuse tremende, come quella di aver usato bambini come cavie in crudeli esperimenti sull’AIDS, senza venire però denunziato dal vecchio zar della sanità USA) e soprattutto Bill Gates, di cui Kennedy ha spiegato con dettaglio l’agenda su vaccini, agricoltura, stampa e comunicazione elettronica (manipolate con milioni di dollari per operare la censura), insomma un quadro generale di dominio del pianeta e degli esseri umani che talvolta Kennedy ha definito «un colpo di Stato».

 

Gli scritti di Kennedy negli anni pandemici, tutti ripubblicati da Renovatio 21 (e qui sopra linkati), rivelano una lucidità di visione impressionante, basata su dati e analisi di estrema precisione.

 

Tre anni fa RFK ha definito la partnership tra Fauci e Gates «formidabile e nefasta».

 

In un video ampiamente condiviso su X, Robert F. Kennedy Jr. ha spiegato il lavoro di Gates in Africa sui vaccini DPT, su altri vaccini e in agricoltura.

 


In realtà, l’idea di dare a Kennedy un ruolo nella sanità era già partita nel tardo 2016, quando da presidente eletto Donald convocò Kennedy alla Trump Tower e gli disse di cominciare un’operazione di indagine istituzionale sui vaccini. Kennedy incontrò quindi Fauci, che non fu in grado di produrre documentazione richiesta che pure diceva di avere.

 

Durante un’intervista con il comico Theo Von di qualche anno fa, Kennedy fa capire che più tardi Trump, divenuto presidente, perse interesse nella materia.

 

Come riportato da Renovatio 21, è emerso in questi anni che Trump avrebbe cercato di far incontrare Bill Gates e Kennedy, dicendo al magnate informatico che voleva presentargli RFK di modo che potessero parlare di vaccini. Gates si sarebbe sottratto all’invito. Chissà perché.

 

Trump negli scorsi mesi ha ammesso la questione dei danni da vaccino COVID ed ha attaccato Big Pharma.

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Come riportato da Renovatio 21, Kennedy due mesi fa ha chiesto una «resa dei conti» per i crimini «immorali e omicidi» legati al COVID.

 

La situazione è più complicata del solo attacco a Big Pharma: Robert Kennedy jr. è convinto che il padre e lo zio siano stati assassinati con il coinvolgimento della CIA. Parte di queste accuse sono contenute nell’autobiografia famigliare di RFJ jr., American Values. Lessons I Learned from My Family. Quello che può succedere anche in questo ambito, con le rivelazioni dei documenti secretati promesse da Trump, è difficile da immaginare.

 

A pochi passi da una meta storica, che potrebbe ridefinire la sanità anche in Italia – dove i nostri figli sono obbligati a subire 10 vaccini per poter entrare a scuola – vale la pena di ricordare come è iniziata la parabola di Kennedy.

 

Sei figli, una bella moglie star della TV americana, Kennedy era amato dall’élite americana, sia nel Partito Democratico (che è la casa politica della sua dinastia), che a Hollywood (vive a Los Angeles, e va ricordato che è imparentato, via la cugina Maria Shriver, pure con l’ex governatore e massiva star Arnoldo Schwarzenegger, che aiutò a far rieleggere al secondo mandato).

 

Kennedy ha battuto la dipendenza da droga, che lo aveva angustiato dopo la morte del padre, che fu assassinato dinanzi a lui quando correva da presidente nel 1969. Si era quindi fatto notare come avvocato campione delle cause ambientali: si dice che alcuni fiumi americani siano tornati balneabili (con i pescatori che possono quindi venderne il pesce) grazie alle azioni legali di Kennedy contro le multinazionali che li inquinavano. (In un caso Kennedy denunziò anche Trump per un campo da golf costruito in riva al mare; ora racconta che Donald gli diede un passaggio in aereo perfino durante la querela).

