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Spirito

Akita, Nostra Signora della pioggia di fuoco

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Non è sbagliato, in questo momento storico, ricordarsi dell’ultima apparizione mariana riconosciuta dal Vaticano: Nostra Signora di Akita.

 

Akita è in Giappone. La Madonna vi apparve oramai mezzo secolo fa. Il messaggio che diede a suor Agnese Sasagawa fu sconvolgente. Parlava di una distruzione massiva, di pene orrende: parlava del Castigo divino.

 

Di più: parlava di una «pioggia di fuoco» che sarebbe arrivata dal cielo e avrebbe devastato l’umanità. In queste ore non possiamo non pensarci: chiunque può riconoscere che viviamo il momento più pericoloso della storia umana, con la devastazione dei missili termonucleari più vicina che mai.

 

Ma parliamo di Suor Agnese e dell’apparizione di Nostra Signora.

 

Katsuko Sasagawa nacque nel 1931 presso Niigata, città dell’Honshu, l’isola principale dell’arcipelago giapponese. Rispetto a Niigata, dall’altra parte del mare c’è Vladivostok.

 

Sin da giovane Katsuko fu malata. Neanche ventenne, subì un’appendicectomia che la lasciò paralizzata: i medici avevano sbagliato qualcosa con l’anestetico. La cura di questa paralisi procurò alla ragazza e alla famiglia infinite altri operazioni e dolori negli anni a seguire.

 

Fu in quel tempo che Katsuko venne a contatto con una infermiera cattolica (anche in Giappone, a quel tempo, negli ospedali c’erano le suore…) che la introdusse alla parola di Cristo. Katsuko conferì un monaco buddista, poi si convertì e ricevette il nome di Agnese.

 

Tuttavia la ragazza continuava a soffrire. Nel 1956, entra in coma. Delle suore arrivate da Nagasaki – la città più cattolica del Giappone… – le bagnano le labbra con dell’acqua di Lourdes. Agnese riprende subito conoscenza.

 

Il suo impegno per la comunità cattolica è tanto: inizia a fare la catechista nella chiesa di di Myoko, un paese lì vicino.

 

Nel 1973 Agnese perde l’udito. La famiglia la rivuole a casa, ma lei prende la decisione di entrare le Serve dell’Eucarestia a Yuzawada, un ordine di suore contemplative istituito vicino alla città di Akita da Mons. Jean Shojiro Itō, il  vescovo di Niigata che in futuro diverrà parte integrante della rivelazione mariana

 

 

Alle 8:30 del 12 giugno 1973, Suor Agnese apre il tabernacolo della cappella dove doveva tenersi l’adorazione eucaristica. Suor Agnese viene investita da una luce potente. Si prostra a terra: sa che può trattarsi di un evento soprannaturale, ma si chiede anche se non sia invece una semplice allucinazione.

 

Il 5 luglio, mentre dice le preghiere della sera, sente sulla mano destra aprirsi una ferita a forma di croce, lunga 3 centimetri e larga 2. Suor Agnese pensa ad un graffio, anche se sente che la carne è tagliata molto in profondità, come fosse stata punta.

 

Quella notte alle 3:00  Suor Agnese sente una voce:

 

«Non temere! Non pregare solamente a causa dei tuoi peccati, ma anche a riparazione di quelli di tutti gli esseri umani (…) Il mondo di oggi ferisce il Santissimo Cuore di Nostro Signore con la sua ingratitudine e le sue ingiurie. La ferita di Maria è molto più profonda della tua».

 

Agnese è quindi guidata alla cappella, dove la voce, a domanda, risponde: «Sono colui che è accanto a te e veglia su di te». È l’angelo custode di Suor Agnese.

 

Ma ecco che un’altra voce che irrompe nella cappella:

 

Figlia mia, mia novizia, mi hai obbedito bene abbandonando tutto per seguirmi. È dolorosa l’infermità alle tue orecchie? La tua sordità sarà guarita, stanne certa. La ferita alla tua mano ti fa soffrire? Prega in riparazione ai peccati degli uomini. Ogni persona in questa comunità è la mia insostituibile figlia. Recitate bene la preghiera delle Serve dell’Eucarestia? Allora recitiamola insieme:

 

Sacratissimo Cuore di Gesù, realmente presente nella Santa Eucarestia, io consacro il mio corpo e la mia anima per essere interamente uniti con il Tuo Cuore che viene sacrificato in ogni istante in tutti gli altari del mondo, dando lode al Padre e invocando la venuta del Suo Regno.

