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Suor Agnese Sasagawa, veggente di Akita, muore nel giorno dell’Assunzione. La sua tremenda profezia è ancora con noi

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È morta Suor Agnese Sasagawa, la religiosa giapponese che ha trasmesso al mondo i messaggi attribuiti alla Madonna di Akita, in Giappone.

 

Suor Agnese, che ha raccontato di apparizioni e locuzioni mariane nel suo convento appena fuori Akita, aveva 93 anni quando morì giovedì 15 agosto 2024, festa dell’Assunzione della Beata Vergine Maria.

 

L’ordine religioso di suor Agnes, le Ancelle della Santa Eucaristia, ha diffuso la notizia affermando che la loro sorella più celebre è morta intorno alle 13:40 (ora giapponese).

 

«Suor Agnes Sasakawa Katsu, da tempo sottoposta a cure mediche, è mancata ieri all’età di 93 anni» hanno scritto le religiose dell’istituto religioso femminile di diritto pontificio.

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Su sua richiesta, il suo corpo è stato donato all’università di medicina e la messa funebre si è tenuta presso il Convento, alla presenza dei soli membri. Vorremmo esprimere la nostra più profonda gratitudine a tutti voi per la gentilezza che le avete dimostrato durante la sua vita.

 

Suor Agnese era, ed è, famosa tra i cattolici come la Veggente di Nostra Signora di Akita, uno dei titoli della Beata Vergine Maria, avendo riferito di aver ricevuto messaggi dalla Madonna il 6 luglio, il 3 agosto e il 13 ottobre 1973. Nel 2019, ci sono state voci secondo cui Suor Agnese aveva ricevuto un altro messaggio dal cielo.

 

Nel 1973 suor Agnese raccontò che nel primo messaggio (6 luglio) le era stato promesso che la sordità di cui soffriva sarebbe stata guarita e le era stato chiesto di pregare «molto» per il papa (allora regnava Paolo VI), i vescovi e i sacerdoti.

 

Figlia mia, mia novizia, mi hai obbedito bene abbandonando tutto per seguirmi. È dolorosa l’infermità alle tue orecchie? La tua sordità sarà guarita, stanne certa. La ferita alla tua mano ti fa soffrire? Prega in riparazione ai peccati degli uomini. Ogni persona in questa comunità è la mia insostituibile figlia. Recitate bene la preghiera delle Serve dell’Eucarestia? Allora recitiamola insieme:

 

Sacratissimo Cuore di Gesù, realmente presente nella Santa Eucarestia, io consacro il mio corpo e la mia anima per essere interamente uniti con il Tuo Cuore che viene sacrificato in ogni istante in tutti gli altari del mondo, dando lode al Padre e invocando la venuta del Suo Regno.

 

Ti prego, ricevi l’umile offerta di me stessa. Usami come desideri per la gloria del Padre e per la salvezza delle anime.

 

Santissima Madre di Dio, non farmi essere separata dal tuo Divino Figlio.

 

Ti prego, difendimi e proteggimi come tua figlia particolare.

 

Amen.

 

Infine la Madonna aggiunge:

 

Prega molto per il Papa, i vescovi e i preti. Dal momento del tuo Battesimo hai sempre pregato per loro con fede.

 

Nella seconda apparizione (3 agosto), a Suor Agnese sarebbe stato detto che «il Padre Celeste si stava preparando a infliggere un grande castigo a tutta l’umanità», che poteva essere alleviato da «preghiera, penitenza e sacrifici coraggiosi».

 

Figlia mia, mia novizia, ami il Signore? Se ami il signore ascolta quello che ho da dirti. È molto importante. Lo riferirai al tuo superiore.

 

Molti uomini in questo mondo fanno soffrire il Signore. Io desidero anime che lo consolino per placare la collera del Padre Celeste. Desidero, con Mio Figlio, anime che dovranno riparare, per mezzo della loro sofferenza e della loro povertà, per i peccatori e gli ingrati.

 

Affinché il mondo possa conoscere la Sua ira, il Padre Celeste si sta preparando a infliggere un grande Castigo su tutta l’umanità.

 

Con Mio Figlio sono intervenuta tante volte per placare l’ira del Padre. Ho impedito l’arrivo di calamità offrendogli le sofferenze del Figlio sulla Croce, il Suo prezioso sangue e le anime dilette che Lo consolano formando una schiera di anime vittime. Preghiera, penitenza e sacrifici coraggiosi possono attenuare la collera del Padre. Io desidero anche questo dalla vostra comunità…che ami la povertà, che si santifichi e preghi in riparazione per l’ingratitudine e le offese di tanti uomini.