 

Poi, nella sua vita dorata, accadde qualcosa di inaspettato: una signora con figli autistico si presentò davanti a casa sua con un pacco di fogli: erano studi sugli effetti del mercurio sul corpo umano. Disse che non si sarebbe levata dal suo cancello fino a che Kennedy non avesse letto il malloppo.

 

«Visto che lei si occupa di quanto faccia male il mercurio nei pesci, provi a guardare gli studi sul mercurio negli esseri umani»: la donna deve aver detto una cosa del genere. Come noto, una forma di mercurio era – ed è ancora, secondo alcuni – contenuta nei vaccini. E metalli pesanti sono presenti persino nel cibo per bambini

 

Quel giorno, Kennedy invece che mandar via la signora intrusa e tornare a godersi la giornata, prese quell’ammasso di fogli e se lo lesse tutto.

 

Seguì quello che lui stesso ha definito un viaggio in un rabbit-hole, la «tana del bianconiglio», in cui la sua idea sulla vaccinazione fu ribaltata, e dove si generò, organicamente, il senso di emergenza, la necessità di combattere quell’ingiustizia patente e terrificante.

 

Ciò costò molto a RFK jr. I giornali cominciarono a chiamarlo «complottista» o anche semplicemente «pazzo», a vangare nel suo passato di tossicodipendente, a insultarlo in tutti i modi. Alcuni dei fratelli (non tutti: ne ha dieci) e dei parenti gli si scagliarono contro, con la stampa a scrivere della sua condizione di paria all’interno della «famiglia reale» kennediana.

 

Renovatio 21 può testimoniare l’ostracismo e la repressione attiva nei confronti di Kennedy non solo per averla riportata in tutti questi anni, ma anche per aver considerato che, in una telefonata fatta da Newsguard (ente con direttori CIA nel board e lavori con Microsoft, il cui compito è bollare i siti come fake news) nel 2019 per censire (censurare…?) il sito che state leggendo, pareva che uno dei punti che stavano più a cuore dell’inquisitore era il fatto che Renovatio 21 ripubblicava gli articoli di Kennedy e del suo gruppo, un tempo chiamato Mercury Project e ora Children’s Health Defense.

 

Nonostante la pressione totale arrivatagli addosso, Robert jr. non mollò di un centimetro, anzi: raddoppiò gli sforzi, formò enti dedicati al tema, siti di informazione, organizzò manifestazioni e cause legali.

 

Il perché lo ha spiegato in fine al podcast di svariate ore fatto con Joe Rogan l’anno passato. Quando Rogan gli ha domandato riguardo al dolore subito per la sua battaglia sui vaccini, Kennedy ha risposto che ciò passa lui non è niente rispetto a quello dei genitori con figli autistici, la cui vita è segnata da difficoltà continue tremende.

 

Una risposta da eroe – anzi da re. Un re migliore di quelli delle corrotte e inutili aristocrazie europee, un re che sente il dolore del suo popolo, e lotta per guarirlo.

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Immagine di Gage Skidmore via Flickr pubblicata su licenza CC BY-SA 2.0

 

Politica

I democristiani tedeschi vogliono che gli anziani vendano le loro case per pagare l’assistenza

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Un influente parlamentare della CDU, il partito democristiano germanico che esprime il cancelliere Friedrich Merz, ha proposto di obbligare i cittadini tedeschi a utilizzare la propria abitazione per finanziare l’assistenza agli anziani, scatenando un acceso dibattito politico sul welfare in un contesto di crescenti pressioni fiscali per il Paese.   La proposta di Albert Stegemann, vicepresidente del gruppo parlamentare CDU/CSU al Bundestag, inasprirebbe i criteri di accesso agli aiuti pubblici per le case di riposo, potenzialmente costringendo i proprietari di immobili a impiegare il proprio patrimonio immobiliare prima di poter ricevere il sostegno dello Stato.   «Chi possiede beni deve prima utilizzarli, compresa la propria casa, prima che la collettività paghi», ha dichiarato Stegemann al tabloide Bild giovedì.

