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Vaccini

Tragica morte del bambino che faceva da volto alla campagna vaccinale in Argentina. I fact-checker si scaldano

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Ha destato scalpore la notizia secondo cui il piccolo S.G.B., 4 anni, è morto lo scorso novembre, presso l’ospedale Larcade di San Miguel, dove era stato portato dalla madre a più riprese.

 

Il bimbo era stato il volto della campagna ministeriale per l’inoculo dei vaccini per morbillo, rosolia, parotite e poliomelite.

 

Secondo quanto scrivono giornali e siti, anche italiani, la Presidenza argentina avrebbe ora deciso di ritirare la campagna vaccinale con il volto di S. da tutte le piattaforme, sia nelle pubblicità statiche che in quelle audiovisive.

 

Tuttavia, il sito ufficiale della presidenza contiene ancora foto del bambino, e sul canale YouTube è possibile vedere il video della campagna vaccinale.

 

 

L’autopsia ha rivelato che il ragazzino sarebbe morto di polmonite bilaterale. In precedenza gli fosse stata diagnosticata una gastroenterocolite e una laringite. La madre, che lo aveva portato al pronto soccorso per ben tre volte, ora accusa i sanitari.

 

«Non faceva pipì e lo sapevano tutti. Ha avuto un’infezione alle vie urinarie», ha detto la donna. «Ho chiesto un esame del sangue e mi hanno detto di no, perché era una condizione virale. S. ha continuato a stare male tutto il giovedì. Continuava a vomitare, essendo debole e non mangiando».

 

Sulla questione sono partiti immediatamente i fact-checker, che evidentemente possono temere che la notizia possa essere propagata dai no-vax per suggerire la pericolosità dei vaccini.

 

Facta, un fact-checker che pubblica articoli anonimi e che in passato si era già occupato di Renovatio 21 (ci accusarono di «notizia falsa» quando riportammo i dubbi di alcuni medici a dicembre 2020 sugli effetti del siero COVID sulla fertilità delle donne), scrive che si tratta di una notizia «fuori contesto», anche se non capiamo cosa ci sia da commentare: la notizia per cui il bambino testimonial vaccinale è morto è vera.

 

È segnalato che la notizia circola attualmente su Facebook con un bollino piazzato dalla piattaforma che dice «Contesto mancante: fact-checker indipendenti sostengono che queste informazioni potrebbero fuorviare le persone».

 

La perdita di credibilità dei fact-checker continua inesorabile quanto quella di Facebook, che sembra molto in difficoltà.

 

Il lettore deve tuttavia capire che, anche non se si parla di COVID, dietro alle reazioni immediate dell’establishment riguardo al vaccino morbillo-parotite rosolia – il famoso MPR, o MMR in acronimo anglofono – c’è una storia ben precisa.

 

Il vaccino MPR era alla base del famoso studio inglese del 1998 del team del gastroenterologo Andrew Wakefield, dove si ipotizzava, chiedendo ulteriori studi, una correlazione tra la vaccinazione con quel siero e l’autismo.

 

Si trattò di una questione enorme: come sa il lettore, Wakefield fu di fatto crocifisso in ogni maniera possibile (con i giornali internazionali, compresi quelli italiani, che se lo devono nominare ci agganciano le parole «discreditato», «radiato», etc.), tuttavia l’effetto sulla popolazione non fu trascurabile, con le percentuali di bimbi vaccinati con l’MPR che calarono fortemente, e forse non si ripresero mai del tutto.

 

Si trattò di un all-in del blocco farmaceutico (con i suoi politici e giornalisti al seguito) di aggressività immane.

 

Già prima della pandemia, Renovatio 21 aveva potuto notare l’interesse riguardo al vaccino MPR da parte dei fact-checker già all’opera allora. In una lunga telefonata da Nuova York, un collaboratore dell’ente chiamato Newsguard – nel cui board siedono ex direttori della CIA, un ex segretario generale NATO, ex ministri e altre figure altissime dell’establishment angloamericano –, che si diceva incaricato di redigere una scheda di segnalazione su Renovatio 21, ci aveva chiesto riguardo alla questione.

