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Politica

Trump nomina Kennedy come segretario della nuova Sanità USA

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Il presidente eletto degli Stati Uniti Donald J. Trump ha nominato Robert F. Kennedy Jr. segretario del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS).

 

Si tratta di una scelta che può avere conseguenze cataclismiche nell’intero sistema sanitario, farmaceutico, alimentare, agricolo degli USA, con ovvie ripercussioni che potranno estendersi in ogni angolo della Terra.

 

Kennedy, nipote del defunto presidente John F. Kennedy e figlio del defunto procuratore generale Robert Kennedy, è un attivista ambientale di lunga data noto anche come avversario di Big Pharma, che inizialmente ha tentato di sfidare il presidente Joe Biden per la nomination democratica, è passato a una candidatura indipendente contro sia Biden che Trump dopo mesi di accuse alla dirigenza del partito di aver «truccato» le primarie democratiche contro di lui, e alla fine si è ritirato e ha appoggiato Trump ad agosto.

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Da sempre sostenitore delle cause della salute americana in declino, Kennedy, 70 anni, aveva corso come candidato presidente indipendente prima di allearsi a Trump lo scorso agosto, raccontando di aver ricevuto una telefonata di Donald a poche ore dall’attentato di Butler.

 

«Ho chiesto a Dio per 19 anni di mettermi in una posizione in cui avrei potuto porre fine all’epidemia di malattie croniche e riportare la salute ai nostri figli, e ad agosto Dio mi ha mandato Donald Trump» ha dichiarato il Kennedy.

 

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Con la sua vicepresidente (e, come ex moglie del cofondatore di Google Sergej Brin, munifica sostenitrice della sua campagna) Nicole Shanahan aveva quindi coniato lo slogan MAHA, «Make America Healthy Again», «rendi l’America di nuovo sana».

 

L’alleanza di MAGA e MAHA è stata quindi ripetuta in modo martellante negli ultimi mesi di campagna, con lo stesso Trump ed altri (il figlio Don jr. in particolare) ad insistere sulla necessità di avere Kennedy per risolvere il problema delle malattie croniche che affliggono la popolazione.

 

In varie occasioni, Trump aveva affermato che lo lascerebbe «scatenare» qualora avesse vinto le elezioni del 5 novembre, come poi è successo, ma con il caveat che non avrebbe avuto voce in capitolo riguardo all’«oro liquido», cioè il petrolio.

 

«Ci aiuterà a far tornare in salute l’America… Vuole fare alcune cose e glielo lasceremo fare», ha detto Trump durante il suo discorso di vittoria. «Vai a divertirti, Bobby».

 

Ieri in un post sul social trumpiano Truth, il nuovo presidente ha scritto:

 

«Sono entusiasta di annunciare Robert F. Kennedy Jr. come Segretario della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti (HHS). Per troppo tempo, gli americani sono stati schiacciati dal complesso alimentare industriale e dalle aziende farmaceutiche che hanno commesso inganni, disinformazione e informazioni errate quando si tratta di Salute Pubblica».

 

«La sicurezza e la salute di tutti gli americani sono il ruolo più importante di qualsiasi Amministrazione e l’HHS svolgerà un ruolo importante nell’aiutare a garantire che tutti siano protetti da sostanze chimiche nocive, inquinanti, pesticidi, prodotti farmaceutici e additivi alimentari che hanno contribuito alla travolgente Crisi Sanitaria in questo Paese».

 

«Il signor Kennedy ripristinerà queste Agenzie alle tradizioni della Ricerca Scientifica Gold Standard e ai fari della Trasparenza, per porre fine all’epidemia di Malattie Croniche e per Rendere l’America di Nuovo Grande e Sana!»

 

L’incontro tra Kennedy e Trump ha sconvolto i piani dei democratici, che hanno portato Kennedy in tribunale per impedirgli di ritirare il suo nome dalle schede elettorali, nella speranza di danneggiare Trump.