 

Recitate la preghiera delle Serve dell’Eucarestia consapevoli del suo significato. Mettetela in pratica; offrite in riparazione per i peccati tutto ciò che Dio può mandare. Fai in modo che tutte si sforzino, secondo le capacità e la posizione, di offrirsi interamente al Signore.

 

Anche in un istituto secolare la preghiera è necessaria. Già le anime che vogliono pregare stanno per essere radunate. Senza dare troppa importanza alla forma, siate fedeli e ferventi nella preghiera per consolare il Maestro.

 

Quello che pensi in cuor tuo è vero? Sei sinceramente decisa a diventare la pietra scartata? Mia novizia, tu che desideri appartenere senza riserve al Signore per diventare la degna sposa dello Sposo, fai i tuoi voti sapendo che devi essere appesa alla croce con tre chiodi. Questi tre chiodi sono: povertà, castità e obbedienza. Dei tre l’obbedienza è fondamentale. Nel totale abbandono, fatti guidare dal tuo superiore. Egli saprà come capirti e indirizzarti

 

Il terzo messaggio (13 ottobre) elaborava la punizione imminente in un linguaggio che trasmetteva a molti la minaccia di un olocausto nucleare: «il fuoco cadrà dal cielo e spazzerà via una gran parte dell’umanità, i buoni e i cattivi, senza risparmiare né sacerdoti né fedeli. I sopravvissuti si troveranno così desolati che invidieranno i morti».

 

Mia cara figlia, ascolta bene ciò che ho da dirti. Ne informerai il tuo superiore.

 

Come ti ho detto, se gli uomini non si pentiranno e non miglioreranno se stessi, il Padre infliggerà un terribile castigo su tutta l’umanità. Sarà un castigo più grande del Diluvio, tale come non se ne è mai visto prima.

 

Il fuoco cadrà dal cielo e spazzerà via una grande parte dell’umanità, i buoni come i cattivi, senza risparmiare né preti né fedeli. 

 

I sopravvissuti si troveranno così afflitti che invidieranno i morti.

 

Le sole armi che vi resteranno sono il Rosario e il Segno lasciato da Mio Figlio. Recitate ogni giorno le preghiere del Rosario. Con il Rosario pregate per il Papa, i vescovi e i preti.

 

L’opera del diavolo si insinuerà anche nella Chiesa in una maniera tale che si vedranno cardinali opporsi ad altri cardinali, vescovi contro vescovi.

 

I sacerdoti che mi venerano saranno disprezzati e ostacolati dai loro confratelli…chiese ed altari saccheggiati; la Chiesa sarà piena di coloro che accettano compromessi e il Demonio spingerà molti sacerdoti e anime consacrate a lasciare il servizio del Signore.

 

Il demonio sarà implacabile specialmente contro le anime consacrate a Dio. Il pensiero della perdita di tante anime è la causa della mia tristezza. Se i peccati aumenteranno in numero e gravità, non ci sarà perdono per loro.

 

Con coraggio, parla al tuo superiore. Egli saprà come incoraggiare ognuna di voi a pregare e a realizzare il vostro compito di riparazione. È il vescovo Itō, che dirige la vostra comunità”.

 

Hai ancora qualcosa da chiedere? Oggi sarà l’ultima volta che io ti parlerò in viva voce. Da questo momento in poi obbedirai a colui che ti è stato inviato e al tuo superiore.

 

Prega molto le preghiere del Rosario. Solo io posso ancora salvarvi dalle calamità che si approssimano.

 

Coloro che avranno fiducia in me saranno salvati.

 

Suor Agnese ha sottolineato come Marya-sama le abbia detto che l’opera di Akuma – in giapponese, il diavolo «si infiltrerà anche nella Chiesa in modo tale che si vedranno cardinali opporsi ad altri cardinali, vescovi contro vescovi».

 

«I sacerdoti che mi venerano saranno disprezzati e osteggiati dai loro confratelli… chiese e altari saccheggiati; la Chiesa sarà piena di coloro che accettano compromessi e il demonio spingerà molti sacerdoti e anime consacrate ad abbandonare il servizio del Signore», continua il secondo messaggio.

 

Suor Agnese riferì che queste calamità potevano essere scongiurate attraverso la recita del Rosario e che solo coloro che avessero riposto la loro fiducia nella Madonna di Akita sarebbero stati salvati.