 

Ti prego, ricevi l’umile offerta di me stessa. Usami come desideri per la gloria del Padre e per la salvezza delle anime.

 

Santissima Madre di Dio, non farmi essere separata dal tuo Divino Figlio.

 

Ti prego, difendimi e proteggimi come tua figlia particolare.

 

Amen.

 

Infine la Madonna aggiunge:

 

Prega molto per il Papa, i vescovi e i preti. Dal momento del tuo Battesimo hai sempre pregato per loro con fede.

 

Continua a pregare molto, moltissimo.

 

Racconta al tuo superiore tutto quello che è successo oggi e obbedisci a tutto ciò che ti dirà.

 

Egli ha chiesto che tu preghi con fervore.

 

Suor Agnese, quindi, prega. Ha dinanzi la statua della Vergine della cappella, una copia della Vergine di Amsterdam – Nostra Signora di tutti i popoli – scolpita dall’artista buddista Saburo Wakasa, membro dell’Istituto Giapponese di scultura.

 

Verso le 5 del mattino la voce è scomparsa, e altre suore entrano nella cappella. Suor Agnese chiede a Suor K. di guardare la mano della statua: lei non ha osato per tutto quel tempo, non ne ha il coraggio. Quando Suor K. si avvicina ad esaminare la statua, si prostra a terra. Sulle mani della statua vi è la stessa ferita comparsa sul palmo di Suor Agnese.

 

Il 12 luglio, durante le preghiere delle suore, il sangue riprende a scorrere dalla mano dell’effigie: la storia è oramai incontenibile, si diffonde ben oltre il convento. Due settimane più tardi  farà arriverà il vescovo di Niigata, Jean Shojiro Itō, che constaterà gli eventi.

 

Il 28 luglio, la ferita di Suor Agnese prende a far male in modo insostenibile. La religiosa corre verso la cappella e si prostra al suolo.

 

Nel momento di maggior dolore, ecco la voce:

 

«Le tue sofferenze avranno fine oggi. Conserva preziosamente il ricordo del sangue di Maria e incidilo bene nel tuo cuore, questo sangue versato ha un significato profondo (…) per la conversione di tutti i peccatori».

 

Immediatamente, la ferita scompare, è sanata.

 

Il 3 agosto, Suor Agnese riceve un altro messaggio:

 

Figlia mia, mia novizia, ami il Signore? Se ami il signore ascolta quello che ho da dirti. È  molto importante. Lo riferirai al tuo superiore.

 

Molti uomini in questo mondo fanno soffrire il Signore. Io desidero anime che lo consolino per placare la collera del Padre Celeste. Desidero, con Mio Figlio, anime che dovranno riparare, per mezzo della loro sofferenza e della loro povertà, per i peccatori e gli ingrati.

 

Affinché il mondo possa conoscere la Sua ira, il Padre Celeste si sta preparando a infliggere un grande Castigo su tutta l’umanità.

 

Con Mio Figlio sono intervenuta tante volte per placare l’ira del Padre. Ho impedito l’arrivo di calamità offrendogli le sofferenze del Figlio sulla Croce, il Suo prezioso sangue e le anime dilette che Lo consolano formando una schiera di anime vittime. Preghiera, penitenza e sacrifici coraggiosi possono attenuare la collera del Padre. Io desidero anche questo dalla vostra comunità…che ami la povertà, che si santifichi e preghi in riparazione per l’ingratitudine e le offese di tanti uomini.

 

Recitate la preghiera delle Serve dell’Eucarestia consapevoli del suo significato. Mettetela in pratica; offrite in riparazione per i peccati tutto ciò che Dio può mandare. Fai in modo che tutte si sforzino, secondo le capacità e la posizione, di offrirsi interamente al Signore.

 

Anche in un istituto secolare la preghiera è necessaria. Già le anime che vogliono pregare stanno per essere radunate. Senza dare troppa importanza alla forma, siate fedeli e ferventi nella preghiera per consolare il Maestro.