 

In seguito, nella scheda Newsguard finita in rete, si faceva riferimento proprio ad un nostro »articolo pubblicato sul sito nel maggio del 2019 con il titolo “La vaccinazione MMR, DPT ed epatite B, il rischio di leucemia infantile” affermava che “i bambini che hanno ricevuto la vaccinazione MMR (morbillo, parotite, rosolia) hanno avuto un rischio significativamente elevato di leucemia linfatica acuta».

 

La scheda su Renovatio 21 si concentrava in particolare sulla «falsa affermazione che i vaccini siano collegati all’autismo», procedendo quindi a specificare che Renovatio 21 ripubblica spesso «Children’s Health Defense, un’associazione non profit anti-vax presieduta dall’avvocato e ambientalista diventato sostenitore del movimento anti-vaccino, Robert F. Kennedy.

 

La correlazione tra autismo e vaccini non esiste, scrive Newsguard, perché «nessuna tra le principali organizzazioni sanitarie o scientifiche, inclusi il National Health Service britannico e l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), ha individuato un nesso causale tra lʼautismo e i vaccini. I Centers for Disease Control and Prevention (CDC) degli Stati Uniti hanno dichiarato che “non esiste alcun legame tra vaccini e autismo”, conclusione sostenuta da uno svariato numero di prove scientifiche».

 

Il 14 maggio il sito di Newsguard annuncia un’estensione dell’accordo con Microsoft, la società del primo finanziatore privato dell’OMS Bill Gates. Il browser di Microsfot, Edge, offre la possibilità di aggiungervi un’estensione di Newsguard, che ci sembra di capire che mette i bollini sull’affidabilità dei siti. Secondo Wikipedia sono stati definiti inaffidabili i siti governativi russi Sputnik e RT, nonché il grande canale americano via cavo Fox News e perfino WikiLeaks, che pubblica documenti trapelati in integrale.

 

Non è esattamente chiaro il rapporto tra Microsoft e il servizio di fact-checking, che Newsguard nel suo sito definisce come «partner», tuttavia un’altra pagina del sito di Newsguard riporta in bella vista un aforisma (?) del presidente di Microsoft, il non molto conosciuto Brad Smith, che dice: «le notizie vere, prodotte da veri giornalisti sono fondamentali, soprattutto in questo momento. Stiamo espandendo la nostra partnership con Newsguard per aiutare a combattere la disinformazione online».

 

Di Microsoft, più che questo presidente Smith, noi ricordiamo Bill Gates. E ricordiamo, come riportato da Renovatio 21, la strana ammissione di Bill Gates sul fatto che Trump, appena divenuto presidente, voleva presentargli Robert Kennedy jr., un incontro che il Bill par di capire rifiutò.

 

Il presidente Trump avrebbe cercato di mettere insieme Kennedy e Gates plurime volte. «Ad ogni incontro che ho avuto con lui mi diceva tipo “Ehi, non so nulla di vaccini, e devi incontrare questo ragazzo, Robert Kennedy Jr. che odia i vaccini e diffonde cose pazze nei loro riguardi”», ha detto Gates nel 2020 in un’intervista con la rivista tecno-vaccinista Wired. Successivamente, abbiamo visto quanti sforzi ha fatto Gates sulla questione della «disinformazione», arrivando ad accusare i social media e proporre pure soluzioni drastiche.

 

Pochi anni dopo gli sforzi di vaccinazione mondiale di Gates – testati dapprima in Africa e in India, con annesse accuse di catastrofi come quella della polio tornata a causa del vaccino – sarebbero arrivati sotto gli occhi di tutti – grazie alla pandemia COVID e alla sua presa sull’OMS, senza dimenticare ai fondi di Gates investiti dritti nelle farmaceutiche.

 

Chi segue Renovatio 21 può immaginare che la ferita originaria, mai del tutto suturata dal complesso industrial sanitario globale e dai suoi oligarchi fiancheggiatori con lo stuolo di maggiordomi politici e giornalistici, è stato proprio il caso Wakefield con i suoi dubbi tremendi sul MPR iniziati oramai un quarto di secolo fa.

 

Ora siamo andati avanti, siamo molto, oltre. Un siero genico mRNA è stato sprizzato nel deltoide di centinaia di milioni di abitanti del pianeta, forse a breve copriranno tutti i miliardi di esseri umani viventi, sostituendo magari ogni altro vaccino e forse pure altre terapie.