 

Il quarto messaggio, che suor Agnes avrebbe ricevuto il 6 ottobre 2019, invitava a «coprirsi di cenere» e di pregare un rosario penitenziale ogni giorno. Secondo una radio cattolica del Massachusetts, un angelo le avrebbe detto: «ricopritevi di cenere e pregate ogni giorno un rosario di riparazione. Diventate come dei bambini. Per favore offrite sacrifici ogni giorno».

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I primi tre messaggi sarebbero stati rivolti a Suor Agnes a Seitai Hoshikai, il convento delle Ancelle della Santa Eucaristia in una zona semi-rurale appena fuori Akita.

 

Il sito della voce era una statua alta tre piedi della Madonna di Akita, scolpita da uno scultore locale nel 1963 da un pezzo di albero katsura. Secondo le suore, una ferita si formò su una delle mani della statua lo stesso giorno in cui Suor Agnes udì il primo messaggio. La statua avrebbe sanguinato da questa ferita in altre quattro occasioni prima di scomparire.

 

In seguito, la statua sembrò sudare e poi, due anni dopo, piangere. La statua versò lacrime 101 volte tra il 1975 e il 1982 e questo fenomeno fu visto da migliaia di testimoni e mostrato dalla televisione giapponese.

 

Secondo quanto riferito, suor Agnes era una novizia di 42 anni che era nel convento da soli due mesi prima di sentire la prima locuzione, e aveva perso l’udito solo pochi mesi prima di entrarvi nel maggio 1973.

 

Le sue esperienze miracolose iniziarono il 12 giugno di quell’anno, quando vide una luce che emanava dal tabernacolo della cappella, un fenomeno che si verificò nei due giorni successivi. Il 28 giugno, una ferita a forma di croce apparve sulla sua mano sinistra; faceva male e sanguinava.

 

I primi tre messaggi che ricevette si riferivano al vescovo John Shojiro Ito di Niigata, il vescovo locale a cui riferì i fenomeni. Nel 1984, il vescovo Ito li dichiarò ufficialmente soprannaturali e incoraggiò la devozione alla Madonna di Akita.

 

Akita rappresenta l’ultimo caso di apparizione definitivamente approvate dal Vaticano. I contenuti tremendi dei messaggi di Nostra Signora turbano ancora, e se ne trovano tracce nelle omelie di vescovi tradizionalisti monsignor Riccardo Williamson così come nella recentissima lettera ai fedeli del vescovo emerito di Tyler (Texas) monsignor Giuseppe Strickland.

 

Renovatio 21 ha sempre seguito da vicino la questione di Akita, prendendone sul serio il tremendo messaggio, arrivando ad essere la sola realtà italiana a sottotitolare il raro video di Suor Agnese che racconta la visione della Beata Vergine.

 

Il filmato, reso accessibile al pubblico italofono, è rimasto presente nel canale YouTube di Renovatio 21, in attesa che subisca la sorte di tantissimi altri nostri video censurati senza troppe spiegazioni dalla piattaforma.

 

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Vale la pena di riascoltare, e di ripetere, le parole di Suor Agnese.

 

Hi ga Ten kara kudari. Verrà il fuoco dal cielo, la maggior parte dell’umanità verrà distrutta, e né i preti né i fedeli saranno risparmiati. I sopravvissuti invidieranno i morti.

 

Akuma ha, Kyōkai no naka made hairikomi. Il demonio entrerà si dentro la chiesa.

 

Cardinaru ha Cardinaru ni, Shikyō wa Shikyō ni tairetsu suru deshō. Cardinali serreranno le proprie fila contro altri cardinali, vescovi contro vescovi.

 

Akuma guiderà molti preti e religiosi lontano da Dio. Quei preti che mi riveriscono saranno disprezzati ed attaccati. Chiese ed altari saranno dissacrati.

 

Kyōkai ha, dakyō suru mono de ippai ni nari. La Chiesa sarà riempita di compromessi.

 

Non stupiamoci se la precisione nella descrizione delle cose ecclesiastiche è totale, perfetta.

 

E rammentiamo, che a causa dei nostri peccati, a causa del fatto che abbiamo permesso la creazione di Stati votati al compromesso (se non al Male puro e semplice), quindi Stati anticristiani, ora la pioggia di fuoco termonucleare è sopra di noi: è sopra l’Italia, che ospita almeno 40 testate americane, e quindi ne ha chissà quante puntate contro dalla Russia.

