Connettiti con Renovato 21

Geopolitica

Sui social ora c’è solo la propaganda ucraina

Pubblicato

il

 

 

La RAI è stata accusata di aver trasmesso immagini di videogiochi spacciate per filmati della guerra in corso in Ucraina. Ma non lapidiamo nessuno: un paio di video fake forse li abbiamo inavvertitamente pubblicati anche noi.

 

Possiamo capirlo – anche se proprio la scena incriminata ieri noi l’avevamo vista e scartata, perché palesemente incongruente – perché Twitter è divenuto una fogna a cielo aperto di fake news e video fasulli, nonché, nelle ultime ore, di una probabile virata dell’algoritmo verso la propaganda ucraina – cioè occidentale.

 

Se l’altro giorno si vedevano video duri e sorprendenti dell’attacco russo, oggi, come per magia, il feed è stracarico di bandiere ucraine, e le immagini che passano sono a senso unico: ecco le fidanzate che abbracciano i soldati mascherati che vanno al fronte. Ecco le foto del pediatra che si fa immortalare in camicia havaiana mentre sta in terapia intensiva con in braccio un neonato e un fucile (benché sicuramente spinnata dagli occidentali, la propaganda ucraina non è sempre intelligentissima)

 

 

Raffiche di video di carrarmati distrutti, corpi bruciati (sempre magicamente disposti, magari con il fucile ancora in mano, a fianco del mezzo). Non è possibile capire se 1) siano immagini autentiche e 2) se si tratti di russi, come dicono, e non di ucraini.

 

 

Ecco i mille post su Zelens’kyj presidente-eroe che non scappa: migliaia di utenti, tutti in genere nigeriani-indiani-arabi, cioè il gruppo maggioritario su Twitter, lo esaltano.

 

 

Ecco il video del soldato ucraino che sghignazzando minaccia i volontari ceceni in arrivo.

 

 

Ecco la leggenda, assurda ma onnipervadente, del «fantasma di Kiev», un asso dell’aviazione ucraina che in meno di 30 ore avrebbe abbattuto ben 6 aerei russi nei cieli di Kiev. Alcuni postano la lista dei velivoli russi abbattuti, altri mostrano anche la sua foto, che pare però quella di un uomo ritratto, a giudicare dalla grande dell’immagine, negli anni Novanta. Tuttavia, ecco pronte le foto del suo caccia in volo, con il punto di vista improbabile e qualche pixel che però tradiscono che si tratta, anche qui, di un videogioco. L’ex presidente filoccidentale dell’Ucraina post-Maidan, il cioccolataio (stricto sensu) cui Biden ordinò di rimuovere il magistrato che indagava sul figlio Hunter, ha fatto sapere che il fantasma di Kiev sia realtà.

 

 

 

 

 

Ci sono i fratelli Klitschko, i pugili supercampioni dei massimi, ovunque. Il fratello maggiore Vitali, sindaco di Kiev che ha appena messo in coprifuoco dalle 17 alle 8 del mattino, si fa riprendere in mimetica con la mitragliatrice di grosso calibro montata sul treppiede. L’altro fratello, già marito di una divetta di Hollywood, fa selfie video in inglese americano in cui sembra ordinare perentoriamente al mondo intero di partire immediatamente per difendere il suo Paese.

 

 

 

Poi c’è la storia dell’Isola dei serpenti, ripresa da tutti i media mondiali, perfino da Fox News. Si tratta dei doganieri dell’isoletta sul Mar Nero, tutti morti dopo aver mandato affanculo via radio una nave militare russa. Zelen’skyj li ha già proclamati martiri. Il mondo si è fermato per rendere loro omaggio: dopo due anni di pandemia, dobbiamo aspettarci anche cose illogiche come questa. La storia che si stanno bevendo tutti, tuttavia, è di per sé poco chiara, e contestata dai russi, che sono però spariti dai feed del social occidentali.

 

Infine, un bel po’ di video di prigionieri di guerra russi, poco più che ventenni, umiliati e costretti a parlare in video.

