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Shakespeare ha reso il teatro «troppo bianco, maschilista, nazionalista, cisgender»: studio pagato dal governo britannico
Uno studio finanziato dal governo britannico per quasi un milione di sterline sostiene che Guglielmo Shakespeare, uno de delle più alte vette della letteratura della storia umana, è stato rappresentato in modo sproporzionato e ha permesso a «narrazioni maschili bianche, normodotate, eterosessuali e cisgender» di dominare il teatro.
Lo studio, condotto da accademici dell’Università di Roehampton, è stato finanziato dal Consiglio governativo per la ricerca sulle arti e le discipline umanistiche e sostiene essenzialmente che Shakespeare non è abbastanza diversificato.
Il quotidiano britannico Telegraph riferisce che il supervisore dello studio, Andy Kesson, lamenta che «la mascolinità e il nazionalismo sono stati fattori motivanti cruciali nell’ascesa di Shakespeare come arbitro della grandezza letteraria aggiungendo che «[dobbiamo] essere molto, molto più sospettosi» del posto di Shakespeare nel teatro contemporaneo».
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«A quanto pare non ci sono abbastanza migranti transgender queer disabili neri e marroni nelle opere di Shakespeare» commenta Modernity News.
Per contrastare la mancanza di diversità di Shakespeare, i ricercatori stanno mettendo in scena un’opera teatrale di John Lyly, un drammaturgo contemporaneo di Shakespeare. il quale tuttavia che non ebbe lo stesso successo.
I ricercatori affermano che l’opera di Lyly Galatea offre «un’esperienza demografica affermativa e intersezionale senza precedenti, che esplora le vite femministe, queer, transgender e dei migranti».
«Dato che sostanzialmente nessuna di queste cose esisteva quando l’opera è stata scritta» continua Modernity News, «chiunque sano di mente concluderebbe che non sono temi dell’opera, e invece sono stati introdotti con la forza dagli “accademici” ossessionati dal promuovere la loro agenda identitaria senza senso».
In risposta a questa totale sciocchezza, l’autore Lionel Shriver ha osservato che «ai tempi di Shakespeare, metà della popolazione europea era bianca e maschia. Non avevano bandiere arcobaleno. Essere disabile come Riccardo III era una questione di carattere più che di politica, e per loro fortuna nessuno aveva mai coniato l’abominio linguistico “cisgender”».
Lo Shriver ha inoltre sottolineato che «ancora pertinente perché i suoi temi sono senza tempo, Shakespeare sopravviverà anche a questa storpiatura dogmatica, e le sue opere continueranno a essere apprezzate molto tempo dopo che le rappresentazioni ‘intersezionali’ di oggi si saranno ridotte a una bizzarra nota comica nella storia del teatro».
Anche il comico e autore Andrew Doyle ha commentato: «c’è un’ottima ragione per cui Shakespeare viene rappresentato frequentemente e John Lyly a malapena. Shakespeare era di gran lunga il drammaturgo migliore. Ancora una volta, gli ideologi stanno riducendo la grande arte a meri meccanismi per la promozione di un’ideologia».
«Una produzione di Galatea sarebbe benvenuta», ha continuato Doyle, aggiungendo “ma dato che coloro che stanno dietro ad esso stanno già usando termini pseudo-religiosi anacronistici come “cisgender”, suggerisce che sarà una faccenda noiosa. Evidentemente credono che ciò che stanno facendo sia radicale, ma praticamente tutte le compagnie teatrali oggi sono ossessionate dall’identità e dal genere, e quindi è probabile che questa sia solo propaganda più conformista e insipida».
La deputata conservatrice Jane Stevenson, del comitato governativo per la cultura, i media e lo sport, ha dichiarato: «non sono sicura che ridurre Galatea a una celebrazione di tutte le cose woke, o accusare Shakespeare di essere pallido, maschio e stantio sia molto più di un clickbait culturale».
Non è la prima difficoltò che il Bardo si trova ora ad affrontare nel mondo moderno.
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«Le opere di Shakespeare sono state tradotte in 100 lingue e chiaramente risuonano ancora tra le persone di tutto il mondo. Amore, odio, ambizione, perdita, gelosia: tutte emozioni universali con cui tutti ancora ci identifichiamo», ha inoltre dichiarato la Stevenson.
Come riportato da Renovatio 21, diverse scuole della Florida nel 2023 hanno iniziato ad eliminare le opere scespiriane dai loro programmi di studio per paura di entrare in conflitto con una controversa nuova legge che vieta i libri con contenuti sessuali. Secondo alcuni, si tratterebbe di una manovra di gruppi di pressione LGBT che si oppongono fermamente alla legge emanata dal governatore Ron DeSantis, che di fatto ha fatto uscire dalle scuole dei bambini della Florida i contenuti omosessualisti
Come riportato da Renovatio 21, la situazione del teatro in Albione è così drammatica che esistono spettacoli esclusi ai bianchi.