 

La macchina del fango dei media dell’establishment è partita a tutta birra, con poco effetto, perché sono anni, se non lustri e decenni, che la stampa di regime attacca Kennedy, in ispecie per la sua posizione sui vaccini. Da notare come a pochi giorni dalle elezioni, quando Trump si è recato a Dearborn, in Michigan a trovare la locale comunità libanese (Donald ha vinto il voto arabo-americano), le domande dei giornalisti per Trump erano su Kennedy e le sue idee sulla vaccinazione.

 

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Varie testate, come il New York Times e Politico, ora ipotizzano che Kennedy «potrebbe ancora dover affrontare una dura strada verso la conferma» per la sua lotta riguardo ai vaccini.

 

Kennedy sta rispondendo che non toglierà i vaccini a nessuno: vuole solo assicurarsi che siano sicuri. «Mi assicurerò che siano disponibili studi scientifici sulla sicurezza e l’efficacia, in modo che le persone possano valutare individualmente se quel prodotto farà bene a loro», ha dichiarato alla MSNBC il giorno dopo le elezioni.

 

RFK jr. afferma inoltre che sconsiglierà di aggiungere fluoro all’acqua potabile, poiché secondo alcuni studi è «quasi certamente» causa di una perdita di quoziente intellettivo nei bambini.

 

Dopo la vittoria, Trump ha continuato a dare a Kennedy un ruolo nel suo team di transizione presidenziale, con la loro alleanza che ha suscitato la speranza che Trump potesse finalmente riconsiderare la sua posizione sul COVID.

 

Segnali contrastanti sono seguiti, con Kennedy che ha affermato nel suo appoggio che le differenze rimanevano tra i due uomini ma che erano uniti su questioni «esistenziali» come le malattie croniche nei bambini o la guerra nucleare. La campagna di RFK, dentro e fuori dal team di Trump, si è focalizzata su argomenti anche diversi dal COVID, come gli additivi chimici «velenosi» negli alimenti comuni.

 

Da membro del partito democratico di lunga data, Kennedy ha sostenuto e continua a sostenere opinioni di sinistra sulla maggior parte delle questioni, tra cui l’aborto e il diritto alla vita, ma ha goduto di sostegno lungo linee non tradizionali e persino tra alcuni conservatori per le sue forti critiche ai lockdown, ai mandati e alle iniezioni per il COVID-19, al punto che c’è una certa sovrapposizione tra i fan di Kennedy e i fan di Trump, la cui amministrazione inizialmente ha sostenuto i lockdown e che abbraccia le iniezioni fino ad oggi (pur opponendosi al fatto di renderle obbligatorie).

 

Kennedy ha anche espresso opposizione alle pratiche di «transizione di genere» per i minori, tra cui bloccanti della pubertà, ormoni e interventi chirurgici per transgender.

 

Durante un’intervista di fine ottobre su CNN, il co-presidente del team di transizione presidenziale di Trump, Howard Lutnick, ha affermato che Kennedy non avrebbe avuto una posizione formale nell’agenzia, ma che gli sarebbero stati forniti i dati necessari per dimostrare i suoi sospetti. Lutnick ha anche raccontato come Kennedy lo abbia convinto della tesi secondo cui i vaccini convenzionali causano l’autismo, ma non ha discusso l’attuale posizione del team di Trump sui vaccini COVID.

 

La scorsa settimana, Kennedy ha detto all’emittente pubblica NPR che «il presidente Trump mi ha dato tre istruzioni: vuole che la corruzione e i conflitti escano dalle agenzie di regolamentazione. Vuole riportare le agenzie al gold standard della scienza e della medicina basate sull’evidenza e sull’empirica per cui erano un tempo famose. E vuole porre fine all’epidemia di malattie croniche con impatti misurabili sulla diminuzione delle malattie croniche entro due anni».