 

Tuttavia, se riuscite a vedere il disegno sotto, capite che gli attori e i programmi in corso – quelli a cui i fact-checker obbediscono, magari involontariamente – sono gli stessi.

 

 

 

 

Immagine dal sito della presidenza argentina.

 

 

 

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Salute

I vaccini anti-COVID hanno scatenato disturbi psichiatrici, compresi i suicidi.

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

Migliaia di persone hanno segnalato a V-safe problemi di salute mentale, tra cui almeno due suicidi e tre tentativi di suicidio, dopo aver ricevuto i vaccini contro il COVID-19 durante la pandemia. Numerosi studi confermano un legame tra i vaccini e i problemi di salute mentale, tra cui psicosi, depressione, ansia e insonnia.

 

Migliaia di persone hanno segnalato a V-safe problemi di salute mentale, tra cui almeno due suicidi e tre tentativi di suicidio, dopo aver ricevuto i vaccini contro il COVID-19 durante la pandemia.

 

Nel dicembre 2020, i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) hanno lanciato l’app V-safe per consentire al pubblico di segnalare le reazioni avverse ai vaccini contro il COVID-19.

 

I dati analizzati da The Defender includono segnalazioni di sicurezza del vaccino da parte di persone che, prima della vaccinazione, soffrivano di problemi di salute mentale e che hanno riferito un significativo peggioramento di tali problemi dopo la vaccinazione.

 

Altre segnalazioni provengono da persone che, dopo la vaccinazione, hanno manifestato per la prima volta pensieri suicidi o di autolesionismo.

 

I dati includono anche le segnalazioni di persone che hanno affermato che le lesioni fisiche correlate ai vaccini contro il COVID-19 hanno avuto un impatto negativo sulla loro salute mentale.

 

La scorsa settimana, il National Institutes of Health (NIH) ha inaugurato una clinica per studiare e curare i danni da vaccino, meno di un mese dopo che React19, un gruppo di sostegno per le persone danneggiate dai vaccini, ha pubblicato un’analisi dei dati presenti su V-safe, che includeva numerose richieste di aiuto.

 

L’analisi di React19 ha rilevato un numero simile di persone che esprimevano intenti suicidi o un desiderio di morte (344 partecipanti) e 8.193 «richieste di aiuto» da parte di 1.468 persone.

 

Lo psicoterapeuta Joseph Sansone, Ph.D., ha dichiarato al The Defender che esistono prove che il COVID e le iniezioni di mRNA siano «associati ad ansia, depressione, insonnia, annebbiamento mentale, vertigini, psicosi, mania e altri problemi di salute mentale».

 

Sansone, autore di Psychopathic Authoritarianism: A Disease of the Soul («Autoritarismo psicopatico: una malattia dell’anima»), ha affermato che i problemi di salute mentale possono derivare anche dal dolore fisico persistente causato dai danni da vaccino. Tali danni possono portare a «conseguenti lutti e perdite», ha aggiunto.

 

«Molte vittime che lottano con problemi di salute fisica devono affrontare il dolore e la perdita legati alle loro malattie. A questo dolore si aggiunge, però, il senso di tradimento e di violazione», ha affermato Sansone.

«Il vaccino contro il Covid mi sta rovinando la vita»

Il CDC ha pubblicato i dati relativi al vaccino V-Safe in 12 tranche tra il 14 dicembre 2020 e il 31 dicembre 2022, in seguito a una richiesta presentata ai sensi del Freedom of Information Act (FOIA) dall’Informed Consent Action Network (ICAN).

 

I dati contengono oltre 7,5 milioni di risposte provenienti da quasi 3,5 milioni di persone.

 

L’analisi dei dati condotta dal Defender ha individuato almeno 300 segnalazioni relative a suicidi successivi alla vaccinazione contro il COVID-19, tra cui due suicidi portati a termine.

 

«Nostro figlio di 18 anni si è suicidato il 6 aprile 2021 ed è deceduto il 7 aprile 2021», si legge in un rapporto. Un altro rapporto affermava: «Si è suicidato a causa dell’insonnia».