Come riportato da Renovatio 21, la situazione dell’accademia in Albione è così drammatica che a Cambridge un ricercatore di storia dell’arte ha fatto una conferenza pubblica sul «corpo trans» di Gesù Cristo, e il rettore cantabrigense lo ha pure difeso nella polemica seguitane. Sempre nel prestigioso ateneo l’anno scorso è emerso che viene insegnato che gli anglosassoni non sono mai esistiti come gruppo etnico specifico.
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Ben-Gvir come i nazisti: «ci sono persone che non meritano di vivere»
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E l’avvocato israeliano disse: la vita di un ebreo vale 10 milioni di palestinesi
Un avvocato israeliano legato a coloni della Cisgiordania, Yehuda Shimon, ha rilasciato dichiarazioni controverse in un’intervista alla BBC all’inizio di agosto 2026, dopo una sparatoria mortale vicino all’avamposto di Havat Gilad che ha ucciso due israeliani, incluso un ufficiale delle Forze di Difesa israeliane.
Le sue parole stanno facendo il giro della rete, scatenando indignazione e prese di coscienza. Dopo l’uccisione di un israeliano, lo Shimon ha dichiarato che «dobbiamo uccidere tutte le persone di Tal, Sarra, anche Jit e Farata», cioè villaggi palestinesi vicini.
«Una vita ebraica vale 10 milioni» di vite palestinesi» ha detto l’avvocato dei coloni.
Alla domanda se suonasse razzista, ha risposto: «Sì, lo so. Ma questa è la verità, perché Dio ci ha scelti. Per questo siete gelosi».
Israeli lawyer Yehuda Shimon has sparked a viral debate after calling for the complete genocide of the survivors in Gaza because he says one Jewish life is equivalent to 10 million Palestinians.
“That just sounds racist.”
“Yes, I know.” https://t.co/0IiliidFg5 pic.twitter.com/lZpPNgBWhk
— Alex Jones (@RealAlexJones) August 2, 2026
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Le affermazioni nazi-giudaiche dell’avvocato sono state riportate dal Jerusalem Post, dalla BBC e da altri organi di stampa e hanno suscitato forti reazioni. Lo Shimon rappresenta legalmente israeliani accusati di violenza contro palestinesi e parla da posizioni estreme di coloni religiosi.
Riguardo alla questione della legge, ha dichiarato esplicitamente che, nonostante sia avvocato, l’unica legge che conta per lui è la Bibbia – e quindi non quella israeliana né il diritto internazionale.
Nella stessa intervista, ha criticato l’esercito israeliano perché, secondo lui, «non uccide i palestinesi, li separa solo» quando ci sono scontri con i coloni. Sui palestinesi della Cisgiordania ha indicato tre opzioni: 1) Accettare il dominio israeliano e vivere quietamente sotto di esso; 2) Emigrare volontariamente in altri paesi arabi/musulmani; 2) Se non accettano né se ne vanno: «Se non volete fare la pace con noi e non volete andarne, non ho scelta: devo uccidervi, e vi uccido tutti».
Queste dichiarazioni sono state fatte all’interno dell’avamposto di Havat Gilad, a pochi giorni dalla sparatoria del 24 luglio 2026 che aveva causato morti da entrambe le parti. Shimon rappresenta legalmente israeliani accusati di violenza contro palestinesi.
Il suprematismo ebraico ha basi religiose che affondano nel concetto biblico di «popolo eletto» (am segulah), presente nel libro del Deuteronomio (7,6 e 14,2). Secondo questi passi Dio sceglie Israele come popolo particolare. Alcune correnti, soprattutto all’interno del sionismo religioso radicale e di gruppi come quello ispirato a Meir Kahane 0 il maestro del ministro israeliano Itamar Ben Gvir, il cui partito sionista secolarista Otzma Yehudit («Potere Ebraico» è la continuazione del movimento kanahista – leggono questa elezione in senso gerarchico: una vita ebraica avrebbe valore superiore e il popolo ebraico avrebbe diritti esclusivi sulla Terra di Israele, vista con confini che spaziano per tutto il Medio Oriente (la teoria del «Grande Israele»).
Sul piano ideologico, tali visioni si combinano con rivendicazioni territoriali assolute e con l’idea che la legge divina (Torah) prevalga su quella internazionale o statale. Espressioni di questo tipo emergono periodicamente in ambienti di coloni – e non solo – dove si sostiene che una vita ebraica valga molteplici vite non-ebraiche e che la resistenza palestinese debba essere repressa fino all’eliminazione.
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Immagine screenshot da Twitter
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Funzionario dei Mondiali indagato per un gesto con la mano considerato come il segno del «White Power»
🚨 FIFA have launched an investigation into assistant VAR Shaun Evans after he appeared to make a hand gesture that has been linked to far-right extremist groups… 😅🥲 pic.twitter.com/HlO8JSoZyJ
— 𝐂𝐚𝐬𝐮𝐚𝐥 𝐔𝐥𝐭𝐫𝐚 𝐎𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥 (@thecasualultra) June 15, 2026
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