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Kennedy si è speso in questi anni per mostrare i piani globali di personaggi come Anthony Fauci (sul quale ha pubblicato un libro di più di mille pagine di accuse tremende, come quella di aver usato bambini come cavie in crudeli esperimenti sull’AIDS, senza venire però denunziato dal vecchio zar della sanità USA) e soprattutto Bill Gates, di cui Kennedy ha spiegato con dettaglio l’agenda su vaccini, agricoltura, stampa e comunicazione elettronica (manipolate con milioni di dollari per operare la censura), insomma un quadro generale di dominio del pianeta e degli esseri umani che talvolta Kennedy ha definito «un colpo di Stato».

 

Gli scritti di Kennedy negli anni pandemici, tutti ripubblicati da Renovatio 21 (e qui sopra linkati), rivelano una lucidità di visione impressionante, basata su dati e analisi di estrema precisione.

 

Tre anni fa RFK ha definito la partnership tra Fauci e Gates «formidabile e nefasta».

 

In un video ampiamente condiviso su X, Robert F. Kennedy Jr. ha spiegato il lavoro di Gates in Africa sui vaccini DPT, su altri vaccini e in agricoltura.

 


In realtà, l’idea di dare a Kennedy un ruolo nella sanità era già partita nel tardo 2016, quando da presidente eletto Donald convocò Kennedy alla Trump Tower e gli disse di cominciare un’operazione di indagine istituzionale sui vaccini. Kennedy incontrò quindi Fauci, che non fu in grado di produrre documentazione richiesta che pure diceva di avere.

 

Durante un’intervista con il comico Theo Von di qualche anno fa, Kennedy fa capire che più tardi Trump, divenuto presidente, perse interesse nella materia.

 

Come riportato da Renovatio 21, è emerso in questi anni che Trump avrebbe cercato di far incontrare Bill Gates e Kennedy, dicendo al magnate informatico che voleva presentargli RFK di modo che potessero parlare di vaccini. Gates si sarebbe sottratto all’invito. Chissà perché.

 

Trump negli scorsi mesi ha ammesso la questione dei danni da vaccino COVID ed ha attaccato Big Pharma.

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Come riportato da Renovatio 21, Kennedy due mesi fa ha chiesto una «resa dei conti» per i crimini «immorali e omicidi» legati al COVID.

 

La situazione è più complicata del solo attacco a Big Pharma: Robert Kennedy jr. è convinto che il padre e lo zio siano stati assassinati con il coinvolgimento della CIA. Parte di queste accuse sono contenute nell’autobiografia famigliare di RFJ jr., American Values. Lessons I Learned from My Family. Quello che può succedere anche in questo ambito, con le rivelazioni dei documenti secretati promesse da Trump, è difficile da immaginare.

 

A pochi passi da una meta storica, che potrebbe ridefinire la sanità anche in Italia – dove i nostri figli sono obbligati a subire 10 vaccini per poter entrare a scuola – vale la pena di ricordare come è iniziata la parabola di Kennedy.

 

Sei figli, una bella moglie star della TV americana, Kennedy era amato dall’élite americana, sia nel Partito Democratico (che è la casa politica della sua dinastia), che a Hollywood (vive a Los Angeles, e va ricordato che è imparentato, via la cugina Maria Shriver, pure con l’ex governatore e massiva star Arnoldo Schwarzenegger, che aiutò a far rieleggere al secondo mandato).

 

Kennedy ha battuto la dipendenza da droga, che lo aveva angustiato dopo la morte del padre, che fu assassinato dinanzi a lui quando correva da presidente nel 1969. Si era quindi fatto notare come avvocato campione delle cause ambientali: si dice che alcuni fiumi americani siano tornati balneabili (con i pescatori che possono quindi venderne il pesce) grazie alle azioni legali di Kennedy contro le multinazionali che li inquinavano. (In un caso Kennedy denunziò anche Trump per un campo da golf costruito in riva al mare; ora racconta che Donald gli diede un passaggio in aereo perfino durante la querela).

 

Poi, nella sua vita dorata, accadde qualcosa di inaspettato: una signora con figli autistico si presentò davanti a casa sua con un pacco di fogli: erano studi sugli effetti del mercurio sul corpo umano. Disse che non si sarebbe levata dal suo cancello fino a che Kennedy non avesse letto il malloppo.