 

Scriveva Renovatio 21 due anni fa di questa pioggia di fuoco dal paradiso:

 

«L’abbiamo chiamata noi, l’abbiamo invocata, l’abbiamo cercata: forse il grosso del lavoro lo hanno fatto i nostri governanti, è vero – ma se per un momento spegniamo lo zelo, e guardiamo dentro di noi, sappiamo che arriverà anche per i nostri peccati. Per quelli che abbiamo commesso. Per quelli che abbiamo permesso si commettessero».

 

Obbediamo quindi quanto detto a Suor Agnese:

 

Mainichi, Rosaryo no inori wo tonaete kudasai.

 

Ogni giorno, pregate il Rosario.

 

Fatelo sul serio: il diluvio di fiamma è a un passo da noi.

 

Roberto Dal Bosco

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Il vescovo Schneider chiede a papa Leone XIV un documento autorevole per proteggere la messa in latino

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Il vescovo Athanasius Schneider ha affermato di aver proposto a papa Leone XIV la promulgazione di una costituzione apostolica per regolare la coesistenza della messa latina tradizionale e del rito romano postconciliare. Lo riporta LifeSiteNews.   Il 14 gennaio, Schneider, vescovo ausiliare di Astana in Kazakistan, ha dichiarato in un’intervista pubblicata dalla Confraternita di Nostra Signora di Fatima di aver personalmente suggerito a papa Leone l’emanazione di una costituzione apostolica per stabilire un quadro giuridico stabile per la messa tradizionale in latino, con l’obiettivo di superare le restrizioni introdotte dal motu proprio Traditionis custodes di papa Francesco del 2021 e di garantire la pacifica coesistenza tra i due usi del rito romano.

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«Suggerirei, e l’ho proposto al Santo Padre, quando l’ho incontrato , di redigere un documento più solenne di un motu proprio», ha detto Schneider. «Benedetto XVI ha redatto un motu proprio e Francesco un anti-motu proprio. Quindi, penso che non sarebbe così appropriato redigere di nuovo un anti-motu proprio contro Francesco, ma semplicemente un documento più solenne».   Nell’intervista, condotta da Christopher P. Wendt, Schneider ha sostenuto che un documento di maggiore peso giuridico e magisteriale sarebbe più adatto a stabilire chiarezza e stabilità a lungo termine nel diritto liturgico.   Secondo Schneider, una costituzione apostolica promulgata dal papa si collocherebbe «al di sopra» di un motu proprio nella gerarchia della legislazione pontificia e potrebbe quindi introdurre un nuovo quadro giuridico che regola la celebrazione del rito romano.

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Lo scopo dichiarato di tale documento sarebbe quello che egli ha descritto come una «solenne regolarizzazione» della Messa tradizionale in latino, garantendo piena libertà per la sua celebrazione e assicurando quella che ha definito una «pacifica coesistenza» tra la liturgia tradizionale e la forma postconciliare, senza limitazioni o impedimenti.   Un aspetto centrale dell’argomentazione di Schneider riguarda l’autorità dei vescovi diocesani. Egli sosteneva che, se il Papa stabilisse questo quadro normativo attraverso una legge pontificia vincolante, i vescovi non sarebbero più in grado di proibire o limitare la celebrazione della liturgia tradizionale quando un sacerdote desidera celebrarla legittimamente. Nell’intervista, Schneider ha inquadrato questo punto sia come giuridico che pastorale, sostenendo che una tale legge delineerebbe chiaramente l’autorità episcopale in questa materia.   Schneider ha inoltre proposto una modifica nel modo in cui vengono descritte le due forme del Rito Romano. Andando oltre la terminologia introdotta da papa Benedetto XVI nel motu proprio Summorum Pontificum , che faceva riferimento a una forma «ordinaria» e a una «straordinaria», Schneider ha sostenuto che entrambe dovrebbero invece essere riconosciute come forme ordinarie del Rito Romano. Secondo la sua spiegazione, questo cambiamento terminologico sottolineerebbe l’esistenza di un diritto stabile per sacerdoti e fedeli a celebrare e partecipare alla Messa latina tradizionale.   Egli presentò questo adattamento linguistico e giuridico come un mezzo per rafforzare l’uguaglianza tra le due forme e per impedire future interpretazioni che avrebbero potuto marginalizzare la liturgia tradizionale trattandola come un’eccezione o una concessione.   «Un vescovo non può proibire il novus ordo. Quindi, dovrebbe valere lo stesso principio: un vescovo non può limitare o proibire la forma tradizionale. Se ciò fosse stabilito da un documento pontificio, un vescovo non avrebbe più il diritto di imporre alcuna restrizione alla Messa del vetus ordo», ha affermato Schneider.