 

 

D’un tratto, l’informazione ricavabile dai social, dove per fisiologia dovrebbe emergere ogni punto di vista, è a senso unico…

 

Quindi si ha l’impressione davvero che la guerra la stia vincendo… l’Ucraina. Da un punto di vista di manipolazione psicologica, è così.

 

Vediamo praticamente solo l’eroismo dell’ucraino che si getta davanti alla colonna dei tank, o la ragazza, ovviamente carina, che imbraccia il kalashnikov. Argomento forte, questo: i mille nigeriani-indiani-arabi di Twitter si ingrifano e promettono di andare a combattere per Kiev. Del resto ogni Paese è libero di usare le sue risorse. L’uso della gnegna a fini di psicoguerra elettronica tuttavia non lo avevamo ancora visto. (O almeno crediamo)

 

 

Dobbiamo andare su Telegram per ritrovare qualche video russo. Vari canali riportano con costanza l’ammasso di materiale che esce dai soldati russi e dai loro fiancheggiatori.

 

La cosa che si nota subito è tutta questa mole di video e foto è di fatto invisibile sui social occidentali, quantomeno nelle ultime ore.

 

Fuori dagli algoritmi della Silicon Valley, non vediamo l’eroica Ucraina che resiste e respinge vittoriosamente il terribil invasor. Vediamo tutt’altro.

 

Vediamo la stazione dei treni di Leopoli presa d’assalto da masse che fuggono in Polonia, dove il governo ha detto che avrebbe concesso asilo senza documenti e senza (udite! Udite!) certificato o tampone COVID-19.

 

 

Vediamo quella che sembra una colonna di tank – ucraini, dicono – distrutti a Nikolaev.

 

 

Vediamo un veicolo lanciarazzi russo TOS-1 a Tokmak, nell’entroterra centro-orientale.

 

Vediamo il cielo dell’oblast’ di Kharkov illuminarsi per i magazzini militari esplosi.

 

 

Vediamo l’arrivo della colonna cecena.

 

 

Vediamo elicotteri dalla Bielorussia dirigere verso il teatro di guerra.

Vediamo soldati ucraini che si arreendono a Starobeshevo.

 

 

Vediamo anche questa scena eccezionale, edificante, rassicurante, che pare uscita da un film comico – del resto il presidente Ucraino è un comico, stricto sensu. Quella che vedete qui è un’intervista della CNN in collegamento con l’ex presidente Poroshenko, il cioccolataio (stricto sensu) di cui vi parlavam poc’anzi. Egli dice che è sceso anche lui a combattere in prima linea. Notate, alle sue spalle, la grande professionalità dei ragazzi che con lui faranno la resistenza contro gli Spetsnaz.

 

 

 

 

C’è da piangere. C’è da ridere. Non possiamo decidere: perché la disinformazione, nelle reti occidentali, è totale.

 

Renovatio 21 ha parlato in passato delle «origini militari» di Facebook. Twitter in passato ha duellato con la CIA quando si scoprì che In-Q-Tel, il front della CIA del ramo venture capital (cioè, che investe ingenti fondi in società tecnologiche in crescita) stava investendo in una startup che faceva mining dei dati del social cinguettante.

 

Tuttavia,  è stato a noi chiaro, per lo meno dall’inverno 2020, il fatto che con probabilità anche Twitter potrebbe rispondere a qualcuno degli apparati profondi del sistema americano: è il caso dello scandalo famoso laptop del figlio di Biden, Hunter, che era zeppo di prove incriminanti e di foto oscene, disse Rudolph Giuliani che ne aveva copia. Gli articoli del New York Post sulla questione venivano censurati da Twitter, che arrivò a sospendere l’account del New York Post, quarto giornale più antico d’America e fondato dal padre della patria Alexander Hamilton.

 

No, non fidatevi più dei social: come ripetiamo sempre, il COVID è stato un grande processo di allineamento che ha omogeneizzato i media mainstream e i social sugli stessi messaggi, decisi da qualcuno che non è l’editore e soprattutto che non è il pubblico degli utenti e dei lettori.