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Il sistema tedesco di assistenza a lungo termine si articola in tre fasi. L’assicurazione obbligatoria copre una parte dei costi delle strutture di cura, mentre i pazienti devono pagare la quota restante con la pensione, i risparmi o altri beni. Se tali risorse si esauriscono, interviene l’assistenza sociale statale a coprire la differenza.   Lo Stegemann sostiene che i proprietari di casa dovrebbero essere obbligati a ricorrere al proprio patrimonio immobiliare prima di accedere all’ultimo livello di sostegno finanziato dai contribuenti.   La proposta arriva mentre Berlino si prepara a una profonda riforma del finanziamento dell’assistenza a lungo termine. La ministra della Salute Nina Warken ha avvertito che il sistema di assicurazione sanitaria pubblica tedesco potrebbe accumulare deficit superiori a 22 miliardi di euro nei prossimi due anni, senza adeguate riforme.   Il dibattito si inserisce nel quadro delle crescenti difficoltà del modello di welfare tedesco. La maggiore economia europea ha attraversato anni di stagnazione dopo lo shock energetico provocato dal conflitto in Ucraina. Sebbene la Germania sia uscita ufficialmente dalla recessione nel 2025, la crescita è prevista appena allo 0,5% nel 2026, dopo che una nuova crisi energetica di origine mediorientale ha colpito ulteriormente il suo settore industriale.   Ciononostante, la Germania continua a destinare ingenti risorse sia all’Ucraina sia al proprio riarmo. Dal 2022 ha stanziato oltre 96 miliardi di euro in aiuti militari e civili a Kiev, annunciando al contempo un piano di riarmo interno da 100 miliardi di euro.   Le affermazioni dello Stegemanno hanno subito attirato critiche dai partner di coalizione e dalle organizzazioni di assistenza sociale, che temono che la misura possa costringere gli anziani a vendere le case di famiglia prima di ricevere aiuto.   Christos Pantazis, esperto di sanità dell’SPD, ha messo in guardia sul fatto che molte famiglie temono di «perdere la casa o il lavoro di una vita», definendo l’idea «assurda». I Verdi, all’opposizione, hanno accusato il governo di portare avanti politiche socialmente irresponsabili.  

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Politica

Joe Biden fa causa al governo americano

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L’ex presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha avviato una causa legale contro il Dipartimento di Giustizia (DOJ) per impedire la pubblicazione di interviste concesse al suo ghostwriter, materiali che sono poi entrati a far parte di un’inchiesta del procuratore speciale riguardante la gestione scorretta di documenti classificati.

 

Secondo il Daily Intelligencer, i file comprendono 70 ore di registrazioni audio e relative trascrizioni di dialoghi tra Biden e lo scrittore Mark Zwonitzer, effettuate mentre quest’ultimo lavorava al libro di memorie dell’ex presidente risalente al 2017.

 

Tali registrazioni sono state acquisite dal procuratore speciale Robert Hur, nominato per verificare se Biden avesse conservato illegalmente documenti classificati nella propria residenza dopo il periodo trascorso come vicepresidente sotto Barack Obama, dal 2009 al 2017.

 

A maggio, la Heritage Foundation, un centro studi conservatore, ha promosso un’azione legale ai sensi del Freedom of Information Act (FOIA) per ottenere l’accesso a questi documenti. I legali di Biden sostengono che la loro diffusione violerebbe la sua privacy.

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«Ogni cittadino americano, compreso un vicepresidente in carica o ex vicepresidente, ha diritto alla privacy nelle conversazioni private che intrattiene all’interno della propria abitazione», si legge nella denuncia, secondo quanto riportato dal Washington Post.

 

Nella sua relazione finale pubblicata nel 2024, Hur ha concluso che Biden aveva «intenzionalmente trattenuto e divulgato» materiale secretato, inclusi documenti relativi alla politica militare in Afghanistan, ma ha evitato di proporre un’incriminazione penale.