 

Quello che pensi in cuor tuo è vero? Sei sinceramente decisa a diventare la pietra scartata? Mia novizia, tu che desideri appartenere senza riserve al Signore per diventare la degna sposa dello Sposo, fai i tuoi voti sapendo che devi essere appesa alla croce con tre chiodi. Questi tre chiodi sono: povertà, castità e obbedienza. Dei tre l’obbedienza è fondamentale. Nel totale abbandono, fatti guidare dal tuo superiore. Egli saprà come capirti e indirizzarti

 

Marya-sama, come i giapponesi chiamano la Madonna, in questo messaggio annuncia l’arrivo del castigo. Allo stesso tempo, dichiara l’importanza dell’obbedienza alla gerarchia ecclesiastica.

 

Il 13 ottobre, Suor Agnese, ricevette il terzo messaggio, il più tremendo.

 

Mentre prega, di colpo percepisce ancora quella luce, e un profumo soave che proviene dalla statua.

 

Mia cara figlia, ascolta bene ciò che ho da dirti. Ne informerai il tuo superiore.

 

Come ti ho detto, se gli uomini non si pentiranno e non miglioreranno se stessi, il Padre infliggerà un terribile castigo su tutta l’umanità. Sarà un castigo più grande del Diluvio, tale come non se ne è mai visto prima.

 

Il fuoco cadrà dal cielo e spazzerà via una grande parte dell’umanità, i buoni come i cattivi, senza risparmiare né preti né fedeli. 

 

I sopravvissuti si troveranno così afflitti che invidieranno i morti.

 

Le sole armi che vi resteranno sono il Rosario e il Segno lasciato da Mio Figlio. Recitate ogni giorno le preghiere del Rosario. Con il Rosario pregate per il Papa, i vescovi e i preti.

 

L’opera del diavolo si insinuerà anche nella Chiesa in una maniera tale che si vedranno cardinali opporsi ad altri cardinali, vescovi contro vescovi.

 

I sacerdoti che mi venerano saranno disprezzati e ostacolati dai loro confratelli…chiese ed altari saccheggiati; la Chiesa sarà piena di coloro che accettano compromessi e il Demonio spingerà molti sacerdoti e anime consacrate a lasciare il servizio del Signore.

 

Il demonio sarà implacabile specialmente contro le anime consacrate a Dio. Il pensiero della perdita di tante anime è la causa della mia tristezza. Se i peccati aumenteranno in numero e gravità, non ci sarà perdono per loro.

 

Con coraggio, parla al tuo superiore. Egli saprà come incoraggiare ognuna di voi a pregare e a realizzare il vostro compito di riparazione. È  il vescovo Itō, che dirige la vostra comunità”.

 

Hai ancora qualcosa da chiedere? Oggi sarà l’ultima volta che io ti parlerò in viva voce. Da questo momento in poi obbedirai a colui che ti è stato inviato e al tuo superiore.

 

Prega molto le preghiere del Rosario. Solo io posso ancora salvarvi dalle calamità che si approssimano.

 

Coloro che avranno fiducia in me saranno salvati.

 

Queste furono le ultime parole che Nostra Signora affidò a Suor Agnese.

 

Gli eventi straordinari ad Akita però non finirono.

 

Il 4 gennaio 1975, la suora sacrestana si accorge che il basamento della statua della Vergine è bagnato: perché delle lacrime stanno colando dagli occhi della stata. Un fenomeno a cui lo stesso Vescovo Itō assiste.

 

La stessa scultura, poi, pare abbia cambiato fattezze: d’un tratto sembra assumere un’espressione di tristezza, non notata da nessuno prima di allora.

 

Viene chiamato il Saburo Wakasa, lo scultore buddista: conferma, non l’ha scolpita a quel modo. Soprattutto «le guance che avevo scolpito erano incavate, il viso sembra aver ceduto, il suo colore era diventato marrone scuro, la sua espressione più penetrante».

 

Le lacrime sono invece analizzate dal professor Kaoru Sagisaka: sono di origine umana, del gruppo 0. Dal 4 gennaio al 15 settembre 1981 le lacrimazioni sembrano cessare. Don Tasuya, il cappellano, avrebbe contato qualcosa come 101 ripetizioni del fenomeno. I testimoni sono circa 2000. Si dice che una TV giapponese abbia filmato uno di questi eventi.