 

 

 

 

 

Immagine da Twitter

Geopolitica

L’Ucraina torna a colpire i suoi ponti

Pubblicato

il

Da

L’Ucraina ha apparentemente rinnovato i suoi tentativi di distruggere il ponte Antonovsky strategicamente importante sul fiume Dnepr, secondo fonti di entrambe le parti del conflitto.

 

L’ultimo attacco notturno ha colpito l’attrezzatura portata sul sito per riparare i danni causati dai precedenti attacchi di artiglieria, tra cui una baracca temporanea e una betoniera, ha detto lunedì il governo locale a TASS.

 

Kirill Stremousov, vice capo dell’amministrazione Kherson, ha affermato che l’incidente «non è niente di terribile», ma probabilmente ritarderà la prevista riapertura del ponte al traffico, prevista per mercoledì.

 

I media ucraini hanno riferito di attacchi di artiglieria durante la notte al ponte da parte delle truppe di Kiev, con alcuni che suggeriscono che siano stati utilizzati sistemi di missili a lancio multiplo HIMARS forniti dagli Stati Uniti.

 

Le immagini che si presume siano state scattate durante il bombardamento mostrano un grande incendio contro la massiccia struttura con il fumo che si alza nel cielo.

 

Il ponte Antonovsky è un collegamento strategicamente importante tra la città di Kherson controllata dalla Russia e il resto dell’Ucraina meridionale. Le forze di Kiev lo hanno danneggiato due settimane fa in un simile attacco notturno, costringendo le autorità cittadine a chiudere il ponte a tutto il traffico.

 

Un traghetto attraverso il Dnepr è stato organizzato vicino al ponte per compensare la sospensione.

 

Kherson, dove si attestano le truppe russe e filorusse e dove alla popolazione è già offerto il passaporto della Federazione Russa, è praticamente l’ultima grande città dell’Ucraina meridionale prima di Odessa, città di storia e di lingua russa che al momento è stata per lo più risparmiata dai combattimenti.

 

A Kherson, come in altri luoghi presi da Mosca, si terrà un referendum per la riannessione con la Russia, nel solco di quel che si vide nel 2014 in Crimea.

 

L’entrata dei russi a Odessa prefigurerebbe forse anche un attacco da Ovest: combattenti russi della Transnistria entrerebbero in Ucraina anche da quel versante.

 

L’entrata in guerra della Transnistria, zona russa incistata nel territorio moldavo, riaprirebbe altri equilibri – per esempio l’annessione della Moldavia con la Romania, che la farebbe entrare immediatamente in Europa e nella NATO.

 

Oltre ai punti, l’Ucraina sembra aver favorito l’attacco sui suoi civili utilizzandoli come scudi umani, dice un recente rapporto Amnesty International che ha scatenato le ire del regime Zelens’kyj.

 

 

 

 

 

Immagine da Telegram, modificata

 

 

 

 

Continua a leggere

Geopolitica

I cinesi ammettono: le esercitazioni servono per simulare l’invasione di Taiwan

Pubblicato

il

Da

L’Esercito Popolare di Liberazione cinese (EPL), con le sue esercitazioni intorno a Taiwan, sta esercitandosi per capire come fare qualora fosse presa la decisione di eseguire piani di battaglia per un’occupazione militare di Taiwan.

 

Ieri il comando del teatro orientale del EPL  ha riferito che gli aerei da combattimento della Repubblica Popolare si stavano avvicinando abbastanza a Taiwan da dove i piloti potevano vedere la catena montuosa centrale dell’isola anche in caso di maltempo, ha riferito la testata in lingua inglese del Partito Comunista Cinese, Global Times.

 

«Oggi, a me e ai miei compagni d’armi è stato ordinato di condurre una missione di deterrenza ravvicinata, in cui abbiamo osservato la costa e la catena montuosa centrale dell’isola di Taiwan nel raggio visivo» ha detto Hou Hong, un pilota in una brigata collegata al Comando Aereo del Teatro Orientale EPL  che ha partecipato alle esercitazioni.