 

Almeno tre segnalazioni descrivono tentativi di suicidio. Una di queste riguarda una persona danneggiata dal vaccino che «ha sviluppato la celiachia e la sindrome da spondiloartrite assiale e ha tentato il suicidio per 3 volte».

 

Un altro rapporto affermava: «peggioramento della depressione con ideazione suicidaria, che ha portato a un tentativo di suicidio il 26 dicembre 2021. Ho assunto una dose eccessiva di 47 farmaci su prescrizione (Risperidone, Lamictal, Strattera) e sono stato ricoverato d’urgenza al SJH il 26/12/2021. Ho dolore a entrambe le gambe».

Decine di segnalazioni descrivevano pensieri suicidari, insieme ad altre problematiche relative alla salute mentale e fisica. Le segnalazioni includevano:

 

  • «Piangevo tutti i giorni, e nel periodo in cui avevo la febbre dopo il vaccino ho avuto pensieri suicidi. Sono cose molto insolite per me, credo che fossero collegate al vaccino».

 

  • «La depressione, iniziata con ondate di tristezza e una lieve depressione con alcuni pensieri suicidi, sta peggiorando. Non riesco a uscire da quest’ultima fase depressiva. Non informare i consumatori di questo rischio può essere fatale».

 

  • «Soffrivo di depressione, avevo problemi di sonno e pensieri suicidi e omicidi. Il vaccino contro il Covid mi sta rovinando la vita. Quando conosci il tuo corpo e sei in sintonia con esso, ti accorgi quando c’è uno squilibrio».

 

  • «A volte non riesco a concentrarmi. Mi sento stanco più spesso. Ho una paura tremenda dei potenziali effetti collaterali dei vaccini e dei richiami, a causa della mancata divulgazione da parte del governo della vera situazione delle persone che hanno avuto reazioni avverse. Penso più spesso al suicidio».

 

  • «Non ho precedenti di malattie mentali, ma la mia prima dose del vaccino Moderna mi ha causato una grave crisi maniacale seguita da una depressione con tendenze suicide».

 

Alcuni rapporti descrivono pazienti che hanno richiesto aiuto psichiatrico o medico:

 

  • «Pensieri suicidi con un piano. Ricoverato in un reparto di psichiatria pediatrica».

 

  • «Per tendenze suicide. È stato ricoverato in un ospedale psichiatrico per 3 settimane».

 

  • «Depressione, pensieri suicidi, rabbia | Prevenzione del suicidio».

 

  • «Ricoverato in una struttura psichiatrica per ideazione suicidaria attiva. La diagnosi è depressione grave senza caratteristiche psicotiche ed episodi ricorrenti di disturbo da stress post-traumatico».

 

  • «Il vaccino potrebbe avermi reso incline al suicidio? Non ne ho la certezza, ma la mia depressione è peggiorata notevolmente poco dopo la seconda dose. Mi sembra di aver letto di un caso clinico in cui si parlava di un raro effetto collaterale. I medici mi stanno aiutando, ma volevo comunque segnalarlo».

 

Per molti, l’aiuto non è arrivato. «Acutizzarsi dei problemi cutanei/del disturbo ossessivo-compulsivo è ESORBITANTE! Ho chiamato il CDC molte volte prima della seconda dose e quando ho implorato qualcuno di aiutarmi dicendo che se il vaccino avesse peggiorato il mio disturbo ossessivo-compulsivo sarei diventata suicida, mi ha riattaccato il telefono in faccia. Vi prego, annullate questo effetto. AIUTO! Vi prego, risolvete questo problema!», si legge in una segnalazione.

 

L’analisi dei dati di V-safe condotta da React19 ha rilevato che le agenzie sanitarie federali hanno ignorato le richieste di aiuto provenienti dalle vittime di danni da vaccino e dai loro familiari.

 

«Molti hanno continuato a scrivere per settimane o mesi. I loro messaggi descrivono promesse di richiamate mai arrivate, richieste di aiuto rimaste senza risposta e ripetute domande sul fatto che qualcuno li leggesse davvero».