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Monsignor Ito viaggia quindi a Roma ben due volte a perorare la causa di Nostra Signora di Akita. Il cardinale Ratzinger gli permette di annunciare l’autenticità dell’apparizione: «questi fatti, stabiliti dopo 11 anni di studi, sono incontestabili (…) di conseguenza autorizzo la venerazione di Nostra Signora di Akita». Ottenuto ciò che era giusto, il vescovo Itō va in pensione.

 

Ratzinger nel 1988 tornerà a parlare di Akita, dichiarando che i fenomeni attorno a Suor Sasagawa e a quella cappella sono degni di essere creduti dai credenti.

 

Suor Agnese fu guarita dalla sordità in due momenti 1974 e 1982, ma dal 1981 tornò paralizzata. Continuò a svolgere piccoli lavori per la comunità con le punta delle dita ed i denti.

 

Il mariologo padre Réné Laurentin, che l’ha conosciuta ed ha studiato il suo caso, scrive che Suor Agnese «continua a vivere la sua vita sacrificata, costretta a letto, in una pace profonda».

 

Il  messaggio di Nostra Signora di Akita è sconvolgente. Il vescovo Ito dirà di credere che la terza parte, con il suo carico di castigo e distruzione, sia connessa al messaggio di Fatima.

 

 

Hi ga Ten kara kudari. Verrà il fuoco dal cielo, la maggior parte dell’umanità verrà distrutta, e né i preti né i fedeli saranno risparmiati. I sopravvissuti invidieranno i morti.

 

Akuma ha, Kyōkai no naka made hairikomi. Il demonio entrerà si dentro la chiesa.

 

Cardinaru ha Cardinaru ni, Shikyō wa Shikyō ni tairetsu suru deshō. Cardinali serreranno le proprie fila contro altri cardinali, vescovi contro vescovi.

 

Akuma guiderà molti preti e religiosi lontano da Dio. Quei preti che mi riveriscono saranno disprezzati ed attaccati. Chiese ed altari saranno dissacrati.

 

Kyōkai ha, dakyō suru mono de ippai ni nari. La Chiesa sarà riempita di compromessi.

 

Guardate: la precisione della descrizione delle cose ecclesiastiche è totale.

 

Ma anche la descrizione delle cose del mondo: la pioggia di fuoco è pronta nel cielo, lo sappiamo – non vi è stato momento della storia in cui questo è stato più vero, non a Cuba, non in tutta la Guerra Fredda, non nei millenni precedenti.

 

La pioggia di fuoco termonucleare è sopra di noi: è sopra l’Italia, che ospita almeno 40 testate americane, e quindi ne ha chissà quante puntate contro dalla Russia.

 

L’abbiamo chiamata noi, l’abbiamo invocata, l’abbiamo cercata: forse il grosso del lavoro lo hanno fatto i nostri governanti, è vero – ma se per un momento spegniamo lo zelo, e guardiamo dentro di noi, sappiamo che arriverà anche per i nostri peccati. Per quelli che abbiamo commesso. Per quelli che abbiamo permesso si commettessero

 

Che cosa possiamo fare, in concreto? Possiamo solo prostrarci anche noi dinanzi a Marya-sama, e implorare la misericordia.

 

E obbedire a quanto detto a Suor Agnese:

 

Mainichi, Rosaryo no inori wo tonaete kudasai.

 

Ogni giorno, pregate il Rosario.

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

 

 

 

Immagine di SICDAMNOME via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0); immagine modificata

 

 

 

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San Giovanni Damasceno: il miracolato della Vergine

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Nato a Damasco intorno al 675, sacerdote prima del 726 a Gerusalemme, predicatore legato alla Chiesa del Santo Sepolcro, morì intorno al 749. È il grande difensore delle immagini che rappresentano Cristo e i santi, ma questa difesa è secondaria in una sintesi mirabilmente vasta. Il potere di questo teologo dà una portata singolare ai suoi scritti o ai discorsi sulla Beata Vergine. Condannato ingiustamente a subire il taglio della mano, gli fu restituita dalla Madre di Dio.