 

«Continueremo a migliorare la nostra preparazione al combattimento in modo da poter affrontare tutti i tipi di crisi», ha aggiunto il pilota.

 

Il video trasmesso dalla CCTV mostrava i caccia Su-30 e J-16, nonché un bombardiere H-6K che partecipavano alle esercitazioni.

 

In mare, il 5 agosto più di 10 cacciatorpediniere e fregate della marina del comando del teatro orientale dell’EPL hanno condotto operazioni di blocco da diverse direzioni che circondano l’isola il 5 agosto, durante le quali le navi hanno anche praticato corsi di addestramento realistici e orientati al combattimento, tra cui attacco terrestre, offesa completa e difesa, nonché missioni congiunte anti-sottomarino durante il giorno e la notte, ha riferito la CCTV.

 

Il ministero della Difesa di Taiwan ha contato ieri un record di 68 aerei EPL nella zona di identificazione della difesa aerea autodichiarata (ADIZ) dell’isola, insieme a 13 navi della Marina EPL, ha riferito la piattaforma Taiwan News.

 

Inoltre, molti di questi aerei e navi hanno attraversato la linea mediana e «hanno gravemente deteriorato l’attuale situazione nello Stretto di Taiwan», si legge nella dichiarazione del ministero della Difesa di Taipei, secondo Taiwan News.

 

Funzionari di Taiwan hanno affermato oggi che aerei e navi da guerra cinesi hanno provato un attacco a Taiwan.

 

Il ministero della Difesa di Taiwan ha affermato che diverse navi e aerei cinesi hanno condotto missioni nello Stretto di Taiwan, ha riferito Reuters.

 

Le navi da guerra e gli aerei cinesi hanno continuato a «premere» sulla linea mediana dello Stretto di Taiwan nel pomeriggio del 6 agosto, ha detto «una persona che ha familiarità con la pianificazione della sicurezza». Fonti di Reuters hanno aggiunto che le navi da guerra e i droni cinesi hanno simulato attacchi alle navi da guerra statunitensi e giapponesi al largo della costa orientale di Taiwan e vicino alle isole giapponesi.

 

Da parte sua, l’esercito di Taiwan ha trasmesso allarmi e ha schierato forze di pattugliamento e navi di ricognizione aerea per monitorare le manovre dell’EPL, e ha messo in stand-by missili a terra e ha sparato razzi alla fine del 5 agosto per mettere in guardia sette droni che sorvolavano il suo Isole Kinmen e aerei non identificati che sorvolano le sue isole Matsu.

 

Entrambi i gruppi di isole sono vicini alla costa della Cina continentale.

 

Missili cinesi erano caduti in settimana vicino all’isola di Formosa, allertando anche il Giappone. Il cacciatorpediniere americanO USS Benfold è stato inviato attraverso lo stretto di Taiwan il mese scorso.

 

Le attività militari della Repubblica Popolare Cinese intorno a Taiwan possono divenire un blocco navale di fatto che potrebbe danneggiare tremendamente il commercio mondiale.  Taiwan, come noto, è Paese leader al mondo per la produzione di semiconduttori – cioè i microchip necessari ora ad ogni comparto dell’economia.

 

Finora, Formosa è stata protetta dal cosiddetto «scudo dei microchip», ossia la deterrenza di questa produzione industriale rispetto agli appetiti cinesi, che ancora non hanno capito come replicare le capacità tecnologiche di Taipei. Tuttavia, la guerra in Europa Orientale, facendo mancare materie prime necessarie alla produzione di chip come palladio e neon (che provengono da Russia e Ucraina), potrebbe mettere in discussione tale scudo. La Cina, tuttavia, sta accelerando per arrivare all’autonomia tecnologica sui semiconduttori, così da dissolvere una volta per tutte lo scudo dei microchip taiwanese.