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«Se una persona soffre di una qualsiasi malattia mentale, questa iniezione la aggraverà»

Alcuni studi hanno descritto un peggioramento di problemi di salute mentale preesistenti in seguito alla vaccinazione:

 

  • «Soffro di disturbo depressivo maggiore e negli ultimi 3 giorni ho avuto un forte aumento dei sintomi depressivi e dei pensieri suicidi».

 

  • «Incredibile calo dell’umore, depressione, ideazione suicidaria il secondo giorno dopo la vaccinazione contro il COVID-19. Soffro di disturbo bipolare di tipo 2, ma il giorno in cui ho ricevuto la seconda dose del vaccino contro il COVID il mio umore era eccellente».

 

  • «Sono molto triste da due giorni. Soffro di depressione e sono in terapia con antidepressivi da 30 anni, con risultati stabili. Non mi sentivo così emotivamente e triste da decenni! Non ho pensieri suicidi, ma è una sensazione strana per me».

 

  • «Se una persona soffre di una qualsiasi malattia mentale, questa iniezione la aggraverà».

 

Altri studi hanno descritto possibili interazioni tra il vaccino contro il COVID-19 e i farmaci antidepressivi:

 

  • «Il Prozac ha smesso di fare effetto. Ho avuto un piccolo crollo nervoso e ho dovuto prendermi un periodo di congedo dal lavoro perché la distanza tra il bagno e il mio ufficio era tale da farmi passare da uno stato di completa lucidità a un pianto inconsolabile, spingendomi a cercare informazioni su cosa succede dopo un tentativo di suicidio».

 

  • «Ho ancora una paralisi parziale al braccio e ora anche una forte depressione. Mi chiedo se il vaccino abbia interagito con il Lexapro. È la prima volta in mesi che ho pensieri suicidi».

 

I danni alla salute riproduttiva hanno contribuito ai problemi di salute mentale

Alcuni studi hanno inoltre descritto difficoltà legate alla salute riproduttiva in seguito alla vaccinazione, che hanno contribuito a un peggioramento dello stato mentale.

 

«Il mio ciclo mestruale era in ritardo di 4 giorni e durante la sindrome premestruale ho avuto terribili pensieri depressivi e suicidi», si legge in una segnalazione.

 

Un’altra ha dichiarato: «non ho ancora avuto le mestruazioni da quando mi sono vaccinata e soffro di ansia e pensieri suicidi, oltre a una grave depressione».

 

Naomi Wolf, Ph.D., CEO di DailyClout e autrice di  The Pfizer Papers: Pfizer’s Crimes Against Humanity («I documenti Pfizer: i crimini contro l’umanità della Pfizer»), ha affermato che la «potenziale connessione» tra gli ingredienti del vaccino contro il COVID-19, come le nanoparticelle lipidiche, i rischi per la salute riproduttiva e gli impatti sulla salute mentale, «deve essere ulteriormente studiata».

 

«I sintomi a carico della salute mentale e quelli a carico dell’apparato riproduttivo… non mi sorprendono, poiché si spiegano facilmente, almeno in parte, con l’azione delle nanoparticelle lipidiche. Queste sostanze grasse sono progettate per attraversare la barriera emato-encefalica, quindi, per definizione, possono causare infiammazione cerebrale e persino danni cerebrali» ha detto la Wolf.

 

Ha affermato che «i documenti della Pfizer» hanno rivelato che le nanoparticelle lipidiche «si accumulano anche nelle ovaie e ostruiscono le tube di Falloppio, oltre a provocare sanguinamento e persino lo sfaldamento del rivestimento uterino, causando gravi danni al ciclo mestruale e all’apparato riproduttivo».

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Alcuni studi collegano i vaccini anti-COVID a psicosi, insonnia, ansia e altro ancora.

Una revisione del 2022 su PubMed ha individuato numerosi studi sottoposti a revisione paritaria che collegano i vaccini contro il COVID-19 a disturbi psichiatrici, tra cui psicosi, insonnia, allucinazioni e mania, soprattutto in adulti giovani o di mezza età.

 

Un ampio studio condotto sulla popolazione di Seul, in Corea del Sud, ha individuato un aumento del rischio di depressione, ansia, disturbi dissociativi, disturbi legati allo stress, disturbi somatoformi e disturbi del sonno.