 

«Visto che lei si occupa di quanto faccia male il mercurio nei pesci, provi a guardare gli studi sul mercurio negli esseri umani»: la donna deve aver detto una cosa del genere. Come noto, una forma di mercurio era – ed è ancora, secondo alcuni – contenuta nei vaccini. E metalli pesanti sono presenti persino nel cibo per bambini

 

Quel giorno, Kennedy invece che mandar via la signora intrusa e tornare a godersi la giornata, prese quell’ammasso di fogli e se lo lesse tutto.

 

Seguì quello che lui stesso ha definito un viaggio in un rabbit-hole, la «tana del bianconiglio», in cui la sua idea sulla vaccinazione fu ribaltata, e dove si generò, organicamente, il senso di emergenza, la necessità di combattere quell’ingiustizia patente e terrificante.

 

Ciò costò molto a RFK jr. I giornali cominciarono a chiamarlo «complottista» o anche semplicemente «pazzo», a vangare nel suo passato di tossicodipendente, a insultarlo in tutti i modi. Alcuni dei fratelli (non tutti: ne ha dieci) e dei parenti gli si scagliarono contro, con la stampa a scrivere della sua condizione di paria all’interno della «famiglia reale» kennediana.

 

Renovatio 21 può testimoniare l’ostracismo e la repressione attiva nei confronti di Kennedy non solo per averla riportata in tutti questi anni, ma anche per aver considerato che, in una telefonata fatta da Newsguard (ente con direttori CIA nel board e lavori con Microsoft, il cui compito è bollare i siti come fake news) nel 2019 per censire (censurare…?) il sito che state leggendo, pareva che uno dei punti che stavano più a cuore dell’inquisitore era il fatto che Renovatio 21 ripubblicava gli articoli di Kennedy e del suo gruppo, un tempo chiamato Mercury Project e ora Children’s Health Defense.

 

Nonostante la pressione totale arrivatagli addosso, Robert jr. non mollò di un centimetro, anzi: raddoppiò gli sforzi, formò enti dedicati al tema, siti di informazione, organizzò manifestazioni e cause legali.

 

Il perché lo ha spiegato in fine al podcast di svariate ore fatto con Joe Rogan l’anno passato. Quando Rogan gli ha domandato riguardo al dolore subito per la sua battaglia sui vaccini, Kennedy ha risposto che ciò passa lui non è niente rispetto a quello dei genitori con figli autistici, la cui vita è segnata da difficoltà continue tremende.

 

Una risposta da eroe – anzi da re. Un re migliore di quelli delle corrotte e inutili aristocrazie europee, un re che sente il dolore del suo popolo, e lotta per guarirlo.

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Immagine di Gage Skidmore via Flickr pubblicata su licenza CC BY-SA 2.0

 

Politica

Muore a 82 anni il primo presidente bianco dello Zambia

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Guy Scott, ex presidente ad interim dello Zambia e primo capo di Stato bianco nell’Africa subsahariana dalla fine dell’apartheid, è scomparso all’età di 82 anni, secondo quanto reso noto dal governo.   Scott è deceduto mercoledì a causa di una malattia nella sua fattoria a Lusaka, capitale del Paese africano, secondo una dichiarazione firmata dal Segretario di Gabinetto Patrick Kangwa.   Il presidente zambiano Hakainde Hichilema ha concesso a Scott i funerali di stato «in riconoscimento del suo illustre contributo professionale e politico alla nazione», ha riferito Kangwa, precisando che i dettagli relativi alla sepoltura saranno comunicati in seguito.   In una dichiarazione separata, Hichilema ha descritto Scott come un «vero patriota zambiano» che ha dedicato molti anni al servizio pubblico, sottolineando che l’ex leader ha guidato lo Zambia attraverso una difficile transizione «con mano ferma e impegno per l’ordine costituzionale» dopo la morte del presidente Michael Sata.