 

 

Omelia per la festa della Natività della Vergine Maria

Oggi il ceppo di Jesse ha prodotto la sua progenie, sul quale sboccerà un fiore divino per il mondo. Oggi, colui che una volta fece sorgere il firmamento dalle acque, crea sulla terra, da una sostanza terrena, un nuovo cielo; e questo cielo è molto più bello e più divino dell’altro, perché da esso nascerà il sole della giustizia, colui che creò l’altro sole. (…)

 

Quanti miracoli si uniscono in questa bambina, quante alleanze si stringono in lei! Figlia della sterilità, sarà la verginità che partorisce. Essa sarà l’unione della divinità e dell’umanità, dell’impassibilità e della sofferenza, della vita e della morte, affinché in tutto ciò che era male possa essere vinto dal migliore.

 

O figlia di Adamo e Madre di Dio! E tutto ciò è stato fatto per me, Signore! Tanto era il vostro amore per me, che non avete voluto assicurare la mia salvezza per mezzo degli angeli o di qualche altra creatura, ma per restaurare da voi stesso ciò che voi stesso avevate creato. (…) Oggi, il creatore di tutte le cose, il Dio Verbo compone un nuovo libro, che scaturisce dal cuore del Padre suo, e che scrive per opera dello Spirito Santo, che è la lingua di Dio. (…)

 

O figlia del Re Davide e Madre di Dio, Re Universale! O oggetto divino e vivente, la cui bellezza ha affascinato il Dio creatore, tu la cui anima è tutta sotto l’azione divina e attenta a Dio solo; tutti i tuoi desideri sono diretti verso ciò che solo merita di essere cercato e che è degno di amore; hai collera solo per il peccato e il suo autore.

 

Avrai una vita superiore alla natura, ma non l’avrai da te, tu che non sei stata creata da te. L’avrai consacrata tutta a Dio, che ti ha introdotto nel mondo, per servire alla salvezza del genere umano, per realizzare il disegno di Dio, l’Incarnazione del Figlio suo e la deificazione del genere umano.

 

Il tuo cuore sarà nutrito dalle parole di Dio: esse ti feconderanno, come l’olivo fertile nella casa di Dio, come l’albero piantato presso le acque vive dello Spirito, come l’albero della vita, che ha dato il suo frutto al tempo fissato: il Dio incarnato, la vita di tutte le cose.

 

I tuoi pensieri non avranno altro oggetto che ciò che giova all’anima, e qualsiasi idea che non sia solo perniciosa, ma inutile, la rifiuterai prima ancora di averne sentito il gusto.

 

I tuoi occhi saranno sempre rivolti al Signore, alla luce eterna e inaccessibile; le tue orecchie attente alle parole divine e ai suoni dell’arpa dello Spirito, per mezzo del quale il Verbo è venuto ad assumere la nostra carne. (…) Il tuo purissimo cuore, libero da ogni macchia, vedrà sempre il Dio di ogni purezza e arderà di desiderio per lui. Il tuo seno sarà la casa di colui che nessun luogo può contenere.

 

Il tuo latte nutrirà Dio, nel bambino Gesù.

 

Tu sei la porta di Dio, raggiante di perpetua verginità. Le tue mani porteranno Dio e le tue ginocchia saranno per lui un trono più sublime di quello dei cherubini. (…) Tu sei il tempio dello Spirito Santo, la città del Dio vivente, rallegrata dai fiumi abbondanti, i fiumi santi della grazia divina. Sei tutta bella, tutta vicina a Dio; domini sui Cherubini, più in alto dei Serafini, vicina a Dio stesso. (…)

 

O tu che sei figlia e sovrana di Gioacchino e di Anna, accogli la preghiera del tuo povero servo che è solo un peccatore, e che tuttavia ti ama ardentemente e ti onora, che vuole trovare in te l’unica speranza della sua felicità, la guida della sua vita, la riconciliazione con il tuo Figlio e il pegno sicuro della sua salvezza.

 

Liberami dal peso dei miei peccati, dissipa le tenebre accumulate intorno alla mia mente, liberami dalla mia spessa immondizia, reprimi le tentazioni, governa felicemente la mia vita, affinché io possa essere condotto da te nella beatitudine celeste e concedi la pace nel mondo.