 

Uno studio di caso del 2025 pubblicato su Frontiers in Psychiatry ha identificato tre casi di donne, di età compresa tra 55 e 73 anni, che hanno riferito di aver sviluppato sintomi di ansia e depressione dopo aver ricevuto il vaccino anti-COVID-19 di Pfizer-BioNTech.

 

Una revisione del 2024 pubblicata sulla rivista Osong Public Health and Research Perspectives nella Repubblica di Corea ha individuato sette studi che riportavano disturbi del sonno come narcolessia e insonnia. Due studi documentavano casi di ansia, mentre attacchi di panico, agitazione e annebbiamento mentale sono stati riportati ciascuno in un singolo studio.

 

Michael Nevradakis

Ph.D.

 

© 13 ottobre 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

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Vaccini

Rivista medica ritira l’articolo sul vaccino contro il COVID: «dati falsificati»

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Una rivista medica con revisione paritaria ha annunciato la ritrattazione di un articolo che pretendeva di dimostrare che i vaccini contro il COVID-19 producessero anticorpi protettivi contro future infezioni, ammettendo ora che conteneva «dati fabbricati» e «immagini falsificate». Lo riporta LifeSite.   Nel 2022, Science Translational Medicine, una pubblicazione dell’American Association for the Advancement of Science, ha pubblicato un articolo intitolato «La vaccinazione mirata alla proteina S2 del SARS-CoV-2 induce la produzione di anticorpi ampiamente neutralizzanti». A capo del team di autori c’era Kevin W. Ng del Francis Crick Institute di Londra, che ha finanziato lo studio.   Lo studio affermava di aver «verificato se gli anticorpi diretti contro la subunità S2, più conservata, della proteina spike potessero conferire protezione contro l’infezione da diversi coronavirus» e avrebbe presumibilmente scoperto che «la vaccinazione mirata alla subunità S2 ha prodotto nei topi anticorpi in grado di neutralizzare diversi alfacoronavirus e betacoronavirus.   Questi anticorpi presentavano una maggiore ampiezza di risposta rispetto agli anticorpi indotti dalla vaccinazione con la proteina spike a lunghezza intera, suggerendo una minore focalizzazione del repertorio». Il 14 ottobre di quest’anno, tuttavia, Science Translational Medicine ha pubblicato una nota di rettifica in cui si affermava che un’indagine di Crick aveva accertato la presenza di «dati fabbricati» e «immagini falsificate» di cui Ng era responsabile e che «aveva ammesso».   «Inoltre, l’esistenza di dati falsificati getta dubbi su alcuni altri esperimenti presentati nell’articolo, per i quali non sono disponibili dati e campioni primari, precludendo una verifica a posteriori», aggiungeva la nota. Si precisava che la maggior parte degli autori dell’articolo concordava con la ritrattazione, ma due (Maria Greco e Hisashi Arase) non avevano risposto.   La testata americana Epoch Times osserva che Ng e alcuni degli stessi autori erano anche collegati a un altro articolo ritirato dalla rivista Nature a gennaio, nonché a un terzo articolo che non è stato ancora ritirato ma che Nature ha modificato a settembre con una nota in cui si affermava che «sono state sollevate preoccupazioni in merito all’affidabilità dei dati presentati» al suo interno.   Inizialmente presentati come essenziali e persino obbligatori per debellare il COVID-19, i vaccini sono stati presto accolti con scetticismo poiché non sono riusciti a prevenire l’infezione e, soprattutto, sono stati associati a una vasta mole di prove che sollevavano dubbi sulla loro sicurezza.   Il sistema federale di segnalazione degli eventi avversi da vaccino (VAERS) riporta, al 25 settembre, 39.260 decessi, 223.046 ricoveri ospedalieri, 22.583 infarti e 29.299 casi di miocardite e pericardite, tra le altre patologie. Le segnalazioni al VAERS non costituiscono di per sé casi comprovati, ma nel 2022 i ricercatori dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) statunitensi hanno riscontrato un «alto tasso di verifica delle segnalazioni di miocardite al VAERS dopo la vaccinazione anti-COVID-19 a base di mRNA», giungendo alla conclusione che «la sottostima è più probabile» della sovrastima.   Un’analisi condotta su 99 milioni di persone in otto paesi e pubblicata sulla rivista Vaccine nel 2024 ha «osservato rischi significativamente più elevati di miocardite in seguito alla prima, seconda e terza dose» dei vaccini anti-COVID a base di mRNA, nonché segni di un aumento del rischio di «pericardite, sindrome di Guillain-Barré e trombosi del seno venoso cerebrale» e altri «potenziali segnali di sicurezza che richiedono ulteriori indagini».