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Scott aveva ricoperto la carica di vicepresidente sotto Sata dal 2011 fino alla scomparsa del leader, avvenuta nell’ottobre del 2014. Aveva assunto la presidenza in base alle norme di successione costituzionale dello Zambia e aveva ricoperto la carica di capo di Stato ad interim per circa tre mesi, fino all’insediamento di Edgar Lungu in seguito a elezioni speciali nel gennaio 2015. Lungu è morto in Sudafrica nel giugno 2025, ma non ha ancora ricevuto sepoltura a causa di una disputa tra la sua famiglia e il governo zambiano riguardo alle disposizioni per il suo funerale.   La nomina di Scott lo aveva reso il primo capo di Stato bianco in Africa dai tempi di Frederik de Klerk, l’ultimo leader sudafricano sotto l’apartheid, che aveva lasciato l’incarico dopo le prime elezioni multirazziali del Paese, le quali avevano portato Nelson Mandela al potere nel 1994.   Nato in quella che si chiamava Rhodesia settentrionale da genitori scozzesi e inglesi, era stato anche il primo leader bianco del paese dall’indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1964. Non aveva potuto candidarsi alle elezioni del 2015 perché la costituzione zambiana dell’epoca impediva ai candidati i cui genitori non fossero zambiani per nascita o discendenza di concorrere alla presidenza.   La sua breve presidenza era stata caratterizzata da una lotta di potere all’interno del Fronte Patriottico al governo. Scott aveva destituito Lungu dalla carica di segretario generale del partito nel novembre 2014, ma aveva revocato la decisione il giorno successivo, dopo che la mossa aveva provocato proteste e scontri a Lusaka.

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Economista laureato a Cambridge, Scott era entrato in parlamento nel 1991 e in seguito aveva ricoperto la carica di ministro dell’agricoltura, ottenendo riconoscimenti per aver contribuito a gestire una grave siccità regionale e la conseguente carenza di cibo. Successivamente aveva rotto con il Fronte Patriottico e aveva sostenuto il Partito Unito per lo Sviluppo Nazionale, guidato dall’attuale presidente Hakainde Hichilema.   Lo Zambia passa per essere uno dei più tranquilli Paesi post-coloniali del Continente negro.   Il Paese una volta decolonizzato adottò immediatamente una politica di pacificazione sociale interrazziale e il presidente Kenneth Kaunda ((1924-2021, detto KK, riverito dalla popolazione di tutte le etnie) proclamò il rifiuto di qualsiasi governo di stampo razzista, bianco o nero che fosse. Le varie comunità di «neri» e «bianchi» furono così coinvolte in modo costruttivo nell’organizzazione del nuovo Stato.  

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Politica

Muore il senatore falco Lindsey Graham: misteri e oscenità

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Il senatore repubblicano statunitense Lindsey Graham della Carolina del Sud è morto all’età di 71 anni, secondo quanto riportato sul suo profilo ufficiale su X.

 

Graham è deceduto sabato sera «a causa di una breve e improvvisa malattia», si legge in un comunicato diffuso domenica dall’ufficio del senatore.

 

«La famiglia del senatore Graham ringrazia per le preghiere in questo momento e chiede rispetto per la propria privacy durante questo periodo incredibilmente difficile», si legge nel comunicato.

 

Secondo quanto riportato da NBC, che ha ottenuto l’audio delle comunicazioni radio della polizia, sabato sera i servizi di emergenza sono intervenuti presso la residenza di Graham a Capitol Hill in seguito a una chiamata per «arresto cardiaco». L’emittente ha inoltre affermato di aver visionato delle foto che mostrano i paramedici trasportare una persona su una barella dalla casa del senatore all’ambulanza.

 

La morte di Graham giunge un giorno dopo il suo ritorno da Kiev, dove venerdì aveva incontrato Volodymyr Zelens’kyj. Il parlamentare, fervente sostenitore dell’assistenza militare statunitense all’Ucraina e aspro critico della Russia, aveva visitato la capitale ucraina almeno dieci volte negli ultimi anni, come celebrato dallo stesso Zelens’kyj.