 

A tutti i fedeli di questa città, dona gioia perfetta e salvezza eterna, attraverso la preghiera dei tuoi genitori e di tutta la Chiesa.

 

 

 

Articolo previamente apparso su FSSPX.news

 

 

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Spirito

Brasile: più evangelici che cattolici?

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Gli evangelici rappresentano un terzo della popolazione in Brasile, e sono riusciti a eleggere il presidente Jair Bolsonaro, estendendo la loro presenza in tutti i settori dello sSato.

 

Con la spinta evangelica alle elezioni del 2018, il numero dei legislatori evangelici alla Camera dei Deputati è salito a 112 (pari al 21% dei 513 deputati), mentre alla Camera alta sono stati eletti 15 senatori evangelici, ovvero il 18,5% dei gli 81 membri del legislatore.

 

Un quarto di secolo prima, appena il 4% dei deputati erano evangelici. Ora è una componente dominante in Brasile.

 

Questo Paese di 215 milioni di abitanti è ancora il più grande paese cattolico del mondo, ma la sua religione dominante è in costante declino di fronte all’aumento delle congregazioni evangeliche sin dagli anni ’70, quando il 92% dei brasiliani si dichiarava cattolico. Nel 2010 erano solo il 64%.

 

Secondo i demografi, le due correnti dovrebbero bilanciarsi nel 2030. Il censimento condotto dall’Istituto Brasiliano di Geografia e statistica (IBGE), iniziato il 1° agosto 2022, mostrerà i progressi degli evangelici in Brasile sul numero dei cattolici.

 

Non abbiamo mai visto un cambiamento così rapido da nessuna parte in un Paese così importante, notano gli osservatori. La crescita evangelica si è sviluppata per quattro decenni. È iniziato con forza negli anni ’80 ed è esploso negli anni ’90 con la crescita di periferie e favelas.

 

Esenti dal pagamento dell’imposta sulla proprietà o sul reddito, le congregazioni evangeliche, attraverso tecniche di riscossione aggressiva dai loro seguaci, dispongono di considerevoli risorse economiche con le quali hanno costruito imperi mediatici che accrescono la loro influenza religiosa e politica.

 

I pastori, predicando il «vangelo della prosperità» nelle zone svantaggiate, offrono loro la prospettiva del successo e dell’arricchimento personale, in cambio della decima riscossa (10% del loro reddito).

 

Nelle città ci sono ospedali evangelici, università evangeliche, scuole evangeliche, media evangelici, case editrici evangeliche, prodotti alimentari evangelici e persino articoli di moda evangelici.

 

I templi crescono da Nord a Sud, nei territori rurali e nelle aree metropolitane, per i milioni di persone colpite dalla disoccupazione, dalla droga, dall’alcolismo o dalla violenza domestica che spesso non sono più pastoralmente servite dalla Chiesa cattolica.

 

L’«ondata evangelica» ha infatti soppiantato il cattolicesimo, in particolare tra i più poveri, nelle periferie delle grandi città, nelle favelas.

 

 

La mancanza di spiritualità e di spirito missionario della Chiesa cattolica

Secondo il Wall Street Journal, i motivi principali per cui tanti cattolici lasciano la Chiesa per altre comunità ecclesiali sono, secondo studi sociologici, che vi trovano «una maggiore unione personale con Dio» (81%) e un maggiore aiuto per i loro membri (60%).

 

adre  Martín Lasarte, sacerdote uruguaiano presente al sinodo sull’Amazzonia, ritiene che il movimento di teologia della liberazione abbia spesso posto le questioni politiche e sociali al di sopra dell’esperienza religiosa. In questo caso, «manca il senso esistenziale della gioia di vivere il Vangelo, questo incontro personale che tante denominazioni pentecostali offrono ai loro fedeli», ha affermato.

 

Alcuni movimenti cattolici in America Latina hanno cercato di riconquistare la pecora smarrita, o imitando il pentecostalismo o attraverso un certo tradizionalismo. Dagli anni ’70, il cattolicesimo carismatico ha cercato di mantenere nelle sue fila molti cattolici attratti dal pentecostalismo, con la «guarigione per fede» e il «parlare in lingue», associati alle pratiche cattoliche, in particolare alla devozione alla Vergine. Nel 2020, il 22,8% dei cattolici in America Latina era carismatico, secondo il World Christian Database.