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Nell’aprile 2024, il CDC è stato costretto, per ordine del tribunale, a pubblicare 780.000 segnalazioni precedentemente non divulgate di gravi reazioni avverse, e uno studio giapponese ha riscontrato «aumenti statisticamente significativi» di decessi per cancro dopo la terza dose dei vaccini anti-COVID-19 a base di mRNA, proponendo diverse teorie su un possibile nesso causale.   Più recentemente, studi pubblicati sull’International Journal of Infectious Diseases e sull’International Journal of Medical Science hanno sollevato la possibilità che i vaccini comportino rischi non solo di malattie respiratorie, ma anche di danni renali.   I democratici USA sono in gran parte uniti a favore di tutti i vaccini, ma la risposta tra gli avversari repubblicani è stata contraddittoria, in parte a causa dell’iniziativa Operation Warp Speed (OWS) della prima amministrazione Trump, che ha permesso di preparare e distribuire i vaccini anti-COVID in una frazione del tempo impiegato per sviluppare e testare qualsiasi altro vaccino. Il presidente Donald Trump si è rifiutato di rinnegare questo risultato, considerando la consegna da record del vaccino un traguardo fondamentale della sua prima presidenza.   Finora, la seconda amministrazione Trump ha revocato diverse raccomandazioni relative ai vaccini, ma non li ha ancora ritirati dal mercato. L’amministrazione si è sostanzialmente orientata a lasciare facoltativi i vaccini attualmente disponibili, senza però sostenere lo sviluppo di alternative e limitando le raccomandazioni ai soli soggetti considerati ad «alto rischio» per il COVID-19. Resta però da vedere se si arriverà a fare chiarezza sulla questione dei vaccini originali e sul relativo insabbiamento.   In un’intervista del luglio 2025, il commissario della Food and Drug Administration (FDA) statunitense, il dottor Marty Makary, che nel frattempo si è dimesso, ha chiesto pazienza a coloro che non erano soddisfatti della gestione della questione dei vaccini da parte dell’amministrazione, insistendo sulla necessità di più tempo per condurre studi clinici completi e ottenere dati più definitivi.   La FDA ha iniziato a riconoscere i decessi infantili causati dai vaccini, ma allo stesso tempo il Dipartimento di Giustizia dell’amministrazione Trump si sta battendo in tribunale contro la riapertura di una causa intentata da un informatore contro la Pfizer.

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Immagine di Agência Brasília via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic  
 
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Vaccini

Chiesta la pena di morte per la madre accusata per i due gemelli deceduti 8 giorni dopo la vaccinazione

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.

I pubblici ministeri dell’Idaho chiedono la pena di morte per Andrea Shaw, accusata di aver ucciso i suoi due gemelli piccoli otto giorni dopo che avevano ricevuto le vaccinazioni di routine. La Shaw nega le accuse. In base a una legge entrata in vigore nel luglio 2026, la fucilazione è il principale metodo di esecuzione in Idaho. L’avvocato di Shaw, Joseph Filicetti, ha definito «oltraggiosa» la richiesta della pena di morte da parte dell’accusa.

 

I pubblici ministeri dell’Idaho chiederanno la pena di morte per Andrea Shaw , una giovane madre accusata di aver ucciso i suoi due gemelli piccoli, alzando drasticamente la posta in gioco in un caso penale che ha attirato l’attenzione nazionale.

 

In un avviso depositato alla fine della scorsa settimana presso il Tribunale del Terzo Distretto Giudiziario dell’Idaho, il vice procuratore della contea di Payette, Ryon Sirucek, ha identificato quattro circostanze aggravanti previste dalla legge che i pubblici ministeri intendono utilizzare per giustificare la pena capitale qualora Shaw venisse condannata per omicidio di primo grado.