 

Come riportato da Renovatio 21, l’invasione di Taiwan è stata praticamente annunciata da Xi in un discorso per il centenario del Partito Comunista Cinese. In un incidente assai bizzarro, una TV di Taiwan quattro mesi fa ha annunciato per isbaglio un attacco cinese. Poi si è scusata.

 

Secondo alcuni, la Cina invaderà prima del 2025. Altri parlano del 2027.

 

La questione degli sconfinamenti di caccia cinesi non è nuova, tuttavia mai si era arrivati a questa distanza ravvicinata.

 

Ricordiamo  il discorso di un editorialista della Cina comunista davanti al ministero della Difesa taiwanese offeso per l’episodio di fine febbraio in cui 9 jet del EPL erano entrati brevemente nello spazio aereo di Taiwan.

 

«Abituatevi», disse.

 

 

 

 

Immagine di Mil.ru. via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)

 

 

 

 

Continua a leggere

Geopolitica

Gaza: almeno 10 morti dopo i bombardamenti israeliani

Pubblicato

il

Da

Renovatio 21 pubblica questo articolo su gentile concessione di AsiaNews. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

 

 

Una fonte di AsiaNews dice che l’attacco «ha colto di sorpresa». Israele vuole continuare l’operazione «antiterrorismo» per una settimana dopo aver arrestato alcuni membri del gruppo Jihad islamico. Finora una decina le vittime, tra cui una bambina di 5 anni. Alto il rischio di un’ulteriore escalation.

 

 

È una «situazione molto brutta» quella di Gaza, «l’attacco» israeliano di ieri sera «ha colto di sorpresa».

 

Sono le parole di una fonte di AsiaNews in loco dopo gli attacchi aerei delle Forze di difesa israeliane (IDF) contro la Striscia di Gaza che hanno ucciso almeno 10 persone, tra cui una bambina di 5 anni. Almeno 70 i feriti. Un’escalation così intensa non avveniva dagli scontri di maggio 2021, durante i quali in 11 giorni di conflitto persero la vita più di 200 palestinesi e 12 israeliani.

 

Le autorità dello Stato ebraico hanno affermato di aver ucciso nel raid Tayseer Jabari, comandante del gruppo Jihad islamico (Palestinian Islamic Jihad, PIJ) un gruppo militante sostenuto dall’Iran. Il PJI ha risposto con il lancio di un centinaio di razzi, quasi tutti intercettati dal sistema antimissilistico Iron Dome.

 

Israele ha ripreso gli i bombardamenti alle prime ore di questa mattina, ma l’operazione, denominata «Breaking Down», potrebbe continuare per una settimana, ha affermato il portavoce dell’esercito Ran Kochav.

 

Le autorità israeliane hanno inoltre dichiarato di aver arrestato 19 membri del Jihad islamico durante un attacco in Cisgiordania. Secondo il primo ministro israeliano Yair Lapid «Israele ha condotto una precisa operazione antiterrorismo contro una minaccia immediata».

 

L’escalation improvvisa segue l’arresto, avvenuto nella serata del primo agosto, di Bassem Saadi, considerato il leader del PIJ nella West Bank. Nell’operazione era morto anche un ragazzo di 15 anni. Secondo le autorità israeliane l’assalto di ieri avrebbe quindi sventato un attacco imminente.

 

L’evoluzione della situazione pare essere imprevedibile: Ziad al Nakhalah, uno dei leader del PIJ, ha annunciato l’inizio di una «guerra senza tregua per rispondere a questa aggressione», mentre Hamas, che governa la Striscia di Gaza, ha fatto sapere che i gruppi armati sono «uniti» nella battaglia, ma non per ora non ha preso parte ai combattimenti.

 

L’Egitto nel frattempo ha comunicato di aver avviato trattative per un cessate il fuoco.

 

 

 

 

Invitiamo i lettori di Renovatio 21 a sostenere con una donazione AsiaNews e le sue campagne.

 

 

 

Renovatio 21 offre questo articolo per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

Continua a leggere

Più popolari