 

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Nel suo ultimo viaggio il Graham aveva visitato una fabbrica di droni militari, rivelandosi entusiasta: si trattava dell’impianto di produzione top secret chiamato «Skyfall», dove vengono prodotti i micidiali droni bombardieri «Baba Yaga» Vampire. Secondo quanto riportato, la Russia ha attaccato l’impianto poco dopo.

 

 

Subito dopo aveva girato un video a Kiev dove diceva che una volta avrebbe trovato a Washingtone un accordo legislativo per nuove sanzioni alla Russia, Paese che lo ossessionava. Si è trattata dell’ultima apparizione pubblica del senatore.

 

 

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dapprima reagito alla morte del suo alleato, affermando che Graham «ci mancherà moltissimo». In un post sulla sua piattaforma Truth Social, Trump ha descritto il senatore come «una delle persone e dei senatori migliori che abbia mai conosciuto… Lavorava sempre ed era un vero patriota americano».

 

Più tardi Trump ha dichiarato al programma Meet the Press che Graham lo aveva chiamato in prima serata per dirgli che era «tutto pronto per il Save America Act», e che quella potrebbe essere stata l’ultima telefonata di Graham. «La cosa ancora più strana è che ieri sera ho ricevuto una chiamata, verso le 19:00. Mi ha chiamato e mi ha detto: “Siamo pronti per il Save America Act“», ha raccontato Trump alla conduttrice Kristen Walker. «Stava spingendo per il Save America Act come un matto. È tornato e ha detto di essere appena atterrato dall’Ucraina. Ho pensato: “Che viaggio lungo!”»

 

Da notare che Graham nel 2016 era acerrimo nemico di Trump, per poi diventare suo fedele scudiero, e compagno di partite di golf. Riguardo a questo sport, il commentatore Alex Jones aveva suggerito che qualcuno con conoscenza delle partite di Trump avrebbe potuto informare il secondo attentatore del 2024, il filo-ucraino Ryan Routh. Lo stesso Jones, che lo chiama «criminale di guerra internazionale», in un post del 2025, ora riemerso, notava scherzosamente la simiglianza tra il Graham e la moglie di Netanyahu, la temutissima Sara.

 


Graham, eletto per la prima volta al Senato nel 2002, si è fatto un nome nel corso degli anni come uno dei più importanti falchi di Washington, sostenendo a testa bassa i conflitti a guida neocon, in particolare Russia e Ucraina.

 

In rete circolano ora video-compilation delle sue sparate più inumane: nel 2022 «qualcuno in Russia dovrebbe eliminare Putin»; nel 2023: «i russi stanno morendo… i soldi meglio spesi in assoluto»; ancora nel 2023: «Gaza dovrebbe essere rasa al suolo»; nel 2024: «È Hiroshima e Nagasaki sotto steroidi (…) Se fossi Israele, farei lo stesso (…) Fate tutto il necessario (…) Sradicate il sistema scolastico palestinese e distruggetelo»; nel 2025: «Stiamo uccidendo tutte le persone giuste¨; nel 2026: «Li annienteremo» nello Stretto di Ormuzzo.

 


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Era noto inoltre per aver chiesto apertis verbis l’assassinio del presidente russo Vladimir Putin dopo l’escalation del conflitto in Ucraina nel febbraio 2022.

 

Durante un’apparizione su Fox News, il senatore ha citato esempi storici di complotti per uccidere famosi leader politici, tra cui Giulio Cesare e Adolf Hitler. «C’è un Bruto in Russia? C’è un colonnello Stauffenberg più di successo nell’esercito russo? L’unico modo in cui tutto questo… finirà, amico mio, è che qualcuno in Russia si sbarazzi di quest’uomo», ha detto Graham, riferendosi a Putin.

 

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Durante il suo viaggio a Kiev l’anno successivo, il senatore descrisse gli aiuti militari statunitensi inviati all’Ucraina come «i soldi meglio spesi» perché «i russi stanno morendo».