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Nel più ampio sforzo di ripristinare la pace liturgica sotto papa Leone XIV, e tra i tentativi del cardinale Arthur Roche – prefetto del Dicastero per il Culto Divino e ampiamente considerato il principale artefice della Traditionis custodes – di riaffermare e difendere quel motu proprio durante il concistoro straordinario del gennaio 2026, la proposta di Schneider è emersa insieme ad altre iniziative concrete volte a risolvere la controversia.   Tra queste, una proposta presentata da Padre Louis-Marie de Blignières, fondatore della Fraternità di San Vincenzo Ferrer, che prevede l’erezione di una giurisdizione ecclesiastica dedicata – come un’amministrazione apostolica personale o un ordinariato – per i fedeli legati alla Messa del vetus ordo, basandosi su precedenti storici a partire dal 1988 e su strutture canoniche esistenti come l’Amministrazione Apostolica Personale di San Giovanni Maria Vianney in Brasile.   Insieme, queste proposte riflettono sforzi paralleli all’interno della Chiesa per cercare un quadro giuridico stabile in grado di affrontare le tensioni che persistono dalla promulgazione della Traditionis custodes nel 2021.   Nel frattempo, senza incorrere nelle pastoie della politica vaticana conciliare, i fedeli che vogliono partecipare alla Santa Messa della tradizione possono frequentare senza problemi le celebrazioni offerte, tutte le settimane e in tutto il mondo, dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X.

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L’ex presidente irlandese sostiene che il battesimo infantile viola i «diritti dei bambini»

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L’ex presidente dell’Irlanda ha affermato che il battesimo infantile viola i diritti umani dei bambini. Lo riporta il quotidiano Irish Times, che ha pubblicato un estratto di un recente discorso tenuto da Mary McAleese all’University College Cork (UCC), in cui la cattolica eterodossa ha esposto la sua tesi contro il battesimo infantile.

 

«In tutto il mondo permane una severa restrizione sistematica, di lunga data e trascurata dei diritti dei bambini in materia di religione», ha scritto l’ex presidente dell’Irlanda.

 

«Limita i diritti dei bambini come stabilito nella Dichiarazione universale dei diritti umani (DUDU) del 1948 e nella Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia (UNCRC) del 1989, di cui sono Stati parte sia l’Irlanda che la Santa Sede, che governa la Chiesa cattolica ed è di fatto l’autore del diritto canonico».

 

La McAleese, che è stata presidente dell’Irlanda dal 1997 al 2011, ha sostenuto che i bambini sono limitati nella loro libertà religiosa dal battesimo infantile, al quale non possono acconsentire personalmente e attraverso il quale diventano «membri a vita» della Chiesa cattolica.

 

«I genitori cattolici hanno il rigoroso obbligo, sancito dal diritto canonico cattolico, di far battezzare i propri figli il prima possibile, per cui il battesimo dei bambini è normativo», ha affermato.

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«Non sto mettendo in discussione la pratica di routine del Battesimo infantile in sé, nella misura in cui il Battesimo riguarda effetti spirituali gratuiti che la Chiesa afferma essere indelebili, come la cancellazione del peccato originale, l’apertura alla possibilità della salvezza e il flusso della grazia di Dio».

 

Tuttavia, ha contestato «l’appartenenza a vita imposta senza il consenso consapevole» nell’istituzione della Chiesa cattolica.

 

«Nient’altro avrebbe potuto plasmare la mia vita in modo così potente o imporre restrizioni così formidabili ai miei inalienabili diritti umani intellettuali come quella breve cerimonia del Battesimo domenicale di 75 anni fa», ha detto la McAleessa a proposito del suo battesimo. «Fa lo stesso con i quasi 40.000 bambini battezzati ogni giorno in cinque continenti, iscrivendoli come membri a vita della Chiesa con una politica di non-uscita e senza il loro consenso».

 

La Chiesa cattolica insegna che il battesimo è necessario per la salvezza e che negare questo sacramento ai bambini mette in pericolo la loro anima e la loro salvezza eterna.