 

In base a una legge entrata in vigore nel luglio 2026, la fucilazione è il principale metodo di esecuzione nello stato dell’Idaho. La legge è stata emanata in seguito a un tentativo fallito, avvenuto nel 2024, di giustiziare un uomo di 73 anni tramite iniezione letale.

 

I pubblici ministeri devono dimostrare almeno una circostanza aggravante prevista dalla legge prima che Shaw possa essere considerata passibile della pena di morte. In caso di condanna, sarà una giuria a stabilire se tali circostanze sussistano.

Secondo quanto riportato nel documento, i pubblici ministeri hanno individuato quattro circostanze aggravanti: che Shaw avrebbe commesso due omicidi contemporaneamente; che gli omicidi sarebbero stati «particolarmente efferati, atroci o crudeli, manifestando una depravazione eccezionale»; che avrebbe mostrato «un totale disprezzo per la vita umana»; e che la sua condotta dimostra una propensione a commettere omicidi che la renderebbe una minaccia continua per la società.

 

La Shaw è stata incriminata da un gran giurì e arrestata il 30 giugno con l’accusa di aver soffocato deliberatamente i suoi gemelli, deceduti il ​​1° maggio 2025. I pubblici ministeri sostengono che Shaw abbia ucciso i bambini mentre dormivano nello stesso letto. Il suo processo inizierà l’11 gennaio 2027.

 

La Shaw, che si è dichiarata non colpevole, ha sempre negato le accuse. Ha ipotizzato che la morte dei suoi gemelli possa essere stata causata dai vaccini ricevuti durante una visita medica di routine poco più di una settimana prima del decesso.

 

Secondo i documenti depositati in tribunale dalla sua difesa, la Shaw portò i gemelli al pronto soccorso il 24 aprile 2025, il giorno dopo aver ricevuto le vaccinazioni di routine, perché erano letargici e avevano le labbra blu.

 

Secondo quanto riportato nel documento, il medico del pronto soccorso che ha curato i bambini ha diagnosticato loro una «reazione post-vaccinazione».

 

I bambini rimasero malati nei giorni precedenti la loro morte e la Shaw chiese ripetutamente un consulto medico.

 

Né la polizia né la procura hanno reso pubbliche le prove che, a loro avviso, supportano l’affermazione secondo cui la Shaw avrebbe ucciso deliberatamente i suoi figli piccoli. L’atto d’accusa del gran giurì è secretato e non accessibile al pubblico, e i referti del medico legale non sono stati resi pubblici.

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La cauzione di Shaw era stata inizialmente fissata a 2 milioni di dollari. Un giudice distrettuale della contea di Payette, in Idaho, ha successivamente revocato la cauzione, che è a discrezione del giudice nei casi di pena capitale.

 

Commentando le affermazioni dell’accusa, Mary Holland, CEO di Children’s Health Defense (CHD), ha dichiarato:

 

«Non ci sono elementi di cui siamo a conoscenza che suggeriscano che lei rappresenti una minaccia per la società, né riteniamo che vi siano prove a sostegno dell’accusa di aver ucciso i suoi figli, come lei stessa ha affermato. Siamo fermamente convinti della sua innocenza».

 

L’avvocato di Shaw, Joseph Filicetti, ha definito «oltraggiosa» l’intenzione dell’accusa di chiedere la pena di morte. Ha dichiarato a The Defender: «Non c’è alcuna possibilità che una giuria giunga a una conclusione in questo caso al di là di ogni ragionevole dubbio, quindi non credo che [la pena di morte] verrà nemmeno presa in considerazione».

 

Nel frattempo, Rick Jaffe, consulente esterno di CHD, si è unito la scorsa settimana al team di difesa legale di Shaw in qualità di co-difensore.

 

Jaffe è l’avvocato principale di una causa intentata da CHD all’inizio di quest’anno, in cui si accusa l’American Academy of Pediatrics (AAP) di aver gestito per decenni un sistema di frode ai danni delle famiglie americane in merito alla sicurezza del calendario vaccinale infantile.

 

La Shaw è il principale querelante nella causa intentata da CHD contro l’AAP.

 

Brenda Baletti

Ph.D.

 

© 19 ottobre 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

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