 

Il cattolicesimo conservatore militante – più recente – enfatizza l’apologetica.

 

Uno dei principali leader è padre Paulo Ricardo, che ha 1,5 milioni di follower su Facebook: ha condannato la teologia della liberazione come eresia. Nato a Recife il 7 novembre 1967, è stato ordinato sacerdote il 14 giugno 1992 da Papa Giovanni Paolo II. Ha conseguito la Licenza in Teologia e il Master in Diritto Canonico presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma.

 

Dal 2006 esercita l’apostolato sul suo blog Internet, dedicato alla «formazione teologica e spirituale dei cattolici nel mondo. Il contenuto più significativo di questo lavoro è condensato nei suoi corsi, tra i quali troviamo: “Terapia delle malattie spirituali” “Rivoluzione culturale e marxismo”, “Ingegneria della santità”, “Lutero e il mondo moderno”, “Il segreto del piccolo Teresa» e molti altri».

 

 

Il potere finanziario degli evangelici

Decime e profitti dell’impero economico gestito dalle congregazioni evangeliche in Brasile – che include reti televisive e compagnie di crociera – hanno dato al movimento forza finanziaria per finanziare campagne politiche.

 

Nel centro di San Paolo, una replica da 300 milioni di dollari del Tempio di Salomone testimonia l’ascesa fulminea dell’evangelicalismo.

 

Costruito nel 2014 da una delle più grandi e ricche denominazioni neo-pentecostali del Brasile, la Chiesa Universale del Regno di Dio, questo tempio può ospitare fino a 10.000 fedeli.

 

Molti pentecostali predicano la «teologia della prosperità» – meglio conosciuta negli Stati Uniti come il Prosperity Gospel  – secondo la quale la grazia di Dio si riflette nella ricchezza materiale.

 

Ad esempio, al Tempio di Salomone a San Paolo, uomini in giacca e cravatta stanno regolarmente davanti all’altare con borse e lettori di carte di credito per ricevere offerte, mentre il pastore promette ai suoi seguaci che se lo faranno diventeranno ricchi, facendo generose donazioni.

 

Purtroppo, nonostante abbia fatto il suo primo viaggio internazionale in Brasile nel luglio 2013 e da allora abbia visitato altri nove Paesi del continente, papa Francesco non sembra voler riconquistare il Brasile al cattolicesimo.

 

 

 

Articolo previamente apparso su FSSPX.news

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

 

Immagine di Palacio del Planalto via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)

 

 

 

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Gender

Testo liturgico per benedire le coppie omosessuali in Belgio

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Il cardinale Josef De Kesel, insieme agli altri vescovi fiamminghi del Belgio, ha pubblicato un testo liturgico destinato alla benedizione delle coppie omosessuali. Un comunicato stampa, diffuso il 20 settembre 2022, ha presentato questa liturgia.

 

 

L’intero episcopato belga non è quindi interessato da questo annuncio, che è limitato alla parte fiamminga. Così, oltre al cardinale De Kesel, arcivescovo di Mechelen-Bruxelles, ha firmato il vescovo di Anversa, mons. Johan Bonny, noto per le sue posizioni progressiste; il vescovo di Gand, mons. Lode van Hecke; quello di Hasselt, mons. Patrick Hoogmartens; e infine quello di Bruges, mons. Lodewijk Aerts.

 

Questa rappresenta ancora la metà delle diocesi del Belgio, anche se contiamo l’Ordinariato militare che fa capo al cardinale De Kesel.

 

 

Un processo guidato da un omosessuale

Il comunicato ha coinciso con l’istituzione di un «punto di contatto» dal titolo «Omosessualità e fede» inserito nel servizio interdiocesano di pastorale familiare.

 

Questo «punto di contatto» è stato posto sotto la responsabilità di Willy Bombeek, portavoce dell’educazione cattolica nelle Fiandre dal 1999 al 2017, che ha coordinato la costituzione di un gruppo di lavoro sull’argomento.

 

Bombeek afferma che «l’esperienza sessuale è un diritto anche per le persone LGBT in quanto si svolge all’interno di una relazione fedele e duratura». Un’affermazione che ha presentato al cardinale De Kesel nel febbraio 2020.