 

La McAleese ha già affermato in passato che il battesimo infantile viola i diritti umani del neonato. Nel 2019 aveva pubblicato uno studio intitolato Children’s Rights and Obligations in Canon Law, che esaminava l’applicazione del diritto canonico ai bambini e le potenziali violazioni dei cosiddetti «diritti dei bambini».

 

L’ex presidentessa irlandese si è dichiarata apertamente a favore dell’omosessualità e delle «donne prete» e ha criticato l’insegnamento cattolico sul matrimonio e sulla famiglia definendolo «omofobo» e “completamente contraddittorio con la comprensione moderna”.

 

Nel 2018, si è riferita alla Chiesa cattolica come a «uno degli ultimi grandi bastioni della misoginia».

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Immagine di Irish Defense Force via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic

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Il vescovo Barron mette in guardia contro la «sinodalità» permanente

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Il vescovo Robert Barron è cresciuto durante gli anni di incertezza post-Concilio Vaticano II, un periodo che ricorda come segnato dall’esitazione. Oggi, come uno dei vescovi più in vista degli Stati Uniti, alza la voce dalla sua diocesi di Winona-Rochester, esortando la Chiesa a smettere di torcersi le mani in interminabili assemblee.   Il vescovo di Winona-Rochester critica il concetto di sinodalità come tratto caratteristico della vita della Chiesa, mentre più di 200 cardinali provenienti da tutto il mondo si sono riuniti a Roma con il Papa per affrontare proprio questo tema.   Il presule, che ha partecipato come delegato eletto a entrambe le sessioni del Sinodo sulla sinodalità tenutesi nel 2023 e nel 2024, ha messo in guardia dai rischi di trasformare le assemblee sinodali in forum di dibattito dottrinale.

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I sinodi, strumenti pastorali senza vocazione dottrinale

In un lungo messaggio pubblicato il 6 gennaio 2026 su X, il vescovo ha delineato la sua posizione: «i sinodi sono strumenti validi e utili per determinare strategie pastorali pratiche, ma non dovrebbero essere forum per il dibattito dottrinale».   Il vescovo americano ha avvertito che «quando l’insegnamento consolidato diventa oggetto di una decisione sinodale, la Chiesa degenera nel relativismo e nell’insicurezza, come dimostra chiaramente il fallito Cammino sinodale in Germania».   Questo riferimento al processo tedesco, che ha suscitato accese polemiche affrontando questioni dottrinali come il celibato sacerdotale e la benedizione delle coppie omosessuali, costituisce uno dei cardini della sua argomentazione. Per il vescovo Barron, l’esempio tedesco illustra esattamente ciò che deve essere evitato: la trasformazione di spazi di deliberazione pastorale in organismi di revisione dottrinale.   Il vescovo ha aggiunto una riflessione personale sulle conseguenze del mantenimento di una mentalità conciliare permanente: «finché rimane in Concilio, la Chiesa è nel limbo, incerta di sé stessa, si torce le mani. È proprio la perpetuazione dello spirito del Vaticano II che ha portato a tanta esitazione e deviazione durante gli anni in cui sono cresciuto».

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Una sinodalità limitata e temporanea

Avendo recentemente presieduto un sinodo locale nella sua diocesi, il vescovo Barron propone un modello alternativo: «se vogliamo perseguire la sinodalità, che sia dedicata all’esame dei mezzi pratici con cui la Chiesa può compiere più efficacemente il suo lavoro di adorazione di Dio, evangelizzazione e servizio ai poveri».   La sua condizione fondamentale è chiara: «e che non sia una caratteristica definitiva e permanente della vita della Chiesa, affinché non ne perdiamo il vigore e la concentrazione».   Le dichiarazioni di Barron assumono particolare importanza nel contesto del Concistoro tenutosi a Roma, dove più di 200 cardinali provenienti da tutto il mondo hanno discusso con il Papa, in particolare sulla sinodalità.   L’intervento del vescovo americano rappresenta una delle voci più esplicite all’interno dell’episcopato in merito ai limiti da porre al processo sinodale. La sua esperienza diretta delle due sessioni del Sinodo sulla sinodalità gli conferisce l’autorevolezza necessaria per parlare di un processo che, a suo avviso, non dovrebbe trasformarsi in uno stato permanente di deliberazione ecclesiastica.   Questa preoccupazione è in linea anche con la dura critica rivolta dal cardinale Joseph Zen durante il concistoro alla sinodalità, così come concepita da Papa Francesco, riportata su questo sito.   Articolo previamente apparso su FSSPX.News  

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Immagine Saint di Joseph via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC-ND 2.0
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