 

Graham ha ripetutamente chiesto maggiori pressioni economiche su Mosca, minacciandola con quelle che ha definito sanzioni «devastanti». Negli ultimi mesi, ha promosso attivamente un disegno di legge che imporrebbe dazi del 500% su tutti i paesi che acquistano petrolio di origine russa.

 

Parlando di Graham lo scorso anno, il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha affermato che il parlamentare faceva parte del «gruppo dei russofobi più incalliti» in Occidente. Il senatore era presente nella lista russa degli estremisti e dei terroristi dal 2023.

 

In molti hanno speculato sulla lealtà assoluta che Graham aveva, più che verso i suoi elettori nella Carolina del Sud, di cui parlava poco, verso Kiev e Tel Aviv, ipotizzando che alla base vi sia un qualche ricatto di natura sessuale.

 

Nel 2020 un attore pornografico omosessuale, Sean Harding, accusò un senatore di iniziali LG di aver impiegato «ogni prostituto di mia conoscenza». Come riporta il Washington Post, «l’hashtag #LadyGraham è esploso sui social (…) l’hashtag, insieme alla forma abbreviata “Lady G”, si riferisce presumibilmente al soprannome di Graham tra i lavoratori del sesso maschile».

 

La conduttrice TV Chelsea Handler si è quindi riferita al senatore come ad un omosessuale non dichiarato. Graham è considerato dal mondo omosessualista di aver passato legislazioni «omofobiche». Il Graham non si è mai sposato ma di recente aveva detto, non si sa con quanta ironia, che poteva anche accadere

 

Insinuazioni sul legame della presunta omosessualità celata e la sete di sangue sono stati fatti ripetutamente dal giornalista Tucker Carlson, che lo accusava pure di disprezzare neanche tanto segretamente Trump, pur essendone alfiere zelota.

 

La questione gli era stata rinfacciata personalmente da un giornalista che aveva cercato di intercettarlo a Washington: «Senatore, perché non ammette semplicemente di essere gay così non la ricattano più)».

 


In una bizzarrissima scena di qualche mese fa, il senatore, nel mezzo di una crisi politica nazionale ed internazionale, fu ripreso nel parco di divertimenti floridiano Disney World, con in mano una bacchetta magica. La cosa fece sghignazzare moltissimi, perché nel gergo americano «fairy» («fata») è un termine semidispregiativo, forse un po’ desueto, per definire gli omosessuali.

 


Speculazioni di ogni tipo, nel frattempo, si assiepano riguardo alla sua morte.

 

In rete sostengono si sia trattato di un’operazione iraniana. L’Iran, a sua volta, ha rilasciato uno dei suoi video di propaganda a base di Lego che mostra la morte di Graham.

 

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Altri dicono che invece potrebbero essere stati gli israeliani, nel tentativo di mandare un segnale a Trump per continuare la guerra in Iran – gli stessi, sostengono che l’assassinio di Charlie Kirk, intimo di Trump e dei suoi figli, sarebbe da leggere nello stesso modo

 

La giornalista Kim Iversen ha esposto una teoria ancora diversa.

 

 

«È ovvio che i russi lo abbiano ucciso, ma gli Stati Uniti non vogliono entrare in guerra con la Russia, quindi sostengono che si sia trattato di una “malattia improvvisa”. Questa reazione di insabbiamento da parte degli Stati Uniti dice tutto. Chiaramente non ci sentiamo in grado di affrontare militarmente la Russia o un’altra potenza. La situazione si è ribaltata. Ogni leader statunitense che sostiene la guerra dovrebbe temere per la propria vita. Gli Stati Uniti hanno assassinato leader impunemente perché nessuno voleva affrontarli. Ora sembra che la situazione si sia invertita. Potremmo assistere a un aumento degli assassinii e, onestamente… cosa potremmo fare se non insabbiare tutto ogni volta?»

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Il Graham era considerato un «moderato» che ha a lungo frustrato i conservatori a causa delle sue posizioni su questioni come l’immigrazione clandestina e il sostegno «bipartisan» ai candidati democratici, anche se negli ultimi anni Graham ha tentato di ingraziarsi alcuni della destra diventando uno dei più grandi sostenitori del presidente Donald Trump, sostegno che Trump pare ricambiare. Per il suo comportamento riguardo al 6 gennaio 2021 Graham fu attaccato pubblicamente dalla base trumpiana.