 

Hur ha scritto che la memoria di Biden appariva «notevolmente limitata» sia durante le interviste del 2017 con il ghostwriter, sia in quelle successive con il procuratore speciale, aggiungendo inoltre che, se il caso fosse giunto a processo, Biden si sarebbe probabilmente presentato alla giuria come «un uomo anziano, simpatico e benintenzionato, con una memoria debole».

 

Le preoccupazioni per il peggioramento delle condizioni di salute di Biden hanno avuto un ruolo centrale nella campagna presidenziale del 2024. Egli si è ritirato dalla corsa dopo un dibattito televisivo disastroso con Donald Trump, che alla fine ha sconfitto la sua sostituta democratica, l’ex vicepresidente Kamala Harris.

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia

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Uomo armato delirante ucciso vicino alla Casa Bianca

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Un uomo di 21 anni del Maryland, con una storia di problemi di salute mentale e precedenti contatti con i servizi segreti, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco vicino alla Casa Bianca sabato, dopo aver presumibilmente aperto il fuoco contro gli agenti di guardia a un posto di blocco fuori dal complesso.   L’incidente ha portato all’evacuazione del prato nord della Casa Bianca e al trasferimento dei giornalisti nella sala stampa, mentre la Casa Bianca e i suoi dintorni sono stati posti in isolamento. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che si trovava all’interno della Casa Bianca in quel momento, non è stato coinvolto.   Un portavoce dei servizi segreti statunitensi ha dichiarato che il sospetto, un uomo, si è avvicinato a un posto di blocco all’angolo tra la 17th Street e Pennsylvania Avenue Northwest, ha estratto un’arma dalla sua borsa e ha sparato contro gli agenti di guardia.   Gli agenti dei Servizi Segreti hanno risposto al fuoco, colpendo il sospettato. Quest’ultimo è stato trasportato in un ospedale locale in condizioni critiche, dove è poi deceduto. Nell’incidente è rimasto gravemente ferito anche un passante, sebbene le autorità abbiano dichiarato che non è ancora chiaro se la persona sia stata colpita dai primi colpi sparati dal sospettato o durante il successivo scambio di colpi. Nessun agente dei Servizi Segreti è rimasto ferito.   La corrispondente di ABC News Selina Wang stava registrando un video sul prato nord quando si sono uditi gli spari. «Sembrava che fossero stati esplosi decine di colpi di arma da fuoco», ha scritto Wang su X. «Ci hanno detto di correre nella sala stampa».  

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Secondo l’Associated Press, le autorità hanno identificato il sospetto come Nasire Best, 21 anni, del Maryland. Le autorità hanno affermato che Best aveva una storia di problemi di salute mentale e precedenti incontri con i servizi segreti, tra cui un precedente tentativo di entrare in un checkpoint della Casa Bianca che aveva portato a un’ordinanza del tribunale che gli imponeva di stare lontano dalla zona.   Il New York Post, citando fonti delle forze dell’ordine e documenti giudiziari, ha riferito che Best aveva precedentemente affermato di essere «Gesù Cristo» durante un fermo avvenuto nel luglio 2025 per aver aggirato un checkpoint pedonale con accesso limitato alla Casa Bianca.   Il blocco imposto alla Casa Bianca e ai suoi dintorni è stato revocato intorno alle 18:45 ora locale.   L’incidente si verifica in un contesto di crescenti preoccupazioni per la sicurezza intorno alla Casa Bianca. All’inizio di questo mese, i Servizi Segreti hanno dichiarato che un uomo è stato colpito da colpi d’arma da fuoco sparati dalle forze dell’ordine vicino al Monumento a Washington dopo aver aperto il fuoco contro gli agenti, provocando un breve aumento delle misure di sicurezza nella zona.

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Immagine di Mathieu Landretti via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International 
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