 

Bombeek non si nasconde. Ha definito l’iniziativa «rivoluzionaria». Ha così dichiarato: «Io stesso sono credente e omosessuale. Per questo i vescovi mi hanno chiesto di assumere questa missione. Penso che sia importante che la Chiesa abbia voluto specificamente nominare un credente LGBT a questa posizione».

 

La sua missione principale, ha aggiunto, sarà «ascoltare le domande della comunità LGBT» e mostrare loro chiaramente «che siamo una Chiesa accogliente che non esclude nessuno».

 

 

La «benedizione» liturgica

Il coordinatore commenta il documento dei vescovi:

 

«La Chiesa sentiva che accanto al matrimonio religioso doveva esserci qualcosa per i credenti LGBTI. Spesso ciò era già stato fatto a livello locale, ma non esisteva una forma adeguata. Ora la Chiesa fornisce una struttura che può servire per tale benedizione: un impegno e una fedeltà a lungo termine che possono essere espressi all’interno della Chiesa».

 

Il documento chiarisce che la benedizione non deve essere confusa con un matrimonio. Ma Bombeek spiega:

 

«Nella tradizione della Chiesa la parola “matrimonio” si limita al rapporto tra marito e moglie. La benedizione è del tutto equivalente, ma secondo la tradizione della Chiesa non può chiamarsi matrimonio. Ma è qualcosa di molto innovativo nel fatto che all’interno della Chiesa possiamo avere un servizio di preghiera e una benedizione per le relazioni LGBT».

 

La liturgia offre una lettura tratta dalla Sacra Scrittura, che precede «l’impegno dei due interessati». Per questo impegno si propone un testo che affermi la volontà di «essere presenti l’un per l’altro», di «lavorare per la felicità dell’altro», e che richiede la forza di essere «fedeli l’un l’altro». Conclude: «vogliamo vivere, donati l’uno all’altro per sempre».

 

Segue una preghiera della comunità perché la grazia di Dio agisca in loro per prendersi cura l’uno dell’altro, perché siano fedeli, tolleranti, attenti. Infine, dopo un Pater, viene impartita una benedizione.

 

 

I vescovi fiamminghi si difendono

Dopo delle reazioni che devono aver suscitato clamore, i vescovi fiamminghi si sono sentiti in dovere di fornire dettagli.

 

Le loro spiegazioni rilevano che «i vescovi vogliono accogliere ma non vogliono assolutamente andare oltre Amoris laetitia, nel cui tracciato si iscrivono completamente».

 

Aggiungono che, per questo testo, non si tratta di una «benedizione nuziale», ma di una benedizione che chiude una preghiera.

 

Queste spiegazioni sono tutt’altro che risolutive. In questa «liturgia» si tratta infatti di accogliere nella comunità ecclesiale una coppia omosessuale in quanto tale. Certo, non si tratta di un matrimonio, ma è esattamente ciò che è già stato condannato dalla risposta a un dubium della Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF), datata 15 marzo 2021.

 

Come promemoria, il dubium chiedeva: «La Chiesa ha il potere di benedire le unioni omosessuali?» La risposta è stata: «No».

 

I vescovi possono forse credere alla loro confusa spiegazione, ma non possono impedire che il loro testo sia formalmente contrario alla decisione della CDF e, per inciso, contro la legge divina… Questa pseudo-liturgia è chiaramente un tentativo di introdurre una benedizione di coppia, e di una coppia omosessuale.

 

 

E adesso ?

La domanda è se Roma lascerà fare, come ha lasciato fare con la ribellione nelle diocesi tedesche, il 10 maggio degli anni 2021 e 2022, che ha visto la benedizione di centinaia di queste coppie per protestare contro la risposta romana.

 

Quest’anno nel movimento è stato coinvolto anche un vescovo ausiliare.

 

Queste benedizioni non hanno valore come spiega la CDF nel suo documento, perché vanno contro la volontà di Dio.

 

La Chiesa continuerà a lasciarele diffondersi?

 

In ogni caso, questo non è certo il modo per aiutare le persone coinvolte.

 

 

Articolo previamente apparso su FSSPX.news

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

 

 

Immagine di Philcotof via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)

 

 

 

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