 

Di fatto, varie volte Graham ha parlato pubblicamente dell’amicizia che lo lega a Joe Biden, un uomo conosciuto per decenni per la sua carriera irta di menzogne plateali.

 

Va ricordato, ad ogni modo, il suo ruolo nella ratifica dei giudici della Corte Suprema Brett Kavanaugh e Amy Coney Barrett, dove diede battaglia pure suscitando simpatia.

 

 

Come riportato da Renovatio 21, il Graham era nella pattuglia dei soli cinque parlamentari USA a favore di una risoluzione a sostegno dell’industria della fecondazione in vitro, colpita fortemente anni fa da una sentenza della Corte Suprema dell’Alabama che considera gli embrioni come bambini.

 

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Politica

I giudici mettono il braccialetto elettronico alla Le Pen ma le consentono di candidarsi

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Marine Le Pen ha annunciato la sua candidatura alla presidenza nel 2027, dopo che una corte d’appello ha ridotto la durata del divieto di ricoprire cariche elettive, imposto lo scorso anno, confermando al contempo la sua condanna per appropriazione indebita di fondi del Parlamento europeo.   La Le Pen, candidata alla presidenza per tre volte e arrivata al ballottaggio nel 2017 e nel 2022, era ampiamente considerata la favorita per succedere al presidente Emmanuel Macron prima che la condanna dello scorso anno la estromettesse dalla corsa elettorale. Ha sempre negato ogni addebito.   Martedì la Corte d’Appello di Parigi ha confermato la condanna di Le Pen, ma ha ridotto la sua interdizione di cinque anni dai ruoli elettivi a 45 mesi, di cui 30 con la condizionale, rendendola eleggibile per le elezioni del 2027. La Corte l’ha inoltre condannata a tre anni di reclusione, di cui due con la condizionale, ha disposto che il restante anno venga scontato agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico e le ha inflitto una multa di 100.000 euro.

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I giudici hanno affermato che Le Pen stava già scontando la squalifica dal 31 marzo 2025 e hanno tenuto conto di tale periodo nel ridurre la restrizione.   Il caso verteva su fondi del Parlamento europeo destinati agli assistenti parlamentari che, secondo quanto accertato dalla Corte, erano stati invece utilizzati per pagare il personale del Rassemblement National impiegato in Francia. Le indagini andavano avanti da tempo.   La sentenza ha stabilito che tale pratica ha causato perdite per 2,8 milioni di euro al Parlamento Europeo. Il Rassemblement National è stato inoltre condannato e multato di 2 milioni di euro, di cui metà con la condizionale. Secondo quanto riportato dalla stampa francese, la Le Pen ha lasciato il tribunale senza parlare con i giornalisti e avrebbe dovuto rilasciare un’intervista televisiva nel corso della giornata di martedì.   Le Pen ha preso le redini del Fronte Nazionale dal padre Jean-Marie Le Pen (presenza talmente persistente nella politica francese al punto che la tomba viene vandalizzata) nel 2011 e ha trasformato il partito – ribattezzato Rassemblement National nel 2018 – nella principale forza di opposizione in Francia. Il suo protetto Jordan Bardella si stava preparando a sostituirla come candidato presidenziale del partito qualora le fosse stata impedita la corsa elettorale. I sondaggi d’opinione li hanno costantemente collocati tra i principali contendenti per le elezioni del 2027.   Come riportato da Renovatio 21, il Rassemblement National aveva subito un raid di polizia nel luglio 2025.   Come riportato da Renovatio 21, la Le Pen ha incassato all’epoca la solidarietà del presidente USA Donaldo Giovanni Trump, che ha definito la condanna da parte del tribunale francese come «un grosso problema».   In quell’anno Macron aveva sostenutola sentenza che impedisce la ricandidatura della Le Pen.
 

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